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  • Bruxelles a misura di famiglia

    L’arrivo della bella stagione è l’occasione ideale per una visita alla Capitale delle Capitali insieme ai bambini. Dalle installazioni interattive del Parlamento Europeo agli ambienti avveniristici dell’Atomium, dai personaggi dei fumetti alla dolcezza del cioccolato: a Bruxelles c’è solo l’imbarazzo della scelta!

    ATOMIUM, IL MONUMENTO SIMBOLO DI BRUXELLES

    Realizzato in occasione dell’EXPO del 1958, l’Atomium è il simbolo per eccellenza di Bruxelles e conta ogni anno più di 600.000 visitatori. La sua struttura a sfere, divenuta un pezzo unico nella storia architettonica europea, è la rappresentazione di un cristallo di ferro ingrandito 165 miliardi di volte. Il tema dell’EXPO era legato al progresso scientifico come strumento di evoluzione per la civiltà umana, e l’Atomium è proprio l’emblema della fiducia dell’uomo nella scienza e nel progresso.

    Le 9 sfere che compongono il monumento, con le loro cupole in acciaio inossidabile, hanno un diametro di 18 metri e sono collegate tra loro da un’imponente struttura metallica che ospita un complesso sistema di scale mobili: una volta all’interno, si vive un’esperienza surreale, attraverso spazi e volumi sbalorditivi, spesso paragonati a quelli di un sottomarino o di un’astronave degna di 2001: Odissea nello Spazio. A rendere ancora più coinvolgente la visita contribuiscono le numerose installazioni digitali multimediali che proiettano il visitatore in un’esperienza onirica multisensoriale.

    Le diverse sfere ospitano mostre temporanee e permanenti, come la retrospettiva dedicata alla storia del monumento, mentre nella sfera più alta si trovano un ristorante e un’ampia area panoramica, nella quale è possibile confrontare l’attuale skyline della città con quello del 1958.

    Proprio a pochi passi dall’Atomium si trova lo storico parco a tema Mini Europa, il modo perfetto per scoprire, divertendosi, tutti i segreti del Vecchio Continente. Inaugurato nel 1989, dispone di 350 modellini realizzati in scala 1:25 che rappresentano 80 città: una tappa obbligata per chi viaggia con bambini, che possono rimanere affascinanti dai monumenti più importanti, dalla Tour Eiffel al Big Ben, passando, naturalmente, per la Grand Place.

    PARLAMENTO

    E da un’icona del passato ad un protagonista del presente: anche il Parlamento Europeo si candida a tappa imprescindibile per un soggiorno “in famiglia”.

    Per il suo valore storico e politico in grado di affascinare un ampio pubblico, il Parlamento Europeo, con le attività interattive e istruttive proposte, rappresenta un’ottima meta per chi viaggia con bambini e ragazzi di ogni età. I più grandi potranno interessarsi alle visite guidate durante le sessioni di lavoro nell’Emiciclo e imparare la storia dell’Unione all’interno della House of European History decorata con i dipinti in stile Art Déco ispirati alle favole dell’autore Jean de la Fontaine; i più piccoli potranno scoprire i segreti dell’Unione Europea con le installazioni multimediali del Parlamentarium.

    Tanti anche i percorsi di visita disponibili: partendo, ad esempio, dalla Stazione Europa, costruita in uno stile che vede intersecarsi lo spirito dello storico quartiere Leopold e la nuova anima istituzionale della città europea, si può camminare per raggiungere tutti gli edifici principali come la Casa della Storia Europea, l’Emiciclo, al cui interno si tengono le riunioni del parlamento, e il Palazzo Europa che è la sede del Consiglio Europeo e dell’Unione Europea, costruito dall’architetto Michel Polak nel 1922 in perfetto stile Art Déco.

    FUMETTI

    Se gli eroi dei fumetti di ieri e oggi potessero scegliere un posto dove incontrarsi, quel posto sarebbe Bruxelles! Del resto, pochi Paesi hanno visto nascere così tanti personaggi di successo come il Belgio. In ordine rigorosamente cronologico, e solo per citarne 3: Tintin, reporter giramondo sempre alla ricerca di notizie e misteri da risolvere in compagnia del suo cane Milou, Lucky Luke, cowboy irriverente “che spara più veloce della propria ombra” nato nel 1946 come parodia del genere western, e i Puffi, folletti blu abitanti di un villaggio invisibile, fatto di casette a forma di fungo, in perenne lotta contro Gargamella, lo stregone aspirante alchimista.

    Bruxelles è un vero e proprio fumetto a cielo aperto: passeggiando nelle vie del centro, non è raro imbattersi in coloratissimi e giganteschi murales che riproducono personaggi e scene cult. A tutte le star delle “comics”, e ai loro numerosi fan, Bruxelles dedica il Musée de la Bande Dessinée, museo del fumetto realizzato all’interno di un palazzo Art Nouveau progettato dal celebre architetto Horta che, da solo, vale la visita. Tra memorabilia, bozzetti e altre sorprese, il museo promette un viaggio indimenticabile, alla scoperta della storia del fumetto e di tutti segreti dei personaggi più famosi.

    Merita una visita anche il Moof – Museum Of Original Figurines dove si ammirano le ricostruzioni 3D a grandezza naturale di tutte le serie più famose, e si possono imparare le tecniche utilizzate per la creazione dei cartoni animati prima dell’avvento del digitale.

    IL CIOCCOLATO, TRADIZIONE GASTRONOMICA DI BRUXELLES

    La colonna portante della tradizione gastronomica di Bruxelles è il cioccolato, a cui Visit Brussels dedica un focus con itinerari turistici, workshop e pacchetti a tema. Il cioccolato belga è conosciuto e apprezzato per il suo aroma particolarmente intenso e per l’utilizzo di materie prime eccellenti, a cominciare dal burro di cacao, realizzato con il 100% di cacao, senza grassi vegetali alternativi come l’olio di palma.

    Bruxelles, inoltre, è la patria mondiale della pralina, inventata nel 1902 da Jean Neuhaus sotto le arcate delle Gallerie Reali Saint-Hubert. Da allora, il profumo di cioccolato è una costante nelle vie che circondano la Grand Place, animate da decine di locali storici che propongono “manon”, “orangette”, tartufi e decine di altri capolavori del gusto: nomi del calibro di Galler, Godiva, Corné Port Royal, Café Tasse, Leonidas e Delacre … oltre naturalmente a Neuhaus che oggi, a oltre 120 anni dall’invenzione delle praline, ne offre più di 60 tipi diversi.

    Non solo profumi e sapori irresistibili: nella zona della Grand Place si può visitare un Museo che propone un entusiasmante percorso nel mondo e nella storia del cioccolato, dalle coltivazioni dei Maya e degli Aztechi di 3.000 anni fa alle tecniche di lavorazione più recenti, utilizzate per trasformare il cacao prima in cioccolato e poi in praline.

    Merita una sosta anche il BCV – Belgian Chocolate Village, la più grande esposizione dedicata al cioccolato di tutto il Belgio, pensata prevalentemente per un pubblico di bambini e ragazzi, che possono cimentarsi anche in golosissimi laboratori e degustazioni. Tra gli highlights, un’esposizione permanente di sculture in cioccolato che rappresentano l’Atomium e gli altri monumenti più famosi della città, e una serra tropicale che permette di osservare da vicino le piante di cacao.

    MAGRITTE E IL SURREALISMO

    Una pipa che non è una pipa, mele volanti al posto dei volti, uomini fluttuanti con la bombetta sul capo… e poi ombrelli, nuvole, colombe e tante altre icone, entrate nell’immaginario collettivo: è il surrealismo di René Magritte, artista eclettico in grado di appassionare tutta la famiglia.

    Originario della Vallonia, ha trascorso la sua vita artistica a Bruxelles e, dopo aver cambiato diversi indirizzi, si è stabilito nella zona di Jette in una residenza che è stata per 24 anni anche il suo quartier generale. Oggi quella casa è la Casa Museo René Magritte e permette di visitare gli ambienti nei quali ha vissuto l’artista, arredati ancora con i mobili dell’epoca, compresa la sala da pranzo dove ha dipinto quasi la metà delle sue opere. Ai piani superiori ospita una collezione di opere, fotografie, lettere e documenti personali che raccontano la storia di Magritte e dei suoi compagni surrealisti.

