Tag: mostre d’arte

  • Alberoni alla Milano Art Gallery, ed è subito amore: pubblico anche fuori dalla galleria per il vernissage

    Ha anticipato il giorno dedicato all’amore e agli innamorati l’evento tenutosi a Milano con Francesco Alberoni, in via Ampère 102, ieri, mercoledì 13 febbraio. Il noto sociologo di fama internazionale ha inaugurato qui, alla Milano Art Gallery, la mostra Amore nell’Arte, presentando in esclusiva il suo ultimo libro. Amore mio come sei cambiato – Innamoramento e amore 40 anni dopo (Edizioni Piemme), uscito il giorno prima, è stato posto all’attenzione di un pubblico di artisti espositori assieme alla coautrice Cristina Cattaneo.

    Organizzata dal direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes, la mostra aveva lo scopo di portare l’attenzione su un tema troppo sottovalutato: l’amore, ovviamente interpretato nelle sue varie sfaccettature nelle opere di artisti contemporanei. L’intervento di Francesco Alberoni e di Cristina Cattaneo ha poi sottolineato i problemi delle relazioni della società odierna.

    A questi hanno tentato di dare risposta i due autori in una presentazione che si è tenuta nel cuore dell’arte, in un’atmosfera che rimarrà intrisa delle sfumature dell’amore fino a giovedì 7 marzo. In esposizione le opere di: Patrizia Almonti, Lorenza Bini, Rosanna Cecchet, Lina De Demo, Angelo De Francisco, Daniele Digiuni, Francesca Dolzani, Stefania Filannino, Francesca Fiore, Mariarita Ioannacci, Matilda Luna Maniscalco, Barbara Maria Maresti, Mauro Martin, Massimiliano Martino, Renate Merzinger-Pleban, Graziella Modanese, Giulia Provenzano Quaranta, Orlando Rosa, Elena Schellino, Daniela Troina Magri, Cinzia Viola e Flavio Zoner.

  • Milano Art Gallery: artisti alle stelle per il vernissage in memoria di Margherita Hack

    Una personalità come quella di Margherita Hack lascia il segno, trasforma l’atmosfera in qualcosa di unico. Sicuramente questo “qualcosa” è stato percepito ed espresso nel migliore dei modi ieri, domenica 16 dicembre, a Milano, alla kermesse in onore della celebre astrofisica fiorentina. Il concorso “La Signora delle Stelle” in memoria della straordinaria Margherita Hack è stato inaugurato con una doppia cerimonia di premiazione che ha avuto come protagonisti gli artisti.

    A partire dalle 16, nella sede della Milano Art Gallery in via Ampère 102, si sono visti conferire una menzione speciale per il talento e la sensibilità che emergono dalla produzione artistica Margherita Casadei, Francesca Fiore, Giancarlo Flati, Bruno Greco e Orlando Rosa. A Franca Balla, Valeria Ballestrazzi, Lina De Demo, Bruno Fassetta, Stefania Filannino, Bruno Greco, Giulia Quaranta Provenzano assieme ad Antonella Rollo, Eleonora Russo bonfrisco (in arte Coquette art de port), Claudia Slavadori, Nicoleta Samarghitean, Elisa Scuccimarra e Fernando Tam invece il riconoscimento è stato consegnato nella sede in via Alessi 11. Sempre qui hanno ricevuto il Premio Margherita Daniele Digiuni, Mimmo Emanuele, Andreas McMuller, Giuseppe Oliva e Antonio Zuccon. Questi cinque artisti potranno così esporre cinque delle loro opere per due settimane alla Milano Art Gallery in via Alessi. Si aggiudica invece il Premio “speciale” Margherita Claudia Crestani, che ha ricevuto tra le mani una targa, simbolo di riconoscimento per i suoi meriti artistici.

