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  • P-gear® dopo Hannover Messe un’internazionalizzazione che guarda Oltralpe

    Il bilancio della presentazione della punta di diamante dell’azienda dopo l’esperienza tedesca alla fiera internazionale tecnologica più importante del mondo

    In casa Poggi continua la storia di P-gear®, tecnologia oilfree e senza ingranaggi presentata durante la scorsa Hannover Messe, evento imperdibile per chi tende all’innovazione 4.0 e alla continua ricerca in ambito tecnologico.
    Per Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.a. la fiera è stata un’occasione per coltivare ulteriori incontri con l’estero e affermare la propria politica di internazionalizzazione.

    Dichiara Andrea Poggi, presidente dell’azienda, riguardo all’esportazione: «L’export rappresenta oggi il 40% del nostro fatturato e l’obiettivo è crescere ancora di più all’estero. Teoricamente i margini di crescita sono maggiori all’estero che nel resto dell’Italia. La nostra produzione classica riguarda pulegge e cinghie dentate e trapezoidali, rinvii angolari e giunti. Prodotti che ci seguono nella nostra storia da 50 anni e quindi crediamo che la nostra competenza in questo settore sia sufficiente per poter sviluppare insieme ai clienti anche applicazioni ad hoc. Ecco perché alla produzione classica sono state aggiunte le due nuove tecnologie P-drive® e P-gear®, che speriamo ci permettano di fare un ulteriore passo in avanti come azienda sul mercato mondiale.»

    P-gear® viene applicato nel campo dei rinvii angolari e dei riduttori come concept di trasmissione del moto con ingranamenti senza contatto dimostrando di essere molto di più di un semplice prodotto per il mercato delle trasmissioni, ma un vero e proprio sistema all’avanguardia customizzabile e industrializzabile. Gli ambiti di utilizzo potenziali sono diversi: farmaceutico, medicale, food & beverage, civile, robotico e robotico collaborativo, automazione, packaging, automotive, energetico, navale, petrolifero, agricolo, edile. Garantisce maggiore sicurezza, silenziosità e assenza di lubrificanti assicurando riduzioni vibracustiche e un rischio minimo di surriscaldamento e di contaminazioni, con l’ulteriore plusvalenza di un notevole risparmio dal punto di vista energetico.

    Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.a. nasce nel 1958 grazie all’impegno e alla dedizione di Pierluigi Poggi, oggi portato avanti dai 3 figli. Specializzata nella produzione di pulegge, rinvii angolari e altre soluzioni nel ramo degli organi di trasmissione come cinghie dentate e trapezoidali, produce elementi di fissaggio ai giunti, ai pignoni e alle slitte per motori elettrici. Da oltre 60 anni viene apprezzata in oltre 40 paesi del mondo per il suo approccio innovativo e customizzato. Il ventaglio di servizi all’avanguardia proposto da Poggi è frutto di continue ricerche e sperimentazioni, di un accurato percorso di progettazione e produzione che assicura un prodotto innovativo, certificato e orgogliosamente made in Italy. www.poggispa.com

  • ChiGlo, il guadaroba dal sapore Tailor made delle gemelle Piscedda

    Chiglo è un piccolo guardaroba di pezzi dal sapore “tailor made” pensato per una donna assolutamente dinamica che vive nel presente. Una donna cosmopolita che si lascia sedurre dal fascino del viaggio: la collezione A/I 2017-18 rappresenta infatti un doppio tributo alla Sardegna e al Sud America, in particolare alle bellezze incontaminate dell’Ecuador. Un connubio affascinante di culture sarda e sudamericana che ispira materiali preziosi – lane, sete velluti – colori e linee della collezione. Le felpe, simbolo di Chiglo, si arricchiscono di un nuovo pattern che riprende la tradizionale tessitura “Pibiones” a “grappolo d’uva”. La palette colori è naturale, calda e raffinata – nero, bianco panna, ocra, azzurro, vinaccia – ed è ripresa anche per la nuova linea di maglieria.

