Tag: meccanica di precisione

  • Aggiornamento e innovazione nella documentazione Varvel

    L’attenzione per il servizio completo del Gruppo Varvel si riflette in ogni aspetto del lavoro, anche nella nuova edizione del catalogo dedicato ai riduttori per il settore dell’allevamento FRP680

    La tradizione di Varvel è caratterizzata dalla costante evoluzione e di recente il Gruppo ha pubblicato nuovi cataloghi di prodotto relativi al riduttore FRP680, progettato appositamente per l’azionamento dei sistemi di alimentazione lineari a terra utilizzati nell’allevamento avicolo.

    L’allevamento è uno dei settori di business più proficui per l’azienda, che ha voluto investire su questo prodotto per valorizzare il grande potenziale della sua applicazione.

    Il riduttore FRP680 trasmette il movimento al dispositivo che trasporta il mangime verso le mangiatoie attraverso coclee con scanalature elicoidali. Il prodotto viene realizzato in tre diverse versioni: una versione integrale con flangia entrata di 160 mm e flangia uscita quadra; un’altra versione integrale con flangia entrata di 200 mm e flangia uscita quadra; una versione neutra in grado di montare flange personalizzate sia in entrata che in uscita. Ciascuna di queste versioni è disponibile nelle varianti con giunto elastico in entrata e con foro IEC. Si accoppia a motorizzazioni che spaziano da un minimo di 0.25 kW fino a un massimo di 1.5 kW. Tutte queste informazioni, e molte altre, sono chiaramente riportate nei nuovi cataloghi di recente rilasciati dal Gruppo Varvel: tutte le caratteristiche tecniche, i dati di prestazione, le dimensioni, i codici degli alberi uscita per gli accoppiamenti… Ogni informazione utile su questo prodotto per le macchine pensate per l’allevamento avicolo è esposta a vantaggio di ogni utente in tutto il mondo, grazie alla disponibilità di queste informazioni in ben 6 lingue.

    L’attenzione all’aggiornamento non si ferma al catalogo del riduttore FRP680: sono infatti state rilasciate anche le nuove edizioni dei manuali di uso e manutenzione dei riduttori Varvel in contesti dove vige la normativa Atex, ovvero in tutte quelle tecnologie impiegate negli ambienti di lavoro in cui si creano condizioni favorevoli allo sviluppo di incendi o di esplosioni. Tutte le informazioni riportate permettono di lavorare in sicurezza e nel totale rispetto della direttiva europea.

    Infine, sono stati aggiornati anche i cataloghi dei servomotori.

    Il Gruppo Varvel offre quindi alla clientela internazionale una documentazione sempre attuale, rivista in base alle esigenze specifiche del mercato contemporaneo.

    Varvel SpA – Via 2 Agosto 1980, 9 – Loc. Crespellano, 40053 Valsamoggia (BO) – Italy – Tel. +39 051 6721811 – Fax +39 051 6721825 – [email protected]
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  • Varvel: una soluzione specifica per ogni esigenza

    I riduttori a vite senza fine delle Serie RS e RT di Varvel sono l’esempio più significativo della grande versatilità della gamma, testimonianza diretta della grande competenza tecnica del Gruppo emiliano.

    Dal 1955 il Gruppo Varvel, specializzato nell’ideazione, nella produzione e nella commercializzazione di riduttori meccanici di velocità, mette al servizio della clientela un’ampia gamma di soluzioni tecnologiche per molteplici applicazioni in numerosi settori dell’industria.

    In oltre sessant’anni, con un’attenzione primaria sempre orientata alla ricerca di innovazione, il Gruppo ha maturato la capacità di rispondere a tutte le esigenze della clientela internazionale, personalizzando il prodotto per lo specifico utilizzo previsto.

    Chiaro esempio di questa attitudine alla ricerca della soluzione più idonea per ogni circostanza è la versatilità della gamma di riduttori a vite senza fine. Gli elementi costitutivi di questi prodotti sono fondamentalmente tre: la carcassa, la vite senza fine e la corona. Proprio sulla corona sono disponibili numerose varianti, ciascuna propriamente indicata in determinati contesti applicativi.
    Per ottimizzare le risorse economiche ed evitare un utilizzo superfluo del bronzo, metallo prezioso e conseguentemente costoso, Varvel ha da tempo iniziato a realizzare corone costituite da due elementi, in cui il bronzo viene impiegato solo dove serve: la corona standard si compone di un mozzo di supporto, normalmente realizzato in ghisa, e di un riporto in bronzo, ovvero l’anello su cui viene praticata la dentatura che permette il funzionamento degli ingranaggi. Così facendo si ottiene un riduttore a vite senza fine che può essere utilizzato nella maggioranza delle normali applicazioni presenti sul mercato. Ci sono però settori di utilizzo in cui il mozzo standard in ghisa grigia potrebbe risultare non sufficiente per le prestazioni necessarie.

