Tag: F2i

  • F2i acquisisce l’aeroporto di Olbia: il commento di Renato Ravanelli

    Grazie all’ultima operazione, il Fondo F2i guidato da Renato Ravanelli si avvia verso la costituzione di un grande polo aeroportuale nel Nord della Sardegna.

    Renato Ravanelli AD F2i

    Nuovo polo aeroportuale in Sardegna: il commento di Renato Ravanelli (F2i)

    F2i ha conquistato un altro tassello nel settore degli aeroporti: il Fondo ha infatti acquisito l’80% di Geasar, controllata di Alisarda che gestisce l’aeroporto Olbia Costa Smeralda. Il Gruppo guidato da Renato Ravanelli, che attraverso la Sogeaal si occupa già della gestione dell’aeroporto di Alghero, punta dunque a creare un grande polo nel Nord della regione. Quello di Olbia è infatti uno degli scali sardi con il maggior numero di passeggeri internazionali. L’aeroporto fu costruito per il volere di Karim Aga Khan, che negli anni ’60 visitò l’isola e se ne innamorò, decidendo di fondare la compagnia aerea Alisarda. Con l’operazione, Geasar passa dunque sotto il controllo di F2i Areoporti 2: vista l’importanza per il territorio, il restante 20% delle azioni rimane alle Camere di Commercio di Sassari e di Nuoro e alla Regione Sardegna. Quest’ultima è già partner di F2i Aeroporti 2 in Sogeaal con una quota del 29%: "F2i, coerentemente alla sua missione, ha deciso di sostenere il potenziale di sviluppo aeroportuale del Nord della Sardegna nonostante l’attuale situazione di emergenza", ha dichiarato Renato Ravanelli.

    Renato Ravanelli (F2i): gli obiettivi dell’operazione

    "La crisi sanitaria ha duramente colpito tutto il settore a livello globale, con il traffico sostanzialmente azzerato nel periodo marzo -maggio 2020 ed ancora oggi fortemente ridimensionato – ha continuato l’Amministratore Delegato Renato RavanelliF2i ritiene tuttavia che la Sardegna presenti tutte le caratteristiche per beneficiare di una ripresa relativamente più rapida, grazie in particolare al suo posizionamento di destinazione turistica esclusiva". L’acquisizione di Olbia da parte di F2i Aeroporti 2 permetterà al Fondo di consolidare le sue attività in Sardegna: nel 2019 i passeggeri totali nel Nord sono stati circa 4,4 milioni. Prosegue dunque la strategia di rafforzamento del Gruppo nel settore areoportuale, portata avanti anche nelle altre regioni italiane: attraverso la holding 2i Aeroporti, il Fondo guidato da Renato Ravanelli detiene partecipazioni negli scali di Napoli, Milano, Torino, Trieste e Bologna, che sempre nel 2019 hanno registrato in totale circa 62 milioni di passeggeri e 630 milioni di tonnellate di merce.

  • Energie rinnovabili, F2i e Asterion Industrial Partners perfezionano l’acquisizione di Sorgenia

    L’AD di F2i Renato Ravanelli commenta la recente operazione compiuta dal Fondo infrastrutturale italiano che, affiancato da Asterion Industrial Partners, ha finalizzato il closing di Sorgenia.

    F2i

    Sorgenia, l’AD di F2i Renato Ravanelli commenta l’acquisizione

    "Con questa acquisizione acceleriamo il rilancio industriale di Sorgenia, garantendone indipendenza e integrità, rafforzandola con una importante dotazione di rinnovabili e nuove capacità di finanziamento": sono le parole di Renato Ravanelli, Amministratore Delegato di F2i, sulla recente operazione condotta insieme ad Asterion Industrial Partners e finalizzata all’acquisizione del Gruppo Sorgenia. A pochi mesi dal via libera rilasciato dall’Antitrust, prosegue dunque l’operazione che condurrà alla nascita di un operatore integrato nelle tecnologie per la transizione energetica. "Sorgenia sarà leader nel processo di transizione energetica in Italia", ha aggiunto l’AD di F2i Renato Ravanelli, evidenziando il valore dell’acquisizione alla luce del ruolo che il nuovo Gruppo svolgerà nell’ambito della sostenibilità. Dotata infatti di moderne centrali alimentate a gas e impianti da fonti rinnovabili, Sorgenia continuerà a fornire un prezioso contributo per la copertura dei consumi nazionali a partire da fonti rinnovabili.

