Il costo della vita è in aumento in molti europei, compresa l’Italia. Ciò può essere attribuito a diversi fattori, come l’aumento dei prezzi dei beni di consumo e dei servizi, l’inflazione e altre variabili economiche. Tuttavia, il costo della vita può variare notevolmente a seconda della regione e dello stile di vita individuale.
Gli investitori europei stessi si trovano in una situazione incerta tanto che sono aumentati investimenti sicuri come quello sull’oro fisico che può essere acquistato e venduto anche direttamente presso attività come questo compro oro Firenze.
In questo momento storico particolare a creare inflazione sono soprattutto i costi dell’energia sia per quanto riguarda i carburanti per le auto che per i consumi elettrici e del gas sia a livello residenziale che per tutti i settori produttivi europei.
Purtroppo l’aumento dovuto a motivi politici del prezzo dell’energia incide anche su prodotti di prima necessità oltreché sul riscaldamento e sulla luce che devono essere ritenuti beni essenziali per la vita.
In questo contesto il costo della vita è salito in modo esponenziale mettendo a repentaglio anche la sopravvivenza di molte aziende del nostro paese con un effetto domino sull’occupazione e sugli stipendi stessi di chi ha un lavoro.
In realtà senza l’aumento pianificato a livello globale da parte di chi detiene il controllo delle fonti energetiche che siano sostenibili o meno il livello del costo della vita non avrebbe avuto motivazioni di aumentare come invece sta accadendo.
La sopravvivenza di molte attività è duramente messa alla prova dalla attuale situazione che nel breve periodo non fa intravedere molti spiragli di miglioramento nonostante alcune politiche del governo che però sembrano essere palliativi che non spostano di molto le condizioni economiche attuali.
In questo contesto molte aziende anche importanti sono state acquisite da multinazionali globali e molte altre potrebbero essere acquisite nei prossimi anni a meno che non ci sia una svolta decisa e importante a livello internazionale soprattutto riguardo ai costi dell’energia che mai come in questo momento appaiono particolarmente strategici nel contesto globale.
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Costo della Vita in Aumento per il Caro Energia
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Prezzi da capogiro, la piccola Islanda è la più costosa Europa
Il paese europeo dove si registrano i prezzi maggiori è l’Islanda. Lo ha certificato Eurostat – l’ufficio di statistica europeo – nella sua ultima indagine sul costo della vita nei vari paesi UE.
Che prezzi in Islanda!
Qualche numero rende chiara l’idea. I prezzi di una pizza (peraltro la più “semplice”, la Margherita) possono arrivare a circa 2.400 corone, ovvero 17 euro. Se poi la si vuole accompagnare con un bicchiere di vino si devono aggiungere altri 10 euro. Più economica la birra, che arriva sui 7 euro (una pinta). Complessivamente, una cena per due persone in un ristorante di fascia intermedia costa in media 85 euro. Esempi eclatanti che spiegano perché secondo Eurostat in Islanda i prezzi al consumo del 2018 sono stati in media superiori del 56% rispetto al resto d’Europa.Va detto che in generale i paesi nordici si mettono in evidenza per i loro prezzi molto elevati. Infatti Norvegia (+48% sul resto della UE) e Danimarca (+38%) completano (assieme alla Svizzera, +52%) l’elenco dei primi quattro paesi più cari dell’Unione.
Economia piccola e senza benefici di scala
Che l’Islanda abbia prezzi alti non deve stupire. Infatti trattandosi di un’isola molto piccola, dipende molto dalle importazioni e non è in grado di realizzare grandi economie di scala, come invece possono fare i paesi anche 100 volte più grandi. Inoltre nella seconda parte del 2018 la Corona svedese ha avuto un forte deprezzamento (circa l’11%), con pattern harami bullish bearish, e questo ha reso i prezzi dei prodotti importati molto più alti. E di riflesso anche i prezzi al consumo sono cresciuti. Un’altra spinta ai prezzi è data dall’elevato tenore di vita degli islandesi, che hanno un salario medio di 632.000 corone mensili (circa 4.450 euro). Tra i più alti d’Europa.
Qualcosa però in Islanda potrebbe cambiare presto. Questo paese di sole di 355mila anime, dopo la crisi finanziaria del 2008-2011 è stato protagonista di una grande ripresa ed è tornata a crescere. Tuttavia le previsioni dicono che ci sarà una frenata del Pil quest’anno, e questo potrebbe spingere i prezzi al ribasso sui mercati otc. Inoltre l’inflazione nel primo trimestre di quest’anno è salita al 3,1%, e questo potrebbe ridurre il potere d’acquisto, finendo per deprimere i prezzi.