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  • Mutui: 210.000 under 36 rinuncerebbero alla casa senza Fondo garanzia

    A ore dovrebbe essere prorogato il Fondo di garanzia mutui per la prima casa, misura importantissima visto che, secondo l’indagine* commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, sono oltre 210.000 i giovani con meno di 36 anni attualmente in cerca di un immobile che hanno dichiarato di dover rinunciare all’acquisto qualora l’agevolazione non venisse rinnovata.

    In tanti anche i ragazzi che, pur di non cancellare il proprio progetto di indipendenza, sarebbero costretti a rivedere i piani orientandosi verso un’abitazione più piccola (29%) o verso un’area meno attraente (19%). Circa 100.000 quelli addirittura costretti a richiedere l’intervento dei genitori.

    «Il mancato rinnovo del Fondo prima casa con garanzia all’80% sarebbe un ulteriore ostacolo per i ragazzi che vogliono comprare l’abitazione e che già oggi devono fare i conti con un mercato dei mutui caratterizzato dal generale aumento dei tassi di interesse, elemento che spesso complica l’accesso al credito proprio da parte dei più giovani» spiegano gli esperti di Facile.it. «È positivo che il Governo stia valutando di prolungare la misura, nella speranza che questa possa essere confermata per un lungo periodo di tempo, così da dare ai ragazzi la possibilità di pianificare con la dovuta calma un passo importante come quello di acquistare la prima casa.».

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – Norstat svolta tra il 22 e il 23 settembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1.005 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

     

  • Mutui under 36 verso il rinnovo. Surroghe a rischio?

    Novità in chiaroscuro per il mercato dei mutui: buone notizie sono in arrivo per gli under 36, dato che il Fondo Garanzia Prima Casa all’80% – in scadenza a fine giugno – dovrebbe essere presto prolungato fino a settembre 2023; di contro, la legge sull’equo compenso (l. 49/2023), che riguarda anche i notai, potrebbe avere un impatto negativo sul mercato delle surroghe. Ecco perché nell’analisi congiunta Facile.itMutui.it.

    Mutui under 36 verso il rinnovo

    Nell’ambito dell’iter attualmente in corso di conversione in legge del cosiddetto DL Enti (AC 1151) è stato approvato un emendamento presentato da più gruppi parlamentari volto a far slittare dal 30 giugno al 30 settembre 2023 il termine per presentare domanda di accesso al Fondo Garanzia Prima casa per l’ottenimento della garanzia all’80%, elemento importantissimo, se non indispensabile, per ottenere un mutuo al 100% under 36.

    «Un’ottima notizia per i giovani e, più in generale, per l’intero settore immobiliare e finanziario. Il potenziamento della garanzia concessa dal Fondo ha permesso alle banche di introdurre sul mercato i cosiddetti “mutui under 36 al 100%” grazie ai quali, negli ultimi due anni, tantissimi ragazzi hanno potuto acquistare casa», commenta Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it

    L’efficacia del Fondo è testimoniata dai numeri di Facile.it: secondo le analisi del comparatore*, prima dell’estensione della garanzia offerta dal Fondo, ad esempio nel primo semestre 2021, gli under 36 rappresentavano il 43% della domanda totale di mutui prima casa, valore che, a seguito del potenziamento del Fondo, ha superato il 51% nel periodo gennaio-maggio 2023.

    Il provvedimento in questione, dopo l’esame delle commissioni affari costituzionali e bilancio della Camera e l’approvazione dell’Aula della Camera, sarà trasmesso al Senato per poi essere convertito in legge entro il 9 luglio.

    Legge equo compenso, surroghe a rischio?

    Se fino ad ora abbiamo parlato di buone notizie, è opportuno evidenziare anche quelle che buone non sono per chi è alle prese con un mutuo e, soprattutto, per chi cerca di surrogare quello già ottenuto in passato. Il 20 maggio è entrata in vigore la legge sull’equo compenso (l. 49/2023) e questa potrebbe avere un impatto negativo sulle surroghe, che oggi rappresentano, secondo i dati di Facile.it, oltre il 20% delle richieste di mutui.

    Come noto, la surroga consente ai mutuatari trasferire gratuitamente il proprio finanziamento residuo dalla banca originaria presso un’altra che offre condizioni più vantaggiose: un’opportunità di grande valore che negli ultimi anni ha contribuito a mantenere viva la concorrenza tra gli istituti di credito, a vantaggio dei consumatori finali.

