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  • Venezia: Silvana Giacobini presenta il suo ultimo libro a Pro Biennale

    Si è chiusa ieri, lunedì 27 maggio, a Venezia, la rassegna d’arte contemporanea definita dal prof. Vittorio Sgarbi come “l’unica Biennale vera, la Biennale della libertà e della creatività della proposta”. L’ideatore e organizzatore di Pro Biennale, il curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, ha pensato di valorizzare il finissage con una coppia di incontri alla Scuola Grande di San Teodoro (Campo San Salvador 4810), la più antica delle due sedi espositive. L’ultimo degli appuntamenti di Spoleto Arte a cura di Sgarbi si è tenuto domenica 26 maggio con Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e «Diva e Donna». La nota scrittrice e giornalista ha potuto così presentare in un contesto artistico il suo ultimo libro dedicato a un mostro sacro del cinema italiano. Intitolandolo Albertone. Alberto Sordi, una leggenda italiana, Silvana Giacobini ha voluto così rendere omaggio a un divo dal carisma intramontabile. Attraverso l’analisi dei suoi numerosi film, è emerso un ritratto dell’attore a 360°, senza tralasciare il ruolo drammatico assunto per il film felliniano de I vitelloni.

    Protagonista della commedia rosa e nera italiana, Alberto Sordi ha lasciato una profonda traccia nella nostra cultura e in ben oltre centoquaranta film. Rappresentante dell’italiano medio, dei suoi vizi e delle sue virtù, l’attore viene ricordato nel libro attraverso una serie di preziose testimonianze, cercando di scalfire quel mistero che, attraverso la celebrità del mito, ne vela la profonda umanità.

    Domenica vi è stato uno spazio aperto alle curiosità su Alberto Sordi e all’attualità, dunque, ma ancor più agli artisti esposti in Pro Biennale. Dopo gli autografi con diversi visitatori, Silvana Giacobini si è lasciata guidare tra le opere presenti nella Scuola, apprezzandone tipologie e stili differenti.

    Per ulteriori informazioni è possibile contattare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • Silvana Giacobini inaugura la nuova sede di Spoleto Arte a Bassano del Grappa

    Sabato 25 maggio Spoleto Arte ha inaugurato la nuova sede degli uffici a Bassano del Grappa. In via Andriolo la Spoleto Art Factory ha ospitato per l’occasione la nota scrittrice e giornalista Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna» per la presentazione del suo ultimo libro intitolato Albertone. Alberto Sordi, una leggenda italiana. L’evento, ideato e organizzato dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, ha visto la partecipazione di Renato Manera, ex vicepresidente della Fondazione Canova di Possagno e del pittore Toni Zarpellon, l’artista che ha fatto delle Cave di Rubbio una galleria d’arte a cielo aperto.

    Passando da un’interessante analisi di un Alberto Sordi nei panni di un ruolo drammatico come quello avuto nel film I vitelloni alla rivelazione di alcune chicche sul suo conto, Silvana Giacobini ha poi spaziato dalle avventurose interviste a Hillary Clinton al recente flop televisivo di Adriano Celentano fino all’avvenuta reunion di Al Bano e Romina.

    L’apertura della Spoleto Art Factory ha visto l’onore di avere Silvana Giacobini come prima ospite vip in un evento “apripista”. In programma infatti ci sono numerosi incontri a tema artistico-culturale e la presentazione di un libro su un’icona del cinema italiano è stata un ottimo pretesto per fare il punto sulla situazione dello spettacolo italiano, sul fatto che vi sia stata un’evoluzione che ha portato alla creazione di numerosi personaggi e di un esiguo numero di divi. La giornalista ha così commentato la situazione: «Ormai i divi sono tutti soggetti che, mediante i selfie, Instagram e i vari social sono protagonisti. Quindi si diventa divi con l’immagine di se stessi. Un tempo il carisma del divismo nasceva anche dalla segretezza, dalla riservatezza, dalla poca conoscenza. All’inizio della storia del cinema, quando non c’era ancora la comunicazione come mano a mano nel tempo si è instaurata, i divi erano proprio dei dell’olimpo. Ricordiamo Valentino, Hollywood, poi la televisione che ha avuto una comunicazione ancora maggiore, tutte le reti televisive, l’enorme offerta televisiva e poi ancora il web… Il web è ormai il re, il “Signore degli Anelli”».

