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  • La storia e le origini della cassata siciliana

    La cassata siciliana è, insieme al cannolo, il simbolo più riuscito e affermato dell’eccellenza pasticcera siciliana. Essa rappresenta un pezzo di storia per la regione che ne ha dato origine: esiste fin dal IX secolo d. C. e rappresenta una traccia forte e tangibile dell’influenza che il mondo arabo ha esercitato sulla Sicilia nel corso dei secoli. Oggi essa è prodotta in tutto il mondo, apprezzata a ogni latitudine e venduta persino tramite il web, dove risulta essere una delle torte a domicilio più ‘cliccata’ dai fruitori dei servizi di e-commerce dolciario. Ma come nasce il delizioso dolce? Ecco la storia della cassata siciliana.

    I nuovi ingredienti del mondo arabo

    Nel corso del IX secolo, la Sicilia iniziò a essere interessata da fortissime influenze dall’universo arabo: gli ottomani raggiungevano in massa le coste siciliane nel tentativo di minacciare l’Impero Romano e, durante le incursioni, divennero parte integrante del tessuto socio-culturale siciliano. A Palermo iniziarono a giungere prodotti mai visti prima su suolo italiano, come la canna da zucchero, la mandorla, i limoni e il cedro.

    La cassata nacque tra il IX e l’XI secolo dall’incontro fra l tradizione e le eccellenze siciliane e i nuovi ingredienti giunti dall’oriente. La forte vocazione pastorizia della città si legò ben presto alle usanze arabe; in particolare la ricotta di pecora, che in Sicilia si produce fin dalla preistoria, venne combinata con i sapori speziati di mandorle, canna da zucchero, dando vita alle prime rudimentali cassate.

    Perfezionamenti nel corso della storia

    Nei secoli a seguire, la cassata siciliana conquistò definitivamente le abitudini dei pasticceri siciliani, che lavorarono alacremente per perfezionare la ricetta. Intorno all’anno 1000, sotto la dominazione Normanna, venne introdotta anche la pasta reale – o pasta di mandorla – che sostituì la pasta frolla nell’impasto della cassata.

    Durante la dominazione spagnola venne introdotto il cacao mentre occorrerà attendere il XVIII secolo per l’aggiunta dei canditi, che ultimarono la ricetta dando vita a una portata molto simile a quella che conosciamo e apprezziamo oggi.