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  • Guerra e inflazione: 1 italiano su 4 in difficoltà a causa dei rincari

    Più di 1 italiano su 4, dato equivalente ad oltre 11 milioni di individui (26%), ha dichiarato che l’aumento dei prezzi in corso ormai da 3 mesi ha avuto un impatto molto negativo sul proprio bilancio familiare. Per far fronte ai rincari gli italiani hanno adottato diverse strategie; c’è chi ha ridotto, se non del tutto eliminato, alcune voci di spesa (66% dei rispondenti), mentre oltre 4,7 milioni di individui per far quadrare i conti, hanno dovuto lasciare indietro alcune spese comunque scadute come, ad esempio, le bollette di luce e gas o le rate del condominio.

    Questi alcuni dei dati emersi dall’indagine che Facile.it ha commissionato a mUp Research e Norstat* per fotografare come i consumatori stiano affrontando l’attuale scenario economico. 

    A livello territoriale – si legge nell’indagine realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale – l’aumento dei prezzi sembra aver colpito più duramente i rispondenti residenti nel Centro Italia (31%) e coloro con età compresa tra i 25-34 anni e i 45-54 anni (31%).

    Ma quali sono le principali aree nelle quali gli italiani sono intervenuti per risparmiare? Ecco cosa è emerso dall’indagine.

    Alimentari e tempo libero

    L’aumento del costo delle materie prime ha avuto un forte impatto sul carrello della spesa e questo ha spinto molti consumatori a cambiare le proprie abitudini d’acquisto o alimentari. Secondo l’indagine, molti hanno affrontato i rincari orientandosi su marchi più economici (41%) o cambiando punto vendita (28%).

    Soluzioni spesso non sufficienti tanto che, comunque, 35 milioni di consumatori hanno ridotto, se non addirittura eliminato, dalla loro tavola alcuni alimenti; non solo dolci (46%), snack (44%), alcolici (39%), ma anche alimenti come carne (43%) e pesce (30%). C’è addirittura chi ha ridotto notevolmente l’acquisto di frutta (4,5 milioni di individui), pasta (3,4 milioni) e verdura (2,9 milioni).

    Dalla tavola al tempo libero; più di 2 italiani su tre hanno ridotto le uscite al ristorante, mentre il 48% ha deciso di limitare i viaggi.

    Auto e benzina

    Il caro-benzina è uno dei problemi con cui tutti gli automobilisti hanno dovuto fare i conti; per far fronte agli aumenti il 46% dei rispondenti, molto semplicemente, ha detto di aver ridotto l’uso dell’auto nel tempo libero, mentre il 47% ha cercato di risparmiare prestando maggiore attenzione nella scelta della pompa di benzina. 

    Quasi 1 automobilista su 3, invece, ha modificato il proprio stile di guida al fine di ridurre il più possibile il consumo di carburante.

    Casa, energia elettrica e gas

    Altra voce di spesa cresciuta notevolmente negli ultimi mesi è quella dell’energia elettrica e del gas. In questo caso gli italiani hanno cercato di far fronte agli aumenti impegnandosi nella riduzione dei consumi, ad esempio facendo più attenzione all’illuminazione domestica (61%), abbassando il riscaldamento (46%), ottimizzando l’uso degli elettrodomestici (42%) o consumando meno acqua calda (26%).

    Circa 10 milioni di italiani, invece, hanno cercato di risparmiare sulla bolletta luce e gas semplicemente cambiando fornitore di energia.

    *Nota metodologica: Indagine mUp research – Norstat svolta tra il 24 ed il 26 maggio 2022 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 55 anni, patentati, rappresentativo della popolazione italiana nel segmento di età considerato, residente sull’intero territorio nazionale.

     

  • Polizze viaggio in tempo di guerra

    Come funzionano le polizze viaggio in caso di guerra, non solo per i viaggi nei paesi direttamente interessati dal conflitto, ma anche in quelli confinanti? Ecco l’analisi di Facile.it.

    Oggi, nonostante il conflitto in corso, è ancora possibile sottoscrivere una polizza viaggio per recarsi negli stati confinanti con l’Ucraina quali, ad esempio, Polonia, Romania, Slovacchia, Ungheria e Moldavia; attenzione, però, perché all’interno di questi Paesi potrebbero esserci alcune aree sconsigliate dalla Farnesina – un esempio è la Transnistria, regione separatista della Moldavia. In caso di sinistro occorso all’interno di uno stato in cui la polizza è valida, ma in una delle zone sconsigliate, la compagnia potrebbe negare il rimborso.

    «Anche per chi vuole raggiungere la Federazione Russa o la Bielorussia, il consiglio è di verificare il contratto prima della sottoscrizione per sapere se alcune regioni di questi Stati siano considerate a rischio e, quindi, escluse dalle coperture», spiega Irene Giani, BU Director polizze viaggio di Facile.it. «Una precauzione valida anche per coloro che vogliono spostarsi nei paesi dell’est Europa; la situazione è in continua evoluzione e non è da escludere che nel prossimo futuro le compagnie possano scegliere di limitare ulteriormente la vendita di coperture viaggio per determinate destinazioni.».

    In generale è bene sapere che le assicurazioni viaggio normalmente non sono valide qualora si raggiunga un Paese (o un’area di esso) sconsigliato dalla Farnesina sul sito www.viaggiaresicuri.it. Esistono comunque alcune polizze che offrono una copertura anche qualora l’assicurato decidesse di viaggiare nonostante il parere delle autorità; il sottoscrittore, però, sarebbe tutelato solo dai sinistri che non siano direttamente o indirettamente legati all’avviso di pericolo (ad esempio non è coperto il caso di danno derivante da rapimento se quell’area è sconsigliata proprio per quel genere di reato).

