Tag: FSC

  • Sempre più ecofriendly

    Dopo la scelta di un packaging progettato su misura per ridurre sprechi e impatto ambientale, Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.A. sceglie per i rinvii angolari un imballaggio a marchio FSC che ne sancisce la provenienza da foreste correttamente gestite

     

    Una meccanica sempre più pulita e amica dell’ambiente. Questo in sintesi l’obiettivo che ha spinto Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.A. a introdurre, per il packaging dei propri rinvii angolari, materie derivanti da foreste correttamente gestite secondo i principi dei due principali standard: gestione forestale e catena di custodia. L’adozione del prodotto con marchio FSC attesta e conferma, infatti, la volontà aziendale di non limitarsi esclusivamente alla progettazione e produzione di organi di trasmissione, attività in cui si distingue e che la pone tra i leader di mercato a livello mondiale. Già protagonista di importanti investimenti nel fotovoltaico, la realtà bolognese operante in oltre 40 Paesi prosegue il proprio impegno nella progettazione di un packaging sempre più sostenibile per accompagnare i prodotti durante il trasporto e lo stoccaggio, in linea con una filosofia eco-friendly che vede Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.A. in prima linea nell’utilizzo di materiali a basso impatto ambientale, personalizzabili e in gran parte riciclabili.

    Il marchio FSC è solo l’ultima, a livello cronologico, di queste azioni intraprese per la salvaguardia dell’ambiente e che completano l’introduzione di un sistema di imballaggio personalizzato, realizzato appositamente sulla base delle diverse esigenze del cliente. In tal modo è possibile garantire un servizio customizzato nell’invio dei prodotti, ma anche un packaging taylor made che riduce i costi, i volumi e contribuisce così a ridurre il carbon foot print aziendale, favorendo contestualmente la migliore gestione delle commesse e la ricezione delle stesse.

    Un atto concreto che ancor prima del green deal recentemente presentato dall’Unione Europea pone le basi per una sensibilizzazione dell’intera filiera e che conferma l’attitudine alla personalizzazione e alla ricerca, punti di forza su cui Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.A., insieme a qualità, flessibilità e affidabilità, ha costruito il proprio successo e la propria storia.

    La certificazione porta dunque sempre più nel novero delle aziende socialmente responsabili una realtà saldamente ancora a una storia che vanta oltre sessant’anni di esperienza, ma che non smette di innovare, non solo in ambito tecnico, ma anche etico, accogliendo le istanze per un mondo ecosostenibile e una produzione virtuosa.

     

     

    Poggi Trasmissioni Meccaniche SpA nasce nel 1958 grazie all’impegno e alla dedizione di Pierluigi Poggi, oggi portato avanti dai tre figli. Specializzata nella produzione di pulegge, rinvii angolari e altre soluzioni nel ramo degli organi di trasmissione come cinghie dentate e trapezoidali, produce elementi di fissaggio, giunti, pignoni e slitte per motori elettrici. Da oltre 60 anni viene apprezzata in oltre 40 paesi del mondo per il suo approccio innovativo e customizzato. Il ventaglio di servizi all’avanguardia proposto da Poggi è frutto di continue ricerche e sperimentazioni, di un accurato percorso di progettazione e produzione che assicura un prodotto innovativo, certificato e orgogliosamente made in Italy.

  • FSC® porta foreste, sostenibilità e design al Fuorisalone 2020

    FSC® porta foreste, sostenibilità e design

    Promuovere la gestione forestale responsabile e filiere di materia prima legnosa sostenibili nel settore dell’arredo: il Forest Stewardship Council® (FSC) Italia ha avviato un percorso legato al furniture denominato “FSC è Foreste per tutti, per sempre” all’interno della kermesse milanese che si terrà dal 28 Settembre al 10 Ottobre.

     

    Padova, 29/09/2020 – Quanta attenzione c’è nel legno-arredo verso la sostenibilità? E qual è il contributo positivo che questo settore, tra i più rappresentativi del Made in Italy, può portare per fermare la deforestazione e promuovere comportamenti di consumo green? Sono queste le domande fondamentali che hanno portato il Forest Stewardship Council (FSC) Italia, ONG internazionale nata per promuovere la gestione responsabile di foreste e piantagioni e delle filiere collegate, a partecipare al Fuorisalone 2020 con un percorso che unisce le esperienze di brand riconosciuti e apprezzati come Arper, Calligaris, Kartell, Manerba, Moroso, Paolo Castelli e Roda in un dibattito sul futuro (nostro, dell’ambiente e dell’arredamento Made in Italy).

