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  • Imprese di pulizie di Roma: alla ricerca del disinfettante perfetto

    L’avvento della pandemia ha certamente acuito la necessità di una sanificazione degli ambienti di maggiore profondità e sicurezza. Le imprese di pulizie di Roma si trovano dunque ad affrontare la sfida – decisamente impegnativa – di adottare strategie e prodotti datti alla perfetta sanificazione in tutti gli ambiti di intervento: dalle pulizie condominiali, alle pulizie di locali commerciali, negozi, palestre, pulizie di alberghi e ambienti pubblici e privati.

    A livello ideale, un disinfettante perfetto dovrebbe presentare come caratteristiche uno spettro antimicrobico completo, una capacità di azione rapida e persistente, assenza di tossicità per l’uomo e l’ambiente, compatibilità con i materiali da trattare, stabilità chimica, capacità di agire in economicità e facilità di impiego.

    Purtroppo non esiste il disinfettante perfetto; ogni famiglia di prodotto presenta delle caratteristiche peculiari ed un diverso meccanismo di azione che comporta diversa velocità di azione, attività tensioattiva, facilità d’uso, velocità di evaporazione, possibilità di essere utilizzato o meno in associazione con altri, attività a freddo, impatto sulla cute degli utilizzatori, ecc.

    È fondamentale quindi che gli operatori di imprese di pulizie di Roma impieghino correttamente i disinfettanti e, per fare ciò, occorre  valutare attentamente tutte le informazioni presenti nella scheda tecnica e nella scheda di sicurezza del prodotto. In questi documenti vengono specificate le caratteristiche chimico-fisiche e le modalità di utilizzo per un impiego corretto che eviti il danneggiamento delle
    superfici e tuteli nel contempo la sicurezza dell’operatore.

    Importante è ricordare che le proprietà biocide di un disinfettante sono fortemente condizionate dalla concentrazione, dal tempo di applicazione e dalla eventuale presenza di materiali o sostanze inattivanti (per esempio, liquidi biologici, saponi, ioni metallici, pH).

    Inoltre ci sono dei fattori “ambientali” limitanti che provocano una riduzione delle loro prestazioni.

    I principi attivi si differenziano in prodotti:

    • ad attività ossidante;
    • a base di cloro;
    • a base di fenoli;
    • a base di alcoli;
    • a base di aldeidi;
    • a base di tensioattivi anfoteri;
    • a base di sali d’ammonio quaternario.

    Le proprietà biocide di questi composti ossidativi dipendono dall’ossigeno attivo che si libera nelle soluzioni acquose di perossido di idrogeno (H202), più noto con il nome di acqua ossigenata, e dei suoi derivati (per esempio acido peracetico).

    L’ossigeno libero dà origine a radicali liberi che agiscono ossidando il DNA e altri componenti cellulari essenziali dei microrganismi.

    La blanda azione antisettica è però accompagnata da un’efficace detersione meccanica, grazie allo sviluppo di ossigeno. Tale reazione è rapida, pertanto l’effetto è molto breve.

    Le soluzioni diluite sono facilmente decomposte in presenza di ioni metallici, sostanze alcaline, sostanze ossidabili, oltre che da luce, calore e agitazione. Pertanto non è raccomandabile mescolare tali composti con altri disinfettanti.

    Imprese di pulizie di Roma: quali disinfettanti?

    Composti del cloro (cloroderivati)
    I composti del cloro vengono utilizzati per la disinfezione delle superfici a medio e alto rischio. La loro attività viene ridotta dalla presenza di sostanze organiche (grassi, proteine).

    I composti del cloro vanno conservati in recipienti ben chiusi, al riparo da luce e calore. Possono produrre sostanze tossiche se miscelati
    con acidi (sviluppo di cloro gassoso) e formaldeide (produzione di bisclorometiletere, cancerogeno).

    Composti fenolici
    Questa classe di composti viene usata per la disinfezione degli ambienti ospedalieri, incluse le superfici di lavoro del laboratorio.
    Il fenolo è infatti un potente battericida di natura organica, ma di tossicità elevata e scarsa stabilità.

    Alcoli
    I principali sono l’alcol etilico e l’alcol isopropilico. Gli alcoli sono liquidi incolori, volatili, altamente infiammabili.

    L’azione battericida avviene attraverso la denaturazione delle proteine. Seppure incompleta, l’azione disinfettante è rapida e la velocità di evaporazione rendono l’alcol adatto come veicolo per la preparazione di soluzioni di disinfettanti a base di iodio e derivati, e composti dell’ammonio quaternario, aumentandone notevolmente l’attività e la capacità di penetrazione.

    Aldeidi
    Nonostante molte aldeidi siano battericide, le uniche due che trovano impiego pratico nella disinfezione sono: formaldeide e glutaraldeide.
    Formaldeide: gas incolore, irritante, tossico, con scarso potere di penetrazione.
    Si scioglie facilmente in acqua e la sua attività microbicida si esercita su tutti i microrganismi. È attiva sia contro le forme vegetative sia contro le spore. Usata per il lavaggio delle superfici. Sotto forma di gas è usata per disinfettare ambienti chiusi o oggetti delicati.

    Glutaraldeide: è un liquido di colore ambrato solubile in acqua ed alcool. Ha un’alta capacità microbicida sia verso i batteri e le loro eventuali spore, sia verso funghi e virus. Attenzione: irritante e tossico.

    Anfoteri
    I disinfettanti anfoteri. Disinfettanti di basso livello, normalmente utilizzati dalle imprese di pulizie di Roma, hanno sia carica negativa che positiva, con caratteristiche intermedie tra i tensioattivi non ionici e quelli anionici. Chimicamente derivano da amminoacidi. Uniscono .e capacità detergenti dei tensioatti anio” c’ a quelle disinfettanti dei cationici.

    I composti ammonici quaternari sono inodori e incolori. Presentano un’ottima azione detergente e vengono comunemente utilizzati nella pulizia ordinaria degli ambienti, su superfici non critiche come pavimenti, arredi e pareti.

    A basse concentrazioni svolgono un’attività batteriostatica alterando la funzionalità delle membrane: ad alte concentrazioni hanno un’azione battericida causando la lisi della cellula microbica.
    L’efficacia dei principi attivi microbicidi dipende da:

    • il meccanismo di azione, ovvero la capacità di interagire su un ben definito bersaglio del microrganismo;
    • lo spettro di azione, quindi l’attività verso un determinato tipo di microrganismo;
    • la velocità di azione.