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  • Ripartono i prestiti: +40% per viaggi, +20% per i matrimoni. Incognita inflazione sul 2022

    Dopo un anno di stop si iniziano a vedere segnali di ripresa e normalità anche nel settore dei prestiti personali; secondo l’analisi realizzata da Facile.it e Prestiti.it su un campione di oltre 140.000 richieste, nel 2021 gli italiani sono tornati a chiedere finanziamenti per viaggi (+40% su base annua), matrimoni (+20%) e formazione (+6%), attività che avevano pesantemente risentito dell’arrivo della pandemia.

    «Sebbene il settore sia ancora lontano dai livelli pre-pandemia, il dato positivo è che nel 2021 gli italiani sono tornati a chiedere finanziamenti per attività che nel 2020 si erano fermate del tutto o quasi. A ciò si aggiunge una maggiore disponibilità da parte delle società di credito ad erogare» spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Un circolo virtuoso sul quale pesa, per l’anno in corso, l’incognita inflazione; l’aumento dei prezzi potrebbe spingere le famiglie a rimandare nuovamente progetti importanti a medio-lungo termine che spesso sono accompagnati dalla richiesta di un prestito personale.».

    Un altro dato emerso dall’analisi è il crollo, nel 2021, del peso percentuale delle richieste di prestiti personali per ristrutturare casa (-15%). Il dato va però letto alla luce delle novità introdotte lo scorso anno; grazie al bonus 110% e ai mutui under 36 molti proprietari hanno potuto affrontare una ristrutturazione senza necessità di rivolgersi ad una società di credito.

    Se la richiesta di liquidità (che ha fatto segnare un importante +27% su base annua) rimane la finalità che spinge più di tutte gli italiani a ricorrere ad un prestito personale è invece in calo, sia pur lieve, il peso percentuale delle richieste di prestito per l’acquisto di auto usate (-2%). Possibile ipotizzare, in questo valore, l’influenza dei bonus mobilità decisi dal Governo nel 2021.

    Chi si è rivolto ad una società di credito lo scorso anno ha cercato di ottenere, in media, 10.591 euro, valore ridotto del 3% rispetto al 2020 e su cui pesa la diminuzione dei prestiti per la ristrutturazione, che normalmente hanno importi elevati. La durata media dei piani di ammortamento è pari a 62 rate (poco più di 5 anni).

    Guardando al profilo del richiedente emerge che l’età media è pari a 42 anni anche se, in più di un caso su tre (35%), la richiesta è arrivata da un under 36. Nel 74% dei casi a presentare domanda di finanziamento è stato un uomo.

  • I millennials chiedono prestiti, ma non per studiare, sposarsi o viaggiare

    Come è cambiato il rapporto dei millennials con il mondo del credito al consumo nell’anno della pandemia? Per rispondere alla domanda, Facile.it e Prestiti.it hanno analizzato un campione* di oltre 500mila domande di prestito personale presentate da richiedenti nati tra il 1981 e il 1996 scoprendo che, nel 2020, l’importo medio richiesto dai cosiddetti millennials è stato pari a 10.907 euro, vale a dire il 7% in più rispetto al 2019.

    Ad aumentare, però, non sono stati solo gli importi, ma anche il peso percentuale delle richieste provenienti da questo particolare tipo di utenti; secondo i dati, nel 2020, più di 1 domanda di prestito personale su 3 è stata presentata da un richiedente con età compresa tra i 25 e i 40 anni (38,1%), valore in aumento del 5% rispetto al 2019.

    Per cosa chiedono prestiti i millennials

    Se, come detto, la pandemia ha fatto aumentare, in percentuale, le richieste di prestiti personali presentate dai millennials, quali sono le ragioni per cui sono ricorsi ad una società di credito al consumo?

    Analizzando le domande per le quali è stata dichiarata la finalità emerge che la prima ragione per cui la Generazione Y ha chiesto un prestito nel 2020 è stata l’ottenimento di liquidità (22,5%), seguita dall’acquisto di auto usate (21,5%) e dalla ristrutturazione della casa (16,9%).

