Tag: diritti

  • Costituzione della Repubblica Italiana e Diritti Umani

    Webinar gratuito per informare riguardo la Costituzione e promuovere i diritti umani.

    Costituzione Italiana

    La Costituzione della Repubblica Italiana è la legge fondamentale dello Stato Italiano, che in quanto tale occupa il vertice della gerarchia delle fonti nell’ordinamento giuridico della Repubblica. Approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e promulgata dal capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il 27 dicembre seguente, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 298, edizione straordinaria, dello stesso giorno, ed entrata in vigore il 1º gennaio 1948.

    Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è un documento sui diritti della persona adottato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nella sua terza sessione, il 10 dicembre 1948 a Parigi con la risoluzione 219077A. Votarono a favore 48 membri su 58. Nessun paese si dichiarò contrario, ma dieci si astennero.

     

    Che relazione c’è tra le queste due carte e che importanza hanno nella vita di tutti i giorni?

     

    Se ne parlerà nel prossimo webinar organizzato dai volontari di Gioventù per i Diritti Umani che si terrà Venerdì 3 Luglio alle ore 20:30 sulla piattaforma ZOOM. Come ospite speciale sarà presente l’Avvocato Enrico Del Core, abilitato al patrocinio presso la Suprema Corte di Cassazione e Dottore di ricerca in diritto privato e garanzie costituzionali.

     

    Lo scopo di questi webinar gratuiti e dei volontari di Gioventù per i Diritti Umani è quello di far conoscere attraverso strumenti molto semplici, quali sono i 30 diritti umani e come vengono violati e rispettati nella quotidianità. I volontari infatti sanno che “I diritti umani devono essere resi una realtà e non un sogno idealistico”, come scrisse l’umanitario L. Ron Hubbard. Anche per questo i volontari organizzano da anni attività di formazione sui diritti umani, utilizzando materiali educativi per ragazzi e per adulti, e che sono disponibili gratuitamente.

     

    Per partecipare basta richiedere il link di accesso all’indirizzo [email protected] .

  • #Maipiùinvisibili per la Giornata Internazionale della Donna

    Al via la campagna #Maipiùinvisibili di WeWorld Onlus lanciata per contrastare il fenomeno della violenza contro le donne in occasione del mese dedicato alla donna e della Giornata Internazionale della Donna dell’8 marzo 2020.

    “DI VIOLENZA SI PUÒ SPARIRE”, è proprio l’invisibilità il concetto su cui WeWorld Onlus ha scelto di puntare perché invisibili sono le tante donne che, insieme ai loro bambini, sono talmente stremate dalla violenza e dalla violazione dei loro diritti da augurarsi di scomparire, pur di smettere di subire. Invisibili queste donne spesso lo diventano però anche per le persone che le circondano e per la società intera. #MaiPiùInvisibili è un’opportunità per restituire voce e visibilità alle donne che subiscono violenza. Una lotta che la Onlus combatte quotidianamente sia in Italia sia nel resto del mondo.

    Qui è possibile vedere lo spot realizzato https://youtu.be/os6BlvDz0xQ.

  • Esce “L’8 tutti i giorni”, un piccolo libro che spiega ai bimbi la Festa della Donna

    L’8 marzo è la Festa della Donna. Anche le bambine e i bambini lo sanno. Ma perché si festeggia la donna? Non siamo tutti uguali?

    No, non lo siamo affatto: né biologicamente, né culturalmente, né per il ruolo che rivestiamo nella società. A partire dai primi anni di vita. Alle bimbe le gonne, il rosa e le bambole; ai maschi i pantaloni, l’azzurro e i soldatini o la palla. E poi, da grandi, anche se noi femmine siamo più tenaci, più istruite, più disposte a impegnarci, guadagniamo di meno e siamo lontane dai ruoli che contano. Per non parlare della terza età: una donna con i capelli bianchi è vecchia, un uomo è affascinante. Ma perché? Dove sta scritto?

    “L’8 tutti i giorni” prova a dare una risposta a tutte queste domande parlando alle più piccole e ai più piccoli, spiegando termini “difficili” come patriarcato e matriarcato, ossitocina e testosterone, pregiudizi e stereotipi, scomodando religione, massoneria e perfino Freud!

    Oggi le donne hanno più diritti di un secolo fa, ma sono ancora troppo pochi. C’è ancora troppa differenza tra ciò che la società pensa possano e debbano fare le femmine rispetto a ciò che la società pensa possano e debbano fare i maschi. Le donne hanno più doveri e meno diritti …

    È importante sapere che la diversità tra maschi e femmine è soprattutto imposta dal mondo esterno e che solo la cultura può aiutare a capire e mantenere la bellezza dell’incontro uomo-donna.

    Ecco perché l’8 marzo è un giorno un po’ di Memoria, ma, soprattutto, di Progetto.