    L’altro “must” è il Museo Magritte nella centralissima Place Royale, che custodisce la più grande collezione al mondo dedicata all’artista: più di 200 opere tra dipinti, disegni, sculture, oggetti, poster pubblicitari, spartiti musicali, fotografie e, addirittura, filmati. Impossibile non lasciarsi ammaliare dal suo stile pittorico semplice e lineare, dall’ironia dei soggetti, dalle atmosfere fantastiche, magiche e sognanti che, oltre a divertire i bambini, stimolano il pensiero laterale degli adulti.

    TRENI E AUTO

    Altro che trenino! Train World è la nuova “attrazione” di Bruxelles, dedicata alle famiglie e a tutti gli appassionati del genere: si raggiunge in treno (ovviamente!) con partenza dalla Central Station e offre un’esposizione di locomotive e cimeli del passato, abbinati a tecnologie di nuova generazione e progetti per il trasporto ferroviario di domani. Train World comprende la rinnovata stazione Schaerbeek, dove si trova la biglietteria, e un padiglione di 8.000 m². L’antico edificio della stazione, risalente al 1887, è uno dei capolavori dell’architettura ferroviaria belga ed è un monumento storico. All’interno, è possibile ammirare la locomotiva a vapore più antica del Belgio, la “Pays de Waes”. O la locomotiva a vapore Tipo 12, che ha segnato il record mondiale di velocità del 1939. E ancora, ammirare lo sfarzo di autentiche carrozze reali o cimentarsi alla guida di un treno al simulatore. Ci sono anche centinaia di oggetti provenienti dal mondo ferroviario: uniformi, dipinti, modelli di treni e stazioni, foto e frammenti di film.

    Chi invece è incuriosito dalla storia dell’industria automobilistica e dall’evoluzione dei veicoli a motore nel corso degli anni, può visitare l’Auto World, la collezione d’auto più prestigiosa al mondo, inaugurata nel 1986 e ospitata nel sontuoso edificio del Palais Mondial di Bruxelles, situato nel Parco del Cinquantenario. Auto World è più di un semplice museo: qui si possono ammirare circa 250 modelli tra carrozze, motociclette, camion e automobili, costruiti tra la fine del XIX secolo e gli anni Novanta. I veicoli sono disposti secondo un percorso tematico che si sviluppa in base alle epoche e agli eventi che li hanno caratterizzati, con diverse ambientazioni scenografiche.

  • Covid: 16 milioni di genitori hanno sviluppato nuove paure legate ai figli

    Dalla didattica a distanza alla sospensione di tutte le attività sportive e ludiche, la pandemia ha avuto un impatto significativo anche sulla vita e sulla quotidianità dei più piccoli tanto che oltre 6 genitori italiani su 10, pari a quasi 16,5 milioni di individui, hanno dichiarato di aver sviluppato nuove paure legate ai figli, paure che non avevano prima della pandemia. È questo uno dei dati emersi dall’indagine che Facile.it ha commissionato agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat e realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta*.

    Le paure più diffuse

    Ma quali sono, nello specifico, le paure che i genitori hanno oggi per i propri figli? Tra coloro che hanno ammesso di avere preoccupazioni che si sono manifestate solo dopo il Covid-19, più di 1 rispondente su 3, pari a oltre 8,5 milioni di individui, ha dichiarato di temere che a causa dei lockdown l’anno trascorso possa avere avuto un impatto psicologico negativo sul proprio figlio.

    Continuando ad analizzare i dati dell’indagine è emerso che più di 1 genitore su 4 (26,8%), vale a dire circa 6,7 milioni di persone, ha ammesso di essere preoccupato che la didattica a distanza possa avere creato lacune nella preparazione scolastica dei figli; pochi meno (6,5 milioni, 26,3%) sono coloro che hanno manifestato la paura che i ragazzi usino i mezzi pubblici considerati come potenziale veicolo di contagio.

    Con il graduale allentamento delle restrizioni, inoltre, gli studenti sono tornati e torneranno sempre più alla quotidianità, sia per quanto riguarda le lezioni in aula che le attività di svago e sportive; questa progressiva normalità dopo più di un anno di limitazioni, però, ha destato in molti genitori nuove paure tanto che, secondo l’indagine di Facile.it, sono più di 4 milioni e mezzo (18,1%) coloro che hanno dichiarato di essere preoccupati che i figli possano incontrare gli amici. Tanti anche gli italiani (circa 3,5 milioni) che addirittura hanno ammesso di aver paura di far rientrare i figli a scuola.

    Ad avere sviluppato nuove paure sono soprattutto le mamme (67,1% vs 64,4% dei papà) e i residenti nel Meridione, dove la percentuale di coloro che ha ammesso di avere preoccupazioni che si sono manifestate solo dopo lo scoppio della pandemia sale al 74,9% (65,8%, invece, il dato a livello nazionale).

    «Questa pandemia ha scatenato paure e incertezze che hanno investito la nostra quotidianità e destabilizzato il “pianificato” futuro» – spiega la Psicologa Raffaela Messina –  «Preoccupante per i genitori è l’impatto che la chiusura della scuola e la didattica on line ha sui bambini di ogni età. La distanza dagli amici, la mancanza di intesa tra i banchi e della parola scambiata con il compagno, hanno reso l’apprendimento una costrizione sterile. Irritabilità, disattenzione e ritiro sociale ne sono il risultato; comportamenti con i quali paure e risorse dei genitori oggi ancor di più devono confrontarsi».

    Le paure più diffuse al Nord, al Centro e al Sud

    Dall’analisi a livello territoriale emerge che, nonostante i genitori del Nord Italia si siano rivelati i meno preoccupati del Paese (59,2% vs 65,8% nazionale), rimane comunque alto fra loro il dato relativo ai possibili risvolti negativi del lockdown dal punto di vista psicologico tanto che, quasi 1 rispondente su 3 (32,3%), ha ammesso apertamente di avere questa paura.

    La preoccupazione nel far rientrare i figli a scuola, invece, è condivisa dal 7,2% degli abitanti del Settentrione, la metà rispetto a quanto rilevato in tutto il Paese (14,2%); stessa considerazione va fatta per la paura che i ragazzi escano di casa, dove la percentuale è pari al 5,8% a fronte del 10,2% registrato a livello nazionale.

    Spostandoci al Centro Italia, dall’indagine è emerso come gli abitanti di quest’area risultino essere i più preoccupati dalle possibili conseguenze negative della didattica a distanza sul percorso formativo degli alunni; se a livello nazionale la percentuale è del 26,8%, nelle regioni del Centro il valore sale fino a raggiungere il 28,3%. La paura che i figli possano incontrare gli amici, invece, è condivisa dai residenti del Centro Italia in percentuale minore rispetto alle altre zone del Paese (14,2% vs 18,1% nazionale).

    È però nel Meridione che si registrano i valori più alti: se a livello nazionale la percentuale di genitori che ha ammesso di aver manifestato nuove paure per i figli a causa della pandemia è pari al 65,8%, al Sud e nelle Isole il valore raggiunge addirittura il 74,9%.

    Gli abitanti di queste aree si dichiarano perlopiù preoccupati che i diversi lockdown possano aver avuto un impatto psicologico negativo sul proprio figlio; ad ammetterlo sono il 37% dei genitori residenti al Sud e nelle Isole, percentuale più alta rispetto a quella nazionale (34,3%).

    Un ulteriore dato interessante emerso dall’indagine è che, tra i residenti di queste aree d’Italia, la percentuale di coloro che hanno paura di far rientrare i figli a scuola, pari al 22,6%, notevolmente superiore rispetto a quella rilevata in tutto il Paese (14,2%).

    Gli abitanti del Meridione e delle Isole si sono rivelati anche maggiormente preoccupati nel far prendere i mezzi pubblici ai figli (34,2% vs 26,3% nazionale).



    Nota metodologica: l’indagine è stata svolta tra il 29 aprile ed il 3 maggio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

  • Avv. Flavia Sagnelli intervistata al TG1 su Coronavirus e attualità

    Scuola chiusa? “Destabilizzante” il commento a bruciapelo di Flavia Sagnelli, già avvocato del Foro di Roma, presidente dell’Associazione Women Empowerment, curatrice d’arte e organizzatrice di eventi. Una donna impegnata nel lavoro e nel sociale, un riferimento per le persone che si affidano a lei per motivi di lavoro e personali. Oltre a tutto questo è anche madre di un bambino di quattro anni.

