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  • Mercati finanziari, Pompeo Pontone: “Nel 2020 un nuovo paradigma”

    Secondo Pompeo Pontone, Investor e Investment Specialist, siamo di fonte ad un nuovo paradigma del modello di mercato.

    Pompeo Pontone: la disconnessione tra mercati e realtà

    Sebbene il mondo stia attraversando un momento storico di crisi a causa della pandemia da Covid-19, con le economie mondiali colpite dagli effetti delle restrizioni, negli ultimi mesi del 2020 i mercati finanziari hanno toccato nuovi record. Un vero e proprio scollamento tra finanza ed economia reale, spiega Pompeo Pontone, attivo nel settore da oltre 25 anni ed esperto di Capital Markets. “Le azioni globali continuano a crescere nonostante le valutazioni elevate quasi da record – ha evidenziato – lo stesso vale per il bitcoin, poiché alcuni investitori sono preoccupati per il valore delle valute tradizionali”. Citando un recente contributo di Bloomberg, l’esperto annovera tra le cause l’esplosione al rialzo dell’offerta di moneta da parte delle banche centrali avvenuto nel 2020: “La Fed, la BCE, la BOJ e la BOE possiedono attività finanziarie che ora equivalgono a oltre il 50% del PIL complessivo dei loro paesi”. Le azioni intraprese da banche e governi per fronteggiare la crisi e che ha portato il valore aggregato dell’offerta di moneta a quasi 100 trilioni di dollari, ha convogliato gran parte del denaro negli asset finanziari e in particolare nel mercato azionario. Ma le risposte alla pandemia da parte di banche e governi possono mettere a rischio il valore delle valute nazionali, determinando l’aumento delle valutazioni di oro e criptovalute: “Il 2020 ha sicuramente posto le basi di un nuovo paradigma del modello di mercato”, ha commentato Pompeo Pontone.

    Pompeo Pontone: l’esperienza e le competenze professionali

    La carriera di Pompeo Pontone inizia a Londra, nel 1995. Subito dopo il conseguimento della laurea in Economia presso l’Università Bocconi di Milano e di un Master in Finanza Quantitativa presso il Birkbeck College, lavora come Research Analyst per Stone & McCarthy. Il suo iter professionale prosegue a Milano, presso Unicredit, in qualità di Fixed Income Analyst. Passa poi a Pioneer Investments come Vice President Fund Manager e successivamente a Intesa come Director Co-Head of Credit Portfolio & Asset Management. Nel 2001 è in Fineco con il ruolo di Managing Director, mentre dall’anno successivo occuperà per 8 anni lo stesso incarico presso BMPS Londra. Sempre a Londra riveste nuovamente la carica di Managing Director – Head of Alternative Investments and Asset Management per Amstel Securities LLP fino al 2012 e poi quella di Senior Financial Advisor per la Method Investments & Advisory Ltd. Oggi Pompeo Pontone ha deciso di sfruttare le numerose competenze acquisite offrendosi come consulente esperto in Investment Management e Finanza Quantitativa. Grazie alla passione per l’informatica, attualmente è impegnato anche in progetti di FinTech e Data Science.

  • La nuova politica monetaria della Fed: il focus di Pompeo Pontone

    Specializzato in Investment Management e Capital Markets, Pompeo Pontone è un consulente e investitore privato con una carriera consolidata nel settore della finanza.

    Pompeo Pontone: l’evoluzione della politica monetaria della Fed

    Prima della Grande Recessione, la Fed attuava la politica monetaria in un contesto di riserve limitate nel sistema bancario, facendo affidamento su operazioni di mercato aperto come strumento primario. Negli ultimi anni, per far fronte alla crisi economica, la Banca Centrale degli Stati Uniti ha cambiato approccio. In uno dei suoi ultimi contributi online Pompeo Pontone, esperto del settore finanziario, ha illustrato la nuova politica economica messa in campo: "Oggi la Fed attua la politica monetaria con ampie riserve e fa affidamento su uno dei suoi tassi amministrati, l’interesse sulle riserve (IOR), come strumento principale". Per superare la crisi del 2008, la Fed ha condotto una serie di acquisti di attività su larga scala per abbassare i tassi di interesse a lungo termine, sostenendo l’attività economica e la creazione di posti di lavoro. Tali operazioni hanno avuto come conseguenza l’aumento del livello totale delle riserve del sistema bancario che sono passate dai 15 miliardi nel 2007 ai 2,7 trilioni di dollari nel 2014. Ed è il motivo per cui, spiega Pompeo Pontone, la Fed è passata gradualmente all’attuazione dello IOR come nuovo e significativo strumento di politica monetaria.

