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  • L’IT Technology per una scelta più consapevole anche in ambito medico

    Ogni anno nel mondo sono 1.000.000 i soggetti che subiscono un’amputazione agli arti inferiori. Da qui la soluzione della bolognese Neting, realizzata per Alps South LLC, multinazionale americana con sede in Florida. Si tratta di un configuratore online che in base alle condizioni cliniche del paziente, supporta il tecnico ortopedico nell’individuazione della cuffia protesica più adeguata

     

    L’IT Technology a supporto della disabilità e dei pazienti di tutto il mondo che hanno subito un’amputazione agli arti inferiori. L’innovazione proviene da Bologna e porta la firma di Neting, Full Stack Agency specializzata in progetti digitali ad alto valore aggiunto. L’agenzia guidata dal Ceo Luca Mainieri, ha infatti realizzato un configuratore online che consente di individuare, in base alle caratteristiche specifiche di ogni paziente, la cuffia protesica più idonea alle sue specifiche esigenze. Destinataria della soluzione, denominata Choose your liner, è Alps South LLC, azienda americana produttrice di dispositivi medici dal 1989, realtà apprezzata dalla comunità scientifica internazionale e che a oggi vanta oltre 60 brevetti, una presenza capillare in tutto il mondo con oltre 120 distributori e 5 filiali, di cui una in Italia con una sede proprio a Bologna.

    Le ricerche dell’ufficio marketing di Alps South LLC tratteggiano un mercato vasto e importante per quanta riguarda le soluzioni dedicate ai soggetti interessati da un’amputazione agli arti inferiori. Ogni anno nel mondo i pazienti che sono costretti a subire questa tipologia d’’intervento sono tra i 750.000 e 1.000.000. Solo negli Stati Uniti sono 425.000, anche se il numero più alto proviene dall’Unione Europea con 580.000 casi di cui 75.000 solo in Italia. In questi termini il configuratore che ha esordito lo scorso giugno sul sito della multinazionale si pone come un supporto d’impatto globale, uno strumento prezioso per tutti i professionisti del settore ortopedico chiamati ad accompagnare il paziente amputato nell’individuazione del dispositivo protesico più adeguato. Una scelta delicata e che impatta sempre in maniera radicale nel percorso di riabilitazione e di conseguenza nella vita del soggetto.

    Il ripristino della mobilità e della libertà di movimento si inseriscono in un quadro di salute generale che comprende tanto l’aspetto fisico quanto quello psicologico. Ridurre le possibilità di errore e restringere il campo di scelta è fondamentale. Choose your liner consente di farlo, orientando l’utente all’interno del vasto catalogo dell’azienda sulla base di parametri specifici. Le variabili prese in considerazione sono diverse. Si va dal livello di amputazione, transtibiale e transfemorale, alla lunghezza dell’arto residuo; dal livello di attività fisica alle forme degli arti residui fino agli aspetti clinici che possono comprendere: diabete, pelle delicata, sudorazione abbondante, variazione di volume giornaliera. Così, una volta selezionate le singole voci, il configuratore porta l’utente a scoprire i prodotti più adeguati alla sua situazione.

    Il configuratore è stato tradotto in 12 lingue, a cui si aggiunge una versione specifica studiata per il Giappone che presenta prodotti e combinazioni leggermente diverse dal resto del mondo. Inoltre, l’installazione sul server privato del cliente e lo sviluppo di connettori plugin consente a tutti i rivenditori del mondo d’includere il configuratore all’interno del loro sito. In questo modo il cliente opera da un unico punto ed è in grado di aggiornare in tempo reale tutti i configuratori installati aggiungendo prodotti, variando le combinazioni di ricerca e cambiando le immagini. Con la stessa logica è stata sviluppata un App sia per iOS/Android scaricabile sui principali negozi online: Apple store / Google Play Store e Huawey Store. Al momento, tra visite alla web-app e download della mobile-app, sono circa 6.000 gli utilizzatori di Choose your liner che nel panorama di soluzioni similari si afferma e si distingue sulla base di una logica customizzata che parte dalle condizioni cliniche del paziente e dal suo specifico stile di vita per individuare il supporto protesico più adeguato al ripristino della mobilità.

    Questo progetto ci ha permesso di portare la nostra esperienza e le nostre conoscenze tecnologiche – commenta Luca Mainieri, CEO di Neting – a sostenere non solo un’impresa, ma un pubblico che grazie ai benefici dell’ IT Technology può significativamente migliorare la propria condizione. Ha per noi un valore aggiunto che a livello umano e professionale conferma la nostra convinzione che le nuove tecnologie possano contribuire sensibilmente a migliorare la qualità della vita del singolo individuo e della società intera nel suo complesso”.

     

    Neting Srl è una web agency tra le più dinamiche e innovative nel panorama nazionale, specializzata nella progettazione di esperienze digitali e identità visive ad alto valore aggiunto, progettate per rispondere alle esigenze del mercato e alle aspettative del consumatore. Tra le principali soluzioni create dall’azienda spicca WeVid, prima piattaforma di videoconferenze totalmente made in Italy.

