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  • Parchi tematici: sconcerto e profonda delusione per il via libera al 1° luglio

    L’ultimo accorato appello, prima di azioni eclatanti. L’Associazione Parchi Permanenti Italiani, aderente a Confindustria, si appella al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Maria Stella Gelmini, al Ministro del Turismo Massimo Garavaglia, al Ministro della Cultura Dario Franceschini e al Presidente del Consiglio Mario Draghi, per segnalare lo sconcerto e la profonda delusione causata dalla road-map delle aperture, che ha posticipato al 1° luglio il via libera per le oltre 230 imprese del settore, tra parchi faunistici, acquatici e tematici.

    La delusione dei parchi tematici

    Evidenze scientifiche solide e di caratura internazionale, più volte richiamate in questi giorni dalla stessa politica a supporto della decisione di riaprire progressivamente il Paese, hanno evidenziato che i rischi di contagio all’aria aperta sono infinitamente inferiori ed è stato provato che la presenza del cloro nelle piscine elimina in pochi attimi l’agente virale. Eppure, secondo il CTS, i parchi divertimento sono attività pericolose e dovranno aspettare fino al 1° luglio: se lo scorso anno, con la pandemia in atto e senza vaccinazioni, il settore è stato riaperto a fine maggio, nel 2021 con la campagna vaccinale in corso, i farmaci e le nuove accortezze, incomprensibilmente, il Governo toglie un mese di lavoro al settore.

    L’appello di Giuseppe Ira, Presidente Associazione Parchi Permanenti Italiani e di Leolandia

    “La disparità di trattamento rispetto ad altre categorie – dichiara Giuseppe Ira, Presidente Associazione Parchi Permanenti Italiani, aderente a Confindustria, e del parco tematico Leolandia (BG) – è configurabile in una vera e propria concorrenza sleale, che genera rabbia e risentimento negli Associati. Siamo trattati peggio delle sale giochi e delle altre attività al chiuso, inclusi i ristoranti, nei quali si sosta per ore senza mascherina. Le attività dei nostri parchi si svolgono sempre all’aperto, con ampi spazi a disposizione e sotto il controllo di personale preposto, a differenza di quanto può accadere per strada o nelle aree gioco per bambini dei parchi pubblici, peraltro già aperte, dove manca ogni tipo di monitoraggio del distanziamento e non sono presenti i presidi per la sanificazione delle mani. Contingentiamo gli ingressi per evitare ogni rischio di assembramento e abbiamo predisposto severi protocolli di sicurezza che hanno già ampiamente dimostrato la loro efficacia lo scorso anno. Negli USA i parchi sono stati aperti in febbraio, non appena è partita la campagna vaccinale, e in Gran Bretagna hanno deciso di riaprire subito i pub all’aperto e tutti i parchi di divertimento”.

    La disparità di trattamento

    Tanti i casi emblematici, a dimostrazione della disparità di trattamento operata dal Governo: si riaprono i musei al chiuso (già dal 26 aprile in zona gialla) ma non i parchi faunistici all’aperto e i parchi avventura nei boschi; si dà il via libera alle piscine all’aperto il 15 maggio, ormai tutte dotate di scivoli per bambini, ma non ai parchi acquatici; si aprono le palestre e i ristoranti al chiuso dal 1° giugno e si annuncia addirittura il ritorno del pubblico negli stadi a maggio, ma non nei parchi tematici.

    “Chiediamo l’immediata equiparazione ai comparti merceologicamente simili – prosegue il Presidente Ira – altrimenti dovremo intraprendere azioni eclatanti. Abbiamo sempre mantenuto un profilo dialogante e collaborativo, ma evidentemente non è servito a nulla: le categorie che hanno urlato scompostamente hanno ottenuto più attenzione e parziali risposte. Siamo tra i primi settori ad essere colpiti dalla crisi e le aziende del comparto registrano in media una perdita dell’80%: quest’anno avremmo bisogno di una stagione più lunga, per contro la decisione del Governo condanna molti parchi all’impossibilità di aprire. Fino al 2019, il nostro settore coinvolgeva direttamente 25.000 occupati, circa 50.000 con l’indotto. La perdurante incertezza porterà ad una fortissima contrazione degli occupati, ormai in FIS da troppi mesi. La nostra forza lavoro non ce la fa più: i migliori hanno trovato un altro impiego, ma migliaia di persone faticano a sopravvivere, dopo aver dilapidato i propri risparmi e quelli dei propri familiari. Ci aspettiamo anche una presa di posizione da parte del Ministro Garavaglia, che abbiamo incontrato più volte e che ci aveva assicurato il suo impegno per il passaggio della categoria dei parchi sotto il Ministero del Turismo”.

    Il problema dei ristori

    L’annuncio delle aperture ritardate al 1° luglio si lega ad un altro nodo che attanaglia i parchi e il futuro del comparto: formalmente, infatti, il settore rientra ancora nella categoria “Circhi e Spettacoli Viaggianti” facente capo al Dicastero dei Beni Culturali, e da questo dipende la sistematica inadeguatezza degli interventi predisposti a sostegno della categoria nel corso degli ultimi 14 mesi.

    Nonostante gli importanti costi fissi, legati al mantenimento delle strutture degli animali e del verde, e gli alti livelli occupazionali garantiti (con il coinvolgimento di molti giovani e donne) i Parchi non sono stati ricompresi in almeno 4 provvedimenti legati ai ristori: prima perché il raffronto tra il mese di aprile 2019 e il mese di aprile 2020 non dava scostamenti significativi, in quanto molti parchi in aprile non sono operativi, poi perché è stato limitato l’accesso al credito alle imprese con più di 5 e 10 milioni di fatturato. Non facendo parte del Turismo, inoltre, i parchi non hanno potuto accedere alle agevolazioni fiscali concesse alle imprese del comparto, come l’esenzione IMU.

