Tag: genitori

  • La paghetta al giorno d’oggi; si inizia ad averla a 12 anni, 54 euro al mese

    Oggi gli adolescenti prendono ancora la paghetta dai genitori? Se sì, quanto e con quale periodicità? E attraverso quali strumenti? Secondo un’indagine commissionata da Facile.it agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat, la ottengono in media 6 giovani su 10 (59,8%) con un’età compresa tra i 10 e i 18 anni; ovviamente al crescere dell’età aumentano anche le percentuali e, suddividendo in fasce anagrafiche più ristrette, tra i 15-18enni la percentuale supera il 70% (71,7%), mentre il valore scende al 51% per chi appartiene alla fascia 10-14 anni.

    Le caratteristiche della paghetta oggi

    Ma ogni quanto mamma e papà danno la paghetta ai propri figli? E quale cifra? Dall’indagine – realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale* – è emerso che il 65,2% dei giovani che prendono la paghetta la ricevono settimanalmente, mentre il 20,8% una volta al mese e il 14,1% su richiesta. Anche qui, però, ci sono differenze a livello anagrafico; i dati sottolineano come, al crescere dell’età, la paghetta la si prende più frequentemente: dopo i 15 anni il 67,5% dei ragazzi la prende una volta a settimana, mentre tra chi ha 10-14 anni aumenta la frequenza di chi la prende mensilmente (24,2%).

    Guardando, invece, alla cifra ottenuta dai genitori, mediamente i ragazzi italiani con un’età compresa tra i 10 e i 18 anni ricevono quasi 54 euro al mese. L’entità della paghetta, però, varia anche in base all’età; i più “grandi” (15-18 anni) prendono – in media – quasi 70 euro al mese, valore che scende a meno di 40 euro tra chi ha fra i 10 ed i 14 anni. Facendo i calcoli, il valore stimato delle paghette dei 10-18enni è pari a più di 150 milioni di euro al mese, di cui il 15% viaggia già su metodi diversi dal contante.

    Con quali strumenti si dà la paghetta?

    Fino a qualche anno fa i genitori usavano solamente i contanti per dare ai figli quanto necessario alle loro piccole spese, ma oggi che strumenti utilizzano? Nell’82,1% dei casi i contanti rappresentano ancora la prima scelta, mentre in quasi 1 caso su 5 (17,9%) si utilizzano metodi come la ricarica di una carta prepagata, sia essa fisica o digitale, probabilmente anche per non far girare i figli con soldi spicci in tasca ed esporli al pericolo di rapine.

    A livello nazionale l’11,8% ricarica una carta prepagata fisica, ma la percentuale sale al 14,7% tra gli abitanti del Sud e delle Isole e raggiunge il 15% tra i genitori di figli 15-18enni. L’uso di una carta digitale o di un’app, invece, risulta diffuso perlopiù tra i residenti del Nord Ovest (8,9% contro una media italiana del 6,1%).

    A che età si prende la paghetta?

    L’indagine ha poi voluto scoprire a quale età i giovani italiani iniziano a prendere la paghetta: dai dati è emerso che la media è 12 anni; ma ancora una volta i dati cambiano in ottica geografica o anagrafica. Nello specifico, il 37,4% ha iniziato a ricevere soldi dai genitori a circa 10 anni, valore che sale al 41,1% tra gli abitanti del Nord Ovest, mentre quasi 1 su 3 (31,9%) ha ottenuto la sua prima paghetta a 14 anni o dopo, percentuale che raggiunge addirittura al 40,7% nel Centro Italia.

    Analizzando più nel dettaglio i dati emerge come – con il passare degli anni – la paghetta si riceva sempre prima; i 15-18enni di oggi hanno iniziato a ricevere soldi quando avevano poco più di 13 anni, mentre i 10-14enni l’hanno iniziata a prendere a poco meno di 11 anni.

    La paghetta al tempo dei genitori

    Ma i genitori che oggi danno la paghetta ai figli, la ricevevano a loro volta quando erano adolescenti? Dall’indagine è emerso che, tra i rispondenti con figli, quasi 1 su 2 (47,8%) ha dichiarato che non riceveva alcunché.