    Rimanendo su questa scia di celebrità, il prossimo appuntamento alla Spoleto Art Factory è previsto per domenica 2 giugno con il grande sociologo Francesco Alberoni. Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • Gli incontri con Maria Rita Parsi e Silvana Giacobini alla Scuola Grande di San Teodoro

    Continuano gli appuntamenti di Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi nel contesto della mostra Pro Biennale, allestita  fino al 27 maggio 2019 allo Spoleto Pavilion (Calle dei Cerchieri 1270, Venezia) e alla Scuola Grande di San Teodoro (Campo San Salvador 4810, Venezia). In particolare, sono da segnare in agenda l’incontro con la nota scrittrice e psicoterapeuta Maria Rita Parsi e con la celebre giornalista Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna». Entrambi gli eventi, organizzati dal presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes e da lui presentati, si terranno nella prestigiosa sede della Scuola Grande di San Teodoro, situata a pochi passi dal Ponte di Rialto.

    A partire dalle 16 di venerdì 24 maggio Maria Rita Parsi tratterà il tema dell’arte terapia, approfondendone i benefici e analizzando i motivi che inducono nella società a un approccio più consapevole a questa disciplina. Silvana Giacobini invece giungerà nella storica location domenica 26 maggio e, a partire dalle 16, presenterà qui il suo ultimo libro dedicato a uno dei mostri sacri del cinema e della televisione italiana. Con Albertone. Alberto Sordi, una leggenda italiana, si concluderà la rassegna di arte contemporanea realizzata in concomitanza della Biennale d’Arte e definita dal prof. Vittorio Sgarbi come “l’unica Biennale vera, che è la Biennale della libertà e della creatività della proposta”. Questo perché: «la possibilità di esprimersi attraverso l’arte oggi è un lusso per pochi che non si basa su nessuna regola, men che meno sulla meritocrazia. La Biennale è la rappresentazione di come si tutelino pochi eletti a discapito della numerosissima produzione italiana contemporanea. Per compensare questo dislivello ho ritenuto opportuno dare spazio a tutti gli artisti pensando a un dizionario a loro dedicato. Anche l’idea di Pro Biennale guarda in questa direzione: dare maggiore spazio possibile all’espressione di se stessi».

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • Genova alla Milano Art Gallery: la fotografa Maria Pia Severi presenta il ritratto della città

    Si accende con I colori di Genova la Milano Art Gallery, sita in via Ampère 102, a Milano. La presentazione del libro dedicato alla città ligure dalla fotografa Maria Pia Severi si terrà qui, in zona piazzale Loreto, dall’autrice stessa, coadiuvata da un trio di esperti. Il direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes, il direttore di Triennale Fotografia Italiana Luigi Gattinara e mons. Mapelli, arcivescovo della Chiesa Ortodossa saranno infatti presenti sabato 11 maggio per l’inaugurazione della mostra omonima. Il brindisi iniziale è previsto per le 18, dando il via così a una vera e propria immersione tra le pagine fotografiche de I colori di Genova.

    Ad accompagnare il pubblico nella descrizione dei luoghi genovesi e dei volti incontrati per i carrugi, gli scatti della Severi verranno proiettati su uno schermo, mentre le pareti della galleria ospiteranno ulteriori foto della nostra, derivanti da altre sue ricerche.

    Originaria di Carpi, Maria Pia Severi vive oggi a Modena, dove ha esercitato la professione di avvocato. La fotografia è sempre stata per lei una passione capace di suscitare un continuo interesse, dimostrato dalle numerose sue pubblicazioni. I colori di Genova costituiscono infatti il quattordicesimo volume di fotografie d’arte dedicato a una città.

    Al quesito sul perché esponga i suoi scatti di Genova a Milano, la fotografa modenese risponde prontamente: «Fare una mostra su Genova a Genova in questo momento non ha senso, essendo subissata dai problemi, pertanto quale città meglio di Milano (città a cui io sono molto legata, avendovi vissuto per molto tempo quando ero avvocato) può fare da cassa di risonanza per cercare di aiutare a risolvere i gravi problemi dei genovesi? Si noti che Milano è l’unica città italiana di risonanza europea».

