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  • “Mari Contrapposti: Orizzonti”, mostra bipersonale degli artisti Pietro Faggin e Rodrick Dixon Gently

    Presentazione e organizzazione del Critico d’Arte e Curatrice Maria Palladino

    Inaugurazione Sabato 24 Febbraio ore 17:00

    La mostra bipersonale “Mari Contrapposti: Orizzonti”, dei pittori Pietro Faggin e Rodrick Dixon Gently rappresenta il primo evento artistico di un progetto ideato e promosso dall’Associazione Culturale Cubanordest di Padova, dedicato alle arti figurative e che si propone di creare un confronto, a scopo di conoscenza, fra due popoli, esperienze e tradizioni apparentemente così distanti, ma che simbolicamente il mare unisce: il Mar dei Caraibi e il Mar Mediterraneo.

    Alla scoperta delle differenze e di quelle concordanze che possono unire due etnie grazie ad un patrimonio comune di affinità, in questa mostra viene affrontato un parallelo fra le due personalità artistiche, a prima vista divergenti eppure per alcuni tratti assimilabili, al fine di esplorarne la storia e l’esperienza per evincerne il messaggio.

    La forza delle cromie e l’incisività del segno, la mobilità della superficie pittorica, la passione descrittiva, sono alcune delle caratteristiche comuni ai due artisti, che l’esposizione in oggetto si propone di analizzare.

    Singolare la presenza, in entrambi gli autori, di una caratteristica intuitiva singolare e soprannaturale, che si fonda sugli elementi del quotidiano, snodandosi attraverso trame lineari e cromatiche, per costruire storie edificanti intrise di un alone magico, misterioso e mistico.

    Pietro Faggin, è nato il 14 Maggio 1942 a Padova. Artista autodidatta, è stato seguito ed apprezzato dal Maestro Riccardo Galuppo (il pittore senza mani). E’ deceduto nella sua città natale il 7 Novembre 2008. Rimane nella memoria di molti come “L’Anima di Padova”.

    Ha partecipato a numerose mostre collettive ricevendo apprezzamento da parte di ben più noti artisti. Le sue opere ad olio su tela, su legno, su ceramica, sono volte a rappresentare la realtà che lo circondava: la sua città, la campagna, la laguna e le montagne venete.

    Il suo sguardo si rivolgeva a scorci tipici di Padova: ne costruiva un puzzle unendo fantasia e realtà. Oppure osservava per ore le isole che formano la laguna veneta traendone ispirazione: i colori vividi hanno il profumo del mare.

    Si è dedicato anche alla realizzazione di alcune sculture da materiali recuperati dal mare o scarti edili.

    Rodrick Dixon Gently è nato l’11 Marzo 1953 a Vertientes (Cuba). Si è laureato presso la Scuola Provinciale d’Arte di Camaguey nel 1972 e nel 1982 si è specializzato in pittura, scultura e disegno presso la Scuola Nazionale d’Arte. E’ stato professore presso L’Accademia delle Arti di Camaguey e realizza le sue opere nello studio di Vertientes.

    Ha realizzato 22 esposizioni personali ed ha partecipato a 40 mostre collettive.

    Lo stile è molto personale: nelle sue opere sono presenti elementi pop e naif. I colori che utilizza portano a realizzare dipinti allegri e luminosi. D’altra parte, l’invenzione di diversi personaggi offre al pubblico la possibilità di vedere la magica atmosfera dei meravigliosi e veri Caraibi.

    11.02.2024 Maria Palladino

    Mostra in collaborazione con la Galleria Città di Padova

    Galleria Città di Padova, Vicolo Santa Margherita 2 (angolo con Via San Francesco), 35121 Padova (PD).

    La mostra resterà visitabile fino al 9 Marzo.

    Orari di apertura: 16:00 – 19:15. Chiuso Domenica. Ingresso libero.

    Per informazioni: Maria Palladino 3341695479 [email protected]

    Galleria Città di Padova: 3403230490 [email protected]

  • Mostra personale di pittura “Mare Dentro” del Maestro Fabio Di Rosa

    Presentazione e organizzazione del Critico d’Arte e Curatrice Maria Palladino

    Inaugurazione Sabato 25 Novembre ore 17:00

    Fabio Di Rosa realizza nei suoi racconti di viaggio su tela, un diario personale in cui ogni immagine dei luoghi riprodotti diviene tassello di un più esteso discorso, che coinvolge l’esperienza e il vissuto, tradotti e trasmutati in colore, linea, luce, nella sintesi della forma che riduce ai minimi termini, alle fattezze geometriche di base, le sembianze degli edifici, la struttura degli elementi naturali. E’ straordinario infatti constatare come anche animali e piante, laddove presenti, divengano soggetti di un mosaico che si edifica materializzando i ricordi e rendendoli rivestimento dell’anima, dietro cui l’artista si cela, lasciando parlare per lui gli scenari amati e custoditi nella memoria. Seguendo pertanto la lezione di Cèzanne, Matisse e i Fauve, gettando lo sguardo alle conquiste atmosferiche degli impressionisti e a quelle introspettive dei preespressionisti, e così aprendo un varco all’inconscio.