    L’effetto della pandemia si fa però sentire in modo specifico analizzando alcune tipologie di prestito personale tipiche di questa fascia di richiedenti e che, causa emergenza sanitaria e lockdown, sono letteralmente crollate; il peso percentuale dei prestiti richiesti per la formazione, ad esempio, è diminuito del 16%, quelli per i matrimoni del 39% e quelli per viaggi e vacanze addirittura del 51%.

    «È evidente come la pandemia abbia ridefinito le priorità della Generazione Y anche dal punto di vista dell’accesso al credito», spiega Giovanni Scarascia Mugnozza, responsabile prestiti di Facile.it. «questa particolare fascia anagrafica, però, ha dimostrato di avere un rapporto più maturo con il ricorso al credito che, in un momento di grave incertezza economica e lavorativa come quella attuale, ha rappresentato per loro in un certo senso un’ancora di salvezza».

     

     

    * analisi realizzata su un campione di oltre 500mila domande di prestito personale raccolte tra l’1 gennaio 2020 il il 31 dicembre 2020 tramite i portali Facile.it e Prestiti.it

  • Dopo il lockdown aumentano le richieste di cessione del quinto (+10,2%)

    Dopo il lockdown aumentano le richieste di cessione del quinto (+10,2%) mentre, fra chi chiede un prestito personale, 1 domanda su 4 è per l’ottenimento di liquidità; sono questi alcuni degli effetti causati dal Covid e dalla conseguente emergenza economica emersi dall’analisi di Facile.it e Prestiti.it, realizzata su un campione di oltre 212.000 domande di finanziamento raccolte tramite i due portali*.

    «Negli ultimi mesi il rapporto degli italiani con il credito al consumo è inevitabilmente cambiato», spiegano gli esperti di Facile.it. «Il periodo di grande incertezza che viviamo spinge le famiglie a posticipare i progetti importanti e a dare priorità alla richiesta di liquidità per far fronte a eventuali imprevisti o difficoltà lavorative».

    Aumentano le richieste di cessione del quinto

    Come già accennato, l’analisi di Facile.it e Prestiti.it ha messo in luce come nel corso del terzo trimestre 2020 sia aumentata del 10,2% rispetto allo stesso periodo del 2019 la richiesta di prestiti tramite cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

    Ma se da un lato sempre più italiani hanno cercato di ottenere questa tipologia di finanziamento, dall’altro è diminuito l’importo medio richiesto, che si è stabilizzato a 19.464 euro, vale a dire il 6% in meno rispetto al terzo trimestre dello scorso anno.

    L’indagine ha tracciato anche il profilo di chi ha chiesto una cessione del quinto; circa 1 domanda su 4 (23,9%) è stata presentata da una donna, mentre l’età media dei richiedenti è pari a 45 anni.

    «Il calo potrebbe essere legato da un lato alla diminuzione degli stipendi, dall’altro al cambio di esigenze da parte di coloro che presentano domanda, che oggi ricorrono a questa tipologia di prestito non più solo per far fronte a progetti importanti, ma anche per avere la liquidità necessaria per affrontare spese di importo inferiore rispetto al passato», spiegano dal comparatore.

    Cambiano le finalità dei prestiti personali

    Se è vero che, nel terzo trimestre dell’anno in corso, la prima ragione che ha spinto gli italiani a chiedere un prestito personale è stata l’esigenza di ottenere liquidità (23,2%), dall’analisi emerge anche un aumento del peso percentuale dei prestiti per l’acquisto di auto usate, che sono arrivati a rappresentare il 21,3% del totale (+4,1 punti percentuali rispetto allo scorso anno).

    A riprova di quanto detto dagli esperti di Facile.it, invece, è diminuito il peso dei finanziamenti chiesti per la ristrutturazione della casa (-3 punti percentuali) o per l’acquisto di arredamento (-1 punto percentuale).