    Laddove si richiede una maggiore resistenza, Varvel realizza corone con il mozzo in ghisa sferoidale, una lega più performante rispetto a quella standard, ideale per applicazioni più pesanti.

    Nelle tecnologie impiegate nell’industria alimentare o in tutte le operazioni legate al settore navale o marino, il mozzo in ghisa non è adeguato a causa della forte ossidazione ambientale: i macchinari per il trattamento di sostanze alimentari vengono opportunamente lavati con solventi igienizzanti molto aggressivi e in prossimità del mare l’atmosfera è troppo ricca di cloruri. In questi settori, per ovviare al problema dell’ossidazione, vengono realizzate corone con il mozzo in acciaio inox.

    In tutte le altre situazioni in cui si richiede una maggiore resistenza e in cui la ghisa sferoidale non è utilizzabile, per produzioni limitate, Varvel realizza anche mozzi di supporto in acciaio normalizzato o bonificato.

    Le possibilità di personalizzazione e adeguamento della corona si estendono anche al riporto in bronzo, la parte che viene adattata attraverso il processo di dentatura per ingranare e permettere il funzionamento del riduttore. Normalmente viene usata una lega di bronzo con l’aggiunta di piombo: questo metallo favorisce la malleabilità nella fase di produzione attraverso il processo fusorio, riducendo i tempi e aumentando quindi l’efficienza produttiva. In situazioni standard il riporto in bronzo con il piombo soddisfa le esigenze per le normali applicazioni.

    Anche in questo caso, in base alle diverse circostanze possono essere necessarie delle soluzioni più adatte agli scopi previsti. Andando a cambiare la lega di bronzo si ottengono prestazioni differenti. Per incrementare la trasmissione di coppia, aumentare la resistenza alla compressione e all’urto e rallentare il processo di corrosione vengono utilizzati riporti in bronzo contenente nichel. Per applicazioni con corone più grandi e dove si prevedono urti molto violenti, dovuti a carichi molto alti e forti sollecitazioni, si utilizzano riporti in bronzo contenente alluminio, denominanti anche BRAL. Questa lega riduce le probabilità di rottura dei denti anche sotto colpi molto violenti e improvvisi, riducendo contemporaneamente i rischi di fermo macchina per riparazione o sostituzione del riduttore a vite senza fine.

    Esistono anche contesti applicativi in cui non c’è la possibilità di utilizzare corone composite, ma l’unica possibilità è quella di ricorrere a corone integrali per riduttori a vite senza fine. Per ambienti molto ossidanti – ad esempio l’industria alimentare o gli ambienti marini, come detto sopra – normalmente viene impiegata una corona integrale realizzata interamente in bronzo: si tratta sicuramente di un componente più costoso, ma garantisce un’alta resistenza alla corrosione. Questo tipo di soluzione si utilizza per produzioni dedicate e di nicchia.

    Un’alternativa meno onerosa, tuttavia con alcune limitazioni di applicazione, è quella delle corone integrali realizzate in ghisa: quest’ultime possono essere impiegate soltanto in contesti caratterizzati da velocità periferica molto lenta, entro i 2.5 metri al secondo, a causa dell’accoppiamento della corona con l’acciaio e quindi al rischio di danneggiamento.

    Questa grande varietà di soluzioni studiate soltanto per la gamma di riduttori a vite senza fine, dimostra innanzitutto la grande versatilità di questi prodotti, perfettamente impiegabili in diversi contesti applicativi. Inoltre è una testimonianza delle grandi possibilità di personalizzazione che Varvel offre alla clientela, seguendo una filosofia di progettazione e produzione che sviluppa la soluzione più adeguata per ogni esigenza specifica: la conoscenza approfondita dei vari settori del mercato permette al Gruppo Varvel di interpretare al meglio ogni richiesta e di rispondere con prodotti in grado di risolvere problematiche specifiche puntando su efficienza, attenzione ai costi e valorizzazione delle funzionalità della macchina finale.

    Varvel SpA – Via 2 Agosto 1980, 9 – Loc. Crespellano, 40053 Valsamoggia (BO) – Italy – Tel. +39 051 6721811 – Fax +39 051 6721825 – [email protected]
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  • Progetti in Oriente per il Gruppo Varvel

    Il processo di internazionalizzazione di Varvel non conosce battute d’arresto e guarda con sempre maggiore interesse al mercato dell’Iran, ricco di potenzialità ancora da esplorare  

    Da parecchi anni il Gruppo Varvel, specializzato nella progettazione, realizzazione e commercializzazione di sistemi di trasmissione di potenza made in Italy, ha intrapreso un processo di internazionalizzazione volto a fare conoscere ai mercati di tutto il mondo la qualità delle soluzioni tecnologiche offerte. Dal 1955, anno della fondazione, l’azienda è riuscita a costruire una fitta rete globale di relazioni che le permette di essere presente in oltre 60 Paesi.

