Tag: letteratura

  • Parisi, i “Racconti” pubblicati

     

    È una primavera per libri scritti da cantautori, questa. Be’, perlomeno a giudicare da alcune pubblicazioni. Fra tutte ricordiamo il libro di Ligabue “Scusate il disordine”. Il volume di Ligabue è una raccolta di racconti alla cui base c’è la musica: da protagonista o sullo sfondo. Il cantautore emiliano non è nuovo all’esperienza letteraria, ha infatti scritto poesie, romanzi e soprattutto racconti che sono un genere che gli è particolarmente congeniale.

    A fianco del più che conosciuto autore emiliano, si pone anche il rocker bolognese Mimmo Parisi. Quest’ultimo è alla sua prima prova nell’ambito della narrativa. Il libro che ha pubblicato nel maggio 2016, si chiama “Racconti di periferia”. Va da se e a ben guardare il titolo, che la tipologia usata per narrare le sue invenzioni letterarie, è quella del racconto. Anche per Mimmo Parisi, quindi, vale quanto detto per il rocker di Correggio, ovvero il racconto come genere particolarmente congeniale.

    Mimmo Parisi, in riguardo a questo suo primo libro, ha dichiarato: “Mi sono messo a scrivere racconti e mi sono preso una vacanza dalle canzoni, perché quest’ultime, va da se, non hanno lo spazio semantico necessario per realizzare a tutto tondo un tema”.

     

    Ecco i 22 racconti contenuti in “Racconti di periferia”:

    Racconti di periferia

    Il treno delle 7 e 15

    Fabrizio

    Un amore comune

    Il posto degli orsetti smessi

    La principessa

    La corsa di Davide

    Il graffio sull’anima

    Il garofano

    Gocce di pioggia

    La mia compagna senza un filo di trucco

    Il regalo

    Se mi vuoi ancora

    Il risveglio

    La pista

    Per niente al mondo

    Per tutta la vita

    Un Nuovo Mondo

    Ultima neve di aprile

    L’armonica a bocca

    Sono tornati i Braccialetti Rossi

    Un attimo prima che suonasse il successo

    (A cura di Francesca Guglielmini)

     

     

  • Il bando del Premio Cesare Pavese 2016

    Fino al 20 giugno è ancora possibile partecipare al bando della 33a edizione del Premio Cesare Pavese, l’iniziativa nata a Santo Stefano Belbo per rendere omaggio all’autore di La luna e i falò: un classico della letteratura italiana e internazionale che ha saputo al tempo stesso mantenere un forte legame con le sue radici piemontesi. Il bando è online sul sito www.centropavesiano-cepam.it, alla sezione Bandi.

    Il Premio è organizzato e promosso dal Cepam-Centro Pavesiano Museo Casa Natale, con il contributo della Regione Piemonte, del Comune di Santo Stefano Belbo, della Fondazione Crc e della Fondazione Crt, con la collaborazione della Provincia di Cuneo e della Fondazione Cesare Pavese.

    Ogni anno il Premio viene assegnato a scrittori e intellettuali che meglio abbiano saputo trasmettere il legame con il territorio, il valore dell’impegno civile o fornire punti di vista stimolanti su tematiche attuali. Accanto alla sezione letteraria comprende inoltre il Premio di Pittura (giunto alla 27a edizione) e il Premio di Scultura (arrivato alla 20 a edizione).

    Per la parte letteraria il Premio Cesare Pavese prevede due sezioni: opere edite e opere inedite.

    Ecco i riconoscimenti che saranno attribuiti per le opere edite:

    • premio di narrativa;

    • premio della Giuria destinato a un’opera di narrativa, saggistica o poesia

    • premio di saggistica generale o di critica pavesiana

    • premio di poesia

    Possono partecipare le opere pubblicate tra il 1° gennaio 2015 e il 20 giugno 2016.

    La premiazione vedrà i vincitori riunirsi sabato 27 e domenica 28 agosto a Santo Stefano Belbo, presso la casa natale dello scrittore (dove ha sede il Cepam) per una serata di dibattito e per la cerimonia finale di consegna del riconoscimento.

    Per la sezione opere inedite, la Giuria assegnerà:

    • il premio di narrativa;

    • il premio di poesia;

    • il premio di saggistica;

    • il “Premio Giovani” per un’opera di narrativa o poesia o saggistica, destinato a chi non ha superato i trent’anni di età;

    • il premio a una tesi di tesi di laurea o di dottorato che abbia affrontato uno studio o una critica dell’opera di Pavese (promosso dall’Azienda Agricola Giacinto Gallina);

    • un riconoscimento a una ricerca scolastica su Pavese;

    • il premio per medici scrittori in lingua italiana e francese (promosso dall’Associazione Medici Scrittori Italiani e dall’Union Mondial Médecins Escrivains).