    F2i: con acquisizione di Sorgenia, nascita di nuovo operatore da 4.800 MW

    "Quella di Sorgenia è una storia esemplare", ha spiegato Renato Ravanelli, "in cui da una situazione di difficoltà, anche grazie al sostegno delle banche creditrici, si è creato un percorso di sviluppo in cui è stato mantenuto il controllo italiano di asset strategici". L’operazione condotta dal maggiore Fondo infrastrutturale italiano, affiancato dalla società di gestione di investimenti Asterion Industrial Partners, porterà così alla nascita di un operatore integrato nelle tecnologie per la transizione energetica, dalla capacità installata di circa 4.800 Megawatt. Nell’ambito dell’operazione, F2i ha conferito in Sorgenia la titolarità dei propri impianti eolici (per una capacità installata di 282 Megawatt) e la società San Marco Bioenergie, operatore italiano attivo nella produzione di energia elettrica da biomasse vegetali (68 Megawatt installati). Il contributo del nuovo Gruppo nei confronti del processo di transizione energetica sarà consolidato anche tramite lo sviluppo di ulteriore capacità rinnovabile a partire da segmenti come l’eolico e le biomasse, in cui è già presente, oltre che da settori quali solare, bio-metano, idroelettrico e geotermico. Nel nuovo Gruppo derivante dall’operazione condotta da F2i, Angelo Barbarulo e Gianfilippo Mancini saranno rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato di Sorgenia S.p.A.

  • Renato Ravanelli: le attività di F2i

    Renato Ravanelli commenta gli ottimi risultati ottenuti da F2i negli ultimi anni e illustra la strategia del fondo infrastrutturale, illustrandone il target di riferimento e i progetti in corso: tra le sfide più ambiziose c’è il processo di internazionalizzazione.

    F2i

    Renato Ravanelli: i risultati raggiunti dal Terzo Fondo F2i

    F2i è una società in buona salute e ha una storia di successo: l’ultima operazione del 2017 è stata la chiusura della raccolta del Terzo Fondo, nel quale sono confluiti gli asset del Primo, con il raggiungimento della cifra di 3,3 miliardi di euro (poi aumentata a 3,6 miliardi). Si è trattato di uno step importante per il fondo infrastrutturale. La SGR nata nel 2007 e guidata dall’Amministratore Delegato Renato Ravanelli ha in portafoglio numerose società attive in settori diversi, con oltre 10 mila persone impiegate. In una intervista a "MAG", la rivista di Financecommunity, l’AD di F2i ha spiegato che "il Terzo Fondo si è chiuso con una raccolta importante, il più grande mai lanciato in Italia". Le attività proseguono su questa strada improntata al successo: a dare fiducia sono anche investitori esteri. "Con queste risorse continueremo anche a sostenere la crescita delle aziende che già abbiamo in portafoglio", ha spiegato Renato Ravanelli. I settori di attività sono gli aeroporti, le reti di distribuzione gas, le energie rinnovabili (solari, eoliche e da biomassa), le telecomunicazioni, le infrastrutture sociali, il ciclo idrico integrato, le reti di pagamento elettronico e le autostrade. "Ciò che conta realmente è la credibilità del management", sostiene l’AD, "alla fine gli investitori affidano le loro risorse a un team che deve essere giudicato affidabile e con un ottimo track record. Poi c’è la credibilità della proposta di business e la capacità di raccontare le aspettative per il futuro in termini di opportunità e investimento".