    Da sempre attenta alle espressioni, essendo esperta nel ritrarre i volti, Maria Pia Severi è riuscita a cogliere ne I colori di Genova l’anima e il cuore della città lasciandosi contagiare dallo spirito della gente, entrando senza timori in contatto con la loro quotidianità. Dalle sue foto si potrà essere accarezzati da quel soffio di vita che fa vibrare di emozioni Genova stessa.

    La personale fotografica sarà visitabile fino al 25 maggio 2019, tutti i giorni dalle 14.30 alle 19, eccetto la domenica. Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 02 76280638, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it

  • Alberoni alla Milano Art Gallery, ed è subito amore: pubblico anche fuori dalla galleria per il vernissage

    Ha anticipato il giorno dedicato all’amore e agli innamorati l’evento tenutosi a Milano con Francesco Alberoni, in via Ampère 102, ieri, mercoledì 13 febbraio. Il noto sociologo di fama internazionale ha inaugurato qui, alla Milano Art Gallery, la mostra Amore nell’Arte, presentando in esclusiva il suo ultimo libro. Amore mio come sei cambiato – Innamoramento e amore 40 anni dopo (Edizioni Piemme), uscito il giorno prima, è stato posto all’attenzione di un pubblico di artisti espositori assieme alla coautrice Cristina Cattaneo.

    Organizzata dal direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes, la mostra aveva lo scopo di portare l’attenzione su un tema troppo sottovalutato: l’amore, ovviamente interpretato nelle sue varie sfaccettature nelle opere di artisti contemporanei. L’intervento di Francesco Alberoni e di Cristina Cattaneo ha poi sottolineato i problemi delle relazioni della società odierna.

    A questi hanno tentato di dare risposta i due autori in una presentazione che si è tenuta nel cuore dell’arte, in un’atmosfera che rimarrà intrisa delle sfumature dell’amore fino a giovedì 7 marzo. In esposizione le opere di: Patrizia Almonti, Lorenza Bini, Rosanna Cecchet, Lina De Demo, Angelo De Francisco, Daniele Digiuni, Francesca Dolzani, Stefania Filannino, Francesca Fiore, Mariarita Ioannacci, Matilda Luna Maniscalco, Barbara Maria Maresti, Mauro Martin, Massimiliano Martino, Renate Merzinger-Pleban, Graziella Modanese, Giulia Provenzano Quaranta, Orlando Rosa, Elena Schellino, Daniela Troina Magri, Cinzia Viola e Flavio Zoner.

  • Milano Art Gallery: Silvana Giacobini presenta il suo Alberto Sordi

    Ritorna alla Milano Art Gallery, a distanza di un anno, Silvana Giacobini. Sempre qui, in via Alessi 11 (MI), ma non più in occasione della Festa delle donne. Giovedì 14 febbraio, alle 18, nella storica galleria con cinquant’anni di prestigiosi ricordi, la scrittrice e giornalista, già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna» presenterà uno dei suoi ultimi libri dedicati a una star nazionale. Albertone. Alberto Sordi, una leggenda italiana (Cairo publishing) è tuttora primo nella classifica Bestseller di IBS Libri per il settore dedicato al cinema.

    A quindici anni dalla scomparsa del grande attore, l’autrice tradotta in Germania, Spagna, Repubblica Ceca e Polonia, ricorda Alberto Sordi ripercorrendone la vita e raccogliendo le testimonianze di chi gli era vicino.

    Nel libro a lui dedicato vengono raccontate la famiglia, gli amori, i tic e le passioni; si riscopre il personaggio attraverso i suoi film più famosi e lo si ritrova in tutta la sua genialità artistica e creativa. Sugli schermi interpretava qualsiasi ruolo e il suo contrario, tratteggiando un bozzetto dell’italiano medio del dopoguerra. Molti sono gli indizi che permettono di svelare il mistero di un uomo divenuto presto un’icona della commedia italiana e Silvana Giacobini li dispone in modo da delinearne al meglio la personalità.