    La Collezione Chiglo A/I 2017-18 è un piccolo guardaroba delle meraviglie, composto di creazioni uniche e originali in cui presente e passato si fondono rivelando tutto l’amore per la ricerca e la cura del dettaglio. Un amore ispirato dalle tradizioni del mondo e in primis da una cultura antica e profonda come lo splendido mare di Sardegna

    ABOUT CHIGLO

    Chiara e Gloria Piscedda hanno iniziato ad appassionarsi all’alta artigianalità nel laboratorio della sarta che confezionava gli abiti della loro madre. L’incontro con quello che sembrava un mondo incantato e mosso dalla passione senza compromessi per la qualità, per l’attenzione maniacale ai dettagli e da una manualità straordinaria è stato fondamentale per il loro percorso. L’amore per la forza che trasmette l’essere capaci di creare bellezza è stato intensamente presente fin dalle prime visite al laboratorio e le ha accompagnate senza soluzione di continuità lungo tutto il percorso che le ha portate alla creazione di ChiGlo. Dopo gli studi universitari in economia e architettura (espressione dei caratteri “a contrasto” delle due gemelle), Chiara e Gloria hanno deciso di risintonizzarsi insieme sulla passione per la creazione di abiti e accessori. Hanno preso parte ad alcuni workshop in Italia e in Francia per tornare a stare contatto con un certo tipo di manualità e impostazione del prodotto. Ma, soprattutto, si sono messe ad osservare quello che stava loro intorno, su e giù dalle passerelle nelle strade italiane e del mondo. Il primo passo del loro progetto è stata una micro produzione di felpe e cardigan double-face che hanno varcato in breve tempo i confini nazionali, selezionate da alcuni negozi di Madrid, Berlino e Amsterdam. Obiettivo: mettere alla prova la capacità di creare variazioni sul tema di forme e capi apparentemente già codificati in modo “statico”. La produzione è stata realizzata interamente in Sardegna, ispirandosi, per alcuni motivi decorativi ricorrenti, alle texture dei costumi sardi e alle cromie contrastanti dei paesaggi isolani. Questo primo step è stato l’avvio di un processo che ha portato le gemelle Piscedda a voler radicare l’ispirazione del loro lavoro nelle tradizioni e al territorio della Sardegna, specchio perfetto del dualismo che le caratterizza.

    VIDEO BACKSTAGE https://vimeo.com/235308647

     

     

  • LA TANICA IN PLASTICA RICICLATA ECOPLEN OMOLOGATA PER TRASPORTO ADR DI MERCI PERICOLOSE.

    Le taniche in plastica ECOPLEN, realizzate con non meno del 70% di plastica riciclata da rifiuti post-consumo, hanno ottenuto l’omologa ADR da parte del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, per il trasporto delle merci pericolose.

    Un grande risultato per la sostenibilità nel campo della produzione di materie plastiche.

    Ci siamo. Anche la tanica in plastica riciclata Ecoplen riceve l’omologa per il trasporto ADR e si mette al servizio di merci pericolose.

    Cos’è L’ADR

    L’European Agreement concerning the International Carriage of Dangerous Goods by Road, detto ADR  è l’accordo siglato dai Paesi dell’Unione Europea per i trasporti su strada di merci pericolose.  Le disposizioni indicate nella normativa indicano le varie caratteristiche, dal punto di vista di forza e resistenza alle sollecitazioni dei liquidi, che gli imballaggi e i contenitori in plasticadevono avere per poter superare quest’esame e quindi essere ritenuti idonei al trasporto di merci particolari.

    Ecoplen a Gennaio 2016 ha ricevuto dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture l’omologa ADR per le taniche in plastica riciclata da 5,10, 20 e 25 lt.

    È la prima volta in Italia che una tanica in polietilene rigenerato ottiene questa importante autorizzazione. È un successo della intera filiera del recupero da rifiuti di plastiche post-consumo. ECOPLEN dimostra che l’utilizzo opportuno e controllato di polimeri rigenerati, in particolare il RILENE ®, permette la realizzazione di prodotti non solo ecosostenibili ma anche tecnicamente performanti tale da consentirne l’utilizzo in applicazioni particolari in cui è richiesto un elevato grado qualitativo.