    Chi si è rivolto alle finanziarie per un prestito personale lo ha fatto per importi mediamente pari a 13.201 euro; la durata media dei piani di ammortamento, è di 63 rate (poco più di 5 anni).

    Identikit del richiedente prestito

    Dati interessanti emergono guardando il profilo sociodemografico di chi ha presentato domanda di prestito personale. Il primo dato significativo è legato al sesso: nel terzo trimestre dell’anno si è ridotta ulteriormente la quota dei prestiti richiesti dalle donne, passata dal 27% del 2019 al 25,5% del 2020. Probabilmente perché il Covid ha gravato in maniera pesante su di esse e sulla loro posizione lavorativa.

    L’altro dato che racconta con chiarezza l’attuale situazione di difficoltà che sta riguardando alcune categorie emerge analizzando la professione dei richiedenti; nel corso del terzo trimestre 2020 a presentare domanda di prestito personale è stato, nel 76,7% dei casi, un dipendente privato a tempo indeterminato (erano il 71,8% lo scorso anno), mentre nel 10,4% dei casi un pensionato (+3 punti percentuali rispetto al 2019). Si dimezza quasi la quota percentuale di richiedenti liberi professionisti e lavoratori autonomi, passata dal 12,5% del terzo trimestre 2019 al 6,9% dello stesso periodo del 2020.

    L’età media di chi ha presentato domanda di prestito personale nel corso del terzo trimestre è pari a poco meno di 42 anni e mezzo, valore in lieve aumento rispetto allo scorso anno; ad incidere sul dato ha contribuito la crescita del peso percentuale dei richiedenti prestito appartenenti alla categoria pensionati.

     

     

     

    * Campione analizzato: 212.008 richieste complessive di prestito personale e di cessione del quinto raccolte tramite i portali Facile.it e Prestiti.it nel corso del terzo trimestre 2019 e in quello 2020

     

  • Prestiti: in Puglia quasi 1 domanda su 4 per ottenere liquidità

    Il Covid ha modificato le ragioni per cui i pugliesi si rivolgono ad una società di credito. Secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, realizzata su un campione di oltre 6.800 domande di finanziamento raccolte in Puglia*, la prima motivazione per cui nel terzo trimestre 2020 si è chiesto un prestito è stata l’ottenimento di liquidità; in regione quasi 1 richiesta su 4 (24%) è legata a questa finalità.

    «Durante periodi di incertezza come quello attuale», spiega Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it «è normale che le famiglie decidano di rimandare progetti importanti, avendo la necessità di maggiore liquidità economica per affrontare imprevisti o difficoltà lavorative».

    Cambiano le priorità dei pugliesi

    Secondo l’indagine di Facile.it, la richiesta media rilevata nel terzo trimestre del 2020 è stata pari a 12.629 euro, valore in aumento del 9,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; il piano di restituzione medio è stato di 63 rate (poco più 5 anni).

    Guardando alle domande di prestito personale presentate in Puglia per le quali è stata specificata la finalità emerge che, nel corso del terzo trimestre dell’anno, è aumentato anche il peso percentuale dei prestiti legati all’acquisto di auto usate, che rappresentano ormai il 22,3% del totale (in aumento di 4,2 punti percentuali rispetto al 2019).

    Di contro, sono diminuite le quote di prestiti per la ristrutturazione casa, stabilizzatasi al 17,4% del totale. A riprova di quanto detto da Giacobbe, sono diminuite anche quelle per l’arredamento, matrimoni e cerimonie, viaggi, con un calo compreso tra 0,5 e 3,3 punti percentuali.

    Identikit del richiedente

    Guardando al profilo sociodemografico dei richiedenti prestito residenti in Puglia emergono dati interessanti; il primo segnale significativo è il calo del peso delle donne che hanno presentato domanda di finanziamento; la percentuale, sebbene storicamente inferiore rispetto a quella maschile, è scesa ulteriormente passando dal 27,3% del totale rilevato nel 2019 al 26% del 2020.