    F2i: la strada verso l’internazionalizzazione

    Secondo l’AD Renato Ravanelli il target ideale per F2i sono "società già operative che operino in contesti settoriali in cui la struttura dell’offerta è ancora frammentata". La principale strategia si basa proprio sull’unione di piccole realtà: da queste nuove sinergie e dalle operazioni di aggregazione scaturisce valore. "Entriamo in un settore, acquisiamo un’azienda e poi un’altra e cerchiamo di integrarle facendole crescere di scala. Nel comparto infrastrutturale la scala di attività è molto importante e se ben gestita genera efficienze operative e aumenta la qualità del servizio a beneficio degli investitori ma più in generale del sistema Paese". La sfida per F2i si concentra sul tema dello sviluppo delle controllate sul livello internazionale. "Ciò non vale solo per quelle che abbiamo attualmente in portafoglio, ma anche per altre aziende che abbiano voglia e desiderio di essere accompagnate da un soggetto istituzionale come F2i che ha denaro disponibile per aiutarle a crescere", ha spiegato Renato Ravanelli. L’AD però ha specificato come l’internazionalizzazione sia un processo da affrontare con i dovuti tempi, per continuare a lavorare con costanza e prudenza in Italia così come in altri Paesi: "L’obiettivo è investire nell’equity delle società".

  • F2i: Renato Ravanelli commenta l’Opa lanciata per la crescita di Ei Towers

    Renato Ravanelli, in occasione dell’Opa di F2i con Mediaset finalizzata all’acquisizione del controllo di Ei Towers, ha rilasciato un’intervista a “Il Sole 24 Ore”: “L’obiettivo di delisting per noi è fondamentale e irrinunciabile. Consente di far crescere la società più rapidamente e con maggiore flessibilità”.

    Renato Ravanelli, CEO F2i

    F2i: Renato Ravanelli commenta l’Opa pro Ei Towers

    L’Opa di F2i (insieme a Mediaset) su Ei Towers ha come obiettivo il delisting, necessario per poter procedere con maggiore fluidità e rapidità verso un processo di crescita. È ciò che ha specificato Renato Ravanelli, Amministratore Delegato del fondo infrastrutturale, in un’intervista a “Il Sole 24 Ore”. “Io credo che il mercato abbia capito lo sforzo importante di valorizzazione che abbiamo fatto”, ha osservato l’AD. “L’obiettivo del delisting per noi è fondamentale e irrinunciabile in questa fase, perché consente di far crescere la società più rapidamente e con maggior flessibilità. Non può escludersi in futuro un eventuale ritorno in Borsa, ma a questo punto sarà una società completamente diversa: il nostro scopo è valorizzare tutte le competenze che ha”. Renato Ravanelli ha confermato la disponibilità di capitale che F2i può investire nel progetto. “Per noi conta la crescita dell’investimento nel lungo termine”. In questo contesto, il consolidamento del settore delle torri rimane fondamentale, in quanto “è un business che sta raggiungendo un grado di maturità importante”.

    Renato Ravanelli: la carriera e l’impegno in F2i

    Di origini milanesi, Renato Ravanelli è alla guida di F2i dal 2014. Dal 2010 fa anche parte del Comitato Investimenti di Inframed, il maggior fondo infrastrutturale attivo nel Mediterraneo. Direttore Generale di A2A dal 2008, arriva così ad occuparsi della multiutility attiva nel comparto ambientale e nel settore dell’energia elettrica e del gas. In precedenza, è stato CFO e direttore delle strategie per Gruppo AEM, per poi svolgere lo stesso ruolo in Gruppo Edison a partire dal 2005. Per Edison è stato inoltre nel Consiglio di Amministrazione come componente esecutivo. F2i, Società di Gestione del Risparmio costituita nel 2007, è stata protagonista della creazione del più grande fondo chiuso in Italia, uno dei maggiori in Europa. Renato Ravanelli guida la società insieme al Presidente Massimiliano Cesare.

  • F2i, attraverso 2i Aeroporti, espande il suo network e si aggiudica la maggioranza dell’Aeroporto di Trieste

    F2i aggiunge un ulteriore scalo al proprio network aeroportuale. La società guidata da Renato Ravanelli ha annunciato a giugno l’accordo per la maggioranza dell’aeroporto di Ronchi dei Legionari di Trieste. La privatizzazione è stata perfezionata a luglio con la firma: 2i Aeroporti ha rilevato il 55% del capitale per 32,8 milioni di euro. La Regione manterrà il 45%.

