Tag: moto

  • Velox Servizi e Muraless Art Hotel sfrecciano alla Dakar 2024

    L’azienda e la struttura ricettiva di Verona supportano un equipaggio impegnato nella corsa in Arabia Saudita, raccontando l’avventura quotidiana e le emozioni tra le dune. Impegno, intraprendenza e una meta da raggiungere a tappe, come il piano di sviluppo industriale dei prossimi sei anni

     

    Ci vuole coraggio per raccogliere sfide ambiziose e raggiungere l’obiettivo, sia che si corra tra le dune del deserto dell’Arabia Saudita che dietro una scrivania, lanciando un ambizioso piano di sviluppo industriale pluriennale.

    Con questa affinità Velox Servizi prende parte a Dakar 2024, la corsa storica più avventurosa di sempre, supportando Tiziano Internò, giovane pilota con alle spalle un gran numero di successi in sella alla due ruote e già protagonista della gara africana più leggendaria di tutti i tempi. Il Rally Dakar quest’anno è giunto alla sua 46ª edizione e si terrà interamente in Arabia Saudita, con partenza il 5 gennaio 2024 ad Al-Ula, città antichissima e dall’importante rilevanza archeologica, per concludersi il 19 gennaio a Yanbu, dopo ben 13 tappe.

    Non si tratta di una semplice presenza dei marchi sulla moto e sulla tuta, ma un modo originale per veicolare un messaggio. Tiziano ha infatti dato vita a Rally POV, un racconto quotidiano delle diverse situazioni sportive in corso, ma anche di vita, trasmettendo e condividendo le emozioni della strada. Un nuovo punto di vista sulla corsa, un nuovo modo di vivere e raccontare la gara e sognare insieme tappa dopo tappa.

    Un progetto che ha fin da subito entusiasmato Velox Servizi, azienda fondata a Verona nel 1990 dal visionario imprenditore Gianmaria Villa e oggi punto di riferimento nazionale nel settore delle pulizie professionali e alberghiere. Tanti i punti in comune, a partire dall’accurata preparazione logistica, alla capacità di studiare un obiettivo e il tentativo di raggiungerlo con passione, determinazione e formazione continua, imparando dalle performance ottenute e migliorandosi costantemente nel tempo, trasformando le criticità in opportunità.

    Non solo, perché ad accomunare Tiziano e Velox Servizi è il concetto di corsa che vede il pilota impegnato in un lavoro di squadra dove la preparazione continua del team garantisce la massima efficienza nelle diverse giornate di gara per conseguire il miglior risultato. Così anche l’azienda di Verona che con il nuovo anno si lancia in una corsa per la crescita, un piano di sviluppo industriale pluriennale che la vedrà nei prossimi sei anni impegnata a raggiungere l’ambizioso obiettivo di porsi tra le prime 15 aziende italiane del settore e un fatturato di 100 milioni di euro, ampliando l’attività nel Centro Sud Italia.

    Altro punto in comune sono i valori come onestà, trasparenza, fiducia che sono i pilastri di un team motociclistico, così come di un’azienda che da oltre 30 anni si rivolge ai clienti costruendo rapporti imprenditoriali solidi, basati sull’analisi delle specifiche problematiche e sull’offerta di soluzioni concrete, efficaci e personalizzate.

    Non sono un pilota, anche se a volte penso che un imprenditore, specialmente in Italia, in un certo senso debba un po’ esserlo. In fondo, il lavoro è una corsa contro il tempo e le difficoltà, puntando al massimo obiettivo e con performance operative che presuppongono una grande preparazione, senza lasciare nulla al caso e senza permettersi errori. Un compito difficile, ma da gestire con il massimo impegno, perché si ha la responsabilità di persone, lavoratori e le loro famiglie, per cui quando si opera a ritmi elevati, per non dire agonistici, ogni giorno, occorre rimanere saldi in sella e saper tenere stabile il mezzo in qualsiasi condizione di mercato. Per questo mi ha entusiasmato l’idea di partecipare a Dakar 2024 con Tiziano, a inizio anno, proprio ora che abbiamo appena varato il piano di sviluppo industriale pluriennale, anche quello una vera corsa a tappe, con un obiettivo preciso. Fortunatamente anche il team Velox è preparato e dinamico, per cui sono sicuro che entrambi potremo ottenere ottimi risultati, nella gara come nella nostra crescita strutturale nel Centro Sud Italia” – commenta Gianmaria Villa, Presidente di Velox Servizi.

    Un’adesione all’iniziativa colta anche da Muraless Art Hotel, struttura ricettiva unica al mondo, sita a Castel d’Azzano, alle porte di Verona, interamente decorata in murales, dove ognuna delle sue 94 camere è arricchita da opere realizzate dai più famosi artisti di street art e una facciata creata dal celebre Mr.Brainwash, inaugurata lo scorso marzo.

    Sono tanti i punti di contatto con la gara – spiega Oscar Chemello, Amministratore di Muraless Art Hotela partire dalla capacità di suscitare emozioni. Chi soggiorna in hotel rimane stupito dalla sua particolarità, dalla ricchezza di suggestioni e dall’esperienza immersiva di trovarsi in una galleria d’arte vivente. Non solo, perché Muraless Art Hotel è anche una tappa del programma di formazione di Velox Egitto, l’academy costituita a Il Cairo per dare vita a una scuola di alta formazione teorica e pratica che prevede poi la specializzazione del futuro personale proprio nell’hotel veronese. Siamo diventati anche albergatori proprio per comprendere appieno le necessità del sistema di accoglienza business e leisure, fornendo così una risposta concreta alle istanze di un comparto che chiede personale qualificato, competente, motivato e capace di gestire in maniera professionale le diverse mansioni. Un lavoro di squadra, dove impegno verso il massimo risultato, crescita individuale e del team, condivisione di valori e la capacità di suscitare emozioni e riscontri positivi sono determinanti per il successo. Oltre al fatto che essere una struttura unica ci avvicina idealmente a una gara che non ha paragoni”.

    www.veloxservizi.it

    Velox servizi, fondata a Verona nel 1990 da Gianmaria Villa, è un punto di riferimento a livello nazionale nell’ambito delle pulizie professionali. Gli elevati standard qualitativi, frutto di un aggiornamento continuo e dell’adozione delle più moderne tecnologie strumentali, consentono di gestire anche in maniera personalizzata e senza difficoltà grandi appalti e qualsiasi tipo di richiesta, avvalendosi di personale altamente qualificato. Velox è un’azienda certificata secondo i maggiori sistemi di qualità, per garantire la gestione dei processi con efficienza e la cura delle più stringenti normative.