    Albertone. Alberto Sordi, una leggenda italiana verrà presentato così alla Milano Art Gallery. La location nel cuore di Milano ha consolidato il suo prestigio con mostre di spicco, dedicate a Schifano, Chia, Pirandello, Guttuso, De Dominicis, Dorfles, Pasolini, senza dimenticare le personali di Dario Fo, José Dalì, Amanda Lear e altri esponenti contemporanei. È stata inoltre punto di riferimento del Maurizio Costanzo Show nei primi anni della messa in onda della popolare trasmissione, dove un giovane Sgarbi si cimentava nei suoi carismatici consigli per gli acquisti d’arte.

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

  • I PROCESSI DI INGRANDIMENTO DELLE IMMAGINI

    Domenica 18 febbraio alle 21 presso  Le Murate, caffè letterario a Firenze,

    presentazione del libro I PROCESSI DI INGRANDIMENTO DELLE IMMAGINI

    per un’antologia di poeti scomparsi,
    Oèdipus edizioni, 2017,
    di Paola Silvia Dolci.

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    Dialogano con l’autrice, il critico Marco Bartoli e il giornalista Pier Angelo Cantù.

    Letture, interventi e interpretazioni musicali dell’illustratrice del libro e cantante Michaela D’Astuto, dell’attrice Cinzia Spinelli, e del musicista Michelangelo Zorzit.

    Coordina Francesco Gnot.

    “Di solito si pensa alla letteratura di oggi come al veicolo della voce dei vivi, mentre quella classica avrebbe il compito di farci arrivare dal passato quella dei morti.

    Questi sei autori, invece, sono contemporanei ma hanno già la voce scura di chi non potrà più parlare. Sulle circostanze in cui sono stati scoperti, raccolti, ordinati e pubblicati basta ciò che si può ricavare dai testi stessi, anche se di necessità lacunoso e impreciso.

    Almeno per il senso di perdita e il grido che lanciano attraverso e contro il tempo, sono già dei classici. Al lettore trarne il vero e il meglio.”

    Dalla Premessa di Andrea Raos.

    Paola Silvia Dolci, ingegnere civile.
    Diplomata presso il Centro Nazionale di Drammaturgia.
    Collaborazioni con riviste letterarie.
    Direttore responsabile della rivista indipendente di poesia e cultura Niederngasse.
    Tra gli altri ha tradotto Maxine Kumin, Galway Kinnell e Christian Gabrielle Guez Ricord.

    Nel 2015 ha partecipato, su invito della Fondazione Roma, alla 9^edizione dell’evento internazionale Ritratti di Poesia.
    Nel 2017 ha partecipato a RicercaBo 2017, laboratorio di nuove scritture.
    Finalista ai Premi Myosotis e Gradiva, è vincitrice del Premio Guido Gozzano nella sezione poesia inedita.

    Suoi testi sono stati tradotti oltre che in inglese, in francese e in spagnolo.

    Libri

    Bagarre – Lietocolle ed., 2007

    NuàdeCocò – Manni ed., 2011

    Amiral Bragueton – Italic ed., 2013

    I processi di ingrandimento delle immagini – Oèdipus ed., 2017

    Le Murate: http://www.lemurate.it/

    http://www.niederngasse.it/node/1763

  • Presentato il Libro “Crazy for Football”

    Da documentario di successo a libro. È il “percorso” di Crazy for Football, che dopo aver vinto il David di Donatello 2017 è diventato, grazie al lavoro di Francesco Trento e Volfango De Biasi, un volume edito da Longanesi. Volume che è stato presentato questa mattina nella Sala Caduti di Nassirya del Senato a Roma, in una conferenza stampa moderata dalla senatrice Laura Bignami durante la quale è intervenuto anche il presidente della Divisione Calcio a cinque, Andrea Montemurro.

    Dodici storie di disagio mentale e rinascita, dodici persone che sono riuscite a risalire dai propri abissi emotivi e hanno compiuto un’incredibile impresa: partecipare al primo Mondiale di calcio a cinque per pazienti psichiatrici in Giappone, guidati dalla visionarietà temeraria di uno psichiatra romano, il dottor Santo Rullo (ex giocatore di calcio a cinque).

