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  • Approvato all’unanimità nel Decreto Aiuti la proposta di Avis Regionale Lombardia di supportare economicamente l’attività istituzionale e di raccolta

    È stato approvato all’unanimità all’interno del decreto aiuti l’emendamento, presentato dall’On. Osnato e sottoscritto da molti gruppi parlamentari, suggerito da Oscar Bianchi, Presidente di Avis Regionale Lombardia e che prevede un contributo pari a 2 milioni di euro per l’anno 2022 e un impegno del governo a lavorare sulla prossima legge di Bilancio.

     

    Il provvedimento è stato pensato per favorire e supportare, anche economicamente, l’attività di raccolta volontaria, gratuita e anonima associata del sangue e di emoderivati, nonché la sua raccolta diretta – e al fine di facilitare il raggiungimento dell’autosufficienza per il Paese auspicata a tutti i livelli politici e sanitari, svolta dalle associazioni, tra cui, la più grande, AVIS Associazione Italiana Volontari Sangue.

     

    AVIS effettua la raccolta di sangue in convenzione con gli Ospedali e le entrate derivanti sono “tariffe” definite a livello ministeriale. Le nuove tariffe, che la Conferenza Stato Regioni ha acquisito nella stesura di una convenzione-tipo di livello nazionale, tariffe calcolate sulla base di costi risalenti al 2017-2018, risultando ancor più non adeguate alla copertura dei costi di gestione dell’attività di raccolta, con la logica conseguenza di perdite economiche per le strutture associative.

     

    L’On. Marco Osnato ha presentato un emendamento, approvato all’unanimità e recepito nel Decreto Aiuti approvato, che ha riconosciuto per l’anno in corso il contributo di 2 milioni di euro per l’anno 2022 in favore delle associazioni di volontariato operanti nell’ambito dell’attività trasfusionale per l’acquisto dei materiali connessi con lo svolgimento delle proprie attività istituzionali. Un successivo decreto attuativo ne determinerà le modalità di distribuzione.

     

    Un passo importante anche l’impegno del Governo a lavorare sulla successiva legge di bilancio, che possa considerare la più ampia e strutturata tematica dell’onere dell’IVA sugli acquisti dell’Associazione, direttamente finalizzati alla propria attività istituzionale. La ratio che ha portato alla riflessione di Avis Regionale Lombardia, accolta da Osnato, parte dal concetto che l’attività di Avis relativa alla raccolta, è attività sanitaria equiparabile alle medesime prestazioni di un’azienda sanitaria, che, al contrario di Avis, è in regime di esenzione IVA.

     

    “Grande soddisfazione per un’iniziativa che va a beneficio dell’intero sistema delle associazioni di volontariato che operano nell’ambito delle attività trasfusionali. – afferma Oscar Bianchi, Presidente di Avis Regionale Lombardia  Un gesto concreto che dimostra l’attenzione al sistema volontaristico e gratuito delle associazioni di donatori di sangue, che fa ben sperare per l’impegno assunto verso una riforma più strutturale che inciderebbe moltissimo sulle economie delle sedi associative, che hanno mostrato concretamente di saper rispondere al principio di sussidiarietà al sistema sanitario nazionale, in particolar modo durante il periodo della pandemia, ma anche con l’attività quotidiana e costante, a garanzia dell’intero sistema trasfusionale.”

     

    Nel 2021 i donatori in Italia sono stati 1.653.268, come dichiarato dal Centro Nazionale Sangue, di cui 1.284.966 appartengono ad Avis, che conta 3.359 sedi di livello comunale, provinciale, regionale. La Lombardia è la prima regione per numero di donatori (268.042) e sedi (659).

     

    “Ritengo sia il primo passo per riequilibrare l’imposizione IVA verso il mondo AVIS. – dichiara L’On. Marco Osnato La commissione all’unanimità ha accolto questo mio emendamento volto a riconoscere un contributo significativo rispetto a questo comparto, ma la battaglia continuerà in legge di bilancio per arrivare a riforme più strutturali come l’esenzione IVA. Ringrazio AVIS Lombardia e il suo presidente Bianchi per avermi segnalato questa incongruenza normativa”.

     

  • Paolo Comana nuovo presidente di Avis Comunale Bergamo

    È Paolo Comana, classe 1951 ex-donatore e socio di Avis Comunale Bergamo, il nuovo presidente alla guida di Avis Comunale Bergamo per il prossimo quadriennio. L’elezione è avvenuta nel corso della prima riunione del Direttivo recentemente eletto, tenutasi nella serata di mercoledì 24 marzo.

    «È per me un onore poter guidare l’Avis Comunale Bergamo e sono convinto che sia una grande opportunità per diffondere a voce ancor più forte il grande messaggio della “donazione”. Partendo dai messaggi di sensibilizzazione e dalle iniziative sul nostro territorio, sono certo che, in un clima di grande collaborazione, contribuiremo al raggiungimento dei grandi obiettivi dell’Avis come l’autosufficienza di emocomponenti e la tutela dei donatori di sangue».

    Queste le parole del neo-eletto presidente Paolo Comana, che succede a Roberto Guerini, ex-presidente in carica per un doppio mandato, che dichiara: «Esprimo grande soddisfazione personale per la scelta del Direttivo che ha indicato all’unanimità Paolo Comana, che in questi anni nei vari ruoli che ha ricoperto ha dimostrato grande dedizione all’Associazione. I miei più cari auguri con l’augurio di essere sempre al servizio di chi ne ha bisogno, un augurio ancora più forte alla luce della pandemia che ha fatto emergere ancor di più l’importanza del ruolo dei volontari a tutti i livelli e di tutte le associazioni»

    Nella serata è stato nominato il nuovo consiglio esecutivo: Comana Paolo Presidente, Guerini Roberto Vicepresidente Vicario, Canzi Ferdinanda Vicepresidente, Colombo Daniela Segretario, Nespoli Pesenti Davide Tesoriere.

  • Avis Comunale Bergamo: soddisfazione per il bilancio 2019

    Grande soddisfazione per un 2019 ricco di appuntamenti, manifestazioni e soprattutto nuovi donatori. Questo il bilancio dell’assemblea annuale con cui Avis Comunale di Bergamo presenta ai propri associati il resoconto dell’anno precedente.

    Un anno ormai lontano, il 2019, su cui non è stato possibile fermarsi per condividere il bilancio e definire azioni e messaggi chiave del 2020 per via dell’emergenza sanitaria che ha travolto in primis la terra bergamasca.

    6715 donazioni, 3365 donatori attivi, 588 nuove iscrizioni e 224 prime donazioni, numeri positivi che testimoniano il grande senso di generosità e comunità dei bergamaschi. Un senso civico dimostrato anche nei primi mesi del 2020 e che, ci si augura, sia incentivo per la crescita della comunità avisina.

    «In questa occasione voglio ringraziare tutti coloro che collaborano con Avis comunale di Bergamo e che hanno messo a disposizione della nostra associazione tempo, competenze e soprattutto passione. Ringrazio specialmente i donatori che hanno – letteralmente – offerto una parte di loro stessi per aiutare chi ha più bisogno. Donare è infatti un grande atto di amore che può salvare una vita e rende un grande servizio alla comunità. Questi numeri ci spingono ad impegnarci sempre di più per sensibilizzare tutti i cittadini sull’importanza del dono, del sangue e del plasma, soprattutto a margine dell’esperienza degli ultimi mesi» ha spiegato Roberto Guerini, presidente di Avis Comunale Bergamo.

