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  • Soluzioni per un ambiente pericoloso

     

    Innovativo corso online, efficace e pratico

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    • Perché il tuo ambiente può farti sentire agitato, indifeso o sopraffatto.
    • Come puoi aiutare a ridurre la minaccia apparente del mondo attorno a te.
    • Strumenti che ti aiuteranno ad aumentare la fiducia in te stesso e la capacità di controllare l’ambiente.

    Stiamo venendo bombardati da cattive notizie, e abbiamo la sensazione di vivere in un ambiente veramente pericoloso. Pandemia, crisi economica e conflitti. Queste sono le notizie che sentiamo tutti i giorni e che ci portano a credere che non ci sia speranza per il futuro. Ci sentiamo in pericolo.

    Tutto questo genera un clima di paura tale, che a qualcuno potrebbe sembrare impossibile fare qualcosa al riguardo.

    A parte la situazione attuale, viviamo in un mondo pieno di rischi, un ambiente pericoloso. I telegiornali e i quotidiani ci propinano ogni giorno una dieta a base di cattive notizie: epidemie, rapine, stupri, sommosse, omicidi, incendi, terremoti, inondazioni, carestie.

    Vi capita, a volte, di essere messi in agitazione da quel che accade intorno a voi? Vi sentite inermi, incapaci di controllare questi avvenimenti? Vi capita, talvolta, di provare persino paura?

    In questo corso ed il corrispondente opuscolo, L. Ron Hubbard prende in esame il fenomeno dell’ambiente pericoloso e fornisce alcuni metodi che non solo vi consentiranno di superare le vostre paure, ma anche di aiutare gli altri. Se venisse utilizzato su vasta scala, queste informazioni avrebbero l’effetto di dar tranquillità e aiuterebbero la gente a vivere un’esistenza più felice. Mentre su un piano individuale, vi permetteranno di rendere migliori i vostri rapporti con i familiari, gli amici e i colleghi.

    “Sono rimasto esterrefatto dall’effetto calmante che i dati contenuti in questo corso hanno avuto su di me. Ero solito preoccuparmi in merito alle notizie e a quello che leggevo sui giornali. Imparando le cose contenute in questo corso e usando i metodi per diminuire la minaccia, ho potuto portare con successo la calma a me stesso e alla mia famiglia. Uso ogni giorno sul mio posto di lavoro i dati contenuti nella sezione sullo “Stare di fronte” e la gente è completamente sorpresa dalla mia capacità di occuparmi del mio carico di lavoro.

    Questa cosa è inestimabile. Consiglio che queste informazioni vengano distribuite ampiamente. Hanno migliorato la mia vita man mano che le ho usate e so che faranno lo stesso anche per altre persone!” – D.T.

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  • I vantaggi di contattare una web agency durante la pandemia

    Con il COVID-19 sono entrati nella nostra vita termini come lockdown e smart working, didattica a distanza e shopping online. La vita tra le mura domestiche ha portato a un aumento della navigazione su Internet e alla sempre maggiore importanza della realizzazione Siti Web a Roma e delle Agenzie Web e del digital marketing.

    La ricerca We Are Social del 2020 mostrava già un aumento del 7% dell’uso di Internet nel 2020 e un aumento dell’8,7% del traffico sui social media pari a 3,81 miliardi di utenti attivi ovvero il 49% della popolazione mondiale. Lo strumento preferito per accedere ad Internet è lo smartphone e anche il tempo medio trascorso sui social media è aumentato.

    In Italia siamo arrivati al 45% di utenti attivi con una solida presenza sui social media e per questo anche imprenditori e aziende hanno compreso l’importanza di affidarsi ad un’agenzia web in caso di pandemia.

    I vantaggi di contattare un’Agenzia

    Chi sceglie di rivolgersi a una Agenzia Web a Roma durante la pandemia può contare su un servizio di qualità per comunicare messaggi concreti tramite testi di valore e immagini accattivanti. Ad esempio, in Romaweblab puntiamo ad accompagnare il cliente nel raggiungimento degli obiettivi e lavoriamo con passione e competenza per raggiungere gli obiettivi dei clienti.

    L’idea di affidarsi a una web agency nel 2022 significa sfruttare tutte le potenzialità del web marketing e accedere a nuove opportunità di business generate proprio dalla pandemia da COVID-19 e dalla situazione di emergenza sanitaria e lockdown.

    Anche chi non aveva un sito web ha compreso l’importanza di questo strumento in un momento caratterizzato dal distanziamento sociale e in particolare è aumentata la richiesta di eCommerce anche e soprattutto per vendere in ogni momento e da ogni luogo, superando i limiti imposti dalla pandemia. Tuttavia, non basta essere online per avere risultati e per questo la realizzazione siti web e la gestione dei social media a Roma va affidata a professionisti del settore.

    Come avere successo online durante la pandemia

    Per sopravvivere alla situazione di pandemia servono strategie e studio, contenuti di qualità e costanza. Molte aziende non hanno mai sviluppato una strategia di comunicazione digitale in precedenza e per questo non comprendono l’importanza di evitare il fai da te.

    In Romaweblab, web agency a Romaspieghiamo all’imprenditore che ognuno ha la sua professionalità, un Fotografo di matrimonio a Roma deve fare la sua professione,un programmatore la sua, un grafico la sua per questo è importante affidarsi a chi sa creare un rapporto di fiducia con il cliente, che ha come obiettivo l’aumento della visibilità sul web. Oggi più che mai è importante esserci in ogni momento e non pensare di poter fare da soli. Un contenuto scritto male o un’immagine sbagliata danneggiano la reputazione dell’azienda e impediscono di raggiungere gli obiettivi e i risultati desiderati.