    • il premio di narrativa e di poesia in lingua piemontese.

    La premiazione delle opere inedite avrà luogo sabato 27 agosto sempre presso la casa natale dello scrittore.

    Tra gli autori vincitori del Premio Pavese nel corso delle passate edizioni si ricordano: Roberto Vecchioni, Gian Luigi Beccaria, il poeta Aldo Nove e Giancarlo Giannini (2015) gli scrittori Claudio Magris e Sebastiano Vassalli, il giornalista Beppe Severgnini e il poeta Guido Zavanone (2013); il critico d’arte Vittorio Sgarbi, la scrittrice Margaret Mazzantini, l’autore Alessandro Baricco, il filologo Luciano Canfora, il romanziere Alessandro Iovinelli (2012); lo scrittore e semiologo Umberto Eco, il giornalista Aldo Cazzullo, il magistrato Armando Spataro, il fondatore della Comunità di Sant’Egidio e ora Ministro Andrea Riccardi (2011); il giornalista Gad Lerner, l’astrofisica Margherita Hack, la poetessa Maria Luisa Spaziani e il critico e filologo Carlo Ossola (2010); lo scrittore Andrea Camilleri, il priore della Comunità Monastica di Bose Enzo Bianchi e il procuratore capo presso il tribunale di Torino Giancarlo Caselli (2009); il Nobel ungherese Imre Kertész, gli scrittori Alberto Arbasino e Raffaele la Capria, il filosofo Emanuele Severino (2008); il poeta Gianni d’Elia, i giornalisti Gianni Mura e Maurizio Molinari (2007); lo scrittore iracheno Younis Tawfik, lo scrittore Lorenzo Mondo e il poeta Franco Marcoaldi (2006); lo scrittore Alberto Bevilacqua e i giornalisti Gian Antonio Stella e Magdi Allam (2005); lo scrittore e giornalista Franco Matteucci, il saggista algerino Khaled Fouad Allam (2004); il critico Guido Davico Bonino, lo scrittore basco Bernardo Atxaga (2003); lo scrittore Alain Elkann (2002); gli scrittori Antonio Debenedetti e Raffaele Nigro (2001); il giornalista Marcello Sorgi (2000).

    La Giuria del Premio Cesare Pavese è presieduta da Giovanna Romanelli (già docente alla Sorbona) ed è composta da Adriano Icardi (professore; è stato Senatore, Assessore alla Cultura della Provincia di Alessandria e Sindaco di Acqui Terme), Luigi Gatti (Presidente del Cepam), Andrea Rondini (docente Università di Macerata), Patrizia Valpiani (presidente Amsi-Associazione Medici Scrittori Italiani), Franck Senninger (membro dell’Union Mondial Médecins Ecrivains), Giuseppe Rosso (professore e medico), Luciana Bussetti Calzato (professoressa e scrittrice di racconti).

    Le opere partecipanti (edite e inedite) dovranno pervenire in sei copie entro il 20 giugno 2016 alla sede del Cepam (Via Cesare Pavese 20 – 12058 Santo Stefano Belbo – Cn).

    Il Premio Cesare Pavese è aperto anche a opere delle arti visive che sappiano esprimere al meglio il tema Luoghi, personaggi e miti pavesiani:

    • Premio di Pittura (27a edizione), rivolto a lavori realizzati con qualsiasi tecnica che dovranno pervenire entro il 10 luglio e che saranno esposti alla sede del Cepam dal 7 agosto al 25 settembre 2016, giorno della premiazione;

    • Premio di Scultura (20a edizione), rivolto a opere realizzate con qualsiasi tecnica, materiale e dimensione che dovranno essere inviate entro l’11 settembre e che rimarranno esposte presso la casa dello scrittore dal 25 settembre al 30 ottobre 2016, giorno della premiazione.

    Per informazioni:

    Cepam – Centro Pavesiano Museo Casa Natale Via Cesare Pavese, 20 – Santo Stefano Belbo (Cn) – 0141.844942- 333.9379857 – www.centropavesiano-cepam.it[email protected]

     

  • Cinque i finalisti del Premio Biella Letteratura Industria 2016

    Paolo Bricco, Loris Campetti, Grazia Lissi, Angelo Mastrandrea e Gianfelice Rocca sono i cinque finalisti del Premio Biella Letteratura Industria 2016. Premio Speciale della Giuria a Mario Andreose e premio Opera Straniera a Gaël Giraud (Francia)

    Il coraggio di imprenditori e operai che resistono e si reinventano in periodi di crisi, l’esempio di figure visionarie come Adriano Olivetti, la formazione dei giovani per il rilancio dell’economia. Questi alcuni temi al centro dei saggi finalisti al Premio Biella Letteratura Industria 2016, promosso da Città Studi Biella.