    Ma cosa accade, invece, se il Paese di destinazione viene inserito tra quelli sconsigliati solo dopo aver acquistato la polizza? In questo caso la copertura non è più valida ma il cliente ha diritto di ricevere un rimborso da parte della compagnia assicurativa.

    E se il conflitto dovesse scoppiare all’improvviso una volta giunti a destinazione in uno dei Paesi per i quali non vi erano allarmi ufficiali? La polizza viaggio sarebbe valida e, a seconda delle garanzie sottoscritte, coprirebbe regolarmente l’assicurato intervenendo, ad esempio, per spese sanitarie e cure mediche, infortuni, rimpatrio e, più generalmente, offrendo assistenza in viaggio.

  • Pace o condizionatore? 7 su 10 disposti a spegnere l’aria condizionata

    «Preferiamo la pace o il condizionatore acceso?» Alla domanda posta da Draghi il 73% degli italiani, tra coloro che posseggono un condizionatore, ha dichiarato di essere disposto a spegnerlo per tutta l’estate se questo potrà aiutare il Paese a raggiungere l’indipendenza dal gas russo. Ecco il primo dei dati emersi dall’indagine commissionata da Facile.it agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat e realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale.

    Se quindi, da un lato, più di 21 milioni di cittadini sono disposti a rinunciare al condizionatore, dall’altro 8 milioni hanno affermato di non voler fare questo genere di sacrificio. Il 50% di chi ha dichiarato di essere contrario sostiene che “la scelta di staccarsi dal gas russo non dovrebbe gravare sulle famiglie”, mentre il 46% lo ritiene inutile.

    Più in generale, l’indagine ha messo in evidenza che, qualora il Governo lo richiedesse, il 56% dei rispondenti sarebbe disposto a ridurre l’uso di energia elettrica e gas in casa per aiutare l’Italia a raggiungere l’indipendenza energetica dalla Russia. I più inclini a fare sacrifici, forse perché hanno già vissuto anni di austerity, sono risultati essere gli over 65 (60%) e i 55-64enni (62%); curiosamente, però, anche i giovani con età compresa tra i 18 e i 24 anni (59%), forse perché più attenti alle tematiche ambientali.

    Qualcosa di concreto, in realtà, gli italiani sembrano averlo già fatto: 8 rispondenti su 10 hanno dichiarato che, da quando è iniziato il conflitto in Ucraina, hanno cercato di consumare meno energia elettrica e gas, non fosse altro (67% dei rispondenti) per risparmiare sulle bollette.

    *Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 9 e il 10 aprile 2022 attraverso la somministrazione di n.1.008 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

  • LORIS “Guerra” è il nuovo singolo dell’artista e tiktoker italo albanese che invoca la pace nella guerra fra Russia e Ucraina

    Un rap deciso che invoca la pace nella guerra fra Russia e Ucraina 

    Il nuovo brano di Loris tocca due argomenti centrali delle cronache di questi giorni: il conflitto Russo – Ucraino e la pandemia. Uscito in anteprima in versione da un minuto su TikTok e YouTube ha raccolto un grande successo tra il pubblico e tra gli influencer, tra cui Khaby Lame (130  milioni di follower su TikTok) che lo ha commentato. 

    La community di Loris è come una seconda famiglia e raccoglie persone di ogni età, ragazzi, genitori e persino nonni e tutta l’emozione che hanno manifestato per il brano l’ha spinto a pubblicare la versione integrale per far arrivare il suo grido di pace a più persone possibili. 

     

    Radiodate: 8 aprile 2022

    Etichetta: Orangle Records  

    www.oranglerecords.com

    www.laltoparlante.it

     

    CONTATTI SOCIAL

    TIKTOK: @loris.music

    INSTAGRAM: https://www.instagram.com/loris.music/?hl=it

    SPOTIFY: https://open.spotify.com/artist/4ThXQ95lLBiuYZHAZ19lEW

    YOUTUBE: https://www.youtube.com/c/LorisMusic/videos

     

    BIO

    Loris è un rapper/cantautore italo albanese di 26 anni molto conosciuto sui social con 29 mila follower su Instagram, 535 mila follower su TikTok e 158 mila su Youtube. 

    Come molti ragazzi di seconda generazione ha un passato particolare e difficile che ha forgiato il suo carattere. Ha un repertorio musicale molto ampio, suona il pianoforte e passa dal rap al pop al cantautorale senza alcuna difficoltà.

    Il primo brano ad ottenere un grande successo è “Leggenda ora sei re”, una canzone sulla storia dello sport con più di 1 milione di views su Youtube, 3 milioni su Facebook e 300 mila streaming su Spotify (https://youtu.be/KX_Xa3YaxCU) 

    Loris ha creato un suo format: canta canzoni inedite di un minuto con un semplice microfono e uno sfondo colorato, mostrando grande talento e versatilità musicale. Questo gli ha permesso di costruirsi un pubblico molto vasto e di ogni età, ottenendo in un anno più di 30 milioni di visualizzazioni tra YouTube e TikTok. Altri brevi pezzi che hanno avuto successo sono “Mi chiamo Loris”, “Toy Story” e “Faleminderit”.