    Rispetto al 2018, il numero delle donazioni è aumentato del 2,49% (+153), così come il numero dei soci donatori attivi che – nel 2019 – sono cresciuti del 3,8% (+124). Nell’anno 2019 sono aumentati anche i nuovi iscritti (+26) e gli aspiranti che hanno effettuato la loro prima donazione (+29%). Anche il numero di donazioni dei gruppi rionali e aziendali ha registrato un incremento: sono infatti state raccolte 86 sacche in più rispetto al 2018.

    «I dati del 2019 sono buoni e anche il 2020 era iniziato con cifre promettenti, smentite, come ci si poteva aspettare, da un arresto delle donazioni in concomitanza con la diffusione del Covid-19. Tranquillizzati i donatori, i numeri sono tornati a crescere e abbiamo riscontrato anche intenzioni di nuove iscrizioni ma ciò che fa la differenza sono la continuità e la regolarità delle donazioni» aggiunge il Presidente Guerini ricordando che la disponibilità di sangue sicuro è fondamentale per i trattamenti, per gli interventi urgenti, per il supporto di complesse procedure mediche e chirurgiche.

    Numerose le attività e le manifestazioni di sensibilizzazione, realizzate in collaborazione con associazioni sportive, istituzioni e scuole. È fondamentale infatti spiegare anche ai più giovani l’importanza del dono: nell’anno scolastico 2018-2019, Avis Comunale di Bergamo ha raggiunto circa 1250 alunni con lezioni contraddistinte da una corretta informazione sui giusti comportamenti di vita per evitare pericoli e per mantenere uno stile di vita sano e attivo e con il concorso “Il dono del sangue”. Di grande rilievo anche la campagna per sensibilizzare alla donazione del Plasma, poiché i numeri delle donazioni registrati a dicembre 2019, erano ancora troppo bassi per soddisfare il fabbisogno nazionale.

    Nel corso dell’assemblea si è parlato anche dell’iniziativa in occasione del World Blood Donor Day, che si sarebbe dovuto svolgere il 14 giugno, per la prima volta nella storia, in Italia con una fitta programmazione di attività e azioni nelle piazze. Tutte le iniziative programmate in tutto il mondo sono state sospese e, come indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Italia avrà la possibilità di recuperare ospitando l’evento globale nel 2021.

    «Ringrazio infine tutti i nostri associati e tutti i cittadini, che hanno contribuito con grande generosità – anche destinando alla nostra associazione il 5×1000 – ad aiutarci a realizzare tutte le nostre iniziative e campagne di sensibilizzazione» ha concluso Roberto Guerini.

    Per informazioni: www.avisbg.it

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  • Tecnologie per la prevenzione COVID19: sostegno economico in Fase 3 per limitare una seconda ondata

    “L’emergenza è finita ma non abbassiamo la guardia. Con strumenti per prevenire e limitare i contagi guardiamo al futuro con fiducia. Una sfida che possiamo vincere solo insieme”. Con queste parole Simonetta Tiezzi, governatore del Distretto Rotary 2041, annuncia l’acquisto di strumenti richiesti dal personale sanitario dei principali presidi della Lombardia: dopo aver fornito barelle bio-contenitive, Covid Triage Unit e ventilatori polmonari, utili nella gestione della fase di emergenza è ora il turno di ecografi, ventilatori portatili, mascherine chirurgiche e filtranti per il personale sanitario per la prevenzione del contagio. Un impegno che rientra nell’ampio progetto sostenuto da Rotary Italia dal valore di 1,3 milioni di euro realizzato da tutti e 13 distretti italiani per dotare 28 centri ospedalieri di tecnologie avanzatissime.

    Nella fase 3 dell’emergenza Covid-19, con la consapevolezza che solo grazie ad azioni concrete si può fare la differenza, il Distretto Rotary 2041 prosegue a rifornire gli ospedali milanesi, medici di medicina generale, RSA, associazioni di mutuo soccorso, di volontariato e istituzioni carcerarie di strumenti utili alla prevenzione, per un investimento di oltre 500 mila euro a sostegno dell’area metropolitana, una delle maggiormente colpite, grazie a una squadra affiatata di persone e volontari.

    Ciò che rimane al termine di questa esperienza è l’immensa gratitudine verso chi ha fatto in modo che gli aiuti giungessero a destinazione e la comunione che ha legato tutti. Un sentimento che anche nella Fase 3 Rotary Club vuole mantenere vivo.

  • 500 mila euro per Ospedali, Rsa e medici di medicina generale. Strumenti per l’emergenza ma anche per ripartire in sicurezza

    Mascherine, Dispositivi di Protezione Individuale, termo scanner, ventilatori polmonari e barelle bio-contenitive per ospedali milanesi, medici di medicina generale, RSA, associazioni di mutuo soccorso, associazioni di volontariato e istituzioni carcerarie. Una mobilitazione dal valore di oltre 500 mila euro attivata dal Distretto Rotary 2041 a sostegno dell’area metropolitana milanese in cui opera.

    Un’azione che è parte di un più ampio progetto dal valore di 1,3 milioni di euro realizzato da tutti e 13 distretti italiani per dotare 28 centri ospedalieri di tecnologie avanzatissime.

    Sul fronte milanese, particolarmente impegnato nella battaglia contro il Coronavirus, la solidarietà di Rotary ha visto donazioni a diverse realtà del territorio.

    L’Ospedale Luigi Sacco ha ricevuto una barella bio-contenitiva, dispositivo fondamentale che permette il trasporto in sicurezza per pazienti infetti, isolandoli completamente, 10.000 mascherine chirurgiche, mascherine filtranti e due ventilatori polmonari. «Questa donazione da parte del Rotary – afferma il Prof. Piergiorgio Danelli, Responsabile del Dipartimento Chirurgico dell’ospedale – rappresenta sicuramente una grande spinta nell’ottica di una maggior solidarietà futura. Per quanto riguarda il momento attuale, la donazione della barella bio-contenitiva costituisce naturalmente un grande aiuto per il trasporto di pazienti nella massima sicurezza».

    All’Ospedale di Garbagnate Milanese sono invece stati donati due ventilatori polmonari, uno da parte dei club del Distretto 2041, l’altro da parte del Rotary Club Naviglio Grande San Carlo. Anche l’Ospedale Gaetano Pini di Milano ha ricevuto un ventilatore polmonare e riceverà nei prossimi giorni un termo scanner.

    Termoscanner e ventilatori sono andati anche a, tra gli altri, Policlinico, l’Istituto Nazionale dei Tumori, Fondazione Pelucca RSA di Sesto San Giovanni, l’Ospedale Niguarda e l’Associazione Fratelli San Francesco.

    Agli Ospedali San Carlo e San Paolo di Milano sono destinati due gate con termo scanner in grado di rilevare istantaneamente la presenza di febbre, una Covid Triage Unit, cabina isolata in cui è possibile seguire il triage in modo sicuro senza contatto, e una barella ad alto bio-contenimento per il trasporto di un paziente infetto.

    Il Comune di Milano ha invece ricevuto una fornitura di 5.126 facciali filtranti da destinare ai medici di Medicina Generale e pediatri di libera scelta. Le mascherine sono state consegnate alla Vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo e al Direttore della Protezione Civile Dott. Cristiano Cozzi nella sede della Protezione Civile.

    «È un’esperienza estremamente toccante e impegnativa – dichiara il governatore del Distretto Rotary 2041 Simonetta Tiezzi -. Ho la fortuna di avere a fianco una grande squadra: questo lavoro svolto insieme ci fa capire l’importanza dell’unione e della condivisione, specialmente in un momento di emergenza. Siamo molto contenti, perché il risultato è davvero ottimo: con donazioni come i ventilatori polmonari portatili pensiamo al presente ma strumenti come i termoscanner ci permettono di guardare al futuro per prevenire e limitare i contagi».