    Le famiglie e il Coronavirus

    Com’è la vita famigliare ai tempi del Coronavirus lo ha rivelato in un servizio andato in onda al TG1 giovedì sera, il 5 marzo. Se è normale sentirsi allo sbando quando tutte le certezze crollano e la routine è solo un lontano ricordo, con i figli a casa, il lavoro momentaneamente fermo oppure da reinventare, e mille altre limitazioni, lo è anche la necessità di rimettersi in gioco. In tutti i sensi.

    A tutti, ma alle donne in particolare, è richiesta efficienza in ogni campo della propria vita e quotidianità. Lavoro, famiglia, rapporti sociali, organizzazione, casa: le donne sono come abili giocolieri che devono e riescono a incastrare gli impegni e le responsabilità più disparati nell’arco di una sola giornata, settimana, mese o anno. Le donne hanno però anche un’altra qualità: quella di riuscire a trovare soluzioni immediate di fronte agli imprevisti.

    Flavia Sagnelli

    Gestione dell’emergenza

    In situazioni di normalità, nella vita quotidiana di una madre lavoratrice, ci sono aiuti esterni che le permettono di avere del tempo per occuparsi dei propri impegni, che siano di natura professionale e casalinga. La più importante realtà è sicuramente la scuola, quel luogo sicuro in cui un figlio è seguito, protetto e istruito per un numero di ore sufficiente affinché i genitori possano dedicarsi a provvedere alla famiglia in altri modi.

    Ma non oggi, non in questo inverno del 2020 in cui niente più è familiare e sa di quotidiano. Scuole chiuse, attività sospese e impossibilità di far giocare i bambini insieme.

    In questo scenario le mamme sono chiamate a “ricalcolare” tutto meglio di come farebbe un navigatore che lotta contro un conducente ostinato a scegliere un percorso alternativo.

    Se la mamma è una lavoratrice, poi, tutto diventa più complicato: come gestire uno o più figli, il lavoro e i cambiamenti del lavoro in questo periodo?

    L’intervista a Flavia Sagnelli

    A questi interrogativi ha cercato di rispondere Flavia Sagnelli, una mamma lavoratrice che gestisce un’associazione finalizzata a sostenere il lavoro femminile.

    Come avete preso la notizia della chiusura della scuola?

    Inizialmente è stato destabilizzante, saperlo di sera non ha dato modo di riorganizzarsi in tempo. Ma poi ho pensato che poteva essere un’opportunità: per rallentare e per passare del tempo con mio figlio che non fosse sempre di corsa.

    Penso che l’inevitabilità di tutto questo abbia un lato positivo. Dà la possibilità di ridimensionarci e tornare a godere di ciò che davvero ci appartiene e spero che, quando sarà finito, ce lo ricorderemo tutti e avremo cambiato qualche abitudine malsana.

    Flavia Sagnelli

    Come vi organizzerete nei prossimi giorni con il lavoro e il bimbo a casa e cosa cambierà rispetto alla vita di ieri?

    Ci organizzeremo il lavoro e le giornate in base agli impegni di entrambi che saranno per forza diversi rispetto al solito. Quello che non cambierà è l’aiuto reciproco che normalmente mio marito e io ci diamo avendo fatto la scelta di crescere nostro figlio senza terze persone. Siamo alla pari come genitori e come lavoratori. Sarà più complicato senza scuola, ma anche questa la trovo un’opportunità: siamo tutti troppo abituati a considerare la scuola come un “parcheggio” dove lasciare i figli. Adesso abbiamo la possibilità di insegnare, giocare, educare, ridere, annoiarci e anche scoprire dove arriva davvero la nostra pazienza.

    Sicuramente tutto questo sta avendo conseguenze spiacevoli e porterà difficoltà, soprattutto per il lavoro. Ma sono una persona positiva e ottimista e voglio vedere solo la parte buona di quello che sta succedendo: i cambiamenti portano sempre buone possibilità e miglioramenti se si sa dove guardare per cercarli.

    Nel lavoro sto modificando le modalità di svolgimento delle attività programmate, in modo tale da evitare che le donne che si affidano a me e credono nel progetto non rimangano inattive e, allo stesso tempo, cercare di facilitare la vita alle famiglie che devono restare a casa.

    Io intanto mi godo il mio bambino. Perderò la pazienza e mi annoierò, ma posso vederlo ogni minuto della giornata e questa cosa la trovo preziosa.

    Credo che ogni momento sia regalato e che non bisogna mai dare niente per scontato. Quello che sta accadendo in questo periodo lo mostra chiaramente, ci mette davanti agli occhi una realtà spesso sottovalutata: tutto può cambiare in un istante. Noi abbiamo il diritto e il dovere di godere della nostra vita e, dopo aver vacillato di fronte a cambiamenti importanti, dobbiamo reagire e prenderne il buono, che c’è sempre.

  • Madri lavoratrici: 25% di lavoro in meno tutti i giorni a parità di stipendio

    Mentre l’Italia continua a macinare record negativi in fatto di natalità (nel 2019, come certificato dall’Istat, si è registrato il minor numero di nascite di sempre, appena 435 mila), e il nord Europa si fa sempre più pioniere di buone pratiche in fatto di genitorialità (da ultimo il caso della Finlandia con 164 giorni di congedo retribuito per ogni genitore), c’è chi prova ad andare controcorrente, spingendo anche il nostro Paese verso nuovi orizzonti di welfare. È il caso di Automha, azienda leader nel settore dell’automazione intralogistica, che da quest’anno ha introdotto una nuova misura che prevede la riduzione del 25% dell’orario di lavoro, a parità di stipendio, per tutte le madri con figli di età compresa tra 1 e 10 anni.

    La misura nasce con l’obiettivo di favorire la conciliazione vita-lavoro, riconosciuta come valore sempre più importante soprattutto dalle nuove generazioni di lavoratori (Millennials e Generazione Z, in particolare). A beneficiarne sono tutte le donne impiegate in azienda, pari al 15,5% del totale dei dipendenti (118), concentrate soprattutto nei reparti Operation & Engineering (9), Amministrazione (4), Direzione (2), Risorse Umane (2) e Marketing e Comunicazione (1).

    Il provvedimento è automatico e alle lavoratrici è richiesto solo di comunicare la preferenza circa l’orario da adottare che sarà, appunto, di 30 anziché 40 ore alla settimana, pari al 25% in meno ogni giorno. Una proposta che nei primi due mesi di attivazione ha riscontrato soddisfazione da parte delle mamme lavoratrici e nessuna lamentela da parte degli uffici, dei clienti o dei fornitori. Non solo: la misura ha sviluppato un passaparola positivo che ha portato a un sensibile aumento del numero dei curriculum inviati spontaneamente in azienda da parte di personale femminile.

    L’attenzione per la conciliazione – vita lavoro è, del resto, uno degli aspetti a cui le lavoratrici prestano maggiore attenzione. Tra le ragioni per cui il nostro Paese ha indici così bassi di natalità vi è, infatti, proprio la difficoltà di conciliare l’avanzamento della carriera con la cura della famiglia. Non a caso, secondo uno studio della Lega Europea delle Cooperative, il 43% delle dimissioni in Italia è dettato da motivazioni familiari che hanno a che fare con la necessità di accudire i propri figli, anche alla luce degli alti costi degli asili nido. Per questo, l’iniziativa di Automha di ridurre del 25% l’orario lavorativo giornaliero di tutte le madri con bambini in età scolare, si pone come una vera e propria best practice.

    «Come azienda italiana è nostro dovere impegnarci a favore della società civile e questa misura è un investimento sociale di forte valenza umana. Siamo convinti che possa tutelare la salute personale, giovare sulle dinamiche familiari e private, diminuire lo stress e contribuire allo sviluppo della comunità. Siamo orgogliosi di essere i primi in Italia a proporre un’iniziativa di questo tipo e speriamo di poter essere un esempio positivo anche per tante altre realtà» commenta Giuseppe Stefanelli, Amministratore Delegato di Automha.

     

    LA STORIA 

    Vanessa Vaglietti, 37 anni, mamma di una bambina di 3 anni e mezzo sta beneficiando della misura per le mamme.