  • RC familiare: a un anno dalla sua introduzione, ecco quanto si risparmia

    Il 16 febbraio l’RC familiare compie un anno; a distanza di 12 mesi dall’introduzione della norma che consente di assicurare i veicoli presenti nel nucleo familiare utilizzando la classe di merito più favorevole fra quelle dei componenti della famiglia, Facile.it ha voluto fare un punto e, analizzando un campione* di oltre 1.200.000 preventivi, ha scoperto che, in media, il risparmio massimo ottenuto negli ultimi dodici mesi da chi ha usato l’RC familiare su un’auto è stato del 55%, mentre per le moto è arrivato al 50%.

    Analizzando i dati in valori assoluti significa che chi ha usufruito dell’RC familiare per passare da una quattordicesima ad una prima classe di merito su un’auto ha risparmiato, in media, 428 euro, mentre per una moto il vantaggio economico è stato, sempre in media, pari a 356 euro.

    Quanto si risparmia

    Per calcolare il risparmio massimo conseguito grazie all’RC familiare, Facile.it ha preso in esame i prezzi offerti nell’ultimo anno agli utenti che hanno chiesto di usufruire della norma (passando dalla classe 14 alla classe 1) e confrontato tali valori con le tariffe offerte ad utenti di pari profilo che non potevano beneficiare dell’assicurazione familiare.

    Nello specifico, guardando all’RC auto, la tariffa media offerta ad un automobilista in quattordicesima classe era pari a 784 euro; chi ha potuto usufruire dei benefici della norma ha visto calare il prezzo a 356 euro, con un risparmio pari a 428 euro.

    Per l’RC moto, invece, il prezzo medio offerto per assicurare una due ruote in classe 14 era pari a 713 euro, valore che scende a 357 euro per coloro che grazie all’RC familiare sono passati in prima classe, con un risparmio di 356 euro.

    Facile.it ha poi realizzato un focus su tre città italiane (Milano, Roma e Palermo), evidenziando come il risparmio massimo rimanga elevato in tutte e tre. In media, guardando all’RC auto, si tratta del 56% a Milano, del 53% a Roma e del 51% a Palermo. Per l’RC moto, invece, è del 44% a Palermo, del 43% a Milano e del 42% a Roma.

    I temuti aumenti alla fine ci sono stati?

    Quando nel febbraio 2020 l’RC familiare è entrata in vigore, molti hanno evidenziato come ci fosse il rischio che le compagnie assicurative, per far fronte al calo dei premi raccolti, potessero aumentare le tariffe degli automobilisti più virtuosi. È andata così? No, a dirlo sono i dati emersi dall’analisi di Facile.it che evidenziano come non solo non vi sia stato alcun aumento, ma anzi le tariffe siano mediamente diminuite per tutti gli automobilisti.

    «Come noto i lockdown che si sono avvicendati nel corso del 2020 hanno ridotto significativamente il numero di veicoli in circolazione e, con essi, il numero di sinistri stradali», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it. «Questo ha messo le compagnie nella condizione di non interrompere il trend di diminuzione dei premi già in atto da tempo, offrendo tariffe più basse a tutti gli assicurati».

    Chi l’ha richiesta

    Chi ha chiesto in misura maggiore di utilizzare l’RC familiare? L’analisi* di Facile.it evidenzia come, in percentuale, siano stati soprattutto i motociclisti ad approfittare della norma; a richiedere di usarla sono stati il 23,2% di coloro che hanno ottenuto un preventivo per assicurare un motoveicolo, mentre tra gli automobilisti la percentuale scende all’1,67%. Il dato sulle auto non deve sorprendere; va letto considerando che molti assicurati avevano beneficiato negli scorsi anni della legge Bersani.

    La percentuale così alta fra le moto, invece, si spiega anche perché una delle novità introdotte dall’RC familiare era la possibilità di ereditare la classe di merito maturata su una tipologia di veicolo differente e, a conti fatti, continuando nell’analisi dei dati emersi dal campione di Facile.it, nell’85% dei casi chi intendeva usare la norma per assicurare un motoveicolo poteva farlo proprio ereditando la classe di merito da un’auto.

    Guardando all’andamento su base regionale, per l’RC auto emerge che le regioni dove, in percentuale sul totale dei richiedenti, si è cercato di fare maggiormente ricorso all’RC familiare sono il Molise, la Calabria e la Liguria. Per quanto riguarda l’Rc moto, invece, sono la Calabria, la Puglia e la Campania.

    Attenzione ai sinistri

    In ultimo una nota; se è vero che l’RC familiare sì è dimostrata essere un’opportunità di risparmio per molti assicurati, non bisogna dimenticare che, secondo la norma, in caso di incidente con responsabilità esclusiva o principale che abbia comportato il pagamento di un indennizzo complessivamente superiore a 5.000 euro, l’assicurato che ha beneficiato dell’RC familiare potrebbe retrocedere sino ad un massimo di 5 classi di merito, anziché 2, con conseguente rincaro dei premi.

     

     

    *L’analisi sull’RC familiare è stata realizzata su un campione di 1.275.105 preventivi effettuati dagli utenti di Facile.it tra il 16 febbraio 2020 e il 07 febbraio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate. Le tariffe si riferiscono ad utenti richiedenti l’RC familiare con le seguenti caratteristiche: patente conseguita fra i 18 ed i 24 anni, km annuali percorsi inferiori a 15.000 (6.000 per i motoveicoli), cilindrata veicolo tra 1200 e 1600 cc, valore veicolo a nuovo tra 11.000 euro e 20.000 euro (5.000-15.000 per i motoveicoli), data immatricolazione successiva al 2009.

    I dati relativi al peso percentuale dell’RC familiare sul totale preventivi richiesti sono stati calcolati su un campione di 11.626.964 preventivi effettuati dagli utenti di Facile.it tra il 16 febbraio 2020 e il 07 febbraio 2021

  • RC familiare: l’ha usata il 28% di chi ha sottoscritto una polizza fra marzo e giugno

    Il 16 febbraio 2020 è entrata in vigore la cosiddetta RC familiare, ovvero la norma che dà ai membri di una stessa famiglia la possibilità di utilizzare per le polizze auto e moto la classe di merito più favorevole maturata su un qualsiasi veicolo del nucleo. Numeri alla mano sono molti gli italiani che ne hanno approfittato tanto che, secondo l’indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat*, fra chi ha rinnovato o sottoscritto polizze auto o moto nel periodo marzo-giugno 2020, quasi 1 rispondente su 3 (28%), pari a circa 2,4 milioni di famiglie, ha dichiarato di aver sottoscritto o rinnovato una polizza in questo modo.

