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  • Antonello De Pierro a sostegno dei “Pensieri Piccanti” di Claudio Gnomus

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti continua il tour di sostegno al teatro e fa tappa al L’Aura di Roma per lo spettacolo del noto attore e regista, in scena con Debora Zingarello e Roberta Milia

    Roma – L’Aura è un delizioso teatro bomboniera che si trova dalle parti di viale Marconi a Roma. Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro l’ha inserito come tappa del tour che ormai da diverso tempo ha avviato per tributare il suo sostegno, e quello del movimento che rappresenta, alla cultura teatrale. Un impegno assunto che lo conduce ormai da tanto a presenziare a vari spettacoli, scelti di volta in volta tra i vari inviti ricevuti, che hanno luogo nelle sale per lo più capitoline, ma anche del resto d’Italia. L’enorme attenzione riservata alle pièce teatrali, specie quelle portate in scena in spazi off con artisti minori, è un’impronta distintiva che accompagna De Pierro da sempre, anche nell’attività giornalistica, da direttore di Italymedia.it e di altre testate che ha diretto negli anni, ma soprattutto nel decennio trascorso a capo della redazione di Radio Roma, dove il mondo del teatro era una costante imprescindibile che imperava nell’offerta informativa e nel palinsesto dell’emittente.
    L’altra sera era presente alla prima a inviti dell’effervescente rappresentazione “Pensieri piccanti”, scritta, diretta e interpretata da uno straordinario Claudio Gnomus, affiancato dalle brillanti Debora Zingarello e Roberta Milia. L’ambientazione è quella dell’alba degli anni ’70, subito dopo la contestazione studentesca e il ritorno alla normalità accademica. Ma nulla è più come prima, l’evento sessantottino ha determinato un cambiamento epocale, il parenchima sociale si rivela oggettivamente alterato e stravolto. Si respira forte un fresco profumo di libertà e di nuovi fermenti sociopolitici, nuove espressioni ideali si fanno strada nella quotidianità, associate alla demolizione delle barriere pregiudiziali verso le donne, che conquistano ampi margini di autonomia. Chi non si adatta alla rivoluzione dei valori resta escluso dalle dinamiche evolutive e fenomeniche dei corpi collettivi. In questo contesto in continuo fermento si incardina la vicenda scenica che Gnomus rende magistralmente esilarante, apponendo il marchio di fabbrica che va a sviscerare, come di consueto nella sua produzione artistica, le relazioni umane e gli automatismi che determinano, spesso inesorabilmente, estrinsecazioni conflittuali e divergenze nei nuclei familiari. Il gradevole filo narrativo si srotola lungo uno spaccato esistenziale di due giovani studentesse, pienamente inglobate nei canoni della neonata dimensione morale, affrontata spesso da un angolo prospettico dal sapore onirico e dell’innocenza giovanile. L’epocale ridefinizione dei confini del comune senso del pudore e l’avanzante e irrefrenabile abbattimento di molti tabù sessuali, le trascinano in relazioni sentimentali che deviano dai canonici rapporti imposti finora dai costumi, finalmente scivolati alle spalle, finendo per coinvolgere anche il padre di una delle due ragazze.
    “Ho fatto di tutto per esserci — ha dichiarato De Pierro — , sono arrivato sul filo dei secondi in quanto ero impegnato in un’altra manifestazione dall’altra parte della città e ne è valsa la pena. Ho assistito a uno spettacolo ottimamente confezionato dal mio amico Claudio Gnomus, che rappresenta una garanzia in termini creativi, direttivi e interpretativi per gli spettatori che si recano ad assistere a una sua messa in scena. Stasera era nel triplice ruolo di autore, regista e attore e pertanto la guarentigia, per usare estensivamente un termine con un’accezione più solenne, era praticamente indiscutibile e scontata. Peraltro era la prima volta che mi recavo al L’Aura, teatro di cui avevo sentito molto parlare, e sono felice di esserci stato proprio per assistere a una rappresentazione così qualitativa. Da molto tempo ho sposato questa causa e continuerò a dare il mio contributo finché non sarà attribuita al teatro l’attenzione che merita. E non mi riferisco certo al pubblico, che, ancorché abbandonato nelle sue scelte culturali, riesce fin troppo a rispondere con sensibilità alle sollecitazioni artistiche. Alludo alle istituzioni, che nicchiano imperdonabilmente quando si tratta di valorizzare i fermenti culturali che si agitano ovunque nel nostro paese. I risultati sono quasi sempre affidati alla passione e all’immane sforzo di pochi, che con grandi sacrifici riescono a sopravvivere all’indifferenza e a concretizzare un’offerta di spessore, con attori di valore, che con dedizione continuano a esibirsi, preferendo ai bagliori della popolarità la concretezza del mestiere. Basta fare un giro anche nei teatri più piccoli, spesso anche in quelli amatoriali o parrocchiali, per comprendere che l’Italia non è mai stata avara di talenti. E spesso sotto i riflettori finiscono piccoli fenomeni televisivi, edificati artatamente per soddisfare appetiti commerciali o di altro genere, che spesso si fanno largo prepotentemente e sacrificano sull’altare degli interessi economici o privati la qualità artistica, ma per la legge del contrappasso hanno fortunatamente la data di scadenza già inclusa alla nascita. Auspico azioni concrete da parte della politica e che non si consegnino i buoni intenti sempre e solo ai proclami, intrisi di monotona retorica, che di ogni linguaggio è il parassita più temibile, che gli fa perdere la forza della credibilità”.
    In una sala al limite della capienza, tra gli spettatori divertiti, c’erano anche Salvatore Marino, Nino Taranto, Luciana Frazzetto con Massimo Milazzo, Geppi Di Stasio, Roberta Sanzò, Mariano Perrella, Pietro Romano, Prospero Richelmy e Salvatore Scirè.