    La conclusione di Ira

    “Per non parlare dei finanziamenti – conclude Ira – un’azienda che perde l’80% nel 2020 e nel 2021 avrà comunque risultati negativi, a causa del Covid-19 e della chiusura disposta dal Governo, non è considerata affidabile. Gli Istituti Bancari si sono limitati a coprire le loro esposizioni, consolidandole a 6 anni con garanzie statali, mentre il credito alle aziende è stato erogato raramente ed a un costo altissimo in termini di interesse”.

    I dati

    Nel 2020 il 20% dei parchi ha rinunciato completamente all’apertura e si sono persi 10.000 posti di lavoro stagionali. Il rischio, alla luce delle decisioni del Governo, è di rendere ancora più precaria la posizione di centinaia di imprese italiane e migliaia di lavoratori. Tolti 5/6 big player facenti già capo a gruppi multinazionali e Leolandia (uno dei pochi grandi parchi ad essere ancora saldamente in mano ad imprenditori italiani) il comparto è costituito da imprese di piccole e medie dimensioni che non hanno voce, pur giocando un ruolo importante nell’ambito dell’offerta del territorio e alimentando un forte indotto. Nel 2019 il settore ha generato un giro d’affari superiore ai 400 milioni di euro, cifra che sale a 1 miliardo di euro considerando hotel, ristorazione, merchandising, manutenzione e tante altre voci collaterali.

  • Parchi divertimento: filo diretto con Garavaglia per pianificare le riaperture

    “I bambini e le loro famiglie non vedono l’ora di tornare a divertirsi nei nostri parchi e noi siamo pronti ad accoglierli in totale sicurezza. Le attività si svolgono all’aperto, con ampi spazi a disposizione e sotto il controllo di personale preposto, a differenza di quanto può accadere nelle aree gioco dei parchi pubblici o, più semplicemente, per strada. Contingentiamo gli ingressi per evitare ogni rischio di assembramento e abbiamo predisposto severi protocolli di sicurezza che hanno già ampiamente dimostrato la loro efficacia lo scorso anno”. Giuseppe Ira, Presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani e di Leolandia (BG) esprime con queste parole la posizione del comparto, che in Italia conta circa 230 strutture tra parchi a tema, faunistici ed acquatici.

    Il commento di Giuseppe Ira, Presidente Associazione Parchi Permanenti Italiani

    “Per essere operative – prosegue Ira – le nostre strutture hanno bisogno di almeno 6 settimane di preavviso: lunedì 29 marzo, in occasione del Consiglio Direttivo di Federturismo, abbiamo nuovamente incontrato il Ministro Massimo Garavaglia che ha sottolineato la sensibilità di tutto il Governo verso le problematiche dei parchi permanenti. Ci aspettiamo quindi a breve termine indicazioni adeguate in merito alle prospettive di riapertura per le nostre aziende”.

    La riapertura dei parchi, fermi da ottobre, permetterebbe di ridare ossigeno al settore, con particolare riferimento alle imprese di piccole e medie dimensioni che registrano perdite fino all’80%. Tolti i big player facenti già capo a gruppi multinazionali, il comparto è costituito da centinaia di realtà che non hanno voce, pur giocando un ruolo importante nell’ambito dell’economia del territorio. Nel 2019 i parchi permanenti hanno generato un giro d’affari di 400 milioni di euro e 25.000 posti di lavoro diretti. Cifre che salgono rispettivamente a 1 miliardo di euro e 60.000 occupati considerando l’indotto composto da hotel, ristorazione, merchandising, manutenzione e altre voci collaterali. Nel 2020, il 20% dei parchi ha rinunciato completamente alla stagione, con una perdita di 10.000 posti di lavoro e 5 realtà italiane sono passate sotto il controllo di gruppi di investimento stranieri.

    “Un altro nodo da sciogliere – conclude Ira – è quello dei ristori: le imprese turistiche hanno la possibilità di accedere a forme di finanziamento a tasso agevolato e lunga scadenza che per noi sarebbero di vitale importanza. Il Ministro Garavaglia, che ringrazio per la disponibilità, ha annunciato che sta studiando l’emissione di mini-bond e ha riconosciuto la legittimità della nostra richiesta di passare sotto la competenza del Turismo, garantendo che si attiverà per valutare i necessari interventi sul piano tecnico normativo”.

    I dati dei parchi divertimento

    Con 20 milioni di visitatori italiani nel 2019, 1.5 milioni di visitatori stranieri e 1.1 milioni di pernottamenti in hotel, l’industria dei parchi divertimento gioca un ruolo essenziale nel sistema dell’offerta turistica del Paese; ciononostante, ad oggi i parchi divertimento sono inseriti nella categoria “Circhi e Spettacoli Viaggianti” e fanno capo ai Beni Culturali.

  • Il Ministro del Turismo Garavaglia ha incontrato l’Associazione Parchi Permanenti Italiani

    Nella mattinata di venerdì 4/3 u.s. il Ministro del Turismo Massimo Garavaglia ha incontrato l’Associazione Parchi Permanenti Italiani, rappresentata dal Presidente Giuseppe Ira e dal Segretario Nazionale Maurizio Crisanti, per valutare la richiesta di integrare le imprese del comparto nel novero degli operatori turistici.