    Per questo motivo durante la pandemia è importante rivolgersi a una web agency specializzata come Romaweblab, da sempre al fianco delle aziende di ogni dimensione.

     

  • “Sotto la neve pane – Una lunga chiacchierata” di Gabriella Romolini e Maria Giorgini: un libro che tocca l’anima

    Tutto ha origine durante la quarantena, momento in cui Gabriella, la figlia, ha deciso di coinvolgere la mamma, Maria, in una sorta di gioco che portasse alla luce i ricordi. L’intento reale di Gabriella era quello di scacciare i brutti pensieri di solitudine che la mamma stava vivendo a causa della Pandemia esortandola a ricordare il suo passato e a condividerlo.

    Come se fossero una di fronte all’altra hanno raccontato la storia della loro famiglia con un linguaggio diretto, che parte dal cuore e si diffonde tutto intorno.

    Il lettore, lasciandosi trasportare dal vento dei ricordi, potrà conoscere la loro famiglia, ma anche tradizioni e costumi di una società non troppo lontana da noi.

    Con una scrittura intensa, una voce che parte da dentro e la bellezza della memoria che agghinda gli attimi trascorsi, “Sotto la neve pane – Una lunga chiacchierata” si fa leggere con immenso piacere.

    Il libro è di una delicatezza unica, le parole sono come carezze e le scrittrici sono in grado di riportare alla luce i valori di un tempo. Quando la vita aveva un sapore differente, poiché legato al duro lavoro, all’impegno costante e dalla condivisione dei momenti.

    Questo libro racchiude una certa magia, poiché le autrici sono riuscite a raccontare stralci di vita quotidiana che riguardano la loro famiglia facendogli assumere il fascino e la poesia del nuovo e del misterioso.

    Queste pagine sono un dono di profonde emozioni che portano il lettore a sfiorare le radici delle tradizioni. Un libro che consigliamo per Natale!

    “Sotto la neve pane – Una lunga chiacchierata” di Gabriella Romolini e Maria Giorgini è acquistabile online su tutti gli store e sul sito della casa editrice Albatros.

    Il libro sarà presente il 19 novembre 2021 al Salone della Cultura di Milano. La presentazione sarà curata da Eleonora Marsella.

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  • Un anno di cambiamenti: Gestione delle risorse umane nonostante e alla luce della crisi sanitaria

    logo snom

    Le misure adottate in tutto il mondo per contenere la pandemia hanno generato enormi cambiamenti anche nell’ambito delle risorse umane. Tuttavia, un ritorno ai vecchi schemi non è più concepibile e nemmeno voluto. Una relazione sulla gestione delle risorse umane 2021.

    Berlino | La lotta contro il coronavirus non ha avuto solo conseguenze macroeconomiche negli ultimi 18 mesi. In tutte le organizzazioni di tutte le dimensioni e in tutti i settori, sono state adottate le più svariate misure per evitare il contagio, in conformità con le normative in vigore nei diversi Stati. Questo è stato un periodo molto impegnativo, specialmente per le aziende con sedi dislocate in più Paesi. Tuttavia, superare questa sfida non era solo compito della direzione e dei dipartimenti IT, che dovevano assicurare la rapida conversione dell’infrastruttura aziendale al lavoro a distanza, ma naturalmente anche dei responsabili delle Risorse Umane.

    “Il passaggio all’onboarding digitale dei nuovi dipendenti, la necessaria rinuncia ad uno scambio tempestivo e spontaneo di informazioni “in corridoio” a causa dell’improvvisa mancanza di contatto vis-à-vis tra i dipendenti, l’uso di videoconferenze per discutere qualsiasi questione e l’accresciuta esigenza di consulenze all’interno dell’azienda in merito a questioni organizzative e di gestione delle risorse umane, hanno richiesto un cambiamento significativo nei processi del dipartimento HR e una maggior comprensione dell’importanza del lavoro condotto da questo dipartimento”, riferisce Grit Endter, Head of HR Operations & Development di Snom. “È stata un’esperienza che personalmente ho trovato arricchente, poiché ha segnato l’inizio di una nuova era nella gestione delle risorse umane.

    Cambiamento necessario nelle procedure di assunzione

    Alla luce di una situazione economica rosea, Snom ha aperto numerose nuove posizioni ed è stata in grado di occupare i posti vacanti nonostante la pandemia: Nel periodo di totale lock-down, l’azienda ha assunto 14 nuovi impiegati.

    Secondo Endter, condurre i colloqui di lavoro in videoconferenza non è stato uno svantaggio – le circostanze inusuali hanno persino assicurato una maggiore autenticità tra tutti i partecipanti. La conversazione video, quindi linguaggio e mimica visibile hanno prodotto valutazioni reciproche positive o negativa che fossero – dello stesso valore di colloqui tenuti in ufficio. “Naturalmente è più bello se il candidato può anche farsi un’idea degli ambienti aziendali. Ma sarebbe sciocco rinunciare ad un colloquio con un potenziale talento solo a causa delle misure di contenimento o della distanza”, sottolinea Endter.