    “Sono emozionato per come lo sport, in particolare il mio sport, quello che amo e in questo momento fortunatamente ho la possibilità di presiedere, possa essere così utile per tante persone”, ha detto il presidente Montemurro, “Voglio ringraziare per essere stato coinvolto in questo progetto,
    è stato fatto qualcosa di importantissimo. Che anche mediaticamente ha scatenato qualcosa di importantissimo. Come Divisione Calcio a cinque per noi è importante riuscire a dare un futuro a questo progetto, dargli prospettive e coinvolgere un numero più elevato di persone, per cercare di fare sport. Sport allo stato più puro, senza interessi, basato unicamente sui sentimenti. Spero che la Divisione Calcio a cinque possa essere utile per quello che sarà il futuro di questo progetto, ci mettiamo sin da ora a disposizione”.

    L’occasione ci sarà già a maggio, quando la Divisione Calcio a cinque organizzerà il Mondiale per pazienti psichiatrici, che si svolgerà a maggio a Roma. Al Senato insieme al presidente Montemurro erano presenti l’avvocato Cesare Di Cinto, il responsabile tecnico della Divisione Calcio a cinque Alessio Musti e il delegato ai rapporti istituzionali della Divisione Calcio a cinque Riccardo Barra.

  • Per la prima volta a Genova, presentazione del volume ‘Essere Corpo’

    IL RUOLO TESTIMONIALE DEL CORPO NELLA GRANDE GUERRA: PRESENTAZIONE DEL VOLUME ESSERE CORPO

    Orari: lunedì 15 maggio ore 16.30, presso la Biblioteca Civica Berio, Via del Seminario 13, Genova. Ingresso libero.

    Infoline: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org

    A Genova lo start up del B#SIDE WAR FESTIVAL, rassegna artistica e culturale ideata e promossa da IoDeposito Ong, continua con la presentazione del volume Essere Corpo – la Prima guerra mondiale tra letteratura e storia, edito per Lint nel 2016 a cura di Tancredi Artico. Dopo l’inaugurazione dell’installazione di arte pubblica Prisoners di Joshua Cesa, la città marinara ospiterà infatti lunedì 15 maggio alle 16.30 un incontro dedicato alla raccolta di saggi sul ruolo del corpo e del suo immaginario nella Prima Guerra mondiale, presso la Biblioteca Civica Berio (Via del Seminario, 13). L’appuntamento appartiene al nutrito programma della terza edizione del Festival, che prevede numerosi eventi nazionali ed internazionali quali mostre d’arte e installazioni artistiche, performing, conferenze, progetti di ricerca e pubblicazioni.

    Esito editoriale del complesso progetto di ricerca internazionale “Il corpo delle umane memorie”, Essere Corpo si compone di sedici contributi saggistici di oltre venticinque ricercatori e professori universitari provenienti da otto paesi. In una panoramica approfondita e trasversale, il volume si propone di mettere a fuoco il tema del ruolo del corpo nell’arco di ciò che si può considerare la fonte dei conflitti novecenteschi e attuali: la Grande Guerra. La prospettiva di analisi è incentrata sul valore originale della testimonianza e sul linguaggio universale del corpo, slegata pertanto dall’approccio unicamente storicistico. A tracciare il composito quadro, concorrono difatti pagine di letteratura e saggistica di storia contemporanea, così come di storia dell’arte, diaristica di guerra e di sociologia della comunicazione. Essere Corpo, che gode del patrocinio dell’Università degli Studi di Trento, della Struttura di Missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Segretario Generale del Consiglio d’Europa, si configura dunque come un attraversamento poliedrico del ‘quinquennio di sangue’, crudo ma sincero. E proprio da questo imprinting di ricerca il volume trae la propria forza critica, mettendo insieme una disamina corale che mira a restituire allo studio delle guerre (mondiali, ma non solo) la propria dimensione costitutivamente umana.