    Guardando, invece, a chi prendeva la paghetta è curioso notare come ci sia una grande differenza tra chi la riceveva in lire e chi già in euro; nel primo caso, si prendevano in media 26.000 lire, circa la metà di chi invece la prendeva in euro (30 euro).

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta fra il 13 ed il 16 novembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1005 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

  • Disturbi del comportamento: ottimi risultati per il progetto realizzato da ReTe per il sociale

    Concluso il progetto “Star bene a scuola: formazione, educazione, attivazione” sostenuto dalla Onlus Enel Cuore e realizzato dalla Onlus ReTe per il sociale.

    Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, il 7-10% dei bambini e il 10-16% degli adolescenti sono esposti al rischio di problemi psichiatrici. Sono 113 milioni i giovani che soffrono di disturbi del comportamento. I disturbi del comportamento ad esordio precoce (dai 3 agli 8 anni), compresi il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), il disturbo oppositivo provocatorio e il disturbo della condotta, se non diagnosticati e seguiti da specialisti, possono portare a gravi conseguenze. In particolare, alla delinquenza nell’adolescenza, a comportamenti antisociali in età adulta, all’abuso di alcol, all’uso di sostanze stupefacenti, allo scarso rendimento scolastico, all’instabilità occupazionale e all’insorgenza di malattie croniche.

    Per consentire agli insegnanti di identificare precocemente i disturbi del comportamento e permettere ai genitori lo sviluppo di strategie per la gestione dei comportamenti disfunzionali dei figli ed il miglioramento delle proprie capacità genitoriali, è stato lanciato il progetto “Star bene a scuola: formazione, educazione, attivazione” sostenuto dalla Onlus Enel Cuore e realizzato dalla Onlus ReTe per il sociale.

    Da sempre, ReTe per il sociale fa della solidarietà la propria mission: nasce infatti dalla volontà di sostenere bambini e ragazzi con problemi cognitivi ed emotivi proponendo attività sociali di inclusione e di integrazione. Enel Cuore sostiene le iniziative promosse dalle organizzazioni no profit che si occupano del benessere della persona e della famiglia, in particolare nella comunità in cui Enel è presente. Dal 2003 fino ad oggi, sono nati oltre seicento progetti in Italia e nei Paesi in cui Enel opera.

    Il progetto “Star bene a scuola: formazione, educazione, attivazione”, conclusosi nel mese di giugno, ha coinvolto dieci istituti scolastici delle regioni del Centro e del Sud Italia: Abruzzo, Toscana, Umbria, Lazio e Campania. Il progetto ha favorito l’intervento sui disturbi del comportamento nei bambini della scuola primaria operando su tre livelli: insegnanti, genitori, bambini. Nello specifico, con gli insegnanti è stato organizzato un corso di formazione di sedici ore (otto teoriche e otto di esercitazioni pratiche); con i genitori sono stati promossi tre incontri educativi di due ore ciascuno; con i bambini sono state effettuate delle osservazioni in classe.

    Al termine del progetto, ben 152 insegnanti hanno acquisito gli strumenti per identificare precocemente i bambini con difficoltà comportamentali, hanno sviluppato strategie per utilizzare sistemi efficaci per la gestione dei comportamenti negativi e per rinforzare i comportamenti positivi e la collaborazione dell’alunno/a. Con 85 genitori è stata puntata l’attenzione sui comportamenti positivi dei/delle figli/e, per incentivarne la frequenza, e sui comportamenti negativi, per interrompere i circoli viziosi che mantengono e rafforzano il problema. Il progetto ha coinvolto i bambini di 26 classi in cui sono state individuate situazioni-problema in vivo ed è stato assicurato un supporto concreto agli insegnanti e ai genitori per gestirle con strategie specifiche.

    Per conoscere i progetti nazionali e internazionali di ReTe per il sociale visita il sito.

    Denise Ubbriaco

  • Un milione per mia figlia Educazione finanziaria per genitori (e non solo!)

    Comunicato stampa

    Un milione per mia figlia

    Educazione finanziaria per genitori (e non solo!)

