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  • Violenza su donne, per Antonello De Pierro legge stalking insufficiente

    E’ quanto dichiarato dal giornalista presidente dell’Italia dei Diritti ad Anzio, dal palco della kermesse “Storie di donne 2016”, auspicando nuove misure di prevenzione a integrazione della normativa in vigenza
    Antonello De Pierro sul palco di Storie di Donne

    Roma – Ideata lo scorso anno dall’estrosa e indefessa organizzatrice Lisa Bernardini, si è svolta nei giorni scorsi la seconda edizione di “Storie di donne”, la prestigiosa kermesse dedicata all’universo femminile e volta alla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, facendo registrare nuovamente uno straordinario successo. La manifestazione ha aperto i battenti presso l’hotel Villa Eur a Roma e ha visto la sua serata conclusiva presso il ristorante “Boccuccia” di Anzio. L’edizione 2016 è stata caratterizzata da sensibili miglioramenti apportati alla macchina organizzativa e da una corroborazione dell’offerta culturale e valoriale, proiettata verso quegli standard di perfezione, che rappresentano la peculiarità dominante negli eventi targati Bernardini.
    Anche la scelta degli ospiti è stata sottoposta a un’accurata selezione in senso qualitativo. Tra questi particolarmente significativo è stato il ritorno del noto giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it e presidente dell’Italia dei Diritti, particolarmente attivo, con il movimento che presiede, nella lotta contro la violenza sulle donne, argomento che più volte ha affrontato negli indimenticabili dieci anni trascorsi alla direzione di Radio Roma, durante i quali si è ritagliato di diritto la fama di voce storica della prima emittente radiofonica capitolina e terza in Italia, che aprì la strada negli anni ’70 alla rivoluzionaria conquista dell’etere da parte degli apparati privati di trasmissione. Combattere lo stalking e il femminicidio con la prevenzione prima ancora che con la repressione del reato consumato. E’ questa la linea che De Pierro sostiene da sempre e che è la vera novità politica nel campo dell’elaborazione produttiva di norme in materia.Antonello De Pierro e Adriana Russo
    “La produzione di norme — ha affermato dal palco dell’incontro di chiusura ad Anzio — atte a contrastare la violenza di genere ha conosciuto negli ultimi anni un’evoluzione certamente proficua, ma non basta. Sull’impulso dovuto in particolare allo sviluppo del dibattito mediatico e alla risposta indignata della pubblica opinione, che ha fatto maturare nel legislatore la consapevolezza di dover intervenire con determinazione sul fenomeno dilagante, il diritto positivo si è arricchito di una codificazione importante individuata nell’art. 612 bis del codice penale. E’ indubbiamente un grande passo avanti nel contrasto all’espansione fenomenica che promana quotidianamente dalle cronache giudiziarie, ma spesso è insufficiente a evitare i tragici epiloghi che vengono sottoposti alle nostre corde emozionali e generano spesso un senso di impotenza. Questo perché innanzitutto manca una matura percezione da parte di tante donne dell’imminente pericolo a cui sono esposte, e per insufficiente presa di coscienza dell’effettività della minaccia, e per un evidente stato di plagio che spesso le rende inerti. Ciò fa sì che poche volte si ricorre alla querela prevista dal disposto dell’art. 612 bis, anche perché non sempre le misure coercitive adottate sono efficaci ad allontanare il pericolo e spesso si teme un’esacerbazione della congiuntura violenta. E’ infatti ciò che in molti casi succede. La sfida è necessario che venga giocata sul terreno culturale e preventivo prima ancora che su quello sanzionatorio e repressivo, poiché spesso quando si giunge alla seconda ipotesi è già piuttosto tardi. In primo luogo la cultura maschilista che impera nel nostro paese è in gran parte alla base delle incommensurabili violenze, non solo fisiche , ma soprattutto psicologiche, che quotidianamente vengono messe in atto nei confronti delle donne, in particolare tra le mura domestiche, ma non di meno, cosa ancora più odiosa, sui luoghi di lavoro. Quando guardiamo alla vergognosa concezione del sesso femminile nella cultura islamica, non dimentichiamo che quella di molti uomini italiani non se ne discosta molto. La differenza e la fortuna, se così si può chiamare, per le donne del nostro paese risiede nel fatto di vivere in uno stato laico e non in uno stato confessionale, cosa che ha portato a una significativa emancipazione del gentil sesso. La maturazione concettuale del processo emancipativo appartiene molto più alle donne, e nemmeno a tutte, mentre nella maggior parte degli uomini tale formulazione teoretica è soggetta a notevole compressione, che si imbatte in numerosi pregiudizi ostativi in fase estrinsecativa”.Antonello De Pierro e Iolanda Pomposelli
