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  • La visita dei produttori albanesi e delle Istituzioni ai campi sperimentali di Geoplant Vivai

    L’11 maggio l’azienda vivaistica ha accolto una delegazione albanese, interessata all’eccellenza delle sue piante da frutto, e incontrato il Prof. Paolo De Castro, economista, politico e agronomo, per parlare di internazionalizzazione, lotta alla contraffazione e centralità della ricerca.

    Giornata ricca di confronti per la Società Agricola Geoplant Vivai, eccellenza romagnola fondata nei primi anni Ottanta da Secondo Danesi e Adriana Siboni e specializzata nella produzione e nel miglioramento genetico delle piante da frutto e di fragola. L’11 maggio i campi sperimentali dell’azienda vivaistica con sede a Savarna, nel ravennate, hanno ospitato una nutrita delegazione di produttori albanesi, guidati dal Dr. Hafuz Domi, Direttore dell’Associazione di sviluppo agricolo dei Distretti di montagna.

    Ad accompagnare i visitatori – accanto alla rappresentanza aziendale di Geoplant Vivai e al Presidente di AGIA (Associazione Giovani Imprenditori Agricoli) e di Condifesa Stefano Francia – la Direttrice dell’Associazione “Agricoltura è Vita” Cristina Chirico, impegnata nell’ambito di numerosi progetti di formazione, ricerca e innovazione per lo sviluppo di areali come quello albanese, attraverso l’esportazione di tecniche, contatti, novità procedurali e di prodotto, resa possibile dalla cooperazione sinergica tra aziende.

    L’interesse principale dei produttori si è focalizzato sulle cultivar di melo e sulle drupacee, con particolare riferimento al ciliegio in ragione della volontà di inserire questa coltura all’interno della propria offerta sul territorio albanese. La prima parte della visita, atto inziale di una futura e proficua collaborazione, si è svolta nei vivai di melo situati nella frazione di Mandriole, caratterizzati dall’innesto su portainnesto M9, con astoni normali e Knip. I farmers albanesi, avvezzi alla coltivazione della cultivare Red Delicious, si trovano ora a fronteggiare una non semplice situazione causata dalle restrizioni di provenienza russa e sono orientati, dunque, verso una crescente diversificazione della produzione. Teatro dell’ultima parte della visita sono stati invece i campi sperimentali di fragola di Borgo Masotti, dove si sono tenute la presentazione e la degustazione di alcune varietà made in Geoplant, tra cui Asia, Malga e FragolAurea.

    Congedati gli interlocutori, la giornata è proseguita nel segno dell’internazionalizzazione arrivando a toccare tematiche di grande attualità e inevitabile urgenza per l’evoluzione delle politiche agricole europee.

    Alla presenza del Sindaco di Bagnacavallo Eleonora Proni, l’azienda ha ricevuto Paolo De Castro, politico, economista e agronomo italiano di comprovata esperienza. Grazie alla sua carriera come professore ordinario di Economia e Politica Agraria presso l’Università di Bologna e agli svariati ruoli istituzionali ricoperti (tre volte Ministro dell’Agricoltura, oltre che Vice Presidente della Commissione per l’agricoltura e la produzione agroalimentare del Senato della Repubblica Italiana), dal 2009 siede al Parlamento Europeo per occuparsi di politiche agricole e sviluppo rurale.

    Di fronte a una platea multiforme, composta tra gli altri dai lavoratori dell’azienda Geoplant Vivai, Paolo De Castro ha ascoltato e condiviso in veste istituzionale le posizioni del titolare Secondo Danesi e le visioni strategiche da mettere in campo per contrastare la moltiplicazione abusiva delle piante di fragola e la contraffazione in materia di diritto d’autore varietale (causa primaria nel danneggiamento dei costitutori), molto diffusa in buona parte della Comunità Europea con picchi in Paesi quali Polonia e Ungheria, ma che tocca frange dell’Extra-UE, in modo particolare Serbia e Ucraina.