     

    In libreria il prossimo 23 Aprile il nuovo libro di Pietro Di Lorenzo, un manuale che descrive, in modo semplice e pratico, quali sono gli strumenti, i metodi e le azioni che consentono di pianificare il futuro finanziario della propria famiglia

     

    15 aprile 2021. In libreria (il prossimo 23 aprile2021) “Un milione per mia figlia” il nuovo libro di Pietro Di Lorenzo. Il testo nasce dal desiderio dell’autore di aiutare i genitori a pianificare il futuro finanziario della propria famiglia e dei propri figli: è adatto anche a chi ha poca esperienza finanziaria, ma è comunque consapevole di quanto sia importante il tema della finanza personale.

     

    Nella prima parte sono spiegati nel dettaglio i motivi e le strategie che conducono verso il milione attraverso un piano di accumulo alimentato da un risparmio “intelligente” periodico.

    Nella seconda sono analizzati gli asset e gli strumenti finanziari da usare per raggiungere l’obiettivo.

    Nell’ultima parte l’autore mostra concretamente come, con le sue finanze personali, sta agendo per lastricare la strada verso un milione di euro per la figlia, cavalcando l’onda dei mega trend.

    Un milione per mia figlia parte dal racconto personale di Pietro di Lorenzo e delle strategie che ha messo in atto dopo la recente nascita di Anna Sofia. Non è però solo il racconto-testimonianza di una singola vicenda: Un milione per mia figlia è un vero e proprio manuale di educazione finanziaria per genitori (e non solo!) perché approccia in maniera davvero semplice e pratica le modalità da mettere in atto per dare un’educazione finanziaria ai figli, ma anche per compiere degli step utili nel pianificare il futuro finanziario famigliare. Un milione per mia figlia parla di finanza personale, di consapevolezza e di scelte volte a pianificare il futuro finanziario del proprio nucleo familiare, in periodo ricco di incertezze de difficoltà come quelli che stiamo vivendo.

     

    NOTA SULL’AUTORE:

    Pietro Di Lorenzo è socio ordinario SIAT, è fondatore e amministratore di un network di siti di carattere finanziario, oltre che organizzatore di eventi didattici dedicati al mondo del trading e degli investimenti. Per Hoepli ha già pubblicato Il tempo è denaro se sai come investirlo! (2018).,E’ autore di “L’odore dei soldi. Piccola filosofia del denaro da Platone a Wall Street” edito da Castelvecchi Editore; del best seller “Trading part time” edito da Tradinglibrary in 3 edizioni diverse. E’ stato docente all’Università di Cassino per il Master Universitario di I Livello “Analisi Quantitativa e Tecnica dei Mercati Finanziari”.

     

    SCHEDA LIBRO:

    Titolo:               Un milione per mia figlia

    Sottotitolo:       Educazione finanziaria per genitori (e non solo!)

    Autore:             Pietro Di Lorenzo

    Dimensioni:    14 x 21,5

    Pagine:            272
    Prezzo:           17.90€

    Casa Editrice: Hoepli Editore S.p.A. 2021

    ISBN                9788836005376

    Sito Hoepli      https://www.hoepli.it/libro/un-milione-per-mia-figlia/9788836005376.html

     

    CONTATTI E SOCIAL NETWORK:

    Web site:       https://pietro-dilorenzo.it/

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    Linkedin:       https://www.linkedin.com/in/pietro-di-lorenzo-017a3762/?originalSubdomain=it

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  • Come Mantenere la Concentrazione sullo Studio durante il COVID

    Webinar informativo per superare le difficoltà di studio anche durante la pandemia.

     

    Secondo uno studio della Flc-Cgil, la didattica a distanza ha cambiato i tradizionali metodi d’insegnamento. Sono varie le difficoltà incontrate dagli insegnanti nello svolgere il proprio lavoro non in presenza.

     

    Per quanto riguarda la didattica a distanza le maggiori difficoltà si riscontrano nell’insegnamento agli studenti della scuola d’infanzia e primaria e degli istituti tecnici.

     

    La stragrande maggioranza degli insegnanti, il 76,6%, non ha dubbi sulla insostituibilità della didattica in presenza e sul fatto che la didattica a distanza sia una soluzione necessariamente temporanea.