    L’incontro

    Il colloquio, riservato esclusivamente ai parchi, è stato promosso dall’Assessore alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità Sostenibile della Regione Lombardia Claudia Maria Terzi e costituisce una nuova concreta prospettiva per il settore, dopo un lungo e complesso lavoro di sensibilizzazione nei confronti delle Istituzioni.

    Nel 2019 l’Associazione Parchi Permanenti Italiani, in rappresentanza del comparto che consta di 230 strutture tra parchi tematici, faunistici ed acquatici, aveva incontrato ufficialmente l’allora Ministro delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo Gian Marco Centinaio, avviando un percorso propedeutico all’integrazione dei parchi permanenti nel MIPAAFT. In quell’anno, il settore aveva giocato un ruolo essenziale nell’offerta turistica del Paese, registrando 20 milioni di visitatori italiani, 1,5 milioni di visitatori stranieri e 1,1 milioni di pernottamenti in hotel.

    Purtroppo, in seguito al cambio di Governo e alla pandemia, il progetto ha subito una battuta d’arresto e, nonostante le sollecitazioni, il MIBACT non ha prestato alcuna attenzione alle istanze del comparto: ancora oggi i parchi divertimento sono qualificati come attività di spettacolo da una legge del 1968, e da questo dipende la sistematica inadeguatezza degli interventi a sostegno della categoria.

    Le parole di Giuseppe Ira, Presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani

    Giuseppe Ira, Presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani e del parco a tema Leolandia (BG) ha dichiarato: “Ringrazio il Ministro Garavaglia per la disponibilità: siamo molto soddisfatti di questo incontro e del cambio di passo rispetto al precedente Governo. Il nostro è un comparto capital intensive, caratterizzato da costanti investimenti per mantenere l’offerta all’altezza delle aspettative del pubblico. Il passaggio al turismo ci permetterebbe di dare la giusta collocazione alle aziende del settore e di accedere ad un sistema di sostegno più adeguato, in grado di fronteggiare la crisi di liquidità che oggi coinvolge molte imprese”.

  • I bambini delle scuole lombarde illuminano l’Italia

    Un’Italia che brilla, dopo mesi di buio e silenzio, illuminata dal desiderio dei bambini di poter finalmente tornare a giocare tutti insieme. É l’augurio speciale che gli alunni delle scuole di Milano e della Provincia di Bergamo hanno deciso di inviare simbolicamente a tutti i bambini della Penisola, accendendo di speranza la Minitalia, alla vigilia di un Natale che sarà, inevitabilmente e in particolar modo per loro, molto diverso dal solito.

    I desideri dei bambini

    Tutto inizia dalla letterina di una bambina con un pizzico di magia che quest’anno, anziché i soliti giochi, chiede a Babbo Natale di “tornare a giocare tutti insieme”, dando voce al più innocente, disarmante e legittimo sogno dei piccoli, così penalizzati dalla crisi che ha imposto distanza e solitudine.

    Il desiderio prende forma e diventa realtà, dando vita ad una suggestiva catena di bambini che si incontrano e, passandosi il testimone, accendono i simboli delle diverse città d’Italia: dalla Mole Antonelliana al Duomo di Milano, dal Maschio Angioino ai Sassi di Matera, passando per San Pietro e la Torre di Pisa, l’Italia intera si illumina come d’incanto per la gioia di tutti i bambini.

    Le parole di Gianfranco Gafforelli, Presidente della Provincia di Bergamo

    Il Presidente della Provincia di Bergamo, Gianfranco Gafforelli, ha dichiarato: “Ringrazio Leolandia e le scuole coinvolte in questo bellissimo messaggio di speranza, dopo il grande cuore realizzato con gli autobus il mese scorso. Ci auguriamo che il 2021 possa essere un anno di rinascita, in cui tutti noi, e i bambini in particolare, possiamo riprendere le nostre vite e le nostre attività. L’entusiasmo e la consapevolezza con cui i ragazzi hanno partecipato a questo progetto ci fanno ben sperare per un futuro migliore”.

    A rendere ancora più suggestivo il video ha contribuito Leolandia, noto parco a tema di Capriate San Gervasio, in provincia di Bergamo che, oltre a mettere a disposizione la Minitalia con i suoi 160 monumenti perfettamente riprodotti, ha partecipato alle riprese, offrendo gli strumenti e le competenze necessarie per rendere ancora più efficace la straordinaria idea dei bambini.

    Il commento di Giuseppe Ira, Presidente Leolandia

    “Abbiamo preso parte con piacere a questo progetto – ha commentato il Presidente di Leolandia, Giuseppe Ira – con il quale inviamo il nostro augurio speciale a tutte le famiglie in occasione del Natale. Ci lasciamo alle spalle un anno difficile, che ci ha segnati profondamente a livello umano, ma non ha intaccato la nostra voglia di reagire e il nostro entusiasmo nei confronti del futuro. Non appena ci saranno le condizioni, saremo pronti a fare la nostra parte per riaccendere l’Italia ed esaudire il sogno di tutti i bambini”.

  • La Conferenza delle Regioni incalza il Ministro Franceschini sulla crisi dei parchi permanenti

    La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome guidata dal Presidente Stefano Bonaccini accoglie la richiesta dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani e incalza il Governo, con particolare riferimento al Ministro Dario Franceschini, affinché i parchi divertimento siano inseriti nel novero delle imprese turistiche.

    Dal punto di vista formale, il processo prevede un’integrazione del “Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo” (D.Lgs. 23 maggio 2011, n. 79) abbinata ad una modifica dei Codici Ateco: il settore dei parchi, infatti, attualmente è considerato tra le attività di spettacolo.