    Analizzando i dati a livello territoriale emerge che, tra coloro che hanno sottoscritto una polizza tra marzo e giugno, sono stati soprattutto i residenti del Sud e delle isole ad aver fatto ricorso all’Rc familiare (31,6%), seguiti, a breve distanza, dagli abitanti del Nord Est (29,3%). Meno propensi ad usufruire della nuova norma sono stati, invece, i rispondenti del Nord Ovest: tra questi solo il 22% ha dichiarato di averla utilizzata.

    Il vantaggio offerto dalla norma è massimo soprattutto per i neopatentati e infatti, guardando alle fasce anagrafiche di chi ha sottoscritto una polizza tra marzo e giugno, il 46,9% degli assicurati con un’età compresa tra 18 e 24 anni ha dichiarato di aver utilizzato l’RC familiare. Al contrario sono i più anziani ad aver usufruito meno di questa opportunità: solo l’11,5% degli adulti con età compresa tra i 65 e i 74 anni.

    Chi ha dichiarato di aver approfittato dell’RC familiare, nella maggior parte dei casi lo ha fatto su veicoli già presenti nel nucleo familiare, trasferendo la classe di merito da auto ad auto (46,3%) e da auto a moto o viceversa (45,3%); solo nell‘8,4% dei casi la norma è stata usata per assicurare un mezzo a due o quattro ruote acquistato per la prima volta.

     

     

    * Metodologia: n. 1.009 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 13 e il 15 luglio 2020.

  • Auto: i patentati in Italia aumentano e arrivano a 39,2 milioni

    Nonostante la diffusione di mezzi alternativi per la mobilità, la passione degli italiani per i motori sembra non tramontare; questo quanto emerso dallo studio realizzato da Facile.it che, analizzando i dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti*, ha scoperto come negli ultimi anni il numero di italiani con una patente di guida attiva sia aumentato arrivando, al 31/12/2019, a quota 39,2 milioni, valore in crescita di oltre 437mila unità rispetto al 2017 e addirittura di 3,9 milioni se si allarga il periodo di analisi dal 2010 a fine 2019.

    Rapportando il numero di patenti di guida attive con quello degli over 14 residenti in Italia emerge che il 73,9% della popolazione è abilitato alla guida di un veicolo a motore, ma come sono distribuite le licenze di guida lungo la Penisola? Come sono cambiate nel corso degli ultimi anni e quali sono le aree del Paese con la maggior penetrazione di guidatori? Ecco i risultati dell’analisi di Facile.it.

    Numero di patentati: Lombardia prima della classe

    Guardando alla distribuzione regionale delle patenti, il primo posto della graduatoria è occupato dalla Lombardia, che da sola conta più di 6,5 milioni di licenze di guida, vale a dire quasi il 17% del totale; seguono il Lazio, dove i guidatori abilitati sono più di 3,7 milioni (il 9,7% del totale) e la Campania, con 3,4 milioni di patenti attive (8,7%).

    Le regioni con il numero più basso di documenti di guida sono la Valle d’Aosta, che registra poco più di 87 mila patenti, il Molise, con 198 mila patentati e la Basilicata che raggiunge quota 358 mila.

    Campania ultima in classifica nel rapporto tra patenti e residenti

    Se si analizza il rapporto tra numero patentati e popolazione residente, la graduatoria nazionale cambia radicalmente e la Valle d’Aosta passa dall’ultimo al primo posto; nella regione il 79,6% degli over 14 ha un documento di guida attivo. Seguono in classifica le Marche (78,4%), il Veneto (78,2%) e l’Emilia-Romagna (77,5%).

    Secondo l’elaborazione dei dati ufficiali del Ministero, le aree con il rapporto più basso tra licenze di guida e residenti sono la Campania, dove solo il 67,8% della popolazione over 14 ha una patente attiva, la Calabria (69,2%) e la Liguria (70,2%).

    Il Molise unica regione dove le patenti sono diminuite

    Analizzando l’evoluzione del numero di documenti di guida presenti nel Paese dal 2017 a fine 2019 emerge che le patenti attive sono aumentate in tutte le aree della Penisola ed eccezione del Molise, che invece ha registrato un calo dello 0,11%.

    La regione che ha visto l’incremento percentuale più alto è il Trentino-Alto Adige, dove le licenze di guida attive sono cresciute del 2,27%; seguono Lombardia, con un aumento dell’1,72% e, parimerito al terzo posto, Emilia-Romagna e Campania, con un +1,64%.

    Gli incrementi più contenuti, invece, sono stati registrati in Basilicata (+0,11%), Liguria (+0,17%) e Valle d’Aosta (+0,21%).

    Quali le patenti più diffuse

    Guardando alle quattro ruote, in Italia la patente più diffusa è quella B, che consente di guidare le comuni autovetture in totale sono poco più di 36 milioni i cittadini dotati di questo documento, corrispondenti al 92% del totale. Segue la patente C, che abilita alla guida dei camion, ovvero dei veicoli adibiti al trasporto cose in conto proprio, conseguita da circa di 1,2 milioni di italiani.

    Passando alle due ruote, invece, il documento più diffuso è la patente AM, che abilita alla guida dei ciclomotori a 2 o 3 ruote con cilindrata non superiore a 50 cc, o anche i quadricicli leggeri come le minicar e i quad; in Italia sono in totale poco più di 315 mila. Le patenti A, che permettono di guidare qualsiasi motociclo, sono invece circa 106 mila. Va detto, però, che il dato relativo alle due ruote è probabilmente fortemente ridimensionato perché i numeri forniti del Ministero dei Trasporti rilevano la categoria di patente più elevata conseguita alla data di estrazione dei dati. Solo guardando alle patenti B emerge che più del 50% di queste è in realtà abilitato alla guida di un motociclo (abilitazioni A2-A3-A4).

    Alcune curiosità; la regione Marche è quella con la percentuale più alta di guidatori con patente AM sul totale patentati, mentre la patente B, in rapporto al numero patentati, è più diffusa in Lombardia. La patente C, invece, ha una penetrazione maggiore tra i patentati del Molise.

     

    * Il numero di patenti 2019 tiene conto delle categorie A, AM, AMS, AS, B, BE, BS,C, CE, CS, D, DE, DS secondo quanto pubblicato dal Ministero dei Trasporti, aggiornato al 31/12/2019 e proveniente dall’archivio nazionale abilitati alla guida su strada gestito dalla Motorizzazione. I valori del 2017 fanno riferimento allo stesso dataset aggiornato al 26/5/2017. I dati relativi al 2010 sono ricavati da un’elaborazione su dati del Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per i dati sulla popolazione italiana residente sono stati utilizzati i dati Istat aggiornati all’1/1/2019.