     

    Tra le differenze tra didattica in aula o online c’è che il 30,4% degli insegnanti segnala di avere difficoltà a raggiungere tutti gli studenti della sua classe.

     

    Sicuramente la pandemia ha messo a dura prova insegnanti e studenti, ma ancor prima ci sono delle difficoltà di studio che possono venire accentuate anche a causa della situazione globale.

     

    Come poter migliorare il rendimento scolastico?

     

    L. Ron Hubbard ha colmato questa lacuna con la prima e unica tecnologia che insegna come studiare. Egli ha scoperto le leggi dell’apprendimento e ha ideato metodi efficaci che chiunque può mettere in pratica. Ha chiamato questa sua scoperta “Tecnologia di Studio”.

     

    Questa tecnologia insegna le basi dell’apprendimento e fornisce metodi precisi per superare tutte le insidie che si possono incontrare durante lo studio.

     

    Fabio Deriu, esperto della Tecnologia di Studio, terrà un webinar informativo gratuito Martedì 6 Aprile alle ore 20:30 intitolato “Come Mantenere la Concentrazione sullo Studio”.

     

    Per iscriversi visitare il link http://bit.ly/webinar-concentrazione-studio o scrivere a [email protected] .

  • Perché la Prevenzione è Importante?

    Talk Show con i volontari di Mondo Libero dalla Droga.

     

    Secondo l’EMCDDA (Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze) in Italia vi sarebbero all’incirca 393.000 persone con problemi di dipendenza da droga con una percentuale del 10 per mille. Questa percentuale è seconda solamente al Regno Unito dove sarebbero il 10,1 per mille della popolazione. L’Italia è in testa anche per quanto riguarda il consumo di oppiacei.

     

    Per questo motivo, i volontari dell’associazione Mondo Libero dalla Droga, stanno organizzando un webinar informativo gratuito relativo alla prevenzione alle sostanze stupefacenti.

     

    Per questo hanno piacere di invitare chiunque a partecipare Giovedì 4 Febbraio alle ore 20.30, al primo Talk Show di Mondo Libero dalla Droga intitolato “Perché la Prevenzione è Importante?”.

     

    Questo seminario gratuito sarà adatto a tutti, studenti, insegnanti, genitori e chiunque voglia maggiori informazioni relative alle dipendenze.

     

    Il webinar sarà tenuto da Alessandro Sparelli, volontario dell’associazione Mondo Libero dalla Droga e da Vincenzo Dinoia che racconterà la sua testimonianza. Come ospite speciale interverrà Loris Zoppelletto, ingegnere, imprenditore e sostenitore della prevenzione alla droga.

     

    I volontari vogliono far capire ai partecipanti che si ha il diritto di conoscere i fatti sulla droga, non opinioni, esagerazioni o tattiche intimidatorie.

     

    “L’arma più efficace nella guerra contro le droghe è l’istruzione.”, scrisse l’umanitario L. Ron Hubbard, per questo i volontari hanno deciso di trattare l’argomento della prevenzione attraverso l’osservazione e l’informazione.

     

    Durante la situazione globale COVID-19 i volontari hanno tenuto altre attività attraverso il web e possono dire di essere riusciti a raggiungere centinaia di persone in pochi mesi, dando loro i corretti dati relativamente a cosa è una droga, come agisce e quali sono gli effetti a breve e lungo termine.

     

    Per partecipare al webinar di mercoledì basta contattare Valentina al numero 391.438.1933, dare la propria conferma e qualche ora prima dell’orario dell’evento verrà inviato un link per seguire il seminario online attraverso l’applicazione ZOOM o tramite la Pagina Facebook dell’associazione.

     

    Vi aspettiamo numerosi per dire tutti assieme “No alla droga!”

     

     

    Ufficio Stampa

    Mondo Libero dalla Droga

  • Alcol: una moda che distrugge giovani vite

    I volontari continuano a fare prevenzione per le strade di Vicenza.

