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  • La rivalutazione dei beni d’impresa spiegata nel dettaglio da Massimo Rizza

    Tra le misure introdotte dal Governo a supporto di lavoratori e imprese, la rivalutazione dei beni d’impresa è l’argomento principale dell’elaborato realizzato da Massimo Rizza. I dettagli e i requisiti del Decreto Legge 104.

    Massimo Rizza

    Massimo Rizza: la rivalutazione di beni materiali e immateriali

    La rivalutazione dei beni d’impresa, misura introdotta dal Governo a supporto di imprese e lavoratori per contrastare le conseguenze economiche della pandemia da Covid-19, è il tema principale dell’elaborato realizzato da Massimo Rizza con il contributo di Riccardo Oscar Cavazzana. La norma delinea i beni oggetto di rivalutazione quali: i beni materiali come immobili, macchinari, attrezzature industriali e commerciali, impianti e beni mobili iscritti in registri pubblici; i beni immateriali quali i diritti giuridicamente tutelati tra cui i diritti di brevetto industriale, le licenze e le concessioni; le partecipazioni in società controllate che risultino iscritte tra le immobilizzazioni finanziarie, incluse quelle relative alle joint venture. Come sottolinea Massimo Rizza, la misura messa in atto dal Governo non include però gli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa; i beni in leasing, salvo il caso in cui non sia stato esercitato il diritto di riscatto e le immobilizzazioni immateriali costituite da meri costi pluriennali, quali l’avviamento e le spese di impianto, ampliamento e sviluppo.

    Massimo Rizza: il Decreto Legge 104

    La rivalutazione dei beni d’impresa, spiega Massimo Rizza, offre la possibilità di incrementare il valore dei componenti attivi del patrimonio societario al fine di supplire parzialmente alle perdite causate dalla pandemia. Il Decreto Legge n. 104 del 14 agosto 2020 è il risultato di una modifica apportata dalla Legge di conversione n. 126 del 13 ottobre 2020 e riconosce la rivalutazione dei beni “ai soggetti titolari di reddito di impresa che adottano i Principi contabili nazionali per la redazione del bilancio d’esercizio”. Come ricorda Massimo Rizza, la misura era già stata stabilita dalla Legge n. 342 del 21 novembre 2000 che è stata successivamente arricchita da una serie di novità relative all’opportunità di poter rivalutare singoli beni, alla decorrenza del riconoscimento dei maggiori valori fiscali, alla possibilità di effettuare una rivalutazione ai soli fini civilistici, all’inserimento di un’aliquota unica di imposta sostitutiva pari al 3% e all’estensione all’avviamento ed altre attività immateriali dell’ambito oggettivo del riallineamento.

  • Massimo Rizza: il percorso fino ai vertici dell’ODCEC di Milano

    Massimo Rizza ha fondato lo Studio Rizza, attivo da vent’anni nel settore consulenziale grazie ad un team di commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro

    Massimo Rizza

    Massimo Rizza: i primi passi professionali nel settore della contabilità

    Commercialista, revisore e conciliatore societario, Massimo Rizza ha sviluppato negli anni un’esperienza consolidata nel settore. Il suo ingresso nel mondo della contabilità si realizza non appena ottenuta l’abilitazione come ragioniere. Oltre a frequentare la facoltà di Scienze Economiche dell’Università degli Studi “Guglielmo Marconi”, si mette subito in proprio con il fratello, fondando a Milano lo Studio Rizza. Una volta terminato il percorso formativo con il conseguimento della laurea e aver accumulato diversi anni di esperienza, il commercialista viene nominato come delegato di Milano nella Cassa Nazionale dei Ragionieri. Massimo Rizza ricoprirà l’incarico dal 2009 al 2014. In quegli anni, precisamente nel 2012, diventa anche Consigliere della Fondazione dell’Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili della città.

    Massimo Rizza: il percorso nell’ODCEC

    Le due cariche ricoperte conferiscono a Massimo Rizza le competenze e l’esperienza che gli valgono la nomina come membro del Consiglio dell’Ordine dei Commercialisti e degli esperti contabili di Milano, incarico che ricopre dal 2014 al 2020. Negli anni all’ODCEC ricopre, per un breve periodo, anche l’incarico di segretario, con alcune importanti deleghe a diverse commissioni di studio (Compliance e modelli organizzativi, Principi contabili, Bilancio Integrato, Semplificazione e startup, Finanziamenti e bandi). Tra le commissioni principali, nel 2018 è stato capo team di quella dedicata all’analisi e alla classificazione dei Bilanci 2017 delle aziende non quotate con fatturati sotto i 100 milioni (Oscar del Bilancio, promosso da FERPI). Oggi Massimo Rizza continua a guidare lo Studio omonimo che, grazie ad un team composto da numerosi esperti, offre servizi di consulenza in diverse aree (commerciale, diritto contabilità). Per il ruolo svolto a sostegno della categoria, ha ricevuto una medaglia dal Collegio dei Ragionieri Commercialisti.