     

    A coronare il percorso di ricerca è infine la copertina, l’opera Glue Zebra di Paolo Patelli, che non solo esemplifica la scelta di evitare un rigido approccio storico-matematico ma contestualizza il libro nella contemporaneità, attraverso una rilettura moderna e sfaccettata di un’esperienza di dolore. «Una ricapitolazione necessaria» spiega Tancredi Artico, italianista in forza all’Università degli studi di Padova e curatore dell’opera «che nasce dall’esigenza di indagare i conflitti bellici in virtù di una visione poliprospettica, attingendo al multiforme ventaglio d’analisi offerto dalle espressioni artistiche, memorialistiche, e dai documenti diretti e indiretti». Finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia e insignito del massimo riconoscimento da parte dell’UNESCO, Essere Corpo ritorna sulla Prima Guerra Mondiale con documenti e testimonianze d’eccezione la cui validità scientifica si fa risorsa stimolante, e non limite che si arena su date e resoconti di conquiste, permettendo così al lettore di non dimenticare che la guerra è stata fatta da uomini, contro uomini.

     

    Contatti

    Link dell’evento: http://www.bsidewar.org/it/prossimi-eventi/corpo-ruolo-del-corpo-del-suo-immaginario-nelle-guerre-ieri-oggi/

    Web: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org

    Direzione: [email protected]

    Ufficio stampa: [email protected]

  • Presentazione libro “Frammenti della mia Lazio”

    Si terrà sabato 11 marzo alle ore 17,00  la presentazione del volume “Frammenti della mia Lazio” di Piero Strabioni – Edizioni Eraclea – presso la Libreria Bistrot “Le Storie” (Via Giulio Rocco, 37/39 – 00154 Roma).

    Il rapporto viscerale tra l’autore e la sua Lazio, attraverso la narrazione di episodi e personaggi. Vita vissuta, ma anche racconti in bilico fra realtà e immaginazione. In tutto, sette capitoli intrisi di lazialità. Si comincia con la delusione Zeman, assurto a idolo e uomo-contro, ma poi ritrovato dall’altra parte del Tevere pochi mesi dopo aver lasciato la Lazio. «Ti consideravo un uomo vero e coerente, di quelli che non tradiscono, che non scendono a facili compromessi. T’avevo inserito nel mio intimo come figura ispiratrice. Per me eri l’incarnazione del condottiero Achab». Poi, lo scudetto del 2000, con l’incredibile pomeriggio del 14 maggio, fra le notizie provenienti da Perugia e la surreale attesa dell’Olimpico: « Il frastuono è inaudito, difficilmente si riesce a distinguere la cronaca dal brusio, imperioso. Cuori che palpitano all’unisono, quasi fossero accordati. Il vecchio cuore biancoazzurro è ancora forte, ma provato all’eccesso da questa catarsi».

    Un capitolo è dedicato a una polemica a mezzo stampa con un noto giornalista, autore di un pezzo che accostava secondo facili stereotipi l’identità laziale alla destra estrema. Lungo e vivido il racconto della trasferta a Pechino, conclusa con un insperato trionfo in Supercoppa contro l’Inter di Mourinho. «Sembra di essere in una bolla d’aria riscaldata. Personalmente avrò sudato dieci litri e visto dall’esterno devo sembrare l’uomo in ammollo. Mi guardo il palmo delle mani, le dita sono raggrinzite, “cotte” dall’umidità, come quando stai immerso in piscina per ore. Manco se la stessi giocando io ‘sta partita».

    Delicato il racconto della fondazione della Lazio, con la Roma del primo Novecento sullo sfondo e in primo piano i pensieri, i progetti e i sogni dei fratelli Bigiarelli. Immaginato anche il metafisico incontro tra un tifoso laziale e tifoso dilettante con il suo mito Giorgio Chinaglia.

    Infine, il derby “senza rivincita” del 26 maggio 2013, vissuto anche attraverso l’abissale delusione post-partita del tifo, delle radio e della stampa romanista. «Basta tendere le orecchie, per ascoltare i lupi che ululano alla luna tutto il loro livore».

    Intriso di lazialità, scritto col cuore, questo libro si rivolge proprio al cuore di chi lo legge. Senza badare a darle, anzi a dirle, di santa ragione, quando serve. Si svaria liberamente nell’immenso oceano che la storia della Lazio può offrire, seguendo la scia della passione che ha mosso un tifoso dell’era attuale, oramai giunto all’età matura.