    Sfide che promuovono il cambiamento

    Anche il ruolo delle Risorse Umane nell’azienda è cambiato in modo duraturo durante questo periodo e ha assunto un posizionamento molto più rilevante – incluse nuove caratteristiche. Dall’essere punto di riferimento per le mere questioni contrattuali e di diritto del lavoro, l’HR viene consultato sempre più spesso quale interlocutore competente per lo sviluppo delle risorse umane, le questioni organizzative e le preoccupazioni del personale.

    Era anche importante definire nuove procedure formazione. “Abbiamo erogato la nostra consulenza quando si è trattato di ridefinire i processi lavorativi e contribuito alla ridistribuire i compiti, alla definizione di nuovi schemi operativi e addirittura alla progettazione dell’home office”, aggiunge Endter.

    Grit-Endter
    Grit Endter, Head of HR Operations & Development bei Snom Technology GmbH

    Una delle sfide più grandi, tuttavia, è stata quella di abbandonare la “cultura della presenza” saldamente ancorata in molti. I dipendenti e i dirigenti hanno dovuto in primis superare lo scetticismo verso se stessi e gli altri. Da remoto si lavora davvero così bene come in ufficio? Superare questi pregiudizi è costato a tutti molta energia – nonostante la produttività della forza lavoro sia rimasta invariata. Grazie a schemi di lavoro maturi e rapidamente implementati e al buon livello di commesse, non è stato neanche necessario introdurre l’orario ridotto. L’azienda ha persino raggiunto i suoi obiettivi nell’anno del coronavirus.

    Eppure, l’uomo è un essere sociale

    La necessità di colloqui con il personale è indubbiamente aumentata proprio a causa della distanza fisica durante questo periodo, ma, a differenza del passato, la creazione di soluzioni individuali ha richiesto una visione olistica della vita e della situazione lavorativa dei dipendenti. Non avere all’improvviso un contatto dal vivo e diretto con colleghi e superiori ha avuto sicuramente un impatto su molti. “Così, se da un lato alcuni reparti si sono presentati in ufficio a scaglioni senza esitazioni, per poi tornarvi al completo appena è stato possibile, dall’altro taluni lottano ancora con stati di panico da coronavirus, motivo per cui il loro rientro in ufficio ha luogo più lentamente”, spiega Endter.

    In un momento in cui alcune aziende ordinano ai lavoratori di tornare in ufficio senza possibilità di obiezione, e altre, invece, hanno prolungato l’obbligo dell’home office almeno fino alla fine dell’anno senza interrogarsi in merito alla situazione concreta dei dipendenti, Snom ha optato per uno schema equilibrato aperto ad entrambe le opzioni operative.

    Tendenze irreversibili

    Questi 18 mesi di pandemia hanno cambiato in molte persone la percezione della propria realtà.

    Molti dipendenti hanno apprezzato l’azzeramento dei tempi di percorrenza e la possibilità di programmare il proprio lavoro in modo più flessibile. Con l’eccezione di profili lavorativi, per i quali, per motivi di sicurezza dei dati o per la necessità di accedere alla dotazione tecnica, la presenza fisica in azienda è richiesta, una disposizione flessibile dei “giorni d’ufficio” è divenuta parte integrante del quotidiano. Come imprenditore e responsabile delle risorse umane, si dovrebbe quindi attingere a tutte le possibilità tecniche per garantire questa flessibilità, usarle virtuosamente e sviluppare – già oggi – i modelli di lavoro di domani.

    Secondo Endter, guardarsi indietro analizzando i risultati raggiunti nonostante il ricorso forzato all’home office solleva la questione di quanto le PMI in generale fossero disposte a prendere a cuore l’introduzione del principio dell’equilibrio tra lavoro e vita privata (work-life-balance) in termini concreti. Anche presso i datori di lavoro più aperti, come Snom fortunatamente è (il produttore è stato nominato dalla rivista tedesca Focus “Top Medium-Sized Employer”), ciò che viene offerto ora ai dipendenti da questo punto di vista, grazie alle esperienze accumulate, è lontano anni luce da quello che si reputava ottimale prima della crisi sanitaria.

    Non da ultimo: finché tutto il mondo sarà in lotta contro i tassi di incidenza e l’occupazione dei letti di terapia intensiva, i nuovi modelli di lavoro non possono trascurare l’adozione di misure di igiene e prevenzione, comprese eventuali stazioni di test aziendali. Tuttavia, i legislatori creano zone grigie in merito all’obbligo di fornire prove della vaccinazione, guarigione o test negativo, cosa che rende difficile determinare la giusta portata delle misure interne da introdurre. Tuttavia, questo è un capitolo a sé. Come responsabili delle risorse umane, non possiamo che attendere gli sviluppi con la massima curiosità.


    A proposito di Grit Endter

    Con una laurea in “International Business Administration”, Endter lavora nell’ambito delle risorse umane dal 1998. Per Endter, le esperienze acquisite nella gestione delle risorse umane e nello sviluppo del personale in vari settori con le loro molteplici sfaccettature devono confluire in una gestione del personale che abbia un significato, cosa che non solo le sta particolarmente a cuore, ma che si rivela necessaria e più che mai richiesta in tempi di cambiamento. Grit Endter è responsabile delle operazioni e dello sviluppo delle risorse umane presso Snom Technology GmbH dal 2019.