    Il comitato che si è espresso a favore dei premiati e dei menzionati è composto dal prof. Francesco Alberoni, dal direttore d’orchestra del Teatro La Fenice Silvia Casarin Rizzolo, dal direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes, manager della cultura, e dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa. I contributi alla mostra si estendono però anche con l’apporto di commenti in ricordo della grande astrofisica da parte del prof. Vittorio Sgarbi, di Amanda Lear, del prof. Antonino Zichichi e di don Antonio Mazzi.

    Presenti all’inaugurazione, oltre a un grande pubblico interessato, anche il prof. Francesco Alberoni, Roberto Villa, Tony Di Corcia, biografo di Versace e Armani, il direttore e organizzatore Salvo Nugnes e l’arcivescovo Mapelli.

    In via Ampère si possono ammirare le opere di: Anna Actis Caporale, Maria Cristina Balboni, Gianfranco Benedetti, Diddi Bozano, Margherita Casadei, Fabrizio Chierichetti, Flavia Colacevich, Marina Corso, Giustino De Santis, Alessandro Di Cola, Mirta Diminić, Francesca Fiore, Francesca Gabriele, Giovanna Angela Giovanetti, Natali Grunska, Maurizio Guglielmi, Giovanna Inzadi, Gorizio Lo Mastro, Rosetta Luzzi, Alberta Marchi, Mauro Martin, Päivyt Niemeläinen, Antea Pirondini, Bina Pranteda, Orlando Rosa, Alessia Rosati, Salvatore Russo ed Elena Schellino.

     

    In via Alessi sono esposti i lavori di: Franca Balla, Valeria Ballestrazzi, Alessandra Barucchi, Anna Maria Catalano, Maria Cavaggioni, Michele Colio, Maria Beatrice Coppi, Claudia Crestani, Lina De Demo, Anna Di Francesco, Gennaro Dibenedetto, Daniele Digiuni, Irene Durbano, Mimmo Emanuele, Bruno Fassetta, Stefania Filannino, Giancarlo Flati, Bruno Greco, Pinella Imbesi, Mariarita Ioannacci, Silvana Landolfi, Daniela Leghissa, Angiolina Marchese, Andreas McMuller, Roberta Moresco, Giuseppe Oliva, Maria Rita Onofri, Giulia Quaranta Provenzano, Antonella Rollo, Eleonora Russo Bonfrisco (in arte Coquette art de port), Claudia Salvadori, Nicoleta Samarghitean, Elisa Scuccimarra, Fernando Tam, Valeria G. Toderini, Francesco Vignola, Mariagrazia Zanetti e Antonio Zuccon.

  • Nella storica Milano Art Gallery si parla d’arte con Nicoletta Rossotti, Salvo Nugnes e Roberto Villa

    Il nuovo anno si apre sotto i più buoni auspici per la Milano Art Gallery, il cui primo appuntamento è interamente dedicato all’arte. Arte in tutte le sue forme, a trecentosessanta gradi. Protagoniste di questo incontro, il Simposio d’Arte a cura della dott.ssa Nicoletta Rossotti, saranno le opere di un selezionato gruppo di artisti romani. La mostra verrà inaugurata in via Alessi 11, a Milano, alle 18 di sabato 12 gennaio 2019. Con la presentazione di Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery e organizzatore dell’evento, e la presenza di Roberto Villa di Casa della Fotografia.

    Nella sede che celebra mezzo secolo di storia culturale, il Simposio d’Arte si offre come momento perfetto per ricordare come la galleria sia stata un interessante punto di riferimento per illustri personalità. Qui infatti si sono tenute conferenze della prof.ssa Margherita Hack, di Dario Fo, dei critici Vittorio Sgarbi e Philippe Daverio. Sempre alla Milano Art Gallery sono giunte anche celebri voci come quella di Patty Pravo e di Albano Carrisi.