    Le parole di Giuseppe Ira, Presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani

    “L’istanza delle Regioni – dichiara Giuseppe Ira, Presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani e di Leolandia (BG) – arriva dopo un lungo processo di sensibilizzazione che abbiamo condotto nei confronti delle Istituzioni, in anni in cui il comparto registrava una crescita costante. Nel giugno del 2019 eravamo finalmente arrivati ad un passo dall’obiettivo e avevamo organizzato una conferenza stampa con il precedente Ministro, poi il cambio di Governo e l’epidemia hanno determinato una battuta d’arresto. Oggi facciamo fatica ad interloquire con il Ministro Dario Franceschini: pur comprendendo i suoi impegni, non possiamo esimerci dal constatare che non ha ancora dato seguito alle nostre richieste d’incontro”.

    L’intervento delle Regioni, finalizzato a garantire la continuità delle imprese e dell’occupazione, arriva al termine di un anno difficile per il comparto. Fino ad oggi i parchi sono stati esclusi da tutti gli interventi già stanziati dal Governo e registrano perdite del 75%, collocandosi a pieno titolo tra le aziende più colpite dalla crisi. A ciò va aggiunto che nel 2020 il 20% dei parchi ha rinunciato completamente all’apertura e che 4 importanti realtà imprenditoriali del nord Italia sono già passate di mano a fondi di investimento stranieri.

    L’integrazione dei parchi divertimento nelle imprese turistiche rientra a pieno titolo nel processo evolutivo del comparto, che nel corso degli anni ha acquisito un peso sempre più importante nell’offerta turistica del Belpaese: nel 2019 sono stati 20 milioni i visitatori provenienti dall’Italia, a cui si aggiungono 1,5 milioni di stranieri, per un totale di 1,1 milioni di pernottamenti in hotel. Sempre nel 2019, il settore, che conta circa 230 parchi in tutta Italia tra tematici, acquatici e faunistici, ha generato un giro d’affari di 450 milioni di euro e 25.000 posti di lavoro. Cifre che salgono rispettivamente a 2 miliardi di euro e 60.000 occupati considerando l’indotto composto da hotel, ristorazione, merchandising, manutenzione e altri servizi complementari.

  • Tripadvisor incorona Leolandia parco numero 1 in Italia

    Leolandia si riconferma il parco a tema più amato d’Italia su TripAdvisor: per il quarto anno consecutivo il regno della magia alle porte di Milano dedicato ai bambini fino a 10 anni di età è in testa alla classifica Travelers’ Choice2020 dedicata alla categoria Parchi a Tema & Parchi Acquatici, pubblicata proprio oggi dal più importante portale di rating online.

    Leolandia si riconferma parco più amato dagli italiani

    La medaglia d’oro in Italia acquisisce ancora più valore con la conferma dell’ottimo posizionamento internazionale, che vede Leolandia nella Top10 europea, unico parco italiano nelle prime 25 posizioni della classifica del Vecchio Continente. Un esempio di eccellenza 100% Made in Italy in grado di superare l’agguerrita concorrenza delle multinazionali dell’intrattenimento.

    Le classifiche Travelers’ Choice™ sono elaborate sulla base di un algoritmo di TripAdvisor che confronta diversi parametri, tra cui il ranking, la quantità e la qualità delle recensioni pubblicate dalla community internazionale degli utenti.

    Gli ingredienti del successo

    Il primo posto di Leolandia testimonia un apprezzamento crescente da parte del pubblico e arriva nel cuore di una stagione particolarmente complessa per il comparto, alle prese con il compito di conciliare l’offerta di divertimento e spensieratezza con il rispetto dei nuovi protocolli di sicurezza. Un obiettivo perfettamente raggiunto da Leolandia che, con il motto “Un’Esperienza SICURAmente Divertente” ha sviluppato un modello di fruizione di spettacoli, attrazioni e servizi basato su poche, chiare e semplici “regole del gioco”, salvaguardando la formula originale del parco: un mix perfettamente riuscito di attrazioni, molte delle quali accessibili ai più piccoli senza tuttavia rinunciare a proposte per i più grandicelli, nuovi spettacoli originali di propria produzione in grado di lasciare a bocca aperta anche gli adulti e aree tematiche che ricreano ambienti straordinari, come le Terre di Leonardo, la Riva dei Pirati e Cowboy Town.

    Ottimi giudizi anche per la disponibilità del personale e l’elevata qualità di tutti i servizi offerti: ristoranti, negozi, biglietteria online, solo per citarne alcuni, a cui si affiancano una serie di facilities pensate proprio per le famiglie, anche con neonati al seguito, come il noleggio passeggini, le nursery e i menù infant.

    Ma il principale ingrediente che contribuisce a rendere magica l’atmosfera di Leolandia è la presenza dei personaggi dei cartoni animati più amati dai bambini, a cominciare da Gattoboy, Geco e Gufetta, protagonisti quest’anno della nuovissima e attesissima area a tema PJ Masks City, la prima al mondo che permette di visitare i luoghi iconici della serie TV campione di ascolti, rivivendo le avventure dei suoi eroi e incontrandoli dal vivo.

    Presenti all’appello anche Masha e Orso nella loro Foresta, con un esilarante spettacolo in versione circense, Bing e Flop, che incontrano tutti i giorni i loro piccoli fan in un mini live-show in esclusiva per Leolandia, i personaggi della serie Miraculous™ – le storie di Ladybug e Chat Noir e il Trenino Thomas, che accompagna i bambini a bordo delle sue carrozze in un giro intorno al parco.