    A proposito di Snom

    Fondata a Berlino nel 1997, Snom si è affermata quale pioniere per terminali e soluzioni VoIP (voice over IP) professionali trasformandosi rapidamente in marchio premium riconosciuto a livello mondiale per soluzioni di telefonia all’avanguardia e tecnologie innovative per il posto di lavoro intelligente in ambito aziendale e industriale.
    La strategia di sviluppo dei prodotti Snom è incentrata sulla soddisfazione delle esigenze del mercato e delle necessità individuali di clienti e partner Snom in tutto il mondo. Di conseguenza, Snom risponde alla nuova realtà caratterizzata da una crescente digitalizzazione e mobilità con tecnologie all’avanguardia: i terminali IP firmati Snom si adattano facilmente ad ogni scenario di impiego, che si tratti di uffici o sale conferenze, di studi di designer, di edifici della pubblica amministrazione o di ambienti impegnativi come stabilimenti dell’industria di processo o ospedali.
    Snom dispone di uffici in Benelux, Francia, Inghilterra, Italia, Russia, Spagna, e Sud Africa. Dal 2016, Snom fa parte del gruppo VTech, il più grande produttore mondiale di telefoni cordless. Qui Snom esercita il pieno controllo sull’intero ciclo produttivo dei prodotti e delle soluzioni sviluppate in Germania e distribuite in tutto il mondo attraverso una rete di oltre 3500 partner Snom certificati. Questi ultimi beneficiano di un programma partner dedicato, di servizi di supporto remoto e on-site e di una garanzia di tre anni. Ciò fa di Snom un partner convincente per qualsiasi tipo di organizzazione.
    Per ulteriori dettagli su Snom: www.snom.com
  • Ice Cube: «Innovazione e sostenibilità, le nostre chiavi per ripartire»

    Innovazione e sostenibilità sono le leve su cui il mondo intero scommette per la ripartenza nel post Covid-19. Le uniche che potrebbero arginare le perdite portate dalla pandemia. Perdite che per il settore HoReCa si stima possano ammontare a 31 miliardi di euro nel 2020 e ad altri 20 miliardi tra gennaio e maggio 2021. Una strada su cui sta investendo anche Ice Cube, azienda leader nella produzione, vendita e distribuzione di ghiaccio alimentare confezionato. Alle nuove tendenze di consumo innescate dalle esigenze di distanziamento e dalle restrizioni anti-contagio devono corrispondere, infatti, nuovi prodotti, nuovi packaging e nuovi approcci comunicativi.

    Così, per rispondere a un consumo “on the go” ‒ che per molti mesi è stata l’unica modalità possibile per la consumazione di bevande acquistate presso i locali ‒ Ice Cube ha ideato nuovi prodotti, come Flat pack, l’innovativa produzione di ghiaccio alimentare che permette di ridurre del 38% il volume occupato dal prodotto sottovuoto, e Ice Cup, bicchiere monouso sigillato contenente ghiaccio tipologia Tube Ice. Inoltre, per far fronte alla tendenza sempre più diffusa dell’aperitivo a casa, dando al consumatore la possibilità di avere a disposizione tutti i prodotti necessari per il proprio “happy hour” ‒ ghiaccio, drink e food – Ice Cube ha sviluppato in partnership con il retail la soluzione Mix at Home.

    Per venire incontro agli operatori e sostenere la ripresa, ha lanciato la linea LAB, che offre dei la gamma di ghiaccio premium più ampia e qualitativa del mercato ad un prezzo molto competitivo.

    Ghiaccio puro e cristallino in vari formati : Cube Deluxe, 5x5x5 cm; Old Fashioned, 5x5x7 cm ; High Ball 4x4x10 cm; Collins 4x4x1 2 cm; Sphere di diametro 5,5 cm – Minima diluizione e massimo effetto scenico .

    C’è poi l’Ox Ice, un innovativo e brevettato processo produttivo: arricchendo l’acqua con ossigeno attivo, prima del congelamento, si conferisce al ghiaccio una barriera naturale contro le contaminazioni accidentali che possono avvenire durante il processo di produzione e stoccaggio, o durante l’utilizzo professionale del prodotto.

    Si tratta di offerte che si aggiungono a una linea già molto ampia e trasversale: Ice Cube Classic è la linea completa pensata per i professionisti, con High Perfomance, cilindretti forati di acqua purissima, dall’alto potere refrigerante; Crushed, gemme di ghiaccio ; Full Cube, cubetti di ghiaccio pieno e cristallino; Balls, sfere di ghiaccio 4,5 cm .

    Ma anche in fatto di distribuzione Ice Cube ha ampliato i canali. I suoi prodotti, da sempre presenti in Italia e in Francia nella grande distribuzione e all’interno delle catene di Cash & Carry, vengono distribuiti anche grazie a una rete di grossisti su tutto il territorio nazionale e ad alcuni canali e-commerce, come Winelivery, che consegna in 30 minuti tutto il necessario per un drink.

    La stessa attenzione è stata riposta sui packaging, con la nuova linea Green, 100% vegetale e compostabile, attualmente presente nella GDO in Italia e in Francia. Si tratta del pack meno impattante al mondo per consumo di inchiostri e biodegradabilità dei materiali: per il packaging viene infatti utilizzato il granulo biologico derivante da prodotti cerealicoli. Inoltre, anche la produzione ha fatto decisi passi avanti in termini di sostenibilità grazie all’installazione in Sicilia di un impianto fotovoltaico che copre l’intera superficie di 1.600 metri quadri del tetto dello stabilimento produttivo con una potenza nominale di circa 200 kw. Sarà così possibile generare in 1 anno energia elettrica per la produzione di oltre 100 milioni di cubetti di ghiaccio confezionato.

