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  • Sterlina, ancora problemi. Secondo Deutsche Bank crollerà ancora il suo valore

    A distanza di otto mesi dal voto sulla Brexit, in Gran Bretagna si cominciano a fare due conti. E questi calcoli dicono che la popolazione si è impoverita mentre la sterlina ha perso una grossa fetta del proprio valore.  Inoltre secondo le previsioni di Deutsche Bank, andrà anche peggio in futuro.

    Il colosso tedesco prevede infatti che la discesa della sterlina potrebbe spingerla verso quota 1,05 contro il dollaro. Dal giorno del referendum, il pound ha perso circa il 18% rispetto al dollaro secondo i dati di Optionweb, broker autorizzato consob (Optionweb opinioni qui). Nei confronti dell’euro invece il calo è stato del 12%. La cosa ha avuto chiaramente forti ripercussioni sull’economia.

    I dati poco incoraggianti per la sterlina

    sterlian forexIl motivo per cui secondo Deutsche Bank il pound calerà ancora è duplice. Anzitutto risiede nella prevedibile complessità della questione Brexit, ovvero la concreta uscita dei britannici dalla UE. Ma anche del problema inflazione. Fattori questi che rendono molto deboli le prospettive della sterlina (occhi quindi a tenerne conto se utilizzate siti di mirror trading).

    Nel Regno Unito, tradizionalmente grande importatore, durante gennaio i prezzi sono cresciuti dell’1,8% secondo l’ultimo report del Office for National Statistics. Lo stesso aumento c’era stato a dicembre e poco meno era stato registrato a novembre. Si tratta dell’incremento maggiore registrato negli ultimi due anni e mezzo. Il tutto mentre i salari restano al palo.

    I fattori di preoccupazione

    Dal punto di vista commerciale, soltanto un’azienda su quattro ha evidenziato un impatto positivo sulle esportazioni. Nella maggior parte dei casi invece s’è registrato un netto calo sulle importazioni. Questo perché le imprese GB che importano devono devono fronteggiare costi maggiori. Il 68% di queste aziende ritiene inoltre che a causa della svalutazione della sterlina i costi nel prossimo anno saliranno ancora e questo le costringerà ad incrementare i prezzi di vendita. Altre aziende invece hanno usato un approccio diverso per fronteggiare la crisi. Toblerone, ad esempio, ha aumentato lo spazio tra un triangolo e l’altro delle barrette, mentre i Maltesers pesano adesso il 15% in meno.

    Il dato positivo che si può evidenziare è nel calo della disoccupazione, giunta al valore di 4,8% che è il minimo degli ultimi 11 anni. Il tasso di occupazione ha raggiunto il 74,6%, un valore che non si vedeva da quarant’anni. Tuttavia solo 70mila dei nuovi occupati sono britannici, mentre ben 233mila sono stranieri.
    La cosa preoccupante però è il reddito pro capite. Secondo una ricerca della Joseph Rowntree Foundation, quasi un terzo della popolazione del Regno Unito vive con un reddito “inadeguato” e ben 4 milioni sono scivolati al di sotto della soglia del reddito minimo. In termini reali i salari sono saliti di recente solo dell’1,4 per cento, molto meno quindi della crescita che contemporaneamente si è avuta nell’inflazione.

    Il quadro complessivo resta quindi molto incerto, e i negoziati per la Brexit probabilmente peggioreranno le cose con il passare del tempo.