    Il leader dell’Italia dei Diritti ha poi continuato: “La cosiddetta legge introduttiva del reato di stalking ha prescritto giustamente notevoli misure afflittive per il persecutore, ma ha tralasciato che nella stragrande maggioranza dei casi non ci si trova di fronte a un delinquente abituale, bensì a una persona che è in preda a una grande instabilità sotto il profilo psicologico ed esprime una manifestazione ossessiva di possesso, che spesso lo porterà a ignorare ogni provvedimento coercitivo e paradossalmente esporrà la vittima a maggiori pericoli. E’ questo il motivo per cui, a seguito di tanti femminicidi emerge che la vittima aveva più volte denunciato lo stalker e tale circostanza rende apodittiche l’assetto lacunoso del dettato dell’art. 612 bis. E’ qui che entra in gioco la prevenzione di cui parlavo e che il legislatore ha sorprendentemente ignorato. La superficialità con cui sono stati ignorati alcuni aspetti nodali del fenomeno è disarmante e ci fa comprendere l’incapacità e l’incompetenza di buona parte della nostra classe politica, impegnata spesso più nel dare risposte d’effetto di fronte all’indignazione dei corpi collettivi che nella risoluzione reale dei problemi. Fino a quando non sarà chiaro, a chi è chiamato a legiferare, l’aspetto psicologico del problema e che lo stalker deve essere affidato al supporto fornito da un team di esperti, continueremo ad assistere alla lugubre contabilità degli omicidi di genere e all’inflazione di dolorosi e angoscianti, quanto necessari processi, che potevano essere evitati. E il non aver promulgato legislativamente in funzione preventiva, e pertanto deflattiva, non potrà esimere chi è chiamato dai cittadini all’espletamento di questa basilare attribuzione funzionale dal peso di una responsabilità politica di fronte alla consumazione di tanti delitti che probabilmente potevano essere evitati. Il nostro auspicio si indirizza nella speranza di una correzione di rotta in tale senso. Prima ancora che una questione giuridica rappresenta un’espressione di civiltà e di buon senso”.Antonello De Pierro con Marco Baldini e Lisa Bernardini
    De Pierro, che era stato presente anche alla serata inaugurale di Roma, dove aveva consegnato un premio all’attrice Adriana Russo, è giunto ad Anzio accompagnato dalla valente e bellissima giornalista e scrittrice campana Iolanda Pomposelli ed è dalle sue mani che ha ritirato il Premio Speciale Musica lo straordinario cantante italoamericano Francesco Caro Valentino, coadiuvato dalla splendida e conturbante valletta Marilyn Pavlovic.
    Il taglio del nastro ha portato la firma della responsabile culturale dell’Ambasciata dell’Uruguay in Italia, la dottoressa Sylvia Irrazàbal, madrina della manifestazione, coadiuvata dalla presenza della fantastica Cecilia Gayle. Come di consueto ha avuto luogo presso l’hotel Villa Eur l’esposizione di opere d’arte figurativa con la partecipazione di tanti artisti tra cui Gino Di Prospero, Roberta Gulotta, Daniela Prata, Eugenia Serafini, Sabrina Falasca, Mapi, Malisa Longo, Loredana Giannuzzi, Tatèv Hakobyan, Natalia Cojocari, Valerio Capoccia e Giorgio Ceccarelli. Il momento clou dell’intera kermesse è stato rappresentato dalla premiazione della donna dell’anno, avvenuta nella serata conclusiva di Anzio. La vincitrice dell’edizione 2016 è stata individuata in Lorella Ridenti, l’attivissima direttrice della rivista Ora.
    La kermesse ha visto la partecipazione di tanti altri illustri ospiti, tra cui Marco Baldini, Modestina Cicero, Giuseppina Iannello, Loredana Finicelli; Aurora Colladon; Roberta Beta, Maria Grazia De Angelis, Romano Benini, il duca Carlo D’Abenantes, Lino Bon, Giovanni Brusatori, Franco Micalizzi, Marco Tullio Barboni, Gisela Josefina Lopez Montilla, Giovanni Caruso, il prof. Luca Filipponi e Alessandro Maugeri dello Spoleto Art Festival, il prof. Nicolò Giuseppe Brancato, Sabina Fattibene, Iolanda La Carrubba, Sarah Panatta, Alessandra Carnovale, Anita Napolitano, Terry Olivi, Amedeo Morrone, Massimo Meschino, Ilenia Pisicchio, Giorgia Succu, Mike Calabrò, Sergio Gobbi, Patrizia Viglianti, Mirco Petrilli, vincitore del Grande Fratello 13, Cristina Alexandra, Veronica Caruso, Federica Pizi, Elisa Pepè Sciarria, il direttore organizzativo di incostieraamalfitana.it Alfonso Bottone, il dott. Giannino Bernabei, il regista Michele Conidi, la fotografa Marcella Pretolani, Sergio Bartalucci, Giuseppe Racioppi, la casting director Patrizia Ceruleo, il prof. Francesco Petrino, Alessandro La Cava, Sandro Presta e Francesco Caruso Litrico.
    A condurre magistralmente l’intera rassegna, che l’organizzatrice Lisa Bernardini ha voluto dedicare allo scrittore Massimo Pacetti, improvvisamente scomparso poche ore dopo l’inaugurazione, è stato Anthony Peth.
    (Foto di Marco Bonanni)

