Tag: coppa Italia

  • COPPA ITALIA, JUVENTUS-MILAN: IN RIPRESA LE PUNTATE SUI ROSSONERI

    Juventus-Milan faccia a faccia in una finale di Coppa Italia per la quinta volta. In ripresa le puntate sul Milan vincente. Il 60% degli scommettitori punta sulla vittoria dei bianconeri

    Juventus e Milan saranno protagoniste all’Olimpico di Roma mercoledì 9 maggio (ore 21) nella finale di Coppa Italia 2018. Sarà la sfida numero 226 tra i due club: i precedenti ufficiali vedono avanti i bianconeri con 86 vittorie, mentre 66 sono stati i successi del Milan (e 73 i pareggi).

    Per i bookmaker la squadra di Allegri, che punta per il quarto anno consecutivo all’accoppiata campionato-coppa, è la favorita del match (la quota più alta è a 1,90). Sarà la quinta finale di Coppa Italia tra Juve e Milan (dopo quelle già disputate nel 1942, 1973, 1990 e 2016). Nel complesso, nelle finali di trofei ufficiali, la Juventus ha prevalso 4 volte (3 volte in Coppa Italia e una volta in Supercoppa), il Milan 3 (una in Coppa Italia, una in Supercoppa e, quella più importante, in Champions League nel 2003).

    Il Milan non vince da 4 incontri ufficiali contro la Vecchia Signora: l’ultimo successo (ai rigori) risale alla finale di Supercoppa giocata a dicembre del 2016 in Qatar. Il pareggio al termine dei tempi regolamentari è a 3,40 (quota migliore). Negli ultimi 16 faccia a faccia, il Milan ha vinto solo 2 volte. Oggi la vittoria del Milan è quotata fino a picchi di 4,80.

    Non ci sarà Chiellini a guidare la difesa della Juve all’Olimpico ma Allegri ritroverà sulla mediana Pjanic. Il Milan, che giocherà per scaramanzia con la divisa bianca (la stessa della finale di Champions League del 2003 vinta contro i bianconeri a Manchester), è in forma smagliante dopo il 4-1 rifilato al Verona in campionato.

    Così Rino Greco di Oddschecker Italia: “Il 60,29% delle scommesse è andato sull’1 della Juventus. La vittoria dei bianconeri risulta la scommessa più giocata con 11237 euro di stake, di cui una giocata singola registrata di 433 euro. Sul pareggio è andato il 7,14% mentre il 31,57% degli scommettitori ha dato fiducia al Milan. Proprio sulla vittoria dei rossoneri nell’ultima settimana si è registrato un’ impennata di puntate (dal 27,12% all’attuale 31,57%).

    Tra i risultati esatti, a sorpresa, il 2-1 (quota più alta a 9,50) ha raccolto 2364 scommesse, anche se, dopo il segno 1 della Juventus, la giocate preferita dagli scommettitori è stata quella sull’Under 2,5. La Juventus, che dopo il pari del Napoli ha conquistato ormai il settimo Scudetto di fila, vorrà sicuramente portare a casa l’ennesima coppa da esporre in bacheca. Occhio al Milan, oggi sesto in classifica a due giornate dalla fine (ultimo posto utile per qualificarsi in Europa League), che potrebbe puntare tutto sulla Coppa Italia per poter avere la certezza dell’Europa il prossimo anno”.

     

    Link al mercato delle quote: https://www.oddschecker.com/it/calcio/italia/coppa-italia/juventus-milan

  • Tim Cup, Inter-Pordenone: Cosí Davide Batte Golia! Ecco cosa Pensano gli Scommettitori…

     Il club di Lega Pro del Pordenone a San Siro contro l’Inter in Coppa Italia Inter-Pordenone. C’è già un vincitore: i ramarri friulani stravincono sui social. Tutto sulla sfida!

    Si giocano gli ottavi di finale di Coppa Italia Inter-Pordenone. Il Pordenone, unica squadra di Lega Pro ancora rimasta, scenderà in campo a San Siro contro l’Inter, capolista in Serie A, martedì 12 dicembre alle ore 21 (diretta RAI).  Per i ramarri del Noncello (così sono stati rinominati i friulani negli anni sessanta) quella della Scala del calcio sarà una partita evento da vivere e raccontare a figli e nipoti.  La più classiche delle sfide tra Davide e Golia, insomma. L’entourage del Pordenone Calcio ha colto subito l’importanza e l’epicità dell’evento, lanciando, nei giorni precedenti il grande match, una campagna social di impatto che ha conquistato i cuori di tutti i tifosi, del Pordenone, dell’Inter e degli amanti del calcio in genere.