    Si è passati poi a trattare l’importanza della ricerca e dell’introduzione di innovative tecnologie applicate all’agricoltura per portare, infine, all’attenzione la necessità di un’Europa unita che sappia fronteggiare con forza, competenza e carattere le pressioni commerciali delle grandi potenze mondiali (Cina e USA tra tutti) e salvaguardare la produzione e l’agricoltura comunitaria e certo anche quella made in Italy, eccellenza da sempre riconosciuta dentro e fuori confine.

    www.geoplantvivai.com

  • GOLOSARIA MILANO, STREET FOOD DEL CONSORZIO BRIANZA CHE NUTRE

    Golosaria Milano – Dal 5 al 7 novembre prossimi il food truck di Brianza Che Nutre, un Bedford vintage anni ’70 con la carrozzeria decorata a mano dall’eclettico artista Alberto Casiraghy, servirà nei tre giorni di Golosaria, rassegna che celebra il gusto e i sapori d’Italia, i piatti del menu della tradizione brianzola con un valore intrinseco aggiunto: la valorizzazione del riutilizzo alimentare.

    Così spiega il neopresidente del consorzio Carlo Maria BrambillaE’ passato solo un mese dall’approvazione della legge contro gli sprechi alimentari e i piatti della tradizione brianzola che proponiamo in questa rassegna, come unici rappresentanti di una realtà di aggregazione, sono di estrema attualità in quanto dimostrano come, da sempre, sia possibile cucinare con prodotti semplici, poveri ma gustosi e che il riutilizzo alimentare sia etico e civile. Lo spreco non appartiene a nessuna cultura contadina.”

    Le ricette tipiche sono un esempio concreto di come la cucina della tradizione brianzola abbia da sempre utilizzato anche le parti meno nobili delle materie prime, come il musetto, l’orecchio o la cotenna del maiale (cassoeula), il pane raffermo (torta paesana) o gli avanzi di carni varie anche cotte in modi diversi (mondeghini), con risultati eccellenti.

    Il Consorzio Brianza Che Nutre, dunque, condivide e rilancia le indicazioni di Andrea Segrè, professore all’università di Bologna e creatore dell’Osservatorio nazionale Waste Watchers, che promuove la sensibilizzazione dei cittadini per diminuire la quantità di rifiuti domestici indirizzandoli verso comportamenti virtuosi. Senza però rinunciare, naturalmente, alla qualità e al gusto.

    Infatti le materie prime utilizzate dal food truck provengono quasi esclusivamente dal territorio a Km zero in quanto tra i consorziati vi è chi produce e fornisce carni, verdure e frutta biologica, vino, birra artigianale, pane e dolci.

    Il furgone di Brianza Che Nutre, a cura dello staff del consorziato Manifattura del Gusto di Monza, sarà presente a Golosaria nell’area interna Cucine di Strada. Qui si potranno degustare le specialità ideate per l’occasione dal Tavolo della Ristorazione e rivisitate dagli chef dei ristoranti eccellenti appartenenti al consorzio, nella loro versione street:

    Mondeghini – uno tira l’altro ovvero polpettine di carne, pane ammollato nel latte, aglio, prezzemolo, scorze di limone, uovo, pane grattuggiato, sedano, carote, cipolle, noce moscata, sale, pepe.

    Pan cassoeula – panino per tutte le stagioni. Pane croccante all’olio con verza nell’impasto, costina disossata, verza, verzit, stufati con sedano, carote, cipolle, salvia e aglio.

    Torta paesana su stecco – tradizione e innovazione.

    Il consorzio è formato da una trentina di soci ed il settore alimentare e della ristorazione è un punto di forza, un settore consolidato e di prestigio, che unisce innovazione, tradizione ed eccellenza. Il personale è esperto e altamente professionale. Brianza Che Nutre ha stipulato una convenzione di collaborazione con cinque scuole superiori, tra cui una alberghiera: agli studenti vengono offerte possibilità di stage e di alternanza scuola-lavoro.

    Ideata dal giornalista Paolo Massobrio, l’undicesima edizione della kermesse si svolgerà a Milano dal 5 al 7 novembre negli spazi del MiCo – Fieramilanocity (zona Amendola Fiera – MM Lilla fermata Portello.