    «Sono Vanessa Vaglietti, ho 37 anni, una bambina di 3 anni e mezzo e lavoro in Automha dal 2011. Ho iniziato il mio percorso come receptionist, poi sono stata in maternità e al mio rientro mi è stata offerta la proposta di lavorare nel comparto Amministrativo e Back Office. Un bel salto in avanti, cosa che non accade molto spesso: dopo la maternità, l’azienda non solo non mi ha declassata, ma ha creduto in me, offrendomi un ruolo con maggiori responsabilità. L’ufficio in cui lavoro ora non esisteva fino a qualche tempo fa: è nato proprio a seguito del fatto che Automha ha deciso di investire in me, potenziando il Customer Service. Siamo diventati così un vero e proprio reparto.

    L’introduzione di questa misura per le mamme è un ulteriore passo avanti. Garantisce maggiore equilibrio tra vita privata e professionale, mi permette di passare più tempo con mia figlia, di andare a prenderla all’asilo, di portarla al parco. Momenti di vita quotidiana importanti, che non vanno trascurati. Prima contavo molto sull’aiuto e sulla disponibilità dei nonni, ora riesco a conciliare tutto molto meglio: due ore sono tante per una donna che deve gestire lavoro, casa, figli. Si è alzata la qualità della vita, con molto meno stress.

    Ritengo, quindi, che sia una possibilità importante per le future madri: Automha ha messo in atto un ottimo welfare, facendo un reale passo avanti verso il futuro».

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  • Il bello dell’autunno: weekend in famiglia alle Terme Catez

    L’autunno è ormai alle porte, con i suoi colori e le giornate terse, ma anche con le sue piogge e i primi freddi. Come fare dunque per assicurarsi un weekend di svago per tutta la famiglia, che sia piacevole e divertente con qualsiasi meteo? Niente paura! Le Terme Catez, a soli 200 km da Trieste e comodamente raggiungibili in autostrada, offrono anche per la stagione fredda tutto quello che serve per il relax degli adulti e il divertimento dei più piccini.

     

    In caso di brutto tempo, la Riviera Termale Invernale aspetta infatti i suoi ospiti con oltre 2.300 mq di superfici acquatiche termali al coperto, da poco completamente rinnovate e perfette per tutti i gusti.  Sono infatti numerossisime le attrazioni a disposizione, a partire dai giochi acquatici come il fiume con le rapide, il toboggan black hole con effetti luminosi oppure lo spazio dedicato al surf, perfetti per i membri scatenati della famiglia. I più piccini potranno invece godersi in tutta sicurezza la piscina a loro dedicata, profonda solo 20 cm, oppure cercare il tesoro della nave pirata.

    Chi invece preferisce un po’ di relax può scegliere le coccole della piscina con le onde, oppure la piscina con le postazioni con getti d’acqua, le vasche idromassaggio, le cascate, i lettini massaggianti e le postazioni whirpool. Il tutto immersi in un ambiente di realistici giardini colorati: fioriture di glicini, lavanda e magnolia, ma anche pini marittimi, ma anche palme, pappagalli e scimmie curiose.

    Per proseguire nel percorso di relax, dalla Riviera Termale è possibile accedere al Parco Saune che, su una superficie di 1.500 mq, accoglie 8 diverse saune tra cui scegliere (sauna cristallina, sauna vapore, sauna estrema, sauna indiana all’aperto, sauna salina, sauna a raggi infrarossi, aromasauna finlandese, sauna acquaviva), piscine rinfrescanti e relax e solarium abbronzanti. Alla fine dei trattamenti è possibile riposarsi sull’ampio terrazzo o concedersi una dolce pausa con una merenda rigenerante.

     

    E se il sole splende e la giornata è tiepida? Allora perché non approfittare di un bel giro in bicicletta tutti insieme? Terme Catez propone infatti un servizio di noleggio di e-bike, e-scooter e monopattini elettrici. Diversi i modelli disponibili, dalla e-bike allo scooter elettrico (utilizzabile anche da 2 persone), che garantiscono percorrenze fino a 50 chilometri, perfetti per muoversi all’interno del complesso termale di Terme Catez, ma anche per scoprire i suggestivi dintorni: attraversare i boschi e i frutteti della stupenda pianura di Brežice e Krško nella valle inferiore della Sava, lasciarsi conquistare dal fascino antico dei castelli della regione del Posavje (castlesofposavje.com), percorrere la strada del vino di Podgorjanci fino a giungere all’incantevole borgo medievale di Mokrice. Il tutto pedalando senza fatica, nel pieno rispetto della natura e con il piacere di un viaggio “on the road” alla portata davvero di tutti: ciclisti occasionali, anziani, famiglie con bambini o gruppi con preparazione fisica di livelli diversi.

     

    Le Terme Catez propongono pacchetti convenientissimi per le famiglie, scopriteli qui: https://www.terme-catez.si/it/tutte-destinazioni/offerta-speciale

     

     

    Terme Catez

    Nate nel 1925, data della fondazione del primo hotel del complesso, oggi con circa 12.000 m2 di sole superfici acquatiche nella famosa Riviera Termale, le Terme Čatež d.d. sono il più grande e rinomato complesso termale della Slovenia. La varietà dei suoi prodotti turistici colloca Terme Čatež tra le destinazioni più rinomate in Europa. Il “fil rouge” dello sviluppo e dell’offerta di Terme Čatež è costituito dall’acqua termale e dalle attrazioni acquatiche, che hanno reso Terme Čatež meta ideale per le vacanze 365 giorni l’anno.

    Oltre al polo centrale con sede a Čatež, cittadina a 180 km dall’Italia, la società gestisce strutture anche nelle cittadine slovene di Mokrice e Capodistria, garantendo così un’offerta completa che si compone di: trattamenti benessere, programmi sanitari, proposte sportive e ricreative (parco acquatico Riviera Termale con numerose attrazioni, golf, casinò, campi di calcio, pallavolo, servizi di ristorazione e congressuali). Numerose anche le possibilità di soggiorno: diverse strutture alberghiere – tra le quali anche il boutique hotel del castello medievale di Mokrice – il Terme Village, il campeggio immerso nella natura, gli appartamenti, le case mobili, le strutture del Villaggio Indiano o del Golfo dei Pirati. 

    Grazie all’introduzione di proposte turistiche sempre nuove, Terme Čatež si conferma sempre un passo avanti rispetto ai competitors e rafforza la propria posizione di “market leader” nell’ambito dell’intrattenimento acquatico e del tempo libero attivo.

     

     

    Per ulteriori informazioni:

    Emanuela Testori | PR Account

    1. + 39 345 6619255 – t. + 39 0432 886649

    [email protected]

     

  • “Smettila di essere un Genitore Infelice”

    Varedo – Il 15 maggio prossimo, presso l’Academy di Ristopiù Lombardia (Varedo, Via Monte tre Croci 5) si terrà un Evento Speciale in master class in seno alle attività di Corporate Social Responsibility dell’azienda. Roberta Cavallo, formatrice e consulente, l’autrice best seller più letta in Italia degli ultimi anni nel settore infanzia, terrà una master class di due ore, dalle 15 alle 17, dal titolo “Smettila di essere un Genitore Infelice”.

    Roberta Cavallo, fondatrice di BimbiVeri, aiuta i genitori a decifrare il comportamento e “gli indizi” dei figli per risolvere le incomprensioni e le difficoltà di educazione in ogni fascia di età. Come lei stessa ricorda, il suo compito è anche quello di “tradurre il libretto delle istruzioni” che consente a mamma e papà di decifrare i comportamenti dei piccoli, comprenderli e attuare le giuste scelte al momento giusto.

    Volto del programma Tv “4 Mamme” (FoxLife e Tv8) dal 2017, ha all’attivo ben 5 libri best seller, che sono stati tradotti in spagnolo, russo, francese. Le sue teorie e consigli sono anche da lei divulgati al pubblico attraverso tour per le città italiane che riprendono i contenuti dei vari volumi.

    Consigli concreti per condividere la felicità

    l’Evento Speciale in master class che Roberta Cavallo terrà in Ristopiù Lombardia affronta le criticità quotidiane del genitore moderno, spesso sotto stress, con poco tempo a disposizione per fare tutto, o incapace di essere realmente felice (con la contestuale paura di trasmettere insicurezza o infelicità ai propri figli). La scrittrice e formatrice condurrà i presenti per mano e li aiuterà a passare dalla fase “genitore infelice” alla fase “Genitore Super Felice”, e a creare un rapporto di fiducia e sintonia con i figli in ogni fase della crescita.