    Analizzando la professione dei richiedenti emerge che, nel 2020, a presentare domanda di prestito è stato, nell’81,3% dei casi, un dipendente privato a tempo indeterminato; in aumento la percentuale di pensionati pugliesi che hanno fatto richiesta per un finanziamento, passata dal 5,5% del 2019 al 7,1% del 2020. Probabilmente a causa dell’incertezza lavorativa cala, invece, la quota dei liberi professionisti e lavoratori autonomi che hanno chiesto un prestito personale, passata dal 10,8% del terzo trimestre 2019 al 5,8% dello stesso periodo del 2020.

    L’andamento provinciale

    Se a livello regionale l’importo medio richiesto è pari a 12.629 euro, analizzando le richieste di finanziamento in ottica territoriale emerge che Taranto è la provincia pugliese dove sono stati richiesti gli importi medi più alti (13.825 euro, il 9,5% in più rispetto alla media regionale); seguono nella classifica le province di Bari (13.182 euro) e Lecce (12.650 euro).

    Inferiori al valore medio pugliese, invece, gli importi richiesti a Barletta-Andria-Trani (12.461 euro) e Foggia (11.491 euro); chiude la graduatoria la provincia di Brindisi (11.018 euro).

     

    * L’analisi ha preso in esame un campione di oltre 6.800 richieste di prestito personale presentate tramite Facile.it e Prestiti.it in Puglia tra l’1 luglio 2019 e il 31 settembre 2019 e l’1 luglio 2020 e il 31 settembre 2020.

  • Mutui: in Campania boom di richieste di surroga (+91%) nel terzo trimestre

    Notizie positive sul fronte dei mutui in Campania; il terzo trimestre dell’anno è stato caratterizzato da un’impennata delle richieste di surroga, dall’aumento dell’importo medio che si è cercato di ottenere e dal calo dei tassi di interesse. Sono questi i principali dati emersi dall’osservatorio regionale di Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione di oltre 3.700 richieste di finanziamento raccolte in Campania, hanno scoperto, ad esempio, che nel corso del terzo trimestre 2019 il peso percentuale delle richieste di surroga sul totale delle domande di mutuo è quasi raddoppiato (+91%) rispetto alla stesso periodo del 2018, passando dal 22% al 42% del totale.

    «Lo scorso trimestre abbiamo registrato un vero e proprio boom nella richieste di surroga da parte di mutuatari campani; era dal 2015 che non si raggiungevano picchi così alti», spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it. «Il calo dei tassi di interesse visto in questa prima parte dell’anno è stato fondamentale per stimolare la domanda di finanziamenti, sia da parte dei mutuatari che vogliono provare a cambiare banca, sia per chi è alla ricerca di un nuovo mutuo».

    Numeri alla mano, i tassi proposti dalle banche alla clientela finale negli scorsi mesi sono stati estremamente bassi, soprattutto per quanto riguarda i mutui fissi. A settembre 2019 grazie alla diminuzione dell’IRS (l’indice europeo che guida l’andamento di questa tipologia di finanziamento), i migliori tassi offerti per un mutuo medio (126.000 euro in 25 anni, LTV pari al 70%) oscillavano tra l’1,04% e l’1,34% (Taeg), con un calo, rispetto a gennaio, compreso tra lo 0,55% e l’1,20%; vale a dire un risparmio medio per i consumatori compreso tra i 30 e i 60 euro al mese.

    Positivi anche gli altri valori emersi dall’osservatorio regionale di Facile.it e Mutui.it: l’importo medio richiesto nel corso del terzo trimestre 2019 dagli aspiranti mutuatari campani è stato pari a 126.884 euro, vale a dire lo 0,86% in più rispetto allo stesso periodo del 2018, ed anche il valore degli immobili che si è cercato di acquistare è aumentato del 4%, stabilizzandosi a poco più di 217.000 euro. In calo, invece, il Loan To Value, il rapporto tra valore dell’immobile e valore del mutuo richiesto, passato dal 65% del terzo trimestre 2018 al 62% del terzo trimestre 2019. La durata media dei piani di ammortamento richiesti in Campania è pari a 21 anni, mentre l’età media dei richiedenti è pari a 41 anni e mezzo, valore in calo rispetto allo scorso anno, quando i richiedenti avevano, in media, 42 anni e mezzo.

