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  • Spoleto Arte: intervista a Margherita Casadei, la pittrice delle donne alla finestra

    È arrivato il momento per Margherita Casadei, pittrice di un animo femminile sensibile alla musica del mondo, di raccontare un po’ di sé e della sua carriera. A pochi giorni dal servizio sulla sua produzione artistica per il Tgcom24 abbiamo voluto approfondire alcuni aspetti caratteristici del suo percorso.

    D: Sabato è uscito il servizio su TGcom24 in merito al suo percorso artistico. Come si sente?

    R: Sono felicissima, trepidante. In un momento così difficile per l’Italia e per il mondo, impegnati a contrastare il Coronavirus, mi auguro che parlare di arte possa infondere in chi ascolta un po’ di serenità e possa offrire un attimo di fuga dalle preoccupazioni. Credo che possa portare una ventata di colore in questo periodo oscuro e duro per tutti noi, che ha spento l’entusiasmo e l’attività di molte persone.

    donne alla finestra

    D: Un’evasione nell’intimità. Le sue opere traducono la bellezza dell’universo femminile, quello più poetico, sognante, privato… Com’è nata l’idea di mostrare le sue protagoniste di spalle, in città romantiche immerse nella notte o nella luce del tramonto?

    R: Nella cura dell’interiorità e della vita, l’arte è uno strumento fondamentale, è un potente veicolo di messaggi privati che possono diventare messaggi per tutti e unirci fortemente, dando luogo a una comunicazione e a una “comunità artistica”.

    L’idea di mostrare le mie figure di spalle nasce quasi per magia da una linea tracciata sulla tela… Quel giorno intuisco un nuovo approccio all’insieme del quadro: traccio mano a mano una donna alla finestra. L’affacciarvisi ribadisce il punto di vista sul mondo. Mi rendo conto immediatamente che la donna, essendo voltata di spalle, facilita il fruitore nell’immedesimazione. Invita a guardare verso un oltre, verso un mondo migliore. Di sicuro in lei c’è un’esortazione a guardare di più il cielo e a immergersi nell’infinito che ci circonda oltre alla solita materialità. Filtra la musica del mondo, della vita e la trasmette. Il segno pittorico diventa così il mezzo per risalire alle radici della comunicazione, per dire con i colori quello che le parole non risolvono.

    D: Perché alcune delle sue donne hanno un incarnato tendente all’azzurro?

    R: Inconsciamente voglio invitare ad alzare di più lo sguardo verso il cielo e verso l’infinito.

    D: Lei vive e lavora vicino a Cervia. C’è un po’ di questa città nei suoi dipinti?

    R: Di sicuro ci sono dei luoghi vissuti e altri sognati: sia cittadini che di paese, con particolare attenzione anche agli alberi. Con i loro rami richiamano una tensione verso l’alto, quasi una muta preghiera. Mi rendo conto che l’arte è un meraviglioso processo in grado di raccogliere pezzi di mondo e di vita unendoli in un insieme armonico e ricco di significato.

    D: Animali e gioielli: sulle sue tele li troviamo molto spesso, come mai? C’è una relazione tra loro e la figura femminile?

    R: Parto dai gioielli: diverse donne alla finestra indossano gioielli ricavati da un’abile selezione di materiali. Talvolta li creo io stessa e attorno si costruisce pian piano un mondo sognante fatto di colori che a tratti sono sfumati. Il gioiello applicato diventa così un’opportunità per costruirci attorno delle impressioni. Si dice appunto che un gioiello è per un’occasione… In questo caso ribadisce la “preziosa” occasione di incontrare se stessi e comunicare agli altri tramite l’arte. Dunque non è un simbolo di ricchezza materiale, ma suggerisce una raffinatezza interiore.

    Gli animali nei miei quadri rappresentano un affetto quotidiano, come i gatti ad esempio. Fin da bambina mi hanno sempre fatto molta tenerezza, ne ho avuti tantissimi e con ognuno un rapporto speciale. Come nel silenzio del buio notturno ci sono le luci della luna, delle stelle e dei lampioni a farci compagnia e a guidarci, così il gatto rappresenta un legame con l’uomo e una peculiare attitudine, poiché è un animale che sa vedere bene anche al buio oltre a essere fin dall’antichità portatore di positività e di una sensibilità particolari.

    donne alla finestra

    In alcuni miei dipinti accanto alla figura femminile compare un uccellino: come ci ricordano le poesie di Giovanni Pascoli, gli uccelli sono i messaggeri di un mistero poiché, potendo volare, fungono da ponte tra il cielo e la terra.

