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  • Gestione patrimoniale, boom del private banking nel 2023

    Malgrado la situazione a livello geopolitco ed economico non sia certo delle migliori, il 2023 del private banking sta viaggiando su binari dritti e sicuri. Tanto che a fine anno la gestione patrimoniale dovrebbe superare i 1000 miliardi, secondo le stime della stessa Associazione di settore (Aipb).

    I numeri della gestione patrimoniale

    gestione patrimonialeNel primo semestre, la corsa del settore è stata propiziata dal buon andamento dei mercati finanziari, che ha accresciuto il valore dei portafogli delle famiglie rispetto al 2022. A questo bisogna aggiungere anche l’aumento della raccolta netta da parte dei fondi di gestione patrimoniale.

    Il fatto che la componente più incisiva sarà la raccolta netta, fa capire che è aumentato il numero di famiglie facoltose, ossia coloro che hanno una ricchezza finanziaria investibile uguale o superiore a 500 mila euro.

    Nella seconda metà dell’anno invece, pur essendoci stata una crescita inferiore, l’effetto finale non inciderà negativamente sul bilancio annuale.
    La crescita sarà composta per un 5,3% dalla nuova raccolta, e per un altro 2,9% grazie all’effetto mercato (ossia la price action dei singoli asset).

    Cambiano i portafogli dei clienti

    L’Osservatorio Aipb 2023 ha evidenziato anche i cambiamenti avvenuti nella gestione patrimoniale, a seguito degli eventi geopolitici e della crisi economica.

    Nei portafogli gestiti c’è stato un ribilanciamento dovuto alla crescita dei tassi di interesse da parte delle banche centrali. Per questo la liquidità è confluita prevalentemente nel reddito fisso (quasi un terzo del totale), ossia obbligazioni e titoli di Stato. La crescita del 33% (dati XTB group) segna una inversione netta rispetto al trend recente.
    È cresciuta anche la sensibilità delle famiglie per gli investimenti sostenibili. E’ rimasto stabile il gestito, mentre è stato un anno in rosso per l’assicurativo, con deflussi per circa otto miliardi di euro.

    Troppi si affidano al “fai da te”

    Infine l’indagine evidenzia che, anche se è cresciuto il ricorso ai private banker (e la quasi totalità degli intervistati è soddisfatto del proprio private banker), c’è una grossa fetta di persone che ancora preferisce il fai da te, o addirittura preferisce non fare niente proprio. Si tratta di circa 400 miliardi di euro, pari a una quota di mercato del 35%.

  • Mercato del Litio, la Cina resta leader ma il Canada vuole insidiare il primato

    Il futuro della mobilità e senza ombra di dubbio nei veicoli elettrici. Che tutto passa per la produzione di batterie sempre più capienti ed efficienti. Sotto questo punto di vista, il mercato del litio è diventato estremamente vivace perché questo metallo è l’elemento indispensabile per la produzione delle batterie.

    La corsa in atto sul mercato del litio

    litioLa scarsità di litio rispetto alla richiesta di mercato ha acceso la corsa agli investimenti nelle miniere dove si può ricavare. Finora la parte del leone l’ha recitata la Cina, che si è conquistato il predominio nella catena di forniture delle batterie per veicoli elettrici.
    Sul mercato del Litio ha fatto però irruzione anche il Canada, perché nella zona Nord del paese esiste una miniera che potrebbe diventare una delle principali fonte di materie prime e componenti per i veicoli elettrici.

    La miniera canadese

    Ha una strana storia questa miniera, perché la sua proprietà è passata di mano diverse volte e spesso le società proprietarie hanno dovuto dichiarare bancarotta. Ma ora che la richiesta di Litio è schizzata verso l’alto, la storia potrebbe completamente cambiare.
    Per capire quanto importante potrebbe essere questa miniera per il mercato del litio, basta dire che diventerebbe la seconda fonte nordamericana del metallo. Inoltre si trova in una posizione estremamente strategica, perché è ad un tiro di schioppo dalle fabbriche automobilistiche più importanti come Ford e Chrysler.

    La corsa del Litio

    La richiesta di metallo ha fatto schizzare il prezzo sul mercato del Litio, più alto di oltre 5 volte rispetto ai valori del 2021. Il famoso imprenditore il proprietario di Tesla, Elon Musk, non ha esitato a dire che “essere fornitore di litio equivale ad avere una licenza per stampare denaro“, vista la price action così vivace.
    Chi meglio di lui può dirlo, visto che le batterie Tesla hanno Litio del Nevada, ma la produzione annuale del sito è sufficiente per circa 80.000 veicoli mentre gli americani hanno acquistato 370.000 auto a batteria nei primi sei mesi del 2022. E le vendite sono in crescita.

    Rischi e opportunità

    È altrettanto vero però il mercato del litio presenta alte caratteristiche di rischio. Infatti gli indicatori di volatilità sono sempre tra i più elevati, inoltre fin quando la miniera canadese non entrerà in funzione, non si potrà sapere quanta concentrazione di litio c’è nella terra e quindi quanto potrebbe essere redditizio. Bisogna Infatti ricordare che il Litio va estratto da una roccia che lo contiene.
    Ad ogni modo la battaglia per conquistarsi il predominio nel mercato del litio è in pieno svolgimento e anche il Canada si è iscritto alla corsa.