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  • Metodo Kanban magazzino: a cosa serve e come si mette in pratica

    Come funziona il più famoso metodo di organizzazione giapponese del lavoro? Come può migliorare lo stoccaggio e il rifornimento dei magazzini aziendali? Se sei alla ricerca di informazioni su una modalità per aumentare l’efficienza lavorativa della tua azienda, potresti trovare utile questo articolo, in cui ti spieghiamo in cosa consiste il servizio Kanban.

    Metodo Kanban: l’origine del termine

    Il termine giapponese Kanban (letteralmente: Kan, visuale e Ban, segnale) è un modello produttivo che utilizza un componente chiave del sistema organizzativo: un “cartellino” da posizionare sul materiale da monitorare, per una gestione visuale del flusso di lavoro.

    In cosa consiste il servizio Kanban?

    Il Kanban può assumere diverse forme: può essere un cartellino fisico o digitale, così come una bandierina. Vediamo quante versioni di Kanban possono esistere:

    • Cartellino Kanban: scheda di carta collegata a un contenitore, che consente di capire subito e senza malintesi cosa serve in un determinato momento. Viene utilizzato per segnalare la necessità di attivare un ordine di prelievo o di produzione.
    • Contenitore Kanban: con lo stesso utilizzo del cartellino Kanban, il contenitore consiste nel vero Kanban, perché al suo interno è posizionato il materiale
    • E-Kanban: se i prodotti hanno un codice a barre, questo può essere scansionato nel momento in cui si ha l’esigenza di ricevere il nuovo materiale. Con la scansione del codice parte la richiesta per il personale di magazzino che si occupa del riempimento del contenitore Kanban. Se il fornitore del materiale è esterno all’azienda, il sistema invia un’e-mail direttamente al magazzino del fornitore.

    Come funziona il Kanban?

    Le schede Kanban, in genere, contengono diverse informazioni: codice articolo, produttore, quantità di riordino, reparto, codice a barre… Solitamente, i cartellini Kanban hanno colori evidenti e vengono posizionati in punti visibili sul contenitore dedicato al materiale.

    Man mano che l’operatore preleva i componenti svuotando il contenitore troverà il cartellino e lo posizionerà in una cassetta porta Kanban dove si trovano tutti i cartellini in attesa del riordino. Quando l’operatore dedicato vede uno o più cartellini sa già esattamente cosa fare: innesca un’azione ed elimina la necessità chiedere informazioni al supervisore, perché sa che deve ripristinare le scorte.

     

    Ovviamente, l’introduzione del metodo Kanban è inutile se alla base non c’è un’intenzione chiara e una pianificazione professionale dei flussi all’interno del magazzino: il servizio Kanban funziona se la comunicazione tra reparti o aziende è efficace!

  • Lean thinking – eliminare i colli di bottiglia in azienda

    Nel nostro percorso di innovazione di processo abbiamo sempre avuto un punto di riferimento:
    il Lean Thinking.

    Guidati da questo “faro”, abbiamo identificato tramite la mappatura della nostra value stream, tutti gli sprechi che potevamo eliminare, e preso in considerazione solo quello che è un vero valore per il nostro cliente.

    dEDIcated nasce da una lunga e attenta analisi fatta con metodo e disciplina.

    Quando pensi a Lean Thinking la prima cosa che ti viene in mente è: caccia allo spreco.
    Si parte sempre da questo punto, l’identificazione di ciò che non serve:

    – lo spreco è qualsiasi cosa che non aggiunge valore direttamente al prodotto/servizio finale o non contribuisce alla trasformazione del prodotto/servizio

    – lo spreco aggiunge solo tempo e/o costo, non valore

    – lo spreco interrompe il flusso del prodotto/servizio ed è una causa determinante di mancanza di competitività.

    A noi non piace lo spreco e non vogliamo scaricare i costi, di sprechi non identificati, sui nostri clienti.

    Nelle aziende, le scorte e le azioni di routine svolte lungo il processo nascondono i problemi e creano i presupposti perché le persone si abituino a conviverci. Viceversa, se si smette di considerare certe pratiche come “inevitabili” e si riducono le azioni dettate dall’abitudine, i problemi storici diventano “stretti” e si creano i presupposti per il miglioramento continuo.

    Sono oramai molto noti i principi del lean thinking:

    1. Definire il valore, cioè ciò per cui i clienti sono disposti a pagare un prezzo
    2. Identificare il flusso del valore
    3. Far scorrere il flusso del valore, che deve risultare continuo e bilanciato
    4. Flusso tirato, cioè il fabbisogno di attività è determinato dai reali consumi a valle
    5. Tendere alla perfezione, cioè assumere la perfezione come riferimento per programmi di miglioramento continuo
    6. Estendere i principi del lean thinking alla supply chain.

    Un’azienda che fa queste scelte aumenta le vendite, la produttività e riduce i costi.
    Quindi, diventa automaticamente molto più competitiva sul mercato.

    Ricordiamo, che punto fondamentale per il successo di questa trasformazione è che il capo dell’azienda sia il “primo” esperto di Lean.

    Se la spinta al miglioramento continuo non viene dall’alto la % di fallimento dell’implementazione del metodo è molto alta.

    Ricordiamo anche che i numeri in azienda sono importantissimi, è quindi necessario dotarsi di un sistema di reporting e di controllo che fornisca indicatori utili al governo dell’impresa.