    Emblematico è il caso dell’Iran, Paese che si è rivelato una destinazione strategica con grandi potenzialità per il mercato della meccanica di precisione. Grazie al supporto della rete distributiva locale, in particolare negli ultimi 2 anni, il Gruppo ha potuto farsi conoscere nel territorio e presentare la qualità e la versatilità della gamma ai costruttori di macchinari impiegati principalmente nell’allevamento avicolo e nel settore ceramico.

    Per fortificare la propria presenza, negli ultimi mesi Varvel ha partecipato a due delle più importanti esposizioni dedicate all’industria in Iran. La prima è CeramTech, fiera internazionale per la tecnologia applicata al settore ceramico che si è tenuta a Isfahan dal 6 al 9 settembre a cui Varvel ha partecipato per la prima volta con ottimi risultati. A seguire è stata la volta di IInEX, International Industry Exhibition, manifestazione dedicata all’industria dei macchinari per la lavorazione dei metalli e la movimentazione dei materiali che si è tenuta dal 6 al 9 ottobre a Teheran a cui quest’anno l’azienda ha preso parte per la seconda volta registrando un notevole incremento di visite allo stand, a testimonianza del positivo riscontro del pubblico locale.

    La conoscenza del contesto produttivo e l’interesse dei produttori locali spingono il Gruppo Varvel a puntare sullo sviluppo in Iran non soltanto nei già trattati settori dell’industria ceramica e dell’allevamento avicolo, ma anche nella lavorazione dei metalli, nelle tecnologie per il Food & Beverage e nel packaging: sono tutte aree di specializzazione in cui le soluzioni tecnologiche di Varvel, ampiamente collaudate e apprezzate a livello internazionale, risultano ideali per soddisfare le richieste di un mercato in grande crescita come quello iraniano.

    “La qualità del nostro prodotto ha sempre rappresentato l’elemento distintivo del nostro brand, un pregio molto riconosciuto in tutto il mondo: sappiamo di poter costruire su questo nostro punto di forza un lungo percorso di sviluppo senza confini” dichiara Francesco Berselli, Presidente del Gruppo Varvel e primo promotore del processo di internazionalizzazione.

    “Varvel ha tutte le intenzioni di proseguire con l’ampliamento dello sviluppo di aree in forte crescita ed il consolidamento della propria presenzain paesi come l’Iran, rappresentando con orgoglio il valore della produzione meccanica italiana anche in Asia. Siamo infatti consapevoli che quest’area geografica è ancora ricca di potenziale da esprimere e, grazie alla risposta molto positiva dei produttori locali, crediamo di poter riuscire anche in questa impresa” commenta Mauro Cominoli, Direttore Generale di Varvel. 

     

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  • Gruppo Varvel e Opus Facere – Formazione pratica per il futuro

    Si conferma la partecipazione del Gruppo Varvel alle attività in programma presso il laboratorio territoriale per l’occupabilità “Opus facere”, iniziativa promossa dal MIUR per innovare la didattica.

    Una nuova collaborazione con il mondo della formazione per il Gruppo Varvel, che conferma l’adesione al progetto del laboratorio territoriale per l’occupabilità “Opus Facere – fare per capire”, annunciato lo scorso anno e da poco inaugurato presso l’Opificio Golinelli a Bologna. Lo scopo di questo nuovo polo educativo tecnologicamente avanzato è creare occasioni di incontro fra le scuole e il tessuto produttivo per innovare la modalità di fare didattica all’insegna del principio “imparare facendo”, ovvero apprendere dalla pratica, dal contatto di chi applica conoscenze e strumenti per la soluzione di problemi reali e non solamente teorici.

    E così il Gruppo Varvel, con la partecipazione del reparto Ricerca e Sviluppo, realizzerà alcune attività di formazione rivolte ai docenti e agli allievi, con testimonianze dirette su casi reali seguiti nell’attività quotidiana aziendale. In particolare si parlerà dello Smart Gearbox, il riduttore smart in grado di funzionare senza lubrificante: si tratta del nuovo riduttore che ha vinto il bando europeo per piccole e medie imprese dedicato all’innovazione tecnologica Horizon 2020 garantendo all’azienda l’accesso ai fondi comunitari per lo sviluppo del progetto.