    D: La delicatezza del segno accarezza le forme degli oggetti e dei profili. Quanto questa scelta contribuisce nella creazione dell’atmosfera così caratteristica dei suoi lavori?

    R: La delicatezza del segno passa attraverso molti anni di pittura e di contatto con i colori, attraverso sacrifici, sbagli, diverse ricerche e sperimentazioni per arrivare ad accorgermi, a sentire che il tratto pittorico proviene direttamente dall’anima.

    D: Cosa cerca di trasmettere nella sua più recente produzione?

    R: Di quest’ultima fanno parte alcune donne alla finestra che acquistano lentamente la posizione del viso di tre quarti. Sono donne che raccontano fragilità ed emozioni anche solo con lo sguardo oppure con la loro postura, in ascolto di una musica universale da saper cogliere e trasmettere. Invitano ognuno ad aprire la “propria finestra” sul mondo.

    D: Qual è stato il percorso di crescita interiore e artistica da quando ha preso in mano per la prima volta pennello e tavolozza?

    R: In più di vent’anni di pittura ho lavorato molto su me stessa. Vi ho unito lo studio della filosofia, la musica, il canto e la danza. Spesso ai quadri ho abbinato poesie.

    Tutto è partito dall’interesse per la persona, per l’uomo concepito come essere problematico in mezzo a un universo misterioso dal ritmo affascinante. Parto raffigurando i musicanti di strada, le ballerine. La ballerina nella chiave di violino è un simbolo di musica universale, riassume il concetto di danza e di armonia. Dipingo anche donne con un gatto accanto e dopo la nascita di mia figlia Elena inizio a dipingere le maternità, uno spunto fortissimo anche per riflettere sulla donna creatrice, soggetto in cui la maternità è pure artistica. Poi è la volta della donna alla finestra che si ferma ad ascoltare la musica del mondo e si lascia attraversare da essa per cercare in tutti i modi di comunicarla agli altri.

    A distanza di anni riesco a notare comunque che il filo conduttore del mio far arte è la musica e la cura dell’interiorità, chissà andando avanti…

    D: Tra i suoi estimatori c’è anche Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi. Come vi siete conosciuti?

    R: Ho conosciuto il presidente Nugnes a Biennale Milano dove erano state esposte alcune mie opere selezionate dal comitato di Spoleto Arte. Ringrazio lui e tutto il suo staff per l’impegno e la professionalità che dimostrano ogni volta nell’organizzare e seguire vari eventi artistici, in cui traspare una forte passione per la cura e la salvaguardia dell’arte.

  • Spoleto Arte: l’artista Margherita Casadei e le sue “donne alla finestra” al Tgcom24

    I sogni si coltivano da adolescenti e, con la perseveranza, ci accompagnano da adulti. Margherita Casadei, artista di Cervia (RA), ha inseguito le sue passioni e le ha sviluppate nel corso degli anni. Artista conclamata della scuderia di Spoleto Arte, sabato scorso, il 14 marzo, è stata poi protagonista di un servizio del Tgcom24 dedicato all’arte e agli artisti contemporanei.

    margherita casadei

    Margherita Casadei

    La sua avventura, cominciata a sedici anni da autodidatta, l’ha vista maturare nella sua necessità espressiva, man mano tramutatasi in urgenza. Suonare il pianoforte non le era più sufficiente infatti, aveva bisogno di dare colore alla musica che sentiva nascerle da dentro. Le parole si dimostravano inefficaci e insufficienti, così Margherita trova nella pittura e in particolari soggetti il mezzo per risalire alle radici della comunicazione, per raccontare qualcosa di profondo. Legata all’universo femminile, che trova più vicino al proprio modo di essere e di sentire in quanto donna, la pittrice inizialmente dipinge la musica. Ecco allora che l’armonia e la libertà si trasformano in musicisti di strada, in ballerine, in chiavi di violino. Ma ben presto le ragazze e poi le donne alla finestra diventano il simbolo più distintivo dei suoi quadri.