  • Mobilità: 6 italiani su 10 hanno adottato un approccio più sostenibile nell’anno del Covid

    A causa di lockdown, smart working e didattica a distanza, gli spostamenti dei cittadini si sono ridotti drasticamente nel 2020, ma al netto delle limitazioni legate alla pandemia, quasi 6 italiani su 10, pari a circa 26,6 milioni di individui, dichiarano di aver cambiato, se non del tutto almeno in parte, le proprie abitudini in termini di mobilità adottando un approccio più sostenibile per l’ambiente. È questo uno dei dati emersi dalla seconda edizione dell’indagine sui comportamenti ecosostenibili degli italiani condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat e realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta*.

    Chi ha cambiato le proprie abitudini

    Quali le scelte di mobilità sostenibile adottate dagli italiani nel 2020? Quasi 1 rispondente su 3 ha dichiarato di aver ridotto l’uso dell’auto favorendo, ad esempio, gli spostamenti a piedi. Non è dato sapere se dietro a questa scelta, fatta soprattutto dai rispondenti con età compresa tra i 18 e i 25 anni (37,4%) e tra i 55 e i 64 anni (38,2%) vi sia la volontà di sfruttare i momenti di libertà per fare una passeggiata, fatto sta che questo comportamento è stato adottato da circa 14,3 milioni di italiani. Circa 1 rispondente su 4 invece, ha dichiarato di aver ridotto l’uso di un mezzo a motore usando, quando possibile, una bicicletta.

    Buone notizie anche riguardo al parco auto e moto circolante in Italia visto che, secondo quanto emerso dall’indagine di Facile.it, il 15,7% dei rispondenti, pari a 6,9 milioni di individui, ha scelto di sostituire il proprio veicolo a motore, sia esso a due o quattro ruote, con uno meno inquinante, mentre il 6,3% dei rispondenti ha ridotto l’uso del proprio mezzo affidandosi a servizi di sharing.

    Forse grazie anche ai contributi statali dedicati, tante persone si sono spostate in monopattino; il 5% dei rispondenti, pari a circa 2,4 milioni di italiani, ha dichiarato di averlo utilizzato, quando possibile, come alternativa all’automobile. Un interesse crescente quello verso i monopattini che, secondo i dati dell’indagine, si sta diffondendo anche nelle regioni del Sud e nelle Isole, dove la percentuale di chi ha scelto questo mezzo per muoversi arriva al 6,6%.

    Chi non ha fatto nulla

    Se da un lato sono davvero tanti gli italiani che hanno messo in atto comportamenti più sostenibili rispetto al passato, dall’altro c’è anche chi, al netto delle limitazioni imposte dalla pandemia, ammette candidamente di non aver fatto alcunché per cambiare le proprie abitudini in termini di mobilità; si tratta di poco meno del 23% del campione intervistato (22,9%), pari a circa 10 milioni di individui.

    Analizzando i dati a livello territoriale emerge che i meno avvezzi al cambiamento sono risultati essere i residenti nelle regioni del Centro Italia, dove la percentuale di chi non ha fatto alcunché arriva al 28,9%; guardando le fasce anagrafiche, invece, la percentuale di chi non ha cambiato le proprie abitudini arriva al 27,8% tra i rispondenti con età compresa tra i 35 e i 44 anni.

     

    Nota metodologica: l’indagine è stata svolta il 15 ed il 16 febbraio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.005 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

  • Scuola: in Puglia quasi 126.000 alunni cambieranno mezzo di trasporto

    Paura del Covid, orari di ingresso scaglionati, mezzi pubblici con capacità ridotta: ad un giorno dall’inizio della scuola in Puglia, la mobilità degli studenti rimane uno dei nodi più critici e molte famiglie pugliesi dovranno ripensare il modo in cui portare i figli a scuola. Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp research e Norstat, realizzata su un campione rappresentativo* di famiglie italiane con figli dai 2 ai 18 anni, quest’anno in Puglia più di 1 alunno su 5, pari a circa 126.000 bambini e ragazzi (21,1%) cambierà, del tutto o in parte, mezzo di trasporto per il tragitto casa-scuola.

    Come si sposteranno gli alunni pugliesi

    Guardando ai dati relativi alla Puglia emerge che, per paura del Covid in primis, ma anche per praticità o mancanza di alternative, quasi 7 alunni su 10 (68,4%), pari a circa 409.000 bambini e ragazzi, raggiungeranno la scuola in auto o moto. Il dato è ancor più significativo se si considera che lo scorso anno, ad usare questo tipo di mezzo, era solo il 53,2% degli scolari.

    Se, da un lato, aumentano coloro che opteranno per un mezzo privato, con inevitabili conseguenze sul traffico cittadino e sull’inquinamento dell’aria, dall’altro rimane marginale l’uso dei mezzi pubblici; solo il  3,8% degli studenti ha intenzione di muoversi in autobus o tram, contro una media nazionale pari al 15%; ad incidere sul dato, probabilmente, un servizio pubblico non sempre efficiente o, più in generale, una minore fiducia da parte delle famiglie.