  • Antonello De Pierro ospite all’Isola del Cinema per Insegno e Stajano

    Il presidente dell’Italia dei Diritti è intervenuto a Roma alla proiezione di “Frammenti” e di “All’improvviso un uomo” nell’ambito della nota kermesse sull’Isola Tiberina

    Roma – L’altra sera il noto giornalista e presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro è stato ospite all’Isola del Cinema, la prestigiosa manifestazione dedicata al mondo della celluloide che ormai da diversi anni si svolge con grande successo sull’Isola Tiberina a Roma. L’occasione è stata offerta da un doppio evento svoltosi nella stessa serata, la proiezione del pluripremiato cortometraggio “Frammenti”, per la regia di Raffaello Sasson con protagonista la bella ed effervescente Francesca Stajano, e, a seguire, della bellissima pellicola “All’improvviso un uomo”, interpretata magistralmente, tra gli altri, da Massimiliano Gallo, Biagio Izzo e Gianni Ciardo, e firmata da Claudio Insegno, il quale, dopo aver diretto con successo un’infinità di pièce teatrali, sta affermando il suo talento anche come regista cinematografico. Un appuntamento voluto fortemente da Francesca Piggianelli, responsabile eventi della kermesse capitolina, a cui De Pierro non ha voluto mancare, anche in virtù dell’impegno profuso da molti anni, prima come direttore e voce storica di Radio Roma e direttore di Italymedia.it, e ora anche come presidente dell’Italia dei Diritti, in favore del cinema made in Italy, e in particolare di quello indipendente, contro lo strapotere della produzione filmica d’oltreoceano. In molti ricordano ancora una memorabile puntata, andata in onda alcuni anni fa sulle frequenze di Radio Roma, che vide ospiti a parlare dell’argomento tra gli altri il compianto Carlo Lizzani, Michele Placido e Claudio Fragasso, e che ebbe molto risalto sulle testate giornalistiche di allora. Una presenza particolarmente gradita quella del leader dell’Italia dei Diritti, anche per l’amicizia che lo lega sia alla Stajano che a Insegno, fratello del Pino nazionale a cui lo stesso De Pierro è legato da un rapporto amicale pluridecennale.

    Con il termometro dell’entusiasmo impennato verso l’alto ha tessuto le lodi delle due pellicole a cui ha appena assistito: “Sono qui per l’affetto che nutro nei confronti di Claudio e Francesca, ma soprattutto per la stima verso la loro indubbia professionalità. Le forti suggestioni che sono scivolate dallo schermo per investire con veemenza le corde emozionali dei presenti credo che bastino a collocare le due pellicole, seppur molto diverse tra loro, nei parametri valutativi più alti del valore artistico. Ho seguito da sempre l’intenso percorso artistico di Claudio, i suoi sacrifici, il suo sudore mescolato alla polvere dei palcoscenici, e vedere questi risultati mi riempie di gioia. Lo stesso vale per Francesca, che conosco da meno tempo, ma non per questo non riesco ad apprezzarne e a gustarne in scena le doti, il talento, la straordinaria intensità delle interpretazioni. Mi rattrista però il fatto che molto poco la politica fa per valorizzare adeguatamente il nostro patrimonio culturale, un terreno in cui l’Italia non è stata mai avara di fenomeni talentuosi. Non è possibile che prodotti di questo calibro vengano relegati ai margini della grande distribuzione e affidati agli sforzi immani delle produzioni indipendenti. Per ciò che concerne poi il film di Claudio Insegno, considerando un budget pressoché inesistente e assolutamente impensabile per qualsiasi produzione cinematografica, guardando l’ottimo prodotto ottenuto, è stato compiuto un autentico miracolo”.

    Tra gli altri ad applaudire c’erano, oltre ai due staff attoriali e tecnici al completo, Tiziana Foschi, Massimiliano Buzzanca, Elisabetta Viaggi, Giò Di Giorgio, Enzo Sanny, Fabrizio Perrone, Sarina Aletta e Silvia Notari.

     

    (Foto di Marco Bonanni e Massimo Persico)