    Il punto di vista al femminile

    L’affacciarsi sul mondo esterno ribadisce l’importanza del proprio punto di vista sulle cose, permette di guardare verso un orizzonte migliore, di sognare e, non da ultimo, di riflettere sul senso della vita. Con questi dipinti Margherita Casadei si propone di liberare l’anima dal materialismo in cui si è immersi per giungere a una positiva ricerca di sé e della bellezza. Scoprire quelle emozioni che ci rendono migliori e appagati fa parte di quel racconto, il quadro, che ne unisce tanto il creatore quanto il fruitore.

    margherita casadei

    La maternità

    La chiave di volta arriva nel 2014, a seguito della nascita della figlia: la maternità diviene un altro tema forte trattato dall’artista. La pittrice è solita aggiungere gioielli o animali da compagnia alla composizione, ma in questi casi non accade, dal momento che “generalmente nelle maternità la donna non porta alcun gioiello poiché il bimbo è il gioiello della mamma”.

    Il messaggio

    “Invitare al senso di religioso stupore e voglia di bellezza” è ciò che si prefigge di raggiungere con i suoi dipinti. Essendo l’arte un prezioso strumento per affinare l’anima, per conoscere se stessi e il mondo, Margherita Casadei guarda all’arte come a qualcosa in grado di “mettere a contatto e in comunicazione uomini di popoli e culture diversi”.

  • “L’arte dell’umanità” alla Milano Art Gallery: Margherita Casadei si racconta

    1)        Domenica 18 febbraio ha inaugurato, con grande successo, una mostra personale nella storica e rinomata Milano Art Gallery a Milano. Come è nato il connubio artistico creativo con il manager della cultura Salvo Nugnes? 

    Ho inviato alcune mie opere selezionate alla Biennale di Milano e lì sono state apprezzate. Da qui la proposta di una mostra personale alla Milano Art Gallery, una meravigliosa opportunità per far conoscere i miei lavori, di cui ringrazio tantissimo il Dottor Nugnes.

    2)        Come si intitola la mostra?

    “Arte dell’umanità”. Mi propongo di esprimere un mondo vicino all’animo umano e, nello stesso tempo, che possa dare respiro all’uomo curandone l’anima con l’arte, lontano dalle ristrettezze materiali. Nella pittura trovo modo di dare voce all’anima troppo spesso soffocata nella materia. Vorrei, tramite le mie creazioni, risvegliare un senso di religioso stupore e una voglia di bellezza.

    3)        Qual è l’opera che ha scelto come simbolo della mostra?

    “Aspettando il nuovo anno”. Questo lavoro sintetizza la mia poetica. La donna affacciata alla finestra ribadisce il punto di vista sul mondo, che costituisce una motivazione di essenziale ed  esistenziale importanza. Significa esserci, essere vivi, guardare e pensare, sentire il più possibile, allenare al massimo le nostre facoltà umane, tra cui quelle della contemplazione, del capire, del comprendere e del sognare, perché la luce del sogno possa illuminare la cruda realtà. Tutti possono essere quella figura femminile. Il fatto che sia voltata di spalle aiuta il fruitore a immedesimarsi.

    4)        Come e quando nasce la sua passione per l’arte?

    Da giovanissima, all’epoca del liceo (studiavo al Liceo classico Vincenzo Monti di Cesena). Fin da piccola sono legata al disegno e ai colori: una passione molto probabilmente trasmessa da mia madre, persona dolcissima, fantasiosa e creativa. Studiavo musica già dall’età di sei anni; mentre al liceo iniziai filosofia, una materia che suscitò in me grandissimo interesse. Fu proprio in questo periodo che mi feci regalare cavalletto e pennelli, e iniziai questa meravigliosa avventura con i colori. Dentro di me c’era un’urgenza espressiva fortissima, un bisogno di ricerca; ho subìto il fascino del mondo e di tutte le domande che una persona si pone. Avevo bisogno di esprimere con i colori quello che non riuscivo a dire con le parole. Dentro di me si formava una personalissima visione del mondo e dell’esistenza. L’arte diventava così un mezzo di indagine profonda della vita nella sua interezza, vita concepita come musica universale nel suo ritmico fluire di alti e bassi, una musica affascinante.