    Ancor meno, il 3,5%, gli alunni pugliesi che useranno treno o metropolitana, mentre coloro che si affideranno a servizi quali lo scuolabus saranno il 5,3%, percentuale in lieve aumento rispetto allo scorso anno.

    Importante anche la percentuale di ragazzi che hanno scelto di spostarsi a piedi; lo faranno il 40,6% degli studenti, pari a circa 243.000 individui.

    Perché si cambia: paura del Covid

    Se si guarda alle famiglie pugliesi che cambieranno modalità di trasporto, la ragione principale risulta essere la paura del Covid; più di 2 intervistati su 3 (64%) hanno dichiarato che sceglieranno un altro mezzo di trasporto proprio per evitare di esporre i figli ad un possibile rischio contagio.  Il 32%, invece, ha scelto di rivedere le modalità di spostamento per il nuovo orario di ingresso scaglionato adottato dall’istituto scolastico.

    Il tragitto casa-scuola preoccupa però anche i pugliesi che non cambieranno mezzo di trasporto; il 67% delle famiglie intervistate ha comunque dichiarato di essere in apprensione per il percorso.

     

     

    * Metodologia: n. 1.010 interviste CAWI con un campione rappresentativo di individui aventi figli in età scolare (da 2 a 18 anni) sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 3 ed il 4 settembre 2020.

     

  • Scuola: in Lombardia 375.000 alunni cambieranno mezzo di trasporto

    Paura del Covid, orari di ingresso scaglionati, mezzi pubblici con capacità ridotta: la campanella è già suonata in Lombardia, ma la mobilità degli studenti rimane uno dei nodi più critici e molte famiglie lombarde dovranno ripensare il modo in cui portare i figli a scuola. Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp research e Norstat, realizzata su un campione rappresentativo* di famiglie italiane con figli dai 2 ai 18 anni, quest’anno in Lombardia più di 1 alunno su 4, pari a circa 375.000 bambini e ragazzi (26,8%) cambierà, del tutto o in parte, mezzo di trasporto per il tragitto casa-scuola.

    Come si sposteranno gli alunni lombardi

    Guardando ai dati relativi alla Lombardia emerge che, se fra chi cambierà mezzo di trasporto il 40% ha dichiarato di farlo per paura del Covid, a livello generale, forse anche per praticità o mancanza di alternative, più di 4 alunni su 10 (44,4%), pari ad oltre 625.000 bambini e ragazzi, raggiungeranno la scuola in auto, moto o scooter. Un valore in aumento rispetto allo scorso anno, quando questi mezzi erano usati dal 40,1% degli scolari.

    Se, da un lato, aumentano coloro che opteranno per un mezzo privato, con inevitabili conseguenze sul traffico cittadino e sull’inquinamento dell’aria, dall’altro diminuisce lievemente l’uso del trasporto pubblico. Gli alunni che hanno intenzione di utilizzare autobus o tram alla ripartenza delle lezioni sono il 19,7%, erano il 21,1% lo scorso anno. La percentuale, nonostante il calo, rimane comunque significativamente superiore a quella nazionale (15%), probabilmente perché nella regione il trasporto pubblico è più efficiente rispetto ad altre aree del Paese e, anche, perché i cittadini, evidentemente, ripongono maggiore fiducia in questo servizio.

    Il 5% si sposterà in metropolitana o in treno; gli alunni che si affideranno a servizi quali lo scuolabus saranno il 7%, valore in lieve calo rispetto allo scorso anno, quando la percentuale era pari a 7,7%.

    Importante anche la percentuale di ragazzi che hanno scelto di recarsi a scuola a piedi; lo faranno il 31% degli studenti, pari a circa 430.000 individui.

     

    Perché si cambia: paura del Covid

    Se si guarda alle famiglie lombarde che cambieranno modalità di trasporto, la ragione principale risulta essere la paura del Covid; il 40% dei nuclei intervistati ha dichiarato che sceglierà un altro mezzo di trasporto proprio per evitare di esporre i figli ad un possibile rischio contagio.

    La paura del contagio batte solo di poco un’altra problematica molto sentita dalle famiglie lombarde: il 37% ha ammesso che cambierà mezzo a causa dell’orario di ingresso scaglionato adottato dalla scuola.

    Il 24%, infine, ha scelto di rivedere le modalità di trasporto per motivi organizzativi interni alla famiglia.

    Il tragitto casa-scuola preoccupa però anche i lombardi che non cambieranno mezzo di trasporto; più di 6 famiglie su 10 (61%), hanno comunque dichiarato di essere in apprensione per il percorso.



     

    * Metodologia: n. 1.010 interviste CAWI con un campione rappresentativo di individui aventi figli in età scolare (da 2 a 18 anni) sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 3 ed il 4 settembre 2020.

  • Scuola: in Sicilia 230.000 alunni cambieranno mezzo di trasporto

    Paura del Covid, orari di ingresso scaglionati, mezzi pubblici con capacità ridotta: la campanella è già suonata in molte scuole, ma la mobilità degli studenti rimane uno dei nodi più critici e molte famiglie siciliane dovranno ripensare il modo in cui portare i figli a scuola. Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp research e Norstat, realizzata su un campione rappresentativo* di famiglie italiane con figli dai 2 ai 18 anni, quest’anno in Sicilia quasi 1 alunno su 3, pari a circa 230.000  bambini e ragazzi (30,6%) cambierà, del tutto o in parte, mezzo di trasporto per il tragitto casa-scuola.