    F2i, Fondi italiani per le infrastrutture

    F2i: ufficializzato l’accordo per il 55% del capitale dell’aeroporto di Trieste

    F2i conquista anche il 55% dell’Aeroporto Ronchi dei Legionari di Trieste. La società guidata da Renato Ravanelli ha rilevato, per 32,8 milioni di euro, il 55% del capitale di Trieste Airport, mentre la Regione continuerà a detenere una quota minoritaria del 45%. “Lo scalo di Trieste è un tassello molto importante nella nostra strategia di sviluppo di un network indipendente di aeroporti in Italia e diventerà uno snodo strategico del disegno di sviluppo dell’intermodalità regionale”, ha spiegato Renato Ravanelli. F2i controlla con il 51% 2i Aeroporti, la più grande piattaforma di scali italiani che gestisce già gli aeroporti di Napoli, Torino, Alghero, Milano (sia Linate che Malpensa), Bologna e, indirettamente, Bergamo, per una quota di mercato pari a circa il 40% del traffico nazionale, con un volume d’affari aggregato di circa 1,2 miliardi di euro. Nel caso specifico di Trieste, per il triennio 2020-2023 sono già stati programmati investimenti per 30 milioni di euro, metà dei quali destinata al potenziamento delle infrastrutture di volo e 11 milioni a operazioni di miglioramento del terminal. Tra gli obiettivi principali che la nuova gestione di F2i si propone vi è lo sviluppo dei collegamenti verso l’Italia e l’estero.

    F2i conquista l’aeroporto di Trieste, la porta per l’est Europa

    Con l’accordo per la maggioranza del capitale dell’Aeroporto di Trieste, F2i si aggiudica uno scalo dalla posizione strategica. Situato nell’estremo oriente del nord Italia, lo scalo friulano rappresenta una porta di collegamento verso la zona est dell’Europa e un importante snodo commerciale per i traffici provenienti dall’Asia. Ad oggi vengono servite 26 destinazioni turistiche e business, attraendo passeggeri anche da Paesi limitrofi come Croazia, Slovenia e Carinzia. A tal proposito, si è espresso in particolare il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga: “L’investimento testimonia la fiducia riposta dagli azionisti nelle potenzialità di uno scalo, quello regionale, che rappresenta uno snodo intermodale tra l’Adriatico e l’Europa continentale. Si tratta di un’operazione funzionale all’inserimento dello scalo regionale in quelle dinamiche complesse che, grazie al coinvolgimento di partner privati di comprovata competenza e affidabilità come F2i, si pongono l’obiettivo di sviluppare il traffico aereo sui cieli del Friuli Venezia Giulia”.

  • F2i si afferma nel fotovoltaico con l’acquisizione di Rtr

    Con l’acquisto del Gruppo Rtr da Terra Firma, F2i diventa ufficialmente il terzo produttore d’Europa di energia fotovoltaica: il commento di Renato Ravanelli, CEO del fondo infrastrutturale italiano.

    F2i

    Renato Ravanelli: i dettagli dell’acquisizione di Rtr da parte di F2i

    Il fondo infrastrutturale F2i ha di recente acquistato il gruppo Rtr, rafforzando così la propria presenza nel settore della produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica. La società Rtr possiede 134 siti italiani di produzione, con capacità installata pari a 334 megawatt per 1,3 miliardi di euro come valore d’impresa: di questi, 600 milioni sarà la cassa pagata da F2i, mentre 700 milioni sono relativi al debito. Il fondo infrastrutturale guidato da Renato Ravanelli ha comprato Rtr dal gruppo finanziario britannico Terra Firma. “Terra Firma ha costruito Rtr da zero, usando la propria esperienza manageriale e operativa per gestire la crescita attraverso acquisizioni selettive. Ora è il momento giusto per affidarla ad una nuova proprietà: un investitore a lungo termine”, ha commentato Ingmar Wilhem, CEO di Rtr. All’operazione hanno preso parte numerosi advisor: per Terra Firma, Unicredit, Cantor Fitzgerald, Jefferies, Jp Morgan, Gianni Origoni Grippo Cappelli e Moroni & Partners. Per F2i sono intervenuti come advisor Barclays, Intesa Sanpaolo e SocGen, Legance, Deloitte, Willis Tower Watson, Eos. Le banche finanziatrici sono invece Bnp Paribas, Calyon, Ing, Intesa Sanpaolo, SocGen e Ubi.