    #TUTTIASANSIRO

    Su Twitter è nato così l’hashtag #tuttiasansiro con l’invito a riempire il secondo anello blu del Meazza.  Ed ogni giorno, ad accompagnare le gesta della formazione di mister Colucci un vero e proprio countdown di avvicinamento alla partita delle partite.  Il tutto in chiave estremamente… ironica. Si ripercorrono così le gesta storiche, le vittorie, i successi, le coppe (“… chi più, chi meno” è il claim scelto), insomma una raccolta di trofei rigorosamente bipartisan che ha unito idealmente i palmares delle due società.

    Chi volesse obiettare su questo punto si ritroverà, però, a prendere atto almeno di una cosa: “Mai stati in B” è la caratteristica distintiva che pone sullo stesso livello Inter e Pordenone, due club che infatti non hanno mai giocato in Cadetteria (promozione in Serie B solo sfiorata dai friulani nel 1946). Ma c’è un record che premia il Pordenone a discapito nei nerazzurri. Parliamo della sfida dei bomber: da una parte capitan Icardi, goleador in Serie A, e dall’altra Berrettoni, un passato in A con Lazio e Perugia, che a differenza dell’asso argentino, ha già esordito e giocato in Champions League. Impietoso quanto vero.

    COSA DICONO GLI SCOMMETTITORI SU INTER-PORDENONE

    Inter-Pordenone , uno fisso? La sfida di San Siro sembrerebbe essere già decisa se guardiamo all’andamento delle scommesse. Il segno 1 su Oddschecker, portale leader nella comparazione quote, compare (in giocate singole e multiple) ben 3562 volte per un importo totale di 2812 euro. La vittoria dell’Inter è data a 1,12 (miglior quota con GoldBet). In tanti sperano nel risultato a sorpresa: 345 sono state le giocate sul segno X (il pareggio è dato a 10,00 con Eurobet e Better). “Solo” 97, infine, le giocate sulla vittoria del Pordenone (quota più alta data a 20,00 con BetClic). Proprio sui ramarri, si è registrata la singola giocata più sensazionale: ben 900 euro sono stati piazzati sul segno 2 (che in caso di vittoria frutterà 18000 euro). Infine, il 4-0 è la scommessa più giocata tra i risultati esatti (quota più alta a 8,40 con Goldbet) con 1126 euro di puntate totali piazzate.

    LO STATO DI FORMA DELLE DUE SQUADRE

    L’Inter è reduce dal pareggio a reti inviolate sul campo della Juventus: un punto d’oro che, visto il mezzo passo falso del Napoli, mantiene i nerazzurri in testa alla classifica di A.  I ramarri sono in pienissima zona playoff del gruppo B di Lega Pro e, con buona probabilità, anche quest’anno saranno protagonisti a stagione regolare conclusa dove, però, negli ultimi due anni è andata male (due semifinali promozione perse sotto la guida tecnica di Tedino, oggi sulla panchina del Palermo). Va da se che l’approdo agli ottavi di Coppa Italia è il traguardo più alto mai raggiunto dai neroverdi nella competizione (che hanno vinto un campionato tra i Dilettanti): in precedenza, il Pordenone aveva raggiunto il terzo turno di Coppa nella stagione 1958/59.

    MIRACOLI? MEGLIO RIDERCI SU!

    Sarà un match inedito: Inter-Pordenone non si sono mai affrontati prima. A Pordenone sperano nel miracolo ma non per questo si danno già per vinti. Che arrivi il passaggio del turno o meno, sarà comunque festa sugli spalti e in città. Meglio così, d’altra parte il Pordenone il suo big match l’ha già vinto, conquistando la simpatia di tutti gli appassionati sportivi.

    Ecco il link all’articolo integrale

     

     

    INFO E CONTATTI:

    Sul mercato dal 1999, Oddschecker é il sito leader di comparazione quote (UK, Italia, Spagna, Germania, Australia), oltre ad un punto di riferimento per tutti gli scommettitori del mondo. Collaboriamo soltanto con le migliori e le più affidabili aziende del settore offrendo il nostro supporto nell’aggiornamento delle quote in tempo reale, sui bonus di benvenuto, promozioni ma anche pronostci e news.