    Come si sposteranno gli alunni siciliani

    Guardando ai dati relativi alla Sicilia emerge che, se fra chi cambierà mezzo di trasporto il 58% ha dichiarato di farlo per paura del Covid, a livello generale, forse anche per praticità o mancanza di alternative, più di 7 alunni su 10 (70,2%), pari a circa 530.000 bambini e ragazzi, raggiungeranno la scuola in auto, moto o scooter. Il dato è ancor più significativo se si considera che lo scorso anno, ad usare questi mezzi, era il 62,9% degli scolari.

    Se, da un lato, aumentano coloro che opteranno per un mezzo privato, dall’altro, a farne le spese, oltre al traffico cittadino e all’inquinamento dell’aria, sarà il trasporto pubblico. Diminuisce il numero di alunni siciliani che hanno intenzione di utilizzare autobus o tram; alla ripartenza delle lezioni lo farà l’8,9%, erano il 12,9% lo scorso anno. La percentuale di chi si affiderà al trasporto pubblico risulta nettamente inferiore a quella nazionale (15%); ad incidere sul dato, probabilmente, un servizio pubblico non sempre efficiente e, più in generale, una minore fiducia da parte delle famiglie.

    E se il 2% si sposterà in treno o metro, gli alunni che si affideranno a servizi quali lo scuolabus saranno il 2,4%, percentuale in netto calo rispetto a quella dello scorso anno (7,3%).

    Buona notizia, invece, l’aumento, seppur lieve, di coloro che hanno scelto di spostarsi a piedi; lo faranno il 27,4% degli studenti, pari a circa 207.000 alunni; erano il 26,6%, lo scorso anno.

    Perché si cambia: paura del Covid

    Se si guarda alle famiglie siciliane che cambieranno modalità di trasporto, la ragione principale risulta essere la paura del Covid; il 58% dei nuclei intervistati ha dichiarato che sceglierà un altro mezzo di trasporto proprio per evitare di esporre i figli ad un possibile rischio contagio.

    La paura del contagio batte un’altra problematica sentita dalle famiglie siciliane: il 29% ha ammesso che cambierà mezzo a causa dell’orario di ingresso scaglionato adottato dalla scuola.

    Il 24%, infine, ha scelto di rivedere le modalità di trasporto per motivi organizzativi interni alla famiglia.

    Il tragitto casa-scuola preoccupa però anche i siciliani che non cambieranno mezzo di trasporto; quasi 7 famiglie su 10 (68%), hanno comunque dichiarato di essere in apprensione per il percorso.

     

     

     

     

    * Metodologia: n. 1.010 interviste CAWI con un campione rappresentativo di individui aventi figli in età scolare (da 2 a 18 anni) sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 3 ed il 4 settembre 2020.

  • Scuola: nel Lazio 240.000 alunni cambieranno mezzo di trasporto

    Paura del Covid, orari di ingresso scaglionati, mezzi pubblici con capacità ridotta: a pochi giorni dall’inizio della scuola, la mobilità degli studenti rimane uno dei nodi più critici e molte famiglie laziali dovranno ripensare il modo in cui portare i figli a scuola. Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp research e Norstat, realizzata su un campione rappresentativo* di famiglie italiane con figli dai 2 ai 18 anni, quest’anno nel Lazio quasi 1 alunno su 3, pari a circa 240.000 bambini e ragazzi (28,9%) cambierà, del tutto o in parte, mezzo di trasporto per il tragitto casa-scuola.

    Come si sposteranno gli alunni laziali

    Guardando ai dati relativi al Lazio emerge che, se fra chi cambierà mezzo di trasporto il 57% ha dichiarato di farlo per paura del Covid, a livello generale, forse anche per praticità o mancanza di alternative, più di 1 alunni su 2 (55,4%), pari a poco meno di 460.000 bambini e ragazzi, raggiungeranno la scuola in auto, moto o scooter. Il dato è ancor più significativo se si considera che lo scorso anno, ad usare questo tipo di mezzo era il 49,6% degli scolari.

    Molti meno gli alunni che si affideranno al trasporto pubblico; il 13,2% utilizzerà autobus o tram, mentre il 3,3% si sposterà in metropolitana o in treno. Poco meno del 6%, invece, si affiderà a servizi quali lo scuolabus.

    Importante, seppur in lieve calo, la percentuale di chi ha scelto di spostarsi a piedi; lo farà il 35,5% degli studenti del Lazio, pari a circa 295.000 ragazzi, erano il 36,4% lo scorso anno.

    Perché si cambia: paura del Covid

    Se si guarda alle famiglie laziali che cambieranno modalità di trasporto, la ragione principale risulta essere la paura del Covid; ben il 57% dei nuclei intervistati ha dichiarato che sceglierà un altro mezzo proprio per evitare di esporre i figli ad un possibile rischio contagio.