    Annunciati al Salone Internazionale del Libro di Torino, gli autori finalisti della quindicesima edizione sono: il giornalista e storico dell’industria Paolo Bricco con L’Olivetti dell’ingegnere. 1978-1996 (Il Mulino); il giornalista esperto di relazioni industriali Loris Campetti con Non ho l’età. Perdere il lavoro a 50 anni (Manni); la giornalista e fotografa Grazia Lissi con Il coraggio di restare. Storie di imprenditori italiani che ancora scommettono sul nostro paese (Longanesi); il giornalista e scrittore Angelo Mastrandrea con Lavoro senza padroni. Storie di operai che fanno rinascere imprese (Baldini & Castoldi); l’imprenditore e presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca con Riaccendere i motori. Innovazione, merito ordinario, rinascita italiana (Marsilio).

    Tra i cinque finalisti i giurati del Circolo dei Lettori dell’Associazione L’Uomo e l’Arte selezioneranno il vincitore del Premio Giuria dei Lettori.

    Gli autori si presenteranno al pubblico in un incontro dedicato alle loro opere nella giornata di sabato 15 ottobre a Biella, presso Città Studi. La Giuria sceglierà il vincitore che sarà premiato sabato 19 novembre nel corso della cerimonia che si terrà nell’auditorium di Città Studi. In tale occasione Mario Andreose, figura di rilievo nell’editoria italiana, riceverà il Premio Speciale della Giuria per Uomini e libri (Bompiani), mentre il Premio Opera Straniera sarà consegnato all’economista francese Gaël Giraud per Transizione ecologica. La finanza a servizio della nuova frontiera dell’economia (Emi).

    «Le opere finaliste, il Premio Opera Straniera e il Premio Speciale della giuria – commenta il presidente della Giuria Pier Francesco Gasparetto si distinguono per avere affrontato argomenti di strettissima attualità legati al mondo del lavoro con sguardo lucidamente rigoroso e nello stesso tempo con felice dote di leggibilità, in grado di sviluppare inoltre – e come nelle intenzioni del Premio – occasioni preziosamente propositive.»

  • In libreria oggi “L’amaro sapore dei fichi secchi” il nuovo romanzo di Annamaria Zito

    Era il 1943 quando la piccola Maria sfolla con la famiglia sui Monti Aurunci.  Inconsapevolmente aveva vissuto il fuoco della grande guerra e dormito sotto i bombardamenti.

     

    Il tempo aveva lasciato riaffiorare solo alcuni ricordi frammentati, relegando al dimenticatoio quelli più duri, e crudeli; scalpitanti in una botola troppo stretta, pronta ad esplodere da un momento all’altro. Era nei sogni, negli incubi, anzi, che riaffioravano con più chiarezza.

    Sono le  Marocchinate, stupri di massa, torture e abusi compiuti dal Corpo di spedizione francese nella Ciociaria, una delle pagine più violente e buie della storia italiana.

     

    Ciò che la sua terra ha subìto non può restare nascosto agli occhi dell’umanità. Il sacrificio di donne, bambini e uomini non può essere raccontato attraverso poche righe. E ciò che per lei fino a quel momento era stata paura di conoscere la realtà, per risparmiare al cuore altro dolore, diviene in seguito voglia di testimoniare, narrare e dar voce a una sorella morta per mano della guerra.

     

    Annamaria Zito nasce nel 1980 a Putignano e si stabilisce a Martina Franca. Appassionata fruitrice di letteratura inglese e francese del settecento e dell’ottocento, si avvicina alla scrittura attraverso un viaggio sensoriale capace di far rivivere atmosfere perdute.

    www.edizionileucotea.it

    L’amaro sapore dei fichi secchi

    Annamaria Zito

    ISBN 978 88 97770 38 1

    12,90€

  • III^ Edizione del Premio di Narrativa, Teatro e Poesia “Il buon riso fa buon sangue”

    L’Associazione culturale e teatrale “Luce dell’Arte” indice la III^ Edizione del Premio di Narrativa, Teatro e Poesia “Il buon riso fa buon sangue” che ha lo scopo di mettere in risalto l’ironia ed il sarcasmo adoperato nella letteratura per trattare le più svariate tematiche. Possono partecipare al concorso scrittori, poeti, attori e registi di nazionalità italiana e straniera senza limiti di età. Introdotte, inoltre, le sezioni C e D per opere a tema libero. Il concorso prevede 4 sezioni. Età minima consentita per partecipare: 18 anni. Età massima: nessun limite. E’ aperta la partecipazione pure ad autori stranieri, purché con traduzione in italiano allegata ai testi in lingua originale.
    A) Sezione Narrativa o Teatro a tema comico: si partecipa con un testo comico edito o inedito o raccolte edite ed inedite di Narrativa o Teatro (commedie, monologhi o testi di cabaret). Il numero massimo di opere per partecipare è di tre. Il tema su cui ironizzare è libero e non ci sono limiti di lunghezza. Si può partecipare con opere premiate o no in altri concorsi letterari (per il Teatro si accettano opere in italiano o vernacolo con traduzione allegata). Sezione aperta sia ad autori che attori e registi teatrali creatori di testi. Partecipazione anche per e-book.