    F2i: il fondo guidato da Renato Ravanelli è il terzo produttore europeo nel fotovoltaico

    Con l’acquisto di Rtr da Terra Firma, F2i diventa ufficialmente il terzo produttore di energia fotovoltaica in Europa. Dietro l’operazione, c’è un piano più globale di riassetto dei veicoli societari nel fotovoltaico: il fondo infatti prevede di conferire in Ef Solare tutti i propri asset fotovoltaici, per un totale di 389 megawatt. Ef Solare Italia diventerà così uno dei principali operatori europei con più di 800 megawatt di capacità installata, oltre ad essere già il principale operatore italiano del comparto. “Con la scala produttiva complessivamente raggiunta grazie a questa acquisizione”, ha commentato Renato Ravanelli, “F2i diviene così il terzo più grande produttore di energia elettrica da fonte solare in Europa. Le rilevanti efficienze operative e finanziarie, che potranno essere conseguite grazie alla scala produttiva raggiunta, ne faranno anche uno dei più efficienti a livello continentale”. Rtr è stata creata nel 2011 a partire da un piccolo portafoglio. Da allora ha più che raddoppiato la sua capacità produttiva, passando da 144 megawatt a 334 con 134 siti di produzione. Il 2017 si è concluso con un ebitda di 130 milioni di euro. Il fondo infrastrutturale amministrato da Renato Ravanelli ha avuto la meglio nell’acquisto sul suo ultimo concorrente, Sonnedix.

  • Renato Ravanelli: F2i domina il settore delle biomasse vegetali

    F2i, guidata da Renato Ravanelli, si appresta a diventare leader nel settore delle biomasse vegetali con l’acquisizione di 5 nuovi impianti da Enel, per un valore totale di 335 milioni di euro e una potenza installata di circa 108 MW.

    Renato Ravanelli, amministratore delegato F2i

    Renato Ravanelli: i dettagli dell’acquisizione conclusa da F2i

    F2i ha di recente annunciato la sottoscrizione di un accordo per comprare la totalità del portafoglio di impianti a biomassa vegetale del Gruppo Enel, per una potenza complessiva installata di circa 108 MW. L’operazione, del valore di 335 milioni di euro, rappresenta per il fondo infrastrutturale amministrato da Renato Ravanelli una rampa di lancio verso la leadership nel settore della produzione di energia elettrica da biomasse vegetali, oltre a consentirgli di rafforzare a livello europeo la propria presenza nel settore delle energie rinnovabili. F2i è già tra i principali operatori nella produzione da fonte eolica e solare. Nel dettaglio, l’operazione interessa 5 nuovi impianti acquisiti da Enel Produzione ed Enel Green Power: due di questi, della potenza complessiva di 47 MW, sono ubicati in Calabra ed Emilia Romagna. È stato acquisito anche il 50% di Powercrop, joint-venture paritetica Enel Maccaferri, che interessa due impianti in costruzione della potenza complessiva di 48 MW collocati in Emilia Romagna e Sardegna. Infine, è stato acquisito il progetto per un quinto impianto della potenza di 12 MW in Lombardia, in fase di autorizzazione. L’interesse del fondo infrastrutturale guidato da Renato Ravanelli verso la produzione di energia da biomasse vegetali è iniziato nel 2017, con l’acquisizione di San Marco Bioenergie Spa.

    F2i: Renato Ravanelli commenta i risvolti positivi dell’operazione

    Con l’acquisizione appena conclusa, F2i vuole anche cogliere l’opportunità di ottimizzare le efficienze produttive e di approvvigionamento, generando allo stesso tempo effetti positivi sul piano sociale e ambientale: ha già avviato infatti diversi accordi con le amministrazioni locali e con Coldiretti per la raccolta di sfalci da lavorazione agricola, per la pulizia degli alvei dei fiumi e del territorio boschivo, in modo da ridurre così i rischi idrogeologici e arginare gli effetti dei cambiamenti climatici che hanno interessato il nostro Paese negli ultimi anni. “La sfida che abbiamo accettato con questa acquisizione”, commenta infatti l’Amministratore Delegato Renato Ravanelli, “consiste nel trasformare centri di produzione di energia elettrica in centri di servizio al sistema agricolo e a quegli enti territoriali su cui grava la responsabilità di combattere il degrado del territorio boschivo e fluviale.” Renato Ravanelli ha anche sottolineato che “F2i conferma così la sua missione di Fondo di investimento privato capace di coniugare obiettivi di creazione di valore di lungo termine con proposte industriali aventi ricadute positive sul sistema economico nazionale”.