    Quello della sostenibilità è un tema che ha subito una forte accelerazione negli ultimi tempi, e che vede sempre più aziende e persone impegnati nel trovare una risposta ai grandi temi di questo nuovo secolo, tra cui gli impatti dei cambiamenti climatici, l’avanzamento della deforestazione e, da ultimo, l’insorgenza di pandemie. Questo impegno è dimostrato dal fatto che in Italia oltre 500 aziende del settore furniture hanno già deciso di entrare a far parte del sistema FSC per garantire la provenienza sostenibile della materia prima legnosa: una scelta che permette non solo di assicurare una produzione forest-friendly, ma anche di poter comunicare gli sforzi di queste aziende per assicurare un mondo più verde, per noi e per le generazioni future.

    Sul sito Fuorisalone.it è stato dunque reso disponibile il percorso FSC è Foreste per tutti, per sempre, un contenitore di riflessioni, eventi ed esperienze: un cammino attraverso la sostenibilità del legno; un viaggio virtuale dalla foresta al prodotto finito, per capire l’importanza di scegliere materiali di origine sostenibile. Tra le varie iniziative inserite nel format, una puntata speciale della serie FSC Sustainability Talks, con una diretta streaming in onda il 7 Ottobre alle 11 con ospiti realtà come ADI – Associazione per il Disegno Industriale, Arper, Paolo Castelli e Roda. In questo ambito verrà anche presentata la nuova edizione del FSC Italia Furniture Award, concorso giunto alla seconda edizione che riconosce l’impegno delle aziende nel realizzare produzioni con uso di legno FSC nell’arredo per interni, esterni e giardino, e che ha visto tra i vincitori della passata edizione aziende come Arper, Calligaris, Composad, Dorsal, Foppapedretti, Mattiazzi, Media Profili e Snaidero.

    Inoltre, dal 28 Settembre al 10 Ottobre, negli showroom di Arper, Calligaris, Kartell, Manerba, Moroso, Paolo Castelli e Roda (c.a Salvioni Showroom, via Durini) verranno distribuiti materiali e brochure per richiamare l’attenzione sull’origine del legno nei prodotti che acquistiamo, dando preferenza a prodotti certificati FSC e a realtà virtuose del legno-arredo impegnate in questo percorso.

  • Foreste italiane: dieci miti da sfatare

    Giornata nazionale degli Alberi
    Per la Giornata nazionale degli Alberi, che si celebra in tutta Italia giovedì 21 novembre,
    FSC Italia ha messo alla prova dei fatti le credenze più diffuse in tema di alberi e boschi. Con qualche sorpresa.


    I boschi italiani stanno sparendo”, “Dalle foreste si ricava solo carta e legno”, “I boschi di tutti”. Quante volte sui media o sui social network leggiamo affermazioni di questo tipo? In realtà, quanto sono vere e quanto ne sappiamo davvero, come cittadini, sulla situazione delle foreste italiane e quanto anche noi a volte siamo vittime di informazioni superficiali e imprecise che mistificano poi gli interventi necessari? FSC Italia, rappresentate per il nostro Paese della ONG internazionale che da 25 anni si occupa di promuovere la gestione forestale responsabile, ha messo alla prova le credenze più diffuse, sfatando dieci miti consolidati.   

    1- I boschi italiani stanno scomparendo
    Falso: i boschi italiani sono in continua espansione. Dalla fine della prima guerra mondiale ad oggi, la superficie forestale italiana è triplicata. Se negli anni venti erano censiti in Italia circa 4 milioni di ettari di boschi, oggi se ne contano più di 11 milioni. Solo nell’ultimo decennio la superficie forestale italiana è aumentata del 5,8%, pari a circa 77 mila campi da calcio (Fonte: Crea), (ri)prendendosi gli spazi abbandonati delle nostre colline e montagne.