    I costi connessi all’operazione di surroga quindi, in particolare quelli relativi all’atto notarile, ricadono sulla banca stessa, ed è proprio qui che interviene la legge sull’equo compenso. La norma fissa i valori che l’istituto di credito deve corrispondere al notaio, eliminando quindi la possibilità di beneficiare di prezzi scontati. Questo, in altre parole, potrebbe tradursi in un aumento dei costi notarili a carico delle banche, soprattutto per quelle che in passato potevano godere di prezzi agevolati in virtù del numero elevato di surroghe che normalmente gestiscono ogni anno.

    In virtù di tariffe più elevate, gli istituti di credito potrebbero scegliere di irrigidire i criteri con cui concedere le surroghe, a scapito della possibilità per i consumatori di cambiare banca e trovare condizioni di mutuo più favorevoli, o, nella peggiore delle ipotesi, potrebbero aumentare i tassi surroga offerti ai clienti, rendendo meno vantaggiosa l’operazione.

    «Il prodotto surroga, nel suo complesso, non è a rischio, ma questa novità potrebbe comunque avere un impatto su questo strumento», spiega Cresto. «Ad esempio, sulle surroghe di importo modesto; si tratta di operazioni alle quali non tutte le banche sono interessate e l’aumento dei costi a loro carico potrebbe restringere ulteriormente le opzioni a disposizione dei mutuatari».

     

    * Analisi realizzata.it su un campione di oltre 500.000 richieste di mutuo prima casa raccolte da Facile.it da gennaio 2021 a maggio 2023.

     

  • Mutui under 36: sbloccati i fissi, ma solo per dicembre

    Con un emendamento al Decreto Aiuti-ter il Governo ha cambiato il meccanismo che regola i mutui fissi al 100% destinati agli Under 36 che, a causa dell’aumento dei tassi di interesse, negli ultimi mesi sono scomparsi dal mercato. Ma cosa cambia in concreto? Facile.it ha fatto alcune simulazioni scoprendo che, con le nuove regole, almeno sulla carta le banche potranno tornare a erogare questo tipo di finanziamenti e i giovani potrebbero accedere a tassi migliori e rate più basse di almeno 100 euro rispetto ai mutui attuali*, ma il tempo è pochissimo, tutto scadrà il 31 dicembre 2022.

    «È positivo che il Governo sia intervenuto; grazie alle nuove regole, in linea teorica, viene dato agli istituti di credito un margine più ampio per tornare a proporre questo genere di finanziamenti, ma il tempo è davvero pochissimo visto che il provvedimento sarà valido solo per coloro che sottoscriveranno la richiesta di accesso al Fondo Garanzia Prima Casa tra l’1 e il 31 dicembre 2022», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it.

    La finestra temporale potrebbe essere troppo breve per avere un impatto significativo sul mercato; sebbene alcune banche stiano già valutando la possibilità di tornare a proporre questi prodotti, non è detto che tutte lo faranno e, in ogni caso, anche dal punto di vista della domanda da parte degli aspiranti mutuatari, i tempi per fruire dell’opportunità sono strettissimi.

    «Speriamo» – continua Cresto – «che possa essere il primo passo per un intervento più ampio che porti ad estendere le agevolazioni dedicate ai giovani anche per il prossimo anno.».

    In attesa di vedere nel concreto cosa verrà rinnovato con la manovra fiscale, se l’Esecutivo non interverrà a partire dal 1° gennaio 2023, non solo il nuovo meccanismo non sarà più in vigore, ma il Fondo di garanzia prima casa Consap passerà dall’attuale 80% al 50% e ciò potrebbe determinare la fine per tutti i mutui agevolati dedicati agli Under 36, sia quelli a tasso fisso, sia quelli a tasso variabile.

    Come funziona il nuovo meccanismo

    Il meccanismo in vigore per il mese di dicembre prevede, di fatto, un aumento del tasso massimo a cui potranno essere proposti i mutui fissi agevolati tramite Fondo Consap; oggi il tetto è stabilito trimestralmente da Banca d’Italia attraverso il cosiddetto TEGM (Tasso Effettivo Globale Medio) che, fino a fine anno, sarà pari a 3,20%.

    Con la nuova norma, invece, tenendo conto delle attuali condizioni di mercato, Facile.it ha stimato che la soglia massima salirebbe a 4,48%. Nel dettaglio, il valore è stato calcolato considerando che il meccanismo approvato prevede che il tasso soglia sia determinato dal TEGM (come detto pari a 3,20% fino a fine anno) maggiorato di una percentuale “extra” ottenuta come differenza tra l’IRS medio a 10 anni del mese precedente all’erogazione del mutuo (3,15% per il mese di ottobre) e l’IRS medio a 10 anni del trimestre in cui è stato definito il TEGM in vigore (quindi aprile-maggio-giugno, pari a 1,87%). Nel nostro caso, quindi: 3,20% + (3,15%-1,87%).