    Infine, la comunicazione. Con l’obiettivo di sviluppare un dialogo sempre più immediato, veloce e autentico con i consumatori, Ice Cube ha lanciato un nuovo sito web (https://www.ice-cube.it) accompagnato dai profili social. User friendly, dalle grafiche eleganti e intuitive, che rispecchiano la brand identity, sul portale sarà possibile conoscere l’intera gamma e i suoi diversi utilizzi attraverso sezioni come Ice Mood, con le ricette più sfiziose, i cocktail o mocktail più sfiziosi.

    Un mix di canali per conoscere i prodotti, scoprire curiosità e informazioni in fatto di ghiaccio e cocktail e approfondire la storia dell’azienda. Ice Cube è nata infatti a Termini Imerese, in Sicilia, dove si fa erede di un’antichissima tradizione risalente al XVIII secolo. Pochi sanno che la Sicilia, un tempo, era tra i primi produttori di ghiaccio in Europa. Gli uomini delle neviere, fin dal 1756, trasformavano in ghiaccio la neve dei Nebrodi, delle Madonie e dell’Etna, lo commercializzavano per usi alimentari e medici di vario genere, e lo esportavano via mare per portare freschezza in tutto il mediterraneo.

    E ancora oggi, il ghiaccio di Ice Cube è “figlio” del gruppo delle Madonie e della fonte di Scillato. Da qui, infatti, sgorga un’acqua microbiologicamente pura, caratterizzata da un basso contenuto di minerali e da un basso livello di alcalinità. Il ghiaccio è quindi ancora più puro e povero di minerali. In questo modo, quando il ghiaccio inizia il suo processo di fusione all’interno della bevanda, le proprietà organolettiche di quest’ultima non vengono alterate, e non vi è alcun rilascio di sostanze corruttrici del sapore originale della bevanda, qualsiasi essa sia. Ice Cube possiede infatti la certificazione ISO9001:2008 e la certificazione internazionale per prodotti alimentari IFS (International Features Standards) FOOD (Higher Level). È inoltre parte di INGA – Istituto Nazionale Ghiaccio Alimentare.

    «La pandemia ha messo a dura prova moltissimi settori, tra cui il mondo HoReCa. Sono nate nuove abitudini di consumo, dal delivery, all’asporto all’e-commerce, e si sono delineate nuove prospettive. Noi abbiamo deciso di trasformare un momento difficile in una nuova opportunità, ridefinendo il nostro business model per mettere al centro i valori dell’innovazione e della sostenibilità. Abbiamo innovato a 360° per soddisfare sia le esigenze del retail che del consumatore finale. Crediamo, infatti, sia questo l’unico modo per reagire alla crisi e per prepararsi al “new normal”» – dichiara Simone De Martino, direttore commerciale di Ice Cube.

    ICE CUBE è il primo produttore in Italia di ghiaccio puro per uso alimentare. Il ghiaccio ICE CUBE è prodotto con acqua oligominerale pura, cristallina, inodore e insapore, ottenuta dalle sorgenti di Scillato, nel gruppo montuoso delle Madonie, in Sicilia. L’elevata qualità è assicurata dalla conformità del processo produttivo e del prodotto finale alle normative vigenti CE sulla produzione di alimenti. ICE CUBE copre tutto il territorio nazionale, comprese le isole, avvalendosi di operatori specializzati e piattaforme dedicate. Si rivolge al canale Ho.Re.Ca e al canale G.D.O. con una propria rete di vendita e numerosi intermediari. Il canale Ho.Re.Ca è quello di maggiore ricettività e semplicità di penetrazione, tanto che oggi ICE CUBE conta più di 140 distributori lungo tutto lo stivale con una produzione di 6mila tonnellate di ghiaccio l’anno. Il ghiaccio ICE CUBE può essere acquistato anche nei supermercati, nei centri commerciali, negli alimentari della GDO e nel canale Cash&Carry dove è presente nel 90% dei punti vendita sul territorio nazionale.

  • Arriva IMPERA, la lampada che inattiva batteri, virus e SARS-CoV-2

    Frutto del lavoro di ricerca e sviluppo di Ugolini Electronic Engineering, è un innovativo sistema di illuminazione che inattiva il SARS-CoV-2 abbatte la carica microbica di oltre il 99%

    Tavarnelle Val di Pesa (FI), 24 marzo 2021. Ugolini Electronic Engineering, che da oltre vent’anni studia e produce soluzioni innovative per l’illuminazione, il benessere e la sicurezza delle persone e dell’ambiente, ha messo a punto una nuova tecnologia di LED nearUVA, cioè a luce visibile blu prossima all’ultravioletto (lunghezza d’onda 405 nm) la cui capacità di ridurre la carica microbica di oltre il 99% e di inattivare il virus SARS-CoV-2 del 99,9% è stata attestata dall’Università di Siena con studi, prove di laboratorio e prove sul campo.

