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  • Crisi, l’Europa deve scegliere tra due strade (entrambe difficili)

    Il modo di affrontare la crisi – una dopo l’altra – è quello che rende l’Europa ciò che è. Le difficoltà plasmano il continente, come diceva Jean Monnet, che fu il primo architetto dell’Europa unita. E non c’è dubbio che la crisi attuale abbia un carattere estremamente “formativo” per la UE.
    Dal modo in cui ne verremo fuori dipende il nostro futuro, la nosta speranza e la nostra ambizione.

    La sfida della UE di fronte alla crisi

    crisi covid EUE’ fuor di dubbio che la pandemia comporta tragedie e una scia di dolore indelebile, ma da questa crisi nasceranno anche delle opportunità. Innanzitutto riguardanti un cambio di rotta politico, che ci consenta di spostare lo sguardo più in alto e più lontano.

    Ma bisognerà garantire politiche economicamente corrette, ma con un consenso popolare. Bisognerà superare le posizioni e i contrastanti interessi dei Paesi membri. Cosa non facile, come già si è visto in sede di definizione del Next Generatione EU.

    Non sprecare lo sforzo del Next Generation

    La pandemia è uno shock perfetto che ha colpito tutti i Paesi senza distinzioni. In questo senso li ha resi davvero una Unione. Ma bisogna esserlo solo nelle tragedie, ma pure nel percorso di crescita.
    Attraverso la Next Generation Europe, i Paesi membri devono aiturarsi a venirne fuori.
    Del resto c’è una enorme quantità di risorse mobilizzate, e molteplici cardini sui uali fare leva (capitale umano, investimenti, infrastrutture, ambiente) che possano spingere le economie. Ma non si devono seguire orizzonti limitati, strategie a breve termine, bensì adottare soluzioni di lungo respiro.

    La scelta tra due opzioni

    Davanti alla crisi attuale, ci sono due strade, due opzioni binarie per l’Europa. O si concede una flessibilità di bilancio ai singoli Stati (soprattutto quelli dalle finanze pubbliche più malandate), oppure si trasferiscono compiti e capacità di spesa verso l’Unione, sottraendola ai singoli Paesi.
    Quest’ultima scelta significa in sostanza conferire maggiore autorità alla Commissione, dove ci sono economisti dalla capacità analitica e dalla competenza istituzionale adeguata. Figure in grado dio scegliere le migliori opzioni per l’azione comune, ponendosi un passo più avanti dei paesi membri.