    Per il ritiro di Valentino Rossi, Loris ha scritto una canzone dedicata al fenomeno di Tavullia, che si intitola “Sole e Luna”, ottenendo più di 100 mila condivisioni su Facebook e ricevendo i complimenti di molti addetti ai lavori. 

    Ad aprile 2022 esce con l’ultimo brano “Guerra” sul conflitto tra Russia e Ucraina, prima in versione ridotta su TikTok e poi, visto il grande successo, in versione integrale.

  • Artivism: Il Padiglione per la Prevenzione delle Atrocità

    The Auschwitz Institute for Peace and Reconciliation (AIPR) presenta Artivism: Il Padiglione per la Prevenzione delle Atrocità, curato da Luca Berta, Francesca Giubilei e Kerry Whigham, Venice Logistical Partner iNEVENTS. E’ la prima mostra di questo genere, situata nel punto in cui arte, diritti umani e prevenzione del genocidio si intersecano.

    Artivism è un’esperienza irripetibile che illustra come le arti possano essere utilizzate come meccanismo per prevenire e rispondere alla violenza di massa. Il padiglione, ospitato a Palazzo Dandolo (San Polo 2879, fermata del vaporetto S. Tomà), porta i visitatori a conoscenza delle realtà personali, emotive e storiche legate alle atrocità di massa. Ma è grazie a questa esibizione che è possibile conoscere il ruolo essenziale svolto dalle arti come strumento di base per la trasformazione sociale e come deterrente contro la violenza sistematica.

    Sono in mostra, fino al 24 novembre (10:00 -18:00, chiuso lunedì e martedì) con ingresso libero, le opere di sei artisti e collettivi di attivisti provenienti da tutto il mondo. Rebin Chalak Ismael dall’Iraq, Canada’s Truth and Reconciliation Commission, Elisabeth Ida Mulyani dall’Indonesia, South African Intuthuko Embroidery Project dal Sud Africa, Argentinian Grupo de Arte Callejero (GAC) dall’Argentina e Aida Šehović dalla Bosnia e Erzegovina.

    Le arti svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione della violenza su vasta scala ed Artivism informa i visitatori riguardo al potere e alla responsabilità che gli individui e le loro comunità hanno nel prevenire le atrocità di massa e proteggere i diritti umani. La mostra educa, responsabilizza e trasforma i partecipanti in veri agenti del cambiamento perchè mette in evidenza la capacità di contribuire alla prevenzione delle atrocità di massa.

    Nell’ultima stanza del padiglione, l’AIPR e altre organizzazioni per i diritti umani, condividono il loro lavoro con i visitatori e propongono passi concreti che ogni individuo può compiere a livello locale e globale per costruire un mondo che prevenga il genocidio.

    The Auschwitz Institute for Peace and Reconciliation

    [email protected]

    www.auschwitzinstitute.org

    +1 (212) 575 2605

    www.artivism2019.com

  • Mercati scossi dal possibile conflitto in Siria. Prevale la prudenza

    I mercati stanno un periodo decisamente tiepido, dal momento che sono davvero in pochi quelli che si assumono il rischio di sbilanciarsi nelle proprie previsioni. Negli ultimi giorni infatti è scesa giù una vera pioggia di notizie che hanno raggelato gli animi sul fronte geopolitico. Questioni gravi che coinvolgono la potenza economica maggiore del mondo e che logicamente hanno scombussolato previsioni e aspettative degli analisti.

    I mercati e le notizie geopolitiche

    mercati trumpSe fino a qualche giorno fa la schermaglia dialettica Stati Uniti e Cina, che potrebbe portare presto ad una vera e propria guerra commerciale, era l’evento più attenzionato dagli operatori, adesso domina la questione siriana. Le minacce di un imminente conflitto in Medio Oriente inducono investitori alla massima prudenza. Si spiega così l’andamento dollaro sui mercati finanziari. La quotazione del biglietto verde oscilla e pur avendo un alto relative volatility index RVI rimane stabile in una posizione che potremmo definire attendista. Questo vale rispetto ad euro, yen e sterlina.

    Pochi eventi macro

    Non c’è dubbio che il mercato sta studiando ancora le mosse da fare e aspetta l’evoluzione degli eventi. Va anche aggiunto che dal fronte macroeconomico non ci sono grandi dati in uscita in questo periodo, il che giustifica ulteriormente la prudenza, testimoniata da un Dollar Index le cui le bande di Bollinger sono strette (poca volatilità). Il report più rilevante è stato quello dell’inflazione americana, che è vicina al target del 2% in coerenza con le proiezioni del Fomc. Questo fa ritenere che il programma di due ulteriori rialzi dei tassi di interessi sarà confermato.

    Neppure i commenti verbali della riunione dell’organo di politica monetaria della Fed, che generalmente sono molto attesi, hanno scosso più di tanto i mercati che non hanno avuto reazioni particolari. Tutto scorre quindi in attesa che le vicende mediorientali chiariscano bene il quadro di una situazione molto complicata sul fronte internazionale.