    Ma da sabato 12 gennaio a sabato 2 febbraio saranno invece posti sotto i riflettori gli autori romani, in un ponte ideale che congiunge due città di elevata caratura artistica come Roma e Milano. Argomento centrale della discussione rimarrà ovviamente l’arte, analizzata sotto vari aspetti, in un confronto aperto e a più voci. Questo è quanto si prospetta la curatrice d’arte Nicoletta Rossotti, laureata in lettere con indirizzo storico-artistico all’Università degli Studi  Roma Tre. In seguito alla laurea, Nicoletta ha frequentato un master in curatrice d’arte ed eventi culturali. Ora è una freelance dedita alla critica e alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica mediante la divulgazione dell’arte. Organizzatrice di mostre collettive e personali, Nicoletta promuove artisti contemporanei gestendo l’ufficio stampa, allestendo spazi espositivi e ricercando gli sponsor.

    Per ulteriori informazioni è possibile contattare il 392 8507137, scrivere a [email protected] o visitare il sito www.milanoartgallery.it.

  • Margherita Hack ricordata da Sgarbi, Alberoni, don Mazzi alla Milano Art Gallery

    Grande come back per la Signora delle Stelle, il concorso d’arte dedicato alla memoria della celeberrima astrofisica Margherita Hack. Ideato e organizzato da Salvo Nugnes, manager e amico dell’indimenticabile professoressa, il concorso si divide in quattro sezioni. Vi potranno prendere parte opere appartenenti alla pittura, alla scultura, alla grafica e alla fotografia, il cui tema e soggetto rimanga strettamente legato alla vita e al lavoro della donna. La premiazione dei vincitori e l’inaugurazione della mostra collettiva avranno luogo domenica 16 dicembre alle 18 alla Milano Art Gallery (via G. Alessi 11, Milano).

    Nella storica galleria le creazioni rimarranno in esposizione fino al 10 gennaio. A portare il loro speciale contributo all’evento anche il prof. Vittorio Sgarbi, il prof. Francesco Alberoni, Antonino Zichichi, don Antonio Mazzi, Amanda LearRoberto Villa di Casa della Fotografia e il direttore dell’orchestra del Teatro La Fenice Silvia Casarin Rizzolo. Ricorda così con affetto la geniale scienziata Salvo Nugnes, fornendo anche la motivazione del bando: «Questo concorso vuole offrire a tutti i talentuosi artisti partecipanti l’opportunità di portare avanti il loro percorso nel mondo dell’arte e ottenere grande visibilità e ritorno d’immagine. Verrà data risonanza all’evento, per ricordare Margherita, che ha lasciato un tesoro inestimabile di sapere e di conoscenza a noi e alle generazioni future e si è conquistata la stima e l’ammirazione, da parte dell’opinione pubblica internazionale. A lei va il mio sincero ringraziamento per la bella amicizia che mi ha regalato e che mi porterò sempre dentro».

    Il concorso indetto a nome della prima donna in Italia a dirigere un osservatorio astronomico vedrà l’assegnazione di premi speciali.

    Per ricevere ulteriori informazioni e aderire al concorso è possibile chiamare il numero 0424 525190 oppure  il 388 7338297 o ancora inviare una mail a [email protected]. È inoltre possibile consultare il sito www.margheritahack.it.‎

  • Milano Art Gallery: in alto i calici per la personale di Gabriella Ventavoli

    “Il verde è simbolo e auspicio che la forza creativa della vita sia più potente della distruttività” scrive l’artista Gabriella Ventavoli riguardo il colore rappresentante la sua nuova personale. “Per amore delle piante – Un mondo verde” è il titolo scelto della mostra felicemente inaugurata ieri sera alla seconda sede della Milano Art Gallery, La Porta Verde (in via Ampère 102). Il verde, si può tranquillamente aggiungere, non solo caratterizza la tematica ambientalista qui proposta, è chiaramente portatore di un successo più che meritato, che corona un percorso partito alcuni anni fa con “Per amore del mare” e “Per amore della Terra”.

