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  • Maria Barisani: una pittura finemente ricercata

    Soffermandosi ad analizzare compiutamente il palinsesto figurativo sul quale Maria Barisani getta le fondamenta solide e robuste della sua ispirazione creativa, bisogna scandagliare anche l’aspetto formale ed estetico, che assume e riveste una posizione di rilievo parimenti alla componente sostanziale e contenutistica sempre intrisa di forte spessore. La Dott.ssa Elena Gollini ha così voluto commentare: “I ritratti e le rievocazioni figurali proposti da Maria rispecchiano appieno il senso e la dimensione del reale e della realtà e sono la personificazione di una bellezza e di una piacevolezza finemente ricercata delicatamente raffinata, dal gusto discreto e dall’impronta poetica. Maria è dotata di un innato senso del bello non ostentato, bensì sempre sobrio e riservato, pacatamente evocato, accorpato alla sfera sottesa della psiche che lo completa di valenza intrinseca. Maria non potrebbe mai realizzare un’opera senza dare il giusto peso al discorso estetico e formale, essendo per natura amante della bellezza e incline ad essa. Nel contesto circostante la bellezza compensa il brutto e per certi versi lo nasconde all’insegna di un sentimento positivo e di una grande carica di energia. Questo pensiero accompagna e guida Maria nel suo esperto gesto creativo, unitamente alla ferma convinzione che non può esistere una bellezza pura e assoluta senza l’essenza sostanziale, che la riempie e la perfeziona. La sua pittura risulta dunque una mescolanza alchemica tra apparenza ed essenza plasmata insieme. Le sue creazioni sono il simbolo congiunto della bellezza dentro e fuori, che va colta proprio nell’equilibrata fusione e va saputa individuare proprio nella sua complessa e corposa formulazione, con quelle sorprendenti virtù accorpanti che la rendono incontaminata. Ecco, perché Maria si protende verso una dinamica compositiva, che non rimane cristallizzata dentro una figurazione canonica standardizzata e vincolante, ma inserisce una ricercata articolazione alternativa, che colloca sullo stesso piano paritetico quanto il fruitore vede dall’esterno e quanto può percepire dall’interno con un coinvolgimento totalizzante di tutti i sensi. Le rappresentazioni diventano entità sfaccettate e in quanto tali si prestano a essere considerate nella loro globalità accomunante. Maria si cimenta nell’arte pittorica figurativa e di ritratto proprio per infondere in essa quel patrimonio di risorse scaturita dalla sua conoscenza sensibile sottile e perspicace, che riesce a riunire in sintonia le variegate assonanze narrative, facendone emergere il meglio per la vista e per il pathos, affinché si generi un appagamento naturalmente autentico dell’umano e dell’humanitas”.

     