    Il laboratorio territoriale per l’occupabilità “Opus Facere” vede collaborare otto scuole superiori, due istituti comprensivi e 35 realtà private e pubbliche del territorio di Bologna e punta sui settori più importanti e all’avanguardia che caratterizzano il distretto produttivo: robotica, ICT, nanotecnologie, biotecnologie, prototipazione rapida e produzione digitale.

    La realizzazione di un centro d’eccellenza per l’educazione delle nuove generazioni nelle discipline tecniche che caratterizzeranno il futuro dell’economia locale, nazionale e globale risponde in pieno ai valori di un’impresa socialmente responsabile come Varvel, che da anni sostiene la formazione dei giovani e il loro ingresso nel mondo del lavoro.

    Francesco Berselli, Presidente di Varvel, e Mauro Cominoli, Direttore Generale, commentano: “L’inizio delle attività dell’Opificio Golinelli inaugura un innovativo approccio all’insegnamento: verrà dato più spazio alla condivisione dell’esperienza, validando le nozioni teoriche con casi concreti ed esercitazioni reali. Con il nostro contributo speriamo di trasmettere ai giovani quelle competenze che soltanto con il lavoro si possono sviluppare, le caratteristiche che ci permettono di fare la differenza di affrontare ogni questione con senso pratico e orientamento al risultato. Così facendo desideriamo creare una nuova ricchezza per i ragazzi che potranno esprimere il loro potenziale nel mondo del lavoro fra qualche anno, forti di nuove competenze e ancora più preparati alla vita professionale.”

     

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  • Il Gruppo Varvel in pista con i futuri professionisti delle due ruote

    Rinnovato per il 2017-2018 il sostegno al Master in Ingegneria della Moto da Corsa tenuto dall’ente di Alta Formazione per il business Professional Datagest con una borsa di studio per l’allievo più meritevole 

    Il Gruppo Varvel, realtà bolognese che dal 1955 progetta, produce e commercializza riduttori meccanici di velocità, è un’azienda socialmente responsabile che riserva molta attenzione al mondo della formazione e alle opportunità lavorative per le giovani generazioni.

    È ormai una partnership consolidata quella con il Master in Ingegneria della Moto da Corsa organizzato dall’ente di formazione bolognese Professional Datagest, nata nel 2012, quando Varvel ha scelto di sostenere due allievi provenienti dai comuni emiliani colpiti dal terremoto. Come già negli scorsi anni, anche per la sesta edizione, appena inaugurata, l’azienda premierà lo studente che avrà dimostrato il maggiore impegno e ottenuto i migliori risultati con una borsa di studio durante la cerimonia conclusiva che si terrà alla fine del percorso.

    Questo accreditato master, che vede la partecipazione di docenti provenienti da primarie aziende del territorio, la famosa “Motor Valley” chiamata così proprio per la concentrazione di eccellenze nel settore della meccanica, è pensato per giovani laureati e laureandi in ingegneria meccanica, elettronica e aerospaziale che desiderano acquisire le competenze tecniche specialistiche per la progettazione e la costruzione di moto da corsa. Si tratta di un progetto formativo di altissimo livello che permette ai partecipanti di unire la passione per i motori e lo sport con reali opportunità professionali nel settore, anche grazie ai tirocini formativi alla fine del corso presso prestigiose realtà legate al mondo delle due ruote.

    “Aiutare i giovani che si impegnano al massimo nella realizzazione dei loro obiettivi è per noi un onore e un impegno che siamo felici di sostenere” dichiara Francesco Berselli, Presidente del Gruppo Varvel“Puntare sui giovani è l’unico modo per garantire la continuità e la crescita del mercato e il mantenimento degli alti livelli che rendono l’Italia una potenza competitiva in tutto il mondo”.

    Anche Mauro Cominoli, Direttore Generale del Gruppo Varvel, commenta: “Collaborare a iniziative come questo master, creare nuove occasioni per i professionisti del futuro e incentivare lo sviluppo del nostro settore ci permette di dare il nostro contributo a chi merita davvero di riuscire a dare forma concreta ai propri sogni. Alla fine di questo master tutto il tessuto produttivo, locale e nazionale, può contare su nuove risorse volenterose, qualificate e con un grande potenziale da esprimere. Un vantaggio dal valore incalcolabile che permetterà la crescita delle aziende e dell’intero sistema.”

     

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  • Pubblicato il Bilancio di Sostenibilità 2016 del Gruppo Varvel

    Nuova edizione per il documento ufficiale che racconta il lavoro di un anno del Gruppo Varvel per condividerne i risultati con tutti gli stakeholder 

    Come ogni anno, anche nel 2017 il Gruppo Varvel presenta la nuova edizione del Bilancio di Sostenibilità relativo all’andamento dell’anno precedente.

