Tag: giurisprudenza

  • Storie di libri nel cuore di Milano: Libreria L’Accademia

    Il bello della cultura, la cultura del bello: è lo slogan che accompagna l’attività della Libreria L’Accademia, storica realtà milanese attiva anche online nella vendita di volumi e oggettistica selezionata, per la gioia degli appassionati

    Milano, gennaio 2023 – Nei locali di un’ex gioielleria, della quale si è scelto di conservare espositori e vetrine, ad esaltare il valore degli attuali protagonisti dell’ambiente, libri e oggetti d’arte, la Libreria L’Accademia di Milano accoglie i suoi visitatori su note di musica classica, diffusa per rendere l’atmosfera ancora più rilassante e accompagnare la consultazione di un’offerta frutto di una selezione accurata, affinata in oltre vent’anni di attività. 

    Nata inizialmente come libreria pura, la Libreria dell’Accademia da tempo è un punto di riferimento anche per chi cerca oggetti culturali e d’arredo, per impreziosire l’ambiente di casa o del proprio studio professionale, come per fare un regalo gradito e originale. Oltre a un ampio catalogo di libri, acquistabili direttamente in negozio, su ordinazione e online, la Libreria L’Accademia è celebre infatti per mettere a disposizione oggetti per chi di cultura ama circondarsi: 

    • statue e sculture dei grandi protagonisti del mito e della storia, 
    • mappamondi, 
    • a mappa antica oppure moderna, 
    • scacchiere di grande pregio, che diventano veri oggetti d’arte riproponendo epiche battaglie attraverso originali pedine rifinite a mano. 

    E ancora: 

    • stampe, 
    • clessidre, 
    • bussole che riportano ai tempi delle grandi esplorazioni, 
    • quaderni in pelle, 
    • album firme in cuoio, 
    • penne e set da scrittura, 
    • lenti d’ingrandimento, 
    • segnalibri, 
    • cartiere, 
    • leggii, 
    • reggilibri
    • elementi da scrivania. 

    Se l’obiettivo è trovare un regalo che sorprenda studiosi, amanti della storia, medici, avvocati, non c’è che l’imbarazzo della scelta. E se non si ha la possibilità di recarsi personalmente in negozio, lo shop on line della Libreria L’Accademia consente di richiedere confezioni regalo gratuite per gli ordini a distanza. I libri ordinati on line possono quindi giungere a destinazione impacchettati nell’esclusiva carta del negozio, particolare che va a impreziosirne la presentazione.

    Libreria L’Accademia si trova in Corso di Porta Vittoria 14 a Milano, a pochi passi dal Palazzo di Giustizia.

  • L’Università degli Studi di Bergamo premiata nella Competizione Italiana di Mediazione

    L’Università degli Studi di Bergamo è salita sul podio della CIM 2018, la sesta edizione della Competizione Italiana di Mediazione. Distinguendosi tra 22 università in gara, ha conquistato il secondo posto grazie alle ottime capacità dimostrate dai suoi studenti nella negoziazione per la risoluzione delle controversie. Nelle scorse edizioni Unibg ha già ottenuto grandi riconoscimenti aggiudicandosi un quinto, un secondo ed un primo posto in classifica.

    La competizione, organizzata dalla Camera Arbitrale  di Milano e dall’Università Statale di Milano, si è tenuta dal 22 al 24 febbraio 2018 a Milano e ha visto la partecipazione di più di 240 studenti provenienti da tutta Italia, chiamati a sfidarsi in una serie di negoziazioni nell’ambito di mediazioni simulate, con l’attenta supervisione dei loro coach. L’iniziativa si inserisce nel percorso di studi del Dipartimento di Giurisprudenza con l’obiettivo di potenziare l’utilizzo di metodi di risoluzione alternativi al processo  per la risoluzione delle controversie civili.

    La squadra dell’ateneo bergamasco che ha ottenuto l’ottimo risultato è stata composta da: Ramona Queroti, Gianfranco Verrillo, Anna Dezza, Mattia Cortesi, Celine Rota Graziosi. Hanno inoltre partecipato con una seconda squadra che si è piazzata al sesto posto: Roberta Melita, Camilla Calzari, Hamza Ryah, Arianna Valcarenghi e Sabina Mataj. A seguirli come coach sono stati: Arik Strulovitz, Alessandro Bossi, Michele Marinini e Cristina Toti.

    Sul podio sono salite: l’Università Statale di Milano sul gradino più alto seguita da Bergamo, Università Bocconi e Università degli Studi di Parma a pari merito. Torino al quinto posto.