    Ecco perché “L’8 tutti i giorni”.

    “L’8 tutti i giorni” è il nuovo piccolo libro edito dalla bolognese L’Io e il mondo di TJ, che si rivolge a bambine e bambini dai 6 ai 12 anni.

    Al progetto hanno contribuito: Sara Cardin, campionessa mondiale di karate, Liliana Cavani, regista e sceneggiatrice, Jaia Pasquini, scrittrice e psicologa, e Maria Chiara Risoldi, psicoanalista e presidente della Casa delle donne per non subire violenza di Bologna. I disegni sono di Tommi (Tommaso Rebecchi).

    “L’8 tutti i giorni” verrà dato in omaggio, grazie alla collaborazione di Coop Alleanza 3.0, in occasione degli incontri formativi sulle differenze di genere organizzati nelle scuole dalla Casa delle donne per non subire violenza di Bologna. Il piccolo volume è acquistabile sul sito della casa editrice www.tjidee.it e nei bookshop online, o si può ordinare in tutte le migliori librerie.

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    L’Io e il Mondo di TJ è una piccolissima casa editrice bolognese che si autoproduce e autodistribuisce cercando di parlare ai bimbi della scuola primaria di temi “impegnativi”. Ad una serie di piccoli libri dedicati alla psicologia si sono aggiunte pubblicazioni sulle libertà civili (“I miei primi 1 maggio” – 2015- scritto con il contributo di Maurizio Landini e Umberto Romagnoli; “I miei primi 25 aprile” -2016- con Bernardo Bertolucci e i partigiani Ibes Pioli “Rina” e Renato Romagnoli “Italiano”, “I miei primi 2 giugno” -2017- con Ezio Bosso, Guido Crainz e Ugo De Siervo), su tolleranza e diritti (“Io non volevo andarmene da casa” –2016 che racconta l’immigrazione con le canzoni di Francesco Guccini; “Frutta libera tutt*!” -2017- che spiega tradizioni e regole alimentari nell’ebraismo, cristianesimo e islam), sull’ambiente (“Noi su questa terra che balla… a proposito di terremoti” -2017- con i contributi di Renzo Piano, Demetrio Egidi, Francesco Mulargia, Emilio Rebecchi).

  • ESCP Europe si impegna a sostenere la diversità con la firma della “Carta dei diritti LGBT”

    Un documento per tutelare e garantire la parità di trattamento a tutti gli studenti, indipendentemente da quale sia il loro orientamento sessuale o la loro identità di genere, e fornire sostegno alle vittime di discriminazione, sia psicologica che fisica. È la “Carta dei diritti LGBT” redatta da ESCP Europe in collaborazione con ESCAPE (www.escape-escp.eu), l’associazione creata dagli studenti LGBT di ESCP Europe, che impegna la Business School internazionale a «creare un ambiente accogliente nei confronti di lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender, sostenere la diversità e condividere le pratiche migliori per garantire un contesto in cui le persone LGBT possano esprimersi liberamente ed evolvere».
    La firma della convenzione è arrivata giovedì scorso, simbolicamente nel giorno nero per i diritti civili della comunità LGBT, a poche ore dall’annuncio di Donald Trump di aver eliminato le linee guida anti-discriminazione varate dall’amministrazione Obama, che permettevano agli studenti transgender di utilizzare i bagni e gli spogliatoi che preferivano in base all’identità di genere con cui meglio si identificavano.
    «Riteniamo di aver sempre avuto un atteggiamento estremamente positivo verso i benefici della diversità, sotto ogni aspetto – sostiene il Prof. Francesco Rattalino, Direttore di ESCP Europe Torino Campus -. Il carattere multi-culturale della Business School ci fa riconoscere che diversità è spesso sinonimo di valore aggiunto. Salvaguardare i diritti fondamentali, così come afferma la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea è un nostro valore altrettanto strutturale».
    «A partire dal nostro DNA multi-culturale, abbiamo sempre sostenuto le iniziative di promozione della diversità, non solo dei nostri studenti, ma della nostra intera comunità – afferma il Prof. Frank Bournois, Dean di ESCP Europe -. Crediamo che sia giunto il momento di formalizzare il nostro impegno a garantire e sostenere un ambiente inclusivo e favorevole alle persone LGBT.  È solo attraverso cambiamenti concreti nella nostra cultura e nella nostra vita quotidiana che si può esser certi che avvengano progressi nell’affrontare queste questioni. La firma di questa Carta LGBT è essenziale per rafforzare le nostre azioni per raggiungere questo obiettivo».

