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  • “Punto d’incontro”, un percorso di collaborazione sociale, culturale ed economica tra Israele e Sicilia

    CATANIA – Un ideale dialogo tra la Sicilia ed Israele, nel sessantanovesimo anniversario dell’indipendenza israeliana, a Catania, culla di numerose comunità ebraiche.

    A volerlo il prof. avv. Corrado Labisi – magnifico rettore dell’Università Telematica Unisanraffaele con sede a Zurigo e presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano” di Sant’Agata Li Battiati, struttura di eccellenza nel campo della neurofisiatria e neuropsicologia, accreditata presso il Parlamento Europeo – che ha organizzato all’Hotel Nettuno il convegno “Punto d’incontro”, moderato dalla giornalista dott.ssa Chiara Immordino, e presieduto dal rabbino capo della Sinagoga Yosef Tehilloth di Milano, Shlomo Bekhor.

    “Sono onorato di essere in Sicilia, per iniziare un cammino di cultura, pace e spiritualità tra Israele e la Trinacria – ha spiegato Shlomo Bekhor – e rappresentare qui i valori della cultura ebraica, eterni e superlativi. Madre di tutte le religioni monoteistiche al mondo, l’ebraismo non fa proselitismi e ha grande rispetto per qualsiasi altra fede.”

    Un incontro che il prof. avv. Corrado Labisi, di discendenza ebraica da parte della famiglia paterna, e della nonna la nobildonna Lucrezia Metlu, ha voluto fortemente, alla presenza di rappresentanti del mondo istituzionale, culturale, politico, imprenditoriale e della stampa.

    “Una figura straordinaria quella del rabbino Shlomo Bekhor – ha affermato il prof. avv. Corrado Labisi – che ci permette oggi di conoscere le nostre radici israeliane. La cultura siciliana e quella giudaica hanno un’unica matrice comune che è la spiritualità. Hitler temeva il popolo israelita – ha continuato il magnifico rettore – perché sapeva essere il popolo prediletto da Dio. È un onore ricordare insieme in Sicilia il 69esimo anniversario dell’indipendenza d’Israele. Oggi è una festa d’incontro di due culture antiche e nobili, l’inizio di un percorso spirituale, sociale e commerciale. Viva Israele e viva la Sicilia, Stati liberi.”

    Nel corso dell’incontro il giornalista e docente dell’Università Telematica Unisanraffaele dott. Giuseppe Firrincieli ha fatto un interessante excursus storico sulla presenza giudaica in Sicilia e sulle positive influenze in ambito economico e culturale della dominazione israelita nella nostra regione, citando famiglie e personalità ebraiche influenti, tra le quali la nobildonna Lucrezia Metlu, discendente del prof. avv. Corrado Labisi: “La Sicilia ha bisogno di collaborare con Stati che la amano e la conoscono – ha aggiunto – iniziando proprio da Israele”.

    Dopo la proiezione di un video del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per festeggiare il 69esimo anniversario dell’indipendenza d’Israele, il rabbino Shlomo Bekhor, ha commentato un brano del IV capitolo delle massime del padri, parte integrante del Talmud, uno dei testi sacri dell’ebraismo.

     

  • Presentato alla Procura di Enna “Padrini e Padroni” il nuovo libro di Nicola Gratteri, Procuratore Capo della Repubblica di Catanzaro

    La corruzione, l’infiltrazione criminale, i legami con i poteri forti, sono oggi parte di una strategia di reciproca legittimazione messa in opera da decenni da tutte le mafie ed in particolare dalla ‘ndrangheta. Dal terremoto del 1908 che distrusse Messina e Reggio Calabria, a quello in Abruzzo del 2009, fino al terremoto in Emilia del 2012, una storia di illegalità che percorre tutta l’Italia, narrando di come la ‘ndrangheta sia divenuta classe dirigente grazie ai favori dei colletti bianchi e delle forze governative. È il racconto di “Padrini e Padroni”, scritto a quattro mani da Nicola Gratteri, Procuratore Capo della Repubblica di Catanzaro, e dal giornalista Antonio Nicaso, presentato dal dott. Gratteri presso la Procura di Enna, in una sala gremita da giovani, alla presenza del Procuratore capo di Enna dott. Massimo Palmeri, del prof. avv. Corrado Labisi, presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico Lucia Mangano di Sant’Agata Li Battiati, e Rettore dell’Università telematica con sede a Zurigo Unisanraffaele, del prof. Attilio Cavallaro, presidente del Comitato Antimafia “Livatino Saetta Costa”, del Questore di Enna dott. Antonino Pietro Romeo, del Prefetto vicario dott.ssa Tania Giallongo, dei Comandanti provinciali della Guardia di Finanza, Giuseppe Licari, e dei Carabinieri di Enna, Sebastiano Runza.