    Le parole di Fabrizio Orlando, Senior Manager Industry Relations Global Tripadvisor

    Fabrizio Orlando, Senior Manager Industry Relations, Global TripAdvisor ha commentato: “In questo contesto così sfidante per il settore del turismo e dell’ospitalità, è molto importante riconoscere e celebrare le attrazioni che hanno lavorato duramente per creare una grande esperienza per i propri visitatori. Il premio ricevuto da Leolandia, che si basa sulle recensioni e i voti dei visitatori del parco, dimostra che agli occhi della comunità di viaggiatori, Leolandia ha consistentemente creato grandi esperienze negli ultimi anni”.

    Il commento di Giuseppe Ira, presidente Leolandia

    Giuseppe Ira, presidente di Leolandia, ha dichiarato: “In questi mesi abbiamo fatto degli sforzi economici incredibili per onorare il nostro impegno con il pubblico, che continua a premiarci, e ci auguriamo che finalmente le istituzioni comincino ad occuparsi di un comparto strategico sia per il tempo libero che per il turismo. Le misure intraprese per garantire il rispetto dei protocolli hanno contribuito a rendere il parco ancora più fruibile rispetto al passato: puntiamo a superare l’eccellenza raggiunta, continuando a competere a testa alta con i giganti internazionali dell’intrattenimento”.

    Le dichiarazioni di David Tommaso, direttore marketing e vendite Leolandia

    “Siamo onorati di ricevere per il quarto anno consecutivo questo riconoscimento – conclude David Tommaso, direttore marketing e vendite Leolandia – perché siamo consapevoli del valore fondamentale che ha per ognuno dei nostri ospiti il tempo libero trascorso con la propria famiglia. Tutti i servizi offerti sono oggetto di un costante monitoraggio della qualità e del tasso di soddisfazione della clientela: essere scelti come il parco a tema più amato d’Italia, nonostante un’agguerrita concorrenza, ci riempie di orgoglio e ci sprona a fare sempre meglio, specialmente in questa stagione così complessa per tutto il comparto”.

    Il parco ha chiuso il 2019 con un fatturato di oltre 40 milioni di euro, a fronte di circa 1,2 milioni di ingressi. Il calendario della stagione 2020 arriva fino al 6 gennaio 2021, con parco aperto tutti i giorni fino a settembre inoltrato e, a partire dall’autunno, le tematizzazioni speciali dedicate prima ad HalLEOween e poi al Natale Incantato.

    Leolandia Autostrada A4 (MI-VE) uscita Capriate, Tel. 02/9090169. www.leolandia.it

  • Parchi Permanenti Italiani a rischio a causa di dichiarazioni fuori controllo e regole troppo rigide

    A qualche settimana dalla riapertura di buona parte dei 230 parchi permanenti italiani, i numeri registrati, già contingentati in partenza dai protocolli anti Covid-19, stentano a decollare e si attestano ben al di sotto delle aspettative.

    I dati

    Nonostante i sondaggi a inizio stagione indicassero il generale senso di fiducia del pubblico nei confronti dei parchi divertimento e sebbene le strutture siano perfettamente operative nel rispetto delle regole e della sicurezza, il clima di terrore perpetrato dal governo e dai media sta mettendo a serio rischio l’equilibrio del comparto.

    Il caso emblematico è quello della Lombardia, Regione che, con l’ordinanza 573, ha esteso l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto fino al 14 luglio e, nelle Linee Guida emanate il 29 giugno ha prescritto l’utilizzo della cuffia copricapo sugli scivoli e nelle altre attrazioni dei parchi acquatici. Due scelte che rappresentano l’ennesima sfida alla resilienza e all’intraprendenza delle aziende del comparto, che hanno scelto di credere nella ripresa del sistema economico, salvaguardando occupazione e indotto.

    Nella sola Lombardia, il settore dei parchi divertimento conta 23 strutture: nel 2019 ha generato 5.000 posti di lavoro diretti, che arrivano a 15.000 considerando hotel, ristoranti, negozi e altri servizi complementari, a fronte di 3 milioni di visitatori, di cui 300.000 stranieri, e 150.000 pernottamenti in hotel. In totale, il giro d’affari lo scorso anno è stato di 50 milioni di euro, cifra che supera i 500 milioni con l’indotto.

    L’appello di Giuseppe Ira, Presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani e Leolandia

    Giuseppe Ira, Presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani e di Leolandia ha dichiarato: “In qualità di rappresentante del comparto e di Leolandia, che con 1.200.000 visitatori nel 2019 è il parco più importante della Lombardia, oltre ad essere il più amato d’Italia secondo TripAdvisor, mi sento in dovere di richiamare il governo alle proprie responsabilità riferite alle imprese, all’economia e al benessere sociale. Si continuano invece ad accreditare le tesi, spesso infondate, di un gruppo di consulenti e di virologi catastrofisti, pronti a contestare clinici e scienziati che, sulla base di evidenze concrete, dimostrano il rientro dell’emergenza sanitaria. A loro possiamo perdonare il fatto che non sono economisti, ma non la mancata consapevolezza del terrorismo mediatico che generano le loro dichiarazioni. Queste ultime, che tanto share hanno prodotto negli ultimi mesi, unite all’approccio assistenzialista del governo hanno sostanzialmente paralizzato gran parte dell’economia, in particolare tutte quelle attività che hanno nella socialità il loro punto di riferimento. Quanto all’uso della mascherina all’aperto fino al 14 luglio, chiedo al Presidente Fontana di provare a immaginare la condizione di quei lavoratori costretti ad indossarla tutto il giorno all’aperto in piena estate, rischiando di essere attenzionati e puniti dalle Forze dell’Ordine quando prendono una boccata d’aria. Sfiora invece il paradosso l’obbligo di indossare la cuffia nei parchi acquatici, se si considera che nelle piscine estive l’utilizzo della cuffia non è contemplato”.