    In questo contesto, la mission di Ecoplen sposa appieno la filosofia della green economy che pone al vertice della scala dei valori nella produzione di materie plastiche il rispetto per l’ambiente che ci circonda. L’obiettivo di introdurre nel sistema aziendale delle metodologie di lavoro è in linea  con i dettami della UE sull’economia circolare e, vieppiù, con il c.d. Collegato ambientale alla Legge di Stabilità, recentemente approvato dal Parlamento Italiano, in cui tra l’altro sono contenute norme in tema di acquisti verdi della Pubblica Amministrazione (GPP), rendendoli obbligatori in alcuni settori e fissandone una quota del 50% delle forniture per altri.

    Le taniche in plastica riciclata di Ecoplen presentano proprietà meccaniche superiori a quelli realizzate con granuli vergini, grazie alla particolare struttura multistrato e diventano, così, nel mercato del soffiaggio delle materie plastiche garanzia dellasostenibilità ambientale e della tutela della natura. L’utilizzo di polietilene ad alta densità prodotto dalla rigenerazione di rifiuti post-consumo fornisce al sistema economico e produttivo mondiale metodi e mezzi per affrontare la sfida della sostenibilità con idee innovative ad impatto zero.

  • Quale futuro per l’export in Russia?

    Tra crolli drammatici dell’esportazione e le prospettive del Made with Italy, il futuro dell’economia italiana all’estero sembra continuare a parlare lingua russa

    Uno scenario allarmante

    Le sanzioni economiche applicate nel 2014 dall’Ue nei confronti della Russia a seguito del suo coinvolgimento nella crisi geo-politica ucraina e le reazioni di Mosca sono costate, fino ad adesso, al Made in Italy 3,6 miliardi di euro. L’export italiano verso il subcontinente russo, infatti, è passato dai 10,7 miliardi del 2013 ai 7,1 miliardi di euro del 2015 (-34%). Molti politici, allarmati da queste cifre, che invocato la revoca immediata delle sanzioni europee applicate alla Russia per l’annessione della Crimea e per il suo ruolo nella guerra civile ucraina. La Cgia di Mestre riporta come la Lombardia è la regione che più ci ha rimesso perdendo 1,18 miliardi del volume di espeortazione, a seguire Emilia Romagna (-771 milioni) e Veneto (-688,2 milioni). Fra tutti, il comparto manifatturiero è quello che pare più sofferente, seguito a ruota da quello dei  macchinari (-648,3 milioni di euro), l’abbigliamento (-539,2 mln), gli autoveicoli (-399,1), le calzature e gli articoli in pelle (-369,4), i prodotti in metallo (-259,8), i mobili (-230,2) e il settore elettronico (-195,7).  Se durante l’estate sembrava essersi aperto uno spiraglio legale attraverso il quale aggirare l’embargo ai prodotti italiani, quando la corte arbitrale di San Pietroburgo emise una sentenza che dichiarava lecita la vendita di prodotti italiani a Mosca, a costo di non esserne importatori, la cosa al momento non sembra una prospettiva praticabile.

    Il prezzo della crisi economica russa

    Ma, al di là delle apparenze, questa drastica diminuizione dell’ export non è tanto causata dalle sanzioni europee e dalle contro-sanzioni del Cremlino in funzione anti-europea, ma quasi quasi unicamente alla profonda crisi economica russa. Come ha detto l’agenzia dell’Istituto per il commercio estero a Mosca, su questo trend «ha fortemente influito sia un effetto di economia reale sia un effetto valutario». Vale a dire la recessione e calo del potere di acquisto del rublo. I russi comprano meno auto, meno macchinari, meno moda italiana, meno oggetti di design, mobili e apparecchiature elettriche: non comprano perchè hanno i soldi e la domanda interna è scesa vertiginosamente, in una sola parola il paese si sta impoverendo. Con la discesa del prezzo di petrolio e gas, voce principale dell’export russo, la recessione sembra impossibile da arrestarsi e inoltre aggravata da una inflazione sensibile. Se l’Italia dovesse scegliere di appoggiare in sede europea l’ appello russo a cancellare le sanzioni, questo dovrebbe avvenire a seguito di una decisione di natura politica, non economica.