    Il primo frutto di questa tecnologia è il nuovo sistema Impera, un’innovativa gamma di lampade LED brevettate, che oltre a offrire un’illuminazione gradevole e adatta a ogni tipo di ambiente, è capace di inattivare anche virus e batteri presenti nell’aria oltre che sulle superfici ed è quindi ideale anche per locali con difficoltà di areazione, rendendo ogni ambiente più disinfettato e sicuro. La sorgente luminosa nearUVA è totalmente innocua per persone e animali e programmabile nell’intensità per assicurare un comfort visivo ottimale.
    Il sistema ha un algoritmo che durante la notte permette la programmazione con la sola componente nearUVA, alla massima potenza, per avere al mattino ambienti più sicuri.

    Due componenti tecnologicamente avanzate
    L’innovativo sistema Impera utilizza due componenti che lavorano sinergicamente per offrire un prodotto completo e versatile. La componente white si occupa dell’illuminazione convenzionale degli spazi, è disponibile in temperatura colore neutra o calda a seconda degli ambienti e dei progetti illuminotecnici e garantisce la massima efficienza luminosa grazie all’impiego di LED di ultimissima generazione.
    La componente nearUVA Surface si occupa dell’azione disinfettante microbiologica delle superfici irraggiate. Questa gamma di luce contrasta la vita microbica e virale (come il SARS-CoV-2) alterandone la membrana e instaurando processi ossidativi che inattivano progressivamente i microorganismi e ne rallentano la proliferazione. Questa emissione luminosa non produce componenti ossidative secondarie come per esempio l’ozono. Le prove di laboratorio hanno verificato la capacità delle lampade Impera di abbattere di oltre il 99% la componente microbica presente negli ambienti di vita quotidiana, fin oltre 2,5 metri dalla sorgente, con una esposizione delle superfici maggiore di 8 ore.

    “Grazie alla collaborazione con l’Università di Siena e a mesi intensi di studi e test in laboratorio, il nostro team di ricerca e sviluppo è stato in grado di mettere a punto una soluzione innovativa capace di proporre un nuovo approccio alla lotta contro il SARS CoV-2, contro virus e i batteri presenti negli ambienti – dichiara Biancamaria Ugolini, CEO di Ugolini Electronic Engineering – Stiamo già riscontrando risultati eccellenti anche sul campo; l’installazione del sistema Impera in un complesso didattico dell’infanzia ha evidenziato infatti che l’uso notturno riduce drasticamente la carica microbica ambientale, dimostrando che l’utilizzo regolare e continuato di tale strumento disinfetta le superfici e rende più salubre l’aria” conclude Ugolini.

    Il sistema Impera, ideale per ogni tipologia di ambiente pubblico, privato o di comunità come reception, aree comuni, uffici, sale riunioni, complessi scolastici, strutture sanitarie, palestre, sale attesa, ascensori, aule, centri commerciali, può essere adattato con corpi illuminanti e aspetti biologici calibrati su specifiche esigenze e supportati da evidenze di laboratorio.

  • Imprese di pulizie di Roma: alla ricerca del disinfettante perfetto

    L’avvento della pandemia ha certamente acuito la necessità di una sanificazione degli ambienti di maggiore profondità e sicurezza. Le imprese di pulizie di Roma si trovano dunque ad affrontare la sfida – decisamente impegnativa – di adottare strategie e prodotti datti alla perfetta sanificazione in tutti gli ambiti di intervento: dalle pulizie condominiali, alle pulizie di locali commerciali, negozi, palestre, pulizie di alberghi e ambienti pubblici e privati.

    A livello ideale, un disinfettante perfetto dovrebbe presentare come caratteristiche uno spettro antimicrobico completo, una capacità di azione rapida e persistente, assenza di tossicità per l’uomo e l’ambiente, compatibilità con i materiali da trattare, stabilità chimica, capacità di agire in economicità e facilità di impiego.

    Purtroppo non esiste il disinfettante perfetto; ogni famiglia di prodotto presenta delle caratteristiche peculiari ed un diverso meccanismo di azione che comporta diversa velocità di azione, attività tensioattiva, facilità d’uso, velocità di evaporazione, possibilità di essere utilizzato o meno in associazione con altri, attività a freddo, impatto sulla cute degli utilizzatori, ecc.

    È fondamentale quindi che gli operatori di imprese di pulizie di Roma impieghino correttamente i disinfettanti e, per fare ciò, occorre  valutare attentamente tutte le informazioni presenti nella scheda tecnica e nella scheda di sicurezza del prodotto. In questi documenti vengono specificate le caratteristiche chimico-fisiche e le modalità di utilizzo per un impiego corretto che eviti il danneggiamento delle
    superfici e tuteli nel contempo la sicurezza dell’operatore.

    Importante è ricordare che le proprietà biocide di un disinfettante sono fortemente condizionate dalla concentrazione, dal tempo di applicazione e dalla eventuale presenza di materiali o sostanze inattivanti (per esempio, liquidi biologici, saponi, ioni metallici, pH).

    Inoltre ci sono dei fattori “ambientali” limitanti che provocano una riduzione delle loro prestazioni.

    I principi attivi si differenziano in prodotti:

    • ad attività ossidante;
    • a base di cloro;
    • a base di fenoli;
    • a base di alcoli;
    • a base di aldeidi;
    • a base di tensioattivi anfoteri;
    • a base di sali d’ammonio quaternario.

    Le proprietà biocide di questi composti ossidativi dipendono dall’ossigeno attivo che si libera nelle soluzioni acquose di perossido di idrogeno (H202), più noto con il nome di acqua ossigenata, e dei suoi derivati (per esempio acido peracetico).