    Tra gli argomenti del workshop la gestione efficace dei no, dei capricci e del nervosismo; gli ingredienti per costruire la  sicurezza e la serenità del genitore in ogni situazione; come mantenere calma e lucidità, come migliorare la qualità del tempo che si trascorre coi figli.

    “Siamo davvero entusiasti – spiega Debora Gotti, Responsabile Marketing di Ristopiù Lombardia – di ospitare Roberta Cavallo e la sua carica di emozioni positive. La sua esperienza porterà tutti i genitori presenti a sentirsi maggiormente confidenti nel loro ruolo; a passare dalla fatica al sorriso, a tutto beneficio della famiglia”.

    “Come Ristopiù Lombardia –completa il Presidente Giuseppe Arditi – sosteniamo ogni iniziativa che possa migliorare la quotidianità delle persone, all’interno e all’esterno dell’azienda: crediamo infatti che welfare e sostegno siano concetti che debbano essere tradotti e concretizzati in progetti tangibili. Roberta ci darà una mano – con le sue preziose parole – a diventare sempre più una Smile Company”.

    La partecipazione alla master class “Smettila di essere un Genitore Infelice” è aperta al pubblico. L’ingresso ha un costo di 30 euro per i privati; di 20 euro per i possessori di Partita Iva che non aderiscono alla Risto Quality Card (la carta fedeltà di Ristopiù Lombardia). È invece gratuito per i possessori della Risto Quality Card.

     

    È possibile completare direttamente l’iscrizione cliccando al seguente link https://ristopiulombardia.it/ristopiulombardia/iscrizione-masterclass-speciale.aspx

    oppure contattando il Service Center al numero verde 800078844.

  • Il mondo delle quattro ruote a misura di famiglia: l’evento a Treviso presso la nuova concessionaria BMW Autostar

    Sabato 10 e domenica 11 novembre il Gruppo Autostar ospita un nuovo speciale appuntamento dedicato a tutte le famiglie: si tratta di BMW Family&Kids Tour, l’evento itinerante dedicato ai bambini e al tema della sicurezza stradale.

     

    Durante le due giornate, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00, lo showroom BMW a Villorba si trasformerà in un’entusiasmante città a dimensione di bambino, all’interno della quale i più piccoli, tra pannelli e segnali stradali, saranno invitati a scatenare la creatività attraverso una serie di laboratori che li vedranno impegnati a disegnare la propria vettura preferita, progettarne una di fantasia e immaginare nuovi percorsi stradali da realizzare con le costruzioni in legno. Giocando insieme, i bambini potranno inoltre sfidarsi con vetture giocattolo radiocomandate e mettersi alla prova in divertenti percorsi di guida su bici e baby racer BMW, per aggiudicarsi così il loro primo passaporto personalizzato

    I piccoli ospiti, accompagnati dai loro genitori, potranno inoltre visitare l’officina della concessionaria Autostar per scoprire tutti i trucchi del mestiere di meccanico e gli affascinanti segreti dei motori BMW

    Per mamme e papà è previsto un programma altrettanto coinvolgente: mentre i piccoli giocano, l’esperto di prodotto sarà a disposizione dei più grandi per presentare le ultime novità della gamma e i modelli BMW Serie 2 Active Tourer e BMW Serie 2 Gran Tourer, sui quali sarà possibile effettuare, in esclusiva, un Test Drive.

    L’appuntamento è aperto a tutti ed è fissato per il 10 e l’11 novembre, presso la concessionaria BMW del Gruppo Autostar in via Roma n°141, Carità, Villorba (TV).

    Tutti gli aggiornamenti in tempo reale sono disponibili su FB alla pagina dell’evento: https://www.facebook.com/events/1609618149139282/

  • Tra poche ore il via al nuovo Master in Pedagogia Familiare – la grande emozione di un nuovo inizio

    Grande emozione per l’imminente inizio di una nuova edizione del Master in Pedagogia Familiare INPEF.  Se “Notte prima degli esami” accompagna di generazione in generazione i giovani maturandi, “qualche giorno al via della nuova edizione” interpreta, allo stesso modo, l’emozione che caratterizza l’inizio di una nuova esperienza.

    «È proprio questo il clima – afferma il Presidente Palmieri – che ci coinvolge in queste ore. Ed è anche il desiderio di abbracciare appieno quanto le “matricole” già ci inviano attraverso i social e in fitti scambi di mail: “non vedo l’ora che inizi… è per me un grande onore essere stata ammessa… sto realizzando un progetto che ho sempre desiderato portare avanti“.

    In effetti, la professione del Pedagogista Familiare e il lavoro preparatorio attraverso il Master biennale rappresentano una grande sfida sia culturale che sociale. La Pedagogia Familiare, infatti, è la prima Scienza Professionale che ha come sua Carta di servizio, come sfondo integratore e come Linee Guida la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e quella dei Diritti del Fanciullo».

    Non si tratta, dunque, esclusivamente di un percorso formativo; la notizia, infatti, è che il lavoro scientifico intorno alla Pedagogia Familiare, nata in maniera pionieristica molti anni fa grazie alla intuizione italiana di Vincenza Palmieri, continua ad articolarsi e ad evolversi sempre di più, a seguito di stimoli da parte di tutti coloro i quali in questi anni hanno lavorato nell’ambito della Pedagogia Familiare.

    L’ultimo Congresso Internazionale tenutosi a Montecitorio – con la partecipazione di rappresentanti ONU, testimonial dei Diritti Umani, esponenti del Governo, missionari africani, accademici internazionali – ha, poi, aperto nuovi, originali filoni di ricerca scientifica e nuove Intese.

    Inoltre, la Pedagogia Familiare si connota come una Scienza in crescita, che tiene conto dell’evoluzione sociale, dell’organizzazione economica, dei cambiamenti geografici che stanno investendo la nostra società.

    E, soprattutto, tiene conto delle nuove fragilità delle famiglie che sono portatrici di quei bisogni su cui il Pedagogista Familiare va ad intervenire. Non dimentichiamo le famiglie “oncologiche”, le famiglie che hanno subito degli allontanamenti, quelle adottive, multirazziali, multiproblematiche che sono a loro volta il cuore della ricerca.

    «In questa fase – conclude il Presidente Palmieri – ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla crescita della Pedagogia Familiare, gli studenti, i docenti e soprattutto i Pedagogisti Familiari ANPEF, con l’augurio di un nuovo anno accademico ricco e proficuo per tutti».

    http://www.pedagogiafamiliare.it/file/Master_Pedagogisti_Familiari.html

    Vi aspettiamo sempre più numerosi!

  • Presentato oggi a Roma il nuovo Master in Pedagogia Familiare INPEF – l’evoluzione di un percorso scientifico costantemente ancorato ai bisogni delle famiglie e della società –

    Presentato oggi a Roma il nuovo Master in Pedagogia Familiare INPEF.
    Non si tratta esclusivamente di un percorso formativo; la notizia, infatti, è che il lavoro scientifico intorno alla Pedagogia Familiare, nata in maniera pionieristica molti anni fa grazie alla intuizione italiana di Vincenza Palmieri, continua ad articolarsi e ad evolversi sempre di più, a seguito di stimoli da parte di tutti coloro i quali in questi anni hanno lavorato nell’ambito della Pedagogia Familiare.

    I Pedagogisti Familiari ANPEF, dunque, che hanno messo in pratica e standardizzato i primi modelli operativi e criticamente hanno portato novità anche in ambito progettuale e contenutistico ma grazie anche alle sollecitazioni interne da parte degli studenti che, nel corso degli anni, hanno frequentato il master e hanno presentato interessanti istanze in tal senso.

    L’ultimo Congresso Internazionale tenutosi a Montecitorio – con la partecipazione di rappresentanti ONU, testimonial dei Diritti Umani, esponenti del Governo, missionari africani, accademici internazionali – ha, poi, aperto nuovi, originali filoni di ricerca scientifica. Pertanto gli studi, ampliandosi, hanno dato modo ulteriormente di rendere il programma sempre più aderente alla ricerca scientifica e, contemporaneamente, in costante contatto con i bisogni del territorio e della società tutta.

    A questo non possiamo non aggiungere anche l’evoluzione legislativa e giurisprudenziale al riguardo, grazie alla Legge 4/2013, che ha organizzato le nuove libere professioni ma ha anche fissato una serie di paletti a garanzia degli utenti del servizio e degli stessi professionisti.