    inflazione

    Dal Made in Italy al Made with Italy: nuove prospettive di penetrazione sul mercato

    Il Made with Italy sembra essere una soluzione accettabile per riavviare interscambi con la Russia in attesa che anche il Made in Italy possa riprendersiuna volta eliminate le sanzioni. Konstantin Krokhin, presidente della Commissione italiana della Camera di Commercio di Mosca, mette l’accento su una collaborazione possibile tra regioni italiane e russe: una sorta di gemellaggio che investa vari aspetti dalla cultura allo sport, passando per il turismo, la sanità e ovviamente una cooperazione economica e produttiva. «L’Italia –  come spiega Krokhin- è da sempre, per noi, moda, design, turismo, eccellenze alimentari. La collaborazione industriale sembra la chiave fondamentale. Una collaborazione, che tragga dall’esperienza e dall’ innovazione di entrambi i paesi, in una vera e propria prospettiva glocal.

    Krokhin presenta l’esempio della collaborazione tra la Lombardia e la città di Nizhnij Novgorod, o tra la Lombardia e il Bashkortostan, una repubblica autonoma della Federazione russa tra il Volga e i monti Urali, ma l’attenzione della Camera di Commercio di Mosca sembra essere su tutte le regioni russe pronte a stringere rapporti di collaborazione nei settori della petrolchimica, dell’agricoltura, della sanità, del turismo. Si prospetta la volontà di facilitare i contatti diretti con l’Italia, anche considerando l’indebolimento della posizione della Germania in Russia: «Si libera un posto in cui noi invitiamo la produzione italiana, di qualità elevata ma meno cara e incoraggiare la collaborazione non solo dei grandi nomi ma anche dei piccoli imprenditori ».

    Il caso del Bashkortostan

    Sempre tornando all’esempio del Bashkortostan, Krokhin ci illustra come questa regione, prima nella Federazione Russa per la produzione del latte ma carente in quanto a cultura e know-how del formaggio: a questo sopperivano, prima delle sanzioni, i prodotti italiani importati da Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte. Nell’ epoca post-sanzioni, l’export italiano si reinventa: collaborarando con le eccellenze casearie italiane, come la centrale del latte di Torino, che, a fronte di esenzioni fiscali e finanziamenti agevolati, possano localizzare della produzione di nuovi tipi di formaggi in stile italiano in Russia, ovviamente mantenendo la qualità e lo standard nostrano, ma con il vantaggio di di materie prime e costo della manodopera molto bassi.

    Che questa sia la ricetta giusta per una ripresa dell’export nella nazione russa non si può sapere di preciso ancora, ma di sicuro in questa prospettiva si rende sempre più importante la necessità di rendere “disponibili”  le informazioni delle imprese per una collaborazione russa, adoperandosi con servizi di traduzione qualificati per localizzare cataloghi, siti web, documenti e tutto il materiale di marketing che può essere necessario per rendere questa prospettiva reale.

  • Nobili Rubinetterie: nel 2015 + 7%

    Nobili Rubinetterie, azienda piemontese leader nel mondo specializzata nella produzione di rubinetteria da bagno e da cucina, ha chiuso il 2015 con un fatturato in crescita di circa il 7%. Questo risultato è il frutto della crescita avuta sia nel mercato Italia, di quasi due milioni di euro, che in mercati emergenti/strategici quali la Cina e l’Asia.

    Nobili Rubinetterie chiude il 2015 in positivo guardando sempre avanti. Nel 2015 il gruppo ha ottenuto un incremento del fatturato pari al 7%. In particolare, si segnalano ottime performance nel mercato Italia (+12%) e in quello Estero (+4%). Da sottolineare inoltre l’entrata più che positiva del brand nel mercato cinese.