     

  • Puccini torna a Trieste: incontro letterario alla libreria Ubik

    Presentazione dell’edizione critica di “Davanti a Trieste”, di Mario Puccini (a cura di Tancredi Artico, edito per Mursia)

     

    Dettagli: Venerdì 3 marzo, ore 18.00; presso la libreria Ubik di Trieste (Piazza della Borsa, 15).

    Infoline: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org

    Mario Puccini torna a rivivere nella città che diede il titolo a una delle più rappresentative opere memorialistiche di guerra del Novecento, ovvero il suo libro Davanti a Trieste. Venerdì 3 marzo alle ore 18.00, presso la libreria Ubik di Trieste (Piazza della Borsa, 15), verrà infatti presentata l’edizione critica del volume, curata dal dott. Tancredi Artico ed edita per Mursia quasi un secolo dopo la sua composizione. Il progetto, che annovera la collaborazione della Regione Friuli Venezia Giulia e il patrocinio sia dell’UNESCO sia del Consiglio d’Europa, si pone come esito editoriale di uno dei progetti di ricerca intrapresi da IoDeposito Ong, realizzati con la collaborazione di docenti universitari, dottorandi e giovani ricercatori. La presentazione triestina rientra infatti nel nutrito programma della terza edizione di B#SIDE WAR, rassegna artistica e culturale impegnata nell’organizzazione di numerosi eventi nazionali e internazionali tra cui mostre d’arte, performing, installazioni artistiche, conferenze e pubblicazioni.

    Autore prolifico, Mario Puccini (Senigallia, 1887 – Roma, 1957) rappresentò un riferimento importante per il panorama letterario nazionale compreso tra le due guerre, ma anche dei primi anni Cinquanta: collaboratore della «Voce», definito da Vasco Pratolini «uno dei maestri a cui la letteratura italiana deve rendere giustizia», combatté inoltre nella Prima guerra mondiale sul fronte carsico, attraversando tutto il Friuli Venezia Giulia. È proprio in questa esperienza umana che quella letteraria si fonde con quella bellica, dando vita ad uno straordinario trittico diaristico sulla Grande Guerra inaugurato da Dal Carso al Piave (1918), e proseguito con Davanti a Trieste (1919) e Come ho visto il Friuli (1919).

    Davanti a Trieste è un ritratto fedele ed empatico dei giorni di guerra, attraverso il quale lo scrittore riporta alla luce anche quel sentire collettivo dei suoi commilitoni, che li porta ad agire percependo la realtà come fossero un unico organismo. Il sottotenente Puccini giunge dunque al cuore delle cose, rendendo omaggio agli uomini che, accanto a lui, hanno sacrificato la loro stessa vita con una valorosa e al contempo commovente semplicità di chi è convinto di fare solo il proprio dovere. La scrittura è nitida e incisiva, volta alla dimensione umana del conflitto, in una efficace modernità formale che evita qualsiasi baluardo di retorica (cifra stilistica dell’intera prosa pucciniana).

    L’opera si configura pertanto come preziosa testimonianza storica, in una dimensione narrativa costruita con un disarmante equilibrio tra l’immediata crudezza della testimonianza documentaria da un lato e, dall’altro, la schiettezza di un’esperienza umana che fa della scrittura un mezzo di salvazione esule da tentazioni estetiche. La compassione genuina e pulsante dell’uomo di guerra si intreccia, allora, con una spiccata e attenta sensibilità verso la sperimentazione linguistica e letteraria, distaccandosi coraggiosamente dal monopolio dell’estetismo dannunziano contemporaneo. Fotografata dal curatore Tancredi Artico come «eccezionale testimonianza diretta della Grande Guerra, degna di opere come Guerra del ’15 di Stuparich e Giorni di guerra di Comisso», Davanti a Trieste traspone su carta, con vibrante maestria intellettuale, l’esperienza bellica di un combattente che è anche scrittore e dunque, proprio per questo, capace di regalare un documento così vivo ed espressivo.

    Contatti

    Link dell’evento: http://www.bsidewar.org/it/prossimi-eventi/presentation-of-the-volume-davanti-trieste-2/

    Web: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org

    Direzione: [email protected]

    Ufficio stampa: [email protected]