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  • Il teatro a Cagliari

    Si pensa spesso al teatro come un’attività noiosa, elitaria e legata a un periodo storico in cui non esistevano i media che nel mondo odierno hanno raggiunto un livello massimo di consumo. 

    Senz’altro è un media che, sia dalla parte del consumatore che del produttore, non raggiunge gli stessi numeri della televisione, del web, del cinema ma, essendo il teatro il precursore, ci aiuta a capire gli aspetti comunicativi che stanno alla base del sistema mediale odierno. Per questo motivo, chiunque si proponga di lavorare nel campo del cinema, della televisione o, direttamente, del teatro deve studiare molti aspetti del settore teatrale.  

    Nel corso dello sviluppo mediale, è cambiato il pubblico, è cambiato ciò che vuole vedere, sono cambiati gli attori, i produttori, i contenuti variano in base al canale mediale utilizzato. Il fatto di avere un pubblico attivo presente in sala ha delle implicazioni inerenti al modo in cui gli attori devono recitare, come ad esempio, il tono della voce, le espressioni del volto, il movimento del corpo e i contenuti della sceneggiatura. Il pubblico, infatti, deve poter sentire chiaramente le parole degli attori, ha delle reazioni a seconda delle tematiche portate in scena e viene condizionato dal modo in cui il regista decide di costruire lo spettacolo. 

    I corsi di teatro permettono la pratica sul palco, sia durante lo svolgimento delle lezioni che nella fase finale di messa in scena del lavoro fatto durante il corso. Il teatro, come i media fruibili attraverso il web e la televisione, ha bisogno della base fondamentale della lingua italiana e quindi della corretta pronuncia italiana, acquisibile tramite i corsi di dizione, e della pratica di alcuni movimenti del corpo e del volto. Infatti, la maggior parte dei corsi di teatro a Cagliari e in Italia in generale, propone un programma che mette in luce il lavoro sul palcoscenico che implica la conoscenza del proprio corpo, della propria voce, del ritmo e del tempo teatrale, ed una consapevolezza della propria respirazione e durata del fiato. Questo lavoro è il fondamento delle lezioni di improvvisazione, di analisi del personaggio, di interpretazione e messa in scena. 

    Quest’ultima è la parte che viene portata sul palco, insieme al corpo e alle emozioni.

  • Storia dei teatri cagliaritani

    Il teatro ha la capacità di affascinare, di far sognare, di far immedesimare lo spettatore.
    Offre molteplici possibilità di espressione attraverso la commedia, la tragedia, il musical, l’opera lirica e la danza, perciò non è possibile non ritrovarsi in almeno una di esse.
    Ciò ha fatto si che fin dalla loro prima apertura, avvenuta a Cagliari nella seconda metà del 700, i teatri fossero un luogo di ritrovo e un importante centro della vita mondana.
    Il primo era molto piccolo e occupava una parte del palazzo dell’Università, ma ebbe vita breve, la sua attività cessò infatti nel 1764.
    Venne aperto un nuovo teatro, chiamato Regio, anch’esso ubicato in Castello, che aprì verso il 1770 e fu per molti anni centro della vita mondana di Cagliari.
    Nel 1831 il Comune di Cagliari acquistò il teatro dalla famiglia Zapata e con la sua inaugurazione nel 1836, venne cambiato il nome da “Regio” a “Civico”.
    Nel 1859 comparve “sulla scena” cittadina un nuovo teatro nell’odierno viale Regina Margherita. Era un teatro all’aperto capace di ospitare duemila spettatori. Nel corso del 1869 fu realizzata una copertura mobile di legno e proprio allora il Nuovo Teatro Diurno, così veniva chiamato, prese il nome del suo proprietario, diventando il Teatro Cerruti. A differenza del Civico, frequentato da aristocrazia e alta borghesia, il pubblico del Cerruti era composto principalmente da commercianti e piccola borghesia.
    Con l’espansione della città nel 1890 crebbe l’esigenza di una nuova sala che fosse più grande del Civico e più elegante del Cerruti. Nacque così il Politeama Regina Margherita che fu inaugurato il 25 dicembre 1897.
    Il Civico con il tempo perse i favori del pubblico, che ormai prediligeva gli spettacoli del Politeama Regina Margherita. Pertanto, nel 1911 il Comune concesse all’impresa Cadeddu di trasformarlo in cinematografo, attività assai più redditizia. Il Civico cessò quindi di essere un concorrente e, per molti anni, il Politeama fu l’unico teatro a ospitare l’opera. Le sue “prime” diventarono così i principali eventi mondani e culturali della città. Richiamavano gli appassionati e costituivano un occasione per esibire le toilette alla moda.
    Intorno agli anni Venti, il Civico riprese l’attività teatrale, proponendo sempre manifestazioni di alto livello.
    Purtroppo le vicende di questi due teatri, che avevano animato le serate della città di Cagliari, si conclusero in modo drammatico. Nel 1942 il Politeama Regina Margherita venne distrutto da un incendio e l’anno successivo un bombardamento rase al suolo il Teatro Civico.
    La vita però ricomincia sempre così nuovi teatri presero il posto di quelli perduti.
    Il Teatro Lirico è stato concepito per rimpiazzare i due teatri andati distrutti, la città infatti era rimasta priva di un grande teatro. I lavori sono stati avviati solo nel corso del 1971 e la struttura è stata inaugurata il 2 settembre 1993.
    Gli attori, linfa vitale del teatro, nell’ottocento assunsero il ruolo di depositari di eleganza e cultura diventando, ancora oggi, per alcuni strati della popolazione, un idolo da ammirare. Questo desiderio di emulazione favorì la nascita di corsi teatrali che permettono ad ognuno di camminare tra il mondo della finzione e il mondo della realtà. Nella vita quotidiana l’imbarazzo e la paura di essere giudicati bloccano le persone, ma la mediazione teatrale permette di trovare una propria dimensione espressiva che faccia dimenticare il giudizio personale e quello del pubblico.