    Clima non favorevole

    Se, da una parte, la rigidità delle misure richieste in Lombardia mette a dura prova Leolandia e gli altri parchi della Regione, dall’altra il clima di terrore mediatico non risparmia i parchi divertimento di tutta Italia, già alle prese con due evidenti limiti strutturali: il contingentamento degli ingressi, che stabilisce un tetto massimo spesso non sufficiente a rientrare nei costi, e la brevità della stagione, partita nella maggior parte dei casi con mesi di ritardo rispetto alla norma. A questo si aggiungono diversi problemi lasciati in eredità dal lockdown: la difficoltà di ottenere i finanziamenti, a causa dei limiti del DL liquidità che non prevede scudo penale per le banche, e i costi sostenuti per la messa in sicurezza degli spazi alla luce dei nuovi protocolli. In questo contesto, i parchi sono riusciti a mantenere gli impegni assunti nei confronti dei propri dipendenti, ma oggi hanno bisogno di un supporto concreto da parte del governo e dei media, che non devono contribuire ad alimentare un’insana ed immotivata preoccupazione nell’opinione pubblica.

    “Il turismo e tutte le attività legate al tempo libero – conclude il Presidente Ira – rendono più felici i Cittadini, generano forza, benessere e ricchezza per la Nazione. Salvo l’attenzione di due Regioni, come il Veneto e l’Emilia Romagna, e di alcuni Comuni, la politica a livello centrale è stata totalmente assente. Negli altri Paesi Europei, invece, il turismo esperienziale rappresentato dai parchi viene sostenuto ed incentivato con decisione. Questa scarsa attenzione sta mettendo a repentaglio un comparto che ha un ottimo potenziale di crescita e che risulta sempre più importante nello sviluppo dell’offerta turistica italiana”.

  • Leolandia: stagione al via il 20 giugno con il lancio di PJ Masks City in esclusiva mondiale

    La data tanto attesa da tutti i bambini è finalmente arrivata: sabato 20 giugno riapre i battenti Leolandia, il regno della magia alle porte di Milano!

    All’insegna del motto “un’esperienza SICURAmente divertente”, il parco più amato d’Italia secondo TripAdvisor torna in grande stile con attrazioni, aree tematiche e tutti i suoi simpaticissimi personaggi, pronto ad offrire indimenticabili momenti all’insegna di allegria, relax e divertimento in totale sicurezza.

    Tutte le attrazioni

    Tantissime le soprese in serbo per i visitatori di Leolandia, a cominciare dall’attesissima PJ Masks City, una nuova area a tema interamente dedicata ai Superpigiamini, cartone animato campione di ascolti in Italia e all’estero. Basterà varcare la soglia di PJ Masks City per entrare nel vivo della serie TV, visitare i luoghi iconici e rivivere le avventure dei suoi protagonisti. Si potrà ad esempio volare a bordo del Gufaliante intorno al mitico Quartier Generale, per poi sentirsi dei veri supereroi nel Parco Giochi e incontrare dal vivo Gattoboy, Geco e Gufetta nella cornice del Museo.

    La nuova PJ Masks City si affianca alle altre aree a tema, a cominciare dalla Foresta di Masha e Orso, inaugurata nel 2018: protetta da un enorme tronco che si attraversa come un tunnel, ospita al suo interno la Casa di Masha con il Cortile, il Bosco di Orso pieno di sorprese e un Teatro dove si può assistere ad un divertente spettacolo e scattare una foto ricordo con i protagonisti del cartoon. Consigliatissimo un giro su Vroom, divertente roller coaster accessibile ai bambini alti almeno 90 cm.

    Presenti all’appello anche Bing e Flop, beniamini dei più piccoli, protagonisti di un mini live-show in esclusiva per Leolandia e di diversi momenti di incontro con i bambini. Con la riapertura, tornano i personaggi della serie MiraculousTM – le storie di Ladybug e Chat Noir, il Trenino Thomas, pronto ad offrire un giro del parco a bordo dei suoi scintillanti vagoni blu, e i padroni di casa Leo e Mia.

    E dopo entusiasmanti avventure tra pirati e cowboy, si potranno conoscere i simpatici abitanti della Fattoria degli Animali per poi scoprire le meraviglie della natura nell’Acquario e nel Rettilario. Infine, relax nel verde della Minitalia, che regala un meraviglioso e sempre attualissimo viaggio alla scoperta dei tesori naturali e architettonici del Belpaese.

    Nuova stagione è anche sinonimo di nuove offerte speciali a Leolandia, a cominciare dalla promozione “Vieni entro il 31 luglio e torni gratis ad HalLEOween”, che, di fatto, triplica il divertimento: oltre al consueto rientro omaggio entro 60 giorni, tutti coloro che acquisteranno un biglietto per entrare a Leolandia entro luglio otterranno un ulteriore ingresso gratuito valido per l’intero periodo di HalLEOween ad esclusione di sabato 31 ottobre, per un totale di 3 giorni di intenso divertimento… al prezzo di 1!