  • Il processo cognitivo nella pittura di Maria Barisani

    Nello scandagliare la produzione pittorica di Maria Barisani ritengo sia funzionale spendere alcune considerazioni sull’apparato del processo cognitivo, che la guida e la dirige orientandola nelle scelte stilistiche e contenutistiche e che ne rafforza l’energia espressiva e comunicativa”. La Dott.ssa Elena Gollini si sofferma su alcuni tratti e aspetti, che fungono da cardine alla dinamica creativa della pittura figurale della Barisani artista del panorama attuale, che si sta meritevolmente distinguendo a livello qualitativo e sta ritagliandosi un proprio interessante e stimolante spazio visionario. Continuando nelle sue affermazioni la Dott.ssa Gollini ha proseguito: “La capacità intellettuale e intellettiva dimostrata da Maria è indiscutibile, è un dato di fatto che attribuisce un valore aggiunto alla sua ricerca, suffragata da una padronanza selettiva e da una cognizione empatica. Cognizione per Maria è sinonimo e corrispettivo di conoscenza e coerenza consapevole del proprio operato e di responsabilità verso le proprie azioni-reazioni e verso la propria ricerca accurata e approfondita. Il processo cognitivo di Maria applicato al suo meccanismo pittorico ad hoc ne avvalora in modo comprovante e comprovato le risorse e le capacità espressive e comunicative, le indirizza verso un humus proficuo di soluzioni attuabili in modo originale ed esclusivo, che acquistano una valenza ulteriore e sono subito identificabili e distinguibili risultando uno strumento sempre vincente, che Maria utilizza in modo impeccabile ed eccellente. L’applicazione del processo cognitivo nell’attività pittorica è per Maria un elemento focale e una componente fondante, che getta le radici per edificare e costruire un palinsesto di orchestrazione sequenziale supportato e sorretto da un crogiolo di intrecci e di fusioni, disposti e dislocati in modo trasversale alla narrazione figurativa, senza mai prevaricarla e senza mai soverchiarla nelle sue fattezze precipue e nella sua semantica dialettica primaria, ma bensì accompagnandola in modo armonioso come una musica aggraziata e soave che accompagna una danza delicata e sinuosa e ne rafforza il potere interno intrinseco. Il processo cognitivo non prevale mai sul sentimento e sul pathos e tanto meno è prevaricante e condizionante nell’esternazione della sfera emotiva interiore. Ragione e ratio cognitiva si inglobano nella sintesi e nella parafrasi semiotica d’insieme e fanno da incipit e da stimolo per approfondire quell’afflato che proviene dall’intimo ego, all’io più recondito, lasciandolo affiorare e palesare con autentica, naturale e genuina spontaneità. Maria è una pittrice formata e preparata in modo coscienzioso, che mette impegno massimo per risultare sempre credibile e autorevole nel proprio lavoro creativo e al tempo stesso per lasciare spazio anche ai bisogni e alle necessità dell’anima”.

     

  • “Quando si parla di pittura di impronta e di radice figurativa è importante includere sempre nell’analisi critica accurata e approfondita un rimando di richiamo e di riferimento al concetto di…

    Quando si parla di pittura di impronta e di radice figurativa è importante includere sempre nell’analisi critica accurata e approfondita un rimando di richiamo e di riferimento al concetto di genesi artistica caratteristica e caratterizzante, che definisce e delinea nello specifico la vena di ispirazione, che ogni artista sviluppa e alimenta nel suo percorso di ricerca e da cui trae quel nucleo di sostegno e di supporto che nel tempo si mantiene e si conserva intatto, integro e inalterato garantendo sempre degli spunti e degli step da cui poter attivare soluzioni eterogenee e variegate e di spessore”. La Dott.ssa Elena Gollini entra nel merito del discorso riflessivo dedicato all’arte pittorica di Maria Barisani ponendo un accento particolare alla rilevanza che assume e che riveste il concetto di genesi artistica all’interno del palinsesto strutturale e narrativo prospettato dalla Barisani. In tal proposito ha evidenziato: “Il concetto di genesi artistica per Maria è associato e associabile ad una visione di nascita, di creazione precipua e primordiale, una forma allo stato embrionale, che prende vita dalle sue fonti ispiratrici mentali ed emozionali e gradualmente con una progressione continua e costante si trasforma in un’entità ben percettibile, acquista una propria dimensione vitale e viene collegata e congiunta in armoniosa coesione e bilanciata sintonia con quello che viene rappresentato e rievocato attraverso le immagini riprodotte. Ciò che proviene dalla genesi artistica è creatura propria appartenente alla sfera intima di Maria, che affiora e si palesa, diventa un tutt’uno con quanto proviene dalla visione esterna che Maria recupera dal reale e dalla realtà circostante. Si crea così una mescolanza sui generis, che alimenta la portata d’insieme e garantisce una resa di impatto immediata e ottimale. La genesi artistica sfocia in una serie di modulazioni e di articolazioni, che acquistano un forte potenziale emotivo e sono la personificazione della capacità sensibile e della recettività umana di Maria, che possiede per natura grande empatia e intuito. Quello che viene filtrato e rielaborato da Maria non è mai un prodotto sommario e superficiale, ma è sempre scaturito da un acume spiccato e acuto, da una perspicacia sagace. Al concetto di genesi artistica corrisponde una forma mentis devotamente votata all’ispirazione più pura, capace di fare germogliare il seme della creazione in modo eccellente. Maria è un’artista di pensiero meditato e ponderato, non azzarda e non esce mai da quella prospettiva di vedute mirate e oculate, si tiene sempre volutamente all’interno di un processo creativo, che predilige snodarsi e dipanarsi a favore di un’arte di valore che rispecchia e riflette valori effettivi”.