    Pompeo Pontone: la politica della Fed ai tempi del Covid-19

    Il livello elevato ha tuttavia portato la Banca Centrale a non poter più influenzare, tramite piccole modifiche alle riserve, il FFR (Federal funds rate), il tasso d’interesse a brevissimo termine utilizzato nei prestiti tra le banche statunitensi. Di conseguenza, l’Istituto ha iniziato a ridurre l’ammontare delle riserve, arrivando a circa $ 1,7 trilioni. Con l’avvento del Covid-19, la Fed sembra ritrovarsi allo stesso punto del 2014: "La risposta alla pandemia – scrive Pompeo Pontoneè stata simile alla risposta alla crisi finanziaria: la Fed ha abbassato il target range FFR da 0 a 25 punti base; abbassato i tassi IOR e ON RRP (Overnight Reverse Repurchase) quasi a zero; e intrapreso altre azioni, spesso non convenzionali, per aiutare il funzionamento dei mercati, sostenere i flussi di credito a famiglie e imprese e abbassare i tassi di interesse a lungo termine". Tali operazioni hanno comportato un nuovo aumento nelle riserve: "L’attuazione della politica monetaria è rimasta fluida poiché la Fed ha continuato a operare nel suo quadro di attuazione esistente. Un framework di riserve limitate non sarebbe più funzionale. Quando le riserve diventano super abbondanti – conclude Pompeo Pontonela Fed deve passare a operare utilizzando lo IOR come strumento chiave".

  • Collasso del greggio: il commento di Pompeo Pontone

    Da oltre 25 anni nel settore della finanza, l’esperto Pompeo Pontone affronta gli effetti sul mercato dei futures causati dalla crisi del petrolio.

    Stoccaggio e riduzione dei consumi: la tesi di Pompeo Pontone

    Nelle ultime settimane, la domanda di petrolio ha registrato un calo del 30% rispetto ai mesi precedenti alle misure di lockdown decise dai Paesi. Il 20 aprile, il prezzo del greggio West Texas Intermediate ha registrato un collasso senza precedenti. Ciò ha comportato, come spiega Pompeo Pontone, un’accentuazione della condizione conosciuta come “contango”, in cui i contratti futurse a lunga scadenza trattano a prezzi superiori a quelli di prossima consegna. I contratti con consegna a maggio per i futures sul WTI hanno subito un collasso a causa di fattori quali il crollo della domanda causata dal Covid-19 e la capacità sempre minore di stoccaggio. “Attualmente si tratta di ‘super’ contango – scrive Pompeo Pontoneuna delle curve più ripide nella storia dei futures sul petrolio”.

    Finanza e Data Science: il percorso professionale di Pompeo Pontone

    Esperto di Investment Management e Capital Markets, Pompeo Pontone è un consulente finanziario e investitore privato: appassionato di informatica, attualmente è impegnato in progetti nell’ambito della FinTech. Negli ultimi mesi, grazie alle sue conoscenze di Data Science, ha realizzato una serie di articoli incentrati sull’analisi dell’aspetto sanitario ed economico dell’emergenza causata dal Coronavirus. Laureato presso l’Università Bocconi in Economia e specializzato in Quantitative Finance presso il Birkbeck College di Londra, prima di intraprendere la carriera da consulente ha collaborato con diverse realtà di calibro internazionale. Tra il 2010 e il 2012 ha ricoperto rispettivamente l’incarico di Managing Director per Amstel Securities LLP e di Senior Financial Advisor presso Method Investments & Advisory Ltd. In precedenza, Pompeo Pontone per circa 8 anni è stato Managing Director presso la sede londinese di Mps, occupandosi principalmente di derivati; ha ricoperto lo stesso ruolo anche per Fineco Bank agli inizi degli anni 2000.

  • Dati e numeri sul Coronavirus: il commento di Pompeo Pontone

    Pompeo Pontone è un consulente professionista nel settore della finanza: esperto di Quantitative Finance, è specializzato in Data Science.

    Pompeo Pontone: “Dati raccolti finora sono disomogenei”