    Il viaggio come pretesto per smarrire se stessi, al fine di ritrovarsi rinnovati nel fisico e nello spirito e animati da una visione differente delle cose, senza mai perdere quella facoltà aggiuntiva, che soltanto chi sperimenta quale elemento costitutivo della propria formazione e crescita può capire, e che è la sensibilità peculiare per il mare. Nascere in una città di mare fornisce a coloro che ne fanno prova un’attrazione che li accompagna per tutta la vita, e lo testimoniano le numerose opere dedicate ai paesaggi marini, ma anche lacustri e fluviali, protagonisti in quest’esposizione. “Mare Dentro” è una raccolta di lavori che l’autore ha voluto dedicare a quella componente fondamentale del nostro stesso essere che è l’acqua, e che quasi per una sorta di osmosi richiama dall’esterno la materia simile: contesti mediterranei, imbevuti di luce tersa e diffusa, si concretizzano in tonalità contrastanti, con pochi passaggi, che valorizzano il chiaroscuro, dato dall’alternanza, frammentandosi in campiture pressoché uniformi e delimitate da netti e decisi contorni quasi grafici. L’Italia e la Francia, l’Austria, la Turchia, fino a Samarcanda, città mitica, crocevia di strade, limite del percorso e punto di ripartenza. 08.11.2023 Maria Palladino

    Fabio Di Rosa nasce a La Spezia nel 1955, dove vive fino a 16 anni.

    Poi, per seguire il padre che lavorava alla Scuola Editrice, si trasferisce con tutta la famiglia a Brescia.

    Si laurea in Medicina e Chirurgia, si specializza in Ortopedia, lavora come medico all’Ospedale Civile.

    Si sposa ha due figli ed è circondato da gatti.

    Si avvicina al mondo dell’arte fin da piccolo, seguendo percorsi da autodidatta. Alle elementari recitava poesie, faceva disegni, scriveva temi di fantasia e brevi copioni teatrali. Poi rimane affascinato dal magico mondo dei burattini, conosciuto grazie al nonno e il padre che, fin dalla guerra, facevano spettacoli nelle scuole. Il padre è stato uno dei più significativi ricercatori del mondo del tetro dei burattini e scrittore di commedie. Durante l’Università Fabio recita nella Compagnia della Loggetta, al CUT dell’Università Cattolica e dal 1976 al 1979 è invitato al Carnevale di Venezia, ospite della ‘compagnia della calza’: “I antighi”, animata dal grande Zancopè. Negli anni novanta, in occasione di congressi internazionali di microchirurgia, allestisce spettacoli di burattini a New York, a Rio de Janeiro, a Monaco, a Parigi e a Montpellier. Negli stessi anni fonda una compagnia “di giro” ‘il teatrino di Briciolino e Salacca’ portando spettacoli nelle scuole e nelle piazze del Veneto, della Lombardia e della Liguria

    E’ all’età di 50 anni che scopre i colori acrilici e comincia a dipingere, in modo sistematico.

    Mostra in collaborazione con la Galleria Città di Padova

    Galleria Città di Padova, Vicolo Santa Margherita 2 (angolo con Via San Francesco), 35121 Padova (PD).

    La mostra resterà visitabile fino al 9 Dicembre.

    Orari di apertura: 16:00 – 19:15. Chiuso Domenica. Ingresso libero.

    Per informazioni: Maria Palladino 3341695479 [email protected]

    Galleria Città di Padova: 3403230490 [email protected]

  • Mostra Personale di Pittura “Il Colore come riflesso dell’Anima”, del Maestro Giancarlo Cuccù

    Presentazione e organizzazione del Critico d’Arte e Curatrice Maria Palladino

    Intervento del Giornalista e Fotografo Zeno Tentella

    Inaugurazione Sabato 4 Novembre ore 17:00

    Nei dipinti di Giancarlo Cuccù il colore è sostanza e trasfigurazione: paesaggi, figure e nature morte sono animati da una sottile vibrazione interiore che rivela sommessamente il confine fra l’esistere e il dissolversi. Colore come materia vivente, il cui fremito è il dinamismo che pervade il passaggio terreno di tutte le cose, umane, animali e naturali: non esiste nulla di completamente incontaminato e avulso dal dolore di questo percorso, e la stessa lacerazione è fondamento di nuova creazione. “Fuori dal limbo non v’è eliso”, scriveva Elsa Morante ne “L’isola di Arturo” (1957), e in effetti la ricerca di ciascuno di noi, e del pittore in particolare nella sua opera, è quella di scandagliare tale limite, fra innocenza e inevitabile corruzione, nel suo trascorrere ed imprescindibile, necessario ripetersi.