    MATERIALE IN CONSEGNA

    Termoscanner: RSA Golgi Redaelli, RSA Pio Albergo Trivulzio, RSA Sacra Famiglia di Cesano Boscone, RSA Fondazione Pelucca di Sesto San Giovanni, Ospedale Luigi Sacco, Ospedale Fatebenefratelli, Ospedale Vittore Buzzi, Ospedale Macedonio Melloni, Istituto Nazionale dei Tumori, Ospedale Mangiagalli, Ospedale di Sesto San Giovanni

    Ventilatori Polmonari: Ospedale Niguarda, Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo

    Ecografo: Ospedale di Rho

  • Consumi: 8,6 milioni di italiani hanno riscoperto i negozi sotto casa

    Il lockdown ha costretto milioni di italiani a stare in casa e di conseguenza a cambiare le proprie abitudini, non solo di consumo ma anche di acquisto, tanto che sono più di 8,6 milioni i nostri connazionali che hanno riscoperto i piccoli negozi sotto casa; questa una delle evidenza emerse dall’indagine che Facile.it ha commissionato all’istituto di ricerca mUp Research in collaborazione con Norstat*. Ecco l’analisi nel dettaglio.

    Negozi di quartiere vs grandi supermercati

    Come anticipato, il 19,7% degli italiani, corrispondenti a 8.655.000 individui, ha modificato le proprie abitudini di acquisto, riscoprendo i piccoli negozi di quartiere, preferendoli alle grandi catene; a scegliere i market sotto casa anziché spostarsi verso centri commerciali o grandi supermercati sono stati soprattutto i residenti nei grandi comuni (23,6% fra chi vive nelle città con oltre 250.000 abitanti), i rispondenti del Sud e delle Isole (24%) e quelli con età compresa tra i 55 e i 64 anni (24,3%).

    Nello specifico, quasi 1 rispondente su 5 (18,3%), pari a più di 8 milioni di individui, ha cercato di sostenere i negozi del proprio quartiere attraverso le consegne a domicilio, percentuale che sale al 24% fra i rispondenti con età superiore ai 54 anni, cioè una fetta della popolazione corrispondente a poco meno di 3.150.000 individui.

    Boom di donazioni e volontariato

    L’indagine ha messo poi in evidenza come gli italiani si siano dedicati a sostenere chi era in difficoltà e lo abbiano fatto in molti modi diversi. Tra le attività cui gli italiani si sono dedicati maggiormente per aiutare le persone in difficoltà ci sono proprio libere donazioni e volontariato; il 17% dei nostri connazionali (7.450.000 individui circa) ha contribuito economicamente a raccolte fondi promosse da enti pubblici o soggetti privati. Ad averlo fatto sono soprattutto i giovani appartenenti alla fascia d’età 18-24 anni (21,3%) e le donne (18,8% vs 15% fra gli uomini).

    Le donazioni, tuttavia, non sono state solo economiche, ma anche di beni di prima necessità dati direttamente a persone in difficoltà. Hanno scelto questa via il 13,6% degli intervistati, pari a 5.945.000 individui, percentuale che sale al 19,1% fra i rispondenti con un’età compresa tra i 65 e i 74 anni, fino a raggiungere il 20,2% nel Sud e nelle Isole.

    Secondo l’indagine, poi, il 14,8% degli italiani (6.500.000 persone) si è offerto di fare personalmente la spesa al posto di anziani, di chi si trovava in situazione di bisogno o, anche, non poteva uscire di casa; ad averlo fatto sono state soprattutto le donne (17,9% vs 11,6% fra gli uomini) e i rispondenti appartenenti alla fascia di età 45-54 anni (18,3%).

    Bello notare come l’emergenza Coronavirus abbia dato nuova linfa anche al volontariato; sono quasi 1,4 milioni (3,2%) gli italiani che hanno cominciato a farlo presso enti o associazioni impegnate nell’emergenza, valore che raggiunge il 5,2% fra i rispondenti con un’età compresa tra i 45 e i 54 anni.

    Altrettanto bello vedere come ci sia, poi, un modo tutto nuovo di aiutare; il 10,5% dei rispondenti, dato equivalente a più di 4,6 milioni di individui, ha dichiarato di aver contribuito a rendere più leggera la situazione mettendo gratuitamente a disposizione del prossimo le proprie competenze personali o professionali. In particolare, sono i liberi professionisti ad essersi dati da fare: il 16,4% di costoro ha offerto le proprie competenze, anche se a distanza; c’è chi ha fatto ripetizioni via chat per aiutare i ragazzi che si sono trovati a gestire da soli necessità scolastiche; idraulici che hanno guidato via web persone che nemmeno avevano mai visto per aiutarli a riparare rubinetti che gocciolavano o elettricisti che, attraverso una videochiamata, sono riusciti a risolvere piccoli e grandi problemi che si sono verificati nelle case di vicini o….lontani.

     

    * Metodologia: n. 1.504 interviste CAWI ad un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta ad Aprile 2020.

  • Gabriele Maquignaz lancia il progetto Arte per la vita

    Si chiama ARTE PER LA VITA il progetto ideato dall’artista Gabriele Maquignaz di Valtournenche (supportato dall’esperto di progetti culturali Gabriele Accornero), insieme con Luciano Seghesio, Fondatore della Galleria Inarttendu smart Gallery di Aosta e Giovanni Giradini Presidente dell’Associazione civica Rinascimento Aosta, in collaborazione con Spoleto Arte.

    La finalità è quella di raccogliere fondi per contribuire, grazie alla generosità degli artisti e degli acquirenti delle loro opere, alle spese sanitarie inerenti l’emergenza COVID-19 a favore della AUSL della Valle d’Aosta.

    Il progetto Arte per la vita

    ARTE per la VITA è un progetto apartitico, apolitico e aconfessionale, che nasce per raccogliere Fondi per l’Emergenza COVID-19 a favore dell’AUSL della Regione Autonoma della Valle d’Aosta, il cui riferimento per il progetto è il Direttore Sanitario Pier Eugenio Nebiolo.

    In questo durissimo momento ARTE per la VITA rappresenta un simbolo a favore della vita attraverso le opere degli artisti e concretamente offrendo un contributo alla battaglia contro il Virus COVID-19.

    L’Arte, da sempre considerata una sorta di Cenerentola da parte del mondo economico, può al contrario essere molto utile alla collettività in assoluto e specificamente in questo frangente.

    Si tratta di un progetto molto semplice ma che deve essere tempestivo in quanto a fronte di un’emergenza sanitaria.

    Opere e artisti sulla piattaforma

    Artisti valdostani e non hanno generosamente accettato di donare una loro opera per il progetto. Tutte le opere donate sono illustrate nelle Sezioni OPERE D’ARTE e IMMAGINI INGRANDITE del sito.

    Per ogni opera è indicato da parte dell’Artista il valore di mercato: gli acquirenti potranno confermare il valore o anche aumentarlo a loro discrezione.

    Le opere acquistate saranno spedite ai donatori a emergenza COVID-19 terminata con Corriere Espresso e oneri di trasporto addebitati sul Fondo di donazione. Se preferito dagli acquirenti sarà possibile ritirare le opere presso gli artisti o alla Galleria Inarttendu di Aosta in via Laurent Martinet, 6.

    L’elenco degli acquirenti, di fatto donatori in denaro, salvo richieste di anonimato, sarà pubblicato sul sito web del progetto insieme all’elenco degli artisti donatori delle opere.