    B) Sezione Poesia a tema comico: si partecipa con un massimo di tre opere poetiche altamente ironiche, comiche e sarcastiche edite o inedite. Non ci sono limiti di lunghezza per gli elaborati. Sezione aperta sia ad autori che attori. Si possono mandare poesie in italiano o vernacolo, queste ultime con traduzione allegata. Partecipazione anche per libri di poesie o e-book.

    C) Sezione Poesia a tema libero: si partecipa con un massimo di tre opere poetiche a tema libero edite o inedite. Non ci sono limiti di lunghezza per gli elaborati. Si possono mandare poesie in italiano o vernacolo, queste ultime con traduzione allegata. Partecipazione anche per libri di poesie o e-book.

    D) Sezione Narrativa o Teatro a tema libero: si partecipa con un testo a tema libero edito o inedito o raccolte edite ed inedite di Narrativa o Teatro (commedie o monologhi). Il numero massimo di opere per partecipare è di tre. Si può partecipare con opere premiate o no in altri concorsi letterari (per il Teatro si accettano opere in italiano o vernacolo con traduzione allegata). Sezione aperta sia ad autori che attori e registi teatrali creatori di testi. Partecipazione anche per e-book.
    Ogni concorrente può partecipare ad una o a tutte le sezioni. Prevista quota di partecipazione base di 10 euro. Scadenza bando: 12/01/2016. Per richiesta bando completo, contattare il Presidente dell’associazione, la dott.ssa Carmela Gabriele, al seguente indirizzo e-mail: [email protected]. Recapito: 3481184968. Il sito dell’associazione da visitare è: www.lucedellarte.altervista.org
    Pagina Facebook Ass: Associazione culturale e teatrale Luce dell’Arte
    E’ possibile seguire tutte le novità sul Premio alla Pagina Facebook: Premio di Narrativa, Teatro e Poesia “Il buon riso fa buon sangue”

  • Edizioni Leucotea presenta il romanzo d’esordio di Silvia Piozzi, disponibile nelle librerie dal 29 Settembre.

    Una narrazione ambientata tra Milano ed il suo hinterland negli anni dal 1957 al 2006, che racchiude tutte le possibili sfumature dell’animo umano durante il percorso di una vita, sia in ambito professionale che familiare.

    Dalla prima giovinezza alla piena maturità.

    La vicenda di due compagni di scuola, di diverso ceto sociale, si dipana in un’Italia che cambia.

    La storia di Paolo e del suo faticoso cammino per uscire dalla povertà, viaggia in parallelo con la storia di Vito che crede nelle ideologie.

    L’epoca in cui vivranno non è solo uno sfondo del romanzo ma li condizionerà nelle loro scelte.

    In questo contesto Paolo, di origini povere e che ha iniziato a lavorare a 13 anni, fonderà con molti sacrifici un’azienda. Dopo quarant’anni si sentirà inadeguato per il suo tempo. La sua onestà si contrappone all’illegalità che Vito sceglie, per delusione, quando tutti i suoi ideali crolleranno.

    I concetti morali sono espliciti attraverso il percorso di vita dei due ex compagni di scuola.

    L’importanza del denaro, in una società materialista come la nostra, dove possedere significa valere, indipendentemente da meriti oggettivi, conduce persone di sani principi a scelte lontane da qualsiasi morale.

    Entrambi pagano un prezzo altissimo ad una società che, nel tempo, ha cancellato la parte migliore di quando erano ragazzi.

    Quando la vita è ormai passata, qualcosa di quello che li aveva uniti ritorna specchiandosi negli occhi di un bimbo.

     

    Silvia Piozzi Milanese di nascita ma con il cuore nel Veneto, dove ha vissuto per vent’anni.

    Il suo primo romanzo si ispira ai tempi e luoghi della sua infanzia.

    Scrive in modo istintivo disegnando con le parole “la corsa umana per vivere il nostro tempo.”

    L’evoluzione della società e delle sue scale valori nel corso degli anni, l’amicizia ed i rapporti tra le persone, richiamano esperienze dirette di vita.

     

    TORNANDO DA UN AMICO

    978-88-99067-34-2

    13,90€

     

    WWW.EDIZIONILEUCOTEA.IT