    L’ossigeno libero dà origine a radicali liberi che agiscono ossidando il DNA e altri componenti cellulari essenziali dei microrganismi.

    La blanda azione antisettica è però accompagnata da un’efficace detersione meccanica, grazie allo sviluppo di ossigeno. Tale reazione è rapida, pertanto l’effetto è molto breve.

    Le soluzioni diluite sono facilmente decomposte in presenza di ioni metallici, sostanze alcaline, sostanze ossidabili, oltre che da luce, calore e agitazione. Pertanto non è raccomandabile mescolare tali composti con altri disinfettanti.

    Imprese di pulizie di Roma: quali disinfettanti?

    Composti del cloro (cloroderivati)
    I composti del cloro vengono utilizzati per la disinfezione delle superfici a medio e alto rischio. La loro attività viene ridotta dalla presenza di sostanze organiche (grassi, proteine).

    I composti del cloro vanno conservati in recipienti ben chiusi, al riparo da luce e calore. Possono produrre sostanze tossiche se miscelati
    con acidi (sviluppo di cloro gassoso) e formaldeide (produzione di bisclorometiletere, cancerogeno).

    Composti fenolici
    Questa classe di composti viene usata per la disinfezione degli ambienti ospedalieri, incluse le superfici di lavoro del laboratorio.
    Il fenolo è infatti un potente battericida di natura organica, ma di tossicità elevata e scarsa stabilità.

    Alcoli
    I principali sono l’alcol etilico e l’alcol isopropilico. Gli alcoli sono liquidi incolori, volatili, altamente infiammabili.

    L’azione battericida avviene attraverso la denaturazione delle proteine. Seppure incompleta, l’azione disinfettante è rapida e la velocità di evaporazione rendono l’alcol adatto come veicolo per la preparazione di soluzioni di disinfettanti a base di iodio e derivati, e composti dell’ammonio quaternario, aumentandone notevolmente l’attività e la capacità di penetrazione.

    Aldeidi
    Nonostante molte aldeidi siano battericide, le uniche due che trovano impiego pratico nella disinfezione sono: formaldeide e glutaraldeide.
    Formaldeide: gas incolore, irritante, tossico, con scarso potere di penetrazione.
    Si scioglie facilmente in acqua e la sua attività microbicida si esercita su tutti i microrganismi. È attiva sia contro le forme vegetative sia contro le spore. Usata per il lavaggio delle superfici. Sotto forma di gas è usata per disinfettare ambienti chiusi o oggetti delicati.

    Glutaraldeide: è un liquido di colore ambrato solubile in acqua ed alcool. Ha un’alta capacità microbicida sia verso i batteri e le loro eventuali spore, sia verso funghi e virus. Attenzione: irritante e tossico.

    Anfoteri
    I disinfettanti anfoteri. Disinfettanti di basso livello, normalmente utilizzati dalle imprese di pulizie di Roma, hanno sia carica negativa che positiva, con caratteristiche intermedie tra i tensioattivi non ionici e quelli anionici. Chimicamente derivano da amminoacidi. Uniscono .e capacità detergenti dei tensioatti anio” c’ a quelle disinfettanti dei cationici.

    I composti ammonici quaternari sono inodori e incolori. Presentano un’ottima azione detergente e vengono comunemente utilizzati nella pulizia ordinaria degli ambienti, su superfici non critiche come pavimenti, arredi e pareti.

    A basse concentrazioni svolgono un’attività batteriostatica alterando la funzionalità delle membrane: ad alte concentrazioni hanno un’azione battericida causando la lisi della cellula microbica.
    L’efficacia dei principi attivi microbicidi dipende da:

    • il meccanismo di azione, ovvero la capacità di interagire su un ben definito bersaglio del microrganismo;
    • lo spettro di azione, quindi l’attività verso un determinato tipo di microrganismo;
    • la velocità di azione.
  • SARS-CoV-2: così il virus cambia per fronteggiare la nostra risposta immunitaria

    Analizzata la variabilità di più di 15000 sequenze isolate in varie regioni del mondo durante i primi sei mesi della pandemia. Lo studio dei ricercatori italiani pubblicato su Molecular Ecology.

    Dal momento in cui il SARS-CoV-2 ha iniziato a infettare e a diffondersi nella nostra specie, è entrato in contatto con il sistema immunitario umano, che mette in atto risposte mediate da cellule (i linfociti T) e risposte anticorpali per eliminare le infezioni. Spesso, virus e altri agenti patogeni rispondono all’attacco della risposta immunitaria attraverso mutazioni che li rendono meno riconoscibili o più resistenti.

    Queste premesse hanno spinto i ricercatori del laboratorio di biologia computazionale dell’istituto scientifico Eugenio Medea di Bosisio Parini (Lecco) in collaborazione con il professor Mario Clerici, dell’Università degli Studi di Milano e Fondazione Don Gnocchi, ad analizzare la variabilità di più di 15000 sequenze di SARS-CoV-2 isolate in varie regioni del mondo durante i primi sei mesi della pandemia.

    Attraverso differenti approcci computazionali, gli autori dello studio hanno predetto le regioni delle proteine di SARS-CoV-2 riconosciute dal sistema immunitario umano (tali regioni sono dette “epitopi”). I ricercatori hanno distinto tra epitopi riconosciuti da anticorpi rispetto a quelli identificati da linfociti T. Sono poi andati a valutare se, nei numerosi genomi di SARS-CoV-2 di tutto il mondo, queste regioni fossero soggette a cambiamenti.