  • Percorso formativo e carriera dell’AD di F2i Renato Ravanelli

    Dopo aver ricoperto incarichi di rilievo nel settore energetico e infrastrutturale, il manager Renato Ravanelli entra prima in A2A e poi in F2i come Amministratore Delegato nel 2014.

    Renato Ravanelli

    La formazione e i primi incarichi lavorativi del manager Renato Ravanelli

    Renato Ravanelli è un manager dalla solida esperienza professionale, maturata nel corso della sua lunga carriera iniziata in seguito alla laurea a pieni voti in Economia e Commercio presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dopo aver approfondito le proprie conoscenze nell’ambito delle utilities, il manager ottiene i primi incarichi come macroeconomista e financial analyst per due importanti istituti finanziari italiani: lavora, in particolare, nelle aree di ricerca economica e di merchant banking. Nominato Responsabile del Trading nel Gruppo AEM, riesce a migliorare la propria posizione lavorativa arrivando a diventare CFO e Direttore delle strategie aziendali del Gruppo. In seguito alla sua esperienza in AEM, il manager collabora con il Gruppo Edison come Chief Financial Officer e Componente Esecutivo del Consiglio di Amministrazione. Renato Ravanelli lascia Edison nel 2008, per iniziare una nuova esperienza lavorativa in A2A come Direttore Generale e Componente Esecutivo del Consiglio di Gestione: A2A è una realtà leader in Italia nel settore ambientale, una multiutility che si occupa di energia elettrica, gas e reti di distribuzione di vettori energetici. Dal 2010 il manager è anche Componente Indipendente del Comitato Investimenti di Inframed.

    Le attività di Renato Ravanelli in F2i

    Dopo un’importante esperienza manageriale, Renato Ravanelli arriva nel 2014 a ricoprire l’Incarico di Amministratore Delegato di F2i – Fondi Italiani per le Infrastrutture. Nata nel 2007 grazie al benestare della Banca d’Italia, F2i SGR S.p.A. è società leader nella Gestione del Risparmio. Attualmente F2i gestisce due fondi chiusi di investimento con una raccolta pari a quasi 5 miliardi di euro. 18 società operanti in 8 diversi settori infrastrutturali fanno parte del portafoglio di investimenti, mentre le società possedute da F2i generano un margine industriale su base annua pari a circa 1,4 miliardi di euro, con investimenti del valore di circa 600 milioni. Il livello occupazionale supera le 12.000 unità. Di recente, sotto la guida di Renato Ravanelli, F2i ha stretto un accordo con Enel Green Power per il rifinanziamento di EF Solare Italia, realizzando la più importante operazione mai realizzata in Italia nel settore. Con l’acquisizione degli impianti di produzione di energia da biomassa vegetale dal Gruppo ENEL, F2i si è inoltre affermata quale leader nel settore, confermando la propria sensibilità alle tematiche ambientali e allo sviluppo delle infrastrutture nel settore delle energie rinnovabili.