    Nel caso di obbligo di versamento dell’Iva da parte degli Artisti (per i titolari di Partita Iva), la stessa sarà versata agli stessi dietro fattura dall’Associazione Rinascimento Aosta a valere sul Fondo Donazioni raccolto.

    I valori delle opere indicati includono le spese di spedizione, che verrà effettuata a Emergenza Covid-19 rientrata. Fatta salva la possibilità, per chi ne avesse la possibilità, di ritirare le opere c/o gli artisti.

    arte per la vita

    Come donare

    Chi vorrà fare una donazione acquistando un’opera dovrà effettuare un bonifico bancario, del valore indicato alla sezione OPERE D’ARTE o superiore, al conto corrente bancario dell’Associazione intestato a:

    Associazione Rinascimento Aosta

    Banca Unicredit

    IBAN: IT 91 R 02008 01399 000105884750

    causale: donazione progetto Arte per la Vita COVID-19 – nome dell’opera e dell’ARTISTA

     

    I Donatori in denaro dovranno inoltre inviare copia dell’ordine di bonifico via mail al seguente indirizzo: [email protected].

    Man mano che i pezzi saranno oggetto di donazione verrà indicato il perfezionamento dell’operazione sul sito del progetto.

    Il ricavato delle donazioni sarà devoluto all’AUSL della Valle d’Aosta al netto del solo costo del trasporto corriere dai luoghi di prelievo ai donatori, del pagamento dell’IVA sulle cessioni a titolo gratuito nel caso di Artisti con Partita Iva e di eventuali costi di stampa e incorniciatura se richiesti dagli artisti.

    Apposito rendiconto dell’operazione verrà trasmesso a tutti i partecipanti e pubblicato sul sito web del progetto.

    La campagna di donazioni resterà aperta per 2 mesi, ossia sino al 12 giugno 2020.

    Al termine del periodo il ricavato (al netto del solo costo del trasporto corriere dai luoghi di prelievo ai donatori, del pagamento dell’IVA sulle cessioni a titolo gratuito da parte di soggetti Iva e di eventuali costi di stampa e incorniciatura se richiesti dagli artisti) sarà donato all’AUSL con versamento integrale su c/c intestato all’Azienda Sanitaria (rif. dott. Pier Eugenio Nebiolo Direttore Sanitario AUSL).

    Chi sono gli artisti di Arte per la vita

    Sono 52 gli artisti che sino ad oggi, in soli 5 giorni, hanno donato una o più opere oltre a un collezionista che ne ha donate due di proprietà, per un totale di 57 opere.

    Di seguito in ordine di adesione al progetto:

    1. GABRIELE MAQUIGNAZ coideatore del progetto 3 opere opere in corso di produzione
    2. ARIANNA DI ROMANO special guest
    3. GIANCARLO ZUPPINI special guest 2 opere dono del proprietario
    4. STEVE MC CURRY special guest
    5. OLIVIERO TOSCANI special guest
    6. PAOLO PELEGRIN special guest opera in corso di produzione
    7. GIOVANNI IUDICE special guest opera in corso di produzione
    8. BOBO PERNETTAZ
    9. KETTY SPEZIARI
    10. ALESSANDRA PELOSO
    11. FRANCO BALAN (JOEL) opera in corso di produzione
    12. ENRICO ROBUSTI special guest
    13. AIME’ MAQUIGNAZ
    14. MATTEO BASILE’ special guest opera in corso di produzione
    15. MARINA TORCHIO
    16. ROBERTO VILLA opera in corso di produzione
    17. MARIE ANGE MAQUIGNAZ
    18. DONATO SAVIN
    19. FABIO SGROI special guest
    20. ANDREA LEONARDI opera in corso di produzione
    21. LUCIANO REGAZZONI
    22. ALBERTO FACCINI opera in corso di produzione
    23. ANDREA SERIO
    24. SOPHIE-ANNE HERIN
    25. DORINO OUVRIER
    26. BRUNO DIEMOZ
    27. ENZO MASSA MICON 2 opere
    28. FABIO DIBELLO
    29. GENTO 10
    30. MARCO TAREA opera in corso di produzione
    31. PAOLA PERSELLO
    32. PIETRO CELESIA
    33. STEFANO SIMONTACCHI special guest opera in corso di produzione
    34. SALVATORE CAZZATO
    35. STEFANO VENTURINI
    36. GAETANO TUFANO opera in corso di produzione
    37. TULLIO MACIOCE
    38. GIULIO CRIVELLARI
    39. MONICA LILIANA ZAFRA P.
    40. ANTONIO VIZZI
    41. LEA BERARD
    42. MICHELE TURCO
    43. EZIO DELLOSTA 2 opere
    44. FABRIZIO BRAZZALE
    45. LIVIO MOGNOL
    46. PASQUALINO FRACASSO
    47. FABRIZIO LEONARDUZZI
    48. OMAR RONDA special guest opera in corso di produzione
    49. VANDA SARTEUR
    50. ERIK FISANOTTI
    51. MARCO JOLY
    52. MARINO CATALANO opera in corso di produzione

     

    ALTRI ARTISTI COMING SOON (il numero di adesioni è in costante crescita e il sito verrà aggiornato online). Chi volesse aderire al progetto è pregato di contattare: Luciano Seghesio 335 1213132 [email protected]

     

    PER INFORMAZIONI

    www.arteperlavita.com

     

    Gabriele Maquignaz 339 1371001

    [email protected]

     

    Luciano Seghesio 335 1213132

    [email protected]

     

    Gabriele Accornero 327 2964085

    [email protected]

     

    Giovanni Girardini 0033 6 232923262

    [email protected]

    [email protected]

     

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    Inarttendu

    rianscimentoaosta

  • Avis Lombardia: continuiamo a donare con consapevolezza e regolarità

    Alla luce dell’emergenza sanitaria in corso è necessario donare con consapevolezza e programmazione. E’ indispensabile mantenere la raccolta il più possibile programmata senza aumentare il livello delle scorte attuali che comporterebbe il rischio di scadenza delle unità. Queste le raccomandazioni di Avis Regionale Lombardia ai donatori e ai cittadini che intendono contribuire alla rete solidale di donazioni.

    Una raccomandazione che arriva alla luce dei dati messi a disposizione dal DMTE, Dipartimento Transfusionale e di Ematologia, che ha paragonato il numero di unità di sangue raccolte nel periodo compreso dal 9 al 15 marzo di quest’anno, 8.083 unità, con quelle dell’anno precedente, 9.919 unità. Un calo, di 1836 unità, che emerge anche dalla valutazione su un periodo più esteso: i dati del mese di febbraio 2020 registrano 35.825 unità contro le 37.361 unità del 2019, con uno  scostamento sul numero di raccolta di sangue in favore dell’anno precedente di circa il 5%.

    Oscar Bianchi, Presidente Avis della Regione Lombardia sottolinea: “Lo scostamento c’e’, anche se  minimo. Questo grazie ai donatori che nonostante l’emergenza Coronavirus non hanno mai smesso di donare. Ora però, a fronte a questo calo,  la raccolta deve continuare secondo le modalità programmate, quindi dietro prenotazione e seguendo le normali procedure per non rischiare un calo più importante. Diciamo grazie alle numerose persone che hanno risposto al nostro appello, ma dobbiamo continuare a donare in maniera regolare e periodica per poter fra fronte al continuo bisogno di sangue e emoderivati”.

    Per donare è sufficiente contattare la Struttura Transfusionale o l’Associazione di riferimento consultando la mappa sul sito di avis regionale https://www.avislombardia.it/  prenotare e presentarsi nelle sedi di raccolta.