    A moderare l’incontro il massmediologo Klaus Davi, giornalista di Rai Uno, da anni al fianco di Massimo Giletti ne L’Arena, impegnato in prima persona contro la ‘ndrangheta.

    Un lavoro quello di Gratteri e Nicaso svolto interamente su Skype, l’uno in Calabria, l’altro in Canada, a scambiarsi idee e bozze, così come per i libri precedenti.

    “Per scrivere il primo “Fratelli di sangue” ci abbiamo messo tre anni, tutto su Skype. Alla fine però nessuno voleva pubblicarlo. Poi abbiamo trovato una casa editrice locale, e abbiamo venduto più di 50 mila copie. È solo a quel punto che le grandi case editrici ci hanno contattato, tra le quali la Mondadori che ne ha acquistato i diritti, e ci ha chiesto di scrivere altro.”

    Racconta così i suoi esordi da scrittore Nicola Gratteri, oggi giunto con “Padrini e Padroni” all’ottava pubblicazione, ognuna delle quali scritta con Antonio Nicaso.

    “Per quest’ultimo lavoro – spiega – con il prof. Nicaso siamo andati in giro in Sud America, e nell’ultimo capitolo del libro abbiamo scritto un’utopia: come sconfiggere il narcotraffico.

    Posto che la cocaina si produce solo il Colombia, Bolivia e Perù, per risolvere il problema alla radice ci vorrebbe un’Organizzazione delle Nazioni Unite diversa, dove i baschi blu, scendano dal 30° piano di New York sulla terra rossa della foresta Amazzonica, parlino e trattino direttamente con i cocaleros, per sostenere il costo del mancato guadagno della coltivazione di granturco, per esempio, da sostituire a quella delle piante di coca. Credetemi il costo sarebbe nulla.”

    Un problema che Gratteri definisce sovranazionale, perché incide sulla salute degli abitanti del mondo occidentale; sull’economia, drogando con soldi sporchi l’economia legale e il libero mercato; sulla politica mondiale. Un’utopia affascinate, ma pur sempre un’utopia.

    Il Procuratore di Catanzaro si è poi soffermato, incalzato da Klaus Davi, sulla questione “giovani”, parlando loro di istruzione, sollecitandoli a leggere e a studiare, suggerendo di privilegiare gli studi di agraria e turismo per valorizzare il nostro territorio.

    Una parte dell’intervento è stata anche dedicata alla legalizzazione delle droghe leggere, tema verso il quale Gratteri si è dichiarato contrario, ritenendo la definizione di “droghe leggere” impropria sul piano scientifico, trattandosi ormai di sostanze modificate geneticamente che non hanno nulla a che vedere con “la marijuana dei figli dei fiori.”.

    La presenza del dott. Gratteri è stata un evento eccezionale e di respiro internazionale, e sia il procuratore dott. Palmeri, che il prof. avv. Corrado Labisi, hanno voluto così esprimere il proprio entusiasmo.

    “Avere oggi qui il dott. Gratteri, il magistrato più scortato d’Europa – spiega il prof. avv. Corrado Labisi, tra gli altri incarichi anche presidente onorario del Comitato “Livatino Saetta Costa” – è per noi un grande onore. Paolo Borsellino diceva che bisogna parlare della mafia. E noi, grazie al prof. Attilio Cavallaro che con determinazione e perseveranza porta avanti da ventidue anni la missione del Comitato, ci impegniamo a farlo. La denuncia dei poteri forti conniventi con la mafia fatta dal dott. Gratteri è la stessa che facciamo noi, e solo così, lavorando insieme, nella stessa direzione, si potrà costruire un mondo migliore, fatto di buona cultura e buona economia.

    La mafia si cela anche dietro i colletti bianchi e la maschera dell’antimafia, ed è per questo che il Comitato “Livatino Saetta Costa” ha avanzato al Capo dello Stato la proposta di non concedere più finanziamenti pubblici alle associazioni antimafia, così che non si possa più parlare di un’antimafia di professione.”

    A ringraziare il dott. Gratteri anche il procuratore Palmeri, che si è pure rivolto ai giovani e a difesa dei presidi di legalità: “Studiate – ha detto ai ragazzi presenti – non accettate passivamente, approfondite, non fidatevi della verità formale. Quando si parla di legalità si parla di lotta alla mafia ma anche di presidi di legalità, che vanno tutelati. Ci sono da tempo disegni di ridimensionamento dei presidi di legalità, a tutti i livelli, comprese le nostre istituzioni di legalità. Noi come Procura stiamo rischiando la riduzione e lavoriamo sotto organico.”