  • Antonello De Pierro ritorna al Photofestival tra cultura e solidarietà

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti è stato nuovamente ospite ad Anzio alla kermesse organizzata da Lisa Bernardini presso Boccuccia e dedicata ai bambini disagiati
    Anthony Peth intervista Antonello De Pierro

    Roma – Dopo l’apprezzamento e l’entusiasmo esplicitati lo scorso anno, il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti e direttore di Italymedia.it Antonello De Pierro è ritornato ad Anzio, in occasione del Photofestival “Attraverso le pieghe del tempo”, la magnifica kermesse ideata e curata dall’indefessa Lisa Bernardini. E quest’anno De Pierro, si è espresso ancora più favorevolmente, dopo essersi trovato di fronte a una manifestazione che ha fatto registrare un successo senza precedenti tra gli eventi in programma nello stesso periodo. Infatti, nel sontuoso locale dell’imprenditore Mauro Boccuccia, scelto come location per questa edizione, i selezionatissimi invitati hanno potuto godere di uno show di grande impatto durante il quale, convocati sul palco da un superlativo Anthony Peth, conduttore della serata, e dalla stessa Bernardini, sono stati insigniti di un riconoscimento tanti nomi di spessore rappresentanti varie branche della cultura e dello spettacolo, con uno spazio, come di consueto, dedicato alla solidarietà. Il momento solidale, durante il quale è stato osservato un minuto di silenzio per le vittime del recente terremoto che ha colpito Amatrice e i centri limitrofi, è stato particolarmente gradito da De Pierro, che da direttore e voce storica di Radio Roma ha sempre dedicato tanto tempo alle manifestazioni benefiche e al sociale. “Ringrazio Lisa — ha dichiarato — per avermi nuovamente voluto al suo tradizionale evento annuale in cui riesce magistralmente a coniugare l’arte e la cultura con l’attenzione verso le cellule più deboli del parenchima sociale. E’ una caratteristica che le fa molto onore e mette a nudo la sua spiccata sensibilità d’animo. Quest’anno poi destinatari della solidarietà sono i bambini più disagiati e sono ancora più felice di essere qui, in quanto tendere la mano a un’infanzia meno fortunata significa, da un lato fare della commendevole beneficenza, dall’altro contribuire a rendere più salde le fondamenta su cui costruire il futuro, il cui destino è perennemente basato sul ricambio generazionale”. Infatti questa volta è stata scelta la “Sorridendo onlus”, organizzazione che si occupa di migliorare la qualità di vita dei bimbi con difficoltà economiche e favorirne l’integrazione. A rappresentare l’organismo benefico sono state due testimonial d’eccezione, le gemelle Laura e Silvia Squizzato, note al pubblico televisivo per la loro attività di inviate Rai.
