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  • Opere d’erte e restauro: in Sicilia nasce una sinergia tra studenti e restauratori

    La conservazione nel tempo delle opere d’arte e la loro difesa dai parassiti come i tarli del legno passano anche da forme di collaborazione di tutti gli addetti ai lavori del settore. Modello di cooperazione e sviluppo in tal senso è quello nato in Sicilia tra il “Centro Regionale progettazione e Restauro” e l’Accademia delle Belle Arti di Palermo, con l’obiettivo di condividere competenze e beni strumentali al fine della manutenzione, conservazione preventiva e restauro delle opere d’arte.

    L’intesa raggiunta rappresenta una grande opportunità per gli studenti, ai quali verrà concessa la possibilità di formarsi grazie al contributo del Centro Regionale, partecipando alle attività di restauro e imparando al tempo stesso ad utilizzare strumentazioni avanzate come ad esempio quelle che si basano sulla tecnologia del trattamento antitarlo a microonde per le strutture lignee.

    Oltre a quest’ultime, interessati dal progetto sono beni culturali come dipinti su supporto ligneo e tessile, arredi e materiali sintetici assemblati.

  • Chiese storiche: i tarli del legno tra gli artefici del loro degrado

    Una ricchezza storico-culturale inestimabile ed ineguagliabile nel mondo ma per la quale cura e prevenzione sono quasi inesistenti: stiamo parlando dell’immenso patrimonio artistico italiano, lasciato spesso e volentieri in completo stato di degrado. Il crollo del tetto della Chiesa San Giuseppe dei Falegnami a Roma, per fortuna senza vittime, è solo la punta dell’iceberg. Sarebbe forse bastato un trattamento antitarlo preventivo ad evitare il collasso della volta di questa chiesa risalente al XVII secolo.

    E in effetti, sarebbero stati con molta probabilità proprio gli insetti xilofagi a provocare il deterioramento di un singolo elemento di una capriata, stando all’analisi effettuata da Francesco Scoppola, dirigente a capo della Direzione Generale Educazione e Ricerca del MIBAC. Ma i tarli non sono i principali responsabili del crollo: c’è da chiedersi infatti in che modo abbia operato la Sovraintendenza in questi anni e quali siano le sue responsabilità.

    Non a caso, lo stesso ministro dei Beni Culturali – Alberto Bonisoli – ha sottolineato il compito degli enti preposti alla vigilanza del patrimonio artistico di monitorare i beni sotto tutela al fine di salvaguardare soprattutto l’incolumità dei cittadini. E in attesa che venga accertata la responsabilità del crollo del tetto della Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, il ministro ha annunciato che presto sarà adottato un piano di monitoraggio di tutti i beni, anche di quelli che non appartengono allo Stato, e non solo della Capitale.

    Come noto, i tarli del legno non rappresentano solo un pericolo domestico, ma la loro presenza risulta essere estremamente dannosa per la stessa solidità strutturale di edifici di interesse storico-culturale e delle opere d’arte custodite al loro interno. Un processo mirato ed ecologico di disinfestazione tarli, associato ad interventi strutturali preventivi, potrebbero essere la ricetta giusta per garantire al nostro infinito patrimonio artistico una condizione di salute degna della sua fama e grandezza.