    Tale cambiamento legislativo – assieme all’istituzione dei Registri Nazionali, alla formazione continua, all’attestazione di qualità e a tutti i servizi previsti o prodotti dagli stessi professionisti – rende questa scienza sempre più attuale.

    Inoltre – possiamo dire con una punta di orgoglio – a differenza di altre scienze che rimangono statiche a tal punto da rappresentare l’archeologia dei modelli interpretativi e di intervento sui bisogni della persona e della società, la Pedagogia Familiare si connota come una Scienza in crescita, che tiene conto dell’evoluzione sociale, dell’organizzazione economica, dei cambiamenti economici e geografici che stanno investendo la nostra società.

    E, soprattutto, tiene conto delle nuove fragilità delle famiglie che sono portatrici di quei bisogni su cui il Pedagogista Familiare va ad intervenire. Non dimentichiamo le famiglie “oncologiche”, le famiglie che hanno subito degli allontanamenti, le famiglie adottive, le famiglie multirazziali, multiproblematiche che sono a loro volta il cuore della ricerca.
    Per questa ragione, il prodotto culturale in uscita va ad assumere una cornice su cui siamo sempre pronti a continuare a regalare riflessione ma anche buone pratiche.
    Lo scopo trasversale rimane, infatti, sempre lo stesso: la difesa dei Diritti Umani e dei Diritti dei Bambini attraverso le buone pratiche della Pedagogia Familiare.

    Vi aspettiamo davvero numerosi!

    Per maggiori informazioni cliccare qui

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  • SAVE THE DATE “Troppi per essere vero: la filiera diagnostica in Italia” – Dal Diritto allo Studio al Diritto all’Apprendimento

    Roma, 26-27-28 ottobre

    A 7 anni dall’entrata in vigore della legge 8 ottobre 2010 n. 170, l’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare organizza, come ogni anno,  la manifestazione culturale e sociale “Troppi per essere vero: la filiera diagnostica in Italia“, che prenderà avvio nell’ambito del convegno “Dal Diritto allo Studio al Diritto all’Apprendimento” che si svolgerà il 26 ottobre – dalle ore 15 alle ore 18 – presso la SALA ZUCCARI DEL SENATO DELLA REPUBBLICA. Nelle successive giornate del 27 e del 28 ottobre – dalle ore 10 alle ore 18 – si terranno seminari tematici e attività laboratoriali condotti da esperti ed esponenti del mondo politico, accademico, scolastico, giornalistico, giuridico e pedagogico-familiare.

    La partecipazione alla conferenza che si terrà il 26 ottobre presso la Sala Zuccari del Senato è gratuita, con prenotazione obbligatoria.

    Le tre giornate saranno un’occasione per riflettere sulla necessità di potenziare e condividere conoscenze e metodologie utili a realizzare interventi didattici appropriati ed adeguati alle necessità formative e ai tempi di apprendimento di ciascun alunno, evitando il rischio di associare temporanei bisogni individuali a permanenti difficoltà cognitive e/o strumentali.
    Le riforme sociali e gli impegni legislativi recenti rappresentano – a parere della Prof.ssa Palmieri, Presidente dell’INPEF – le risposte possibili per il cambiamento auspicato dalle famiglie e anche dagli stessi insegnanti, che vogliono tornare a ricoprire il ruolo di educatori e formatori, contrastando il rischio della medicalizzazione dell’apprendimento.

    L’iniziativa rientra tra le attività formative per le quali può essere concesso – al personale docente – l’esonero dal servizio ai sensi della Nota MIUR 02.02.2016-Prot. n. 3096

     

    INFO E CONTATTI:

    Ufficio Stampa INPEF – Tel/fax: 06.5803948

    [email protected]

  • In uscita per Leucotea Project “Figlia della mattanza” della scrittrice Melina Craxi.

    Un’intensa opera sul destino avverso e contro il quale sembra inutile lottare.

    Con protagonista un’adolescente che non conosce il significato di famiglia, ma molto bene quello di violenza, l’opera si dipana come un diario negli intricati labirinti della mente.

    Sofia, come un tonno condotto alla mattanza, attraversa il lungo cunicolo che la porta a relazionarsi con la famiglia, con la società e con se stessa, in una continua ansia di trovare la felicità tanto agognata.

    Solo l’amore le darà la forza di lottare per sfuggire alla triste sorte della tonnare.

    Un perverso gioco che la porterà ad odiare e allo stesso tempo a cercare una madre alla quale importa solo di se stessa e una sorella, che subìto lo stesso destino di violenza e abuso, la odierà come meccanismo di difesa di una fragilità che non va mai mostrata.

    La costruzione di una maschera di sarcasmo e ironia sarà lo scudo di Sofia, un modo di relazionarsi con un mondo impossibile da escludere completamente, senza mostrare le cicatrici del suo cuore e della sua anima.

    Una narrazione non sempre lucida che rende autentici i momenti di alienazione dovuti alla droga, spesso usata dalla protagonista come fuga.

    Un’opera intensa e cruda dalla profonda analisi psicologica, scrittura agile e spesso intrisa di poesia.

    Melina Craxi è nata il 20 giugno del 1977 in Sicilia (Messina).

    Vivendo e crescendo in quartieri “difficili” ha avuto modo di conoscere e vivere diverse realtà, che le hanno ispirato i personaggi pittoreschi e tormentati dei quali ama scrivere.

    Da nove anni vive in Piemonte, con i suoi due figli, il suo compagno di vita e un felino pazzo, Penelope.

    Adora leggere soprattutto i thriller psicologici, ma non disdice neanche i fumetti. Appassionata di serie tv, documentari storici e i Simpson. Ama le piante e i fiori, ma soffre di “pollice nero”; il mare, ma non sa nuotare; la musica rock, ma è stonata.

    Scrivere… non sa se è una cosa che davvero sa fare, ma è l’unica cosa che le viene spontanea da sempre.

  • La scuola degli elfi

    L’Associazione Culturale Nessuno, grazie alla collaborazione delle Biblioteche Civiche Torinesi ed il contributo della Circoscrizione 8 della Città di Torino, ha realizzato un nuovo progetto che offrirà a tutte le famiglie una settimana di attività culturali e creative per grandi e piccini totalmente gratuite. La Scuola degli Elfi, questo il nome del progetto, avrà luogo presso il Polo Culturale Lombroso16 e la Biblioteca scolastica Shahrazad, quartiere San Salvario, dal 12 al 18 dicembre 2016 e si concluderà con una grande festa di Natale mercoledì 21 dicembre presso la Biblioteca scolastica Shahrazad.

     

    La Scuola degli Elfi è il nuovo progetto dell’associazione Culturale Nessuno che dopo il grande successo di Leggo! Libraries on the road, vincitore del Bando Open della Compagnia di San Paolo 2016, cerca di regalare alle famiglie della città la magia del Natale. Grazie al contributo della Circoscrizione 8 questo sarà possibile dal 12 al 18 dicembre 2016 attraverso un programma ricco di iniziative ed attività che, in alcuni casi, coinvolgeranno l’intera famiglia.  Nei prossimi giorni, più di 5000 inviti contenenti i BONUS OMAGGIO verranno distribuiti presso tutti gli asili nido, le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie della Circoscrizione 8, e nei principali luoghi di aggregazione per famiglie e bambini. Inoltre, sarà possibile ritirare i buoni presso la Biblioteca Civica N. Ginzburg nei giorni di apertura previsti. Tutte le prenotazioni ai corsi e alle attività dovranno pervenire entro il 6 dicembre. Le attività proposte sono state realizzate grazie alla collaborazione di tutte le associazioni, realtà e liberi professionisti che già da anni collaborano col Polo Culturale Lombroso16 e che da sempre promuovono la cultura nella nostra città.