    Questo dovrebbe dare alle banche un margine più ampio per tornare a proporre agli Under 36 anche i mutui agevolati a tasso fisso al 100%.

    Mutui 100%: confronto tra tassi agevolati e non

    Secondo l’analisi del comparatore, oggi per un mutuo fisso al 100% senza agevolazione i tassi (TAEG) disponibili online partono dal 5,26%; se le banche volessero proporre mutui 100% agevolati applicando il tasso più alto possibile consentito dalle nuove norme (4,48% nella simulazione di Facile.it), i futuri giovani mutuatari avrebbero, per un finanziamento da 180.000 euro in 25 anni, una rata più bassa di circa 100 euro al mese rispetto a chi avesse sottoscritto il medesimo mutuo, ma con un tasso al 5,26%.

    Risparmio che potrebbe superare addirittura i 150 euro al mese se, invece, le banche dovessero applicare le stesse condizioni di spread in vigore 12 mesi fa, quando per i mutui al 100% agevolati e dedicati agli under 36 gli istituti di credito offrivano spread calmierati (nell’ordine dello 0,6%-0,7%, mentre oggi, per un finanziamento normale, sono intorno, se non addirittura superiori, all’1%).

     

    * Simulazione realizzata su un finanziamento da 180.000 euro da restituire in 25 anni, considerando i tassi disponibili su Facile.it al 17 novembre 2022.

     

  • Mutui: in Sardegna scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Sardegna è scesa a poco più di 38 anni e mezzo; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, 42 anni e mezzo. La prima casa, invece, i sardi la comprano, in media, a 36 anni e mezzo; erano 40 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione oltre 4.900 richieste di mutuo raccolte in Sardegna* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 47% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 24%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari sardi hanno cercato di ottenere, in media, 123.057 euro, in aumento rispetto allo scorso anno (+3,5%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 164.763 euro (-9%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito all’80% (era il 71% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da 23 a 25 anni.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Sassari, dove l’importo medio richiesto è salito dell’11,6%, arrivando a 127.619 euro, seguita da Oristano (+11,1%, 107.959 euro).

    Chiudono la classifica Cagliari, dove l’importo medio richiesto è in linea con il valore dello scorso anno (-0,2%, 126.235 euro), e Sud Sardegna che ha registrato un -9,1% (106.153 euro) rispetto al primo trimestre 2021.

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Sardegna anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 73% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 18 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, 36 anni e mezzo, e ha chiesto 126.435 euro da restituire in poco più di 26 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 4.900 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Sardegna nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

    Immagine © prima91

  • Mutui: in Veneto scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Veneto è scesa a 36 anni e mezzo; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, poco più di 40 anni. La prima casa, invece, i veneti la comprano, in media, a quasi 35 anni; erano più di 38 e mezzo nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione oltre 14.500 richieste di mutuo raccolte in Veneto* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 57% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 36%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari veneti hanno cercato di ottenere, in media, 138.321 euro, in aumento rispetto allo scorso anno (+3,6%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 185.571 euro (-7,7%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito all’80% (era il 71% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da quasi 23 a più di 25 anni e mezzo.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Treviso, dove l’importo medio richiesto è salito del 6,3%, arrivando a 139.038 euro, seguita da Padova (+5,5%, 139.778 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria veneta si posizionano Vicenza, che ha registrato un +4,7% (128.208 euro) rispetto al 2021, Venezia (+3,7%, 138.552 euro) e Verona, dove la cifra media è in lievissimo aumento rispetto a quanto richiesto lo scorso anno (+0,8%, 146.289 euro).

    Valori in calo, invece, per la provincia di Rovigo (-4,6%, 112.917 euro) e quella di Belluno, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2022, pari a 132.300 euro, è diminuito del 7,4%.