     

  • La mobilità digitale si fa strada a Bergamo con il nuovo Base ALD

    E se potessimo cambiare l’auto come cambiamo i vestiti? Da oggi, anche la mobilità può essere modulata e per rispondere alle necessità del momento nasce “Base ALD Bergamo”, l’Experience Point di ALD Automotive, il secondo dopo Monza firmato Lozza, il quinto in Italia, insieme a Verona, Napoli e Perugia. 

    “Base ALD” è un nuovo mondo dedicato all’innovazione e alla sostenibilità targata ALD Automotive, società del gruppo Francese Société Générale leader nel fleet management e servizi di mobilità pensati su misura del cliente, ma anche un luogo da vivere attraverso eventi e test drive durante l’anno.

    Nel caso volessi trascorrere un mese in montagna, il veicolo idoneo lo noleggio, così pure il piacere di utilizzare una city car per quattro mesi e solo lo scooter per il resto dell’anno, e ancora, dal car sharing durante la settimana alla decapottabile per il week end al mare, al multi van per una vacanza in campeggio con la famiglia. Quante volte ci si rende conto che abbiamo la vettura sbagliata per l’occasione?

    Base ALD Bergamo soddisfa tutte le esigenze, evitando il consumismo con la massima attenzione all’ambiente e al benessere dei luoghi in cui abitiamo, dando il via a un nuovo trend che presta attenzione alla salute nostra e delle nuove generazioni. Perché entrare in Base ALD, sia da privato che da azienda, si scopre la possibilità di cambiare il modo di vivere gli spostamenti con mezzi idonei a seconda del luogo e del tempo, che si tratti di ore, giorni, mesi, o anche anni, attraverso formule di noleggio, modulabili che includono tutto dall’assistenza alla risoluzione di qualsiasi problema emerga, ci si dovrà solo occupare del carburante e se è elettrica, ricaricarla.

    Non importa che le esigenze siano familiari o professionali: l’auto condivisa è il nuovo modo di intendere la mobilità.  Troppo futuristico? Non proprio. A parlare sono i numeri: ogni giorno, oltre 900.000 persone utilizzano in Italia servizi di noleggio a lungo termine, 130.000 quelli del noleggio a breve termine, 33.000 il car sharing vero e proprio con ben 1 milione e 800 mila iscritti in tutto il Paese a servizi di questo genere (dati 18° Rapporto ANIASA). Il futuro, dunque, è già qui. Non a caso, per il “Base ALD Bergamo”, Lozza Spa ha scelto un richiamo all’avveniristico Matrix con una facciata a forometria che cambia colore a seconda degli impulsi quotidiani, un nuovo linguaggio dell’intelletto e delle emozioni. Essa, in genere avrà il colore neutro del relax e dell’equilibrio. Un luogo che fin dall’ingresso saprà stupire il visitatore, attento al benessere e alla salute sei propri dipendenti, il nuovo Base ALD Bergamo è un luogo silenzioso, ordinato e verde! Attento all’ambiente e capace di stupirvi quando meno ve lo aspettate!

    Del resto, il noleggio delle auto è solo uno dei nuovi modi di intendere la proprietà, sempre più dinamica e meno legata al concetto di possesso. Si pensi agli short – stay stile Airbnb o alle nuove formule di design – sharing. La condivisione è il mantra del nuovo millennio e anche una città come Bergamo fa propria questa tendenza globale. Una filosofia che Lozza Spa ha intercettato per tempo, avviando il primo Base ALD in Europa a Monza. Un’esperienza da cui la nuova sede di Bergamo evolverà. Proprio la Base aperta a Monza, infatti, è un’ulteriore conferma di un format vincente, capace di interpretare le esigenze delle aziende ma anche delle famiglie, sempre più alla ricerca di una mobilità agile e sostenibile, poco dispendiosa e molto flessibile, declinabile in capo alle specifiche esigenze: «In quanti viaggeranno? Quale sarà la meta? Quale la ragione del viaggio?»

    «Le nuove generazioni parlano il linguaggio della libertà e i servizi di mobilità devono essere in grado di rispondere a questa esigenza. Negli ultimi cinque anni, nel settore dell’automotive ci sono state più innovazioni che negli ultimi 50 anni. Si pensi non solo alla sharing ma anche alla e-mobility.  Evoluzioni che presuppongono importanti processi di ricerca e sviluppo in campo tecnologico, ma anche l’adozione di una nuova cultura da parte degli operatori del settore che devono diventare più smart, più efficienti, più dinamici.  Digitalizziamo la mobilità, diamo al cittadino una macchina gestita e controllata offrendogli la possibilità di scegliere, di rispettare l’ambiente senza pensare più a nulla perché gestiamo noi manutenzione, assistenza e storage” – spiega il presidente Alberto Lozza, ricordando che un importante passo avanti in questa direzione a Bergamo è stato già compiuto con l’apertura di Muoviti Controcorrente – Car Sharing Bergamo by Lozza, il servizio di sharing mobility che dall’1 giugno scorso ha portato in città 10 auto elettriche da condividere con un semplice click attraverso l’App Popmove. Con questa nuova sede la Lozza spa immette la prima vera provocazione in campo di mobilità fino ad ora mai osata sul mercato di Bergamo al servizio dei cittadini.

    Stefano Zenoni, Assessore all’Ambiente e alla Mobilità del Comune di Bergamo sottolinea: “La sharing mobility si aggiunge al servizio di car sharing Muoviti controcorrente avviato quest’anno e all’attivazione di più di 32 colonnine di ricarica per veicoli elettrici avvicinandoci a un traguardo importante di far entrare Bergamo all’interno del novero dei comuni che stanno riflettendo su come intervenire a livello locale per adattarsi all’emergenza climatica. Inoltre, il prossimo anno saremo chiamati a fare l’aggiornamento del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (Paesc). L’ultimo monitoraggio del 2016 aveva evidenziato una riduzione del 17% delle emissioni di CO2 rispetto al 2010 e quindi siamo fiduciosi di poter centrare l’obiettivo fissato: una riduzione del 20% entro il 2020”.

    All’evento di inaugurazione, ha preso parte Crescenzo Ilardi, Head Of Market Sales & Customer Management di ALD Automotive: “L’apertura del nuovo Base ALD nella città di Bergamo rappresenta un ulteriore passo della nostra strategia di sviluppo di una rete sul territorio che garantisca ai nostri clienti una presenza capillare e una continua ricerca nella qualità nei servizi legati alla propria mobilità. Il nostro obiettivo è creare dei veri e propri Experience Point dove i nostri clienti, ma anche i cittadini che vivono le realtà locali, possano vivere un’esperienza di mobilità fatta di innovazione e sostenibilità ambientale. Grazie al grande lavoro dei nostri partner- prosegue Ilardi – riusciamo a studiare il territorio e intercettare quelli che sono i bisogni in modo da costruire, anche con le istituzioni, progetti che possano migliorare la mobilità con una grande attenzione alla riduzione delle emissioni e del numero di veicoli circolanti. Da questo punto di vista la città e tutto il territorio di Bergamo rappresentano un’eccellenza in termini di innovazione e attenzione all’ambiente come già dimostrato con il lancio del servizio di Car Sharing su piattaforma PopMove, vero modello di mobilità innovativa.”