  • Avis Regionale Lombardia: il Coronavirus non è un pericolo per chi dona e chi riceve

    Il sistema sangue italiano è sicuro e non teme il Coronavirus. AVIS Regionale Lombardia, alla luce del decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha rafforzato le misure di contenimento, tranquillizza e invita i donatori a continuare a donare. A scopo puramente prudenziale sono sospese temporaneamente dall’attività donazionale i residenti nei comuni di Codogno, Casalpusterlengo, Castiglione D’Adda, Castelgerundo, Fombio, Maleo, Bertonico, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini.

    Il presidente di AVIS Regionale Lombardia, Oscar Bianchi rassicura: «I donatori devono comportarsi come sempre, seguendo il fondamentale criterio dell’autosospensione in caso di sintomi da raffreddamento e febbre o altri sintomi simili.  Si dona il sangue solo quando si è in buona salute, quindi è opportuno avere la sensibilità di comunicare alla struttura trasfusionale se tali sintomi sono comparsi nei 15 giorni dopo la donazione. A tutti i donatori raccomando di informare il servizio trasfusionale di riferimento in caso di comparsa di sintomi compatibili con l’infezione da “Coronavirus” o in caso di diagnosi, nei 14 giorni successivi ad una donazione. Vige il principio di massima precauzione, ma è importante ribadire che il nostro sistema trasfusionale è sicuro e di qualità”.

    Insieme alle istituzioni nazionali e locali, Avis Regionale Lombardia sta costantemente monitorando la situazione e dando aggiornamenti puntuali sui canali social e sul sito. Non sono state documentate trasmissioni mediante la trasfusione di emocomponenti e non è noto alcun rischio di trasmissione trasfusionale ma in linea con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sono state rafforzate le misure di sorveglianza anamnestica sul donatore di sangue. I criteri di esclusione dalla donazione sono: soggiorno in area interessata nei 28 giorni precedenti, soprattutto se vi sono stati contatti personali con soggetti confermati o potenzialmente infetti, specie se con sintomi simil influenzali, ma anche in fase ancora asintomatica; presenza di sintomatologia simil influenzale. I sintomi più comuni sono febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie. Il periodo di incubazione è attualmente stimato in 3-14 gg. E’ competenza e responsabilità del medico l’ammissione o meno alla donazione.

    Sul sito di Avis regionale www.avislombardia.it è pubblicato il pieghevole informativo del Ministero della Salute – Istituto Superiore di Sanità su sintomi e prevenzione del Coronavirus.

  • Coronavirus: da Avis Regione Lombardia nessun pericolo per i donatori

    Con la diffusione del “Coronavirus, la forma virale che dalla città di Whuan, in Cina, si sta diffondendo anche in altri continenti, AVIS Regionale Lombardia promuove controlli serrati per garantire la sicurezza di donatori, riceventi e di tutto il personale. Il presidente di AVIS Regionale Lombardia Oscar Bianchi rassicura: «Non sono state documentate trasmissioni mediante la trasfusione di emocomponenti e non è noto alcun rischio di trasmissione trasfusionale ma in linea con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità abbiamo rafforzato le misure di sorveglianza anamnestica sul donatore di sangue, applicando una sospensione temporanea di 21 giorni dal rientro per tutti i donatori che abbiano soggiornato nelle aree interessate. A tutti i donatori stiamo raccomandando di informare il servizio trasfusionale di riferimento in caso di comparsa di sintomi compatibili con l’infezione da “Coronavirus” , o in caso di diagnosi, nei 14 giorni successivi ad una donazione».

    Nessun pericolo dunque per i donatori che, al massimo, saranno costretti ad un periodo di sospensione dell’attività, come peraltro accade con qualsiasi altra patologia virale. I sintomi più comuni consistono in febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie come in una forma simil influenzale. L’infezione si previene valutando la possibilità di posticipare viaggi a Wuhan non strettamente necessari, vaccinandosi contro l’influenza almeno 2 settimane prima della partenza, evitando il contatto diretto con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, lavandosi spesso le mani, soprattutto dopo il contatto diretto con persone malate, evitando di visitare mercati ittici o di animali vivi, evitando il contatto diretto con animali da allevamento o selvatici vivi o morti.

    Infine, i viaggiatori con sintomi di infezione respiratoria acuta dovrebbero rispettare l’igiene respiratoria: evitare contatti ravvicinati, coprire starnuti e colpi di tosse con un fazzoletto, preferibilmente, monouso e lavare le mani. In caso di dubbi si raccomanda di consultare il numero verde 1500 del Ministero della Salute che fornisce gratuitamente ai cittadini informazioni, in italiano, inglese e cinese sul Coronavirus. Il numero è attivo 24 ore su 24.

     

    Avis Regionale Lombardia

    È la struttura che coordina tutte le Avis Comunali e Provinciali lombarde. Con oltre 40 anni di storia alle spalle opera su tutto il territorio lombardo tramite una rete di Avis comunali (648) presenti quindi in oltre il 42% dei Comuni della Regione; le sedi comunali sono coordinate dalle 12 Avis Provinciali. La Lombardia rappresenta oltre il 20% dei donatori italiani che coprono il 24% del fabbisogno nazionale. Avis Regionale costituisce l’organismo di interfaccia e il momento di raccordo tra il volontariato attivo, il mondo medico e le istituzioni sanitarie, nell’ottica dell’ottimizzazione e dell’efficacia del nostro essere volontari attivi.

  • Un’azienda di software CAD è coinvolta attivamente con i bambini in Africa

    Milano, Italia – 6 Luglio 2018: È arrivato il momento che i collaboratori di CAD Schroer inizino a fare sport! Ogni chilometro percorso in bicicletta mentre si recano al lavoro o fanno jogging insieme ai loro colleghi viene trasformato in una donazione per i bambini in Africa.

    “Domani verrò al lavoro in bicicletta.” O “Andiamo a fare jogging durante la pausa pranzo.” Sono queste le frasi che si sentono negli uffici di CAD Schroer da alcune settimane. L’azienda motiva i suoi collaboratori a fare più esercizio nella vita di tutti i giorni ed allo stesso tempo investe per una buona causa. Ogni chilometro percorso aumenta la donazione a beneficio dei bambini e dei giovani in Africa.

    Sport e donazione sono una combinazione vincente
    A tale scopo, la società CAD Schroer di Moers in Germania ha lanciato una campagna di sport e raccolta fondi molto speciale, che è ora al suo settimo anno. Negli ultimi sette anni sono state fatte donazioni a vari progetti di aiuto. Si trattava sempre di bambini e giovani e di permettere loro un migliore accesso all’istruzione. Quest’anno, CAD Schroer ha donato i soldi raccolti per un progetto di aiuto selezionato da World Bicycle Relief.

    Per i bambini ed il loro accesso all’istruzione
    A causa delle lunghe distanze, dei percorsi pericolosi e delle sfide sociali, milioni di bambini in Africa non hanno accesso all’istruzione. Le biciclette danno loro la possibilità di superare i confini e di guardare al futuro. Con una donazione di 134 € è possibile finanziare l’acquisto di una bicicletta. In questo modo sempre più bambini possono andare a scuola in questa bicicletta e frequentare regolarmente le lezioni.