     

    È in questo contesto in cui ESCP Europe ospiterà, il 25 Marzo nel campus di Parigi, la “LGTB Talents”, il primo evento che – riunendo studenti, attivisti, dirigenti e sostenitori consapevoli di queste tematiche in conferenze e workshop – si propone di offrire diversi punti di vista sulla questione, per discutere quella che è l’attuale percezione delle persone LGBT nel mondo aziendale e dei problemi che esse possono incontrare sul posto di lavoro.
    Un’iniziativa che si inserisce nell’ambito della strategia di largo spettro “Culture for Business – C4B”, che prevede di organizzare la scuola in modo da incoraggiare la diversità e lo sviluppo di ogni tipo di talento. Una diversità per che ESCP Europe non si esprime solamente dal punto di vista dei profili di laurea degli studenti, provenienti da tutto il mondo, e della formazione, che mette insieme le discipline e le professionalità più varie, ma che da oggi si declina anche nella sua accezione più sociale con la Carta dei diritti LGBT e un programma di rilevazione e sostegno per giovani provenienti da ambienti svantaggiati.

  • Uil Polizia, finalmente la norma vince sulla prassi a Fiumicino

    L’organizzazione sindacale, che in passato aveva affrontato anche il pericolo amianto in caserma, è intervenuta per porre fine a un metodo procedurale in uso, ma senza legittimazione normativa

    Fiumicino – Dopo tanti anni, in cui la memoria si perde, durante i quali, presso l’Ufficio di Polizia di Frontiera di Fiumicino, si è assistito a un’applicazione consuetudinaria e orfana di legittimazione normativa, degli iter procedurali afferenti all’espletazione burocratica di alcuni istituti di diritto per i poliziotti, grazie al deciso intervento del dottor Tiziano Vetro, direttore della V Zona, che, con commendevole e impeccabile professionalità, ha immediatamente accolto le doglianze della Uil Polizia, il sindacato della Polizia di Stato sempre in prima linea nel coniugare i diritti dei dipendenti senza mai tralasciare gli interessi della Pubblica Amministrazione e della sicurezza dei cittadini.
    Infatti, l’attivissima organizzazione sindacale, facente capo a livello nazionale allo storico sindacalista Oronzo Cosi e in ambito provinciale capitolino all’indefesso Antonio Costa, ha portato, negli ultimi anni, all’attenzione della dirigenza Polaria e della direzione V Zona, varie problematiche e criticità, sempre affrontate con estrema sensibilità e spesso brillantemente risolte dagli interlocutori, nello spirito della più proficua collaborazione tra le parti.
    Almeno un paio di queste azioni sindacali possono essere elette a casi emblematici, che hanno segnato traguardi importantissimi riconducibili nell’alveo dei diritti, i cui meriti sono ascrivibili in capo all’ex dirigente dell’Ufficio di Polizia di Frontiera, il dottor Rosario Testaiuti.
    In primis l’abolizione della cosiddetta “forza assente”, un istituto “fantasma” non confortato da alcuna prescrizione normativa o regolamentare, che dava all’amministrazione una potestà arbitraria, gravata da lunghe ombre di incostituzionalità, inficiante il diritto alla salute (art. 32), in quanto comprimente la libertà di cura del cittadino poliziotto e conseguentemente incidente la sicurezza dei corpi collettivi. Infatti il dipendente che rientrava da un periodo di assenza per malattia, causato da qualsivoglia tipologia clinica, travalicante il limite temporale di tre mesi, in virtù di tale applicazione, che non si comprende dove affondasse le radici e da dove traesse il suo fondamento giuridico, poteva essere trasferito ad altro ufficio. Pertanto poteva capitare che il poliziotto che aveva avuto il “torto” di scontrarsi con la malasorte e di ammalarsi, pur di non imbattersi nell’incognita di un trasferimento, previsto da tale prassi, che si correva costantemente il rischio potesse diventare un formidabile strumento di ricatto, cercasse di forzare il suo rientro in servizio, con il pericolo di una ripresa dell’attività istituzionale in condizioni fisiche ancora precarie, che, viste la peculiarità e la delicatezza delle attribuzioni mansionali espletate, potevano tradursi nella trasformazione dello stesso in una fonte di detrimento per sé e per gli altri. Conseguenze rilevanti che sono state colte immantinente dal dottor Testaiuti, il quale, con spiccata sensibilità professionale, volta sempre alla tutela dell’integrità psicofisica del personale da lui gestito e al conseguente grado di sicurezza da offrire all’utenza del parenchima sociale, ha posto fine all’assurda pratica.
    Il medesimo senso di responsabilità esplicitato quando la Uil Polizia ha segnalato il problema della presenza di eternit in un manufatto ubicato proprio a ridosso della mensa di servizio, chiedendone l’immediata rimozione, nutrendo una martellante preoccupazione per i possibili pregiudizi alla salute di chiunque ivi transitasse, in relazione ai rischi clinici di patologie asbesto-correlate, specie dopo l’apparizione di un improbabile cartello che annunciava un “pericolo amianto”, che tradotto suonava pressappoco come “attenzione a non respirare”. Un intervento avviato con subitanea determinazione e capace di giungere a una soluzione in tempi piuttosto contenuti, nonostante i numerosi elementi ostativi in termini procedurali, dovuti al fatto che la proprietà del manufatto de quo è della società Aeroporti di Roma e la gestione appartiene alla Guardia di Finanza.