    Da Cèzanne a Soutine, fino ad espressionisti nordici come Nolde e Appel, l’addensarsi dei cromatismi timbrici sottolinea la forza incisiva del messaggio: i blu e i verdi intensi, riproposti in reiterate declinazioni nelle rappresentazioni degli amati scenari marchigiani delle colline e dei monti, specchio-riflesso di tutta una vita, si scontrano con l’energia del rosso intenso e l’esplosione del giallo, il quale origina punti di luce che accendono le composizioni e fanno da contrappunto. Il gioco di chiaro e scuro è fondamentale nelle opere di Giancarlo Cuccù, sebbene queste appaiano ad un primo sguardo nutrirsi di sole reiterate tonalità predilette dalla sua tavolozza; l’alternarsi di essi costituisce il diaframma fra l’inizio e la fine di tutto.

    E’ per questo che la fragile malinconia dei bambini si rispecchia nell’assorta rassegnazione degli adulti, generando un continuativo anello di congiunzione fra passato e presente, che coniuga l’esperienza intera della nostra specie. Le sembianze trascorrono, come per ogni altro soggetto, verso la loro consunzione, le nature “vive” traslucide svelano una intrinseca, impellente ed imminente degenerazione. Ma ad alimetare questo filo conduttore costante non vi è semplicemente un pacato, consapevole e oggettivo spirito osservativo, quanto si percepisce altresì una curiosità vivace e sottesa, un anelito sommesso e persistente, uno studio attento e progressivamente affinantesi verso quel principio innato e inconoscibile se non per atto di fede, che è la “fiammella” immateriale, fonte e radice ultima di ogni ente.

    19.10. 2023 Maria Palladino

    Mostra in collaborazione con la Galleria Città di Padova

    Galleria Città di Padova, Vicolo Santa Margherita 2 (angolo con Via San Francesco), 35121 Padova (PD).

    La mostra resterà visitabile fino al 18 Novembre.

    Orari di apertura: 16:00 – 19:15. Chiuso Domenica. Ingresso libero.

    Per informazioni: Maria Palladino 3341695479 [email protected]

    Galleria Città di Padova: 3403230490 [email protected]

  • “Degli stati dell’Essere”, mostra personale della pittrice Laura Spedicato

    Cura e presentazione del Critico d’Arte e Curatrice Maria Palladino

    Intervento del Prof. Roberto Boccalon, Psichiatra e Psicoterapeuta,

    Presidente dell’International Association for Art and Psychology

    Inaugurazione Sabato 11 Marzo ore 18:00

    La mostra personale della pittrice Laura Spedicato “Degli stati dell’Essere”, racchiude una selezione di diciannove opere, fra dipinti di grandi dimensioni, dalla complessa e articolata simbologia, lavori di medio formato e schizzi, che mostrano l’origine della poetica dell’artista, della sua indagine formale, stilistica e tecnica.

    Fonte d’ispirazione primaria la metafisica e il pensiero alchemico, e i testi fondamentali dello scrittore, filosofo ed esoterista francese René Guenon, che con i saggi “Il simbolismo della croce”, del 1931, e “Gli stati molteplici dell’Essere”, del 1932, esplicita alcune idee chiave alla base del lavoro dell’autrice: il concetto di “infinito”, inteso quale infinità delle possibilità della manifestazione, e di “indefinito”, che implica invece la finitezza della misura; di “essere” determinato e “non essere” illimitato e indeterminato. Ciò configura il fine ultimo del percorso di sublimazione alchemica della materia primordiale, alla ricerca di quella “pietra filosofale” che è l’”oro” dell’animus che si fa anima, della liberazione dello spirito dai legami terreni, fino all’illuminazione e al ricongiungimento con l’Assoluto, il Tutto.

    L’artista indaga tali temi ricollegandosi agli antichi culti delle divinità solari, celtiche e greco-romane, ai riti mitraici, assimilabili al Cristianesimo, da cui vennero successivamente inglobati e soppressi, alla ricorrenza degli animali sacri come il cervo, la civetta, l’emellino, a piante ed erbe emblematiche e rituali.