    Raggiungere un obiettivo comune
    I collaboratori di CAD Schroer hanno fissato il loro obiettivo. Vogliono pedalare quanti più chilometri possibile e pedalare ancora più duramente. Hanno deciso di motivare ogni collega a raggiungere l’ufficio in sella alla propria bicicletta. “Negli ultimi anni abbiamo imparato che il ciclismo è contagioso ed infatti sempre più colleghi sono passati dall’auto alla bicicletta”, afferma Gudrun Tebart di CAD Schroer.

    Per il piacere di farlo
    Per molti, lo sport è più divertente se fatto in compagnia. Ci si motiva a vicenda. Anche quando si pedala il fattore divertimento gioca un ruolo importante. Perché il raggiungimento comune di un obiettivo prefissato è divertente e la motivazione risultante è semplicemente contagiosa. Se ognuno contribuisce a una piccola parte di questo, si possono raggiungere risultati inaspettati e con in testa un obiettivo comune. A partire dal 15 giugno, i collaboratori di CAD Schroer dimostreranno ogni giorno di cosa sono capaci. La più grande donazione possibile per una buona causa è l’obiettivo comune.

    La nostra motivazione è la donazione per una buona causa e il piacere di fare sport
    https://www.cad-schroer.it/novita/unazienda-di-software-cad-e-coinvolta-attivamente-con-i-bambini-in-africa?utm_source=pressemitteilung&utm_medium=portal&utm_campaign=20180704_Spendenprojekt

    Inerente a CAD Schroer
    Specializzata nello sviluppo di software e nella fornitura di soluzioni engineering, CAD Schroer è un’azienda di calibro mondiale che aiuta ad accrescere la produttività e la competitività dei clienti specializzati nei settori della produzione e della progettazione di impianti, inclusi il settore automobilistico e il suo indotto, il settore energetico e i servizi pubblici. CAD Schroer ha uffici e filiali indipendenti in Europa e negli Stati Uniti.

    Il ventaglio dei prodotti di CAD Schroer include soluzioni CAD 2D/3D, per l’impiantistica, la progettazione di impianti e la gestione dati. I clienti in 39 paesi si affidano a MEDUSA®, MPDS™ e STHENO/PRO® per fornire un ambiente di progettazione integrato, efficiente e flessibile per tutte le fasi della progettazione dei prodotti e degli impianti, ció permette di tagliare i costi e migliorare la qualità. CAD Schroer attribuisce una grande importanza alla stretta collaborazione con i clienti e supporta gli obiettivi dei suoi clienti mediante un ampio ventaglio di servizi di consulenza, addestramento, sviluppo, supporto software e manutenzione.

    Contatti
    Marco Destefani
    CAD Schroer GmbH
    Fritz-Peters-Straße 11
    47447 Moers
    Germania

    Sito web: www.cad-schroer.it
    Email: [email protected]

    Telefono:

    Italia: +39 02 49798666
    Germania: +49 2841 9184 0
    Svizzera: +41 44 802 89-80
    Regno Unito: +44 1223 460 408
    Francia: +33 141 94 51 40
    USA: +1 866-SCHROER (866-724-7637)

  • A Chi Dare Il 5×1000, Ecco Tutto Quello Che Devi Sapere

    Sapete che cos’è il 5×1000? Con la legge del febbraio 2005, poi divenuta legge finanziaria del 2006, fu inserita l’opportunità di donare il 5 per mille per una serie di associazioni di ambito sociale rilevante. Con questa normativa, infatti lo Stato aveva stabilito la possibilità di poter destinare a titolo propriamente sperimentale una quota pari appunto al 5×1000 della propria contribuzione Irpef. Questo contributo doveva essere fatto su quella che era la fascia contributiva Irpef alle persone fisiche e in base alla propria possibilità economica, veniva finanziata un’attività del terzo settore. Fin dall’inizio l’applicazione del 5x mille, è stata considerata come positiva dei contribuenti che hanno volentieri donato i propri fondi ad enti diversi del terzo settore. Nel corso degli anni sono state fatte delle piccole modifiche sulla donazione del 5×1000 ma in realtà questa pratica ancora oggi è molto ben vista e ben conosciuta.

    Le Caratteristiche Della Donazione Del 5×1000

    Mi 5x mille è una tipologia particolare di finanziamento che libera lo stato dall’obbligo di sostenere il terzo settore ed in più non comporta degli oneri aggiuntivi per chi sta donando. Il contribuente infatti, semplicemente nella sezione della dichiarazione dei redditi, deve scegliere a chi destinare una quota del 5×1000 del proprio Irpef. La quota del 5×1000 può essere rivolta a diversi tipi di enti che è possibile riscontrare, andare ad analizzare direttamente sul sito dell’agenzia delle entrate. Una volta fatta questa valutazione, non resta altro che procedere nella scelta e poi successivamente, andare a firmare l’apposito modulo per dare l’autorizzazione effettiva.

    Come Donare Il 5×1000

    Come già accennato, per donare il 5×1000 è importante fare una precisa valutazione Innanzitutto su quelli che sono i soggetti che hanno la possibilità di ottenere questa quota dell’Irpef dei contribuenti. Una volta scelto qual è il soggetto beneficiario della quota che dovete donare, allora non vi resta altro che recarvi dal commercialista. Il commercialista vi darà due opzioni, ovvero quella di scegliere di destinare il 5×1000 ad un determinato ambito, oppure quella di inserire il codice fiscale di quel determinato Ente o di quella determinata associazione, direttamente presso la sua sede. Basterà poi una firma per essere praticamente pronti a questo tipo di attività.

    Perché È Importante Donare Il 5×1000 Ad Un’ Associazione

    Donare il 5×1000 ad un’associazione importante perché dà l’occasione di poter sostenere da un punto di vista economico finanziario, questa realtà. Prima di scegliere perciò a chi donare la quota del 5×1000  dell’Irpef , è importante informarsi bene su quale sarà il destinatario perché si sta dando un’occasione importantissima ad una realtà del terzo settore di agire sul territorio. Non è un caso che gli enti che possono beneficiare del contributo del 5×1000 sono tutte realtà ben consolidate e verificate, analizzate da parte dell’Agenzia delle Entrate e dagli organi preposti per ottenere dei vantaggi da un punto di vista economico. La scelta è importante e va perciò ponderata bene.

    In Che Cosa Consiste Il 5x Mille

    Il contributo del 5×1000 consiste in una quota finanziaria che viene tolta dal proprio contributo Irpef e donata in maniera diretta al terzo settore nel principio della sussidiarietà orizzontale. In questo modo, il vantaggio per lo stato è quello di sostenere il terzo settore, ma non in maniera diretta quanto piuttosto con un’azione mirata da parte dei contribuenti per determinati ambiti. Si avrà anche la possibilità di scegliere in modo chiaro sul da farsi e quindi si potrà decidere a chi donare e chi no in base a quelle che sono le attività sul territorio di riferimento.

  • Informarsi Sulla Successione Ereditaria, Ecco Come Fare

    La successione ereditaria è prevista dalla normativa vigente. Infatti, il Codice Civile prevede una tutela nei confronti di alcune categorie di soggetti. Si tratta dei legittimari ovvero coloro che anche maniera indipendente dalla volontà del defunto hanno una quota dell’eredità e quindi hanno quota legittima. Loro sono i principali quando si parla di lascito solidale di solito si pensa a qualcosa che sia destinata ai ricchi o di alte quote però negli ultimi anni è cresciuta almeno del 10% il numero di italiani che hanno deciso di fare un lascito solidale. Nelle ultime volontà, si va a sottolineare l’importanza anche di dare una parte dei propri beni o anche una percentuale ad un ente benefico che svolge il ruolo importante. Nella successione ereditaria, il lascito solidale viene specificato dove viene chiarito anche a chi si vuole dare quel preciso tipo di bene. Quando si parla di successione ereditaria è bene sottolineare che si riferisce a quello che un parente scende una volta defunto. La successione ereditaria deve essere anche presentata e dichiarata entro un anno dal decesso. Con dei moduli scaricabili online da inviare all’Agenzia delle Entrate oppure con un patronato o un CAF si ha l’opportunità di specificare tutto ciò che c’è da sapere sui beni ricevuti.