    Tutte le info utili per partecipare:

    Come fare per prenotarsi? PER PRENOTARE DUE ATTIVITA’ GRATUITE E’ NECESSARIO POSSEDERE UN PIEGHEVOLE DE “LA SCUOLA DEGLI ELFI” CONTENENTE I BUONI OMAGGIO I pieghevoli saranno distribuiti in tutta la Circoscrizione 8 è potranno essere ritirati presso la Biblioteca Civica N. Ginzburg nei suoi orari di apertura: lunedì 15.00-22.00; martedì 14.0019.45; mercoledì 14.00-22.00; dal giovedì al sabato 8.15-14.00;

    • Consulta sul pieghevole o sul sito www.lombroso16.it le attività de “La Scuola degli Elfi” in programma dal 12 al 18 dicembre 2016;
    • Scegli due attività a cui vuoi partecipare ed effettua la prenotazione seguendo una di queste modalità:

    – MAIL scrivi una mail a [email protected] con i seguenti dati:

    nome attività / giorno /ora /nome è cognome dei partecipanti/indirizzo di residenza

    – SPORTELLO puoi iscriverti di persona presso il Polo Culturale Lombroso16 dall’1 al 6 dicembre nei seguenti orari:

    giovedì 1 dicembre dalle 16.00 alle 20.00

    venerdì 2 dicembre dalle 11.00 alle 15.00

    lunedì 5 dicembre dalle 16.00 alle 20.00

    martedì 6 dicembre dalle 11.00 alle 15.00

    • Vieni al Polo Culturale Lombroso16 i giorni in cui si svolgono le attività prescelte è consegna al docente il BUONO OMAGGIO che trovi nel pieghevole (1 per ogni attività);
    • E possibile iscriversi alle attività fino ad esaurimento dei posti disponibili (200 posti);
    • Le iscrizioni chiuderanno martedì 6 dicembre alle ore 18.00

     

    PROGRAMMA

    Lunedì 12 dicembre

    ARTETERAPIA MAMMA BAMBINO | 3-6 anni

    a cura delle Dott.sse Isaura Nucci e Federica Lorenzini

    17.00-18.00

    SALA ROSSA

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

    ARTETERAPIA BIMBI | 6-10 anni

    a cura delle Dott.sse Isaura Nucci e Federica Lorenzini

    18.00-19.00

    SALA ROSSA

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

    LABORATORIO DI ESPRESSIVITA’ CORPOREA “CORPO E FANTASIA” | 5-7 anni

    a cura di Ass.ne LA MIA TATA

    17.00-18.00

    LAB16

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

    LA FIABA NELLA RELAZIONE ADULTO-BAMBINO | per genitori

    a cura della Dott.ssa Maria Teresa Sagna

    21.00-23.00

    SALA MOLINARI

    ingresso libero

     

    Martedì 13 dicembre

    CHRISTMAS LAB TEATRO | dai 6 anni

    Favole natalizie, improvvisazione e giochi teatrali

    A cura di Ass. Cult. SONOS

    17.00-19.00

    SALA BLU

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

    100% TISSU | genitori e figli

    Carta di stoffa! Tira su le maniche puoi sbagliare e rifare.

    a cura di Officine Sistemiche

    17.00-19.00

    SALA ROSSA

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

    KINDERMUSIK STORY TIME | 1-7 anni

    a cura di kindermusik with Federica

    Letture di libri natalizi in inglese con approfondimenti linguistici in inglese e esplorazione di strumenti musicali

    16.30-18.30

    LAB16

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

    Mercoledì 14 dicembre

     

    CANTARE LE PERCUSSIONI | dai 6 anni

    Si costruiscono le percussioni con oggetti atipici e si canta insieme al ritmo

    a cura di Ass. Cult. SONOS

    17.00-18.30

    LAB16

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

    ENGLISH IN THE AFTERNOON IN THE LIBRARY SHAHRAZAD | 12-14 anni

    a cura delle biblioteche Civiche Torinesi (Conduce: Cinzia Morone)

    16.30-18.30

    BIBLIOTECA SHAHRAZAD

    ingresso libero

     

    Giovedì 15 dicembre

    CHRISTMAS CODINGLAB@LOMBROSO16 | 8-10 anni

    Due incontri per avvicinare alla programmazione in modo divertente bambine e bambini dagli 8 ai 10 anni

    a cura di Codemotion Kids

    17.00-19.00

    SALA MOLINARI

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

    “CREA CON MAMMA e PAPà” | Genitori e bimbi dai 4 ai 10 anni

    Laboratorio di cucito per creare insieme un libro natalizio in tessuto

    a cura di Giulia Menzio

    17.00-19.00

    LAB16

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

    EMOZIONI IN FIABA | 4-8 anni

    i bambini saranno accompagnati alla scoperta delle emozioni narrando e creando le proprie storie

    a cura delle Dott.sse Cecilia Allasina e Tanja Di Piano

    17.00-18.30

    SALA BLU

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

     

    Venerdì 16 dicembre

    CHRISTMAS CODINGLAB@LOMBROSO16 | 8-10 anni

    Due incontri per avvicinare alla programmazione in modo divertente bambine e bambini dagli 8 ai 10 anni

    a cura di Codemotion Kids

    17.00-19.00

    SALA MOLINARI

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

    CREATIVE | dai 6 anni

    laboratorio di disegno

    a cura di Ass. Cult. SONOS

    17.00-19.00

    SALA BLU

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

    INCONTRI DI SOSTEGNO ALL’ALLATTAMENTO | mamme e figli

    a cura de La Leche League

    17.00-19.00

    LAB16

    ingresso libero

     

    Sabato 17 dicembre

    WORKSHOP DI RIFLESSOLOGIA PLANTARE E NATUROPATIA PER GENITORI, per genitori

    a cura di Federica Bertocco

    10.00-12.00

    SALA ROSSA

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

    STAMPA 3d: COME CREARE LA TUA DECORAZIONE PER L’ALBERO DI NATALE | per genitori e figli

    a cura di 3ditafashion

    10.30-12.30

    SALA MOLINARI

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

     Domenica 18 dicembre

     

    DOMENICHE DISNEY | genitori e figli

    proiezione del film Mulan + laboratorio per costruire un drago

    a cura di Theatrum Sabaudiae Torino

    15.30-18.00

    SALA MOLINARI

    * iscrizione con BUONO OMAGGIO

     

    Mercoledì 21 dicembre

    FESTA NATALIZIA DELLA “SCUOLA DEGLI ELFI”

    con LETTURE SUL NATALE

    Letture natalizie per bambini delle elementari

    a cura delle biblioteche Civiche Torinesi (Conducono: Caterina Carere e Matilde Tresalli)

    17.00-18.30

    BIBLIOTECA SHAHRAZAD

    ingresso libero

     

    POLO CULTURALE LOMBROSO16 Via Cesare Lombroso 16 10125 Torino [email protected] www.lombroso16.it

     

  • Oggi in uscita per Edizioni Leucotea “L’eterna danza della vita” l’ultima fatica letteraria di Marianna Costa

    Ogni anno le molte vittime della strada lasciano famiglia ed affetti nel dolore, una condizione di disperazione per aver perso i propri cari e dalla quale non si può guarire ma con cui bisogna imparare a convivere.

    Rimasto solo dopo un terribile incidente stradale, Sauro si isola in un presente di ‘non vita’, le sue giornate non sono altro che il susseguirsi meccanico delle azioni. L’unico suo compagno è il dolore, che si amplifica dei ricordi delle giornate felici e dei sogni infranti.

    La perdita prematura della moglie e della figlia lo isolano dal tessuto sociale, e sembra non ci sia soluzione per questa situazione.

    Un giorno, di ritorno dal lavoro, trova davanti al suo portone un cane. Questo primo incontro lo porterà a fare la conoscenza di Irene, una giovane donna che vive per strada e che come lui sa cosa sia la disperazione. Sarà l’inizio di un’amicizia e una possibilità di riappropriarsi della vita.

     

    Marianna Costa dopo la Laurea in Sociologia diviene funzionario di un ente pubblico. Torna a pubblicare per i tipi Leucotea dopo ‘Storia di Noemi’ romanzo che narra le difficoltà delle adozioni in Italia.

     

    Marianna Costa

    L’eterna danza della vita

    ISBN: 978 88 97770 46 6

    € 12,90


     

  • La Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo: 9 Ottobre 2016

    http://www.famigliealmuseo.it

    9 OTTOBRE 2016. “La Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo” è una giornata speciale. Tutta la famiglia si ritrova assieme al museo per godere dell’arte di altri tempi, per scoprire il territorio in cui vive e le sue tradizioni, per imparare divertendosi, per crescere confrontandosi con gli altri. I musei si trasformano in spazi colmi di colori, risa, voci, movimenti, domande, musiche; in luoghi in cui ascoltare delle storie da parte di personale cordiale e accogliente, in cui giocare, chiedere, creare, inventare, rappresentare. Così nel cuore dei più piccoli e nei grandi resterà forte il desiderio di ripetere ogni volta che sarà possibile quell’esperienza unica. Una giornata in cui la parola d’ordine è “stupirsi” fino a non poter più fare a meno della bellezza che ci circonda e in cui condividere il piacere di goderla con coloro a cui vogliamo bene.