    Con la consegna al dott. Nicola Gratteri della pergamena del Premio Internazionale Livatino Saetta Costa da parte del prof. Attilio Cavallaro e del prof. avv. Corrado Labisi, si è concluso tra gli applausi l’incontro.

     

  • Debutto di “Forza venite gente”, il musical sulla storia di San Francesco d’Assisi In scena gli ospiti della RSA Lucia Mangano di Mascalucia

    All’interno di un ideale giardino di Assisi, tra vivaci canti e divertenti coreografie, si snocciolano le fasi più significative della vita di San Francesco, messe in scena al Teatro Ambasciatori da un gruppo di attori molto speciali.

    Si tratta degli ospiti della RSA “Lucia Mangano” di Mascalucia, interpreti d’eccezione diversamente abili, che con entusiasmo e impegno hanno lavorato alla realizzazione del musical in due atti “Forza venite gente”, emozionando gli oltre 1200 spettatori intervenuti, un numero nettamente superiore a qualsiasi aspettativa.

    Uno spettacolo curato nei minimi dettagli da Giusi Sapienza, regista, scenografa, coreografa, costumista e animatrice dell’Istituto, che insieme con Daniela Messina, fisiokinesiterapista, e tutti gli operatori della struttura, ha saputo valorizzare e mettere in luce la parte più bella di questi ragazzi, con amore, impegno e grande professionalità.

    Un simbolico percorso d’amore e rispetto già iniziato prima dell’apertura del sipario, con un video che racconta la figura di Antonietta Labisi, eroina della carità, attenta ai bisogni della gente, da sempre pronta a donarsi a favore dei meno fortunati, e fondatrice dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Magano” di Sant’Agata Li Battiati, accreditato presso il Parlamento Europeo (Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68 – 1050 Bruxelles). A spendersi da anni per questa realtà, con cura e dedizione, il figlio, il prof. avv. Corrado Labisi, anima delle iniziative e un po’ papà di tutti i ragazzi, presidente e Legale Rappresentante anche della RSA “Lucia Mangano” di Mascalcia da lui fondata successivamente.

    Ad introdurre lo spettacolo, presentato dalla giornalista Simona Pulvirenti, la lettera che Albert Einstein scrisse alla figlia Lieserl, un messaggio d’amore universale che l’avv. Labisi ha voluto trasmettere al pubblico presente in sala.

    Protagonista indiscusso della scena, uno straordinario Mario Virzì, credibile e commovente  Francesco, intenso nel rapporto conflittuale con il padre, ma anche divertente e sorprendete nella sua quotidianità, immerso nella natura e tra la gente.

    Nel cast attori disabili (Marcella Accaputo, Roberto Airò, Antonio Anastasi, Giuseppe Carletti, Antonio D’Anna, Domenica D’Anna, Andrea Gristina, Sebastiana Gristina, Leonarda Corsini, Benedetta Mirabella, Angela Valeria Nicolosi, Maurizio Nicosia, Mario Palvarini, Antonio Giardina, Giuseppa Romeo, Grazia Scevoli, Maria Granata, Annarita Segretario, Gianluca Scuderi, Giovanna Vinci e Mario Virzì), coadiuvati dagli operatori della RSA (Solarino, Giustolisi, D’Arrigo, Messina, Valenti, Currò con la figlia, Caronda, Signorino, Ponzo, Castrogiovanni, Delia, Musmeci, Testa, Cardì, Biondi, Di Stefano, Sapienza, Agozzino e Giordano), tutti perfettamente integrati nella narrazione, in uno spettacolo corale, non solo recitato ma anche “fatto” dagli attori stessi, artigiani degli oggetti di scena, dei costumi e delle scenografie, con l’ausilio del personale della “Lucia Mangano”.

    Tra gli applausi dell’intero teatro che non si è risparmiato nel trasmettere il proprio entusiasmo, il prof. avv. Labisi è salito sul palcoscenico per i ringraziamenti finali.

    “Sono certo –  ha detto emozionato – che San Francesco stasera è stato qui tra noi”. Poi ha voluto accanto a sé tutto il personale della struttura, la moglie, le figlie e la nipote membri del CDA, e il dott. Maurizio Gibilaro, coordinatore provinciale di Telethon, che ancora una volta ha sposato il progetto di una solidarietà nella solidarietà, portando le Uova di Pasqua di Telethon, messe in vendita dai volontari della Protezione civile “Le Aquile”, per la ricerca delle malattie genetiche rare.