    Cosa c’è da sapere su una successione ereditaria

    La successione ereditaria dei beni un soggetto defunto deve essere specificato all’interno di un testamento. Se non ci fosse il testamento ci sono i cosiddetti successori legittimi che riceveranno i beni in base alla storia di quote ereditarie. I soggetti legittimati sono quelle persone a cui spetta l’eredità, come ad esempio il coniuge, i figli adottivi e anche gli ascendenti. Non ci sono però le possibilità di specificare all’interno del testamento delle specifiche quote, in modo tale da non creare problemi nella successione ereditaria. Se il defunto infatti, ha espresso nel testamento la volontà di fare un lascito solidale oppure di suddividere in maniera non equa i propri beni, vale sempre il testamento.

    Le donazioni e la successione ereditaria

    La successione ereditaria deve essere sempre accettata dell’erede quando si vanno a suddividere i beni leggendo il testamento, la persona interessata deve essere informata su tutti i beni ereditati in modo tale da avere poi la facoltà di amministrarlo. Stesso discorso se si ha voglia di rinunciare all’eredità oppure di accettare con delle riserve. Quando però ci sono dei lasciti solidali, diventa importante anche scegliere l’ente destinatario a cui donare e che ha diritto a ricevere determinati beni. Si tratta di un’opportunità molto importante che viene presa in considerazione da sempre da più persone che vogliono fare un’opera benevola prima della morte, in modo tale da lasciare dei beni a chi fa dei progetti davvero importanti in grado di cambiare la vita delle persone, degli animali o dei i malati.

    La Successione Ereditaria e i Limiti

    Chi ha intenzione di lasciare dei beni ad un ente benefico e quindi di fare una donazione a un lascito specifico, deve necessariamente specificato all’interno del testamento. È molto importante dare la propria successione ereditaria ad un ente che si occupa di opere caritatevoli in maniera chiara e precisa in modo da evitare qualunque tipo di problema successivo. La successione ereditaria viene proposta da tantissimi enti che in Italia si occupano di ricerca, di beneficenza e di supporto ad esempio, a bambini malati oppure a famiglie in difficoltà. Le realtà sono davvero tantissime e il consiglio è quello di trovare un ente, che possa ispirare le vostre fiducia e considerare l’opportunità di donare la propria eredità oppure una quota ereditaria a queste realtà che solitamente si leggono proprio su questo tipo di donazioni.

  • I dettagli per una Onlus a cui donare il 5×1000

    Devolvere il 5 per mille ad una Onlus può essere un ottimo modo per incentivare l’attività di quella determinata associazione. Sono sempre di più le persone che decidono di destinare il 5 per mille ad Onlus del territorio di riferimento in cui vivono. Questo è un modo per sostenere le attività di quel determinato ambito ed anche per garantire dal punto di vista economico alcuni tipi di attività. Se avete deciso di donare il 5 per mille ad una Onlus, potete visitare il portale dell’agenzia delle entrate e trovare tutti quelli che sono gli enti accreditati per questo tipo di donazione. Si tratterà di una scelta fatta su una serie di valutazioni personali, sociali, culturali e perché no, anche politiche.

     

    L’importanza Del 5 Per Mille Ad Una Onlus

    Donare il 5 per mille non significa andare a sostenere le attività di quella particolare realtà associativa in maniera diretta e cospicua. In pratica il 5 per mille e il contributo pari a 5 per 1000 del proprio Irpef che viene ceduto a quella associazione sotto forma di agevolazione fiscale. In questo modo lo Stato si toglie l’obbligo di finanziare stesso sensore e di notte da la possibilità ai cittadini di scegliere diretta quale associazione andare a sostenere. Sostenere una Onlus con il 5 per mille dà l’occasione a questa attività di tipo associativo di continuare ad esistere sul territorio e anche di mettere in campo una serie di azioni utili con fini e scopi puramente sociali. È evidente che a volte non basta semplicemente il contributo del 5 per mille per garantire le attività di una associazione. Ecco perché sono sempre di più le realtà associative sul territorio che decidono di sponsorizzare questa occasione per dare una chance da un punto di vista formale tecnico su a coloro che vogliono sostenere una determinata attività. Se avete dei dubbi in merito a quale Onlus affidare il vostro 5 per mille, ricordatevi sempre di poter consultare l’elenco presso l’Agenzia delle entrate.

    Come Fare Per Donare Il 5 Per Mille Ad Una Onlus

    Se avete deciso di donare il 5 per mille ad una Onlus, allora non vi resta che riferire al vostro commercialista e nella fase del 730, oppure del modello unico per la dichiarazione dei redditi, potete andare direttamente a indicare qual è il settore di riferimento su cui destinare il 5 per mille. È chiaro che ci sono anche metodi diversi per la destinazione 5 per mille. Infatti, basterà trovare la Onlus a cui destinare il 5 per mille e poi inserire il suo codice fiscale per dargli questo contributo.

    Perché È Importante Donare Il 5 Per Mille Ad Una Onlus

    Donare il 5 per mille ad una Onlus è molto importante perché dà la possibilità a questa realtà associativa di mettere in campo, attraverso un finanziamento diretto, sempre più attività di vario genere. È evidente che a volte non si conoscono tutte le realtà territoriali e quindi prima di decidere a chi donare il 5 per mille, assicuratevi di avere a che fare con una Onlus che effettivamente fa tantissime attività sul proprio territorio. Un altro consiglio è di andare a capire quanto effettivamente la cifra donata perché il 5 per mille è un contributo che cambia a seconda del reddito di riferimento. Infatti, si tratta della quota del 5 per mille sull’ Irpef e quindi dal punto di vista contributivo. Ciò significa che in base a quanto dovresti pagare l’Irpef, vi ritroverete a cedere un tale quota. Si tratta di un contributo obbligatorio, ma che lo stesso tempo libera lo Stato dall’obbligo di dover sovvenzionare il terzo settore, dando invece l’opportunità ai cittadini di scegliere in maniera diretta chi finanziare.

  • Il 5 Per Mille, Il Miglior Modo Per Finanziare Il Terzo Settore

    Il 5 per mille è una quota dell’imposta IRPEF che serve per destinare una parte del proprio contributo ad attività di rilevanza sociale, civile oppure religiosa. In pratica, lo Stato Italiano deve ripartire i fondi che il cittadino in sede di dichiarazione dei redditi ha stabilito di voler cedere a quella determinata associazione oppure in rete. In base al proprio contributo si darà una parte maggiore oppure minore e questo quindi è un meccanismo che differenzia la suddivisione del 5 per mille da quella dell’8 per mille.

    Come È Disciplinata La Gestione Del 5 Per Mille

    La normativa per disciplinare il 5 per mille è stata introdotta in modo sperimentale dalla legge del 23 dicembre 2005, ovvero la numero 266. Nei Commi 337 e fino a quello 240, c’è la possibilità di poter destinare questa quota dell’IRPEF ad associazioni specifiche. Nell’ambito della legge finanziaria, quindi fu stabilità questa nuova possibilità per il 2006, in modo tale da riuscire a dare un sostegno da parte dello stato e degli enti che si sono contraddistinti per una particolare attività politica e civile, religiosa e sociale. Nel 2008 attraverso il dpcm del 19 marzo è stato stabilito che l’erogazione della quota deve essere rendicontata e quindi tutti coloro che dicevano questo tipo di donazione devono rendicontare i fondi. Ecco perché, sono sempre più le norme che cercavano disciplinare questo tipo di attività con grande attenzione e interesse.

