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  • Il crimine non va in pensione, Antonello De Pierro sostiene il film su ludopatia e terza età

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti ha partecipato, insieme a Gianfranco D’Angelo e Ivano Marescotti, alla presentazione della pellicola diretta da Fabio Fulco e prodotta da Claudio Bucci e Rosa Chiara Scaglione

    Roma – E’ ormai risaputo che da sempre il giornalista Antonello De Pierro è impegnato nel sostegno volitivo al cinema made in Italy, con un occhio di riguardo rivolto alle pellicole figlie di produzioni indipendenti. Lo è stato per anni da direttore e voce storica di Radio Roma, un intenso periodo professionale in cui ha dedicato tante puntate all’argomento, ponendo l’accento sulla necessità di salvaguardare gli sforzi in celluloide di produttori e registi italici di qualità contro lo strapotere dei prodotti d’oltreoceano. In molti ricordano ancora una memorabile puntata nella quale si sono confrontati ai microfoni di De Pierro, sulle frequenze della prima emittente radiofonica capitolina, ospiti del calibro di Carlo Lizzani, Michele Placido e Claudio Fragasso, all’insegna di uno strenuo e sano campanilismo, senza però biasimare l’offerta filmica straniera, purché qualitativamente valida e in quantità moderata, per non soffocare la produzione nazionale. Il suo impegno è continuato poi, giornalisticamente sulle varie testate che ha diretto negli anni, principalmente alla direzione del portale di informazione Italymedia.it, e politicamente da presidente del movimento nazionale Italia dei Diritti. E soprattutto in quest’ultima veste viaggia costantemente in prima linea per perorare la causa e perpetuare l’onere assunto con le sue convinzioni concettuali.

    Con queste premesse De Pierro, tenendo conto anche della marcata connotazione di intensa sensibilità verso il sociale del movimento di cui è leader, non poteva certo mancare alla presentazione ufficiale di un film di grande spessore come “Il crimine non va in pensione”, per la regia di un esordiente Fabio Fulco, anche interprete, e la produzione di Claudio Bucci e Rosa Chiara Scaglione. Infatti, tra comicità e ironia, la pellicola offre uno spaccato straordinariamente autentico accendendo i riflettori sull’universo degli anziani e sulla piaga della ludopatia. I temi portanti vengono sviscerati abilmente e articolati nella stesura di una trama magistralmente sviluppata, dalla quale si irradiano profondi messaggi che aprono lunghe parentesi riflessive sul parenchima sociale nel quale scorre la nostra quotidianità. Nel cast attoriale campeggiano nomi illustri, che ipotecano anche dal punto di vista interpretativo le garanzie qualitative del prodotto, come Gianfranco D’Angelo, Ivano Marescotti, Stefania Sandrelli, Franco Nero, Orso Maria Guerrini, Maurizio Mattioli, Giacomo Piperno e Gisella Sofio. Un momento filmico formidabile che si traduce in una importante occasione di riscatto per la terza età, spesso relegata ai margini dal ricambio generazionale. Infatti quegli anziani che generalmente nei corpi collettivi vengono considerati ormai da rottamare da parte del nuovo che avanza (spesso anche nel neo pensiero politico), con l’attenzione calamitata e fagocitata dall’eccessiva dinamicità temporale della trasformazione tecnologica e dal consumismo esasperato, rappresentano al contrario una risorsa inestimabile, grazie all’enorme saggezza edificata sulla consistente esperienza di vita.

    “E’ un grande piacere essere qui — ha detto De Pierro —, ma per me è anche e soprattutto un dovere. Ci sono almeno tre motivi perché io possa affermare questo con assoluta convinzione. In primis per la mia personale battaglia che conduco da anni a sostegno del cinema italiano di qualità, con film di spessore che spesso vengono condannati a morte nel giro di un weekend a causa di scarse possibilità finanziarie e sono costretti a cedere il passo a pellicole straniere, magari mediocri, ma con un’ingente spinta promozionale. L’ho fatto per tanti anni giornalisticamente e da qualche tempo anche politicamente, avendo inserito quest’impegno nelle previsioni programmatiche del movimento Italia dei Diritti, che presiedo.

    Ho sempre sostenuto la necessità di valorizzare socialmente l’eccezionale capitale anziani, che troppo spesso sottovalutiamo. Quando muore un anziano è come se bruciasse una libreria, con tutta la memoria storica che si dissolve con il termine della sua esistenza. E’ anche per questo convincimento granitico che ho aderito proprio alcune settimane or sono, insieme al calciatore della Roma Alessandro Florenzi e al grande attore Lino Banfi, alla manifestazione “Mille piazza per i nonni d’Italia”, patrocinata dal Coni, dalla As Roma e dalla Lega Calcio di Serie B.