  • Fearless: vincere l’ISIS senza paura

    Riccardo Guida lancia il nuovo  singolo “Fearless”, una vera e propria “arma musicale” per vincere l’ISIS senza paura 

     

    Reggio Emilia – “ Dopo Antinomy Riccardo Guida lancia il singolo “Fearless” , note virtuose contro il terrore degli ultimi attentati rivendicati dall’ISIS perché con il coraggio l’ISIS si può vincere, senza paura. Il brano strumentale “Fearless”  è disponibile in vendita digitale e l’emozionante video sta già diventando virale sui social    (https://youtu.be/c8yGtLcjGKw) Il singolo che Riccardo Guida ha lanciato, è un entusiasmante e virtuosissimo brano strumentale composto per lanciare un messaggio contro i terroristi dell’ISIS; infatti Il titolo “Fearless” ossia impavido è stato scelto proprio per dar forza a tutte le persone che quotidianamente vivono col terrore degli attentati o che piangono le vittime degli stessi. Riccardo si è servito del linguaggio universale della musica, ritenuta blasfema dall ’ISIS, per dimostrare che non si deve aver timore dei messaggi dei fanatici terroristi e non bisogna chiudersi in casa come vorrebbe l’ISIS: occorre dimostrare coraggio perchè non dobbiamo e non possiamo sottostare al clima di terrore che si sta creando nel mondo. Riccardo Guida già noto per essere l’unico in Italia ad aver composto e prodotto l’album strumentale Antinomy che fonde i generi Instrumental rock e Fusion moderno, sceglie come collaboratore uno dei chitarristi più virtuosi in Italia ossia Michele Vioni .ak.a.  Dr. Viossy. Grazie alla collaborazione tra Riccardo e Dr. Viossy è nato “Fearless”, un brano ricco di virtuosismi di genere intrumental  rock – fusion moderno. “Fearless”, singolo che anticipa la prossima uscita dell’album, è tecnicamente sconvolgente e strepitoso. La lotta all’Isis viene combattuta a suon di assoli sbalorditivi di chitarra e magnifici passaggi di batteria. La melodia è decisamente commovente grazie alle ritmiche coinvolgenti di Riccardo ed alle chitarre mozzafiato di Dr. Viossy; il video è davvero suggestivo e le immagini amalgamate a quelle dei due musicisti, rafforzano il messaggio lanciato dagli artisti. Un occhio di riguardo è rivolto alla copertina del singolo “Fearless”: l’autore è Bruce Rolff , un talentuoso artista del New Jersey (USA) amico di Riccardo,  che ha creato per l’occasione un’ incantevole cover art. La cover art rappresenta un monumento in memoria delle vittime degli attentati,  in un contesto surreale. Il valido ed insostituibile collaboratore di Riccardo Guida, Andrea Fontanesi del VOX Recording Studio di Reggio Emilia, ha curato l’impeccabile incisione di “Fearless”.

     

  • I suoni primordiali della Grande Guerra oggi: “Panoptico”, installazione di sound art

    Vernissage: Sabato 25 Marzo, ore 11.00, presso il Bunker del Castello di Duino (via Duino 32, 34011, Duino Aurisina) – la partecipazione all’inaugurazione è solo su prenotazione, fino al raggiungimento dei posti consentiti

    Orari: dal 25 marzo 2017 al 2 aprile 2017; tutti i giorni dalle 9.30 alle 17.30; chiuso il Martedì.

    Infoline: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org

    IoDeposito Ong, in collaborazione con il Gruppo Ermada Flavio Vidonis e il Castello di Duino, presenta sabato 25 marzo alle ore 11.00 l’installazione sonora Panoptico (PAN-ὀπτικός) di Greta Lusoli, presso il bunker del Castello di Duino. L’evento, fruibile gratuitamente fino al 2 aprile (dalle 9.30 alle 17.30, tutti i giorni tranne il martedì), è organizzato con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e il patrocinio dell’UNESCO, e rientra nell’ambito della terza edizione dell’ampia rassegna artistica e culturale B#SIDE WAR, ideata da IoDeposito Ong e promossa attraverso numerosi eventi nazionali ed internazionali quali mostre d’arte e installazioni artistiche, performing, conferenze, progetti di ricerca e pubblicazioni.

    In un’Europa che cento anni fa si configurava come una grande prigione a cielo aperto, quasi quindici milioni di persone vivevano intrappolate in carceri di guerra inumane. A fianco a loro, altrettanti civili soccombevano tra campi di rifugiati, campi d’evacuazione o tra le propria mura domestiche, prigionieri di una realtà di distruzione e di privazione. L’opera Panoptico (PAN-ὀπτικός) si relaziona con quel terribile scenario di guerra tentando di evocare sonoramente (ricostruendola nella mente dell’uditore) l’angosciosa architettura di prigione ideata dal filosofo e giurista J. Bentham alla fine del XVIII secolo. Concepita per rendere più efficienti, economiche e sorvegliabili le carceri, la struttura di Bentham permette a un singolo sorvegliante di controllare contemporaneamente tutti i detenuti pur rimanendo fermo al centro dell’edificio, grazie alla dislocazione che sviluppa le celle ad anello attorno allo spazio centrale. Queste celle divennero dunque trasparenti, comportando la distruzione della privacy dei prigionieri: la protezione della loro intimità (e della loro identità più profonda) svanisce quindi del tutto, contribuendo a quel pericoloso processo di oggettualizzazione e de-umanizzazione del prigioniero.