    Anche questa volta i volontari dell’associazione Mondo Libero dalla Droga hanno fatto prevenzione sull’alcol e sulle altre sostanze stupefacenti nel centro storico di Vicenza. Nel week-end erano presenti nel cuore della città e hanno distribuito a tutti i ragazzi e ai commercianti l’opuscolo informativo gratuito “LA VERITA’ SULLA DROGA”.

    Il perché di questa iniziativa è sotto i nostri occhi; specie nei fine settimana dove masse di giovani si ritrovano con il bicchiere in mano tanto per fare qualcosa in compagnia senza neanche rendersi conto della quantità di alcol ingerita.

     

    Sono proprio gli alcolici i “numeri uno” delle classifiche distruttive, attualmente punto di realtà della maggior parte dei giovani.  Dopotutto è legale, è parte della vita sociale ed è perfino consigliato da alcuni medici come salutare se preso a piccole dosi.

     

    Questo opuscolo contiene le statistiche internazionali, spiega chiaramente che cos’è l’alcolismo e la dipendenza, inoltre numerose testimonianze rendono chiara l’idea dei danni che l’alcol può causare.

     

    Ogni anno in Italia circa 40 mila persone muoiono per malattie correlate all’alcol: cirrosi epatica, cancro, infarto, incidenti stradali o sul lavoro, suicidi e omicidi e dato ancora più allarmante sono gli 8,6 milioni a rischio dipendenza.

     

    L’alcol viene assorbito nel sistema circolatorio attraverso dei piccoli vasi sanguigni nelle pareti dello stomaco e dell’intestino tenue. Entro pochi minuti dall’assunzione di alcol, viaggia dallo stomaco al cervello, dove produce velocemente i suoi effetti, rallentando l’azione delle cellule nervose.

     

    Cosa succede se insieme all’alcol vengono usate altre droghe?

     

    I volontari ispirati da anni dalle parole dell’umanitario L. Ron Hubbard, che scrisse: “L’arma più efficace nella guerra contro le droghe è l’istruzione.”, svolgono attività di prevenzione tramite la corretta informazione consegnando opuscoli informativi ai giovani e materiale didattico ad educatori e insegnanti gratuitamente.

     

    Per maggiori informazioni visita il sito www.noalladroga.it o scrivi a [email protected] .

  • 210 mila famiglie hanno chiesto un prestito per l’arrivo di un figlio

    L’Italia è uno dei Paesi al mondo con il tasso di natalità più basso e tra le possibili cause di questa situazione ci sono anche ragioni di natura economica; avere un figlio costa e non sempre le famiglie riescono a sostenere tali spese. Un dato confermato anche dall’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat secondo la quale, nel corso degli ultimi 3 anni, circa 210.000 famiglie, ovvero il 13,3% del campione analizzato, hanno chiesto un prestito per sostenere i costi legati alla gravidanza o al primo anno di vita del figlio.

    Passato questo periodo il quadro non cambia e, anzi, con l’arrivo delle spese legate al nido privato o alla babysitter, sono ancora più numerosi i genitori costretti a fare affidamento a terzi per far quadrare il bilancio familiare.

    I 9 mesi di gravidanza

    Secondo quanto emerso dall’indagine, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione italiana con figli di età compresa fra 0 e 3 anni*, per le sole spese “ordinarie” legate ai 9 mesi di gravidanza – includendo quindi, ad esempio, visite, analisi, farmaci, abbigliamento, culla e tutto il necessario in vista dell’arrivo del bebè – in media si spendono 3.411 euro per il primo il primo figlio e 2.754 euro dal secondo in poi. La prima gravidanza, insomma, pare costare il 24% in più.

    Importi sufficienti a mettere in difficoltà molte famiglie se si considera che per il 52,6% dei rispondenti risparmi e contributi statali non sono stati sufficienti e pertanto si è fatto ricorso all’aiuto di terzi: nella maggior parte dei casi (più di uno su 3) sono stati i nonni a saldare il conto, ma sono molte, circa 125.000, le famiglie che hanno chiesto un prestito già durante i 9 mesi della gravidanza.

    In particolare, nel 5,2% dei casi il prestito è stato chiesto ad un familiare, mentre nel 3,4% a una società di credito. A livello territoriale, la tendenza a chiedere un prestito è maggiore nelle regioni del Meridione, più bassa tra le famiglie del Nord Est.