    La terza ragione che mi ha spinto qui è la lotta che da sempre conduco contro la ludopatia,  condizione spesso sottovalutata che non può essere considerata solo un fenomeno sociale, ma è una grave patologia, che può portare a conseguenze psicofisiche devastanti. Non è un caso che recentemente un apposito decreto legge, il 158 del 2012, ha inserito all’articolo 5 questo disturbo, a volte in parte assimilabile a quello ossessivo compulsivo, nei Lea (livelli essenziali di assistenza). Come Italia dei Diritti sottolineo il commendevole onere assunto in merito dal responsabile regionale ligure Maurizio Ferraioli, promotore di varie iniziative sull’argomento. E’ ora che la politica affronti con maggior vigore la questione, in quanto tengo a precisare che non ci troviamo di fronte a una circostanza clinica di scarsa rilevanza, bensì con una percentuale che raggiunge anche il 4% siamo al cospetto di una considerevole condizione emergenziale per la salute pubblica, tanto più per il fatto che la ludopatia è considerata dalla elaborazione dottrinale prevalente la patologia da dipendenza con i più rapidi indici di crescita”. (altro…)

  • Antonello De Pierro “pazzo” per mamma Frazzetto a Roma

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti ha partecipato presso il Teatro delle Muse alla prima di “Tutti pazzi per mamma”, con protagonista l’effervescente attrice romana insieme a Claudio Gnomus

    Roma – Spumeggiante e superlativa. Probabilmente tale espressione attributiva non basta per qualificare adeguatamente la performance di Luciana Frazzetto, che insieme a Claudio Gnomus, Andrea Dianetti e Roberta De Roberto, ha portato in scena, presso il Teatro delle Muse di Roma, l’esilarante pièce “Tutti pazzi per mamma”. Un successo che è andato oltre ogni previsione grazie a una comicità di notevole impatto, impeccabilmente dosata in un testo ameno e gradevole di Luca Giacomozzi, dove le battute si rincorrono a cadenza temporale perfetta, merito anche di una attenta regia firmata da Massimo Milazzo. E poi lei, la protagonista, vera mattatrice sul palcoscenico, ben supportata dagli altri bravissimi colleghi, che si è esibita in un’interpretazione in cui anche i più attenti e agguerriti detrattori non riuscirebbero a trovare alcuna nota stonata. Un’apoteosi meritatissima, decretata dal termometro dell’entusiasmo della platea, che si è impennato costantemente verso l’alto, e scandita costantemente da risate sbellicanti e applausi a profusione.

    Tanti gli ospiti per la prima, in una sala stracolma, i quali hanno goduto di una rappresentazione piacevole, che merita di diritto di passare agli annali della commedia teatrale d’autore. E tanti anche i fotografi schierati per sparare raffiche di flash, alla ricerca delle migliori inquadrature per immortalare i momenti più significativi dell’evento inaugurale e lanciare nell’universo mediatico le immagini che ne marcheranno la memoria.

    A manifestare il proprio lapalissiano gradimento, battendo le mani a ripetizione, anche il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, che ormai da tempo è impegnato in un’operazione di sostegno al teatro, presenziando, quando gli è possibile, alle prime degli spettacoli a suo giudizio più meritevoli dell’offerta programmatica dei cartelloni capitolini e non solo. Tra l’altro l’occhio di riguardo sempre mostrato per la cultura del palcoscenico affonda le radici negli albori della sua carriera giornalistica con varie recensioni teatrali sulla carta stampata e poi, nel prosieguo del suo percorso professionale, con un impegno di gran lunga più costante, da direttore e voce storica di Radio Roma nonché al timone, com’è ancora oggi, di Italymedia.it, passando per le varie testate che ha diretto.

    “Sono amico di Luciana da molti anni — ha detto — e ogni volta che assisto a un suo spettacolo riesce a stupirmi. Stasera poi si è davvero superata. Il rapporto amicale c’entra poco col mio giudizio. Lei sa perfettamente che se devo avanzare una critica negativa non ho peli sulla lingua. A parte il lato tecnico, che è più che consolidato su parametri elevati, noto ogni volta un miglioramento che si traduce nell’entusiasmo straripante e nell’energia inesauribile che traspaiono. Sembra che questi elementi col passare degli anni acquistino sempre più vigore. In questa pièce poi è stato incastrato tutto alla perfezione, a cominciare dai colleghi in scena, in particolar modo di Claudio, il cui talento, impeccabilmente armonizzato dall’esperienza con la concretezza del mestiere, è sempre una garanzia. Peccato che il teatro sia sempre più relegato ai margini dell’attenzione da parte di una politica miope verso i fermenti culturali e affidato soprattutto agli sforzi dei produttori e delle compagnie. Auspichiamo un’inversione di rotta, noi nel nostro piccolo cerchiamo di fare il possibile e ne siamo orgogliosi. Crediamo che la palingenesi culturale sia un dovere precipuo da inseguire e chi ne ha in mano le sorti non può abdicare a tale fondamento concettuale. La cultura non può più pagare un prezzo così alto ai germi dell’ignoranza che albergano spesso nei detentori delle leve decisionali”.