    L’azienda per il 2016 guarda quindi con interesse sia al mercato italiano (35% del fatturato) che a quello estero e sceglie di partecipare alle principali fiere di settore come il Salone del Bagno, ormai prossimo a Milano, e Kitchen & Bath China a giugno a Shanghai. Per il 2017 è già stata confermata la presenza a ISH di Francoforte.

    “Alla luce di un quadro economico sempre difficile, i risultati conseguiti testimoniano gli sforzi fatti a livello mondiale dal Gruppo tesi al raggiungimento di obiettivi di continuo miglioramento ed allargamento distributivo” – ha dichiarato Carlo Alberto Nobili, Sales and Marketing Manager di Nobili Rubinetterie – “Per il 2016, guardiamo in positivo i mercati del Nord Europa (Svizzera, Germania, Austria, Olanda, Danimarca e Belgio), mercati che sono attualmente per noi strategici. Anche l’Asia continua ad essere un Paese importante grazie ai segnali positivi riscontrati nel 2015, risultati che tra l’altro continuano a crescere. I margini restano comunque sempre sotto pressione anche perché la nostra filiera di produzione è tutta Made in Italy ed è quindi prioritario un ferreo controllo dei costi per difendere la redditività in continuità e per garantirci una solidità economica e finanziaria nel tempo. Sforzi che facciamo volentieri e che sono anche diretti all’ottimizzazione della gestione di cassa che ci permette di sostenere anche i numerosi progetti di investimento che da sempre facciamo in nuove tecnologie e collezioni di prodotto per i due brand Nobili e Teknobili”.


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  • Snaidero apre a Dubai

    Grande opening a Dubai per Snaidero, prima azienda italiana presente nel prestigioso Dubai Design District, la cittadella del design concepita in vista di Expo 2020 per attrarre i grandi marchi del lusso e del design insieme ai più grandi studi di progettazione sulle rive del Golfo Persico.

    Foto dell’evento di inaugurazione a Dubai

     

    Il concept del progetto ripropone lo stile Snaidero nei suoi 350 mq in modo forte e riconoscibile e offre una panoramica completa di tutta la gamma, con minuziosa cura dei dettagli, attenzione ai particolari e scelta di materiali pregiati.

    La vocazione all’internazionalizzazione di Snaidero non poteva ignorare uno dei paesi a più alto tasso di crescita e di vitalità come Dubai e la scelta della location è strategica.

    Snaidero apre infatti il proprio flagship store nel prestigioso quartiere del Design District al quale Dubai punta in vista dell’Expo 2020 e che offre ai marchi che vi si insediano un accesso privilegiato al mercato del lusso, della moda e del design d’interni.
    Da sempre in grado di anticipare i tempi, Snaidero è la prima azienda ad aprire il proprio flagship store all’interno del Design District, questo anche a dimostrazione del grande valore in termini di qualità e design che viene riconosciuto al Brand. Presente a Dubai da anni, Snaidero ha realizzato in questa città importanti realizzazioni contract ed è ora pronta ad aprire le porte del suo primo showroom in una delle zone che nei prossimi anni vedranno la maggior crescita.

    L’opening, avvenuto il 25 Febbraio, ha visto la partecipazione oltre che di Snaidero, con il suo Presidente e CEO Edi Snaidero, anche di Paolo Pininfarina, Chairman of Pininfarina e partner storico, da oltre 25 anni, ed esclusivo nel mondo delle cucine: due marchi protagonisti della storia del design industriale italiano, due imprenditori che hanno saputo guidare il passaggio dell’impresa dal mondo artigianale a quello industriale, valorizzando l’unicità del Made in Italy a livello mondiale. L’evento, che ha visto la partecipazione, oltre che del console italiano a Dubai,anche di più di 300 persone tra architetti, studi di architettura, addetti ai lavori e giornalisti, è stata l’occasione per raccontare il design Made in Italy e presentare alcuni dei prodotti che negli anni sono riusciti a diventare delle vere e proprio icone.