    Il viaggio che deve compiere l’uomo è perciò essenzialmente un viaggio iniziatico, come quello degli Argonauti, di Ulisse, di Dante e quanti altri, creature umane o divine, vogliano sollevarsi al di sopra delle limitazioni della materia e della forma, attraverso un percorso di purificazione e di conoscenza. Qualità imprescindibile per cominciare tale impresa, oltre alle facoltà intellettuali, è quella di possedere una coscienza elevata che consenta loro, grazie all’intuizione, di avvicinarsi alle verità supreme e unificanti manifestate attraverso i simboli. Da qui il “simbolismo della croce”, ovvero la primordiale concordanza degli opposti, dei punti cardinali, dei quattro elementi, solstizi ed equinozi, in un unico centro che è anche il punto focale di una prospettiva, l’Androgino originario in cui il maschile e il femminile coincidono e si fondono, l’infinitamente piccolo nell’infinitamente grande.

    L’opportunità di un viaggio dentro sé stessi alle radici dell’esistenza, alla scoperta di racconti sempre nuovi e soggettivi.

    02.03.23 Maria Palladino

    Laura Spedicato, nata a Corigliano d’Otranto nel 1973, si è iscritta nel 1995 all’Accademia di Belle Arti di Lecce, dove si è laureata con lode in pittura.

    Dal 2000 al 2002 ha realizzato due mostre personali di pittura (a Corigliano d’Otranto nel 2001 e Lecce, Conservatorio di Sant’Anna 2004) e diverse esperienze collettive e di decorazione tra Lecce e Roma.

    A Roma ha frequentato un corso presso la Graphilm (casa di produzione di cartoni animati) e la Scuola Romana di fumetto con maestri come Forestieri, Rotundo, Mastantuono, Caracuzzo, Sicomoro, contemporaneamente fa pratica di restauro presso lo studio Pavia Restauro, immergendosi nelle tecniche antiche e moderne di artisti come Cerquozzi e Schifano.

    Si trasferisce a Venezia per frequentare un corso di specializzazione presso l’Università Ca’ Foscari per l’insegnamento dell’arte e della storia dell’arte e per conoscere il lavoro di  importanti artisti come Tiziano e Tintoretto. Ora vive a Padova, dove insegna arte, ha partecipato a diverse collettive sul territorio e non e a progetti grafici:

    2011 Biennale internazionale del libro d’artista  a Badoer, Treviso e Osnabruck, Germania.

    2014 illustrazioni per il libro “La grande opera” (testo alchemico del XVIII secolo).

    2017/2018 realizza una collaborazione  franco-italiana per un video musicale realizzando la parte grafica.di animazione di Mekanika.

    2017/2018 la partecipazione ad Arte Fiera Padova  e Arte Fiera Forlì.

    2018 Partecipazione a Piazzola Arte Contemporanea

    2019 partecipazione alla collettiva di pittura e scultura Resilienza, promossa dall’Associazione Artemisia,  presso Palazzo della Gran Guardia, Padova.

    2019 Collettiva di pittura Alchimia dell’Arte alla Cattedrale Ex Macello di Padova

    2020 Collettiva di pittura Fluxus, presso Galleria Visioni arte, Venezia

    2020 Collettiva di pittura Abisso, un fine settimana, ispirata al testo di D. Tunning.presso Galleria Visioni arte, Venezia

    2021 Collettiva di pittura Cromatismi del ‘300, presso il Centro culturale San Gaetano di Padova.

    La mostra resterà visitabile fino all’8 Aprile.

    Galleria DP Progetti, Via del Seminario 1, 35122 Padova (PD).

    Orari di apertura: 16:00 – 20:00. Chiuso la Domenica. Ingresso libero.

    Per informazioni: DP Progetti, D.ssa Daniela Paluello 3428825052 [email protected]
    www.dpprogetti.com

    Critico d’Arte e Curatrice Maria Palladino 3341695479 [email protected]

  • Mostra Collettiva Internazionale “Omaggio alla Primavera”

    OMAGGIO ALLA PRIMAVERA”

    Mostra Collettiva Internazionale

    Presentazione dello Storico e Critico d’Arte Prof. Giorgio Grasso

    Evento a cura del Critico d’Arte e Curatrice Maria Palladino

    Inaugurazione Sabato 21 Maggio ore 18:00

    Fin dalle epoche più remote l’equinozio di primavera (attualmente fra il 19 e il 21 Marzo, dipendentemente dalla posizione della terra rispetto al sole) ha contrassegnato il periodo di passaggio fra il buio e il rigore dell’inverno e il risorgere della natura come momento magico, misterico e mistico, fautore di ricostituzione, fisica e spirituale e di passaggio attraverso le fasi fondamentali della nascita, riproduzione e morte, degli individui come di tutti gli organismi viventi.