    Quegli stessi senso del dovere e spiccata coscienza professionale, coniugati con una rara e profonda moralità, mostrati dal dottor Vetro a seguito della messa a fuoco da parte della Uil Polizia di alcune distorsioni procedurali nel trattamento di alcuni istituti di diritto spettanti ai poliziotti, peraltro afflitti dalla cosiddetta diuturnitas, ossia dalla reiterazione nel tempo dei comportamenti individuati, e dall’aggravante dell’opinio iuris ac necessitatis, ovvero della convinzione diffusa che tali comportamenti fossero giusti, ma soprattutto giuridicamente cogenti. Stiamo parlando della concessione, de iure condito, del congedo straordinario di diritto per esami e per matrimonio e di quello per ottemperare, da parte di un poliziotto, all’obbligo di rispondere a una citazione promanante dall’Autorità Giudiziaria, al fine di essere escusso, in qualità di teste, per circostanze fattuali non afferenti al servizio. Infatti in quest’ultima ipotesi l’appartenente alle forze di polizia si reca in tribunale svolgendo l’attività lavorativa a tutti gli effetti. Fino a quando la Uil Polizia non si è fatta portavoce presso il dottor Vetro delle istanze di categoria, volte a ricondurre l’istituto in questione nell’alveo assegnatogli dalla codifica normativa e regolamentare, senza affidarlo a distorsioni procedurali non godenti di legittimità dispositiva, i poliziotti di Fiumicino erano costretti a formulare un’istanza per ottenere la concessione del congedo ordinario per i giorni previsti dalle varie fattispecie, e solo successivamente, dopo essere stati fruiti, questi venivano “tramutati” in congedo straordinario, e i giorni di congedo ordinario riassegnati al dipendente. L’ottimo direttore della V Zona della Polizia di Frontiera, dimostrando le sue indubbie doti gestionali e la sua competenza ineccepibile nell’applicazione del diritto positivo, ha emanato due circolari che fissano, fugando ogni margine di dubbio, il giusto e logico modus attuativo per gli istituti in esame, ponendo fine a una pratica tanto consolidata, quanto orfana di fondamenti giuridici. Un iter metodologico che, non solo imponeva percorsi distanti dai riferimenti parametrali dell’impianto legislativo in vigenza, ma produceva anche un inutile aggravio lavorativo per le risorse umane impiegate e un maggior consumo di materiale cartaceo, nonostante l’esistenza di una circolare esplicativa emessa dal Dipartimento della P.S. nel lontano 15 aprile 1986, che prevedeva l’autorizzazione ad assentarsi previa formulazione di un’istanza concessiva di congedo ordinario in casi di urgenza e solo in riferimento all’istituto del congedo straordinario per gravi motivi nei casi in cui non fosse possibile, per ovvii motivi temporali, espletare la relativa istruttoria valutativa del caso. Quella che avrebbe dovuto essere un’eccezionale eventualità si è radicata nel tempo trasformandosi in una prassi consolidata, ancorché i due istituti, il congedo ordinario e quello straordinario di diritto, siano in insanabile contrasto tra loro, essendo il primo fruibile su base discrezionale e il secondo appunto di diritto. Ed è paradossale quanto si verificava, per esempio, nel caso in cui un poliziotto doveva sostenere un esame universitario. Questi, se voleva accedere all’istituto, veniva obbligato a presentare una richiesta di concessione di un giorno di congedo ordinario per la data della prova da sostenere e al rientro, previa presentazione della relativa attestazione, per ottenere la restituzione del giorno di congedo ordinario fruito e tramutarlo in congedo straordinario, era costretto a compilare un modello predisposto in cui chiedeva ex post un giorno di congedo straordinario da fruire in una data antecedente alla richiesta stessa, mentre il giorno di congedo ordinario (ferie) fruito e la sua commutazione non venivano mai menzionati. Una grottesca contorsione procedurale nella trattazione di una pratica d’ufficio, che non trovava giustificazione alcuna a una disamina logico-concettuale e che l’impegno della Uil Polizia ha fatto cessare, grazie soprattutto all’incontro e al confronto con un irreprensibile uomo dello stato qual è il dottor Vetro, il quale tra l’altro sta supportando significativamente l’ottimo lavoro che sta svolgendo da alcuni mesi la tenace e indefessa dottoressa Rosa Tabarro, neodirigente dell’Ufficio della Polizia di Frontiera di Fiumicino.