    L’evento, organizzato e presentato dal manager di volti noti Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery, si fa portavoce di un disegno sociale, di una presa di coscienza, di un contatto con la natura globale e intimo al contempo. Il movimento, espresso attraverso le morbide linee, con cui la Ventavoli ha connotato i suoi teleri, riprende l’intuizione leonardesca del vortice a spirale, emblema caratteristico di tutte le forme viventi.

    Voluta espressamente dall’artista in quest’arco di tempo specifico (dall’8 al 29 novembre), l’esibizione coincide con l’apertura del festival della scienza di Focus Live, il noto mensile, proprio al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci. Gabriella Ventavoli infatti vuole sottolineare la bellezza, la forza e l’intelligenza delle piante, “sede di processi dinamici straordinari”. Nei suoi lavori, rende omaggio al dinamismo insito in questi organismi che hanno condizionato il pianeta ben prima dell’arrivo dell’uomo e continuano a farlo.

    Ma sentiamo direttamente dalla voce della pittrice che cosa si prefigge di fare con “Per amore delle piante – un mondo verde”: «Mi piacerebbe molto che l’arte potesse contribuire a questa sensibilizzazione ambientale. Auspico che arte e scienza si adoperino per significare come le piante, queste creature meravigliose e intelligenti, siano indispensabili alla sopravvivenza dell’uomo».

    Per ulteriori informazioni è possibile contattare lo 0276 280638, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it

  • Milano Art Gallery: l’emozionante taglio del nastro per la personale di Manuela Andreoli

    La mostra Città che girano ha portato una ventata d’aria nuova alla Milano Art Gallery di via Alessi 11. Venerdì 5 ottobre l’esposizione dell’artista Manuela Andreoli è stata infatti inaugurata al cospetto di un nutrito pubblico. Quest’ultimo si è dimostrato decisamente interessato a un’arte che, a detta del direttore Salvo Nugnes, ha tutte le carte in regola per costituire un linguaggio di tipo internazionale. Presenti anche il fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e monsignor Mapelli, arcivescovo primate della Chiesa cristiana antica cattolica e apostolica.

    L’evento, organizzato e presentato dal direttore delle Milano Art Gallery, manifesta l’intento di condurre per mano l’osservatore all’interno della storica sede nel cuore di Milano e di fargli scoprire l’anima della ricerca dell’artista. Attraverso la sua produzione più recente, Manuela Andreoli dispiega sulla tela un numero limitato di cromie. Rosso, bianco, nero e grigio diventano così espressione di una libertà di immaginazione e contaminazione che mira al carattere dell’essenza delle cose, delle emozioni.

    Il suo percorso artistico è maturato a partire dagli anni Duemila, quando Manuela si concentra sull’espressione del non visibile e sulla sperimentazione di materiali e tecniche diverse. La sua arte è pienamente concettuale e ritrova in questa condizione la sua libertà. Il principio unico e universale è il soggetto interpretato, la linea guida e la spinta propulsiva della ricerca dell’Andreoli.

    Alla Milano Art Gallery è finalmente possibile ammirare e seguire, leggere e scoprire il codice poetico con cui l’artista ha voluto convogliare un concetto tanto assoluto quanto astratto come l’Essere in un unicum temporale e spaziale.

    Nella sede che ha ospitato Guttuso, De Dominicis e molti altri grandi maestri italiani, Città che girano rimarrà accessibile gratuitamente al pubblico fino al 19 ottobre 2018. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

     

  • Alla nuova B#S Gallery, la mostra ‘After Hiroshima’

    Vernissage: domenica 6 agosto ore 19.00, presso la B#SIDE GALLERY (Via Isola di mezzo 3/5, Treviso).

    Orari: La mostra sarà fruibile dal 9 agosto al 31 ottobre da lunedì a venerdì, dalle 09.00 alle 18.00.