    Ogni museo – piccolo o grande che sia – può aderire, senza alcun contributo d’iscrizione e nella modalità che più preferisce: alcuni proporranno la gratuità, altri organizzeranno laboratori e attività speciali dedicati alle famiglie. Per i musei che desiderano partecipare basta accedere al sito www.famigliealmuseo.it, portale consultabile anche dalle famiglie per informazioni sui programmi dei musei aderenti.

    Ogni anno F@Mu – ideata da Kid Art Tourism – è centrata su un filo conduttore diverso. In occasione delle Olimpiadi, quest’anno il tema è GIOCHI E GARE AL MUSEO, il museo palestra della mente.
    Il 2016 è un anno olimpico. Quest’estate vedrà il rinnovarsi della competizione atletica più nota e famosa, che ha visto la sua prima edizione nell’antica Grecia, nel 776 a.C. Le Olimpiadi antiche erano qualcosa di profondamente integrato nella società e nella cultura: coinvolgevano aspetti religiosi, politici, economici. Le gare costituivano un momento di grande partecipazione e condivisione per la comunità: persino i conflitti bellici si interrompevano per consentirne lo svolgimento e la partecipazione. Gli atleti vincitori nelle competizioni olimpiche divenivano illustri nelle città di provenienza e venivano coperti di onori; agli ideali di agonismo e attività atletica erano intimamente connessi valori etici di lealtà e coraggio, altamente considerati nella società; allo sport erano associati valori positivi di integrità e nobiltà. La Giornata delle Famiglie al Museo vuole legarsi quest’anno ad una ricorrenza così importante proponendo un tema che sia riconducibile alla GARA vista come GIOCO, singolo o di SQUADRA e come occasione in cui confrontarsi con gli altri cercando di dare il meglio di se’: i musei per un giorno diventeranno stadi e palestre, luoghi interattivi in cui allenare la mente. Giocando, gareggiando, confrontandosi i più piccoli, sostenuti nell’impresa dai familiari, i bambini potranno apprendere l’arte, la storia, la scienza, le tradizioni; una mente allenata e ben esercitata, proprio come il corpo di un atleta, sarà reattiva e pronta ad affrontare sfide culturali sempre più difficili.

    L’evento quest’anno ha ricevuto inoltre il patrocinio dell’ ICOM (International Council of Museums) Italia e della Federazione Italiana dei Club e Centri per l’Unesco. Promossa dall’Associazione Famiglie al Museo ed organizzata da professionisti del settore, F@Mu 2016 si avvale della collaborazione della casa editrice SILLABE per l’ufficio stampa e la logistica e di WAYPRESS Srl per il media monitoring. Sondaggi ed elaborazione dati a cura del Centro Studi Santagata di Torino, webhosting e assistenza forniti da ERGONET.

    Coop darà quest’anno il suo importante contributo come MAIN SPONSOR dell’evento.

    Matì e Dadà, i due personaggi protagonisti del cartone animato “L’Arte con Matì e Dadà”, – il primo cartoon RAI a occuparsi di arte a misura di bambino – e di una nuovissima collana di libri per bambini della casa editrice Sillabe, sono anche quest’anno Testimonial Ufficiali dell’evento. Alcuni episodi della serie coprodotta da Achtoons e Rai Fiction saranno proiettati nei musei aderenti alla manifestazione; inoltre alcuni libri della collana “L’Arte con Matì e Dadà“ saranno offerti ai bambini vincitori del concorso Nazionale F@Mu.

    Il canale RAI NEWS 24 si conferma anche per il 2016 media partner dell’evento.

    Anche quest’anno F@Mu, in collaborazione con Sillabe e Achtoons, si occuperà della pubblicazione di un piccolo libretto dedicato alla Giornata. Giochi, attività e tanti consigli utili per visitare la sede espositiva ed avvicinarsi alle opere d’arte accompagneranno i bambini nel loro percorso esplorativo. La pubblicazione, sarà stampata in 40.000 copie, consegnata gratuitamente nei Musei F@Mu 2016 e distribuita a tutte le famiglie durante il giorno dell’evento.

    “Giornata Nazionale delle Famiglie @l Museo” del 9 di ottobre 2016 vuole essere uno strumento per favorire questo incontro; un’occasione per mostrare come un Museo possa essere accogliente e come i bambini con le Famiglie possano essere ottimi ‘fruitori di cultura’.

    Ufficio Stampa Sillabe

  • Ispirato ad una storia vera, esce oggi il nuovo romanzo di Silvio Zenoni “La bambina che viveva sotto il tavolo” da Leucotea Project.

    Una storia toccante, per far capire che alcuni sentimenti non appartengono solo al mondo degli adulti e possono creare cicatrici profonde.
     
    Una bambina rinchiusa in un orfanotrofio trascorre le proprie giornate sotto il tavolino del dormitorio, isolata dal mondo, a tracciare sul pavimento strani disegni con il dito. Finché una mattina la madre le porta in dono una scatola di matite colorate. Dopo giorni di titubanza la bambina si decide ad aprire la scatola ed inizia a dipingere.
    All’inizio i suoi disegni sono a tinte scure, quasi in bianco e nero, specchio dei giorni bui della sua infanzia; con il tempo la pittrice arriverà ad uno stile del tutto originale, fatto in prevalenza di chiari scuri, ma con la presenza improvvisa di un colore.
     
    Nel romanzo prevalgono i momenti di analisi introspettiva, intervallati però da sequenze narrative della vita in istituto e, successivamente, della storia d’amore e del percorso artistico della protagonista.
     
    Nato a Milano nel 1961, laureato in pedagogia e in psicologia, svolge la duplice professione di psicoterapeuta e docente di lettere, autore di numerosi articoli di letteratura e psicoanalisi pubblicati su riviste e del libro di racconti “Le parole lontane”. Vive e lavora a Milano. Questo è il suo secondo romanzo.
     
    Nel 2014 ha pubblicato per Edizioni Leucotea: Vicino a te volo leggera.
  • Edizioni Leucotea presenta il romanzo d’esordio di Silvia Piozzi, disponibile nelle librerie dal 29 Settembre.

    Una narrazione ambientata tra Milano ed il suo hinterland negli anni dal 1957 al 2006, che racchiude tutte le possibili sfumature dell’animo umano durante il percorso di una vita, sia in ambito professionale che familiare.

    Dalla prima giovinezza alla piena maturità.

    La vicenda di due compagni di scuola, di diverso ceto sociale, si dipana in un’Italia che cambia.

    La storia di Paolo e del suo faticoso cammino per uscire dalla povertà, viaggia in parallelo con la storia di Vito che crede nelle ideologie.

    L’epoca in cui vivranno non è solo uno sfondo del romanzo ma li condizionerà nelle loro scelte.

    In questo contesto Paolo, di origini povere e che ha iniziato a lavorare a 13 anni, fonderà con molti sacrifici un’azienda. Dopo quarant’anni si sentirà inadeguato per il suo tempo. La sua onestà si contrappone all’illegalità che Vito sceglie, per delusione, quando tutti i suoi ideali crolleranno.

    I concetti morali sono espliciti attraverso il percorso di vita dei due ex compagni di scuola.

    L’importanza del denaro, in una società materialista come la nostra, dove possedere significa valere, indipendentemente da meriti oggettivi, conduce persone di sani principi a scelte lontane da qualsiasi morale.

    Entrambi pagano un prezzo altissimo ad una società che, nel tempo, ha cancellato la parte migliore di quando erano ragazzi.

    Quando la vita è ormai passata, qualcosa di quello che li aveva uniti ritorna specchiandosi negli occhi di un bimbo.

     

    Silvia Piozzi Milanese di nascita ma con il cuore nel Veneto, dove ha vissuto per vent’anni.

    Il suo primo romanzo si ispira ai tempi e luoghi della sua infanzia.

    Scrive in modo istintivo disegnando con le parole “la corsa umana per vivere il nostro tempo.”

    L’evoluzione della società e delle sue scale valori nel corso degli anni, l’amicizia ed i rapporti tra le persone, richiamano esperienze dirette di vita.

     

    TORNANDO DA UN AMICO

    978-88-99067-34-2

    13,90€

     

    WWW.EDIZIONILEUCOTEA.IT