    5)         Come si è evoluto il suo percorso artistico negli anni?

    Tutto è partito dall’interesse per la persona, per l’uomo pensato come essere problematico in mezzo a un universo misterioso dal ritmo affascinante. Non ho mai concepito la pittura come hobby ma come mezzo di lavoro su me stessa e sulla realtà. Parto raffigurando i musicanti di strada che raccontano la poesia di quest’ultima, fatta delle mille vite delle mille persone che vi passano sopra. Al contempo raffiguro le ballerine.

    La ballerina nella chiave di violino è un simbolo di musica universale.

    Dopo la nascita di mia figlia Elena inizio a dipingere anche le maternità. La prima che ho dipinto risale al 2014 e si tratta del quadro  “Superstiti: la donna, il bimbo e il mare”. Una madre con un bambino sono voltati di spalle e guardano il mare sotto un cielo notturno che volge all’alba. C’è un’infinita dolcezza davanti al tumulto dell’esistenza che la giovane sente di dover affrontare assieme al figlio, a cui è unita oramai da un vincolo unico e fortissimo.

    Generalmente nelle maternità la donna non porta alcun gioiello, poiché il bimbo è il gioiello della mamma. Il che è uno spunto fortissimo anche per riflettere sulla donna creatrice. La maternità viene però intesa anche come maternità artistica, come creatività. Fino a raffigurare La donna alla finestra che si ferma ad ascoltare la musica del mondo e si lascia attraversare da essa. La figura femminile alla finestra è preziosa non tanto perché indossa dei monili, ma perché sa pensare e riflettere. Il gioiello diventa un simbolo di una ricchezza interiore.

     

    C’è qualche artista in particolare al quale si ispira o la sua arte viene da sé?

     Come dicevo, l’originalità del mio percorso pittorico nasce da una personale urgenza espressiva. Il mondo dell’arte mi ha sempre affascinato in tutte le sue forme. Sono sempre rimasta molto colpita da artisti come Van Gogh, gli impressionisti, Caravaggio e molti altri ancora. Sono un’appassionata anche di tutta la bella musica.

    7)         Ricordiamo che ha esposto, in ottobre, alla Biennale Milano, presentata dal Prof. Vittorio Sgarbi, che ha apprezzato le sue opere. Ne è soddisfatta?

    Sono molto onorata, anzi onoratissima.

    8)         Ha partecipato inoltre alla mostra Miami meets Milano a Miami, in concomitanza con Art Basel. Pensa che sia indispensabile per un artista aprirsi al mercato internazionale?

    Sicuramente. È una delle prove che un artista con la sua arte deve sostenere. Penso che ogni traguardo raggiunto vada sempre concepito come motivo per rimettersi in gioco continuamente, anche se i risultati non sono sempre immediati, anzi quasi mai… e tutto comporta anche dei sacrifici e tanto impegno.

    9)        Quali sono i suoi futuri progetti per la sua ricerca artistica e sperimentale? 

    I progetti pittorici sono tanti. Sto studiando da autodidatta nuove tecniche. Tanti quadri sono negli appunti. Tanti sono nella mia testa. Alcuni disegnati e altri dipinti solo in parte, alcuni quasi pronti per essere fruiti. Vedremo. Trovo interessante non chiudersi in un progetto solo ma essere sempre aperti al cambiamento e alle sorprese. Un progetto può anche staccarsi da un’idea iniziale per divenire altro.

    10)     Come pensa si possa educare all’arte le nuove generazioni? 

    L’arte è un importantissimo strumento che raffina l’anima, uno strumento di conoscenza di se stessi e del mondo. Sintetizza dentro di sé stati d’animo, idee di un’epoca, può mettere a confronto anche età diverse; è un processo meraviglioso che trascende persone e opere ed è in grado di mettere a contatto persone e popoli di tutto il mondo. Penso che la cosa migliore anche per educare i giovani all’arte sia il contatto diretto, avvicinare l’arte alla vita di tutti i giorni, renderla più fruibile a ragazzi troppo immersi in una materialità e a una superficialità schiacciante. Bisogna invitare i giovani alla riflessione. Non è di certo facile accostare due forme di arte lontane nel tempo, come ad esempio la Gioconda e una canzone pop da classifica… però ci si potrebbe aprire a diverse riflessioni storiche e artistiche; è interessante vedere come in periodi diversi si arrivi a risultati artistici differenti, che però fanno capo allo stesso bisogno di esprimersi, che è connaturato all’uomo da sempre.