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  • Maria Barisani: una pittura di scandaglio psicologico

    Nel coacervo vasto e variegato della pittura figurativa attuale e della ritrattistica contemporanea spesso purtroppo si incorre in proposte standardizzate e stereotipate, che vengono elaborate e predisposte seguendo cliché troppo sdoganati e troppo infrazionati. Certamente Maria Barisani si discosta nettamente da questa impostazione falsata e si ricava un proprio modus connotativo con una propria mimesi semantica soggettiva”. Così la Dott.ssa Elena Gollini spiega ed evidenza i tratti e gli aspetti salienti più significativi che contraddistinguono l’arte pittorica della Barisani ponendo un particolare accento di rilievo sulla componente dello scandaglio psicologico e analitico, sulla quale si incentra il climax narrativo dello scenario compositivo e strutturale. Al riguardo la Dott.ssa Gollini ha dichiarato: “Maria ci regala delle immagini di immediato impatto estetico, che vengono integrate e avvalorate dal fattore psicologico, che viene introdotto in modo più o meno esplicito e che funge da motore trainante principale della sua ricerca pittorica. Infatti, Maria non si accontenta di riprodurre in modo puramente descrittivo e superficialmente fotografico quanto rende protagonista delle sue vedute figurali, ma si concentra e si focalizza nel cogliere e nel dare risalto a quanto è custodito nel complesso paradigma della psiche, nel suo articolato evolversi in continuo divenire, nelle sue trasformazioni improvvise, nei suoi mutamenti imprevisti e inaspettati. In tal modo riesce con impeccabile prontezza e tempestività ad immortalare nelle raffigurazioni quella componente intrinseca, che diventa un importante plus valore aggiunto alla sua elaborazione. Maria con dinamico intuito riesce a riprodurre quei particolari speciali, che fanno la differenza e che permettono al fruitore di comprendere anche i significati insiti e i messaggi sottesi, che vengono immessi nello scenario in modo subliminale, tattico e strategico e vengono delicatamente sussurrati all’orecchio dello spettatore, vengono poeticamente declarati in emozionanti e vibranti versi aulici, che fanno da contraltare bilanciato all’intreccio equilibrato del disegno accorpato alla tavolozza cromatica con doviziosa e certosina accortezza e precisione esecutiva. Le sfumature tonali e i giochi chiaroscurali fanno ulteriormente enfatizzare l’aspetto mentale e psicologico e completano la formula personalizzata, che Maria ha pensato e studiato a monte con grande impegno. Niente dunque viene mai improvvisato e tanto meno lasciato al caso e all’istinto irrazionale incontrollato e incontrollabile. Tutto si compone secondo una progettualità mirata, predefinita e preconfigurata, che garantisce sempre delle soluzioni ottimali e fruibili in modo eterogeneo. Chiunque si avvicina e si accosta alla produzione pittorica di Maria può quindi respirare a pieni polmoni il potente anelito di vita, che si propaga e si sprigiona e penetra avvolgente in profondità”.

     

