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  • Prestiti: in Abruzzo importi in crescita del 17%

    Nell’ultimo anno gli abruzzesi hanno fatto ricorso al credito al consumo in maniera più netta, con incrementi negli importi richiesti, in media, dell’17%. A comunicare il dato sono Facile.it (https://www.facile.it/prestiti-personali.html) e Prestiti.it (https://www.prestiti.it/), i due comparatori italiani specializzati nel confronto dei prestiti personali che hanno analizzato un panel di oltre 700 richieste di finanziamento presentate in regione nel primo trimestre 2017.

    Secondo i dati dell’Osservatorio l’importo medio dei prestiti richiesti in Abruzzo è pari a 12.300 euro, era appena più di 10.525 un anno fa. Gli abruzzesi che hanno cercato di ottenere un prestito personale nei primi mesi del 2017 puntavano ad un piano di restituzione in 68 rate (oltre 5 anni e mezzo), potevano contare su uno stipendio medio di 1.660 euro e, all’atto della richiesta avevano già compiuto 44 anni, una delle età maggiori di tutta la penisola fra chi richiede prestito e che, a ben guardare, non varia di molto in Regione, muovendosi fra gli estremi di Teramo (43 anni in media) e Pescara (46 anni).

    L’Aquila, ancora alle prese con la ricostruzione post sismica, è la provincia in cui si sono chiesti gli importi maggiori (12.996 euro, il 5,6% in più rispetto alla media regionale, da restituire in 69 mesi). Alle sue spalle Pescara (12.252 euro, 68 rate) e Chieti (12.134 euro, 70 mensilità, il piano di restituzione più lungo di tutta la regione). Teramo è invece la provincia abruzzese in cui, nel primo trimestre 2017, si sono presentate le richieste di importo inferiore (11.727 euro, 63 rate).

    Quasi una richiesta di prestito ogni tre (29,93% del totale) fra quelle presentate in Abruzzo arriva dalla provincia di Chieti, a seguire Pescara (27,55%) e L’Aquila (24,15%).

    Ma quali sono i motivi che spingono i residenti in Abruzzo a richiedere un prestito personale? Secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, la maggior parte delle domande è legato all’ottenimento di prestiti per ristrutturare casa (23,11% 14.898 euro il taglio medio) e, con la stessa percentuale, l’acquisto di auto usate (8.714 euro). Al terzo posto l’ottenimento di liquidità che raccoglie il 21,7% delle richieste ed equivale ad una media di 13.185 euro.

    La casa è molto presente nelle richieste di prestito compilate in Abruzzo e fra le prime 10 motivazioni si trovano altre 2 finalità connesse con l’immobiliare: l’arredamento (quinta con 6.722 euro e il 4,25% delle richieste) e addirittura l’acquisto di casa, cui ricorre l’1,42% di chi richiede un prestito personale in Abruzzo e per il quale si cerca di ottenere, in media, un finanziamento di 28.300 euro. Importi molto ridotti, ma tempi molto più brevi e parametri meno stringenti fanno preferire questo al mutuo in alcuni casi, come presumibilmente quelli emersi dall’Osservatorio.

  • Prestiti per sposarsi: in Italia erogati 96 milioni di euro in 3 mesi

    Per onorare il più bel giorno della vita gli italiani ricorrono a prestiti personali e lo fanno in misura sempre maggiore; nel primo trimestre 2017 sono stati erogati 96,2 milioni di euro per sostenere le spese di matrimoni e cerimonie. È questo il dato che emerge da un’indagine di Facile.it e Prestiti.it, che hanno analizzato oltre 30.000 richieste di finanziamento, tracciando il quadro di come molti futuri sposi affrontino i costi di ricevimento, vestiti, fiori e bomboniere.

    Il primo elemento evidenziato è che l’importo medio richiesto nel 2017 è cresciuto del 14,35% rispetto al 2016, passando da 10.366 euro a 11.854 euro; crescita ancora più importante se confrontata con il 2013, quando la media era di appena 9.000 euro.

    Analizzando la ripartizione regionale delle richieste di prestito per matrimoni e cerimonie, emerge chiaramente come il Sud guidi la classifica, con la sola Campania che origina quasi il 22% delle richieste e dove l’incidenza di questi finanziamenti sul totale di quelli che i consumatori cercano di ottenere è pari a circa il doppio rispetto ai valori del resto d’Italia.

    La seconda regione che, proporzionalmente, genera il maggior numero di richieste è la Calabria con il 13,70%, mentre al terzo posto figura la Lombardia, con il 12,79%, unica regione del Nord ad avere un valore sopra il 6%.

    Altro dato interessante, si legge nell’analisi, è l’età media del richiedente, che si attesta poco sotto i 41 anni, mentre per quanto riguarda la durata del prestito, gli italiani optano per rimborsare il finanziamento in 64 rate mensili dell’importo di circa 185 euro.