    E la platea di chi ha fatto ricorso ad un finanziamento potrebbe essere ben più ampia se, oltre a quelle ordinarie, si considerano anche le spese straordinarie e importanti che spesso si affrontano in vista dell’arrivo del figlio; la più ricorrente è l’acquisto di una nuova auto (22,3%), ma c’è anche chi ha ristrutturato casa (12,4%), chi ne ha comprata (9,3%) o affittata (7,4%) una più grande o comoda.

    Il primo anno di vita del bebè

    Continuando a leggere i dati dell’indagine, si scopre che durante il primo anno di vita del bebè i costi sono addirittura più alti e tra pannolini, pappe, vestitini, visite e altri beni, il conto totale arriva, in media, a 3.577 euro per il primo figlio (poco meno, 2.811 euro, dal secondo in poi). Anche in questo caso sono molti, quasi il 40% dei rispondenti, coloro che hanno dichiarato di aver fatto fronte a tali costi ricorrendo a terzi. Ancora una volta, spesso sono stati i nonni o i familiari stretti a sostenere le spese di tasca propria (29,1%), mentre sono circa 155.000 le famiglie che hanno chiesto un prestito (9,8%), suddivise tra coloro che si sono rivolte ad un familiare (6,2%) o a una società di credito (4,6%).

    In questo caso si fa maggiore ricorso al prestito nelle regioni del Centro Italia e, ancora, al Sud; diminuiscono, invece, coloro che sostengono spese straordinarie dopo l’arrivo del figlio: solo il 16% ha cambiato l’auto, il 10,1% ha ristrutturato casa o, l’8,7%, ne ha acquistata una.

    Nido privato e babysitter

    L’emergenza italiana sugli asili nido è cosa nota e i dati emersi dall’indagine confermano il quadro; Se già nel biennio 2016 – 2017 Istat evidenziava come i posti disponibili negli asili nido fossero sufficienti solo per coprire il meno del 25% del potenziale bacino d’utenza, l’indagine condotta da mUp Research e Norstat per Facile.it ha concluso che nel 2019 meno di 1 famiglia su 3 ha avuto accesso ad una struttura pubblica.

    Per ovviare a ciò, circa il 40% delle famiglie ha fatto ricorso ad una soluzione a pagamento; il 31,7% ha iscritto il figlio ad un nido privato, il 12,5% ha scelto una babysitter per accudire i piccoli in assenza dei genitori.

    Considerevoli i costi: per il nido privato nel 2019 gli italiani hanno speso, in media, 531 euro al mese. Gli importi variano sensibilmente lungo lo Stivale, in una forbice compresa tra i 639 euro mensili rilevati nelle regioni del Nord Ovest e i 430 euro/mese nel Meridione.

    Per far fronte a queste spese l’8,5% degli intervistati, pari ad oltre 41mila famiglie, ha chiesto un prestito a familiari o società di credito; percentuale che raggiunge il 15% nelle regioni del Nord ovest, dove i costi sono nettamente più alti.

    Di poco inferiore la spesa affrontata da chi ha scelto la babysitter; nel 2019 le famiglie italiane che hanno utilizzato questo servizio hanno pagato, in media, 464 euro al mese.

     

     

    * Metodologia: n. 1.691 interviste CAWI un campione rappresentativo della popolazione italiana avente figli da 0 a 3 anni. Indagine condotta a dicembre 2019

  • “Smettila di essere un Genitore Infelice”

    Varedo – Il 15 maggio prossimo, presso l’Academy di Ristopiù Lombardia (Varedo, Via Monte tre Croci 5) si terrà un Evento Speciale in master class in seno alle attività di Corporate Social Responsibility dell’azienda. Roberta Cavallo, formatrice e consulente, l’autrice best seller più letta in Italia degli ultimi anni nel settore infanzia, terrà una master class di due ore, dalle 15 alle 17, dal titolo “Smettila di essere un Genitore Infelice”.