    Anno dopo anno, in un’azienda dinamica come Varvel, cambiano molte cose, ma non cambia l’attenzione verso i membri di tutta la squadra e la consapevolezza del valore della condivisione di tutto il lavoro svolto nel corso del 2016.

    Il Bilancio di Sostenibilità 2016 espone nel dettaglio tutte le attività che hanno visto l’azienda impegnata nei 12 mesi in esame, tutti gli investimenti effettuati e tutti i traguardi raggiunti, in una logica di totale trasparenza e apertura nei confronti degli stakeholder, che vengono messi nelle condizioni di conoscere e valutare gli esiti delle iniziative intraprese, l’impatto delle scelte gestionali, gli effetti delle politiche messe in atto. Impegno sociale, progetti di innovazione, investimenti per l’aggiornamento tecnologico e per la formazione delle risorse, continuo impeto all’internazionalizzazione e alla crescita in nuovi mercati: queste le caratteristiche che guidano l’operato di Varvel ogni anno, confermate anche nel 2016.

    Il documento è anche uno strumento per consolidare valori e obiettivi condivisi da chiunque faccia parte della community internazionale di Varvel: si ripercorrono infatti anche le iniziative benefiche per il sostegno a realtà locali, nazionali o internazionali, l’attenzione per le risorse umane, l’impegno per il continuo miglioramento della sede produttiva. Chiaramente non mancano le informazioni economiche che quantificano i risultati e gli sforzi di tutta la squadra, sia in Italia che negli oltre 60 Paesi dove il Gruppo Varvel arriva tutti i giorni grazie al processo di internazionalizzazione costante.

    Il 2016 è stato sicuramente un anno ricco di impegni e soddisfazioni: dagli importanti lavori strutturali per l’ampliamento della superficie operativa e logistica alla realizzazione di nuovi materiali per il mercato statunitense, dall’avanzamento del progetto Smart Gearbox alla pubblicazione dei siti locali, nuovi strumenti di comunicazione diretta con il target internazionale.

    Per l’edizione 2016 è stato ideato un nuovo formato per questo documento: un template quadrato, dal forte impatto visivo, completamente rivisitato nella grafica e nell’organizzazione degli argomenti, realizzato seguendo l’impostazione del GBS 2013 (Gruppo di studio per il bilancio sociale), uno degli standard più seguiti nella stesura di questo tipo di documentazione.

     

    http://www.varvel.com/it/download/file/209

     

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  • Ampliamento del servizio per la modularità

    Le nuove flange quadrate per servomotori e per motori stepper ampliano l’offerta Varvel nel segno della modularità e della personalizzazione del servizio

    Il Gruppo Varvel, eccellenza italiana nel settore delle trasmissioni di potenza, torna ad Hannover Messe, la fiera internazionale più importante per l’industria meccanica, ad Hannover dal 24 al 28 aprile, e presenta al mercato globale le nuove flange quadre: un ampliamento della gamma per la semplificazione del servizio e la totale personalizzazione delle soluzioni.

    A differenza delle flange IEC, che in tutto il mondo sono realizzate seguendo uno standard fissato in una normativa condivisa da tutti i costruttori, per i motori stepper e per quelli brushless non esistono parametri univoci, con la conseguente differenziazione dei diametri di accoppiamento, non compatibili a livello globale, ma specifici per ogni diversa area di produzione. Questa situazione rende il mercato delle flange quadrate non omogeneo, in quanto ogni costruttore ha esigenze differenti e quindi richiede design personalizzati sulla base della configurazione del motore montato o, con risultati non sempre ottimali, adatta autonomamente le flange tradizionali alle proprie esigenze.

    Il Gruppo Varvel, che da anni ha in essere un sistema di unificazione interno che coinvolge tutta la gamma, ha scelto di realizzare flange quadrate per servomotori in grado di garantire la perfetta montabilità su tutte le principali serie di riduttori Varvel e non più solo sulla serie di riduttori epicicloidali RG per cui sono state originariamente ideate.

    Il nuovo catalogo offre quindi ai costruttori di tutto il mondo flange quadrate adatte a tutte le grandezze di riduttori Varvel che possono essere applicate alla maggioranza dei servomotori brushless e dei motori stepper in commercio.

    Le nuove flange saranno disponibili nelle grandezze dalla 28 alla 110 (in corrispondenza ai riduttori di taglia medio piccola) e realizzate in alluminio anodizzato, in completa conformità agli standard estetici e funzionali di tutta la gamma.