    Ma non mancano i problemi di natura logistica: il 31% ha ammesso che cambierà mezzo a causa dell’orario di ingresso scaglionato adottato dalla scuola.

    Il 29%, infine, ha scelto di rivedere le modalità di trasporto per motivi organizzativi interni alla famiglia.

    Il tragitto casa-scuola preoccupa però anche le famiglie laziali che non cambieranno mezzo di trasporto; più di 6 genitori su 10 (64%) hanno comunque dichiarato di essere in apprensione per il percorso.

     

     

     

     

    * Metodologia: n. 1.010 interviste CAWI con un campione rappresentativo di individui aventi figli in età scolare (da 2 a 18 anni) sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 3 ed il 4 settembre 2020.

  • Scuola: in Piemonte 157.000 alunni cambieranno mezzo di trasporto

    Paura del Covid, orari di ingresso scaglionati, mezzi pubblici con capacità ridotta: a pochi giorni dall’inizio della scuola, la mobilità degli studenti rimane uno dei nodi più critici e molte famiglie piemontesi dovranno ripensare il modo in cui portare i figli a scuola. Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp research e Norstat, realizzata su un campione rappresentativo* di famiglie italiane con figli dai 2 ai 18 anni, quest’anno in Piemonte più di 1 alunno su 4, pari a circa 157.000 bambini e ragazzi (27%) cambierà, del tutto o in parte, mezzo di trasporto per il tragitto casa-scuola.

    Come si sposteranno gli alunni piemontesi

    Guardando ai dati relativi al Piemonte emerge che, se fra chi cambierà mezzo di trasporto il 61% ha dichiarato di farlo per paura del Covid, a livello generale, forse anche per praticità o mancanza di alternative, più di 1 alunno su 2 (53,3%), pari a circa 310.000 bambini e ragazzi, raggiungeranno la scuola in auto, moto o scooter. Il dato è ancor più significativo se si considera che lo scorso anno, ad usare questo tipo di mezzo era il 45,9% degli scolari.

    Se, da un lato, aumentano coloro che opteranno per un mezzo privato, dall’altro, a farne le spese, oltre al traffico cittadino e all’inquinamento dell’aria, sarà il trasporto pubblico. Diminuisce il numero di alunni piemontesi che hanno intenzione di utilizzare autobus o tram; alla ripartenza delle lezioni lo farà solo il 16,4%, erano il 19,7% lo scorso anno.

    Rimaste stabile la quota di alunni che si affideranno a servizi quali lo scuolabus (4,9%).

    Buona notizia, invece, l’aumento di coloro che hanno scelto di spostarsi a piedi; lo farà il 40,2% degli studenti, pari ad oltre 230.000 ragazzi; era il 36,9% lo scorso anno.

    Perché si cambia: paura del Covid

    Se si guarda alle famiglie piemontesi che cambieranno modalità di trasporto, la ragione principale risulta essere la paura del Covid; il 61% dei nuclei intervistati ha dichiarato che sceglierà un altro mezzo di trasporto proprio per evitare di esporre i figli ad un possibile rischio contagio.

    La paura del contagio stacca nettamente altre due ragioni che, seppur marginalmente, condizioneranno alcune famiglie piemontesi: il 18% ha ammesso che cambierà mezzo a causa dell’orario di ingresso scaglionato adottato dalla scuola e altrettanti hanno dichiarato di cambiare per motivi organizzativi interni alla famiglia.

    Il tragitto casa-scuola preoccupa però anche i piemontesi che non cambieranno mezzo di trasporto; più di 6 famiglie su 10 (62%), hanno comunque dichiarato di essere in apprensione per il percorso.

     

     

     

     

    * Metodologia: n. 1.010 interviste CAWI con un campione rappresentativo di individui aventi figli in età scolare (da 2 a 18 anni) sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 3 ed il 4 settembre 2020.

  • Scuola: 2,5 milioni di alunni cambieranno mezzo di trasporto

    Paura del Covid, orari di ingresso scaglionati, mezzi pubblici con capacità ridotta: a pochi giorni dall’inizio della scuola, la mobilità degli studenti rimane uno dei nodi più critici e le oggettive difficoltà organizzative costringeranno milioni di famiglie a ripensare il modo in cui portare i figli a scuola. Un cambiamento radicale fotografato dall’indagine commissionata da Facile.it a mUp research e Norstat, realizzata su un campione rappresentativo* di famiglie italiane con figli dai 2 ai 18 anni, dalla quale emerge che quest’anno quasi 1 alunno su 3, pari a circa 2,5 milioni di bambini e ragazzi (29,8%) cambierà, del tutto o in parte, mezzo di trasporto per il tragitto casa-scuola.

    Aumenta il trasporto privato, diminuisce l’uso di mezzi pubblici

    Se fra chi cambierà mezzo di trasporto il 50% ha dichiarato di farlo per paura del Covid, a livello generale, forse anche per praticità o mancanza di alternative, faranno comunque ricorso all’uso di un mezzo proprio 6 alunni su 10 (57%), pari a circa 4.820.000 di bambini e ragazzi, che quest’anno raggiungeranno la scuola in auto o moto. Il dato è ancor più significativo se si considera che lo scorso anno, ad usare questo tipo di mezzo era il 50,2% degli scolari.