  • F2i: investiti 150 milioni in termini di equity nel progetto Irideos

    Nuovi investimenti per F2i : Renato Ravanelli rientra nel mercato delle tlc con un polo di servizi specializzati per le imprese e una dorsale in fibra ottica di proprietà. Irideos è il nome del nuovo progetto.

    f2i

    F2i: il progetto Irideos

    Sono 150 milioni, in termini di equity, i fondi investiti finora sul progetto Irideos: F2i, guidata da Renato Ravanelli, ritorna a occuparsi di telecomunicazioni con un polo di servizi specializzati per le imprese, dotato di una dorsale in fibra ottica di proprietà che viaggia lungo le autostrade italiane. Entro fine luglio ci sarà l’avvio ufficiale del progetto, tramite la fusione delle tre realtà aziendali acquisite tra luglio 2017 e gennaio 2018: Infracom, McLink e Kpnqwest sono tre aziende con attività complementari, che si prestano a essere aggregate, con sinergie stimate nell’ordine di 10 milioni. Infracom si occupa di offrire soluzioni personalizzate a grandi clienti, disponendo di una forza vendita diretta, mentre McLink e Kpnqwest forniscono servizi alle PMI, con McLink che si appoggia a forze vendite indirette e ha prodotti più “standardizzati”. Le tre aziende contano in tutto 20 mila clienti e hanno un fatturato complessivo dell’ordine di 160 milioni, con un Ebitda di 30 milioni. Il progetto in cui si impegna F2i deriva dalla collaborazione tra il fondo infrastrutturale italiano (80% di Irideos) e Marguerite, che è invece un fondo europeo creato dalla Cdp italiana con le omologhe francese, tedesca, spagnola, la Bei e altre due istituzioni finanziarie polacche.

    F2i: gli investimenti in ambito tlc

    A guidare il polo dei servizi previsti dal progetto Irideos c’è Mauro Maia, ex senior partner di F2i , guidata da Renato Ravanelli: Mauro Maia era responsabile degli investimenti nel campo delle tlc e degli aeroporti per F2i. Presidente di Irideos è invece Alberto Trondoli: per il Presidente, la scelta delle prime tre aziende rappresenta “un set completo per offrire connettività in banda larga e ultralarga, data center e cybersecurity: l’obiettivo è trasportare, custodire e proteggere i dati del cliente”. I 15 chilometri di infrastruttura in fibra derivano per lo più da Infracom e in parte da McLink, in più esistono oltre duemila punti di accesso al backbone di proprietà e 10 data center sparsi sul territorio nazionale, tra cui l’hub di Caldera che è il maggior Internet Exchange Point con operatori italiani e internazionali. Il piano industriale è ancora in definizione, dato che il perimetro del gruppo si sta evolvendo. Si sta valutando l’acquisizione di PMI che operano nell’ambito cybersecurity, sul quale Irideos vuole investire particolarmente. Anche una realtà come Retelit potrebbe suscitare interesse, essendo dotata di asset in fibra complementari e avendo una presenza internazionale tramite il collegamento Bari – Estremo Oriente.

  • F2i: l’intervista di Mag al CEO Renato Ravanelli

    Renato Ravanelli, alla guida della Sgr F2i, spiega in un’intervista a Mag i risultati conseguiti con la chiusura della raccolta del terzo fondo e le prossime mosse sul mercato.

    Renato Ravanelli, la terza vita di F2i nell’intervista di Mag

    Per la Sgr capitanata dall’ottobre del 2014 dall’Amministratore Delegato Renato Ravanelli, il 2017 è stato sicuramente un anno positivo. F2i, acronimo di Fondi Italiani per le Infrastrutture, è riuscita infatti a mettere a segno la chiusura di sette operazioni dal valore complessivo di 1,4 miliardi di euro, tra le quali rientrano l’acquisizione di San Marco Bioenergie e del 90% del capitale di KPNQWEST Italia. A queste va sommata l’importante chiusura della raccolta del Terzo Fondo, all’interno del quale sono confluiti gli asset del Primo. Grazie anche alla partecipazione di investitori come il fondo sovrano del Singapore Gic e del fondo pensione canadese Psp Investment, è stata raggiunta la cifra di 3,3 miliardi euro, che si prevede verrà portata a 3,6 miliardi nella prima parte del 2018. Fondata nel 2007, la Sgr può vantare oggi in portafoglio 18 società, che impiegano oltre 10 mila occupati. Numeri importanti, che Renato Ravanelli integra ricordando l’alta disponibilità di risorse: "Al momento gestiamo due fondi, il Terzo, che conta una dotazione disponibile di 1,5 miliardi, e il Secondo fondo da 1,250 miliardi, con 300 milioni ancora da investire". Il capitale disponibile si aggira intorno ai 2 miliardi di euro. Cifre riservate nella maggior parte dei casi all’Italia, sebbene non manchino progetti da sviluppare in sede estera.

