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  • Grande successo per Brigitte Cabell in mostra al Palazzo delle Arti di Bassano d.G. col critico d’arte Salvo Nugnes

    Il 15 settembre ha inaugurato presso lo storico Palazzo delle Arti di Bassano del Grappa, centro polivalente con sala convegni, sala musica, biblioteca, spazi espositivi ed altro in un edificio del 1910 con fregi dell’epoca, la mostra personale della talentuosa scultrice Brigitte Cabell.

    L’esposizione, curata e presentata dal critico d’arte Salvo Nugnes, ha avuto un grande successo di pubblico e stampa ed ha visto la partecipazione di tanti ospiti, tra cui il giornalista Angelo Grimaldi, lo scrittore e musicista Raoul Bortolon, Attilio Fraccaro, giornalista del Giornale di Vicenza, il Maestro Genny Simioli, la cantante internazionale Zee Vassallo, la pianista e soprano Akiko, Marco Bernardi, editore di La Bassanese e molti altri.

    I visitatori intervenuti hanno potuto ammirare le splendide sculture della Cabell e sentirla mentre ha spiegato l’origine dei suoi lavori: “c’è sempre un dialogo con la pietra – ha detto la scultrice – mi dice cosa vuole da me e io lo tiro fuori, ma lascio sempre parti originali, non lavorate, per farne vedere le origini.”

    Il curatore Salvo Nugnes ha affermato: “Brigitte lavora con ragione e passione contro l’indifferenza di questi tempi. Lei ci mette l’anima e il cuore forgiando queste pietre meravigliose. Riesce a fare cose incredibili!”

  • Mostra personale di Brigitte Cabell presso lo storico Palazzo delle Arti col critico Salvo Nugnes

    Dal 15 al 29 settembre lo storico Palazzo delle Arti di Bassano del Grappa, centro polivalente con sala convegni, sala musica, biblioteca, spazi espositivi, palestra ed altro in un edificio del 1910 con fregi dell’epoca, esporrà le splendide sculture di Brigitte Cabell, in una mostra personale curata dal critico d’arte Salvo Nugnes, curatore delle mostre del Festival di Spoleto, Biennale di Venezia, Biennale Milano e già manager di personalità dell’arte e della cultura come Sgarbi, Alberoni, Ricciarelli, Margherita Hack e altri ancora.

    Nella prima parte della sua vita, Cabell esercita la professione di cardiologo, ma, nel 2006, sceglie di iniziare a dipingere e soprattutto a scolpire in pietra. La lavorazione della pietra è una tecnica che la affascina fin da quando aveva 16 anni, memore degli esempi fiorentini di Michelangelo, Donatello e Della Robbia. Una formazione artistica poliedrica che spazia dai maestri del Rinascimento passando dal Simbolismo per arrivare all’Informale francese.

    Queste le parole del curatore Salvo Nugnes sull’artista:

    “Le primitive e affascinanti sculture di Brigitte Cabell sembrano racchiudere una storia fatta di antichità e allo stesso tempo di contemporaneità, riuscendo a personificare un’espressione artistica di eccezionale abilità e inventiva. La pietra, nella sua durezza, viene magistralmente modellata in sculture portatrici di significati enigmatici e profondi. Le sue magnifiche opere vengono così plasmate attraverso un linguaggio figurativo e astratto che esprime allegorie e simboli eterni d’incantevole bellezza.”

  • L’artista altoatesina Sigrid Plattner in mostra a Bolzano, presentata da Salvo Nugnes

    Astrid, questo il titolo della personale dell’artista Sigrid Plattner, che aprirà l’anno nuovo a Bolzano. Il vernissage, fissato per le 18 di venerdì 17 gennaio 2020, verrà presentato dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes alla Casa cultura di Laives, in via Pietralba 29. L’agente di noti personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo, del calibro di Vittorio Sgarbi, Margherita Hack e Francesco Alberoni, l’aveva infatti proposta al comitato di selezione per la mostra d’arte contemporanea internazionale Biennale Milano, tenutasi dal 10 al 14 ottobre 2019. La decisione di presenziare all’inaugurazione di Astrid per presentarla a pubblico e critica ne è stata la diretta conseguenza. In occasione dell’evento, Cesare Marchiori, al pianoforte, allieterà l’atmosfera e i visitatori con le sue note.

    Astrid, la mostra di Sigrid Plattner

    La mostra, fortemente voluta dalla pittrice, prende il nome dell’amata sorella gemella, madrina spirituale dell’esposizione. Sigrid Plattner, socia e componente del direttivo di Fidapa (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari, sez. Bolzano), vanta una collezione di circa seicento quadri, tutti dipinti in acrilico su pannelli di compensato di varie misure. Con questa personale a Laives presenta le sue emozioni attraverso i colori. Nota ai più per la serie I fiorellini, simbolo contro la violenza di genere, l’artista è entrata di diritto nel mondo dell’arte per i suoi ritratti naif dagli sfondi intensi. Come se volesse catturare l’anima e darle un colore, Sigrid va oltre le apparenze e cerca quel fuoco, quella gioia di vivere che incontra durante la fase creativa.