    A fare le spese di questo cambiamento, oltre al traffico cittadino e all’inquinamento dell’aria, sarà il trasporto pubblico. Cala il numero di alunni che hanno intenzione di utilizzare autobus o tram; alla ripartenza delle lezioni lo farà solo il 14,9%, erano il 16,7% lo scorso anno.

    Ancora meno, circa il 2%, quelli che sceglieranno la metropolitana o il treno. In diminuzione anche il numero di alunni che utilizzeranno servizi quali lo scuolabus; il 5,2%, degli alunni quest’anno, mentre lo scorso anno erano il 7,6%

    In leggero aumento coloro che hanno scelto di recarsi a scuola a piedi; lo faranno il 31,7% degli studenti, pari a quasi 2,7 milioni di ragazzi, erano il 31,1%, lo scorso anno.

    Il cambio di abitudini riguarderà, in particolare, i ragazzi iscritti alla scuola secondaria, sia di primo grado (il 35,8% degli studenti cambierà il modo di coprire il tragitto casa/scuola), sia di secondo grado (43,4%).

    A spingere per il cambiamento saranno soprattutto le mamme (30,5%) e i genitori residenti nel Centro Italia (33,4%).

    Quasi 1 milione di famiglie cambierà mezzo per paura del Covid

    Secondo le dichiarazioni raccolte, la ragione principale per cui molte famiglie cambieranno modalità di trasporto è proprio la paura del Covid; tra gli intervistati che modificheranno le loro abitudini di trasporto, 1 su 2 (50%), pari a circa 875mila nuclei, ha preso questa scelta per evitare di esporre i figli ad un possibile rischio contagio. Ad essere più preoccupati della malattia sono i genitori residenti al Sud e nelle Isole, dove la percentuale arriva al 55,9%.

    Per oltre mezzo milione di famiglie (30,1% del campione intervistato), invece, la ragione del cambiamento è legata all’orario di ingresso scaglionato adottato dalla scuola, mentre il 24,1% ha scelto di rivedere le modalità di trasporto per motivi organizzativi interni al nucleo.

    2 famiglie su 3 preoccupate per la mobilità

    La preoccupazione per il tragitto casa-scuola è condivisa anche da chi non cambierà mezzo di trasporto; tra le famiglie alle prese con il ritorno sui banchi, 2 su 3, pari a 3,5 milioni di nuclei, hanno dichiarato di essere in apprensione (66,2%) per il percorso.

    Ad essere più preoccupate, ancora una volta, risultano essere le mamme (67,6% vs il 64,4% rilevato tra i papà), ma anche i genitori con età compresa tra i 55 e i 64 anni, tra i quali la percentuale di chi ha dichiarato di essere spaventato arriva addirittura all’80,3%.

    Ad essere più preoccupati sono i genitori dei ragazzi che frequentano la scuola secondaria di primo grado (72,7%) e di secondo grado (78,2%), quelle dove solitamente i ragazzi si recano da soli e dove, nel tragitto casa-scuola, i genitori non possono vigilare sul rispetto delle misure di contenimento del contagio.

    Guardando alle risposte su base territoriale emerge che l’inquietudine è diffusa in tutto il Paese in modo abbastanza omogeneo, anche se spicca un dato: le famiglie più preoccupate per il tragitto casa-scuola dei figli risultano essere quelle residenti al Sud e nelle Isole, dove la percentuale raggiunge il 70,5%. A pesare maggiormente su questi rispondenti potrebbe essere stato, da un lato, un trasporto pubblico non sempre efficiente e la presenza di distanze lunghe da percorre per raggiungere la scuola, dall’altro la nascita di nuovi focolai che nelle ultime settimane, almeno mediaticamente, hanno coinvolto maggiormente alcune aree del Meridione.

     

     

     

     

    * Metodologia: n. 1.010 interviste CAWI con un campione rappresentativo di individui aventi figli in età scolare (da 2 a 18 anni) sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 3 ed il 4 settembre 2020.

     

  • Mobilità: 2,5 milioni di italiani vogliono il monopattino elettrico

    I monopattini elettrici sono di sicuro uno dei mezzi destinati a rivoluzionare la mobilità cittadina, ma quanti pensano di convertirsi a questo particolare tipo di due ruote e, fra chi già lo usa, quali sono le abitudini più comuni? Per dare risposta a queste e altre domande Facile.it ha commissionato all’istituto di ricerca mUp Research in collaborazione con Norstat* un’indagine ad hoc, ecco cosa è emerso.

    A chi piace e a chi no

    A dichiarare di possedere già un monopattino elettrico sono stati il 2,7% degli intervistati, pari a poco meno di 800.000 italiani. La percentuale sale notevolmente nella fascia 35-44 anni (5,5%) e fra i residenti in Centro Italia e nel Nord Est (4,2%). Sembrano non essere contagiati dal fascino del monopattino, sia esso elettrico o tradizionale, i rispondenti con età pari o superiore ai 45 anni.