  • È online la mostra “Dipingere le emozioni” di Giorgio De Virgilio

    Trattasi proprio di emozioni dipinte, di incantevoli evocazioni e rievocazioni emozionali allo stato puro, che Giorgio De Virgilio inserisce dentro le sue magistrali orchestrazioni pittoriche”. Così esordisce la Dott.ssa Elena Gollini nel mettere in evidenza la portata sostanziale elevata della produzione artistica di De Virgilio inserito all’interno delle mostre online da lei curate con un’esposizione che si intitola proprio intenzionalmente “Dipingere le emozioni” per enfatizzare al massimo la sfera emozionale, che influisce in modo preponderante e predominante nel suo operato creativo e delinea la permeanza avvolgente delle sue composizioni, qualificandone il contenuto primario e principale. E ancora la Dott.ssa Gollini ha voluto precisare proseguendo nelle sue argomentazioni riflessive: “Fin dal primo impatto e fin dal primo sguardo lo spettatore viene letteralmente catapultato dentro lo scenario prospettato e può cogliere le molteplici sfumature emozionali, che appartengono all’anima sperimentale e sensibile di Giorgio, uomo-artista di spessore, di grande valore umano oltre che indiscusso talento. L’emozione sprigionata diventa un tripudio di codici cifrati sottesi, si fonde insieme con la tecnica e la perizia nella lavorazione e la rafforza, la rende più incisiva e più efficace nella resa impiantistica e strutturale. Giorgio ovviamente ponendo in primo piano il comparto emozionale ed emotivo, nonché la sfera psichica e psicologica, non si lascia però mai deviare dal tumulto e dall’impeto incontrollato e incontrollabile della sfera irrazionale e istintiva più irruenta, ma conserva e mantiene sempre integro e intatto quel self control, quell’autocontrollo di lucidità riflessiva e di ratio ponderata, che gli consente di non trascendere mai in situazioni improvvisate e di non farsi mai trascinare dalla casualità. La sua espressione pittorica è ben salda e ben ancorata a pilastri robusti e a colonne solide, derivanti dalla sua arguzia e dalla sua prontezza di vedute. Attinge dunque dalle emozioni senza però mai esagerare e si pone sempre in un bilanciato equilibrio psicologico e mentale. Per Giorgio fare arte è una prova estremamente avvincente, lo sprona e lo incita a nuove dinamiche e a nuove prospettive creative e lo spinge a sperimentare soluzioni originali e personalizzate. Giorgio trova nelle raffigurazioni riprodotte quell’humus, quella linfa e quell’anelito vitale che è lui stesso a inserire, lo lascia affiorare delicatamente in superficie, affinché si possa palesare e possa essere recepito appieno dallo spettatore, innescando e alimentando una relazione di scambio reciproco, un dialogo di contatto ravvicinato. L’arte per Giorgio serve proprio in primis come proiezione dialettica emozionale pregnante di messaggi, di visioni speciali, di magia incantata e incantevole. Tutto questo viene offerto attraverso le sue immagini e ogni spettatore può attingerne e goderne in toto senza riserve”.

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    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/dipingere-emozioni-de-virgilio/

  • Daniela Petito: in mostra online con il suo “Sentire” pittorico

    S’intitola proprio “Sentire” la mostra online, che vede protagonista la talentuosa pittrice Daniela Petito e che è stata collocata in modo permanente all’interno della piattaforma web curata dalla Dott.ssa Elena Gollini, un circuito selettivo e selezionata al quale prendono parte artisti di calibro e di spessore, una vetrina mediatica di alta qualità. La Dott.ssa Gollini nel porre l’accento sulle componenti connotative principali della poetica espressiva della Petito ha dichiarato: “Daniela sente la pittura come un pilastro del proprio essere creativo, come una colonna portante della propria visione emozionale ed emotiva, della propria dimensione sensibile. In ogni opera si percepisce da subito tutto quell’afflato che la pervade, che si inserisce e si immette dentro le raffigurazioni e genera e alimenta un’alchimia di sensazioni forti. Donna-artista dalle notevoli doti creative si avvale del suo mondo interiore e spirituale per dare voce alle composizioni, per farle parlare allo spettatore, per attirarne l’attenzione e l’interesse. Considero Daniela una visionaria realistica, una visionaria che resta in sospeso in una sfera reale dove immette dentro anche i propri pensieri, le proprie libere valutazioni e riflessioni e completa a suo modo svincolandosi dalla descrizione statica e sfociando in una produzione soggettivante, connaturata al suo modus vivendi e alla sua forma mentis. Si cimenta nel disegno e nel ritratto con grande destrezza e con quell’empatia, che le consente di ottenere delle prospettive sceniche sempre accattivanti e convincenti. Gusto raffinato, elegante, essenziale e imprinting di classe, Daniela lavora con precisione certosina e accurata. La ricercata piacevolezza delle fattezze figurali è un inno celebrativo simbolico alla bellezza artistica per antonomasia, al concetto di bello etereo ed eterno, senza tempo e fuori dal tempo. I soggetti protagonisti delle sue narrazioni possiedono sempre un’allure magica, che incanta e al contempo ipnotizza lo spettatore, che rimane subito conquistato. Ogni opera è un universo di sentimenti, un pullulare di sensazioni, un tripudio di intrecci idilliaci. A Daniela preme lasciare un segno profondo e tangibile del suo operato in modo completo e compiuto, vuole trasmettere e trasferire al fruitore in modo spontaneo e diretto, fluido, senza deviazioni sterili e inutili. Arte come sentire, come fare sentire e come farsi sentire, arte come lasciarsi andare e scambiarsi reciprocamente senza limiti e senza condizionamenti. Arte concepita come sinonimo di sentire infinito, come sinonimo di guardare e vedere verso l’infinito con gli occhi del cuore e dell’anima. Daniela ci regala in ogni quadro un frammento meraviglioso del suo sentire da condividere in perfetta sinergia e a sua volta accoglie con cura amorevole quanto recepisce dal contatto di approccio compartecipe da parte dello spettatore. Nasce così quel sentire plurisensoriale universalmente appagante e coinvolgente”.