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Veneto anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 78% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 14 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, quasi 35 anni, e ha chiesto 142.591 euro da restituire in 25 anni e mezzo.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 14.500 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Veneto nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

  • Mutui: in Lombardia scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Lombardia è scesa a 36 anni e mezzo; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, circa 40 anni. La prima casa, invece, i lombardi la comprano, in media, a quasi 35 anni; erano 38 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione oltre 46.300 richieste di mutuo raccolte in Lombardia* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 57% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 37%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari lombardi hanno cercato di ottenere, in media, 156.210 euro, in leggero aumento rispetto allo scorso anno (+1,8%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 214.038 euro (-9%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito al 79% (era il 70% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da 23 anni e mezzo a poco più di 25.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Pavia, dove l’importo medio richiesto è salito dell’11,5%, arrivando a 129.791 euro, seguita da Lecco (+5,1%, 134.396 euro), Varese (+1,9%, 143.942 euro) e Monza e Brianza (+1,8%, 145.415 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria lombarda si posizionano Bergamo (+1,7%, 138.037 euro), Cremona (+1,4%, 125.419 euro) e le province di Milano e Brescia, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2022 è aumentato, in entrambe, dell’1,2%, raggiungendo, rispettivamente, 173.912 euro e 140.028 euro.

    Chiudono la classifica Lodi, dove la cifra media richiesta è stata in linea con quella dello scorso anno (+0,1%, 123.675 euro) e Como, unica area lombarda che ha registrato un calo rispetto al 2021 (-2,5%, 159.322 euro).

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Lombardia anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 79% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 17 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, quasi 35 anni, e ha chiesto 160.597 euro da restituire in poco più di 26 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 46.300 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Lombardia nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

     

  • Mutui: in Calabria scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Calabria è scesa a 38 anni e mezzo; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, poco più di 41 anni. La prima casa, invece, i calabresi la comprano, in media, a 36 anni e mezzo; erano quasi 39 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione di quasi 2.000 richieste di mutuo raccolte in Calabria* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 45% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 31%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari calabresi hanno cercato di ottenere, in media, 110.422 euro, valore in aumento rispetto allo scorso anno (+5,8%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 155.425 euro (-4,6%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito al 76% (era il 69% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da 21 a 23 anni e mezzo.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Catanzaro, dove l’importo medio richiesto è salito del 9,5%, arrivando a 118.693 euro, seguita da Cosenza (+2,6%, 104.953 euro).

    Valori lievemente in calo, invece, per le province di Reggio Calabria (-0,4%, 108.386 euro) e Crotone, dove l’importo medio richiesto è diminuito dell’1,2%, scendendo a 94.943 euro.

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Campania anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 68% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 14 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, 36 anni e mezzo, e ha chiesto 114.927 euro da restituire in quasi 25 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di quasi 2.000 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Calabria nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

  • Mutui: in Piemonte scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Piemonte è scesa a poco più di 37 anni e mezzo; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, 40 anni e mezzo. La prima casa, invece, i piemontesi la comprano, in media, a 36 anni; erano 39 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione oltre 13.000 richieste di mutuo raccolte in Piemonte* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 50% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 34%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari piemontesi hanno cercato di ottenere, in media, 127.347 euro, valore in aumento rispetto allo scorso anno (+3,0%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 171.288 euro (-8%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito al 79% (era il 71% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da 22 anni e mezzo a poco più di 24 anni.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Biella, dove l’importo medio richiesto è salito dell’8,7%, arrivando a 105.836 euro, seguita da Cuneo (+7,4%, 138.163 euro) e Novara (+4,1%, 118.297 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria piemontese si posizionano Torino (+3,1%, 129.203 euro), Asti (+0,3%, 122.966 euro) e Verbano-Cusio-Ossola dove la cifra media, pari a 172.274 euro, è in linea con quanto richiesto lo scorso anno.

    Valore in calo, invece, per la provincia di Alessandria, che ha registrato un -9% (100.531 euro) rispetto al 2021.

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Piemonte anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 77% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 16 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, 36 anni e ha chiesto 131.010 euro da restituire in 25 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 183.000 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Piemonte nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

     

  • Mutui: in Emilia-Romagna scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Emilia-Romagna è scesa a poco più di 36 anni e mezzo; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, quasi 40 anni. La prima casa, invece, gli emiliano-romagnoli la comprano, in media, a 35 anni; erano 38 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione oltre 18.000 richieste di mutuo raccolte in Emilia-Romagna* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 54% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 36%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari emiliano-romagnoli hanno cercato di ottenere, in media, 145.825 euro, in aumento rispetto allo scorso anno (+3,8%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 193.771 euro (-6%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito all’81% (era il 72% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da più di 23 a 25 anni.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Piacenza, dove l’importo medio richiesto è salito dell’11,6%, arrivando a 130.042 euro, seguita da Rimini (+9,6%, 164.344 euro) e Reggio Emilia (+8,4%, 135.017 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria dell’Emilia-Romagna si posizionano Modena (+7,8%, 144.068 euro), Parma (+7,5%, 146.487 euro), Forlì-Cesena (+3,8%, 140.711 euro) e Bologna dove la cifra media è in linea con quanto richiesto lo scorso anno (+0,3%, 157.057 euro).