    2- Bosco significa solo legname
    Falso: il legname è solo uno dei tanti servizi e prodotti forniti dai boschi. Alberi e piante ci offrono infatti protezione del suolo dall’erosione e dal dissesto idrogeologico, regolazione del ciclo dell’acqua, fissazione del carbonio, habitat per la biodiversità e infine spazi per attività sportive, educative, terapeutiche e ricreative. L’insieme di tutti questi prodotti e servizi prende il nome di servizi naturali o ecosistemici.

    3- I boschi italiani sono tutti naturali
    Falso: i boschi italiani sono il risultato dell’azione dell’uomo. L’88% di queste aree è al giorno d’oggi antropizzata e di origine seminaturale (Fonte: Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi di Carbonio). I paesaggi forestali italiani, infatti, sono stati modellati dall’uomo nel corso dei secoli e si ritrovano semplificati nella struttura e nella composizione di specie.

    4- I boschi non vanno toccati
    Falso: una buona gestione dei boschi permette di valorizzarne i prodotti e servizi senza comprometterne le funzionalità. Certo, i boschi non hanno bisogno dell’uomo, ma siamo invece noi ad avere bisogno dei boschi e la gestione attiva è l’unico strumento capace di mitigare gli effetti derivanti dai cambiamenti climatici, dall’instabilità idrogeologica, dagli incendi, dalla diffusione di patogeni e di specie invasive.

    5- Chi pianta è buono, chi taglia è cattivo
    Falso: tagliare un albero non è di per sé un crimine, se fatto secondo piani di gestione responsabile. Quando il taglio viene effettuato da operatori specializzati e secondo una pianificazione ben precisa, applichiamo un approccio di selvicoltura naturalistica, ossia un sistema dove gli alberi vengono tagliati in modo selettivo, mirando ad imitare le dinamiche naturali del bosco e favorendo la rinnovazione naturale delle specie.

    6- Più legno e carta vuol dire meno boschi
    Falso: il legno è il materiale di origine biologica, rinnovabile e riciclabile, più importante a disposizione dell’uomo sulla terra. Possiamo quindi usarlo in maniera sostenibile, ad esempio tagliando le piante seguendo i ritmi naturali di rigenerazione del bosco. L’impiego del legno sostituisce poi l’uso di materiali derivanti da fonti fossili inquinanti come la plastica. Se certificato FSC®, garantisce infine la gestione responsabile della foresta di origine.

    7- I boschi italiani sono di tutti
    Falso: il 63% (Fonte: Agenzia europea per l’Ambiente) dei boschi italiani risulta di proprietà privata, individuale o familiare. Il restante 34% dei boschi è invece di proprietà pubblica, molto spesso di organi territoriali come i Comuni. Solo il 3% dei boschi italiani non ha proprietario o esso risulta sconosciuto.

    8- Il fuoco è nemico dei boschi
    Parzialmente falso: il fuoco è in realtà un elemento che ha un preciso ruolo negli ecosistemi forestali, in particolare quelli mediterranei. Tuttavia, gli incendi di origine naturale (ad esempio quelli causati dai fulmini) in Italia sono molto rari. Il vero nemico dei boschi è in realtà l’abbandono dei terreni e la negligenza dell’uomo che, sommati ai cambiamenti climatici, portano ad un aumento degli incendi e della loro capacità distruttiva.

    9- Le nostre foreste non valgono nulla
    Falso: il valore economico prodotto dalle foreste italiane è di 450 euro per ettaro all’anno (Fonte: Rapporto The Economics of Ecosystems & Biodiversity), pari a 85 euro per cittadino. Dobbiamo tenere presente che il bosco protegge le nostre case dall’erosione del suolo e dalle alluvioni, ci assicura acqua pulita e produce l’ossigeno che respiriamo: tutto questo fa una bella differenza nel nostro portafoglio – e nella nostra vita.

    10- Quindi va tutto bene?
    Purtroppo no: la situazione italiana è lontana dal principio della gestione forestale sostenibile. I boschi ricoprono ormai circa il 40% del territorio italiano (Fonte: RAF Italia), ma ne utilizziamo solo una minima parte: questo abbandono è un’occasione mancata di sviluppo che ci porta ad essere tra i principali importatori di legname in Europa, oltre ad esporci a rischi sempre maggiori a causa del dissesto idrogeologico e degli incendi.