    Madrina della memorabile serata è stata la sempreverde Adriana Russo, una delle attrici con il più corposo curriculum tra quelle ancora in attività, che ha contribuito non poco a rendere rilevante l’incontro, degno di essere incorniciato negli annali degli appuntamenti socioculturali. Ospite d’eccezione è stata l’attrice e regista Mirca Viola, che i più ricordano per essere stata decretata vincitrice nel 1987 al concorso “Miss Italia” e subito dopo esserle stato revocato il titolo a vantaggio di Michela Rocco di Torrepadula, in quanto sposata con il produttore Enzo Gallo e madre di un bambino. E proprio quel bambino, al secolo Nicolas Gallo, ora adulto e talentuoso attore e musicista, è stato insignito di un premio speciale quale artista emergente, insieme al giornalista Ruggero Po destinatario di un riconoscimento alla carriera, al regista Pierfrancesco Campanella per la categoria Cinema, a Massimiliano Drapello e Thomas Grazioso per la categoria Musica e ad Elizabeth Missland per il Giornalismo. Tra le celebrità a cui sono stati consegnati i tradizionali premi previsti dalla kermesse il notissimo paparazzo della Dolce Vita Carlo Riccardi per il Fotogiornalismo d’Autore, Guido Maria Ferilli per la Musica, mentre il premio Creatività è andato a Roberta Gulotta e quello della critica a Luca Filipponi.
    Il ricchissimo parterre ha visto inoltre presenti Franco Micalizzi, Raffaele Ramunto, Andrea Tasciotti, Riccardo Mastrangeli, assessore alle Finanze e al Bilancio di Frosinone, Giannino Cesare Bernabei, la responsabile culturale dell’Ambasciata dell’Uruguay in Italia Sylvia Irrazabal, Lino Bon, lo scrittore e sceneggiatore Marco Tullio Barboni, Giovanni Brusatori, il regista Daniele Falleri, Francesco Petrino, Massimo Danese, responsabile dell’Unità di Flebochirurgia dell’Ospedale San Giovanni di Roma, Maria Cristina Romano, i poeti Angelo Sagnelli e Simonetta Bumbi, l’architetto Ugo De Angelis, la fotografa Marcella Pretolani, Maria Grazia De Angelis, il fisico Sergio Bartalucci, il life coach Evaldo Cavallaro, Alfonso Bottone, direttore organizzativo di Incostieraaamalfitana.it, Raimondo Musolino, direttore artistico del circuito pugliese Fotoarte.
    Ad assistere all’evento spettacolo anche il campione di tiro a volo Francesco D’Aniello, argento olimpico a Pechino 2008, titolare di un palmarès di tutto rispetto. E ancora Paola Biadetti, Valerio Capoccia, Ignazio Colagrossi, la italoamericana Grey Est, quest’ultima fortemente impegnata nella lotta al razzismo e alla discriminazione, la disegnatrice Daniela Prata, la bellissima Elisa Pepè Sciarrìa vincitrice nazionale del concorso “Una Ragazza per il Cinema” attualmente in carica, accompagnata dal talent scout e patron del concorso Massimo Meschino, l’ex top model internazionale Pina Iannello, Elisabetta Viaggi, Federica Pansadoro, Maurizio Pizzuto e Maurizio Riccardi.

  • Antonello De Pierro a sostegno dei “Pensieri Piccanti” di Claudio Gnomus

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti continua il tour di sostegno al teatro e fa tappa al L’Aura di Roma per lo spettacolo del noto attore e regista, in scena con Debora Zingarello e Roberta Milia