    L’intervento di arte pubblica della Lusoli offre diversi piani di lettura, individuando almeno tre matrici intrinseche in un’opera tanto immateriale e invisibile, quanto emozionalmente complessa. La prima chiave interpretativa è di carattere prettamente sensoriale: per evocare la crudele architettura del PAN-ὀπτικός, l’artista proietta nello spazio prossemico del fruitore un suono vibrante, profondo, aspro e sgradevole, capace di evocare segnali d’allarme naturali e primordiali. Nella cassa toracica e nella memoria di chi si avvicina risuonano in tal modo echi universali, archetipici, che si pongono quasi come una summa di quei segnali d’allarme prodotti dal mondo animale (compreso quello primitivo, ormai estinto). Il secondo livello interpretativo sintonizza l’esperienza di questa architettura del XVIII secolo al dramma dei conflitti contemporanei, facendosi simbolo di una realtà non vista e non considerata (ma fin troppo comune nel mondo di oggi). Per mezzo di una proporzione matematica e concettuale che divide i minuti contenuti in 365 giorni per il numero dei prigionieri che ogni anno muoiono vittime delle guerre, il suono viene emesso ogni 5 minuti e 53 secondi. L’implacabile puntualità di questa scadenza sottolinea così la spaventosa quantità di prigionieri di guerra che, ancora oggi, perdono la propria libertà nei conflitti armati. Una terza matrice metaforica riguarda infine la dissociazione delle polarità vedere-essere visti: la vastità dei conflitti che attanaglia il mondo intero non viene oggi colta dai nostri occhi eppure, grazie al suono che prepotentemente giunge a toccare corde profondissime della nostra anima, riesce a essere percepita chiaramente dalle nostre menti, penetrando nella routine della quotidianità che assorbe e isola dai grandi drammi contemporanei.

    Un ruolo importante gioca la scelta dei luoghi specifici in cui il suono viene proiettato e con i quali l’installazione si relaziona con naturale contiguità: il Castello di Duino venne prima (nell’arco del primo conflitto mondiale) completamente distrutto a causa della vicinanza col fronte, per essere poi condannato a un susseguirsi di bombardamenti degli alleati sul Monfalcone anche durante la seconda Guerra Mondiale. Chi si trovava in paese si rifugiava nel grande Bunker, inoltrandosi nella profonda grotta e aspettando, al buio, che il peggio passasse. L’installazione sonora, posta nell’ultima sala del sotterraneo, trasporta dunque lo spettatore simultaneamente in un luogo e in molti altri, riuscendo a confrontare l’essere qui fisico e reale con il delle vittime e dei prigionieri del conflitto. Il suono aspro e tagliente si eleva nel bunker del castello e nella memoria storica ancora aleggiante come una coltre invisibile ma persistente, riflettendo quell’antica paura dissolta solo dalla luce di speranza che vi penetra da una ventosa finestra sul mare.

    Contatti

    Link dell’evento: http://www.bsidewar.org/it/prossimi-eventi/panoptico-by-greta-lusoli-1/

    Web: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org

    Direzione: [email protected]

    Ufficio stampa: [email protected]

  • Puccini torna a Trieste: incontro letterario alla libreria Ubik

    Presentazione dell’edizione critica di “Davanti a Trieste”, di Mario Puccini (a cura di Tancredi Artico, edito per Mursia)

     

    Dettagli: Venerdì 3 marzo, ore 18.00; presso la libreria Ubik di Trieste (Piazza della Borsa, 15).

    Infoline: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org

    Mario Puccini torna a rivivere nella città che diede il titolo a una delle più rappresentative opere memorialistiche di guerra del Novecento, ovvero il suo libro Davanti a Trieste. Venerdì 3 marzo alle ore 18.00, presso la libreria Ubik di Trieste (Piazza della Borsa, 15), verrà infatti presentata l’edizione critica del volume, curata dal dott. Tancredi Artico ed edita per Mursia quasi un secolo dopo la sua composizione. Il progetto, che annovera la collaborazione della Regione Friuli Venezia Giulia e il patrocinio sia dell’UNESCO sia del Consiglio d’Europa, si pone come esito editoriale di uno dei progetti di ricerca intrapresi da IoDeposito Ong, realizzati con la collaborazione di docenti universitari, dottorandi e giovani ricercatori. La presentazione triestina rientra infatti nel nutrito programma della terza edizione di B#SIDE WAR, rassegna artistica e culturale impegnata nell’organizzazione di numerosi eventi nazionali e internazionali tra cui mostre d’arte, performing, installazioni artistiche, conferenze e pubblicazioni.

    Autore prolifico, Mario Puccini (Senigallia, 1887 – Roma, 1957) rappresentò un riferimento importante per il panorama letterario nazionale compreso tra le due guerre, ma anche dei primi anni Cinquanta: collaboratore della «Voce», definito da Vasco Pratolini «uno dei maestri a cui la letteratura italiana deve rendere giustizia», combatté inoltre nella Prima guerra mondiale sul fronte carsico, attraversando tutto il Friuli Venezia Giulia. È proprio in questa esperienza umana che quella letteraria si fonde con quella bellica, dando vita ad uno straordinario trittico diaristico sulla Grande Guerra inaugurato da Dal Carso al Piave (1918), e proseguito con Davanti a Trieste (1919) e Come ho visto il Friuli (1919).

    Davanti a Trieste è un ritratto fedele ed empatico dei giorni di guerra, attraverso il quale lo scrittore riporta alla luce anche quel sentire collettivo dei suoi commilitoni, che li porta ad agire percependo la realtà come fossero un unico organismo. Il sottotenente Puccini giunge dunque al cuore delle cose, rendendo omaggio agli uomini che, accanto a lui, hanno sacrificato la loro stessa vita con una valorosa e al contempo commovente semplicità di chi è convinto di fare solo il proprio dovere. La scrittura è nitida e incisiva, volta alla dimensione umana del conflitto, in una efficace modernità formale che evita qualsiasi baluardo di retorica (cifra stilistica dell’intera prosa pucciniana).