    Snaidero, che proprio quest’anno celebra il 70° anniversario, esporta le proprie cucine in tutto il mondo da oltre 50 anni in oltre 80 paesi, attraverso una rete estera di circa 280 punti vendita specializzati, puntando ad un posizionamento che gioca sul valore di un design raffinato rigorosamente Made in Italy capace di incarnare quell’immaginario di stile, qualità della vita, creatività, eleganza e gusto dell’industria italiana nel mondo.

    Ola 20 (Design Pininfarina) di Snaidero

     

    La passione per il design è l’elemento che ha unito Snaidero e Pininfarina per oltre 25 anni” afferma Paolo Pininfarina, Presidente del Gruppo. “Una partnership che ha dato vita a progetti d’avanguardia, sia dal punto di vista estetico che funzionale. Un design innovativo e iconico al tempo stesso, che siamo certi incontrerà il gusto raffinato di Dubai”.

    Edi Snaidero e Paolo Pininfarina hanno tenuto una conversazione sul Design Italiano, dalla tradizione ai valori, dai tratti di unicità che lo hanno reso celebre in tutto il mondo alle nuove tendenze.

    All’interno del flaship store Snaidero sono esposti ben sette importanti progetti della gamma Snaidero tra i quali anche Ola20 e Idea40, due recenti espressioni della lunga collaborazione tra Snaidero e Pininfarina.

     

    Per informazioni:
    Snaidero Rino SpA
    www.snaidero.it
    Digital PR a cura di Blu Wom Milano
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  • SNAIDERO FESTEGGIA 70 ANNI DI STORIA

    Snaidero festeggia il suo 70° anniversario e inaugura #Snaidero70, un anno di eventi e iniziative per raccontare uno dei marchi che hanno scritto la storia del design Made in Italy.

    “Il futuro di ieri è il presente dinamico di oggi” commenta il Presidente Edi Snaidero “E questo nostro traguardo vuole essere per noi occasione per ripercorrere i passaggi che hanno segnato la nostra storia orientando allo stesso tempo lo sguardo alle sfide del futuro. La nostra è sempre stata un’Azienda che ha anticipato i tempi, che ha dettato tendenze e stili, sperimentando materiali e forme che sono la forza e identità del nostro marchio riconosciuto in tutto il mondo per la sua Autenticità, per la sua Qualità e per il suo carattere distintivo.”

    GRAZIE 70: il mondo Snaidero ricco di valori!

    Snaidero, sinonimo di cucina in Italia e icona di design Made in Italy nel mondo, compie 70 anni. Un anniversario da raccontare e celebrare, perché la longevità di un marchio è di per sé prova che in una impresa e nei suoi prodotti ci sono contenuti di valore che hanno saputo esprimersi nel tempo.

    #Snaidero70 è un viaggio nel tempo attraverso molteplici iniziative che si susseguiranno per tutto il 2016: una mostra celebrativa in azienda, resa possibile attraverso un lavoro di archivio lungo e meticoloso che ha riportato alla luce immagini, parole, disegni e testimonianze del percorso del marchio, e, allo stesso tempo, un sorprendente spaccato della storia dell’Italia. #70annidiSnaidero sarà anche un articolato progetto di comunicazione digitale, con contenuti speciali, storie e interviste ai testimoni delle diverse e poche in un percorso che, a ulteriore conferma della modernità del marchio, vivrà in un palcoscenico multicanale, abbracciando tutte le nuove piattaforme social, a partire da Facebook e Instagram.

