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  • Cura delle emorroidi: metodo Longo vs. Metodo THD

    Per i casi più gravi e cronici di emorroidi la medicina tradizionale offre oggi diverse possibilità di trattamento, tra cui in particolare la chirurgia che permette di risolvere alla base il problema.

    Mentre in passato gli interventi alle emorroidi – uno fra tutti l’emorroidectomia, che consiste nell’asportazione dei tessuti – erano complicati per il paziente, perché non sempre risolutivi e talvolta con un lungo e doloroso decorso postoperatorio, la moderna chirurgia predilige l’impiego di metodi meno invasivi e di approcci conservativi.

    Un metodo molto conosciuto è quello Longo, che prevede la rimozione di una piccola parte della mucosa rettale allo scopo di riposizionare le emorroidi nella corretta posizione anatomica; questa tecnica prevede l’impiego di una suturatrice meccanica e di minuscole clip in titanio per mantenere in posizione i tessuti.

    Pur apprezzato nella sua efficacia, il metodo Longo può non garantire la bontà dei suoi risultati a distanza di molti anni; maggiormente affidabile nel lungo periodo è il metodo THD, cura per le emorroidi minimamente invasiva che permette al paziente di conservare i suoi tessuti e di contare su brevi tempistiche di recupero post-intervento.

    Entrambi i metodi presentano i propri vantaggi e campi di applicazione e, in ogni caso, l’ultima parola la deve avere il proctologo: una visita specialistica approfondita potrà fugare ogni dubbio sull’approccio da seguire.