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  • Palazzo Reale di Napoli

    Il Palazzo Reale di Napoli, affaccia su piazza del Plebiscito. In un unico edificio si uniscono storia, arte e cultura. La sua facciata racconta la storia del regno di Napoli. All’interno delle nicchie volute dal Vanvitelli, si trovano per volere di Umberto I, otto statue raffiguranti, i sovrani più rappresentativi delle dinastie che hanno regnato su Napoli: Ruggero d’Altavilla, Federico II di Svevia, Carlo I d’Angiò, Alfonso I d’Aragona, Carlo V, Carlo di Borbone, Gioacchino Murat, Vittorio Emanuele II.

    La costruzione di Palazzo Reale, si decise nel XVII secolo, quando il Vicerè spagnolo Fernando Ruiz de Castro conte di Lemos assieme a sua moglie, decisero la realizzazione e anche la costruzione di un palazzo sontuoso, in onore del re di spagna Filippo III. Un palazzo che lo potesse accogliere in una sua imminente visita nel regno di Napoli. L’architetto ideatore del progetto è Domenico Fontana. Domenico Fontana era uno degli architetti più amati da Papa Sisto V, Il Fontana delineò il progetto del Palazzo reale nell’opera “Dichiarazione del Nuovo Regio Palagio cominciato nella Piazza di San Luigi”. Piazza San Luigi era l’antico nome di Piazza del Plebiscito. Ma ironia della sorte il sovrano non venne mai in visita nel regno di Napoli.

    Carlo di Borbone nel 1734 conquistò Napoli, che ritornò ad essere capitale, di un regno autonomo. Il nuovo sovrano, in primis, decise di utilizzare il palazzo come residenza reale, e avviò in contemporanea dei lavori di restauro, riorganizzando gli spazi e gli ambienti ufficiali. Ampliamenti e abbellimenti che videro a lavoro Antonio Vaccaro, Ferdinando Sanfelice, Luigi Vanvitelli e Ferdinando Fuga.

    Con l’arrivo a Napoli di Gioacchino Murat e Carolina Bonaparte, lo fecero decorare con arredamenti neoclassici in parte arrivati da Tuileries. Il palazzo venne danneggiato da un incendio nel 1837, e fu fatto restaurare da Ferdinando II di Borbone, dall’architetto Gaetano Genovese, che realizzò anche la nuova facciata verso il mare. Il palazzo reale di Napoli fu abitato da tutti i regnanti di Napoli; gli austriaci, i Borbone e i Savoia.

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  • Dallo Stato sociale allo Stato penale

    “Decreto Minniti, riforma del diritto e del processo penale: il definitivo tentativo di criminalizzare il dissenso, l’emarginazione e la povertà?”


    Lunedì 10 aprile ore 17
    Fondazione Premio Napoli – Palazzo Reale – Piazza del Plebiscito 



    Proseguono gli incontri della Fondazione Premio Napoli 2017 con “Dallo Stato sociale allo Stato penale”. Un tavolo di confronto pubblico, che si terrà lunedì 10 aprile alle ore 17, nella sede di Palazzo Reale, per aprire una riflessione su che cosa significhi parlare di sicurezza, in una fase storica nella quale la crisi dello stato sociale è sotto gli occhi di tutti. Nel corso del dibattito si parlerà delle riforme in materia penale e delle politiche sicuritarie nell’ottica dello Stato di eccezione, partendo dall’analisi del “Decreto Minniti”, sia dal punto di vista giuridico, che da quello sociale e culturale; ne discuteranno: Domenico Ciruzzi (Presidente Fondazione Premio Napoli), Raffaele Del Giudice (vicesindaco di Napoli), Nino Daniele (assessore alla Cultura e al Turismo del Comune Napoli), Alfredo Guardiano (consigliere della Corte di Cassazione), Giovanni Verde (ex componente del CSM), Francesco Forzati (Docente di diritto penale Università “Federico II” di Napoli), Vito Nocera (scrittore e già consigliere regionale), Mario Barone (presidente di Antigone Napoli), Gaia Bozza (Giornalista per Fanpage), Maurizio Braucci (scrittore), Alfonso De Vito (attivista movimenti sociali), Aboubakar Sumahoro (della rete antirazzista). Interverranno anche rappresentanti di associazioni e movimenti sociali.

    Désirée Klain
    Ufficio stampa


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