    A guidare la squadra degli studenti bergamaschi come promotrice e coordinatrice del progetto, la professoressa Daniela D’Adamo, Docente di diritto processuale civile e Referente per attività di orientamento – Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bergamo, che sottolinea: «È stata un’esperienza fantastica, di grande crescita umana e professionale. I ragazzi hanno saputo fare squadra, dimostrando grandi abilità di negoziatori, ma anche qualità personali e relazionali. Fondamentale è stato il ruolo dei coach che hanno saputo creare una forte sinergia tra le loro specifiche competenze guidando i ragazzi con un metodo scientifico. Tutta la squadra ha dimostrato come un approccio culturale innovativo, supportato da un duro lavoro, possa dare ottimi risultati con grandi soddisfazioni per tutti. Il nostro obiettivo è fare scuola attraverso lo studio e l’utilizzo di modelli alternativi al processo per la tutela dei diritti».  Un bilancio condiviso anche dalla squadra, come spiega lo studente Mattia Cortesi: “La CIM si è rivelata un’esperienza che ci ha dato molto non solo dal punto di vista formativo, ma anche, e soprattutto, dal punto di vista personale. Abbiamo imparato ad aprirci, ad essere trasparenti, abbiamo colto l’importanza di ascoltare e abbiamo appreso le modalità corrette per essere ascoltati. Abbiamo inoltre stretto legami così forti da poter durare tutta una vita. Ringraziamo calorosamente tutti i nostri coach, i quali ci hanno seguito con professionalità e passione e ci hanno trasmesso insegnamenti importanti per la crescita di ciascuno di noi”.

  • Come scegliere l’avvocato giusto: 5 consigli

    Al giorno d’oggi, la possibilità di utilizzare il web e di rivolgersi a uno studio legale online permette a ognuno di noi di scegliere il proprio referente legale tra una rosa di candidati decisamente più ampia rispetto al passato. La scelta del rappresentante legale è fondamentale per l’esito del proprio caso specifico: il passaparola o il consulto di dottori legali scelti per questioni di amicizia o conoscenza non possono in alcun modo essere considerate valutazioni appropriate. Ecco allora 5 consigli per scegliere l’avvocato abbattendo il rischio di errore.

    1. L’esperienza

    Bisogna essere sinceri: non è facile affidarsi ad avvocati giovani e privi di esperienza. Il settore forense si basa su dinamiche complesse e piccoli dettagli possono sovvertire l’esito di una causa. L’esperienza è un fattore importantissimo da considerare nella scelta del proprio avvocato, soprattutto nel caso di questioni complesse. Su internet è possibile ricercare informazioni specifiche sui diversi avvocati, acquisendo informazioni importantissime nel guidare le proprie scelte. Basta digitare il nome del professionista su Google.

    2. Specializzazione

    Formalmente, non esistono differenze tra avvocati iscritti all’Ordine. Da un punto di vista delle competenze, invece, le differenze sono sostanziali: un civilista non possiede le stesse competenze di un penalista. Il diritto è una materia decisamente complessa ed è impensabile che un avvocato sia in possesso di conoscenze trasversali. Scegliere in relazione al proprio caso specifico è l’unica cosa sensata da fare.

    3. Referenze

    Una volta definita una rosa di candidati a svolgere il ruolo di rappresentante legale, è il momento di cercare referenze più dettagliate. Internet, come anticipato, è un fornitore eccellente di informazioni, ma non basta. Rivolgersi a persone di fiducia che operano nel settore, ad esempio, è un ottimo approccio alla scelta, così come mettersi in contatto con clienti che sono già stati assistiti dallo studio o dall’avvocato in questione.

    4. Empatia

    E poi occorre anche fidarsi del proprio istinto. Durante la consulenza, sarà inevitabile provare empatia o distacco nei confronti del proprio interlocutore: non bisogna mai trascurare i messaggi, anche inconsci, del proprio istinto.

    5. Accessibilità

    Se un avvocato tende a rimandare gli appuntamenti, a fare tardi o costringe a estenuanti attese in sala d’aspetto, potrebbe non essere il giusto rappresentante che fa al proprio caso. Il proprio legale deve essere una persona in grado di rendere accessibili le informazioni e di dimostrarsi a disposizione del proprio assistito. Se il contatto diretto risulta spesso complesso o problematico, è meglio guardarsi intorno e continuare a cercare il proprio avvocato altrove.

  • Roma, omaggio di Antonello De Pierro a Raf Vallone

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti ha partecipato, presso la Casa del Cinema, all’evento organizzato dalle figlie Eleonora e Arabella in occasione del centenario della nascita dell’indimenticabile attore