    Guardando alla scelta della tipologia di tasso, i richiedenti campani sembrano non aver dubbi; la riduzione ai minimi della differenza tra tasso fisso e variabile ha spinto sempre più aspiranti mutuatari ad orientarsi verso il fisso tanto che, nel corso del terzo trimestre 2019, è stato scelto dal 95% dei richiedenti mutuo in Campania; era l’89% nel terzo trimestre 2018.

    Ad ottobre sono tornati i mutui al 100%

    Se è vero che lo scorso trimestre, e in particolare il mese di settembre, hanno visto il ritorno della surroga, anche questi primi giorni di ottobre hanno portato importanti novità sul fronte dell’offerta mutui; alcuni Istituti sono tornati a proporre mutui al 100%, con tassi estremamente contenuti se paragonati al passato e senza necessità di ricorrere al Fondo Garanzia Prima casa.

    «Se fino ad oggi i mutui al 100% erano prodotti accessibili solo attraverso il Fondo Garanzia Prima casa o pagando tassi molto elevati, anche superiori al 4%, adesso alcuni istituti di credito sono tornati a proporre questa tipologia di finanziamento senza necessità di accedere al Fondo e con tassi di interesse estremamente contenuti, intorno al 2,5%, valori che fino allo scorso anno erano riservati a mutui all’80%», spiega Ivano Cresto. «Poter accedere a questa tipologia di prestito senza necessità di ottenere la garanzia dello Stato è una buona notizia anche per coloro che vorranno comprare casa nel prossimo futuro e non saranno più legati ad un Fondo le cui risorse potrebbero – come già successo in passato – esaurirsi».

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 3.700 richieste di mutuo raccolte da utenti della Campania da Facile.it e Mutui.it nel corso del terzo trimestre 2018 e terzo trimestre 2019.

  • Mutui: aumenta l’importo medio erogato (+3,2%)

    Lo scorso mese è stato caratterizzato da un’impennata delle richieste di surroga e, ad ottobre, alcune banche, senza necessità di ricorso al fondo casa, sono tornate ad offrire mutui per il 100% del valore dell’immobile con tassi concorrenziali. Sono questi i dati principali emersi dall’osservatorio congiunto realizzato da Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione di circa 40mila richieste di finanziamento* raccolte tramite i due portali, hanno scoperto, ad esempio, come a settembre il peso percentuale delle richieste di surroga sul totale delle domande di finanziamento sia triplicato rispetto a giugno 2019.

    «Lo scorso mese abbiamo registrato un vero e proprio boom nella richiesta di surroghe, era dal 2015 che non si raggiungevano picchi così alti», spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it. «Il calo dei tassi di interesse visto in questa prima parte dell’anno è stato fondamentale per stimolare la domanda di finanziamenti, sia da parte dei mutuatari che vogliono provare a cambiare banca, sia per chi è alla ricerca di un nuovo mutuo».

    Numeri alla mano, i tassi proposti dalle banche alla clientela finale lo scorso mese sono stati estremamente bassi, soprattutto per quanto riguarda i mutui fissi. Grazie alla diminuzione dell’IRS (l’indice europeo che guida l’andamento di questa tipologia di finanziamento), i migliori tassi offerti a settembre per un mutuo medio (126.000 euro in 25 anni, LTV pari al 70%) oscillavano tra l’1,04% e l’1,34% (Taeg), con un calo, rispetto a gennaio, compreso tra lo 0,55% e l’1,20%; vale a dire un risparmio medio per i consumatori compreso tra i 30 e i 60 euro al mese.