    Norme di sicurezza

    Allo scopo di evitare ogni possibile forma di assembramento e garantire il rispetto delle distanze di sicurezza in tutti i luoghi del parco, l’ingresso sarà contingentato, anche attraverso l’adozione di sistemi di prenotazione online, che permetteranno di individuare i giorni e gli orari con minore affluenza. In questo modo sarà lasciato ampio spazio ad ogni nucleo famigliare e si limiteranno le code, per una visita ancora più appagante. Distanziamento garantito, ma senza separare mai i piccoli da mamma e papà, anche sulle attrazioni che, come tutti gli altri luoghi del parco, saranno igienizzate su base regolare. Una squadra di steward dagli occhi sempre sorridenti sarà a disposizione dei visitatori per spiegare le nuove “regole del gioco” e garantire la massima tranquillità, anche per quanto concerne l’accesso ai negozi e ai ristoranti, nei quali saranno allestiti ampi dehor.

    Proprio allo scopo di rendere unica l’esperienza di visita e predisporre al meglio l’apertura, il parco ha realizzato un sondaggio che ha dato risultati molto incoraggianti, con oltre 15.000 risposte ricevute nel solo primo giorno, confermando il sentiment positivo del pubblico: l’80% degli intervistati ha dichiarato di voler tornare a frequentare i parchi a tema appena possibile, ritenendoli luoghi sufficientemente affidabili anche alla luce delle misure di sicurezza adottate. Per quanto concerne nello specifico Leolandia, il 43% si è dimostrato intenzionato a visitare il parco già durante l’estate 2020, mentre il 65% del campione lo farà entro la fine dell’anno.

    Il commento di Giuseppe Ira, Presidente di Leolandia

    “La nostra riapertura – dichiara Giuseppe Ira, presidente di Leolandia – è un importante passo verso il ritorno alla normalità: giovani e bambini sono stati tra le fasce più penalizzate e oggi hanno il diritto di divertirsi in totale sicurezza. Insieme all’Associazione Parchi Permanenti Italiani e a IAAPA, organizzazione che rappresenta il nostro comparto a livello mondiale, abbiamo sviluppato delle regole molto precise, che rispetteremo scrupolosamente a tutela degli ospiti e del personale. Ringrazio tutte le istituzioni che ci hanno supportato a livello nazionale e locale, con particolare riferimento alle iniziative intraprese dal Consiglio Comunale di Capriate San Gervasio, appoggiate da tutte le forze politiche. Un ringraziamento particolare va anche ad alcuni istituti di credito territoriali, le BCC di Bergamo, di Milano e l’Orobica, che ci sono vicine in questo momento complesso. Non sarà una stagione facile, ma siamo pronti a dare il nostro contributo alla ripresa, anche in termini di occupazione e di indotto”.

    A pieno regime, Leolandia occupa circa 600 persone; nel 2019 ha accolto 1,2 milioni di visitatori, di cui oltre 500.000 provenienti da fuori regione, generando più di 100.000 pernottamenti negli hotel del territorio attraverso il pacchetto “Parco + Hotel”.

  • Il settore dei parchi divertimento chiede il riconoscimento dello stato di crisi

    Parchi a tema in prima linea nella tutela della salute pubblica: l’Associazione Parchi Permanenti Italiani (PPI), che raggruppa più di 230 parchi divertimento di carattere tematico, acquatico e faunistico, assicura sin d’ora l’adozione di tutte le misure straordinarie necessarie per fronteggiare l’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus. In ottemperanza alle ordinanze emanate dalle Regioni coinvolte, le realtà interessate hanno già sospeso tutte le attività in corso, mentre l’Associazione è al lavoro per coordinare le azioni da intraprendere nei parchi la cui apertura, prevista nel corso delle prossime settimane, dovrà essere posticipata.

    Il commento di Giuseppe Ira, Presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani

    “Abbiamo a cuore la salute dei nostri ospiti, bambini, ragazzi e adulti – dichiara Giuseppe Ira, presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani e del parco a tema Leolandia – per questo siamo perfettamente consci dell’emergenza e della necessità di adottare tutti i provvedimenti necessari a contenerla. È tuttavia indubbio che la sospensione delle attività in corso per i parchi già aperti, la proroga delle aperture per i parchi ancora chiusi e l’annullamento di tutte le gite scolastiche stanno già avendo delle conseguenze gravi su tutto il comparto, specialmente in un periodo decisivo come quello primaverile che, con la Pasqua, rappresenta un terzo del fatturato dell’intera stagione. Per questo abbiamo già chiesto il riconoscimento dello stato di crisi per l’intero settore, a prescindere dalla localizzazione dei singoli parchi”.

    Il comparto nel 2019 ha generato ricavi pari a 420 milioni di euro (stimato) per un totale di 20 milioni di visitatori provenienti dall’Italia e 1,5 milioni di arrivi dall’estero. Considerando ristorazione, trasporti, merchandising e hotel, il volume d’affari complessivo dell’indotto nel 2019 supera la barriera di 1 miliardo di euro.

    Cifre importanti anche sul fronte del lavoro: il settore genera 25.000 occupati diretti, di cui 10.000 fissi e 15.000 stagionali, a cui si sommano 60.000 posizioni legate all’indotto. In questi giorni le imprese erano alle prese con la fase di selezione delle migliaia di dipendenti stagionali, attualmente sospesa. I piani di assunzione dovranno purtroppo tenere conto della criticità di questo periodo e di una stagione 2020 che subirà un calo nei ricavi di decine di punti percentuali.

    “Condividiamo gli obiettivi dei provvedimenti intrapresi – prosegue Ira – ma appare evidente che non sono sostenibili per le imprese del nostro comparto. Abbiamo già sensibilizzato Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri, Stefano Patuanelli, Ministro per lo Sviluppo Economico e Dario Franceschini, Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo. Il nostro scopo è di ottenere garanzie specifiche a tutela del business dei nostri Associati e dell’intero settore: agevolazioni fiscali, cassa integrazione straordinaria, moratoria per pagamenti fiscali e bancari e misure volte ad agevolare i pagamenti dell’IVA”.