    Roma – L’Aura è un delizioso teatro bomboniera che si trova dalle parti di viale Marconi a Roma. Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro l’ha inserito come tappa del tour che ormai da diverso tempo ha avviato per tributare il suo sostegno, e quello del movimento che rappresenta, alla cultura teatrale. Un impegno assunto che lo conduce ormai da tanto a presenziare a vari spettacoli, scelti di volta in volta tra i vari inviti ricevuti, che hanno luogo nelle sale per lo più capitoline, ma anche del resto d’Italia. L’enorme attenzione riservata alle pièce teatrali, specie quelle portate in scena in spazi off con artisti minori, è un’impronta distintiva che accompagna De Pierro da sempre, anche nell’attività giornalistica, da direttore di Italymedia.it e di altre testate che ha diretto negli anni, ma soprattutto nel decennio trascorso a capo della redazione di Radio Roma, dove il mondo del teatro era una costante imprescindibile che imperava nell’offerta informativa e nel palinsesto dell’emittente.
    L’altra sera era presente alla prima a inviti dell’effervescente rappresentazione “Pensieri piccanti”, scritta, diretta e interpretata da uno straordinario Claudio Gnomus, affiancato dalle brillanti Debora Zingarello e Roberta Milia. L’ambientazione è quella dell’alba degli anni ’70, subito dopo la contestazione studentesca e il ritorno alla normalità accademica. Ma nulla è più come prima, l’evento sessantottino ha determinato un cambiamento epocale, il parenchima sociale si rivela oggettivamente alterato e stravolto. Si respira forte un fresco profumo di libertà e di nuovi fermenti sociopolitici, nuove espressioni ideali si fanno strada nella quotidianità, associate alla demolizione delle barriere pregiudiziali verso le donne, che conquistano ampi margini di autonomia. Chi non si adatta alla rivoluzione dei valori resta escluso dalle dinamiche evolutive e fenomeniche dei corpi collettivi. In questo contesto in continuo fermento si incardina la vicenda scenica che Gnomus rende magistralmente esilarante, apponendo il marchio di fabbrica che va a sviscerare, come di consueto nella sua produzione artistica, le relazioni umane e gli automatismi che determinano, spesso inesorabilmente, estrinsecazioni conflittuali e divergenze nei nuclei familiari. Il gradevole filo narrativo si srotola lungo uno spaccato esistenziale di due giovani studentesse, pienamente inglobate nei canoni della neonata dimensione morale, affrontata spesso da un angolo prospettico dal sapore onirico e dell’innocenza giovanile. L’epocale ridefinizione dei confini del comune senso del pudore e l’avanzante e irrefrenabile abbattimento di molti tabù sessuali, le trascinano in relazioni sentimentali che deviano dai canonici rapporti imposti finora dai costumi, finalmente scivolati alle spalle, finendo per coinvolgere anche il padre di una delle due ragazze.
    “Ho fatto di tutto per esserci — ha dichiarato De Pierro — , sono arrivato sul filo dei secondi in quanto ero impegnato in un’altra manifestazione dall’altra parte della città e ne è valsa la pena. Ho assistito a uno spettacolo ottimamente confezionato dal mio amico Claudio Gnomus, che rappresenta una garanzia in termini creativi, direttivi e interpretativi per gli spettatori che si recano ad assistere a una sua messa in scena. Stasera era nel triplice ruolo di autore, regista e attore e pertanto la guarentigia, per usare estensivamente un termine con un’accezione più solenne, era praticamente indiscutibile e scontata. Peraltro era la prima volta che mi recavo al L’Aura, teatro di cui avevo sentito molto parlare, e sono felice di esserci stato proprio per assistere a una rappresentazione così qualitativa. Da molto tempo ho sposato questa causa e continuerò a dare il mio contributo finché non sarà attribuita al teatro l’attenzione che merita. E non mi riferisco certo al pubblico, che, ancorché abbandonato nelle sue scelte culturali, riesce fin troppo a rispondere con sensibilità alle sollecitazioni artistiche. Alludo alle istituzioni, che nicchiano imperdonabilmente quando si tratta di valorizzare i fermenti culturali che si agitano ovunque nel nostro paese. I risultati sono quasi sempre affidati alla passione e all’immane sforzo di pochi, che con grandi sacrifici riescono a sopravvivere all’indifferenza e a concretizzare un’offerta di spessore, con attori di valore, che con dedizione continuano a esibirsi, preferendo ai bagliori della popolarità la concretezza del mestiere. Basta fare un giro anche nei teatri più piccoli, spesso anche in quelli amatoriali o parrocchiali, per comprendere che l’Italia non è mai stata avara di talenti. E spesso sotto i riflettori finiscono piccoli fenomeni televisivi, edificati artatamente per soddisfare appetiti commerciali o di altro genere, che spesso si fanno largo prepotentemente e sacrificano sull’altare degli interessi economici o privati la qualità artistica, ma per la legge del contrappasso hanno fortunatamente la data di scadenza già inclusa alla nascita. Auspico azioni concrete da parte della politica e che non si consegnino i buoni intenti sempre e solo ai proclami, intrisi di monotona retorica, che di ogni linguaggio è il parassita più temibile, che gli fa perdere la forza della credibilità”.
    In una sala al limite della capienza, tra gli spettatori divertiti, c’erano anche Salvatore Marino, Nino Taranto, Luciana Frazzetto con Massimo Milazzo, Geppi Di Stasio, Roberta Sanzò, Mariano Perrella, Pietro Romano, Prospero Richelmy e Salvatore Scirè.