    Snaidero muove i primi passi a Majano (Udine) nel gennaio 1946 attraverso il fondatore Rino Snaidero, un friulano tutto di un pezzo, che, da vero pioniere della ricostruzione, decide di raccogliere su di sè la sfida dei tempi e quella che sarà poi la scommessa di una vita. Un lavoro incessante che, fin dagli anni ‘60, ha portato il marchio ad inaugurare fra i primi l’era della progettazione d’autore, tessendo relazioni con i migliori esponenti della progettualità Made in Italy, da Mangiarotti a Gae Aulenti, a Offredi fino ad arrivare ai prestigiosi studi Pininfarina e Iosa Ghini. Dalle matite dei loro protagonisti, escono nel corso degli anni progetti di raffinata bellezza, degni di essere ospitati, come nel caso della cucina Spazio Vivo, primo progetto al mondo con isola centro stanza, già del 1970 al Moma di New York, vero tempio internazionale dell’avanguardia, e recentemente protagonista anche della mostra “Arts & Foods” presso la Triennale di Milano. Del resto in Snaidero la sperimentazione è di casa, da sempre sia nel design, sia nella ricerca di nuovi materiali. Snaidero impone, ad esempio, in maniera pionieristica la curva in cucina, simbolo di un pensiero positivo e rassicurante; ed è tra le prime aziende a sperimentare tecniche di progettazione basate sull’Universal Design, con il progetto Skyline, dando alle persone la possibilità di muoversi libere nello spazio domestico. Instancabile, il marchio Snaidero anche oggi innova rispondendo alla complessità di un mercato, con collezioni e soluzioni che parlano a pubblici diversi, con stili, linguaggi e possibilità trasversali.

    Spazio Vivo (Design Virgilio Forchiassin) di Snaidero: cucina del 1968. E’ stato il primo progetto, nella storia delle cucine, con isola centro stanza

     

    Loft (Design Michele Marcon) di Snaidero cucina novità 2015

     

    Per informazioni:
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  • Snaidero da oggi anche in Iran: il Brand protagonista nel più importante punto vendita arredamento di Teheran

    Snaidero da oggi è anche a Teheran! L’Iran rappresenta la quarta riserva di petrolio e la seconda di gas naturale al mondo e dopo l’accordo per il disarmo nucleare dello scorso 14 luglio u.s. sta vivendo una nuova euforia. Il mondo ora guarda a Teheran con occhi diversi: quelli del business anche grazie ai suoi 80 milioni di potenziali consumatori.

    L’apertura del nuovo showroom di Teheran, avvenuta i primi di gennaio 2016, rappresenta per Snaidero la grande occasione per esportare anche in questo Paese il design e l’alta qualità riconosciuti e apprezzati in tutto il mondo di Snaidero e si va ad aggiungere all’interno di una strategia di sviluppo internazionale che nei prossimi mesi coinvolgerà sempre di più sia il retail che il contract.

    Snaidero_Ola25 (Limited Edition)

    Snaidero già un anno fa aveva anticipato i tempi scegliendo il potenziale partner in Iran con cui investire per l’apertura del suo nuovo showroom e con l’obiettivo che fosse anche il più prestigioso negozio di cucine e di arredamento di Teheran. Un’apertura importante che necessitava di un periodo abbastanza lungo per la scelta della location, situata nella via principale della città, e la sua realizzazione.

    CASAITALIA è uno showroom esclusivo dove è rappresentato il meglio del Made in Italy e in questo ambito Snaidero è protagonista come esclusivista per le cucine con circa 400 mq dei quasi 1000 mq totali dello showroom con quattro modelli: Ola25 Limited Edition (Design Pininfarina), Idea (Design Pininfarina), Gioconda (Iosa Ghini Design) e Orange (Design Michele Marcon). La famiglia Zareipour, con cui Snaidero ha collaborato per l’apertura di questo nuovo punto vendita, è presente in Italia con la società Continental Srl di Udine, quale sede italiana di CASAITALIA.

     

    “La scelta di intraprendere già un anno fa una significativa collaborazione con un importante partner italo-iraniano che già conoscevamo da tempo– commenta Edi Snaidero, Presidente e Amministratore del Gruppo Snaidero – dimostra la nostra lungimiranza nel portare avanti, ancora prima di sapere dell’accordo del 14 luglio u.s., importanti rapporti di partnership così da anticipare i tempi e trovarsi pronti già adesso con l’apertura di questo nuovo punto vendita situato in Jordan Boulevard, una delle vie del lusso di Teheran dove Snaidero potrà esportare al meglio le sue cucine, icone del design e del Made in Italy”.

     

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