    Discorso diverso, e chiaramente pesantemente influenzato dalla disponibilità del mezzo nella propria città di residenza, per chi usa il monopattino elettrico, ma solo a noleggio. Si tratta di poco meno di 400.000 individui, ma la percentuale sale notevolmente se si guarda al solo campione maschile (1,3% vs 0,5% delle donne), a chi ha un’età compresa fra i 25 ed i 34 anni (3% vs una media nazionale dello 0,9%) e a chi risiede nel Centro Italia (2,6%)

    Chi pensa di comprarlo

    Probabilmente per la spinta che il Covid ha dato alla ricerca di mezzi alternativi che consentano di spostarsi senza ricorrere ad affollati tram o metropolitane, molti stanno valutando di acquistare un monopattino elettrico. A dirlo sono stati oltre 2,5 milioni di italiani, ovvero il triplo di quelli che già lo possiedono oggi.

    A considerare seriamente l’acquisto del mezzo sono risultati soprattutto gli uomini (7,3% vs 6,2% delle donne), chi ha un’età compresa fra i 18 ed i 24 anni (14,7% vs una media nazionale del 6,7%) e chi risiede nel Meridione (8%).

    Come lo usa chi già lo ha

    Il fenomeno dei monopattini elettrici è tutto sommato abbastanza recente e, come è ovvio, tanto le nostre città quanto le norme del codice della strada, si stanno adeguando poco per volta; ma chi già lo possiede, come lo usa?

    Secondo le risposte date dagli intervistati, l’utilizzo principale sembra ancora quello legato al tempo libero, ma già 350.000 persone se ne servono per andare al lavoro ed è facile ipotizzare che questa cifra crescerà notevolmente una volta che si ridurrà il numero di chi fa smart working.

    Purtroppo, uno dei problemi storici delle strade urbane italiane è la mancanza di corsie dedicate ai mezzi leggeri e, quindi, alla domanda: Normalmente quando ti muovi in città, se devi percorrere un tragitto sprovvisto di piste ciclabili o corsie dedicate, dove utilizzi il monopattino?  il 52,7% degli intervistati dichiara di usare il monopattino elettrico sul marciapiede o nelle aree pedonali, percentuale che scende appena (50,4%, equivalenti a poco meno di 1,2 milioni di individui) se la domanda indaga invece l’utilizzo abituale del mezzo.

    Una netta differenza, in assenza di ciclabili, la si vede fra le risposte date dagli uomini e dalle donne; rispetto alle seconde i primi usano meno il monopattino elettrico su marciapiedi o aree pedonali (50,6% vs 54,3%), mentre molto più spesso decidono di circolare con il mezzo sulla carreggiata assieme agli altri veicoli (46,9% vs 18,9%).

    Insomma, di sicuro gli italiani stanno guardando con sempre crescente attenzione a questo mezzo e infrastrutture ed elementi imprescindibili alla circolazione su strada non potranno che adeguarsi, e in fretta, a partire dall’assicurazione.

    «Dal punto di vista normativo i monopattini elettrici sono equiparati alle biciclette, pertanto non vi è l’obbligo di sottoscrivere una copertura assicurativa; nonostante questo, però, il consiglio è di valutare l’ipotesi di tutelarsi con una polizza, soprattutto se si utilizza il mezzo quotidianamente» spiegano gli esperti di Facile.it. «Il mercato assicurativo ha già messo a punto i primi prodotti specifici per i conducenti di monopattini elettrici; si tratta di coperture che tutelano l’assicurato sia in caso di danni arrecati a terzi, sia in caso di infortuni subiti durante l’uso del mezzo. In alternativa, si può optare per una tradizionale polizza capofamiglia, ma in questo caso la copertura è limitata alla sola responsabilità civile verso terzi; se si opta per questa soluzione, il consiglio è di verificare che non vi siano esclusioni specifiche per l’uso di monopattini».

    * Metodologia: n. 1.009 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta a luglio 2020.

  • La mobilità sostenibile viaggia su due ruote. Verso un futuro green con E-Bike Travel

    Parte dalla regione italiana più attenta alla smart mobility l’interessante iniziativa finalizzata a diffondere sul territorio nazionale la cultura della bicicletta elettrica.

    Imbottigliati nel traffico, ogni giorno, spesso per percorrere i pochi, ripetitivi chilometri che ci separano dai nostri luoghi di lavoro, dalle case dei nostri cari, dai centri commerciali. Trascorriamo così gran parte della nostra vita quotidiana, convinti, o meglio dando per scontato, che l’automobile sia un mezzo indispensabile, l’unico in grado di condurci verso la soddisfazione dei nostri bisogni risparmiando tempo e senza fare fatica. Spostarsi grazie a un motore è, sicuramente, la scelta più facile, ma all’alba del 2020 occorre interrogarsi su quale sia il prezzo da pagare: non soltanto per il costo del carburante ma, soprattutto, per lo stato di salute, quello della Terra che ci ospita e il nostro.