    Per ottenere risultati attendibili, i Data Scientists hanno bisogno di dataset e database estremamente coerenti e omogenei. In relazione alla pandemia da Covid-19, secondo Pompeo Pontone al momento le informazioni in possesso risultano incomplete, anche perché spesso i dati sono raccolti e classificati utilizzando metodologie diverse. Ciò può comportare un’analisi errata dell’impatto del fenomeno, un’incongruenza che influirà anche sugli studi futuri. È noto infatti che i diversi Paesi colpiti dal Coronavirus stiano utilizzando una classificazione dei deceduti correlati a Covid-19 in base a criteri differenti. Quelli che registrano mortalità da Covid-19 molto elevata probabilmente fanno rientrare nel conteggio tutti i deceduti che risultano positivi al virus, sebbene non sia provata la causalità. Allo stesso tempo, ci sono Paesi che ridimensionano il numero dei decessi da Covid-19 evidenziano le patologie pregresse più rilevanti come causa della destabilizzazione del quadro clinico e del decesso. “Personalmente temo che, a meno che non sia garantita la coerenza e omogeneità dei dati tra diversi paesi e territori, le analisi attuali non siano completamente affidabili – spiega Pompeo Pontonepertanto non avremo altra scelta che eseguire analisi statistiche sui set di dati ufficiali riguardanti variabili non categorizzate su COVID-19 e basati su classificazioni omogene e collaudate”.

    Pompeo Pontone: “Un metodo valido è confrontare i decessi con quelli dei periodi precedenti alla pandemia”

    Al momento i tassi di mortalità del COVID-19 registrati, estremamente variabili sia da Paese a Paese sia a seconda della metodologia con cui vengono calcolati, suggeriscono l’esistenza di una notevole disomogeneità delle informazioni e dei metodi utilizzati. Il CFR (case fatality rate), spiega Pompeo Pontone, può essere infatti influenzato da numerosi fattori: la scelta di effettuare i test prima agli individui con patologie gravi o che presentano sintomi evidenti, il numero totale dei test effettuati, il livello di assistenza sanitaria, il criterio con cui attribuire o meno il decesso al Covid-19 o, ancora, i dati demografici dei Paesi. Viste le diverse modalità utilizzate finora, l’esperto indica quella che potrebbe essere una metodologia valida per ottenere una rappresentazione soddisfacente dell’impatto della pandemia nei diversi Paesi: “Un modo molto efficace per misurare l’impatto del Covid-19 potrebbe essere – conclude Pompeo Pontonequello di eseguire analisi statistiche sull’evoluzione del numero totale di decessi durante il 2020 e quello relativo agli anni precedenti, cercando di stimare l’impatto del Covid-19 utilizzando set di dati ben collaudati e omogenei”.

  • Settore finanziario: l’iter professionale di Pompeo Pontone

    Con oltre 20 anni di esperienza nel settore, Pompeo Pontone è attualmente consulente specializzato nel comparto finanziario e investitore privato. Ha competenze in economia finanziaria, finanza quantitativa ed econometria, oltre ad essere specializzato nel trading dei derivati.

    Pompeo Pontone: la formazione e i primi incarichi

    Pompeo Pontone ha alle spalle oltre 20 anni di esperienza nei settori di Investment Management e Capital Markets. Laureato con lode in Economia presso l’Università Bocconi di Milano, prosegue i suoi studi con il Master of Science in Quantitative Finance presso il Birkbeck College, a Londra. La capitale inglese avrà un luogo di primo piano nel suo percorso professionale: nel 1995 viene impiegato presso la Stone & McCarthy Research Associates, dove lavora come analista di ricerca macroeconomica. L’anno successivo torna a Milano ed entra in Unicredit come Fixed Income Analyst: collabora a diverse pubblicazioni, quali “Italian Treasury Bond Guide” e “Investment Strategies: Financial Newsletter”. Nel 1998 si stabilisce in Irlanda per assumere l’incarico di Vice President e Senior Fund Manager di Pioneer Investments, società di Dublino specializzata nella gestione di fondi di investimento. L’anno successivo, Pompeo Pontone diventa Director-Co-Head of Credit Portfolios & Asset Management per Intesa Asset Management, l’attuale Intesa San Paolo.

    Pompeo Pontone: gli incarichi attuali e le competenze

    Il percorso di Pompeo Pontone nel settore finanziario si consolida con il suo ingresso in FinecoBank come Managing Director – Head of Corporate Bonds & Credit Derivatives Asset Management. Successivamente, dal 2002 al 2010, è Managing Director – Head of Corporate Bonds & Credit Derivatives Proprietary Trading presso Banca MPS (Londra). Per i successivi due anni rimane nella capitale inglese con l’incarico di Managing Director – Head of Alternative Investments and Asset Management per ALTIAM – Amstel Securities LLP. In seguito diventa Senior Financial Advisor presso Method Investments & Advisory Ltd. Pompeo Pontone è attualmente attivo come consulente specializzato nel settore finanziario e investitore privato. Ha consolidate conoscenze per quanto riguarda l’economia finanziaria, la finanza quantitativa e l’econometria. È specializzato nel trading dei derivati ed è attivo anche in progetti di private equity, FinTech e blockchain. È appassionato di informatica e ha competenze di programmazione, tecnologia e cyber security.