    Roma – Il tenace, incessante e ormai noto impegno, consolidatosi nel tempo, del giornalista e presidente del movimento politico Italia dei Diritti Antonello De Pierro per la salvaguardia dell’immenso patrimonio culturale rappresentato dal cinema italico, l’altra sera si è concentrato sulla Casa del Cinema di Roma, dove era in programma una serata evento per celebrare il centenario della nascita di uno dei più grandi talenti che l’Italia abbia mai esportato nel mondo, il celeberrimo Raf Vallone. L’appuntamento commemorativo, voluto fortemente dalle figlie Eleonora e Annabella, assente l’altro figlio Saverio per motivi personali, è stato condotto magistralmente da Laura Delli Colli, la quale ha introdotto con dovizia di particolari ogni frangente programmatico dell’avvenimento, che ha fatto registrare un successo andato abbondantemente oltre ogni più rosea previsione. L’enorme affluenza di pubblico, che ha reso necessario aprire anche le altre sale interne alla struttura di largo Mastroianni e chiudere l’ingresso principale con l’affissione di una scritta annunciante il sold out, con un fiume di gente rimasta all’esterno, ha confermato il grande attaccamento, ancora vivissimo, che l’Italia esprime al compianto attore. Un personaggio, Vallone, che ha fatto sempre trapelare, in ogni sua sortita pubblica, il grande spessore culturale su cui aveva edificato la sua straordinaria figura, una piattaforma granitica nutrita al banco di due lauree, lettere e giurisprudenza, e di una fulminea ascesa carrieristica nel giornalismo, che l’aveva condotto alle pagine culturali del quotidiano L’Unità come redattore capo e a La Stampa come critico cinematografico, dopo aver abbandonato una promettente carriera da calciatore in serie A, nelle file del Torino.
    Gli interventi delle figlie Eleonora e Annabella, visibilmente commosse, hanno strappato tanti applausi da parte della gremita platea dove, oltre a già citato De Pierro, erano seduti, tra gli altri, il regista Pupi Avati, l’attore e regista Lino Capolicchio, Francesco Rutelli con la moglie Barbara Palombelli, il principe Guglielmo Marconi Giovannelli, il noto giornalista e attivista per i diritti dei padri separati Giorgio Ceccarelli, Elisabetta Viaggi e l’attore Mario Donatone. Poi la Delli Colli ha sapientemente traghettato l’attenzione dei presenti sul fulcro previsionale dell’evento, la proiezione del film di Sidney Lumet, del 1962, “Uno sguardo dal ponte”, preceduto dalla visione di una recente intervista inedita al regista Peter Brook, che aveva diretto, nel 1958, Vallone nella versione teatrale di “Uno sguardo dal ponte”. E prima di tutto questo le corde emozionali del pubblico sono state sollecitate da una carrellata di spezzoni cinematografici, che hanno ripercorso la florida carriera in celluloide del versatile artista calabrese.
    De Pierro, che si è sempre alacremente prodigato per dare voce al mondo del cinema, specie se made in Italy, anche in passato come direttore e voce storica di Radio Roma e ancora oggi da direttore di Italymedia.it, ha espresso grande soddisfazione per il grande successo della serata.
    “E’ il dovuto e naturale tributo — ha dichiarato — che il pubblico cinematografico ha rivolto a Raf Vallone, artista di grande spessore che ha scritto pagine memorabili negli annali del cinema mondiale, elevando al massimo fulgore l’immagine del nostro paese. La gente ha risposto prontamente al tam tam lanciato dalle figlie Eleonora e Arabella, consacrando la sua grandezza, e questo ci fa comprendere appieno la sensibilità che domina nel nostro tessuto sociale nei confronti della cultura. Questa ricorrenza però ha aperto in me una profonda e dolorosa parentesi riflessiva, che ci fa comprendere quanto in Italia si sia imboccata una deriva orientata sempre più verso un appiattimento della politica e delle istituzioni nei confronti delle espressioni intellettuali. A spalancare le porte alla memoria storica rappresentata dalla figura di Vallone è stata la famiglia. Il mondo politico e istituzionale, fatta eccezione per quello di Tropea, sua città natale, è rimasto silente e questo mi preoccupa alquanto. La nostra classe politica presta sempre meno attenzione ai fermenti culturali e favorisce l’assopimento delle coscienze verso essi. E’ semplicemente vergognoso che non ci siano state celebrazioni istituzionali per ricordare un illustre connazionale come Raf Vallone. A muovere ciò avrebbe dovuto essere un sentimento piacevole e spontaneo, ma visto che ormai l’arido deserto di valori formatosi sul proscenio politico, che trasforma quotidianamente le nostre certezze in disillusioni, ci fa desistere dal pretendere tanto, mi appello al fatto che ciò avrebbe dovuto rappresentare un dovere, atteso che è la Costituzione che ce lo chiede a mezzo dell’articolo 9, che elegge la cultura a valore fondamentale e impone alla Repubblica di promuoverne lo sviluppo e soprattutto di tutelarne il patrimonio, in virtù di una ratio di tipo conservativo. Le tradizioni culturali sono quelle che distinguono un popolo dall’altro. L’Italia non è mai stata avara nel generare eccellenze intellettuali, ma purtroppo nemmeno campioni di ignoranza e incapacità, che spesso vanno inutilmente a popolare le folte schiere della politica e soprattutto del sottobosco che vi ruota intorno, e tutto, purtroppo, a spese dei corpi collettivi. Ringrazio in particolar modo Eleonora, a cui mi lega da sempre un sincero vincolo affettivo, per avermi invitato e avermi dato l’opportunità di corroborare l’apprezzamento, già molto vivo in me, nei confronti del suo immenso padre”.