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  • La Land of Joy Scrambler® inaugura a ritmo di musica

    Ha tagliato il traguardo la seconda tappa del viaggio Scrambler Ducati Food Factory nel centro di Bologna: il 6 giugno il locale ha proposto al pubblico una serata scandita dalla degustazione delle sue specialità food and beverage e dalle note del dj Ringo, il tutto nell’esclusiva cornice della duecentesca Corte de’ Galluzzi.

    Dopo la riuscita esperienza di via Stalingrado e il successo registrato in occasione della Press Opening Preview del 24 maggio, il progetto Scrambler Ducati Food Factory prosegue e ottiene un altro importante traguardo.

    Mercoledì 6 giugno, il secondo punto vendita della Land of Joy Scrambler® – risultato della collaborazione tra Ducati e la società bolognese specializzata nel food retail Sviluppi Urbanisi è presentato ai suoi futuri avventori attraverso un evento inaugurale dedicato all’intrattenimento. Le porte del locale di via D’Azeglio 34 si sono aperte alle 20.00 per accogliere gli ospiti della serata e accompagnarli lungo un percorso degustativo fatto di sapori e tipicità dell’Emilia Romagna, ma anche di piatti americani, tapas, elaborazioni gastronomiche customizzabili e birre artigianali.

    Alle 21.00 è entrata in scena la musica, con una coinvolgente performance del noto dj e conduttore radiofonico Ringo chiamato ad animare la serata d’apertura.

    Ad impreziosire il tutto, una location suggestiva ricreata tra le mura di un imponente organismo architettonico del XIII secolo, Torre Galluzzi, una delle poche torri gentilizie bolognesi ancora esistenti, eretta a ridosso dell’allora abitazione dei nobili Galluzzi, prospiciente l’omonima corte. Completa e distingue il look elegante e ricercato del locale di via D’Azeglio l’elemento motoristico e sportivo, percepibile distintamente nell’ingresso principale ma anche sulle pareti interne e in tutti i dettagli dell’allestimento. Un design vintage e curato che non rinuncia al buon gusto e alla raffinatezza, modernizzato dallo stile della tradizione Scrambler Ducati: il punto di ritrovo ideale per chi desidera vivere il centro di Bologna a qualsiasi ora, concedendosi una pausa ristorativa o sfruttando la sala privé ricavata all’interno del punto vendita.

    Il tributo al gusto e alla ricercatezza è rintracciabile nell’intera offerta culinaria dello Scrambler Ducati Food Factory, declinata sui vari momenti della giornata: dalla colazione alla cena, passando per il brunch, l’aperitivo e il pranzo, il menù del format ristorativo mette a disposizione dei suoi clienti dolci prodotti di pasticceria e una vasta scelta di piatti salati, tra cui non possono mancare pasta fresca, taglieri misti e hamburger di manzo (classici o double) in perfetto stile americano.

     

    Aperto 7 giorni su 7 bar lun-gio 08:00-00:00 ven-sab 08:00-01:00 dom 10:00-00:00 cucina 7/7 dalle 12:00 alle 14:30 e dalle 19:00 alle 23:00.

     

    Sviluppi Urbani srl nasce a Bologna trent’anni fa dall’unione di professionisti con esperienze di successo nel settore immobiliare, nella consulenza retail e nella gestione e commercializzazione di complessi commerciali. Negli anni si è occupata anche di progetti di start up legati al retail e alla ristorazione nei quali è stato ideato il concept architettonico e l’immagine interna, definito il format, e realizzato il locale, grazie ad un team di architetti interni in grado di seguire le fasi di progettazione, costruzione e allestimento dei punti vendita.

    Scrambler Ducati. Scrambler® è un nuovo brand nato all’interno di Ducati per interpretare i valori dell’iconica Scrambler Ducati degli anni ’70, nata negli Stati Uniti e poi divenuta in pochi anni un successo mondiale. Anticonformista, accessibile ed essenziale, Scrambler Ducati identifica il mix perfetto di tradizione e modernità ed è un ritorno alla pura essenza del motociclismo: due ruote, un manubrio largo, un motore semplice e tanto, tanto divertimento. Scrambler® si presenta in tante differenti versioni, per venire incontro alla “self-expression” di ognuno. Icon, disponibile in giallo, rosso e nella colorazione Silver Ice, Classic, Sugar White, Mach 2.0, Street Classic, Full Throttle, Scrambler Sixty2 400 cm3 con la nuova Hashtag, Desert Sled, una versione dichiaratamente off-road, e la Café Racer, interpretazione Scrambler® delle leggendarie moto che hanno dato vita ad una vera e propria rivoluzione nel mondo delle due ruote che, nella sua colorazione “Black Coffee”, porta gli anni ’60 nella Land of Joy di oggi. Oltre a questi modelli, il 2018 ha visto il lancio della gamma 1100, una mota che amplifica l’indole creativa di Scrambler in linee più mature e ricercate, dal solido equilibrio tra muscoli e compattezza.

     

    Scrambler Ducati Food Factory

    Via D’Azeglio 34, Bologna Tel. 0514683535

    Via Stalingrado 27/6, Bologna Tel. 051362777

    www.scramblerducatifoodfactory.it

    [email protected]

    Hashtag ufficiali: #ScramblerDucati #FoodFactory

     

    Press office BORDERLINE srl T. 051/4450204

    Communication manager & p.r.: Matteo Barboni – M. 349/6172546 [email protected]

  • Motorzoom.it, il sito per i veri appassionati di motori

    Motorzoom.it è fonte di interessanti notizie su auto e moto.
    Sulle pagine del sito è possibile trovare curiosità, scoop, video ed intrattenimento legato al mondo dei motori.
    La redazione composta da competenti appassionati di auto, si ritiene irriverente ed indipendente. Non c’è spazio per pregiudizi.
    Ogni mezzo viene analizzato con sincerità ed indipendenza.
    A breve è prevista la nuova attesissima rubrica dei test drive video con le prove auto e moto in strada.
    Numerosa e partecipativa la comunità sulla pagina di Facebook dove oltre 7k utenti (al 12-12-2017) vivono con passione gli argomenti proposti.
    Motorzoom.it partecipa e racconta i principali eventi dedicati ai motori come il Motorshow di Bologna e l’Eicma di Milano.