    I risultati, appena pubblicati sulla rivista Molecular Ecology, hanno mostrato come, in alcune proteine di SARS-CoV-2, le regioni riconosciute da anticorpi siano particolarmente variabili. Questo indica che, a pochi mesi dall’inizio della pandemia, l’effetto della risposta anticorpale è già osservabile nella popolazione di SARS-CoV-2 e che il virus sta evolvendo per contrastare tale risposta. Questi risultati sono stati ottenuti anche in altri coronavirus.

    Al contrario, le regioni delle proteine di SARS-CoV-2 riconosciute dai linfociti T non sono particolarmente variabili, anzi lo sono poco. Gli autori dello studio hanno infatti osservato una significativa riduzione della diversità nelle porzioni proteiche riconosciute dalle cellule T. E’ però importante notare che, anche nel caso di coronavirus che causano comuni raffreddori, i ricercatori hanno notato una minore diversità degli epitopi delle cellule T. Questo suggerisce che la conservazione di queste regioni proteiche non sia direttamente collegata alla gravità della patologia causata dal SARS-CoV-2. Una possibile spiegazione è che il virus possa modulare la risposta immunitaria dell’ospite a suo vantaggio e la poca variabilità di queste regioni sia un meccanismo per indurre tolleranza da parte delle cellule T.

    Questi dati chiaramente indicano che sarà fondamentale monitorare nel corso del tempo la variabilità genomica di SARS-CoV-2, per essere pronti ad identificare la comparsa di nuove mutazioni che possano consentire al virus di eludere la risposta anticorpale (naturale o determinata da un eventuale vaccino). I ricercatori tuttavia chiariscono che, al momento, non sussistono elementi di preoccupazione in quanto la grande maggioranza delle varianti presenti nelle regioni riconosciute da anticorpi è rara.

    Antigenic variation of SARS-CoV-2 in response to immune pressure
    Diego Forni1,#, Rachele Cagliani1, Chiara Pontremoli1, Alessandra Mozzi1, Uberto Pozzoli1, Mario Clerici2,3, Manuela Sironi1

    1 Scientific Institute IRCCS E. MEDEA, Bioinformatics, Bosisio Parini, Italy;
    2 Department of Physiopathology and Transplantation, University of Milan, Milan, Italy;
    3 Don C. Gnocchi Foundation ONLUS, IRCCS, Milan, Italy.

    Running Title: Host immune pressure on SARS-CoV-2
    #Address correspondence to Diego Forni, [email protected]

  • È online la mostra “Colori a futura memoria” dell’eclettica Adele Lo Feudo

    La piattaforma delle mostre online curata dalla Dott.ssa Elena Gollini ospita un’interessante esposizione dedicata all’arte di Adele Lo Feudo alias ALF e al suo versatile ed eclettico mondo espressivo. La mostra ha un titolo davvero molto calzante “Colori a futura memoria”. Al riguardo la Dott.ssa Gollini ha commentato: “Adele è senza dubbio dotata di una virtuosa capacità creativa articolata su più livelli e su più piani di contatto recettivo e percettivo. Ha saputo maturare e far evolvere in sé una notevole e ragguardevole versatilità di ispirazione. La sua indole volitiva e la sua personalità frizzante e spumeggiante la supportano e la sostengono nell’imprimere una componente identificativa esclusiva al suo operato. Il colore è per lei elemento primario indeferibile e serve per infondere alla parafrasi della narrazione scenica un imprinting di qualità sostanziale, che sorregge il corposo e variegato impianto contenutistico dei messaggi e dei significati inseriti dentro la parabola immaginifica e visionaria. Inoltre, la componente cromatica e tonale serve per dare al fruitore un ulteriore incentivo di spinta e di stimolo nell’approccio sensoriale completo e totalizzante. I colori di Adele conservano quella luce di carica vitale, che diventa fondamentale e consente di approfondire meglio ogni minimo dettaglio, che accuratamente Adele introduce con doviziosa premura di attenta perfezionista. Le tecniche pittoriche di Adele richiedono passione e pazienza e sono sempre allineate e convogliate a dare alla soluzione finale una piacevolezza gradevole fin dal primo impatto. La memoria futura si ricollega al desiderio di Adele di poter realizzare un percorso artistico duraturo e meritevole di considerazione anche per il futuro, di riuscire a procedere con entusiasmo intraprendente e di fare un suo processo di ricerca in costante e continua progressione. Per Adele l’arte è come una sorta di sfida della vita, è un modo per esternare tutta se stessa e quanto di buono e di meglio riesce a fare e a dare. L’arte è una sfida che la tiene e la fa sentire sempre viva e vitale, che l’aiuta anche per aumentare il suo orgoglio e la sua autostima, senza ovviamente pretese autocelebrative ed esibizionistiche, ma come opportunità e occasione di fierezza di donna-artista, che desidera sentirsi bene tramite la sua libera creatività e desidera che le sue creazioni siano dei tasselli di una memoria da accorpare insieme nel mosaico della vita. Adele considera se stessa una sacerdotessa vestale dell’arte e vuole diffondere un concetto di arte-armonia di benessere mentale e spirituale, non soltanto per se stessa, ma per chiunque vorrà condividere i suoi pensieri e le sue riflessioni di lungimiranti vedute”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/colori-a-futura-memoria-alf/