    Tutto ciò, alla luce del ruolo sempre più centrale dei parchi a tema sia per i costanti e cospicui investimenti, che nel solo 2019 superano i 100 milioni di euro, sia come volano per lo sviluppo dell’offerta turistica italiana. Lo scorso anno il settore ha generato 1,1 milioni di pernottamenti in hotel, intercettando tanto gli Italiani, quanto i turisti provenienti dall’estero, da sempre molto sensibili all’offerta degli “amusement park”.

    L’analisi di Maurizio Crisanti, segretario nazionale dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani

    “Ancora prima dell’emergenza coronavirus – conclude Maurizio Crisanti, segretario nazionale dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani – avevamo presentato le nostre istanze alle istituzioni per ottenere un sostegno concreto. Basti pensare che, per un retaggio del passato, a livello normativo siamo ancora equiparati al settore dei Circhi e degli Spettacoli Viaggianti: un settore con cui abbiamo sempre meno a che fare”.

  • L’industria dei Parchi Divertimento: un patrimonio di valore per il territorio

    Con un indotto stimato di 800 milioni di euro, che, oltre agli ingressi, comprende hotel, ristorazione, merchandising e altri servizi complementari, il settore dei Parchi Tematici sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel sistema dell’offerta turistica italiana.

    A dimostrarlo è il primo incontro ufficiale tra il Ministro delle Politiche Agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio e i Rappresentanti dell’Associazione dei Parchi Permanenti Italiani, in occasione della presentazione del libro “L’industria dei Parchi Divertimento: un patrimonio di valore per il territorio” che si è svolta questa mattina nella sala Cavour del MIPAAFT.

    La conferenza stampa

    Nel corso della conferenza stampa, moderata dalla giornalista, autrice e conduttrice RAI Margherita Basso, Giuseppe Ira, Presidente dell’Associazione dei Parchi Permanenti Italiani, ha delineato il profilo e il peso specifico di un comparto in costante sviluppo, che conta ad oggi più di 230 strutture tra parchi tematici, acquatici e faunistici.

    Nel 2017 il comparto ha sviluppato un giro d’affari di 376 milioni di euro, in crescita del 4,4% rispetto all’anno precedente, a fronte di 18.4 milioni di ingressi venduti, con un tasso di incremento che sfiora il 10%. Rilevanti anche i dati relativi all’occupazione: il settore genera 20.000 posti di lavoro stabili, che arrivano a 60.000 tra le assunzioni stagionali e l’indotto. Sul fronte dell’hôtellerie si calcola un totale di circa 1 milione di posti letto venduti nel corso dell’anno, considerando sia le strutture convenzionate sia gli eventuali resort interni ai parchi. In linea con l’andamento del settore nei principali Paesi Europei, anche in Italia si afferma la tendenza dei visitatori ad allungare il tempo medio di permanenza, abbinando la visita al soggiorno in hotel.

    Tutti questi dati dimostrano il ruolo strategico dei parchi a tema nello sviluppo territoriale e nazionale, rendendo quanto mai necessaria una più stretta collaborazione con le Istituzioni competenti. Da oltre mezzo secolo i parchi si contraddistinguono sul mercato nazionale per l’impiego di ingenti capitali volti all’innovazione e all’aggiornamento di servizi e prodotti, elementi vitali nel campo del divertimento e dell’intrattenimento.

    Il commento del Sen. Gian Marco Centinaio, Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo

    “L’industria dei parchi di divertimento rappresenta un valore indiscusso per il turismo nazionale e internazionale. Dobbiamo puntare sempre più sulla diversificazione e sulla destagionalizzazione dell’offerta se vogliamo essere un Paese capace di attrarre diverse tipologie di visitatori, anche alla luce del report oggi presentato e che conferma come il visitatore dei parchi non sia un turista mordi e fuggi ma alto spendente, con importanti ricadute su tutto il territorio in termini di mercato e occupazione” –, è quanto ha dichiarato il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio. “Stiamo lavorando sull’enoturismo, sul turismo sostenibile, rurale, bisogna lavorare anche sul turismo dei ‘parchi di divertimento’ che da sempre si contraddistingue per l’impiego di importanti capitali, servizi e prodotti innovativi”.

    L’analisi di Giuseppe Ira, Presidente dell’Associazione dei Parchi Permanenti Italiani

    “Il nostro obiettivo a breve termine – ha aggiunto Giuseppe Ira, Presidente dell’Associazione dei Parchi Permanenti Italiani – è di incrementare ulteriormente il tasso di crescita del settore, portandolo ai livelli di altri Paesi UE, come Francia e Germania, che hanno già da tempo identificato nei parchi una risorsa fondamentale per il turismo, in sinergia con l’offerta culturale, artistica e naturalistica del territorio. Nello specifico, punteremo sulla destagionalizzazione, creando nuove finestre di fruizione del prodotto in periodi come Halloween e le festività natalizie”.

    Volano di investimenti e occupazione, i Parchi Tematici rappresentano un mercato che ha ancora un grande potenziale di espressione: l’inizio di una concreta collaborazione con le amministrazioni pubbliche locali, regionali e nazionali ha una portata storica per il comparto e sarà propedeutica per una nuova fase di espansione. Qualificandosi come vere e proprie destinazioni tematiche, i parchi contribuiscono alla crescita dei flussi sul territorio, migliorando ulteriormente la qualità e l’appeal dell’offerta turistica del nostro Paese sia sul mercato interno sia sul mercato internazionale.