    Un’integrazione che dimostra ancora una volta l’importanza della modularità nel guidare l’intera produzione made in Varvel e incrementa il livello di servizio, con nuovi potenziali accoppiamenti disponibili. Una semplificazione di configurazione e montabilità a favore della competitività, grazie alla possibilità di fornire ai costruttori soluzioni a pacchetto completo con componenti perfettamente integrati pronti per l’implementazione sulla macchina finale.

    Una conferma della conoscenza del mercato che solo un’azienda con decenni di esperienza, ma con l’attenzione sempre rivolta all’innovazione, può fare valere nel panorama internazionale e in tutti i settori di applicazione della meccanica industriale.

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  • Un nuovo prodotto per nuovi mercati

    Un ritorno ad Hannover Messe all’insegna dell’innovazione, con il lancio del riduttore FRP680, nuova proposta per il settore dell’allevamento avicolo

    A distanza di due anni, il Gruppo Varvel, azienda emiliana attiva da oltre sessant’anni nella progettazione, produzione e commercializzazione di riduttori di velocità, torna ad Hannover Messe, la più importante vetrina internazionale per la meccanica industriale e le sue applicazioni che si terrà ad Hannover dal 24 al 28 aprile.

    Presente in oltre sessanta Paesi in tutto il mondo grazie ad una strategia di internazionalizzazione ancora in atto e in costante ampliamento, Varvel presenta alla kermesse tedesca FRP680, un nuovo prodotto sviluppato specificatamente per le applicazioni nel settore dell’alimentazione degli animali negli allevamenti avicoli di tutto il mondo.

    Per questo mercato, uno dei più rilevanti e vitali per il business dell’azienda di Crespellano, vengono prodotti ogni anno più di 60.000 pezzi.

    Il nuovo riduttore FRP680, opportunamente motorizzato metterà in movimento il dispositivo che trasporta il mangime verso le mangiatoie negli allevamenti avicoli attraverso coclee con scanalature elicoidali. La grande esperienza di Varvel nel settore ha permesso di realizzare un riduttore in grado di rispondere alle principali esigenze del mercato: convenienza, flessibilità e personalizzazione. FRP680 sarà disponibile in tre diverse versioni: una versione integrale con flangia entrata di 160 mm e flangia uscita quadra; un’altra versione integrale con flangia entrata di 200 mm e flangia uscita quadra; una versione neutra in grado di montare flange personalizzate sia in entrata che in uscita. Questo riduttore si accoppia a motorizzazioni che spaziano da un minimo di 0.25 kW fino a un massimo di 1.5 kW.

    La scelta di realizzare il nuovo riduttore in tre versioni è una risposta diretta alle principali richieste del settore: le due versioni integrali, realizzate sulla base delle dimensioni e delle configurazioni più frequenti nel mercato, permettono una notevole ottimizzazione dei costi per i clienti.

    La versione neutra invece garantisce flessibilità e personalizzazione, essendo in grado di adattarsi a tutte le configurazioni necessarie, anche a quelle tipiche del panorama nordamericano, importante segmento del mercato avicolo e nuova frontiera con grandi opportunità di crescita e sviluppo per il Gruppo Varvel.

    Come sempre, la modularità è il principio guida dello studio e dello sviluppo di nuove soluzioni, al fine di apportare miglioramenti trasversali a tutta la gamma di prodotti e servizi Varvel.

    FRP680 ha tutte le caratteristiche d’eccellenza dei riduttori made in Varvel, ma apporta un miglioramento nelle soluzioni dedicate all’allevamento avicolo. Per realizzare questo nuovo riduttore, l’intero processo di ingegnerizzazione del prodotto è stato rivisto, modificando gli assi di ingranamento per ottenere un incremento dei fattori di servizio pari al 10-15%. Inoltre FRP680 è stato ingegnerizzato al fine di permettere una più agile gestione delle richieste, con conseguenze positive anche sul servizio di vendita e assistenza, più fluido e ancora più personalizzato. L’intera filiera di produzione di FRP680 è al 100% made in Italy, con lavorazioni meccaniche, dentatura degli ingranaggi e test di funzionamento interni al Gruppo Varvel. Tutta la componentistica è ottimizzata, la lubrificazione è ad olio e gli anelli di tenuta sono di marca primaria riconosciuta a livello globale: dettagli scelti per garantire le migliori condizioni di funzionamento in totale ermeticità e silenziosità.

    FRP680 è un nuovo prodotto che rappresenta in pieno l’esperienza del Gruppo Varvel, l’attenzione verso nuovi mercati e il dinamismo che caratterizza da sempre l’azienda, eccellenza italiana nella meccanica di precisione in tutto il mondo.

    Il nuovo riduttore sarà disponibile a catalogo nella seconda metà del 2017.

