Tag: olocausto

  • CISCO “Bocche inutili” è il toccante brano nella colonna sonora dell’omonimo film che racconta la vita drammatica di alcune donne ebraiche in un campo di concentramento

    Un ricordo profondo di uno dei periodi più bui della storia mondiale

     

    Sulle piattaforme digitali dal 26 gennaio

    “Bocche inutili” è il nuovo brano che Cisco ha scritto e firmato per la colonna sonora dell’omonimo film diretto da Claudio Uberti. La pellicola racconta delle condizioni di vita drammatiche di alcune donne ebraiche all’interno di un campo di concentramento, durante la seconda guerra mondiale e il brano è nato in seguito a un invito sul set del cantautore emiliano. La produzione uscirà con la distribuzione nelle sale in concomitanza con le celebrazioni del “Giorno della memoria” il 27 gennaio 2022.

    Il brano è arrangiato con suoni folk e tradizionali per ricreare il sound popolare di quel periodo, suonato con chitarre acustiche, fisarmonica e armonica a bocca.

    La pellicola è stata registrata a Carpi mentre alcune scene sono state riprese presso l’ex campo di concentramento di Fossoli di Carpi, a circa sei chilometri dal centro modenese. Destinato inizialmente ai militari nemici, nel dicembre del 1943 il sito è trasformato dalla Repubblica Sociale Italiana in campo di concentramento per ebrei. Dal marzo del 1944 diventa campo poliziesco e di transito, utilizzato dalle SS come anticamera dei lager nazisti. Lo scrittore Primo Levi rievoca la sua breve esperienza a Fossoli nelle prime pagine di “Se questo è un uomo” e nella poesia “Tramonto a Fossoli”.

     

    C e P Cisco produzioni

    Edizioni Impronta 

    Release digitale: 26 gennaio 2022

     

    CONTATTI E SOCIAL

     

    WWW www.ciscovox.it

    Facebook https://www.facebook.com/ciscobellotti

    Instagram https://www.instagram.com/stefano_cisco_bellotti/

     

    BIO

    Stefano Bellotti, in arte Cisco (nato a Carpi, il 29 luglio 1968), è un cantautore italiano di musica folk rock.

    Nel 1992 entra a far parte di una band appena formatasi, i Modena City Ramblers, e ci rimane fino al finire del 2005, collezionando oltre 1.200 date in Italia e in Europa e vendendo circa un milione di dischi.

    Con i Modena realizza 8 album: “Riportando tutto a casa” (1994), “La grande famiglia” (1996), “Terra e libertà”(1997),  “Raccolti” (1998),  “Fuori campo” (1999),  “Radio Rebelde” (2002),  “Viva la vida y muera la muerte!” (2004) e “Appunti partigiani”(2005)Nel 2006 inizia la sua carriera da solista pubblicando il disco “La lunga notte”, a cui seguono “Il mulo” nel 2008, “Fuori i secondi” nel 2012, “Matrimoni e funerali” nel 2015, “I Dinosauri” nel 2016 questo  in collaborazione con gli amici “ex Ramblers”, Giovanni Rubbiani ed Alberto Cottica. Sono inoltre usciti nel 2009 l’album live “Dal vivo – Volume uno” e del 2013 il “Dal vivo – Volume due”. È del 2019 l’ultimo lavoro musicale “Indiani & Cowboy” registrato in Texas ad Austin insieme a Rick del Castillo, produttore americano.

    Nei 15 anni di carriera da solista si susseguono concerti in piazze e feste popolari e tour nei teatri e nei club di tutt’Italia. Per citarne alcuni: del 2007 è il “Venite a vedere tour”, del dicembre 2009  è il tour “’40 anni, storie di Ramblers, d’innocenza, d’esperienza in una formazione inedita insieme a Giovanni Rubbiani e Alberto Cottica, tutti e tre ex Modena City Ramblers; del 2014 è il tour “Oh Belli Ciao” di presentazione dell’autobiografia romanzata scritta a quattro mani con l’amico Carlo Albè che lo accompagna sul palco in uno spettacolo di musica e parole. Nell’autunno-inverno del 2016 c’è una mini tournée de “I Dinosauri” a seguito dell’uscita dell’album omonimo con i due amici ex Ramblers. Tra la fine del 2017 e i primi mesi del 2018 Cisco è impegnato in un fortunato tour teatrale che lo vede sul palco a proporre i suoi pezzi che meglio si prestano alle melodie “in acustico” assieme alle trombe di Simone Copellini e alle chitarre di Max Frignani.

    Nell’autunno 2018 è nuovamente nei teatri italiani a fianco dello scrittore Carlo Albè con lo spettacolo di teatro-canzone dal titolo “Adda Venì Baffone”.

    È dell’autunno-inverno 2019 la nuova avventura sul palco di teatri e club di tutt’Italia “Combat Folk Tour”, progetto musicale nato per festeggiare la maggiore età del disco “Novecento”, pubblicato da Cisco e la Casa del Vento nel 2001, assieme a lui sul palco Luca Lanzi, musicista e cantante della Casa Del Vento, e Francesco “Fry” Moneti, violinista dei MCR. 