    Valori in calo, invece, per la provincia di Ravenna (-2,3%, 131.296 euro) e quella di Ferrara, che ha registrato un -2,5% (115.946 euro) rispetto al 2021.

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Emilia-Romagna anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno l’82% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 14 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, 35 anni e ha chiesto 150.557 euro da restituire in 26 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 18.000 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Emilia-Romagna nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

  • Mutui: in Abruzzo scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Abruzzo è scesa a 39 anni; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, quasi 42 anni. La prima casa, invece, gli abruzzesi la comprano, in media, a 37 anni; erano quasi 40 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione di oltre 2.000 richieste di mutuo raccolte in Abruzzo* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 43% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 29%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari abruzzesi hanno cercato di ottenere, in media, 114.306 euro, valore in linea con quanto richiesto lo scorso anno (-0,3%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 164.172 euro (-8,1%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito al 75% (era il 69% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da 22 a quasi 23 anni e mezzo.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Teramo, dove l’importo medio richiesto è salito del 9,7%, arrivando a 120.371 euro, seguita da L’Aquila (+3,8%, 112.945 euro).

    Valori in calo, invece, per le province di Pescara (-1,4%, 117.862 euro) e Chieti, dove l’importo medio richiesto è diminuito del 9,1%, scendendo a 106.724 euro.

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Abruzzo anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 74% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 19 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, 37 anni e ha chiesto 120.191 euro da restituire in quasi 25 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 2.000 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Abruzzo nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

  • Mutui: nelle Marche scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari nelle Marche è scesa a 38 anni; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, 41 anni. La prima casa, invece, i marchigiani la comprano, in media, a poco più di 36 anni; erano 39 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione di quasi 4.000 richieste di mutuo raccolte nelle Marche* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 50% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 31%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari marchigiani hanno cercato di ottenere, in media, 125.160 euro, valore in linea con quanto richiesto lo scorso anno (+0,4%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 174.214 euro (-9,5%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito al 77% (era il 70% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da poco più di 22 a 24 anni e mezzo.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Ascoli Piceno, dove l’importo medio richiesto è salito del 4,2%, arrivando a 124.526 euro, seguita da Macerata (+1,6%, 117.051 euro) e Pesaro e Urbino che ha registrato un +1,2% rispetto al primo trimestre 2021 (138.406 euro).

    Valori in calo, invece, per le province di Ancona (-1,4%, 120.685 euro) e Fermo, dove l’importo medio richiesto è diminuito del 7,1%, scendendo a 120.189 euro.

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere nelle Marche anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 76% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 15 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, poco più di 36 anni, e ha chiesto 129.686 euro da restituire in 25 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di quasi 4.000 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it nelle Marche nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

     

  • Mutui: nel Lazio scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari nel Lazio è scesa a 38 anni e mezzo; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, 42 anni. La prima casa, invece, i laziali la comprano, in media, a 36 anni e mezzo; erano 40 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione oltre 27.000 richieste di mutuo raccolte nel Lazio* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 47% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 28%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari laziali hanno cercato di ottenere, in media, 156.400 euro, in aumento rispetto allo scorso anno (+1,7%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 168.934 euro (-9,5%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito al 76% (era il 68% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da 23 anni e mezzo a 25 anni e mezzo.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Viterbo, dove l’importo medio richiesto è salito del 9,3%, arrivando a 118.224 euro, seguita da Rieti (+8,2%, 112.616 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria laziale si posizionano Latina, che ha registrato un +2,4% rispetto al 2021 (133.093 euro) e Roma (+1,6%, 162.306 euro). Chiude la classifica Frosinone, dove l’importo medio richiesto è in calo del 2,8% rispetto allo scorso anno, scendendo a 109.936 euro.