    Il commento di Salvo Nugnes

    Salvo Nugnes ha scritto a proposito dei ritratti esposti a Biennale Milano e che ora fanno da manifesto alla personale: «Riprendendo la vivacità della Pop Art, Sigrid Plattner rende omaggio alla memoria della sorella con Astrid, raffigurandola come se si trattasse di un’icona dell’arte stessa. Protettore dell’ispirazione, il volto della giovane viene abbracciato da colori sgargianti nella loro essenza più pura. In questo, Sigrid Plattner afferma il suo profondo legame con l’arte, dichiarando di che natura sia: gioia nella sua più ingenua manifestazione, amore e gratitudine nei confronti della propria passione e di quanti la sostengano, ironia nel ripercorrere certi modelli imprescindibili, energia creativa in azione».

    La mostra, realizzata con il sostegno dell’associazione culturale Lasecondaluna, resterà aperta fino al 24 gennaio, da martedì a sabato dalle 15 alle 19. La domenica dalle 10 alle 12. L’accesso è libero.

  • Milano Art Gallery: l’intervista all’artista Gabriella Ventavoli

    Pochi giorni ancora e Milano si tingerà di verde con il nuovo progetto dell’artista Gabriella Ventavoli. Per amore delle piante – Un mondo verde è il titolo della personale che verrà inaugurata giovedì 8 novembre alla Milano Art Gallery, nello spazio La porta Verde di via Ampère, al numero 102. Il progetto vede l’artista impegnata nell’approfondimento di tematiche ambientaliste già da diversi anni. Questa infatti è la terza mostra interamente dedicata all’amore per il nostro pianeta.

    Spinti dalla curiosità, le abbiamo fatto qualche domanda a riguardo.

     

    Signora Ventavoli, l’8 novembre sarà a Milano, alla storica Milano Art Gallery-spazio La Porta Verde, per l’inaugurazione della sua personale Per amore delle piante – Un Mondo Verde.

    Anche in questo terzo evento desidero sottolineare la parola “amore”, perché in essa è implicita, a mio avviso, l’idea di protezione: si protegge ciò che si ama, in questo caso il mondo vegetale.

    Che cosa si aspetta da questo nuovo tassello del suo longevo progetto?

    Lo stupore e l’ammirazione per l’infinita bellezza del nostro pianeta, nelle diverse forme, mi appartiene fin da quando ero una bambina, stimolata da mia madre e dal suo modo di osservare la natura, che con la sua bellezza si opponeva allora agli orrori della guerra.

    La mia speranza è che l’arte possa, unendosi ad altre prestigiose voci, contribuire a fare apprezzare i doni che la natura ci ha dato e che dimostriamo di non saper apprezzare e proteggere.

    Può affermare che si tratti di una vera e propria campagna di sensibilizzazione ambientale per via artistica?

    Mi piacerebbe molto che l’arte potesse contribuire a questa sensibilizzazione. Auspico che arte e scienza si adoperino per significare come le piante, queste creature meravigliose e intelligenti, siano indispensabili alla sopravvivenza dell’uomo.

    Si è ispirata a qualcuno in particolare quando ha pensato di intraprendere questo percorso?

    Direi di no, è un progetto che nasce dal mio particolare sentire.

    Trova questa sua forma di espressione pienamente soddisfacente e congrua con il messaggio che vuole dare?

    Credo che l’arte sia un mezzo molto potente, attraverso le immagini, per veicolare messaggi di grande significato.

    In una delle sue precedenti delucidazioni, ha affermato che in queste ultime opere ha voluto infondere il movimento. Vuole spiegarci più nel dettaglio cosa intende?

    Nelle immagini delle diverse piante rappresentate ho cercato di infondere per mezzo delle linee il senso del movimento, che già Leonardo aveva riconosciuto come “vortice a spirale”, simbolo della vita organica in natura.

    Ogni sua personale ha avuto un colore predominante. Per amore dell’acqua l’azzurro, Per amore della Terra marrone. Questa vede il trionfo del verde. A quale delle sue opere è più legata e per quale motivo?

    Il verde è simbolo e auspicio che la forza creativa della vita sia più potente della distruttività. Per quanto riguarda le mie opere, sono tutte ugualmente amate come fossero figli.

    Molti degli alberi dipinti sono da frutto. C’è una particolare ragione per questa ristretta selezione? E come si inserisce il nono telero?

    Gli alberi ci proteggono con le loro foglie verdi per mezzo della funzione clorofilliana, e anche ci nutrono con i loro frutti. Visto il numero delle opere, mi sembra una giusta percentuale.

    Amazzonia, il polmone verde della terra, ricco di biodiversità e di svariate forme di bellezza, mi ha permesso di esprimere l’elemento onirico con la  rappresentazione di questa parte del nostro pianeta per significare ciò che dobbiamo preservare per la nostra vita.

    Di questi percorsi distinti quale le ha dato maggiori soddisfazioni?

    Ogni percorso ha rappresentato per me la gioia di esprimere attraverso le immagini sentimenti ed emozioni.

    In quale invece ha incontrato più difficoltà?

    A dire il vero, il piacere di esprimermi, in ogni opera, mi ha fatto superare le eventuali difficoltà.

    In tutto questo si iscrivono la figura del direttore Salvo Nugnes e la Milano Art Gallery, con cui ormai collabora da diverso tempo. Come mai ha scelto nuovamente di esporre con loro?

    La collaborazione con il direttore Salvo Nugnes è dovuta alla sua spiccata sensibilità verso i temi che mi sono prefissa di portare avanti anche in futuro.

    La domanda sorge spontanea: il progetto continuerà oppure ne comincerà uno completamente nuovo?

    Ogni progetto nuovo non nasce senza radici.