    Infoline: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org

     

    Dopo gli eventi presentati a giugno e a luglio, IoDeposito rimane nel capoluogo trevigiano con il debutto della B#SIDE Gallery, la nuova galleria della Ong. Domenica 6 agosto IoDeposito inaugura After Hiroshima, mostra internazionale dedicata, a più di settant’anni dal bombardamento di Hiroshima e Nagasaki, agli immaginari ancora inesplorati dell’atomico. Il vernissage, previsto per le 19.00 alla B#SIDE GALLERY (Via Isola di mezzo 3/5, Treviso), ospiterà uno speciale talk di approfondimento con gli artisti Luca Federici e Elin o’Hara Slavik, che racconteranno la propria esperienza artistica sviluppata in stretta connessione con le testimonianze materiche del bombardamento. Patrocinata dall’UNESCO e realizzata anche grazie al finanziamento della Maypole Foundation e ai prestiti speciali dell’Hiroshima Peace Memorial Museum, la mostra sarà fruibile gratuitamente fino al 31 ottobre, da lunedì a venerdì dalle 09.00 alle 18.00. L’appuntamento trevigiano rientra nell’ambito della terza edizione del B#SIDE WAR FESTIVAL, rassegna artistica e culturale ideata e promossa da IoDeposito Ong attraverso numerosi eventi nazionali ed internazionali quali mostre d’arte e installazioni artistiche, performing, conferenze, progetti di ricerca e pubblicazioni.

     

    Nell’anniversario dell’evento che ha sconvolto Hiroshima e Nagasaki rispettivamente il 6 e il 9 Agosto del 1945, After Hiroshima riunisce artisti internazionali in una riflessione inedita e sfaccettata sulle immagini-archetipo legate allo scoppio delle bombe atomiche che dilaniarono le due città giapponesi. Da quel drammatico momento ad oggi, tre sono infatti le immagini cristallizzate nella memoria collettiva della società -non solo giapponese-: l’accecante lampo di luce radioattiva, l’iconica immagine della nube atomica o mushroom cloud, le ombre di corpi e oggetti proiettate su strade ed edifici. Proponendone una rielaborazione contemporanea nell’arte e nella cinematografia, la mostra presenta le opere di artisti che, attraverso l’utilizzo di diversi media (cianotipi, dipinti, collage, manipolazioni fotografiche e video installazioni), sviluppano tali immagini in modo personale e significativo. Veri e propri archetipi della paura, questi scenari si sono radicati nell’immaginario giapponese e internazionale tanto da stimolare artisti e registi a esorcizzarne, metabolizzandoli, la natura mortale e distruttiva.

     

    La mostra si configura dunque come un percorso, un’indagine poli-focale che abbraccia l’arte e le immagini in movimento attingendo ad un ventaglio di artisti con prospettive e Weltanschauung diverse fra loro. Con i suoi cianotipi, l’americana Elin o’Hara Slavick crea un ponte invisibile tra le generazioni di hibakusha, re-illuminando gli oggetti di uso quotidiano colpiti dalle radiazioni della bomba, mentre l’inglese Andrew Cole cattura il flash di luce e dipinge le nere piogge di morte che si riversarono sulla città. Proprio in questo punto si inseriscono allora le due opere cinematografiche Pioggia Nera e Children of Hiroshima, in cui i due registi giapponesi Shohei Imamura e Kaneto Shindō affrontano in modo realistico la rappresentazione del giorno dell’esplosione. Al punto di vista scientifico e minimale con cui l’olandese Deimion van der Sloot raffigura la luce atomica, si affiancano opere che pongono l’accento su come perduri la memoria materica di ciò che accadde attraverso le nuclear shadows impresse sulla città, testimonianza della distruzione e del dolore che seguirono. Tra queste, il lavoro dell’italiano Luca Federici rielabora l’immagine delle ombre attraverso la potenza astratta della macchia che, permeante, evoca paure ataviche. A completare il panorama artistico offerto al visitatore si propongono i contributi cinematografici appartenenti alla new wave dell’horror giapponese, che realizzano in Kurosawa Kiyoshi -uno dei maggiori esponenti del genere- un rinnovato interesse per l’iconografia delle ombre, incarnazione del richiamo al trauma di Hiroshima.