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere nel Lazio anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 76% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 19 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, 36 anni e mezzo, e ha chiesto 163.233 euro da restituire in 26 anni e mezzo.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 27.000 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it nel Lazio nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

     

  • Mutui: in Puglia scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Puglia è scesa a 38 anni; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, 41 anni. La prima casa, invece, i pugliesi la comprano, in media, a 36 anni; erano quasi 39 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione oltre 10.500 richieste di mutuo raccolte in Puglia* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 47% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 30%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari pugliesi hanno cercato di ottenere, in media, 120.293 euro, in aumento rispetto allo scorso anno (+5,9%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 168.934 euro (-4%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito al 76% (era il 70% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da 22 a più di 24 anni.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Taranto, dove l’importo medio richiesto è salito dell’11,2%, arrivando a 110.669 euro, seguita da Brindisi (+9,1%, 106.952 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria pugliese si posizionano Barletta-Andria-Trani, che ha registrato un +7,3% rispetto al 2021 (125.508 euro), Lecce (+4,5%, 105.965 euro) e Bari (+3,9%, 134.209 euro). Chiude la classifica Foggia, dove l’importo medio richiesto è in linea con il valore dello scorso anno (+0,5%, 112.007 euro).

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Puglia anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 71% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 17 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, 36 anni, e ha chiesto 126.935 euro da restituire in quasi 26 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 10.500 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Puglia nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

    Immagine © prima91

     

  • Mutui: in Campania scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Campania è scesa a 38 anni; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, quasi 42 anni. La prima casa, invece, i campani la comprano, in media, a 36 anni; erano quasi 40 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione oltre 16.500 richieste di mutuo raccolte in Campania* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 49% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 28%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari campani hanno cercato di ottenere, in media, 136.417 euro, in aumento rispetto allo scorso anno (+2,1%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 190.789 euro (-9%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito al 77% (era il 68% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da quasi 23 a quasi 25 anni.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Avellino, dove l’importo medio richiesto è salito del 5,5%, arrivando a 113.664 euro, seguita da Napoli (+3,0%, 143.707 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria campana si posizionano Caserta, che ha registrato un +1,5% rispetto al 2021 (119.764 euro) e Salerno (+0,9%, 135.859 euro). Chiude la classifica Benevento, dove l’importo medio richiesto è in linea con il valore dello scorso anno (+0,7%, 112.137 euro).

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Campania anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 75% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 19 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, 36 anni, e ha chiesto  184.378 euro da restituire in 26 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 16.500 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Campania nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

  • Mutui: in Toscana scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Toscana è scesa a 38 anni; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, poco più di 41 anni. La prima casa, invece, i toscani la comprano, in media, a 36 anni; erano 39 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione oltre 13.500 richieste di mutuo raccolte in Toscana* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 50% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 31%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari toscani hanno cercato di ottenere, in media, 144.808 euro, in aumento rispetto allo scorso anno (+3,4%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 202.060 euro (-9%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito al 77% (era il 68% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da più di 23 a 25 anni.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Siena, dove l’importo medio richiesto è salito del 14,5%, arrivando a 150.895 euro, seguita da Pistoia (+10,7 %, 133.337 euro) e Arezzo (+9,0%, 127.126 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria toscana si posizionano Livorno (+8,2%, 145.952 euro), Prato (+4,4%, 141.559 euro), Firenze (+3,2%, 161.269 euro) e Lucca dove la cifra media è in linea con quanto richiesto lo scorso anno (+0,1%, 140.851 euro).

    Valori in calo, invece, per la provincia di Pisa (-0,4%, 133.537 euro), quella di Grosseto, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2022, pari a 127.257 euro, è diminuito dell’1,2%, e quella di Massa-Carrara, che ha registrato un -8,1% rispetto al 2021 (132.764 euro).

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Toscana anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 76% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 16 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, 36 anni, e ha chiesto 191.554 euro da restituire in 26 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 13.500 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Toscana nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

  • Mutui fissi 100% under 36 a rischio stop

    Secondo l’analisi di Facile.it, l’aumento dei tassi registrato nelle ultime settimane potrebbe determinare un importante stop all’erogazione dei mutui under 36 a tasso fisso.

    La motivazione – spiegano gli esperti di Facile.it – risiede nella norma che regola l’accesso al Fondo Garanzia Prima casa; secondo la legge, per i giovani che accedono alla garanzia statale il tasso effettivo globale (TEG) proposto dalle banche non può essere superiore al tasso effettivo globale medio (TEGM) stabilito su base trimestrale da Banca d’Italia.

    Dati alla mano, il TEGM valido fino a fine giugno è pari a 1,99%, soglia che ha spinto diverse banche a fermare l’erogazione di mutui fissi 100% i cui TEG, a causa dell’aumento in corso dei tassi di interesse, tendono a superare il limite imposto.