    La diminuzione dell’indice IRS ha avuto un’altra conseguenza: la riduzione ai minimi della differenza tra tasso fisso e variabile. Non sorprende quindi vedere come sempre più italiani cerchino di assicurarsi queste condizioni estremamente favorevoli per tutta la durata del finanziamento; guardando alle richieste di mutuo raccolte a settembre emerge che il 93% degli aspiranti mutuatari ha optato per il tasso fisso; era l’86% a giugno 2019, l’84% a gennaio 2019.

    Puntando l’attenzione sugli altri valori principali emerge che l’importo medio richiesto a settembre 2019 è stato pari a 133.477 euro, vale a dire l’1,3% in meno rispetto a giugno 2019; il calo non deve però preoccupare perché legato, prevalentemente, all’aumento della richiesta di surroghe. In diminuzione anche il Loan To Value, il rapporto tra valore dell’immobile e valore del mutuo richiesto, passato nei 3 mesi analizzati dal 67% al 63%. La durata media dei piani di ammortamento richiesti è pari a poco più di 21 anni, mentre l’età media dei richiedenti è di poco superiore ai 41 anni. Se si guarda alle somme effettivamente concesse dalle banche emerge che nel mese di settembre gli istituti di credito sono stati più generosi; l’importo medio erogato è stato pari a 128.447 euro, in aumento del 3,2% rispetto a giugno 2019.

    Ad ottobre sono tornati i mutui al 100%

    Se è vero che settembre ha visto il ritorno della surroga, anche questi primi giorni di ottobre hanno portato importanti novità sul fronte dell’offerta mutui; alcuni Istituti sono tornati a proporre mutui al 100%, con tassi estremamente contenuti se paragonati al passato e senza necessità di ricorrere al Fondo Garanzia Prima casa.

    «Se fino ad oggi i mutui al 100% erano prodotti accessibili solo attraverso il Fondo Garanzia Prima casa o pagando tassi molto elevati, anche superiori al 4%, adesso alcuni istituti di credito sono tornati a proporre questa tipologia di finanziamento senza necessità di accedere al Fondo e con tassi di interesse estremamente contenuti, intorno al 2,5%, valori che fino allo scorso anno erano riservati a mutui all’80%», spiega Ivano Cresto. «Poter accedere a questa tipologia di prestito senza necessità di ottenere la garanzia dello Stato è una buona notizia anche per coloro che vorranno comprare casa nel prossimo futuro e non saranno più legati ad un Fondo le cui risorse potrebbero – come già successo in passato – esaurirsi».

     

    * Richieste raccolte tra giugno 2019 e settembre 2019 tramite i portali Facile.it e Mutui.it

  • Elaris Holding e Foresight Group LLP firmano un accordo quadro per il finanziamento di nuove infrastrutture nell’ambito delle energie pulite da parte di un fondo di nuova costituzione per un…

    Milano, dicembre 2016 – L’intesa ha l’obiettivo di favorire l’ampliamento degli investimenti realizzati da Elaris nell’ambito energetico, dal teleriscaldamento nel Nord Italia, agli interventi di project financing, fino alle centrali di cogenerazione termica-elettrica.

    Elaris Holding e Foresight Group, in capacità di gestore del “Italian Green Bond Fund” che è in fase di costituzione e raccolta, annunciano di avere firmato un accordo quadro per il finanziamento tramite sottoscrizione di bond di nuove infrastrutture energetiche nei campi del teleriscaldamento, dell’efficientamento energetico e della produzione di energia da fonti rinnovabili, attività core del gruppo Elaris, fino a concorrenza di 80 milioni di Euro, di cui 40 milioni già allocati in via preliminare e altri 40 da erogare nel prossimo biennio.

    Il fondo IGBF avrà una dotazione target complessiva di 200 milioni di Euro da investire in progetti nell’ambito delle energie rinnovabili, 40 dei quali già approvati per sottoscrizione dalla Banca Europea per gli Investimenti.