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  • È online la mostra intitolata “Cinzia Atzori: Arte + Fantasia= Artisticando”

    La mostra online dal titolo volutamente originale, alternativo e scanzonato “Cinzia Atzori: Arte + Fantasia= Artisticando” è ufficialmente stata inserita sulla piattaforma web curata dalla Dott.ssa Elena Gollini. Sono state appositamente selezionate e scelte 20 opere, che denotano la profonda capacità creativa e la spiccata propensione comunicativa della talentuosa artista contemporanea. Al riguardo, la Dott.ssa Gollini ha voluto esprimere alcune significative valutazioni, manifestando e dimostrando il suo pieno e sincero apprezzamento verso il percorso eclettico che la Atzori sta portando avanti con entusiasmo e trasporto appassionato: “Osservando con attenzione la produzione di Cinzia si coglie da subito lo slancio e l’afflato emozionale puro e incondizionato, che la guidano nell’azione creativa convogliando un flusso energetico dinamico di positiva vitalità, che viene immesso direttamente nelle opere e che poi si sprigiona e si propaga all’esterno con potente efficacia impattante. Dalle opere trapela appieno tutto l’amore viscerale verso il concetto di arte intesa come canale divulgativo universale, che si associa al concetto di sapere e di conoscenza accessibile e alla portata di tutti e al contempo anche al concetto di percezione sensoriale libera e disinibita, che si spinge ben oltre il semplice approccio ottico e visivo e approda ad una compenetrazione visionaria davvero coinvolgente e stimolante. Per Cinzia è fondamentale instaurare un rapporto di relazione autentica e spontanea con lo spettatore-fruitore, che deve diventare a tutti gli effetti un rapporto radicato e consolidato che si rafforza gradualmente e progressivamente e diventa una vera e propria condivisione fiduciaria. Il dialogo aperto e genuino, che Cinzia intavola con lo spettatore-fruitore è frutto di un incipit motivato e convinto, poiché si basa anche sul concetto di arte da vivere nel quotidiano traslato a sua volta nel concetto di arte da indossare. Ecco, perché Cinzia risulta particolarmente versatile e la sua arte particolarmente duttile e camaleontica. Questo la pone al passo con i tempi e la canalizza in una dimensione concepita già anche come futuribile. La sua moderna visione creativa risulta anche di impronta cosmopolita e accoglie in sé delle alchimie eterogenee, delle commistioni sfaccettate, delle variegate mescolanze ad intreccio, che contribuiscono a fornire più chiavi di lettura e più opportunità articolate di interpretazione e rendono la sua produzione ancora più accattivante e convincente. Arte considerata dunque come strumento di avvicinamento sociale e di confronto collettivo, che si proietta nel presente ma guarda già anche al futuro”.

     

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    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/arte-fantasia-artisticando-atzori

  • Andrea Boyer – Lucidi inganni

    banner Andrea Boyer - Lucidi inganni - MantovaAndrea Boyer – Lucidi inganni

    Mantova | Casa Di Rigoletto

     

    6 aprile – ore 18.00 – Mantova, Casa di Rigoletto, inaugura la mostra di Andrea Boyer “lucidi inganni” a cura di Carlo Micheli.

    Una cinquantina tra disegni e fotografie realizzate con tecnica straordinaria da un artista sensibile e colto. Elegantissimi trompe l’oeil a matita o citazioni dei classici tramite fotografie tanto irriverenti quanto formalmente perfette.