    «La norma, nata come strumento a difesa dei giovani, si sta trasformando in un ostacolo», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Il cortocircuito nasce dal fatto che il TEGM oggi in vigore è stato calcolato sulla base dei tassi riferiti al periodo ottobre-dicembre 2021, quando le condizioni di mercato erano nettamente più basse. Con l’aumento dei tassi fissi rilevato nelle ultime settimane, oggi diverse banche faticano a stare sotto la soglia legale e pertanto non possono più proporre mutui 100% under 36 a tasso fisso. Se gli indici continueranno a salire, questo tipo di offerte potrebbe presto scomparire.».

    In questo periodo, sottolineano dal comparatore, l’unica alternativa per i giovani rimane quella dei mutui 100% a tasso variabile, dove gli indici proposti dalle banche sono ancora ampiamente inferiori ai valori soglia imposti dalla legge.

    Lo stop all’erogazione dei mutui fissi under 36 con Fondo Garanzia prima casa sarebbe un danno per l’intero mercato se si considera che nel primo trimestre 2022, secondo i dati dell’Osservatorio Facile.it – Mutui.it*, quasi il 66% delle richieste presentate da giovani con meno di 36 anni era legata alla garanzia statale.

    *L’analisi è realizzata su un campione di oltre 118.000 richieste di mutuo raccolte da Facile.it e Mutui.it nel primo trimestre dell’anno.

  • Mutui: in Liguria scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Liguria è scesa a poco più di 37 anni e mezzo; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, 41 anni e mezzo. La prima casa, invece, i liguri la comprano, in media, a 35 anni e mezzo; erano 40 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione quasi 6.000 richieste di mutuo raccolte in Liguria* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 52% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 37%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari liguri hanno cercato di ottenere, in media, 131.758 euro (+5% su base annua), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 180.582 euro (-4%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito al 79% (era il 71% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da 23 a 25 anni.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Genova, dove l’importo medio richiesto è salito dell’8%, arrivando a 127.640 euro. Seguono nella graduatoria ligure la provincia di Savona, che ha registrato un aumento del 6% rispetto al primo trimestre 2021 (144.755 euro), e quella di La Spezia, dove l’incremento è stato “solo” dell’1%, raggiungendo i 132.786 euro.

    Valore in calo, invece, per la provincia di Imperia, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2022, pari a 131.329 euro, è diminuito del 5%.

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Liguria anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 78% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 16 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, poco più di 35 anni e mezzo, e ha chiesto 134.188 euro da restituire in 26 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di quasi 6.000 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Liguria nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

  • Mutui: scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari è scesa a 37 anni e mezzo; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento aveva, sempre in media, 41 anni. La prima casa, invece, si compra in media a 35 anni, erano 39 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione di oltre 118.000 richieste di mutuo raccolte online nel primo trimestre dell’anno – è legato al fatto che gli under 36 che richiedono un mutuo sono diventati oggi una fetta fondamentale del mercato immobiliare; nei primi 3 mesi dell’anno il 51% del totale delle domande di finanziamento è stata presentata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando questa fascia rappresentava il 32% della richiesta totale.

    Fondamentale, nel sostenere la domanda di mutui da parte dei giovani, è stato il Fondo di Garanzia Prima Casa; secondo i dati analizzati da Facile.it, nel primo trimestre dell’anno due richiedenti under 36 su tre hanno chiesto un finanziamento cercando di approfittare della garanzia statale.

    Data la nuova situazione, sono oggi ridefiniti anche i principali valori economici legati al mercato dei mutui. In media, nel primo trimestre 2022, chi si è rivolto ad un istituto di credito ha cercato di ottenere 141.021 euro (+3% su base annua), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 194.248 euro (-8%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’’immobile) è salito al 78% (era il 70% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da 23 a 25 anni.

    Boom di richieste per mutui prima casa

    Torna a crescere la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: secondo l’analisi di Facile.it, nel primo trimestre dell’anno il 77% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 17 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, poco più di 35 anni.

    «Sull’aumento del peso percentuale dei mutui prima casa ha inciso da un lato l’incremento del numero di giovani che, grazie agli incentivi, possono rivolgersi ad un istituto di credito per l’acquisto dell’abitazione, dall’altro, il calo delle surroghe, che oggi rappresentano meno del 10% del totale richieste mentre nel primo trimestre dello scorso anno erano pari a circa un quarto della domanda», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it.

    Nei primi tre mesi del 2022 l’importo medio richiesto per l’acquisto dell’abitazione principale è stato pari a 146.319 euro (in linea con lo scorso anno) da restituire in 26 anni (erano 25 anni nel 2021). Il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo è sceso a 187.250 euro (-8%), mentre l’LTV ha raggiunto l’83% (era il 76%).

    Tassi verso il 2%, ma i giovani pagano meno

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro.