    Tra gli altri si sono visti Gigi Miseferi, Georgia Viero, Nino Taranto, Roberta Sanzò, il cantante e  produttore Deadstar, Lisa Bernardini, Alice Bellagamba, Marco Todisco, Samantha Togni, Giò Di Giorgio, Valerio Scanu, Anthony Peth, Simone Piresti, Conny Caracciolo, Alba Gonzagas, Sabrina Crocco, Pietro Romano, Roberta Garzia, Emanuele Ajello, Luca Materazzo, Michele Conidi, Daniele Si Nasce, Kyra Ruffo, Tiziana Bughetti, Raffaele D’Orsi, Elisabetta Viaggi, Jolanda Gurreri, Lino Bon e Gabriella Giorgelli.

     

    (Foto di Flavio Di Properzio)

  • Un coperto in più, Antonello De Pierro al Todi Festival anche per Maurizio Micheli

    Il presidente dell’Italia dei Diritti è tornato nella città tuderte per la terza volta in questa edizione in occasione della messa in scena della nota commedia scritta da Maurizio Costanzo

    Roma – E tre. Antonello De Pierro, il giornalista presidente del movimento Italia dei Diritti e direttore di Italymedia.it, che nei dieci anni passati alla direzione di Radio Roma, diventandone una storica voce nell’etere dell’Italia Centrale, si è prodigato non poco per la diffusione della cultura teatrale nelle coscienze collettive, è tornato per la terza volta al Todi Festival edizione 2015. Infatti, nell’ambito della campagna che da diverso tempo sta conducendo per testimoniare il sostegno dell’organizzazione da lui presieduta all’universo teatrale, innamoratosi della formula e delle commendevoli scelte di palinsesto effettuate dal direttore artistico Silvano Spada, ha deciso di soffermarsi sulla manifestazione tuderte. Il tris, dopo aver fatto registrare la propria presenza in platea in occasione degli spettacoli trionfali messi in scena da Giampiero Ingrassia e da Mita Medici, è stato centrato da De Pierro nel giorno in cui la previsione programmatica del Teatro Comunale indicava sul cartellone “Un coperto in più”, la nota pièce scritta da Maurizio Costanzo e rappresentata per la prima volta oltre 40 anni or sono. A portare in scena a Todi l’esilarante commedia degli equivoci, che la prima volta fu interpretata da Aldo e Carlo Giuffrè al Quirino di Roma, sono stati quattro straordinari attori, Maurizio Micheli, Vito, Loredana Giordano e Alessia Fabiani, diretti da Gianfelice Imparato, che hanno conquistato, con la loro impeccabile performance attoriale, un pubblico delle grandi occasioni per una sala colma al massimo della capienza. Applausi torrenziali sono scivolati ininterrotti e calorosi verso il palcoscenico, sulla cui ribalta i protagonisti sono stati chiamati più volte, al termine, per riscuotere una vera e propria ovazione, la vera mercede e nutrimento interiore di chi esibisce la propria arte alle platee. E se le doti attoriali di Micheli sono arcinote, e non solo non hanno tradito le attese, ma sono andate ben oltre, l’interpretazione perfetta di Vito, al secolo Stefano Bicocchi, ha rivelato uno straordinario artista, che ha ormai raggiunto una maturità professionale, resistente a ogni prova e che non lascia alcun margine di azione nemmeno al detrattore  più agguerrito. E lo stesso discorso vale per la Giordano, bravissima anche lei, e per la Fabiani, che ha dimostrato di essere a suo agio anche in teatro e che al termine non è riuscita a trattenere la sua commossa soddisfazione. Oltre a De Pierro, che al termine è poi rimasto in città fino a notte inoltrata, prima per ascoltare in piazza l’esibizione di una straordinaria cover band di Rino Gaetano e poi per una visita fugace dell’incantevole centro storico, in platea come sempre il direttore Spada, Fausto Bertinotti con la moglie Lella, Benedicta Boccoli, Aldo Ralli e il più famoso pr italiano Angelo Ciccio Nizzo, che dopo essere stato per decenni la colonna portante dei locali capitolini Gilda e Alien ha deciso di lasciare Roma e di prendersi qualche mese di riposo nella sua Todi.