    Una valida alternativa esiste e, fortunatamente, rappresenta una realtà in crescita e sempre più apprezzata: la mobilità elettrica, in particolare quella sulle due ruote. Tra auto ibride e car sharing come palliativi alle sofferenze di un pianeta avvelenato dalle comodità dei suoi stessi abitanti, l’e-bike si pone come una soluzione intelligente ed ecostenibile per una mobilità amica dell’ambiente. Evoluzione della tradizionale bicicletta, consente a chiunque – sportivi e non, giovani e meno giovani – di ottimizzare i propri tragitti abituali eliminando lo stress di code e l’emissione di CO2, e regalandosi, al tempo stesso, preziosi attimi all’aria aperta, nonché il miglioramento della propria forma fisica.

    Proprio per favorire la diffusione di un mezzo di trasporto che implica un radicale cambio di mentalità, nel cuore delle terre italiane più attente alla smart mobility, è nata l’iniziativa, promossa da un’azienda di Modena, volta a diffondere sul territorio nazionale la cultura della bicicletta elettrica attraverso la presenza di negozi a marchio E-Bike Travel. L’intento, ben lontano dal fomentare utopistiche posizioni “eco-fanatiche”, è quello di invitare le persone comuni a dare una svolta green alla propria quotidianità, provando un’esperienza di mobilità che permetta di vivere gli spostamenti in maniera totalmente diversa, come dimensione psicologica, naturale e sociale con un sorprendente effetto riconciliante, con se stessi e con il mondo circostante.

    In quest’ottica il progetto di E-Bike Travel si concretizza  in un ventaglio di servizi che vanno oltre la semplice vendita di biciclette elettriche: noleggio e organizzazione di tour cicloturistici guidati mirano ad avvicinare un target ampio e non specializzato all’utilizzo di un mezzo capace di accompagnarci verso un futuro green. Dalle campagne alle città, dallo svago in vacanza alle incombenze della routine urbana, con l’e-bike è possibile muoversi in maniera agile e rilassante praticamente dappertutto.

    Se innegabili sono i problemi infrastrutturali e la scarsa sicurezza che caratterizzano le strade del nostro Paese, è altrettanto evidente che le rivoluzioni nascono da movimenti volti a sovvertire lo status quo. Come il movimento, silenzioso e a impatto zero, supportato da E-Bike Travel, che guarda all’esempio virtuoso delle città del Nord Europa, con la prospettiva – oggi sempre più realistica – di promuovere l’investimento nella realizzazione di piste ciclabili anche sul nostro territorio.

     

    ebiketravel.it

     

  • Green Mobility Solutions per la IX edizione de “I Maestri del Paesaggio” con Lozza e Base ALD

    “Green Mobility Solutions” è il nome dello spazio dedicato a Base ALD Bergamo e Lozza S.p.A., all’interno della IX edizione di “Landscape Festival – I Maestri del Paesaggio”, la manifestazione organizzata dal Comune di Bergamo e dall’associazione Arketipos dedicata a natura, paesaggio e design al via da oggi a Bergamo e in programma fino al 22 settembre 2019.

    Nei 18 giorni di manifestazione Lozza S.p.A. e Base ALD Bergamo esporrà in Bergamo Alta, nella splendida cornice di Passaggio di Torre d’Alberto, tra Colle Aperto e Piazza della Cittadella, 4 automobili ibride ed elettriche, sia modelli di top gamma sia quelli accessibili a tutte le tasche, per fare cultura e alimentare la curiosità sul mondo dell’elettrico e su tutte le novità del panorama automobilistico.

    Non solo, un modello Renault Zoe del servizio Muoviti Controcorrente – Car Sharing Bergamo by Lozza, presentato qualche mese fa e nato grazie alle sinergie realizzate tra Lozza Spa, ALD Automotive, e Comune di Bergamo, è macchina ufficiale de “I Maestri del Paesaggio” e durante il periodo della manifestazione sarà a disposizione dell’organizzazione per gli spostamenti degli ospiti e per ogni necessità organizzativa. Inoltre, proprio davanti all’ingresso della sede di Sant’Agostino dell’Università degli Studi di Bergamo, che ospiterà alcuni degli appuntamenti dell’International Meeting of the Landscape and Garden 2019 con alcuni tra i più importanti esponenti del landscaping del mondo, è presente uno stallo del servizio di car-sharing a disposizione di turisti e cittadini per vivere in modo nuovo e sostenibile la città di Bergamo.

    La mobilità si sta evolvendo e insieme a lei il modo di viverla, qualsiasi siano le esigenze, familiari o professionali. Base ALD Bergamo e Lozza S.p.A. abbracciano il messaggio della manifestazione green mettendo l’ambiente e la mobilità sostenibile al centro della loro missione e cercando sempre nuove soluzioni che abbiano un impatto positivo sulla società e sul territorio.

    Presso lo spazio espositivo in Passaggio di Torre d’Alberto, sarà possibile chiedere maggiori informazioni e prenotare un test drive. Ad accogliervi tutti i giorni dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00 il personale di Base ALD Bergamo, pronto a guidare tutti i visitatori all’interno dell’allestimento.