  • sinistro stradale: MOTOCICLISTA CORRESPONSABILE SE SORPASSA LE AUTO INCOLONNATE

    SINISTRO STRADALE : MOTOCICLISTA CORRESPONSABILE SE SORPASSA LE AUTO INCOLONNATE

     

    http://studiolegalecimino.eu/motociclista-corresponsabile-sorpassa-le-auto-incolonnate/

     

    La pronuncia in commento – emessa dalla Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione con ordinanza n. 26805 del 14/11/2017 – chiarisce una questione da sempre dibattuta nel settore del contenzioso dell’infortunistica stradale, oltre a rappresentare, nel non certo secondario ambito relativo alla figura del danno non patrimoniale, un’ulteriore e significativa tappa volta a riaffermarne l’unitarietà.

    Il caso concreto portato all’attenzione della Suprema Corte è incentrato sulla richiesta di accertamento della responsabilità nella causazione dei danni subiti da parte di un motociclista coinvolto in un sinistro stradale, il quale, sebbene non avesse oltrepassato la linea divisoria di mezzeria, aveva superato a sinistra le auto incolonnate nel traffico e veniva travolto da un’autovettura che nel medesimo senso di marcia azzardava un’improvvisa, quanto mai repentina, manovra di inversione.

    La Cassazione, dunque, con l’intento di porre un freno alla malsana e più che frequente abitudine posta in essere dai motociclisti di superare le auto incolonnate nel traffico dei centri urbani, è giunta a stabilire il concorso di colpa tra i due utenti della strada.

    Infatti, anche se si tratta di una norma desueta nelle nostre città, il codice della strada (artt. 143 e 148, comma 11) vieta il sorpasso di veicoli fermi o in lento movimento ai passaggi a livello, ai semafori o per altre cause di congestione della circolazione, quando a tal fine sia necessario spostarsi nella parte della carreggiata destinata al senso opposto di marcia.

    Per gli Ermellini, dunque, se da una parte è stata ritenuta indubbia e non contestata la violazione di regole della circolazione stradale da parte dell’automobilista che ha fatto un’inversione di marcia senza porre la dovuta attenzione; dall’altra, tuttavia, è stato riconosciuta altrettanto incontestabile la violazione del codice della strada da parte dello scooterista che transitava sul lato sinistro della corsia di pertinenza nel tentativo di superare le auto incolonnate.

    In buona sostanza, i conducenti, siano essi automobilisti o motociclisti, sono tenuti a procedere sul margine destro della strada anche quando la carreggiata è libera e nel caso di incidente stradale potrà essere applicato un concorso di colpa.

    Il senso della prima parte della pronuncia in esame è chiaro: poiché è proprio la velocità con cui sfrecciano i motorini che rende spesso difficile accorgersi della loro presenza e, quindi, evitarli, il conducente che non si sia accorto per tempo dello scooter, anche nell’ipotesi come quella del caso di specie di violazione delle norme del codice della strada, ha una responsabilità ridotta.

    La Suprema Corte, inoltre, è stata chiamata a pronunciarsi sulla censura mossa dal ricorrente che si doleva del fatto che, nell’operazione di liquidazione, il Giudice del gravame non aveva considerato il danno esistenziale patito dal motociclista.

    Nell’accogliere parzialmente la censura, la Suprema Corte ha avuto modo di riconfermare l’unitarietà del danno non patrimoniale, inteso come categoria onnicomprensiva e composta dalle sottocategorie del danno biologico, morale ed esistenziale e, con particolare riguardo a quest’ultima sottocategoria, ha stigmatizzato il tentativo di attribuirle un’autonomia propria.

    Ebbene, ripercorrendo il granitico orientamento formatosi sul punto nella giurisprudenza di legittimità, la Corte ha individuato nelle indicazioni dettate dalle note sentenze di S. Martino (SSUU 26972/2008) il perno su cui fondare la propria decisione – la natura unitaria del danno non patrimoniale – che deve essere intesa come unitarietà rispetto alla lesione di qualsiasi interesse costituzionalmente rilevante non suscettibile di valutazione economica. Laddove per natura unitaria deve intendersi che non v’è alcuna diversità nell’accertamento e nella liquidazione del danno causato dal vulnus di un diritto costituzionalmente protetto diverso da quello alla salute, sia esso rappresentato dalla lesione della reputazione, della libertà religiosa o sessuale, della riservatezza, piuttosto che di quella al rapporto parentale.

    Ciò detto si specifica ulteriormente che l’unitarietà della figura importa la sua onnicomprensività; il che significa che, nella liquidazione di qualsiasi pregiudizio non patrimoniale, il giudice di merito deve tener conto di tutte le conseguenze che sono derivate dall’evento danno, nessuna esclusa, con il concorrente limite di evitare duplicazioni risarcitorie, attribuendo nomi diversi a pregiudizi identici, e di non oltrepassare una soglia minima di apprezzabilità, onde evitare risarcimenti c.d. bagattellari (e così anche: Cass. n. 4379/2016).

    Quello che qui emerge chiaramente – e che la Suprema Corte ancora una volta si affretta a precisare – è che non va attribuita alcun tipo di autonomia alle singole voci del danno non patrimoniale (esistenziale, morale o biologica), dovendo queste essere considerate come componenti meramente descrittive di un’unica categoria, quella del danno non patrimoniale, appunto. Sarà poi il giudice, all’atto della liquidazione, a considerare ogni tipo di pregiudizio subito dalla vittima, c.d. personalizzazione del danno, andando a considerare anche gli aspetti dinamico-relazionali che si sono modificati in conseguenza del fatto illecito.

    La Corte affronta, quindi, la questione relativa alle lesioni micro-permanenti, in presenza delle quali non deve escludersi che possano esserci conseguenze rilevanti sulla vita relazionale della vittima, poiché “resta ferma la distinzione concettuale tra sofferenza interiore e incidenza sugli aspetti relazionali della vita del soggetto”.

    Ogni vulnus arrecato ad un interesse tutelato dalla carta costituzionale – precisa la Corte – si caratterizza per la sua doppia dimensione del danno relazionale/proiezione esterna dell’essere e del danno morale/interiorizzazione intimistica della sofferenza.

    Il riferimento è all’art. 138 Cod. ass. (D.lgs. 206/2005), modificato dall’art. 1, co. 17, L. 04.08.2017, n. 124, dedicato al danno non patrimoniale per lesioni di non lieve entità. Per queste ultime è ammessa una personalizzazione del danno che sfugge da liquidazioni standard, cioè fissate dal legislatore, al fine evidente di contenere i costi sociali derivanti anche dai premi assicurativi, dato che la materia della circolazione stradale (il caso di specie della sentenza in commento) vede la copertura assicurativa non già facoltativa ma obbligatoria.

