Si è svolta a San Giorgio a Cremano la diciottesima edizione del Premio Massimo Troisi, serata che ha visto il trionfo come miglior cortometraggio di “Casting Die-rector” con la regia di Gilles Rocca anch’esso nel cast insieme a Miriam Galanti, Omar Sandrini, Claudia Razzi e Marco Guadagno. Il cortometraggio ha colpito non soltanto il pubblico che ha gremito la sala del cinema ma anche la giuria di esperti che ha trovato la pellicola non solo divertente e sarcastica ma anche uno spaccato della realtà contemporanea. Le musiche, composte da Andrea Camilletti, già premiate come miglior colonna sonora originale al 48 Hour Film Project, hanno sottolineato l’intensità dell’opera. Un parterre d’eccezione ha presenziato alla serata di gala: Lino Banfi, Nino Frassica, Enzo Decaro, la sceneggiatrice premio oscar Anna Pavignano, lo scrittore Maurizio de Giovanni (scrittore de “I bastardi di Pizzofalcone”) il presidente di giuria Stefano Veneruso e il direttore artistico Paolo Caiazzo. La serata è stata condotta da Fatima Trotta, presentatrice di Made in Sud. Il festival si è svolto dal 27 dicembre e sul palco si sono susseguiti ospiti come Gene Gnocchi, Salvatore Esposito e Gianni Minà.
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Miriam Galanti ha incantato il red carpet della Festa del Cinema di Roma sfoggiando tre look molto accattivanti.
Miriam Galanti è stata tra le attrici che ha riscosso maggiore successo, tra i fotografi e non solo, sul red carpet della Festa del Cinema di Roma sfoggiando tre look perfetti per l’occasione.
Dall’abito lungo di pizzo nero trasparente con effetto vedo non vedo (KUEA), a quello di seta verde corto (Celeste Pisenti) concludendo con un vestito principesco azzurro con corpetto nero trasparente con motivi floreali (KUEA).
Prossimamente l’attrice sarà protagonista del film “Scarlett” diretto da Luigi Boccia ed interpretato anche da Ivan Castiglione e Loredana Cannata. Il film prodotto dalla DreamWorld Movies di Luigi De Filippis, racconta la storia di Giulia, una scrittrice di successo che decide di intraprendere un viaggio per risolvere un problema che le sta molto a cuore. Durante il lungo tragitto in macchina capiamo che questa giovane donna ha un passato difficile, è fondamentalmente sola e con questa partenza improvvisa sta mettendo a repentaglio tutto ciò che nella propria vita, con grandi sacrifici, ha costruito.
All’improvviso qualcosa accade: la macchina sembra prendere il controllo su Giulia obbligandola a commettere azioni folli e pericolose. Realtà o immaginazione? La macchina è viva, come sostiene Giulia, o la giovane è vittima della propria pazzia?