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  • Smart Gearbox: ripensare la tecnologia per l’evoluzione

    Grazie alla conoscenza approfondita del mercato, alla ricerca applicata e alla sperimentazione costante, Varvel ha sviluppato un nuovo riduttore che funziona senza lubrificante, soluzione senza precedenti ad uno dei principali problemi del settore

    Il Gruppo Varvel, realtà bolognese specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di sistemi di trasmissione di potenza, da oltre 60 anni rappresenta la meccanica di precisione made in Italy in tutto il mondo. Grazie al successo ottenuto nella partecipazione al bando Horizon2020, Programma Quadro Europeo per la Ricerca e l’Innovazione, dopo il superamento della Fase II, l’impresa si è aggiudicata i fondi per l’ambizioso progetto dello Smart Gearbox, il riduttore del futuro. Nonostante si tratti di una tecnologia matura che trova già innumerevoli applicazioni in molteplici settori di mercato, il riduttore meccanico continua ad avere un difetto che non ha ancora trovato soluzione: la perdita di lubrificante. I riduttori sono composti da ingranaggi racchiusi in una carcassa metallica che controllano il movimento che viene immesso da un albero in ingresso e trasmesso da un albero in uscita. Si tratta di componenti molto resistenti all’usura e in grado di sostenere notevoli sforzi. Il punto debole di un riduttore è costituito dagli anelli di tenuta, che sono realizzati in gomma, un materiale meno resistente e maggiormente soggetto all’usura e agli agenti atmosferici. Con l’utilizzo questi anelli si deteriorano e, di conseguenza, danno luogo perdite di lubrificante. Nelle lavorazione dove l’ambiente produttivo deve rimanere incontaminato, come tutte le applicazioni nelle industrie farmaceutica, biomedicale e alimentare, dove si richiede un’igiene di altissimo livello in tutte le fasi della produzione, anche il più piccolo trafilamento d’olio porta ad un immediato fermo macchina e ad una conseguente perdita di produttività. Proprio pensando a queste situazioni, Varvel ha deciso di studiare una soluzione che ponga definitivamente fine al problema delle perdite di lubrificante, ovvero un riduttore con prestazioni garantite in ambienti a temperatura controllata e in condizioni di pulizia molto elevate. È necessario ripensare completamente al prodotto, a partire dai materiali stessi in cui esso viene realizzato. Infatti, per evitare la perdita di lubrificante occorre non utilizzarlo fin dal principio, tuttavia non si può pensare di mettere in movimento parti metalliche senza lubrificazione. Attraverso una miscela di materiali termoplastici e fibra di carbonio, Varvel sta progettando una corona dentata non metallica in grado di funzionare senza olio poiché produce da sé la lubrificazione che occorre per la regolare attività di trasmissione di potenza. Il nuovo riduttore potrà lavorare senza interruzione e senza bisogno di alcuna operazione di assistenza o riparazione. Inoltre, senza l’utilizzo di un lubrificante, non ci sarà alcun impatto ambientale per lo smaltimento dell’olio esausto.
    “Il nuovo riduttore – dichiara Elena Ferramola, Responsabile di progetto all’interno del reparto Ricerca e Sviluppo del Gruppo Varvelha l’obiettivo di fornire una soluzione efficace e sostenibile ad uno dei problemi più tenaci del settore: l’implementazione di questa rinnovata tecnologia in materiali plastici autolubrificanti potrà migliorare la produttività e ridurre l’impatto ambientale dei processi industriali nelle produzioni alimentari e biomedicali. Si tratta dell’evoluzione di una tecnologia storica, che recupera le caratteristiche migliori della tradizione e porta innovazione nella meccanica di precisione. Non c’è definizione più adatta per descriverlo: è il riduttore smart, lo Smart Gearbox.”

     

    Varvel SpA Via 2 Agosto 1980 9 – 40056 Crespellano BO – Italy – Tel. +39 051 6721811 – [email protected]
    Ufficio Stampa: Borderline – Via Parisio 16 – 40137 Bologna – Tel. 0514450204 – Matteo Barboni – 3496172546 [email protected]

  • Anteprima Hannover Messe 2017

    Un ritorno ad Hannover Messe all’insegna dell’innovazione e della modularità, con la presentazione  del nuovo riduttore FRP680 e  della gamma di flange quadre

    A distanza di due anni, il Gruppo Varvel  torna ad Hannover Messe, la principale manifestazione mondiale dedicata alla meccanica e alle sue applicazioni in programma ad Hannover, Germania, dal 24 al 28 aprile 2017. Grazie ad una strategia di internazionalizzazione ancora in corso, Varvel ha saputo portare il valore del made in Italy in oltre sessanta Paesi in tutto il mondo e si presenta alla kermesse tedesca con due importanti novità dedicate al mercato globale: il riduttore FRP680 dedicato al mercato avicolo internazionale e la nuova gamma di flange quadrate.