    Renato Ravanelli, AD di F2i, delinea le strategie future

    "Il terzo fondo si è chiuso con una raccolta importante, il più grande mai lanciato in Italia. Abbiamo avuto davvero molte richieste da parte degli investitori e stiamo riflettendo se ampliare l’importo". Così Renato Ravanelli, Amministratore Delegato di F2i, commenta a Mag il successo della chiusura del Terzo Fondo. Interpellato sulle prossime mosse, il manager chiarisce che "Dati alla mano, penso che stiamo facendo bene considerando il numero di investitori, molti dei quali esteri, che ci hanno dato fiducia. Con queste risorse continueremo anche a sostenere la crescita delle aziende che già abbiamo in portafoglio". Spazio anche all’internazionalizzazione nelle parole di Renato Ravanelli: "Per noi internazionalizzarci vuol dire continuare a fare il nostro mestiere gradualmente e con prudenza in Italia così come all’estero". Per il top manager i target principali di F2i rimangono le società che operano in contesti di settore dove la struttura dell’offerta è frammentata. In tal senso, l’aggregazione di piccole realtà è la principale strategia adottata dalla Sgr: "Entriamo in un settore, acquisiamo un’azienda e poi un’altra e cerchiamo di integrarle facendole crescere di scala. Nel comparto infrastrutturale la scala di attività è molto importante e se ben gestita genera efficienze operative e aumenta la qualità del servizio a beneficio degli investitori ma più in generale del sistema Paese".

  • Percorso professionale di Renato Ravanelli

    Renato Ravanelli, attuale Amministratore Delegato di F2i, sviluppa una lunga carriera all’interno del settore energetico, infrastrutturale e in quello delle utilities.

    Renato Ravanelli

    Renato Ravanelli e F2i

    Nell’ottobre del 2014 Renato Ravanelli inizia il proprio percorso all’interno di F2i, quando viene nominato nuovo Amministratore Delegato della società. L’azienda, classificata come SGR (Società di Gestione del Risparmio), nasce con il preciso intento di sviluppare un sistema per raccogliere fondi da destinare all’interno del comparto infrastrutturale italiano. Con la finalità di assicurare i medesimi livelli di efficienza degli altri Paesi europei, la società instaura collaborazioni con importanti realtà nazionali e internazionali e con diversi enti, sia pubblici che privati. F2i ha dato vita al più grande fondo chiuso italiano, uno fra i maggiori in Europa: gli investimenti vanno dal comparto della distribuzione del gas e dei servizi idrici integrati fino a quello dei trasporti e delle reti di trasporto, coprendo un vasto range di settori infrastrutturali. Attualmente, la società guidata da Renato Ravanelli ha creato due fondi: il primo nel 2007, mentre il secondo, lanciato nel 2012, ha già fatto registrare risultati molto positivi, tanto da far ipotizzare l’avvio di un terzo fondo nell’anno corrente.

    Percorso lavorativo di Renato Ravanelli

    Una volta terminato il percorso di studi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con il conseguimento della Laurea in Economia e Commercio, Renato Ravanelli inizia la propria carriera all’interno del settore delle utilities e delle assicurazioni. Per circa quattro anni riveste la posizione di Financial Analyst e macroeconomista per due importanti istituzioni finanziarie italiane e in seguito inizia a collaborare con il Gruppo AEM in qualità di CFO e Direttore delle strategie. Dal 2005 e fino al 2007 ricopre il ruolo di Chief Financial Officer e di Componente Esecutivo del Consiglio di Amministrazione di Edison. Nel 2008 viene scelto come componente esecutivo del Consiglio di Gestione e Direttore Generale di A2A, società attiva all’interno del comparto dell’energia elettrica e del gas e nella gestione di reti di distribuzione di vettori energetici. Prima di diventare il nuovo Amministratore Delegato di F2i, Renato Ravanelli entra a far parte, come componente indipendente, del Comitato Investimenti di Inframed, fondo infrastrutturale presente in Turchia e in tutta l’area del Nord Africa.