     

    In mostra, opere di: Kurosawa Kiyoshi, Shohei Imamura, Elin o’Hara Slavick, Gordon Belray, Daniel Wechsler, Andrew Cole, Deimion van der Sloot, Kailum Graves, Mary Kavanagh, Luca Federici, Uroš Weinberger.

     

     

    Contatti

    Link dell’evento: http://www.bsidewar.org/it/prossimi-eventi/2591/

    Web: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org

    Direzione: [email protected]

    Ufficio stampa: [email protected]

  • Il laboratorio VAMONSTER a chiusura della mostra HYBRIS

    MediaArtLab CYLAND a chiusura dell’esperienza veneziana “HYBRIS”, propone il laboratorio VAMONSTER

    La mostra “HYBRIS – ibridi e mostri nell’arte contemporanea” si avvia alla conclusione e proprio in occasione del finissage, MediaArtLand CYLAND che l’ha organizzata, propone uno de laboratori più affascinanti delle arti multi sensoriali: il VAM Brain Frame ideato e realizzato da Kineo (Studio e Ricerca Comunicazione Audiovisiva) – in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari.

    L’appuntamento è fissato per martedì 27 giugno 2017 alle ore 11 presso la sede della mostra HYBRIS – Ca’ Foscari Zattere (CFZ), Cultural Flow Zone – per incontrare i componenti del Collettivo Terzocinema che accompagnerà i partecipanti durante le diverse fasi del laboratorio. L’incipit sarà dato dal Brain Frame un avvenimento che ha mostruosamente segnato nella vita di ognuno un cambio di prospettiva. Ai racconti individuali, seguiranno esercizi finalizzati a produrre una “PERFORMAZIONE” collettiva.

    Per partecipare al laboratorio ci si può iscrivere a [email protected] o chiamare lo 3289580364.
    La partecipazione è libera e gratuita fino a esaurimento posti.

     

    MediaArtLab CYLAND è impegnato da anni in attività education che avvicinino le persone all’arte contemporanea e alla multimedialità. La collaborazione con musei, gallerie, università, risorse informative, centri di ricerca e altri laboratori multimediali ha permesso a CYLAND di supportare gli artisti nel mondo delle tecnologie all’avanguardia in ambito programmazione, ingegneria, apparecchiature e informazioni informatiche.
    Uno dei piu’ importanti festival internazionali di arte multimediale che CYLAND organizza è CYFEST, arrivato quest’anno alla 10ma edizione. Il festival promuove l’esigenza di nuove forme d’arte ad ampia interazione tecnologica e si pone l’obiettivo di sviluppare connessioni professionali tra artisti, curatori, ingegneri e programmatori che espongono la propria rete artistica: robotica, video e sonora. Per il decimo anniversario, CYFEST sta presentando progetti a New York, Bogotà, Città del Messico e naturalmente in Russia (Krasnoyarks, Mosca, e San Pietroburgo).

     

    INFO UTILI:

    HYBRIS. Ibridi e mostri nell’arte contemporanea

    Ca’ Foscari Zattere (CFZ), Cultural Flow Zone, Zattere, Dorsoduro 1392, 30123 Venezia
    Fermata dei mezzi pubblici: Zattere

    Date: 13.05.17 – 28.06.2017

    Orari: MAR-SAB 10-19 | DOM 15-20

  • “Embodied Memory”, Mostra-evento a Villa Manin di Passariano

    Il labirinto del ricordo bellico: “Embodied Memory” e le mille forme della memoria

    Opening: Sabato 1 Aprile, ore 18:00; presso l’Esedra di Levante (primo piano) di Villa Manin di Passariano, Piazza Manin 10, Codroipo.

    Orari Mostra: dal 1 aprile 2017 al 30 aprile 2017; da martedì a sabato, dalle 10.00 alle 19.00. Ingresso gratuito.