  • Un coperto in più, Antonello De Pierro al Todi Festival anche per Maurizio Micheli

    Il presidente dell’Italia dei Diritti è tornato nella città tuderte per la terza volta in questa edizione in occasione della messa in scena della nota commedia scritta da Maurizio Costanzo

    Roma – E tre. Antonello De Pierro, il giornalista presidente del movimento Italia dei Diritti e direttore di Italymedia.it, che nei dieci anni passati alla direzione di Radio Roma, diventandone una storica voce nell’etere dell’Italia Centrale, si è prodigato non poco per la diffusione della cultura teatrale nelle coscienze collettive, è tornato per la terza volta al Todi Festival edizione 2015. Infatti, nell’ambito della campagna che da diverso tempo sta conducendo per testimoniare il sostegno dell’organizzazione da lui presieduta all’universo teatrale, innamoratosi della formula e delle commendevoli scelte di palinsesto effettuate dal direttore artistico Silvano Spada, ha deciso di soffermarsi sulla manifestazione tuderte. Il tris, dopo aver fatto registrare la propria presenza in platea in occasione degli spettacoli trionfali messi in scena da Giampiero Ingrassia e da Mita Medici, è stato centrato da De Pierro nel giorno in cui la previsione programmatica del Teatro Comunale indicava sul cartellone “Un coperto in più”, la nota pièce scritta da Maurizio Costanzo e rappresentata per la prima volta oltre 40 anni or sono. A portare in scena a Todi l’esilarante commedia degli equivoci, che la prima volta fu interpretata da Aldo e Carlo Giuffrè al Quirino di Roma, sono stati quattro straordinari attori, Maurizio Micheli, Vito, Loredana Giordano e Alessia Fabiani, diretti da Gianfelice Imparato, che hanno conquistato, con la loro impeccabile performance attoriale, un pubblico delle grandi occasioni per una sala colma al massimo della capienza. Applausi torrenziali sono scivolati ininterrotti e calorosi verso il palcoscenico, sulla cui ribalta i protagonisti sono stati chiamati più volte, al termine, per riscuotere una vera e propria ovazione, la vera mercede e nutrimento interiore di chi esibisce la propria arte alle platee. E se le doti attoriali di Micheli sono arcinote, e non solo non hanno tradito le attese, ma sono andate ben oltre, l’interpretazione perfetta di Vito, al secolo Stefano Bicocchi, ha rivelato uno straordinario artista, che ha ormai raggiunto una maturità professionale, resistente a ogni prova e che non lascia alcun margine di azione nemmeno al detrattore  più agguerrito. E lo stesso discorso vale per la Giordano, bravissima anche lei, e per la Fabiani, che ha dimostrato di essere a suo agio anche in teatro e che al termine non è riuscita a trattenere la sua commossa soddisfazione. Oltre a De Pierro, che al termine è poi rimasto in città fino a notte inoltrata, prima per ascoltare in piazza l’esibizione di una straordinaria cover band di Rino Gaetano e poi per una visita fugace dell’incantevole centro storico, in platea come sempre il direttore Spada, Fausto Bertinotti con la moglie Lella, Benedicta Boccoli, Aldo Ralli e il più famoso pr italiano Angelo Ciccio Nizzo, che dopo essere stato per decenni la colonna portante dei locali capitolini Gilda e Alien ha deciso di lasciare Roma e di prendersi qualche mese di riposo nella sua Todi.