    Curioso, in termini di lettura sociale del fenomeno, è la differenza di genere; solo nel 23% dei casi è la donna a richiedere il prestito.

    Ma quanto costa sposarsi? Secondo il wedding planner Andrea Bettinzoli della Chapeau Consulting: «Le voci di spesa da tenere sotto controllo quando si affronta un matrimonio sono molte e possono variare da regione a regione e, naturalmente, in base alla tipologia di cerimonia che si desidera organizzare. Immaginando un matrimonio tradizionale, con 80 invitati, si possono spendere dai 3.000 ai 7.000 euro per gli abiti, fra 2.000 e 5.000 euro per l’affitto della location, fra i 6 e i 12.000 euro per il catering.»

    Le spese per il giorno più bello, però, non finiscono qui; c’è il fotografo, (almeno 3.000 euro per un servizio completo di video); l’allestimento floreale, (a partire da 2.500 euro); le spose difficilmente rinunciano a  parrucchiere e truccatrice (costi dai 250 ai 500 euro). Se si vuole arrivare in chiesa con un’auto d’epoca, lo sfizio può costare circa 500 euro mentre le partecipazioni vanno dai 6 euro a salire. E se si vuole animare la festa con un Dj, bisogna considerare dai 250 ai 700 euro. Senza contare tutti gli “extra”, capaci di far lievitare il conto finale anche sensibilmente.

    Ma si sa,  quello è il giorno più bello della vita, quindi la cosa importante è che la festa sia indimenticabile. Con buona pace del budget!

  • Prestiti: nel primo trimestre importi in aumento (9.3%)

    Nell’ultimo anno gli italiani hanno fatto spesso ricorso al credito al consumo, anche, ma non solo, perché spinti dagli incentivi fiscali confermati dal governo e gli importi delle loro richieste sono aumentate, rispetto ai primi tre mesi del 2016 del 9,3%. Secondo i dati dell’Osservatorio congiunto condotto da Prestiti.it e Facile.it (https://www.facile.it/prestiti-personali.html) che ha analizzato un panel di oltre 34.000 richieste di finanziamento presentate fra il 1 gennaio ed il 30 marzo 2017, se nel primo trimestre 2016 chi cercava di ottenere un finanziamento puntava a poco più di 11.000 euro, oggi la richiesta media è appena inferiore ai 12.150 euro.

    Fra le richieste di prestito personale per le quali il firmatario specifica anche la finalità di utilizzo, la fetta più consistente è rappresentata dal mondo della casa che, unendo i prestiti chiesti per ristrutturazione a quelli legati all’arredo arriva al 26,92% del totale. Secondo posto per il settore automobilistico; in questo caso l’acquisto di un veicolo, sia esso nuovo o usato, raccoglie il 23,10% del totale richieste. Terzo posto per il consolidamento dei debiti che, con il 19,02% del totale, supera di un soffio le richieste di liquidità (18,96%).

    L’osservatorio ha evidenziato anche come, sempre rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno sia aumentato il tempo necessario a restituire i finanziamenti; oggi chi chiede un prestito mira a dilazionare il pagamento in 69 rate (poco meno di 6 anni), mentre erano 65 un anno fa.

    Un dato estremamente interessante, fra quelli emersi dall’analisi, è relativo al profilo del richiedente; il 74% di chi compila le richieste è uomo, il 26% donna. Se fra i due sotto campioni l’età anagrafica non è troppo dissimile, saltano agli occhi invece importanti differenze sia in termini di stipendio medio, sia di importi che si cerca di ottenere; gli uomini che vogliono un prestito personale hanno uno stipendio mediamente superiore del 12% rispetto alle donne e questo gli consente di puntare a cifre superiori (12.600 euro per gli uomini, 10.855 euro per le donne).

    Ancora più importante, in termini di lettura sociale del fenomeno, il dato legato all’età; la maggiore percentuale delle richieste, il 31,06% del totale è legato a consumatori che non hanno ancora compiuto i 35 anni; a seguire (30,83%) la fascia 35 – 45 anni e quella fra i 45 ed i 55 anni (21,16%)

    «La richiesta di prestiti da parte dei giovani», ha spiegato Mario Parteli, responsabile Business Unit prestiti di Facile.it, «va intesa come un segnale di fiducia. I cresciuti livelli occupazionali li spingono a vedere il futuro in termini più rosei del passato e questo gli consente di non vivere con timore l’impegno di un prestito, soprattutto se legato ad elementi di indipendenza come la casa o un’auto di proprietà».

    Analizzando i dati su base regionale, le cifre più cospicue sono state richieste in Trentino Alto Adige (con 13.428 euro), Basilicata (12.843) e Puglia (12.810), mentre la Liguria è quella in cui si registrano quelle più basse (11.259 euro). La Sardegna, con 72 rate, è la regione con i piani di restituzione più lunghi, Friuli Venezia Giulia e Liguria, con 66 mensilità, quelle in cui i prestiti durano di meno.