    «Le condizioni di accesso al credito rimangono comunque favorevoli, soprattutto per i giovani» – spiega Cresto – «tanto è vero che oggi è possibile trovare sul mercato mutui under 36 al 100% con tassi di interesse che in alcuni casi sono addirittura inferiori rispetto a quelli proposti per un normale finanziamento al 70%. Inoltre, con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo».

    * Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

  • Mutui under 36: ecco quanto risparmieranno i giovani comprando casa

    Esenzione dalle imposte di registro, ipotecaria, catastale e sostitutiva, onorario notarile ridotto e, per gli immobili soggetti a IVA, un credito di imposta da recuperare attraverso la dichiarazione dei redditi; sono queste, insieme alle modifiche sul Fondo di Garanzia Prima casa, le misure contenute nella bozza del Decreto Sostegni Bis attualmente in discussione e pensate per agevolare gli under 36 nell’acquisto della prima casa. Ma quanto risparmierebbe, nel concreto, un giovane comprando casa? Per rispondere alla domanda Facile.it e Mutui.it hanno fatto alcune simulazioni scoprendo che il vantaggio economico è significativo soprattutto per chi acquista un immobile di nuova costruzione da un’impresa con vendita soggetta a IVA. Ecco perché.

    Se si acquista da un privato

    Quando si compra una prima casa direttamente da un privato, l’acquirente deve pagare l’imposta di registro pari al 2% del valore catastale dell’immobile, l’imposta ipotecaria di 50 euro e quella catastale, sempre pari a 50 euro. A questi costi si aggiunge l’imposta sostitutiva su finanziamenti, pari allo 0,25% del valore del mutuo concesso dalla banca.

    Un under 36 che compra un immobile da 150.000 euro (con valore catastale pari a 77.098 euro), dovrebbe pagare un’imposta di registro pari a 1.542 euro, a cui vanno sommati 100 euro per le due imposte, quella ipotecaria e quella catastale. A questi importi si aggiunge l’imposta sostitutiva sul mutuo che, per un finanziamento da 120.000 euro, è pari a 300 euro.

    Se la bozza del Decreto Sostegni Bis venisse approvata nell’attuale formula, grazie alle esenzioni il risparmio per il giovane acquirente sarebbe di 1.942 euro, a cui si sommerebbe il risparmio ottenuto dalla riduzione dell’onorario del notaio.

    Se si acquista da un’impresa (con vendita soggetta a IVA)

    Un acquirente alle prese con l’acquisto di una prima casa di nuova costruzione da un’impresa, con vendita soggetta a IVA, oltre a sostenere l’imposta di registro (200 euro), quella ipotecaria (200 euro) e quella catastale (200 euro), deve versare l’IVA agevolata al 4% e, in caso di mutuo, l’imposta sostitutiva sui finanziamenti (0,25% del valore concesso).

    Se, ancora una volta, ipotizziamo l’acquisto di un immobile di nuova costruzione del valore di 150.000 euro, il giovane acquirente dovrebbe quindi sostenere una spesa pari a 600 euro per le tre imposte (ipotecaria, di registro e catastale), 6.000 euro di IVA agevolata e 300 euro per l’imposta sostitutiva sul mutuo.

    Secondo l’attuale formulazione della bozza, l’under 36 potrebbe ottenere l’esenzione dalle imposte, con un risparmio di 900 euro, e un credito di imposta di 6.000 euro pari all’IVA sul valore dell’immobile. Il credito non dà luogo a rimborsi ma, come specifica la bozza del decreto “può essere portato in diminuzione dalle imposte di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni dovute sugli atti e sulle denunce presentati dopo la data di acquisizione del credito, ovvero può essere utilizzato in diminuzione delle imposte sui redditi delle persone fisiche dovute in base alla dichiarazione da presentare successivamente alla data dell’acquisto o utilizzato in compensazione”. Anche in questo caso si andrebbe ad aggiungere il risparmio ottenuto grazie alla riduzione dell’onorario del notaio.

    «I giovani hanno tanta voglia di comprare casa, ma spesso devono fare i conti con una disponibilità economica limitata, per questo motivo qualsiasi intervento che riduca le spese a carico di chi vuole acquistare la prima abitazione è positivo», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Nella sua forma attuale la bozza del Decreto porta dei benefici soprattutto ai giovani che scelgono di acquistare un immobile di nuova costruzione; questo potrebbe anche stimolare la domanda di nuove abitazioni ad alta efficienza energetica, con evidenti benefici per l’intero settore immobiliare e, più in generale, per il patrimonio abitativo nazionale.».