    L’opera si configura pertanto come preziosa testimonianza storica, in una dimensione narrativa costruita con un disarmante equilibrio tra l’immediata crudezza della testimonianza documentaria da un lato e, dall’altro, la schiettezza di un’esperienza umana che fa della scrittura un mezzo di salvazione esule da tentazioni estetiche. La compassione genuina e pulsante dell’uomo di guerra si intreccia, allora, con una spiccata e attenta sensibilità verso la sperimentazione linguistica e letteraria, distaccandosi coraggiosamente dal monopolio dell’estetismo dannunziano contemporaneo. Fotografata dal curatore Tancredi Artico come «eccezionale testimonianza diretta della Grande Guerra, degna di opere come Guerra del ’15 di Stuparich e Giorni di guerra di Comisso», Davanti a Trieste traspone su carta, con vibrante maestria intellettuale, l’esperienza bellica di un combattente che è anche scrittore e dunque, proprio per questo, capace di regalare un documento così vivo ed espressivo.

    Contatti

    Link dell’evento: http://www.bsidewar.org/it/prossimi-eventi/presentation-of-the-volume-davanti-trieste-2/

    Web: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org

    Direzione: [email protected]

    Ufficio stampa: [email protected]

  • Mostra No words – no war. Per una riconciliazione con la dimensione umana della storia

    Opening: Venerdì 17 febbraio, ore 18.00, presso Carinarnica – bivak urbane kulture, Erjavčeva 53, 5000 Nova Gorica, Slovenia (La Carinarnica si trova sul confine tra Italia e Slovenia, a 15 minuti a piedi dalla Piazza Vittoria di Gorizia).
    Orari Mostra: dal 17 febbraio 2017 al 3 marzo 2017; da lunedì al sabato, dalle 14.00 alle 17.00. Ingresso gratuito.

    IoDeposito Ong, con il patrocino dell’UNESCO e in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia, inaugura venerdì 17 febbraio alle ore 18.00 la mostra NO WORDS – NO WAR / Optical installation di Natalia Tikhonova, presso Carinarnica -bivak urbane kulture. Fino al 3 marzo (dal lunedì al sabato, dalle 14.00 alle 17.00) sarà infatti l’evocativa location di Nova Gorica, inedito laboratorio e meeting point di culture urbane di confine, ad ospitare la serie di installazioni ottiche dell’artista russa, incentrate sul restituire la costitutiva dimensione umana e sensoriale della guerra. Per mezzo di un uso sapiente di fotografie d’epoca e filtri cromatici, la Tikhonova cerca di arrivare a ciò che, probabilmente, molti libri e saggi storici tendono a dimenticare: ricordare (soprattutto alle nuove generazioni) che la guerra è stata fatta da uomini contro uomini e che, a fianco alle date e ai resoconti delle conquiste, vi sono in primo luogo sgomento, morte, spaesamento.

    La filosofia che accomuna la genesi di tutte le opere è proprio la capacità della mente di condizionare la percezione della guerra sino a renderla qualcosa di lontano, quasi a-storico, facendo dimenticare la presenza umana nel conflitto e offrendone solo il ricordo di una scenografia naturale deserta. In questa prospettiva la Tikhonova sceglie di operare su fotografie d’epoca con un gioco di filtri che fa comparire e scomparire sanguigne figure di soldati: le eredità della guerra vengono colte dunque attraverso i cromatismi, fatti di rossi accesi (che presagiscono) e di grigi densi (che compiangono). Il linguaggio descrittivo del colore, senza bisogno di altre spiegazioni, racconta il percepito di chi ha perso la vita sul fronte Russo (che si fa simbolo di ogni guerra di ogni dove): l’artista riesce così ad indurre lo spettatore ad osservare la storia da diverse prospettive, stimolando una visione poli-focale del passato e dell’esperienza universale del conflitto. È grazie alla prossemica fisica e al medium del colore che diviene allora possibile sgretolare quei filtri interpretativi che ci sono stati tramandati (traccia magari di un pallido ricordo scolastico), e che ci invitano ad una percezione mediata e distanziata del conflitto.

    Lo spostamento fisico da parte del fruitore dei filtri apposti sulle fotografie non solo obbliga lo spettatore ad una variazione del piano ottico, ma lo rende innesco di una memoria ancora viva dentro ciascuno di noi, provocando la riemersione di un portato che è al contempo individuale e collettivo. Natalia Tikhonova porta ad interrogarsi sui lasciti del conflitto mentre, in un certo senso, se ne diventa diretti testimoni: impossibile non chiedersi, difronte a quelle foto, quale sia stato il vissuto di queste figure sanguigne, la cui fragilità e fugacità sembra accentuarsi davanti ai violenti paesaggi del dramma. Inevitabile domandarsi, cosa rimane della nostra umanità quando, con il breve gesto che muove il filtro, le perdiamo di vista.