    Impossibile non citare l’esibizione al Concerto del Primo Maggio a Roma nel 2009, da solo col suo bodhrán davanti ad un pubblico di 800 mila  persone.

    Cisco ha inoltre collaborato in spettacoli e concerti con: la Casa del vento, Ginevra Di Marco, la Bandabardò, le Mondine di Novi, i Nomadi, Giulio Cavalli e il “The Liberation Project ideato da Dan Chiorboli insieme a Phil Manzanera (Chitarrista dei Roxy Music).

    Durante tutto il periodo del primo lockdown della pandemia, tra marzo e maggio 2020, si collega attraverso i suoi canali social di Facebook e Instagram, quasi quotidianamente regalando “Le canzoni dalla soffitta”, brani tratti dal suo repertorio e alcune cover, in acustico, voce e chitarra, ottenendo uno straordinario numero di visualizzazioni e contatti.

    fonte: www.laltoparlante.it

  • “Psichiatria, eugenetica e shoah” Storia e verità

    E’ stata ospitata ieri dalla chiesa di Scientology di Padova, la giornata della Memoria con un importante mostra documentario, dal titolo Psichiatria, eugenetica e Shoah; un incontro culturale organizzato dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani. L’incontro ha visto come ospite il Sociologo Ivano Spano e un concerto di Fisarmonica e Pianoforte in Omaggio alla musica Klezmer.

    Il CCDU è un’organizzazione di volontariato non a scopo di lucro, finalizzata alla difesa dei Diritti Umani nel campo della Salute Mentale.

    Le sue funzioni sono unicamente quelle di fungere da organo di controllo, scoprendo e denunciando pubblicamente le violazioni psichiatriche dei Diritti Umani nel campo della Salute Mentale. I volontari della sezione di Padova, tramite le loro diverse attività nel territorio, sostengono che «i Diritti Umani devono essere resi una realtà non un sogno idealistico», come scrisse l’umanitario L. Ron Hubbard.

    molto interesse alla mostra dove i visitatori,  hanno trovato informazioni in merito ad aspetti dell’eugenetica e alle teorie psichiatriche, segnalando in particolare il video

    PSICHIATRIA: GLI UOMINI DIETRO L’OLOCAUSTO

    Molto interessante l’intervento del sociologo Ivano Spano, che ha fornito informazioni alquanto toccanti sulla teoria dell’eugenetica che non solo hanno ulteriormente chiarito di come ciò abbia portato alla Shoah, ma anche ad altre forme di sterminio e violazioni dei diritti alla salute risalenti all’epoca e perpetrata su disabili e bambini, il tutto messo in relazione ad altre teorie e brutalità odierne.

    La serata si è conclusa con un concerto di fisarmonica e piano in Omaggio alla Musica Klezmer con la direzione artistica di Cristina Santi.

    Alla Fisarmonca Mauro Scaggiante e al piano il maestro Carlos Morejano, che si è anche esibito in una serie di brani classici del compositore polacco Jòsef Kropinski, scritti durante la sua prigionia nei campi di concentramento di Auschwitz e Buchenwald.

    Ettore Botter

    +39 348.3332499

     

  • Artivism: Il Padiglione per la Prevenzione delle Atrocità

    The Auschwitz Institute for Peace and Reconciliation (AIPR) presenta Artivism: Il Padiglione per la Prevenzione delle Atrocità, curato da Luca Berta, Francesca Giubilei e Kerry Whigham, Venice Logistical Partner iNEVENTS. E’ la prima mostra di questo genere, situata nel punto in cui arte, diritti umani e prevenzione del genocidio si intersecano.

    Artivism è un’esperienza irripetibile che illustra come le arti possano essere utilizzate come meccanismo per prevenire e rispondere alla violenza di massa. Il padiglione, ospitato a Palazzo Dandolo (San Polo 2879, fermata del vaporetto S. Tomà), porta i visitatori a conoscenza delle realtà personali, emotive e storiche legate alle atrocità di massa. Ma è grazie a questa esibizione che è possibile conoscere il ruolo essenziale svolto dalle arti come strumento di base per la trasformazione sociale e come deterrente contro la violenza sistematica.

    Sono in mostra, fino al 24 novembre (10:00 -18:00, chiuso lunedì e martedì) con ingresso libero, le opere di sei artisti e collettivi di attivisti provenienti da tutto il mondo. Rebin Chalak Ismael dall’Iraq, Canada’s Truth and Reconciliation Commission, Elisabeth Ida Mulyani dall’Indonesia, South African Intuthuko Embroidery Project dal Sud Africa, Argentinian Grupo de Arte Callejero (GAC) dall’Argentina e Aida Šehović dalla Bosnia e Erzegovina.

    Le arti svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione della violenza su vasta scala ed Artivism informa i visitatori riguardo al potere e alla responsabilità che gli individui e le loro comunità hanno nel prevenire le atrocità di massa e proteggere i diritti umani. La mostra educa, responsabilizza e trasforma i partecipanti in veri agenti del cambiamento perchè mette in evidenza la capacità di contribuire alla prevenzione delle atrocità di massa.