    A Chi Destinare La Propria Quota Del 5 Per Mille

    La quota del 5 per mille può essere destinata a diversi tipi di associazioni. In particolare, secondo quanto stabilito anche dalla normativa vigente, è possibile destinare il 5 per mille alle attività che si impegnano nel mondo del volontariato, come ad esempio delle Onlus oppure delle altre organizzazioni no profit.  Tra le altre opportunità, c’è quella di destinare questi fondi ad associazioni di promozione sociale, culturale e territoriale. L’importante è che queste associazioni siano iscritte nei registri nazionali, provinciali o regionali e che quindi non si tratti di strutture improvvisate che hanno semplicemente lo scopo di intercettare questo tipo di contributo.

    Le Chance Per Il Contributo Del 5 Per Mille

    Un’altra opportunità è quella di destinare questi fondi anche a attività di tipo sociale, indirizzando i soldi al comune di residenza e chiedendo che venga creato un apposito capitolo di spesa dove il comune possa andare a spendere questi soldi per assistenza medico-sanitaria, sociale, per le classi meno abbienti e per creare delle infrastrutture sul territorio per le politiche sociali o quelle giovanili. Un’altra possibilità sta invece nel fatto di prevedere il 5 per mille nella dichiarazione dei redditi per le università e per la ricerca. Anche in questo caso si tratta di un contributo importante che ha lo scopo di assicurare fondi a enti che si differenziano per la ricerca e per un contributo da un punto di vista sociale e sanitario importante.

    L’importanza Del Contributo Del 5 Per Mille

    Il contributo del 5 per mille è importante perché per il cittadino non rappresenta un costo extra, quanto in maniera diretta viene indirizzata una quota dell’IRPEF direttamente a queste associazioni. È un meccanismo di finanziamento che serve per sostenere il terzo settore e quindi è importante anche per lo stato, che in questo modo, rinunciando da un punto di vista economico fiscale a una parte di questo contributo riesce comunque a spostare direttamente le risorse su determinati settori. È molto importante questo tipo di attività perché riesce in questo modo, a dare una mano ad enti benefici che lavorano sul territorio in maniera diretta e cruciale per la crescita del Paese e dei servizi necessari ai più deboli.

  • Avis Bergamo: 6.505 donazioni e 590 nuovi donatori nel 2017 per un anno dal “Cuore d’oro”

    Seimilacinquecentocinque sono le donazioni registrate nel 2017 dall’Avis Comunale di Bergamo con 590 nuovi donatori di cui 199 hanno già fatto la loro prima donazione. È un bilancio tutto in positivo quello presentato dall’Associazione in occasione della sua Assemblea Annuale Ordinaria.

    Il numero delle donazioni è aumentato di 71 unità arrivando a 6.505, confermando il trend positivo che si era già registrato nel 2016. Anche il numero dei soci attivi risulta in aumento (+205 persone pari a +6,7%). Da rilevare anche il dato dei soci che hanno già effettuato la prima donazione (199) nel corso dell’anno consentendo di affermare che il 34% dei nuovi iscritti dona entro l’anno.

    E tanti sono stati anche i concorsi e le premiazioni tra questi il 34° concorso di poesia dialettale bergamasca “Cuore d’oro” di cui, a margine dell’Assemblea annuale, è stata presentata la nuova e attesa pubblicazione con le poesie dialettali selezionate durante i Concorsi tenutisi nel 2012, 2013, 2014 e 2015.

  • “COLORA LE STELLE”: DONATI 94 MILA EURO

     

    Grande successo per la campagna di solidarietà natalizia
    Un dono di Natale di novantaquattro mila euro. È quanto raccolto grazie alla  campagna “Colora le stelle! …per un Natale da fratelli”, avviata in occasione del Natale 2016 e promossa da Ascom Bergamo, Centro Missionario Diocesano e Associazione Il Telaio della Missione, con diverse collaborazioni.

    Un risultato eccezionale che sarà ripartito nei vari progetti sostenuti dall’iniziativa: 25 mila euro andranno a Il lavoro e la fragilità a Bergamo, in collaborazione con le Conferenze di San Vincenzo, per promuovere percorsi lavorativi (a sostegno di famiglie in difficoltà) che favoriscano l’integrazione sociale e la possibilità concreta di autonomia; 20 mila euro a Le famiglie cristiane, la scuola e il lavoro in Terra Santa, per supportare l’impegno educativo nella scuola e attività legate ad artigianato e turismo. La realizzazione sarà affidata all’Amministratore del Patriarcato di Gerusalemme, l’Arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, bergamasco;  25 mila euro, infine, saranno devoluti per supportare le popolazioni colpite dal terremoto in Ecuador.

    5 mila euro saranno inoltre donati alla Comunità Ruah a Bergamo e 10 mila all’Hogar San Lorenzo a Santa Cruz de la Sierra in Bolivia, che si prende cura di un centinaio di bambini abbandonati.

    A questi si aggiunge il contributo legato al premio “Papa Giovanni XXIII”: 9 mila euro dati a tre missionari bergamaschi e per questa edizione meritati da Antonia Locatelli, missionaria in Bolivia; p. Mariano Ambrosini, in Messico dal 1953 e sr. Maria Urbica Zucchetti in Etiopia dal 1958.

    «I numeri dicono qualcosa e portano con sé la dedizione di centinaia di persone che, in una o un’altra iniziativa, si sono alternati dedicando tempo, competenza, insieme ad un mare immenso di passione e di convinzione, per offrire il proprio contributo, libero e generoso: nei servizi più umili e nascosti, come nei momenti di maggiore aggregazione e visibilità», dichiara don Giambattista Boffi, direttore CMD.

    Il grande risultato è stato possibile grazie a numerose iniziative. Una di quelle di maggior successo è quella delle cartoline solidali: ne sono state vendute 13.284 tramite Websolidale-onlus. Per ognuna, il sito ha devoluto un euro, per un totale sui tre siti di 550.00 accessi, 12.000 utenti attivi sui siti, 250 utenti la sera del concerto di Natale. Per quanto riguarda le cartoline: 65% dal Bergamo e Provincia, il 15% dall’Italia in Genere, il 15% dall’America Latina, il 4% dall’Africa, l’1% da altre nazioni. Alcune curiosità: 2 cartoline dalla Russia, 3 dall’India, 2 dalla Cina e 1 dalle Filippine. All’iniziativa delle cartoline hanno aderito 20 scuole e 2 oratori bergamaschi.

    Particolarmente riuscita è stata anche l’iniziativa “Zucchero di stelle”, che ha coinvolto tra gli altri l’intero Istituto comprensivo di Stezzano e 34 scuole diverse. I bambini hanno realizzato dei disegni che sono stati stampati su bustine di zucchero. Il ricavato, ancora da stimare, si aggira attorno a 28-29 mila euro.

    Importanti, infine, la capanna natalizia collocata dall’Eco di Bergamo, che ha raccolto 3.826,93 euro, e il contributo dei grandi centri commerciali, che hanno messo a disposizione degli spazi per la vendita di prodotti natalizi. Allo stand di Oriocenter sono stati raccolti  16.314 euro, in quello dell’Iper di Seriate  6.500 euro, da sommare ai 5.231,65 euro nei bussolotti delle offerte.