    Ad acuire i significati dell’esperienza artistica contribuisce inoltre il contesto urbano in cui essa si realizza, immersa in uno spazio raccolto e intriso di storia come il centro Carinarnica: un ex valico di frontiera trasformato in un “bivacco della cultura urbana”. Inaugurata quest’anno dall’Associazione Društvo humanistov goriške, la struttura è situata letteralmente sul confine goriziano lungo la strada per metà italiana (via San Gabriele, Gorizia) e per metà slovena (l’Erjavčeva ulica, Nova Gorica): in una posizione di indubbio valore simbolico, l’ex casello si trova oggi sulla via di passaggio e movimento a differenza del passato in cui fu invece, per lungo tempo, confine e dunque ostacolo ad una libera e facile circolazione di persone, quanto di idee. La mostra-evento, fruibile gratuitamente, appartiene alla terza edizione dell’ampia rassegna artistica e culturale B#SIDE WAR, ideata da IoDeposito e promossa attraverso numerosi eventi nazionali ed internazionali quali mostre d’arte e installazioni artistiche,performing, conferenze, progetti di ricerca e pubblicazioni. 

    Contatti:
     
    Web: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org
    Direzione: [email protected]
    Ufficio stampa: [email protected]
  • In uscita per Edizioni Leucotea PROJECT “Aveva gli occhi completamente neri” il romanzo d’esordio di Marco Collareda.

    Una storia di misteri ed amicizia per vivere un’estate ricca di avventure e colpi di scena.

     

    Cosa succede se quattro ragazzini si mettono sulle tracce di un mistero che affonda le sue radice nelle trincee delle valli venete?

    Andrea e Franco, aiutati da Marica e Antonio, iniziano a pedinare il nuovo arrivato in paese girando sulle loro BMX al ritmo di Vamos a la Playa, ma c’è qualcosa in quei boschi… Qualcosa che non tutti percepiscono, ma non riescono a spiegarsi: spaventa i cani e fa cambiare il colore degli occhi.

    Tra risate, gavettoni e corse in bicicletta i quattro ragazzini si improvviseranno detective per scoprire cosa nasconde quel personaggio così insolito che parla da solo e prega solo in montagna, portando con sé la statua di una Madonna che si è intagliata da solo nel legno.

    Nello sfondo la crescita, i primi amori e quell’amicizia solida e pura che non ha paura del tempo, destinata a durare per sempre.

    Dio, quanto eravamo amici e quante risate quell’estate.

     

    Marco Collareda nasce a Schio (VI) nel 1979 e cresce a Torrebelvicino (VI).

    Diplomato come ragioniere programmatore nel 1998, si laurea in Informatica all’Università di Bologna nel 2002. Attualmente è imprenditore in una piccola software house di Schio, dove svolge l’attività di programmatore. Inizia a scrivere racconti brevi nel 2000. Nel 2002 completa una raccolta di 12 racconti.

    Nel 2014 il romanzo “Aveva gli occhi completamente neri” partecipa al concorso letterario RAI La Giara dove viene selezionato tra i 2 finalisti per la Regione Veneto.

  • In libreria oggi “L’amaro sapore dei fichi secchi” il nuovo romanzo di Annamaria Zito

    Era il 1943 quando la piccola Maria sfolla con la famiglia sui Monti Aurunci.  Inconsapevolmente aveva vissuto il fuoco della grande guerra e dormito sotto i bombardamenti.

     

    Il tempo aveva lasciato riaffiorare solo alcuni ricordi frammentati, relegando al dimenticatoio quelli più duri, e crudeli; scalpitanti in una botola troppo stretta, pronta ad esplodere da un momento all’altro. Era nei sogni, negli incubi, anzi, che riaffioravano con più chiarezza.

    Sono le  Marocchinate, stupri di massa, torture e abusi compiuti dal Corpo di spedizione francese nella Ciociaria, una delle pagine più violente e buie della storia italiana.

     

    Ciò che la sua terra ha subìto non può restare nascosto agli occhi dell’umanità. Il sacrificio di donne, bambini e uomini non può essere raccontato attraverso poche righe. E ciò che per lei fino a quel momento era stata paura di conoscere la realtà, per risparmiare al cuore altro dolore, diviene in seguito voglia di testimoniare, narrare e dar voce a una sorella morta per mano della guerra.

     

    Annamaria Zito nasce nel 1980 a Putignano e si stabilisce a Martina Franca. Appassionata fruitrice di letteratura inglese e francese del settecento e dell’ottocento, si avvicina alla scrittura attraverso un viaggio sensoriale capace di far rivivere atmosfere perdute.

    www.edizionileucotea.it

    L’amaro sapore dei fichi secchi

    Annamaria Zito

    ISBN 978 88 97770 38 1

    12,90€

  • ALTI E BASSI PER PR GROUP AL RIENTRO DAL GARGANO

    L’atteso evento pugliese regala meno di quanto sperato con i soli Bove ed Erbetta senior che salvano la spedizione. Out anche il presidente al Valsugana Historic.