    Realizzata su progetto dell’Ufficio Mostre del Comune di Mantova, “lucidi inganni” sarà aperta tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00 fino al 5 maggio.

     

    Andrea Boyer - ABW376 2018 drawing on Schoellers 37,6x40Le opere di grafica e le fotografie di Andrea Boyer sono “lucidi inganni” la cui essenza consiste nell’apparire.

    Risolta questa annosa e noiosa dicotomia, Boyer si dedica al disinnesco del significato, a favore di una girandola di significanti nemmeno, poi, così significativi.

    La sublimazione del banale o lo svilimento del sublime sono le irridenti provocazioni di un artista dell’escapologia che, liberatosi dalla camicia di forza del senso, si diverte a bluffare con la realtà, smontando la scatola rappresentativa, scompigliando le unità di luogo di tempo e di spazio.

    Così Manuela Accinno:
    “Proprio il tempo, con l’interpretazione della realtà che ne dipende, è una delle chiavi di lettura di queste opere. La fotografia e il disegno, i principali mezzi espressivi utilizzati dall’artista, si fanno emblemi di un loro tempo specifico. Il disegno – che di per sé rappresenterebbe il tempo dell’essere – e la fotografia – che per sua natura coglie il tempo nel suo divenire – nelle opere di Andrea Boyer si incontrano per creare un terzo tempo, un’altra realtà in cui l’essere si identifica con il divenire.”

    Dunque un gioco raffinato quello di Boyer, che molto deve, formalmente, alla metafisica, con venature surreali e spruzzate di iperrealismo (non acefalo).

    Spiega Luca Violo:
    “Il verosimile si mostra ogni volta dentro l’inganno: un frammento di una verità sconfinata; un fotogramma strappato alla storia ma filtrato dalla memoria, vissuta come un labirinto di prospettive infinite. Un gioco di riflessi che si appalesa attraverso archetipi incerti della propria anima e dei loro sensi.”

    Un gioco difficile da giocare, in apparenza, ma di fatto accattivante ed entusiasmante. Il grande bluff e la grande bellezza, scopriremo, coincidono per la nostra gratificazione, inutile e improduttiva, la stessa che si prova nel risolvere un problema matematico, o un giallo particolarmente intricato… Ma le immagini di Boyer sono guanti da raccogliere, per chi abbia ancora la voglia e il bisogno di stupirsi.
    Carlo Micheli

     

    Cenni biografici:

    Andrea Boyer è nato nel 1956 a Milano. Ha frequentato il Liceo Artistico, e l’Accademia di Belle Arti di Brera (scenografia).

    Ha lavorato come fotografo (1978-2000) presso il proprio Studio in ambito commerciale con collaborazioni nella moda, nella pubblicità, nell’editoria, nell’industria. Dal 1990 espone in spazi pubblici e privati con Opere pittoriche (matita, olio, grafica-puntasecca, ceramolle, maniera nera) e fotografiche. Ha collaborato con i più importanti studi di architettura quali BBPR, Albini, Belgiojoso, fotografando e documentando le loro costruzioni.

    Sue Opere fanno parte di collezioni private e pubbliche in Italia e all’ estero.

     

    TITOLO: Lucidi inganni
    GENERE: Mostra personale foto/grafica
    AUTORE: Andrea Boyer
    LUOGO: Mantova | Casa Di Rigoletto
    INDIRIZZO: Piazza Sordello 23
    INAUGURA: 6 aprile ore 18.00
    DURATA: 6 aprile | 5 maggio 2019
    A CURA DI: Carlo Micheli
    PROGETTO: Comune di Mantova – Ufficio Mostre
    INFO: 0376/288208 | [email protected]
    ORARI: tutti i giorni 9.00 – 18.00
    MEDIAPARTNER:Frattura Scomposta

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  • “Il Disegno Narrativo Condiviso” – quando lo psicoterapeuta si mette “in gioco”

    Ad ottobre è stato pubblicato da Armando Editore e distribuito a livello nazionale, in libreria e negli store online, il libro di Gianluigi Passaro intitolato “Il disegno narrativo condiviso. Disegnare e raccontare nella psicoterapia con i bambini”.