  • Milano Art Gallery: grande successo per Margherita Casadei con “L’arte dell’umanità”

    Alla storica Milano Art Gallery, in via G. Alessi 11, domenica 18 febbraio, alle 18.00, è stata inaugurata con ampio consenso della critica la mostra personale dell’artista romagnola Margherita Casadei. “L’arte dell’umanità”, organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes nel cuore di Milano, rimarrà aperta al pubblico fino a mercoledì 7 marzo 2018.

    I lavori dell’artista autodidatta si concentrano prevalentemente sull’essere umano, in particolare sulla figura femminile, più vicina al modo di sentire e di essere della pittrice. In questo modo riescono a emergere le problematiche intrinseche nell’uomo, capaci di rivelare ulteriori significati e metafore, anche attraverso un forte legame con il mondo della danza e della musica.

    Se si scende poi più nel dettaglio, si riscontra un certo interesse pure nei confronti dell’infanzia, spesso accantonata in un angolo, come avviene per i giocattoli, ma pur sempre presente e influente. Ciò che Margherita Casadei si prefigge di fare è semplice: proporre soggetti che siano vicini all’uomo per darne un maggiore respiro e, al contempo, curarne l’anima. Così facendo emergono momenti di quotidianità attraverso un tratto delicato alternato a un vivace cromatismo.

    Salvo Nugnes commenta con queste parole le opere della pittrice esposte durante la prestigiosa mostra “Miami meets Milano”, tenutasi nel dicembre del 2017:

    «L’arte sensibile di Margherita Casadei tocca profondamente il cuore umano: piccoli attimi di vita quotidiana vengono colti in tutta la loro bellezza e splendore. Gesti semplici e autentici diventano i veri protagonisti delle opere dell’artista. L’arte della Casadei ruota con delicatezza attorno allo studio della fragile vita umana,  fatta di piccole gioie che si alternano a momenti di debolezza, non distogliendo mai l’attenzione dal suo ammirevole obiettivo: quello della cura dell’animo umano, rivestendolo di puri sentimenti, privi di ogni contaminazione sociale».

  • Le opere di Margherita Casadei in mostra alla Milano Art Gallery a Milano

    La talentuosa artista Margherita Casadei ha scelto la Milano Art Gallery (in via Alessi 11), storica galleria nel cuore del capoluogo lombardo, conosciuta come luogo di riferimento del Maurizio Costanzo Show, per inaugurare la sua importante mostra dal titolo “L’arte dell’umanità”. L’esposizione verrà organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes e si terrà dal 18 febbraio al 7 marzo 2018, con inaugurazione prevista domenica 18 febbraio alle 18.00.
    Il percorso pittorico della Casadei è una continua ricerca che ha, al suo centro, la figura umana con le sue problematiche, che veicolano significati e piani metaforici. Nei suoi dipinti c’è cura per i sentimenti e le debolezze da un lato e dall’altro un grande interesse per la danza e la musica. Altro tema che la pittrice affronta è quello dell’infanzia: il pagliaccetto o la bambola dipinti in un angolo rappresentano l’infanzia che nella vita di una persona viene accantonata ma è pur sempre presente nella sua profondità. Nella sua pittura c’è interesse nel cogliere l’intensità dei momenti quotidiani e l’intensità nella semplicità dei piccoli gesti attraverso trasparenze che si alternano a toni decisi.
    Veronica Ferretti del Museo Buonarroti afferma: “In un’epoca come quella attuale, aliena da sentimenti profondi, il richiamo autentico al valore degli affetti della maternità, dell’infanzia, o ai sogni della fanciullezza rappresentati con maestria nelle opere di Margherita Casadei, assume singolare significato espressivo. Il rapporto tra la pregevole intensità e varietà dei colori impiegati nelle figurazioni, prevalentemente di genere femminile, e la tenue lontananza dello sfondo sia che si riferisca, come in queste opere, ad una visione, al sogno o a superstiti sulla riva, rendono poetiche le raffigurazioni che rievocano il fauvismo onirico di Marc Chagall”.