    Dolo (Ve), 26 Ottobre 2015 – Le aspettative della vigilia erano notevoli per PR Group che incassa un bottino assai magro nella quinta edizione del Rally Porta del Gargano.
    A salvare l’onore della scuderia veneziana ci ha pensato un giovane di belle speranze, Matteo Bove, che alla guida di una sempreverde Renault Clio Williams gruppo A ha firmato il successo in classe A7.
    Un dominio netto, quello messo in campo dal portacolori del sodalizio veneto, testimoniato dalla vittoria in tutti e otto i tratti cronometrati in programma e da un distacco di oltre quattro minuti sul primo dei diretti inseguitori.
    Per Bove, affiancato da Claudio Potenza alle note, giungono anche il terzo gradino del podio in gruppo A ed il sesto della generale conquistati mettendo le proprie ruote davanti a vetture più recenti, come le Super 1600, e più potenti, come le Kit Car e le regine di classe A8.
    Ed è proprio da quest’ultima categoria che arriva il secondo successo di giornata per PR Group griffato questa volta da Giuseppe, in arte “Pino”, Erbetta che porta la sua Ford Escort Rs Cosworth gruppo A alla vittoria dopo un vivace duello con la Delta di Dello Russo ed Aiezza.
    Per il pilota della trazione integrale dell’ovale blu, condivisa con Alfredo Tarquinio, una prestazione decisamente positiva che lo ha visto mantenere salda la testa della classifica sin dal primo impegno in programma senza dare agli avversari la possibilità di impensierirlo.
    Problemi al motore hanno spento le ambizioni di un atteso Domenico Erbetta, in gara con il fido Valerio Silvaggi a bordo di una Peugeot 207 Super 2000, costringendolo ad alzare bandiera bianca sin dalle prime tornate dello shakedown.
    Esordio in ombra anche per Vitantonio Caporale, alle note Daniele Decembrino, che dopo aver siglato il miglior tempo tra le Kit Car sulla prova speciale di apertura non è più riuscito a tener testa con la sua Renault Mégane Maxi Kit Car alla Peugeot 306 Maxi Kit Car di Pepe e Casto.
    Non gioiscono nemmeno Michele e Giovanni Guerra che con la loro piccola Peugeot 106 di classe N2 partono fortissimo, all’esordio assoluto in un rally, instaurandosi sul terzo gradino del podio; sarà loro fatale il quarto tratto cronometrato che li vedrà protagonisti di una uscita di strada fortunatamente senza conseguenze per l’equipaggio.
    Stessa doccia fredda che tocca alla Renault Clio R3C condotta da Massimiliano Santoro e Domenico Ortuso costretti al ritiro sul medesimo crono.
    Il weekend vedeva impegnato anche il presidente, Daniele Valentini, al via della quinta edizione del Valsugana Historic, appuntamento di spicco nel panorama nazionale dedicato alle auto storiche.
    In gara con una Opel Kadett Gsi gruppo A Valentini, affiancato da Matteo Magrin, si è visto costretto ad un amaro stop sul primo tratto cronometrato con il propulsore della trazione anteriore tedesca che esalava l’ultimo respiro.

  • PR GROUP APRE UNA PORTA SUL GARGANO

    In un contesto naturale senza paragoni andrà in scena la quinta edizione dell’omonimo rally che vedrà la scuderia veneziana in gara con ben sei equipaggi.

    Dolo (Ve), 15 Ottobre 2015 – Il Rally Porta del Gargano stacca il quinto cartellino di presenza e lo fa in grande stile andando a segnare il record assoluto di iscritti per quanto riguarda il Trofeo Rally Nazionale di zona.
    In uno scenario naturale mozzafiato saranno ben sessantasette gli equipaggi che si presenteranno in sede di verifica tecnico e sportiva pronti a dare spettacolo nelle due giornate di gara previste.
    PR Group non poteva mancare ad un evento di tale caratura e si presenterà ai nastri di partenza con ben sei equipaggi decisi a ben figurare.
    Il lampo nella notte 2014 vissuto al volante della Ford Escort Rs Cosworth di papà ha spinto Domenico Erbetta ad optare per una Peugeot 207 Super 2000 che condividerà con il compagno di sempre Valerio Silvaggi.
    Con il numero due sulle fiancate della trazione integrale d’oltralpe il portacolori del sodalizio veneziano cercherà di scalzare dal gradino più alto del podio il vincitore della passata edizione Bergantino.
    Occhi puntati anche sulla sempreverde Ford Escort Rs Cosworth gruppo A che torna nelle mani di papà Pino, al secolo Giuseppe Erbetta, che navigato da Alfredo Tarquinio cercherà di far rinverdire i fasti di un tempo in cui la vettura dell’ovale blu spopolava a livello mondiale.
    Tra le belve che non passano mai di moda, in particolar modo per quei suoni ed odori ormai dimenticati nel rallysmo moderno, troveremo al via la splendida Renault Mégane Maxi Kit Car condotta in gara da Vitantonio Caporale, alle note Daniele Decembrino, che affronterà il primo approccio con i rally dopo esser sceso dalla Porsche 997 GT3 utilizzata nell’ambito del Campionato Italiano Velocità Montagna.
    In una ben nutrita classe R3C, da sempre dominio delle Renault Clio, Massimiliano Santoro e Domenico Ortuso cercheranno un posto al sole nonostante l’agguerrita concorrenza.
    Con la più datata, ma più che mai immortale, versione Williams gruppo A scenderà dalla pedana di Manfredonia Matteo Bove che per l’occasione condividerà l’abitacolo con Claudio Potenza.
    Un giovane di belle speranze che, nonostante le poche gare all’attivo, è atteso ad un banco di prova importante per mettere in evidenza le proprie doti velocistiche.
    Tra le piccole del produzione, in classe N2, un nuovo equipaggio coronerà il proprio sogno di prendere parte al Rally Porta del Gargano all’esordio assoluto: stiamo parlando di Michele e Giovanni Guerra che con il numero settantacinque sulle portiere della loro Peugeot 106 vivranno la loro prima gara con l’obiettivo di vedere la bandiera a scacchi e di divertirsi.
    Con un plotone così ben fornito è altresì scontato che PR Group punti alla vetta della classifica speciale riservata alle scuderie.