    In risposta alla sempre maggiore rilevanza che stanno acquisendo le applicazioni dei riduttori Varvel all’interno dei macchinari per l’allevamento avicolo, settore nel quale il Gruppo è leader da anni, il reparto Ricerca e Sviluppo ha realizzato il nuovo riduttore FRP680: progettato con le migliori caratteristiche tecniche e la più avanzata componentistica, il nuovo FRP680 è stato realizzato in diretta risposta alle principali esigenze del settore avicolo, nelle configurazioni più richieste dai produttori di macchine di tutto il mondo.

    Oltre a questo nuovo prodotto, ad Hannover Messe il Gruppo presenterà  la nuova gamma di flange quadrate per servomotori nata con l’intento di semplificare il servizio offerto e permettere la totale personalizzazione delle soluzioni per la clientela; le  nuove flange quadrate offrono infatti la possibilità di essere montate su tutte le serie di riduttori, non solo sugli epicicloidali.

    Un aumento del servizio all’insegna della modularità, principio guida della produzione Varvel, che permette nuovi accoppiamenti con servomotori e motori stepper, con un conseguente aumento della competitività grazie alla possibilità di fornire ai costruttori soluzioni a pacchetto completo con componenti perfettamente integrati pronti per l’implementazione sulla macchina finale.

    Il nuovo riduttore FRP680 e le nuove flange quadrate, che verranno presentate in anteprima alla prossima edizione di Hannover Messe, saranno disponibili nella seconda metà del 2017.

    Ancora una volta il Gruppo Varvel conferma il valore della propria esperienza sessantennale e l’attenzione per l’innovazione che l’hanno reso un rappresentante a pieno titolo dell’eccellenza Made in Italy nel panorama della meccanica di precisione a livello globale.

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  • Formazione e ricerca per lo sviluppo tecnologico

    Una lezione sulla ricerca applicata alle produzioni industriali per condividere l’esperienza di Varvel con i futuri professionisti del settore

    Varvel, Gruppo bolognese specializzato nella produzione di riduttori e variatori meccanici di velocità, da parecchi anni collabora con l le principali università dell’Emilia Romagna, sia per favorire la formazione di profili professionali altamente specializzati sia per condividere competenze e strumentazioni ai fini dello sviluppo di nuovi prodotti e soluzioni innovative. Lo scorso 19 dicembre, presso il dipartimento di Fisica dell’Università di Modena e Reggio Emilia, nell’ambito del corso Caratterizzazione di Nanostrutture si è tenuta una lezione sui possibili impieghi delle nano particelle in abito industriale dedicata agli studenti della Laurea Magistrale in Fisica. Attraverso la testimonianza diretta del Reparto Ricerca e Sviluppo di Varvel, gli studenti hanno potuto confrontarsi con l’attività di ricerca in un contesto industriale. Per l’occasione è stata presentata una case history reale, legata all’ottimizzazione dell’efficienza nei riduttori a ingranaggi a vite senza fine con corona in bronzo. Per incentivare le performance tribologiche del lubrificante utilizzato, è stato aggiunto un nano-additivo specifico, che ha permesso, senza alcun impatto sulla produzione, un miglioramento delle funzionalità del riduttore senza alcuna modifica ai componenti standard e con un trascurabile aumento di costo. Grazie a questo caso pratico, gli studenti hanno avuto modo di fare un’esperienza di ricerca applicata alle necessità produttive di un’azienda. Il rapporto di collaborazione fra il Gruppo Varvel e le università è molto importante: l’azienda è infatti sempre all’opera per portare innovazione nel settore e mantenere l’elevato livello di prodotto e di servizio che la caratterizza. Da ormai 10 anni Varvel ha stretto proficui rapporti di collaborazione con le principali Università dell’Emilia Romagna in occasioni di vari bandi e progetti di rilievo nazionale e internazionale. Queste collaborazioni hanno anche permesso la creazione di nuovi posti di lavoro e l’afflusso di nuove professionalità in azienda, con l’inserimento nel reparto ricerca e sviluppo di alcuni studenti e ricercatori che hanno partecipato ai progetti condivisi. “La ricerca è la chiave per lo sviluppo tecnologico e la creazione di novità – dichiarano Francesco Berselli e Mauro Cominoli, rispettivamente Presidente e Direttore Generale del Gruppo Varvele lavorare con professori, studenti e ricercatori ci ha più volte permesso di unire le nostre competenze per affrontare insieme progetti sempre più innovativi.”

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