    Roberta Cavallo, fondatrice di BimbiVeri, aiuta i genitori a decifrare il comportamento e “gli indizi” dei figli per risolvere le incomprensioni e le difficoltà di educazione in ogni fascia di età. Come lei stessa ricorda, il suo compito è anche quello di “tradurre il libretto delle istruzioni” che consente a mamma e papà di decifrare i comportamenti dei piccoli, comprenderli e attuare le giuste scelte al momento giusto.

    Volto del programma Tv “4 Mamme” (FoxLife e Tv8) dal 2017, ha all’attivo ben 5 libri best seller, che sono stati tradotti in spagnolo, russo, francese. Le sue teorie e consigli sono anche da lei divulgati al pubblico attraverso tour per le città italiane che riprendono i contenuti dei vari volumi.

    Consigli concreti per condividere la felicità

    l’Evento Speciale in master class che Roberta Cavallo terrà in Ristopiù Lombardia affronta le criticità quotidiane del genitore moderno, spesso sotto stress, con poco tempo a disposizione per fare tutto, o incapace di essere realmente felice (con la contestuale paura di trasmettere insicurezza o infelicità ai propri figli). La scrittrice e formatrice condurrà i presenti per mano e li aiuterà a passare dalla fase “genitore infelice” alla fase “Genitore Super Felice”, e a creare un rapporto di fiducia e sintonia con i figli in ogni fase della crescita.

    Tra gli argomenti del workshop la gestione efficace dei no, dei capricci e del nervosismo; gli ingredienti per costruire la  sicurezza e la serenità del genitore in ogni situazione; come mantenere calma e lucidità, come migliorare la qualità del tempo che si trascorre coi figli.

    “Siamo davvero entusiasti – spiega Debora Gotti, Responsabile Marketing di Ristopiù Lombardia – di ospitare Roberta Cavallo e la sua carica di emozioni positive. La sua esperienza porterà tutti i genitori presenti a sentirsi maggiormente confidenti nel loro ruolo; a passare dalla fatica al sorriso, a tutto beneficio della famiglia”.

    “Come Ristopiù Lombardia –completa il Presidente Giuseppe Arditi – sosteniamo ogni iniziativa che possa migliorare la quotidianità delle persone, all’interno e all’esterno dell’azienda: crediamo infatti che welfare e sostegno siano concetti che debbano essere tradotti e concretizzati in progetti tangibili. Roberta ci darà una mano – con le sue preziose parole – a diventare sempre più una Smile Company”.

    La partecipazione alla master class “Smettila di essere un Genitore Infelice” è aperta al pubblico. L’ingresso ha un costo di 30 euro per i privati; di 20 euro per i possessori di Partita Iva che non aderiscono alla Risto Quality Card (la carta fedeltà di Ristopiù Lombardia). È invece gratuito per i possessori della Risto Quality Card.

     

    È possibile completare direttamente l’iscrizione cliccando al seguente link https://ristopiulombardia.it/ristopiulombardia/iscrizione-masterclass-speciale.aspx

    oppure contattando il Service Center al numero verde 800078844.

  • “Il Disegno Narrativo Condiviso” – quando lo psicoterapeuta si mette “in gioco”

    Ad ottobre è stato pubblicato da Armando Editore e distribuito a livello nazionale, in libreria e negli store online, il libro di Gianluigi Passaro intitolato “Il disegno narrativo condiviso. Disegnare e raccontare nella psicoterapia con i bambini”.

    “Il disegno narrativo condiviso” è un libro di Gianluigi Passaro che presenta al pubblico il lavoro di cinque anni dedicato alla creazione e al perfezionamento di una tecnica di disegno e di narrazione condivisa in terapia da bambino e psicoterapeuta. Ad ottobre, Armando Editore di Roma (per i cui tipi sono arrivati in Italia, a partire dagli anni settanta, i classici di Donald Winnicott sulla tecnica dello Scarabocchio e sulla psicoterapia in età evolutiva, cui il Disegno Narrativo Condiviso si ispira) pubblicherà il volume nella collana “psicoanalisi e psichiatria dinamica” e lo renderà disponibile per l’acquisto in tutta Italia, nelle librerie e negli store online.

