Negli ultimi mesi sui mercati finanziari si è respirato un clima di euforia e di propensione al rischio per molti versi sorprendente. Per questo motivo alcuni analisti avvisano che c’è un contesto di risk-on eccessivo, che potrebbe portare a delle svolte improvvise nel prossimo futuro.
Cosa sta succedendo sui mercati finanziari
I dati parlano chiaro. Lo S&P 500 si trova ai massimi mentre l’indice VIX (quello della paura che c’è sui mercati finanziari) si trova ai minimi.
Questo indice – che misura la volatilità delle opzioni Call e put sull’indice S&P 500 – si trova ormai da 50 mesi sotto il livello di 48. Una scia così lunga si era verificata soltanto tra il 2011 e il 2015.
Ma a quell’epoca i tassi di interesse si trovavano allo zero su tutti i principali mercati dell’occidente (rendendo quasi normale il maggiore appeal del mercato azionario), mentre adesso i tassi di interesse sono a livelli molto elevati (cosa che dovrebbe diminuire l’appetito al rischio).
Un pericolo sottovalutato
Questo scenario descrive perfettamente una situazione in cui il pericolo non viene annusato correttamente dagli investitori. L’azionario americano si trova in una situazione in cui l’ipercomprato tecnico è una spada di Damocle che continua a incombere, ma intanto tutti continuano a seguire una strategia trend following, senza contare i segnali di allarme.
Anche se ci volessimo concentrare sui fatti di casa nostra, guardando all’indice FTSE MIB, si può sottolineare come moltissimi titoli sono in una situazione di ipercomprato tecnico pluriennale dell’indicatore RSI. Ovvero, uno scenario di prolungata anomalia.
Correzione e slippage
Il rischio che si possa assistere a di una forte correzione se non addirittura un downtrend è quindi molto concreto. Del resto le condizioni sono le stesse che si verificarono in occasione della bolla delle dotcom e successivamente con lo scoppio della crisi dei subprime. E quando comparirà l’hanging man (la candela tecnica peggiore, ossia “impiccato”) molti potrebbero pentirsi di non aver valutato bene le insidie di questo contesto.
Chi ama il rischio farebbe in ogni caso bene a coprirsi con le obbligazioni, che vantano in media dei buoni rendimenti. Quella a lungo termine è in alcuni casi anche a breve periodo potrebbero essere una scelta positiva, chiaramente se si selezionano bene gli asset.
Per capire quali tendenze hanno dominato nel corso dell’ultimo anno, bisogna guardare soprattutto agli afflussi e deflussi di denaro che sui mercati finanziari hanno riguardato gli ETF tematici europei.