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  • Debito, il mercato emergente presenta meno rischi di quanto si pensa

    Quando si parla di debito dei mercati emergenti, si tende a fare un bel po’ di confusione. Si generalizza, ritenendo che tuti i paesi che rientrano in questa categoria siano claudicanti e non al livello dei paesi sviluppati.
    Un errore grossolano. Basta pensare al fatto che il “capogruppo” di questi Paesi è la Cina, ossia la seconda potenza economica mondiale.

    L’errata convinzione sul debito emergente

    debito emergenteQuello che caratterizza i Paesi emergenti è la loro capacità di sviluppo futura, che è molto accentuata. Ma anche molto eterogenea e variegata. In questo ampio panorama rientrano infatti circa 80 Paesi, che abbracciano tutto il globo: Africa, America Latina, Asia e anche in Europa.
    Parallelamente all’errata convinzine che si tratti per lo più di Paesi economicamente molto ondivaghi, c’è anche la convinzione che il debito dei mercati emergenti sia altamente rischioso.

    Rendimento e rischio

    Nello stesso ambito dei mercati emegenti, il debito ha avuto un rapporto rischio/rendimento molto migliore rispetto alle azioni di quegli stessi mercati, e nell’ultimo ventennio ha prodotto lo stesso rendimento totale rispetto alle azioni. Tuttavia, con appena un terzo della volatilità.

    Una asset class eterogenea

    Va peraltro evidenziato che la asset class del debito emergente è abbastanza ampia. Presenta così tante opzioni di investimento da coprire l’intero spettro del rischio.
    Occorre infatti considerare che il reddito fisso dei mercati emergenti coinvolge tre diverse asset class.
    Da una parte c’è il debito sovrano in dollari (nella maggioranza investment grade, ma anche high yield). Poi c’è il debito societario (espresso in dollari), e infine le emissioni obbligazionarie in valuta locale. Quest’ultima categoria presenta il doppio rischio connesso non solo al flusso del rendimento totale, ma anche alle oscillazioni del cambio valutario, con breakout pullback assai frequenti.

    Per i motivi anzidetti, si comprende perché il debito dei mercati emergenti è erroneamente sottorappresentato nei portafogli istituzionali e individuali, quelle che vengono considerate le mani forti. Infatti per le sue dimensioni e l’eterogrneità, offre un ottimo panorama di allocazione, soprattutto nello scenario attuale, nel quale circa 16,5 trilioni di dollari di debito hanno un rendimento negativo.

  • Mercati emergenti, il motore si spegne o continuerà a marciare?

    Prima o dopo qualunque investitore, anche il più prudente, qualche escursione sui mercati emergenti la fa. Del resto hanno garantito buoni profitti negli ultimi anni e che molti li hanno cominciato a prendere in considerazione più seriamente per via di molteplici fattori. E allora il dubbio è lecito: in questo momento e nel prossimo futuro ci sarà ancora benzina nel motore di queste economie?

    mercatiAnche se è chiaro il nervosismo degli operatori in proposito viste le valutazioni, ci sono segnali di robustezza dell’attività economica che non possono essere trascurati. La crescita per molti versi resta e resterà ancora formidabile. I numeri del PIL restano sostanziosi, così come il livello dei consumi e degli indici PMI. Basta questo per essere molto più sereni e sicuri nel formulare delle attendibili previsioni sull’immediato futuro sfruttando una strategia grafico Renko. Se le motivazioni di carattere strutturale sono già solide, ci sono almeno due forze di breve periodo da tenere in conto.

    Segnali positivi e negativi sui mercati emergenti

    Anzitutto l’attività creditizia. Non c’è dubbio che essa si a un segnale di solidità di un sistema economico. Se analizziamo il cosiddetto ‘impulso al credito’, ovvero la sua velocità, allora si può ragionevolmente dire che nelle economie emergenti la situazione migliora dopo anni di rallentamento. E poi c’è… la Cina. L’economia del paese orientale dopo aver raggiunto l’obiettivo di 6,7% per quest’anno, dovrebbe cominciare a vivere una fase di indebolimento. Nel 2018 si faranno inoltre sentire gli effetti dell’inasprimento delle condizioni del credito volute dalle autorità.

    Tutto questo potrebbe avere dei contraccolpi sui mercati emergenti e sulle Parabolic Sar strategie Forex degli investitori sulle loro valute. Così come potrebbero averli gli eventi politici e l’ascesa del dollaro. Ma al momento si tratta di situazioni ancora non evidenti, e comunque in parte già incorporate nei prezzi. Per questo gli analisti ritengono ancora che la corsa dei mercati emergenti potrebbe andare avanti anche nel 2018.