    Il volume si articola in due parti: nella prima parte sono descritti il Disegno Narrativo Condiviso e lo sfondo teorico di riferimento, spiegati il modo di proporlo al bambino e le sue finalità; nella seconda parte, articolata in tre capitoli, sono presentate delle storie cliniche: due casi individuali, con la descrizione e il commento di Disegni Narrativi realizzati nell’arco del percorso terapeutico da ciascun bambino, e due consultazioni cliniche con la descrizione e il commento di Disegni Narrativi Condivisi realizzati assieme alla coppia madre-bambino.

    L’idea innovativa e più importante del volume è presentare la coppia terapeutica al lavoro assieme e contemporaneamente: non sarà soltanto il piccolo paziente a disegnare e raccontare mentre il terapeuta osserva e ascolta; bambino e adulto, invece, disegnano e colorano insieme, e insieme inventano una storia grazie alla quale si potrà avvicinare il mondo interno del bambino, le sue paure e difficoltà, e cercare le risorse più adatte per il cambiamento. Il libro si rivolge a psicologi e psicoterapeuti (ma anche a chi, a diverso titolo professionale, si interessa e occupa della salute e del benessere dei bambini), e offre al lettore la possibilità di conoscere un gioco e una tecnica innovativa da usare in psicoterapia, capace di far emergere con spontaneità i contenuti emotivi del bambino, versatile e di facile utilizzo.

    Consulta la scheda del libro sul sito di Armando Editore

    L’Autore: Gianluigi Passaro, nato nel 1978, è psicologo dell’età evolutiva e psicoterapeuta. Socio ordinario dell’Associazione Italiana Gestalt Analitica (AIGA). Referente dell’Area Intervento Età Evolutiva dell’Ambulatorio Sociale di Psicoterapia, Opera don Calabria di Roma. Socio di ETNA, Progetto di Etnopsicologia Analitica. Vive e lavora a Roma come psicoterapeuta con bambini e adulti. È autore dei saggi “Il vento prima che soffi. Gli orizzonti dell’inconscio nel Sacre du Printemps di Igor Stravinskij” (Edizioni Kappa, 2010, seconda edizione 2015), e “La crepa nell’acqua. Cammini di individuazione nella Divina Commedia” (Edizioni Kappa, 2012).

    E-mail: [email protected]

    Sito web personale: www.gianluigipassaro.it

    Sito web Armando Editore: www.armando.it

     

  • Corsi di Counseling a Milano: 21 settembre 2017 presentazione corsi

    Il 21 settembre 2017 inizia un corso completamente nuovo per vivere bene e lavorare meglio

    A Milano, in via Luisa Sanfelice, 3 prende il via il primo trimestre di Counseling Operativo di Sistema Eduzione.

    Il Counseling Operativo: tutto quello che si può fare con il counseling senza diventare counselor

    Per vivere bene e lavorare meglio non occorre avere un diploma, basta sapere come. Il Counseling Operativo è un nuovo approccio che permette di apprendere delle tecniche e usare le Counseling Skills® di Sistema Eduzione per portare alla luce le risorse delle persone e utilizzarle per fare chiarezza sugli obiettivi propri e dell’altro; comunicare meglio; raggiungere ciò che si desidera.

    A chi si rivolge il corso di Counseling Operativo:

    ü  ai professionisti per i quali la relazione è essenziale: medici, avvocati, docenti…;

    ü  ai genitori che si stanno misurando con le esigenze dei figli che crescono;

    ü  alle persone che si trovano ad affrontare situazioni complesse e decisioni importanti;

    ü  agli psicologi che vogliono apprendere le Counseling Skill® e usarle nella propria attività.

    Per conoscere il calendario dei corsi trimestrali di Counseling Operativo, sulle Counseling Skills®, sui Seminari visitare il sito: https://eduzione.it.

     

    L’appuntamento è per giovedì 21 settembre 2017

    dalle 18 alle 20

    in via Luisa Sanfelice, 3 – Milano

    per

    incontro con Maria Cristina Koch

    presentazione dei corsi

    aperitivo di benvenuto.

    Sconto del 10% per le iscrizioni effettuate entro il 21 settembre 2017.