    Tuttavia, si deve tenere fermo il principio secondo il quale, sia per le lesioni di lieve entità che per quelle gravi, il danno non patrimoniale deve comprendere anche gli aspetti esistenziali della vittima.

    @Produzione Riservata

    Studio Legale Avvocato Gelsomina Cimino

    www.studiolegalecimino.eu

     

     

     

     

     

     

  • Cinture di sicurezza: l’86% degli italiani non le usa se viaggia dietro

    Oggi, anche grazie a normative legali stringenti e maggiore senso civico, quasi tutti gli italiani sono a conoscenza dei rischi enormi che si corrono nel mettere in atto comportamenti scorretti quando si viaggia in auto o in moto ma, inutile negarlo, la stessa consapevolezza non esisteva negli anni ‘70 e ’80. Facile.it, il principale sito italiano di comparazione del settore assicurativo, ha voluto scoprire non solo quali erano i comportamenti sbagliati di allora e quali sono quelli ancora messi in atto ma, anche, quelli che in tutta onestà…un pochino ci mancano. Ecco i risultati del sondaggio condotto a ottobre 2017.

    Le cinture di sicurezza, dopo anni ahinoi…

    Partendo dal passato, forse non sorprende più di tanto scoprire che il 70% dei rispondenti dichiara che fra gli anni 70 ed 80 nei viaggi in auto con la famiglia nessuno usava le cinture di sicurezza. La legge italiana ne rese obbligatori gli attacchi nel 1976, ma solo nel 1988 anche l’uso effettivo. Da allora, per fortuna, di strada se ne è fatta tanta ed oggi solo il 7% di chi ha risposto al sondaggio afferma di continuare a non allacciare la cintura di sicurezza. La situazione, purtroppo, cambia notevolmente se dai sedili anteriori ci spostiamo a quelli posteriori; in questo caso viaggiano senza cintura addirittura l’86% dei rispondenti.

    Quando i bambini viaggiavano in braccio

    Papà, mi fai guidare? Mamma posso sedermi davanti con te? Quanti bambini dicevano così negli anni 80? Tanti a giudicare dalle risposte date al questionario di Facile.it. Secondo i dati il 26% dei bambini di allora ha viaggiato in braccio al genitore sul sedile del passeggero ed il seggiolino cui oggi ancoriamo i nostri figli era poco meno di un miraggio, lo usavano meno del 45% dei genitori. Abitudini sbagliate, senza se e senza ma che, però, a molti mancano.

    Tre intervistati su quattro dichiarano di rimpiangere i viaggi fatti sdraiati sul sedile posteriore senza curarsi delle cinture, poco meno di uno su 3 (37%) quelli in cui, addirittura, ci si sdraiava sulla cappelliera o si giocava con le spalle al finestrino o, nel 12% dei casi ci si faceva trasportare nel bagagliaio e, magari (9%) durante il viaggio si passava con assoluta disinvoltura da lì ai sedili e viceversa.

    Il capitolo due ruote

    Le cattive abitudini stradali viaggiavano, e tuttora viaggiano, anche su due ruote. Oltre un intervistato su cinque (21%) dichiara che, da bambino, andava in moto tranquillamente con uno dei genitori anche prima di aver compiuto i 5 anni, nel 26% dei casi non usava il casco e, quando era in sella allo scooter con mamma e papà…viaggiava schiacciato fra di loro! (20% del campione). La consapevolezza del pericolo, però, a quanto pare su due ruote viaggia meglio e, fra tutti i comportamenti elencati, l’unico ancora praticato (appena dal 5% dei rispondenti) è quello di portare sullo scooter anche bambini con meno di 5 anni di età.

  • Al via i nuovi corsi della scuola per meccanici Not Only Motorsport

    Dopo il successo dei primi corsi la scuola per meccanici Not Only Motorsport di Vignate in provincia di Milano allarga la sua offerta formativa rivolta agli allievi meccanici e appassionati del motorsport.

    L’esperienza dello staff altamente qualificato impegnato dal oltre trentanni nel mondo del motorsport , ha portato a ideare due percorsi formativi .

    Il primo dedicato ai meccanici per vetture stradali , con un corso base di 144 ore che inizierà il 15 gennaio 2018 seguito da corsi di approfondimento su motori e elettronica .

    Il secondo percorso invece è dedicato a chi vuole acquisire tutte le capacità per poter entrare nel mondo del motorsport . Diviso in 5 moduli : racing engine , elettronica e acquisizione , set up , trasmissioni e freni . Il corso oltre alle lezioni in aula e officina vedrà numerose giornate in pista e sui campi di gara rally e supersalita , in queste occasioni gli allievi potranno mettere in pratica le capacità acquisite a fianco dei team partner della scuola

    Oltre ai corsi auto si affiancheranno dal mese di novembre , i corsi moto , partendo da alcuni seminari sulla manutenzione sino ad arrivare a corsi specialistici sui motori a 2 tempi e moto da competizione .

    La mission di Not Only Motorsport è formare tecnici altamente qualificati capaci di di posizionarsi con successo tra i profili professionali attualmente più ricercati

     

     

  • Lv8 Elevate ha progettato e realizzato la nuova officina di KTM Varese con arredo officina Qube e sollevatori moto LV8

    Il Concessionario KTM Varese, Bike House Orange ha scelto per lo spazio officina una composizione di arredo officina QUBE marchio LV8 ELEVATE e due sollevatori moto LV8.

    L’officina è composta da 2 sollevatori moto NANO 500 GARAGE (EN5000GE) con centralina elettroidraulica e una speciale composizione di arredo modulare QUBE interamente tailor made.

    Per questa configurazione QUBE, vista la presenza ingombrante della colonna al centro dell’officina, è stato realizzato un piano di raccordo con angoli a 45° tra i due banchi, in grado di poter alloggiare comodamente due morse da banco che consentono di lavorare in modo ergonomico, senza spreco di spazio.

    L’arredo e i sollevatori rispettano le colorazioni ufficiali richieste da KTM Austria, di cui siamo unici fornitori ufficiali.

