Tag: Maschio Angioino

  • Napoli e i suoi re…Alfonso D’Aragona

    Uno dei re di Napoli, Alfonso d’Aragona, viene ricordato ancora oggi, grazie all’arco trionfale che volle far erigere all’ingresso di Castel Nuovo.
    Conosciuto da noi napoletani e nel mondo con il nome di Maschio Angioino, proprio sul suo ingresso il sovrano volle celebrare, con un arco scolpito, la conquista del regno di Napoli nel 1443. Una celebrazione del suo trionfo, desideroso di emulare la gloria degli imperatori romani ed ispirandosi agli antichi archi trionfali proprio dell’architettura romana.
    Viene raffigurato di fatti, l’ingresso del sovrano in città alla maniera degli antichi imperatori, sopra il suo carro, e tutt’attorno la sua corte che lo acclama. Ma la storia vera, della sua conquista del Regno di Napoli in realtà è un’altra…
    La storia narra che i Catalani riuscirono a penetrare in città grazie a un sotterfugio che mise fine a un logorante assedio durato mesi.
    Le mura di Napoli, sin dai tempi dei romani, erano considerate impenetrabili, e si doveva trovare una soluzione.
    La soluzione era proprio all’interno delle mura della città, ossia il pozzo di Santa Sofia.
    Nei pressi del Pozzo di Santa Sofia, proprio all’interno delle mura cittadine, c’erano numerose botteghe, una di queste era quella di un umile sarto chiamato “mastro Ciliello cosetore”, che portava avanti l’attività assieme a sua moglie Ciccarella e ai suoi figli. Si racconta che una notte durante l’assedio gli uomini di Alfonso si intrufolarono in un canale sotterraneo, che sbucava proprio nella casa del povero sarto. I soldati proprio da li riuscirono ad entrare inosservati in città. La scoperta di questo passaggio segreto, o meglio la soffiata che ebbe re Alfonso, si dice sia avvenuta da parte di due muratori Aniello e Roberto. Mentre fonti un po’ più romanzesche affermano che la soffiata del passaggio segreto venne fatta da Ciccarella, la moglie del sarto, e che proprio lei abbia voluto aiutare il re aragonese per vendicarsi di Renato d’Angiò che le aveva negato un favore.
    Il nuovo sovrano in un certo qual modo non nascose il segreto del suo successo, anzi dispose nel suo testamento che si provvedesse ad erigere una cappella dedicata a San Giorgio, proprio nelle vicinanze del pozzo di Santa Sofia, e un’altra cappella all’interno della bottega del sarto dedicata a san Michele Arcangelo. Di queste costruzioni antiche, oggi non vi è più traccia.
    Inoltre i complici del re catalano, il sarto, la sua famiglia e i muratori furono ricompensati generosamente con una pensione a vita di trentasei ducati. Le prove di questa generosità sono state ritrovate nei secoli negli antichi archivi di Napoli. Una volta insediatosi, Alfonso venne soprannominato il Magnanimo, proprio perchè si rivelò essere un sovrano illuminato e liberale; grazie ad una meritevole opera di mecenatismo, Napoli diventa il centro propulsore della cultura italiana dell’epoca.
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  • Bel Canto & Storia al Castello

    L’ Associazione Culturale Noi per Napoli

    In collaborazione
    con
    Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli
    Associazione Culturale Timeline
    Presenta
    Il 29 giugno 2019
    in occasione della Festa della Musica al Maschio Angioino
    BEL CANTO & STORIA AL CASTELLO
    Grande appuntamento con il Bel Canto, la Storia e l’Archeologia
    h.17.30 con Archeologia Sottosopra
    tour guidato a cura di Timeline
    h.18.30 Recital Lirico ” Il Bel Canto nella Bella Epoque”
    presso la Sala della Loggia
    Con
    OLGA DE MAIO soprano
    LUCA LUPOLI tenore
    LUCIO LUPOLI tenore
    MAURIZIO IACCARINO pianista
    note storiche a cura di GIUSEPPE GIORGIO
    Evento molto particolare con un affascinante intreccio tra il Bel Canto,la musica, la storia e l’archeologia, quello che attende gli spettatori il 29 giugno 2019 presso Castel Nuovo Maschio Angioino:
    il Recital lirico dedicato al repertorio del Bel Canto napoletano ed italiano, considerato sempre piu come Patrimonio dell’Unesco, d’epoca tardottocentesca e primo novecento della Belle époque, con le piu’ belle romanze da Salotto, duetti, le pagine immortali dell’operetta e dell’opera che a Napoli ebbe tanta eco e risonanza con i riferimenti e radici nella tradizione culturale partenopea della canzone classica napoletana.La città della Sirena Partenope,il canto, la musica erano evidentemente nel codice genetico sin dalla sua origine mitologica, tanto che dal XVI secolo in poi Napoli è un punto di riferimento in Europa per lo sviluppo dell’arte musicale e del Bel Canto .Musica piena di sole“ fu definita quella del musicista Cimarosa, icastica immagine di quella che era la vitalità, la soavita’ delle melodie che esprimevano il sole di Napoli e del meridione italiano, quella che indiscutibilmente ed inequivocabilmente si definiva come una delle capitali mondiali della musica dall’epoca aurea della settecentesca scuola napoletana. Esemplare è l’universalità della canzone ‘O sole mio per testimoniare il successo planetario delle melodie napoletane, amate ed interpretate dai più grandi cantanti lirici della storia, in primis quell’Enrico Caruso nei confronti del quale la sua città natale fu ingiustamente avara di successo.
    Per provare poi le emozioni della scoperta il tour guidato, proposto dall’Associazione Culturale Timeline,si intitola:
    Archeologia Sottosopra, uno straordinario viaggio nel tempo, alla scoperta della fortezza di Castel Nuovo – Maschio Angioino. Attraversando l’arco di Trionfo, volutoda Alfonso d’Aragona, ai visitatori attende una grande avventura tra le opere di fortificazione aragonese, dal cortile monumentale agli scavi archeologici di epoca romana, ritrovati nei sotterranei fino ad arrivare sul punto più alto del castello.
    INFOLINE E PRENOTAZIONI
    339 4545044 Associazione Culturale Noi per Napoli Associazione Culturale Noi per Napoli
    331 7451461 Associazione Culturale Timeline Associazione Culturale Timeline
    Tickets point Edicola Piazza del Gesù
    Contributo di partecipazione 15€
    Contributo Cral di partecipazione 13€