    Nell’ultima stanza del padiglione, l’AIPR e altre organizzazioni per i diritti umani, condividono il loro lavoro con i visitatori e propongono passi concreti che ogni individuo può compiere a livello locale e globale per costruire un mondo che prevenga il genocidio.

    The Auschwitz Institute for Peace and Reconciliation

    [email protected]

    www.auschwitzinstitute.org

    +1 (212) 575 2605

    www.artivism2019.com

  • Tremestieri Etneo racconta la storia della Shoah agli studenti

    La Shoah raccontata ai ragazzi delle scuole del comune di Tremestieri Etneo. Un’iniziativa promossa dal sindaco Santi Rando, per non dimenticare le ferite della contemporaneità, occasione di confronto per gli studenti su una pagina tragica della storia dell’Italia fascista.

    Relatori dell’incontro, che si è tenuto nella Chiesa Madonna delle Grazie di Piano Tremestieri, sotto la guida spirituale di padre Ignazio Mirabella, il prof. avv. Corrado Labisi, Magnifico Rettore dell’Università telematica Unisanraffaele con sede a Zurigo, e la dott.ssa Adriana Muliere, dirigente della Polfer, polizia ferroviaria di Catania.

    Un rapporto profondo quello del prof. avv. Corrado Labisi con il mondo ebraico, lui che della sua discendenza israelitica da parte della famiglia paterna, e della bisnonna, la nobildonna Lucrezia Mehtler, ha fatto un vessillo. Un percorso sociale, culturale e spirituale iniziato già qualche mese fa con il convegno “Punto d’incontro”, presieduto dal rabbino capo della Sinagoga Yosef Tehilloth di Milano, Shlomo Bekhor, e che continua ad oggi in un dialogo costante tra Sicilia ed Israele.

    In una lettera indirizzata al sindaco Rado e a padre Mirabella, letta dal prof. Labisi, il rabbino, assente all’incontro, ringrazia per aver dedicato una giornata alla Shoah.

     

    “Ho visto con i miei occhi e sentito con le mie orecchie le storie di tanti sopravvissuti”, scrive nella lettera. “Ho pregato in sinagoga tanti anni con uomini che portano sul braccio in numero inciso ad Auschwitz. Non è inciso il loro nome bensì un numero. Perché per i nazisti le persone valevano solo come un numero. Il cristianesimo affonda le sue radici nella religione giudaica, e come diceva Papa Woytila gli ebrei sono i nostri fratelli maggiori. Rispetto per l’ebraismo vuol dire dunque rispetto per il cristianesimo, e per i valori universali di democrazia e libertà che in medio oriente sono ogni giorno messi in discussione.”

    Consegnati i saluti del rabbino Berkor e del cav. Andrea Di Veroli, presidente dell’Associazione di volontariato Jeruce e consigliere dell’ANED Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti, che nella sua lettera parla del ricordo come dovere morale prima ancora che istituzionale, il prof. avv. Corrado Labisi inizia una disamina storica della Shoah, spiegando ai ragazzi, attenti e partecipi, il significato delle leggi razziali concepite dai nazisti, soffermandosi sulla figura di Hitler e sul suo piano folle di sterminio.

    “Hitler era un satanista – spiega Labisi – un esaltato che temeva le conoscenze spirituali del popolo ebraico. Uno scempio europeo il suo, che costò la vita a circa 6 milioni di persone, tra le quali anche giovanissimi e neonati. Le preziose testimonianze che ci sono rimaste sono la nostra coscienza e la nostra storia: Anna Frank, per esempio, che ci ha lasciato il racconto della persecuzione sua e della sua famiglia, la fuga, il nascondiglio, la paura. E ancora Primo Levi, sopravvissuto ai campi di concentramento, sconvolgente nella sua ricostruzione della tragedia dell’Olocausto, degli esperimenti sui bambini usati come cavie, e del lungo viaggio di ritorno attraverso l’Europa.”

    Il prof. avv. Corrado Labisi ha aperto poi una finestra sul rigurgito del fanatismo nazista, preoccupante oggi quanto il terrorismo integralista islamico.

     

    Una giornata formativa ed educativa per non dimenticare, alla presenza di autorità civili, ecclesiastiche e militari, tra le quali l’ass. alla Cultura e alla Pubblica Istruzione Evelyn Garofalo, che si è conclusa con la consegna ai relatori di un attestato di merito per aver offerto ai ragazzi le proprie conoscenze sul delicato ed importante tema che riguarda non solo la storia di un popolo ma anche la formazione delle coscienze di ognuno di noi.

     

    A suggellare un ideale patto tra Sicilia ed Israele, la promessa del sindaco Santi Rando di costruire, su iniziativa del prof. avv. Corrado Labisi, a Tremestieri Etneo, su un terreno sequestrato alla mafia, una sinagoga che possa diventare anche centro di cultura ebraica.