     

    Lv8 ELEVATE

    via Peppone Don Camillo 11, Z.I. Dugara, 42041 Brescello (RE)

    P.IVA n. 02422880340

    Tel. 0522.687907 – Fax 0522.684498 | [email protected]

  • SOFT ACTIVE JACKET PRO

    Marchio:                    Zandonà – www.zandona.net

     Nome prodotto:         SOFT ACTIVE JACKET PRO

    Categoria:                  Multisport

    Descrizione:               “Soft Active Jacket Pro” è un corpetto protetti­vo fabbricato al 100% in Italia per utilizzo Mul­tisport composto da Paraschiena (omologato CE EN1621-2 Liv.2), protezione per il petto (omologata EN14021) e tutori per braccia e costato. È dotato di chiusura a cerniera laterale e di fascia elasticizzata e regolabile in vita che assicura stabilità all’intero capo. Dispone inoltre di imbottiture a lato del collo per ammortizzare i contatti delle clavicole con il casco (HCD – Helmet Contact Damper). Il capo è realizzato in rete a nido d’ape elasticizzata ed inserti in Lycra® sulle protezioni. La superficie di contatto del paraschiena è in       S.R.T. (Sweat Removing Textile – tessuto traspirante 3D che espelle il sudore). Il limitato spessore delle imbottiture, il peso contenuto e l’eccezionale vestibilità del capo garantiscono un’ottima stabilità e comfort.

    Sicurezza:                  CERTIFICAZIONE CE secondo normativa EN1621-2 Liv.2 + EN14021.

    Dettagli aggiuntivi:    MADE IN ITALY

    Colori:                        Nero/Giallo Fluo

    Taglie:                        Altezza: x6 – x7 – x8

    Circonferenza Vita: XS – S – M – L – XL –XXL – XXXL

    Prezzo Pubblico:       € 239,90 (IVA incl.)

    Zandonà

    Via Altivole 35/A – 31031

    Caerano di San Marco (TV)

    Tel. +39 0423 569135

    Fax. +39 0423 919873

    [email protected]

  • MASCHERE PROGRIP: SUCCESSO E PRESTIGIO AD ALTA VELOCITA’

    Usate dai migliori campioni mondiali di motocross ed enduro e altri sport motoristici, le maschere Progrip sono sinonimo di successo e prestigio. Le principali caratteristiche che hanno fatto salire i piloti che indossano Progrip sui podi di tutto il mondo sono le lenti multistrato a specchio, 1 mm di spessore Anti UV, Anti graffio e Anti appannamento (la tecnologia brevettata anti appannamento Progrip è considerata la migliore sul mercato), con inseriti i pin per le lenti a strappo.

    La doppia spugna assorbi –sudore è accoppiata a vellutino colorato antiallergico ed elastico super resistente con 3 strisce di silicone per consentire un perfetto grip sul casco. La Spugna pretagliata e i canali speciali per chi porta occhiali da vista le rendono indossabili con qualsiasi casco.

    Le maschere Progrip sono omologate E-EN AC-96025 REV. 2 Made in Italy

    Il modello 3404 è in grado di offrire una visibilità più ampia grazie al telaio meno spesso.

     

     

    PLASTICHE CASSANO S.R.L

    VIA GASPAROLI, 112 – 21012

    CASSANO MAGNAGO (VA)

    ITALY

    Tel. +39 0331 200652

    Fax: +39 0331 206606

     

  • La Tresca corre veloce con il team Grillini

    Anche quest’anno il birrificio artigianale La Tresca ha partecipato come sponsor del Team Grillini ed è stato presente con la fornitura di birre per l’hospitality al campionato mondiale Superbike.

    L’azienda ringrazia il team manager Andrea Grillini, per i lodevoli risultati ottenuti dai suoi piloti, e tra questi, in particolare, il sudafricano Sheridan Morais.

    I motociclisti del team hanno fatto onore al birrificio di Suno portando in pista il logo La Tresca, nelle entusiasmanti gare del campionato SBK 2016 seguite, sia nei circuiti che in televisione, da un pubblico appassionato in ogni parte del mondo.

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    www.birralatresca.it

     

     

  • Abbigliamento moto: al via con le giacche estive

    Siete in cerca dell’abbigliamento moto ideale? Arrivano le nuove giacche estive, l’ideale per guidare con le temperature più miti

    Con l’arrivo della bella stagione è ora di pensare ad acquistare le giacche da moto estive: i motociclisti infatti sanno di non potere utilizzare le giacche invernali per guidare, quando si alzano le temperature. Se ci si rivolge a store online ben forniti di abbigliamento moto, scegliere non sarà difficile.

    Giacche estive, perché?

    A ogni stagione la sua giacca: se fattori come la sicurezza di chi guida una moto restano invariati al di là del clima, e quindi la protezione è un fattore sempre imprescindibile, i materiali ovviamente variano in base alle diverse esigenze di leggerezza, traspirazione e vestibilità. In generale la giacca da moto protegge dal vento, da eventuali detriti e da qualsiasi tipo di oggetto che potrebbe investire chi guida.

    Abbigliamento moto: una giacca… da Oscar

    La linea Oscar del brand di Alpinestars offre un’ampia scelta di giacche estive con lo storico logo “Oscar”, protagonista della nuova collezione esclusiva, con giacche ricercate, da indossare sia in sella che nell’outfit quotidiano. La collezione si richiama agli anni Settanta, quando il giovane brand italiano si aggiudicò il Premio Fashion and Design dell’Accademia della Moda di Torino per due anni di fila, nel 1972 e 1973.

    Parola d’ordine: multistrato

    Nell’ambito del mototurismo, la Santa Fe Air DRYSTAR® è un’ottima multistrato, firmata sempre Alpinestars: questa versatile giacca da moto è adatta al clima caldo grazie al politessuto con estesi pannelli in mesh su petto, schiena e maniche, per una ventilazione ottimale. Il rivestimento interno impermeabile DRYSTAR ® staccabile e intercambiabile garantisce un ottimo utilizzo anche con temperature fredde. La protezione contro gli impatti è assicurata da protettori Bio-Air staccabili e certificati CE: anche le protezioni sono traforate, e contribuiscono a ottimizzare le proprietà ventilanti del capo.

    Comfort sotto il sole

    Da non perdere anche la giacca da moto Ixon, modello Cooler, disponibile sia in colore sabbia che in nero. Si tratta di un modello che si evolve dai capi Ixon in mesh, perfetto per la stagione estiva grazie alla fibra tecnica Spylex, con ampi spazi in rete mesh che permettono il passaggio dell’aria. I centauri si renderanno conto che indossare questa giacca sotto il caldo sole dell’estate sarà una vera “salvezza”, a livello di traspirazione e di comfort. Dotata di protezioni amovibili omologate CE su spalle e gomiti, predisposizione per l’adozione del paraschiena posteriore, rivestimenti aggiuntivi su spalle e gomiti, varie tasche e regolazioni in vita e sui polsi, vanta anche un rapporto qualità prezzo che la rende un vero best seller.

    Tutti pazzi per il Vintage

    Amatissima dagli appassionati di moto che guardano anche lo stile, la Helston Daytona è una giacca resistente in tessuto tecnico traforato poliestere/nylon, con giacca interna impermeabile e antivento estraibile, protezioni gomiti, schiena e spalle rimovibili e fodera air mesh interna fissa, che garantisce la massima traspirazione.