    Elaris Holding si è avvalsa della collaborazione di Foresight Group in qualità di arranger ed advisor per l’emissione di Green Bonds quotati sul mercato ExtraMOT, che serviranno a finanziare le nuove realizzazioni promosse da Elaris.

    Le iniziative oggetto di finanziamento sono attualmente in corso di Due Diligence, e le prime erogazioni dei fondi sono previste a partire da marzo 2017.

    Grazie al supporto finanziario dei Green Bond sottoscritti da IGBF, Elaris sarà in grado di ampliare il proprio portafoglio di asset:

    • Teleriscaldamento in Nord Italia (Settimo Torinese, Chivasso, Corsico, Cesano Boscone, Settimo Milanese);
    • Interventi di efficientamento energetico nella formula di project financing pubblico ed Energy Service Company (ESCO) privato;
    • Centrali di cogenerazione termica-elettrica da fonti rinnovabili e ad alta efficienza.

    I progetti combineranno la sostenibilità ambientale e l’efficienza energetica con la competitività rispetto ad altre fonti energetiche, per una riduzione delle emissioni inquinanti a vantaggio di tutta la comunità.

    Elaris Holding nasce nel 2014, da un’ alleanza di società aperte, con l’obiettivo di sviluppare progetti per la generazione e fornitura di energie rinnovabili competitive, che conducano alla valorizzazione delle risorse private e pubbliche, in modo da migliorare il livello di comfort e di servizio erogati all’utente nel rispetto dell’ambiente. ?Il 2015 rappresenta l’anno di crescita: Elaris, tramite?la neocostituita Riesco Srl,?acquisisce il Ramo d’Azienda della multiutility Pianeta/Global costruzioni Spa, impegnandosi irrevocabilmente all’acquisto entro il 15 aprile 2017. Nell’ambito dell’operazione, l’azienda subentra nelle quote di Enerchivasso Spa, titolare della concessione per la realizzazione e gestione del teleriscaldamento nella città di Chivasso (TO) e nelle quote di Idroalp, concludendo l’iter di approvazione per la centrale idroelettrica di Moliere (TO). L’anno si chiude con l’acquisizione della partecipazione di maggioranza?in ATECC Srl, azienda che gestisce ?il teleriscaldamento a Corsico e Cesano Boscone (MI) e della partecipazione di maggioranza in STENOM, società che gestisce il teleriscaldamento a Settimo Milanese (MI).? Il 2016 vede il consolidamento degli investimenti intrapresi: si ottimizza?la rete di Settimo Torinese, si costruisce la nuova centrale di backup da 60MW, si completa la rete di Chivasso e si inaugura?la centrale a biomassa di Solis. Elaris Holding è specializzata in partneriati tra pubblico e privato e in servizi energetici all’industria (SEU – Servizi Efficienti di Utenza.), oltre che servizi di facility management.

    IGBF è un fondo d’investimento in corso di costituzione indirizzato alla sottoscrizione di titoli di debito relativi alle energie rinnovabili e a progetti di efficientamento energetico in Italia. In particolare l’obiettivo del fondo è di fornire innovativi servizi di finanziamento sotto forma di mini-bonds destinati a piccoli progetti nel settore delle energie rinnovabili in Italia.

    Foresight Group è un gestore di Fondi indipendente, leader nel settore delle infrastrutture e del private equity. Attualmente gestisce oltre 2.5 miliardi di euro raccolti tra investitori istituzionali, family office e clientela retail.

    Foresight è attiva come fund manager nel Sud Europa, in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, con uffici a Roma, Londra, Nottingham e San Francisco. Attivi dal 2008 nel Sud Europa prevalentemente nel settore fotovoltaico. Con due fondi dedicati, Foresight European Solar Fund e ForVEI, hanno investito oltre 100 milioni di euro di equity in progetti fotovoltaici per una capacità installata totale di oltre 100MW, suddivisi tra Spagna e Italia.

    Foresight è attiva su tutta la catena del valore dell’investimento, curando lo scouting dei progetti, la strutturazione societaria e fiscale, l’investimento nonché il debito, bancario e non.