    Infoline: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org

    IoDeposito Ong torna a riunire artisti italiani e internazionali in una riflessione congiunta e sfaccettata sulla memoria collettiva della guerra, inaugurando sabato 1 aprile 2017 alle ore 18.00 la mostra Embodied Memory, nell’Esedra di Levante della preziosa location storica Villa Manin. Questa nuova esperienza artistica, organizzata in co-produzione con Erpac e in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia e con il patrocino dell’UNESCO, sarà fruibile gratuitamente fino al 30 aprile, dal martedì al sabato, con orario 10.00-19.00. Ad impreziosire il vernissage del primo aprile vi sarà uno special talk con alcuni artisti selezionati per l’occasione che darà modo al pubblico di approfondire le pratiche artistiche site-specific in rapporto alla memoria di guerra.

    In sintonia con uno degli approcci distintivi del B#SIDE WAR FESTIVAL, Embodied Memory si focalizza non solo sulla memoria del conflitto ma, nello specifico, sull’esperienza umana della Grande Guerra, rappresentando idealmente il processo di smaterializzazione della memoria attraverso tre principali raggruppamenti concettuali. In una dinamica riflessione sulla coscienza storica nel proprio rapporto con il tempo -che la modella e la assoggetta in una dimensione atemporale-, le diverse chiavi di lettura veicolate dalle opere riescono così a raccontare il dramma di chi, quegli anni, li ha fronteggiati sulla propria pelle. In questo modo, gli artisti parlano direttamente all’interiorità dello spettatore, trasmettendo la memoria tragica e vibrante degli eventi anche dopo la morte di quei soldati, di quelle famiglie, di quegli esseri umani che della guerra sono stati i diretti protagonisti.

    In una Villa Manin virtualmente tripartita, la prima sezione offre una memoria che emerge come riposta negli elementi naturali i quali, per natura, si configurano come primi e più permeanti veicoli del ricordo, capaci di riflettere il dramma che hanno assorbito. Nel secondo blocco concettuale, l’oggetto bellico viene invece rivisitato in virtù della sua dimensione materica, distanziandolo dall’idolatria retorica per avvicinarlo, intimamente, alla propria reale essenza profondamente umana, che lo trasforma dunque in un simbolo concreto del logorio e dell’anti-eroismo. Tale prospettiva materica va assottigliandosi fino a quasi sfumare, poi, nella sezione finale della mostra. Il visitatore è accompagnato allora attraverso opere leggere, incise nei materiali, che declinano la memoria nella dimensione impalpabile della scrittura. In questa terza proposta percettiva, l’assottigliamento del corpo materico lascia dunque il passo all’incisione, quale prima dichiarazione della propria esistenza.

    Dimora dell’ultimo doge di Venezia, gioiello d’arte e di storia, Villa Manin si propone scenario preferenziale di riflessione intimistica e, al contempo, di stimolo artistico collettivo. La celebre Villa si impone da sempre come osservatrice privilegiata delle molte vicende storiche e belliche che hanno attanagliato il Friuli Venezia Giulia, snodatesi lungo il confine delle tensioni tra i mondi tedesco, slavo e mediterraneo. Ad amplificarne la particolarità, un dettaglio esclusivo: in occasione della mostra e nell’ambito del progetto “Residenze 2017”, Villa Manin aprirà le proprie stanze agli artisti: dal 27 marzo all’1 aprile, gli artisti selezionati Ting Bao (Cina), Ana Mrovlje (Slovenia) e Nathalie Vanheule (Belgio) saranno infatti protagonisti di un’esperienza unica nel suo genere, in una permanenza sul territorio che ha come scopo la creazione di opere e progetti ispirati alla storia locale e alla memoria del luogo, entrambi degnamente incarnati dalle architetture e dall’atmosfera del parco della Villa.

    Contatti

    Link dell’evento: http://www.bsidewar.org/it/prossimi-eventi/embodied-memory-2/

    Web: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org

    Direzione: [email protected]

    Ufficio stampa: [email protected]