    Alle origini della storia dell’umanità il culto della “Grande Madre” fra era Paleolitica (2,6 milioni di anni fa – circa 10.000 a.C.) e Neolitica (10.000 a.C. – 4500-2000 a.C.), determinava una struttura della società incentrata sul ruolo della donna, custode dei segreti della fertilità, della genesi e della dissoluzione: la Madre rappresentava la Terra, la protezione e l’accoglienza, la creazione e la distruzione, il trascorrere del tempo, le stagioni, le fasi lunari; nei successivi stadi dello sviluppo della civiltà, nei “Misteri Eleusini” (antecedenti al VI sec. a.C. e fino al 396 d.C. in Attica), la venerazione della femminilità e del potere ad essa connesso, si collega al mito di Demetra o Cerere, dea delle messi, e a sua figlia Persefone o Kore (“la fanciulla”), che rapita da Ade e portata negli Inferi, venne a lungo cercata dalla madre, finché l’intervento riparatore di Zeus, fratello di Ade, non consentì a Persefone il permesso di dimorare per sei mesi nel regno dei morti e per sei mesi sulla terra. Nei sei mesi in cui Persefone, poi Proserpina per i romani, torna sulla terra, la natura rifiorisce e il sole torna a splendere, come nel ciclo di tutte le cose.

    In seguito, l’affermarsi di società e religioni patriarcali, spostò il fulcro del potere creativo dal femminile al maschile, come nei Bacchanalia della Magna Grecia (VI – V sec. a.C. – 186 a. C.), diffusisi a Roma dal II sec. a. C. e in cui comunque dapprincipio erano ammesse sole donne, e nella coeva filiazione dei Misteri Orfici, i quali prefiguravano la natura divina dell’anima, immortale e trascendente, e la necessità della purificazione in vita.

    In ognuna di queste celebrazioni della Primavera, la rinascita è frutto di un percorso di crescita spirituale, che implica uno smarrirsi nel buio della coscienza o dell’esperienza mistica, per sottostare ad un ‘espiazione e ad una resurrezione, attraverso la quale l’anima si ricongiunge alla sua matrice terrena e ritorna al mondo, senza più paura della morte.

    Questa esposizione intende celebrare lo splendore dei colori e il rigoglio della vegetazione in primavera, come anche il desiderio di rigenerazione, in rappresentazioni realistiche, naturalistiche, o simboliste, nelle forme della scultura e della pittura, dove le cromie accese e l’irrompere dell’entusiamo gestuale fanno percepire anelito ad un ritrovato senso della bellezza, e della condivisione, oltrepassando il buio passato, per rinvenire ad una nuova vivida realtà. 09.05.2022 Maria Palladino

    In esposizione opere degli artisti:

    Alexandra Van Der Leeuw, Alfredo Baracco, Algida Temil, Anna Rita Valenzi, Annamaria Frisone, Barbara Zaccheo, Carlotta Castelletti, Carmelina D’Agati, Chiara Pradella, Claudia Mancinotti, Daniela Gherardo, Dimitrina Simeonova, Egle Piaser, Elena Dunaeva, Eloisa Missinato, Emanuela Di Caprio, Emilia Sulea, Gabriella Mariano, Gabriella Zedda, Germana Bedont, Jacek Rozmiarek, Luciana Gravina, Manuel Silvestrin, Marcos Gutierrez, Maria Grazia Chinaglia, Mariagrazia Zanetti, Marisa Paola Fontana, Maurizia Broggi, Orietta Sartori, Paolo Scafetti, Piergiorgio Dessì, Roky Marchese, Salvo Kim Vaccaro, Silvia Grazioli, Simonetta Pantalloni, Susanna Gatto, Tonino Gaudioso, Vincenzo Torella, Virginio Bruscagin.

    Galleria La Teca, Corso Umberto I, n. 56, Padova.

    La mostra resterà visitabile fino al 7 Giugno.

    Orari di apertura: Mercoledì – Sabato, 10:30 – 12:30, 14:00 – 19:30. Lunedì e Martedì chiuso. Domenica su appuntamento: per informazioni chiamare 3474670115

    Ingresso libero.

    Per informazioni:

    Maria Palladino

    3341695479

    [email protected]