    “Il disegno narrativo condiviso” è un libro di Gianluigi Passaro che presenta al pubblico il lavoro di cinque anni dedicato alla creazione e al perfezionamento di una tecnica di disegno e di narrazione condivisa in terapia da bambino e psicoterapeuta. Ad ottobre, Armando Editore di Roma (per i cui tipi sono arrivati in Italia, a partire dagli anni settanta, i classici di Donald Winnicott sulla tecnica dello Scarabocchio e sulla psicoterapia in età evolutiva, cui il Disegno Narrativo Condiviso si ispira) pubblicherà il volume nella collana “psicoanalisi e psichiatria dinamica” e lo renderà disponibile per l’acquisto in tutta Italia, nelle librerie e negli store online.

    Il volume si articola in due parti: nella prima parte sono descritti il Disegno Narrativo Condiviso e lo sfondo teorico di riferimento, spiegati il modo di proporlo al bambino e le sue finalità; nella seconda parte, articolata in tre capitoli, sono presentate delle storie cliniche: due casi individuali, con la descrizione e il commento di Disegni Narrativi realizzati nell’arco del percorso terapeutico da ciascun bambino, e due consultazioni cliniche con la descrizione e il commento di Disegni Narrativi Condivisi realizzati assieme alla coppia madre-bambino.

    L’idea innovativa e più importante del volume è presentare la coppia terapeutica al lavoro assieme e contemporaneamente: non sarà soltanto il piccolo paziente a disegnare e raccontare mentre il terapeuta osserva e ascolta; bambino e adulto, invece, disegnano e colorano insieme, e insieme inventano una storia grazie alla quale si potrà avvicinare il mondo interno del bambino, le sue paure e difficoltà, e cercare le risorse più adatte per il cambiamento. Il libro si rivolge a psicologi e psicoterapeuti (ma anche a chi, a diverso titolo professionale, si interessa e occupa della salute e del benessere dei bambini), e offre al lettore la possibilità di conoscere un gioco e una tecnica innovativa da usare in psicoterapia, capace di far emergere con spontaneità i contenuti emotivi del bambino, versatile e di facile utilizzo.

    Consulta la scheda del libro sul sito di Armando Editore

    L’Autore: Gianluigi Passaro, nato nel 1978, è psicologo dell’età evolutiva e psicoterapeuta. Socio ordinario dell’Associazione Italiana Gestalt Analitica (AIGA). Referente dell’Area Intervento Età Evolutiva dell’Ambulatorio Sociale di Psicoterapia, Opera don Calabria di Roma. Socio di ETNA, Progetto di Etnopsicologia Analitica. Vive e lavora a Roma come psicoterapeuta con bambini e adulti. È autore dei saggi “Il vento prima che soffi. Gli orizzonti dell’inconscio nel Sacre du Printemps di Igor Stravinskij” (Edizioni Kappa, 2010, seconda edizione 2015), e “La crepa nell’acqua. Cammini di individuazione nella Divina Commedia” (Edizioni Kappa, 2012).

    E-mail: [email protected]

    Sito web personale: www.gianluigipassaro.it

    Sito web Armando Editore: www.armando.it

     

  • Bds Junior presenta Bobo e Mister Heimlich, di Nadia Levato con illustrazioni di Alessandro Giannelli.

    Un modo nuovo per spiegare la sicurezza a tavola, su misura per i bambini.

     

    Un racconto per parlare ai bambini di prevenzione delle ostruzioni delle vie aeree e sicurezza! Come? In maniera giocosa e divertente e con l’aiuto di un super eroe che, tra una risata ed una rima baciata, coinvolgerà i più piccini fornendo loro consigli preziosi e introducendoli per la prima volta ad un argomento delicato e importantissimo. Il racconto utilizza dialoghi semplici intervallati da filastrocche e animazioni. Le illustrazioni, pensate per essere colorate, racchiudono altresì nozioni didattiche che spiegano, oltre ai comportamenti corretti da tenere per evitare il soffocamento da corpo estraneo, anche elementi di anatomia.

     

    Nadia Levato è nata nel 1979. Si è laureata a Pisa in Scienze Politiche. Coniuga nella scrittura le sue molteplici anime. È impegnata nella promozione e diffusione delle manovre salvavita a tutela dei bambini.