    Oddschecker – The Aircraft Factory, Cambridge Grove, Hammersmith, London, W6 0LE

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  • Roma, omaggio di Antonello De Pierro a Raf Vallone

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti ha partecipato, presso la Casa del Cinema, all’evento organizzato dalle figlie Eleonora e Arabella in occasione del centenario della nascita dell’indimenticabile attore

    Roma – Il tenace, incessante e ormai noto impegno, consolidatosi nel tempo, del giornalista e presidente del movimento politico Italia dei Diritti Antonello De Pierro per la salvaguardia dell’immenso patrimonio culturale rappresentato dal cinema italico, l’altra sera si è concentrato sulla Casa del Cinema di Roma, dove era in programma una serata evento per celebrare il centenario della nascita di uno dei più grandi talenti che l’Italia abbia mai esportato nel mondo, il celeberrimo Raf Vallone. L’appuntamento commemorativo, voluto fortemente dalle figlie Eleonora e Annabella, assente l’altro figlio Saverio per motivi personali, è stato condotto magistralmente da Laura Delli Colli, la quale ha introdotto con dovizia di particolari ogni frangente programmatico dell’avvenimento, che ha fatto registrare un successo andato abbondantemente oltre ogni più rosea previsione. L’enorme affluenza di pubblico, che ha reso necessario aprire anche le altre sale interne alla struttura di largo Mastroianni e chiudere l’ingresso principale con l’affissione di una scritta annunciante il sold out, con un fiume di gente rimasta all’esterno, ha confermato il grande attaccamento, ancora vivissimo, che l’Italia esprime al compianto attore. Un personaggio, Vallone, che ha fatto sempre trapelare, in ogni sua sortita pubblica, il grande spessore culturale su cui aveva edificato la sua straordinaria figura, una piattaforma granitica nutrita al banco di due lauree, lettere e giurisprudenza, e di una fulminea ascesa carrieristica nel giornalismo, che l’aveva condotto alle pagine culturali del quotidiano L’Unità come redattore capo e a La Stampa come critico cinematografico, dopo aver abbandonato una promettente carriera da calciatore in serie A, nelle file del Torino.
    Gli interventi delle figlie Eleonora e Annabella, visibilmente commosse, hanno strappato tanti applausi da parte della gremita platea dove, oltre a già citato De Pierro, erano seduti, tra gli altri, il regista Pupi Avati, l’attore e regista Lino Capolicchio, Francesco Rutelli con la moglie Barbara Palombelli, il principe Guglielmo Marconi Giovannelli, il noto giornalista e attivista per i diritti dei padri separati Giorgio Ceccarelli, Elisabetta Viaggi e l’attore Mario Donatone. Poi la Delli Colli ha sapientemente traghettato l’attenzione dei presenti sul fulcro previsionale dell’evento, la proiezione del film di Sidney Lumet, del 1962, “Uno sguardo dal ponte”, preceduto dalla visione di una recente intervista inedita al regista Peter Brook, che aveva diretto, nel 1958, Vallone nella versione teatrale di “Uno sguardo dal ponte”. E prima di tutto questo le corde emozionali del pubblico sono state sollecitate da una carrellata di spezzoni cinematografici, che hanno ripercorso la florida carriera in celluloide del versatile artista calabrese.
    De Pierro, che si è sempre alacremente prodigato per dare voce al mondo del cinema, specie se made in Italy, anche in passato come direttore e voce storica di Radio Roma e ancora oggi da direttore di Italymedia.it, ha espresso grande soddisfazione per il grande successo della serata.
    “E’ il dovuto e naturale tributo — ha dichiarato — che il pubblico cinematografico ha rivolto a Raf Vallone, artista di grande spessore che ha scritto pagine memorabili negli annali del cinema mondiale, elevando al massimo fulgore l’immagine del nostro paese. La gente ha risposto prontamente al tam tam lanciato dalle figlie Eleonora e Arabella, consacrando la sua grandezza, e questo ci fa comprendere appieno la sensibilità che domina nel nostro tessuto sociale nei confronti della cultura. Questa ricorrenza però ha aperto in me una profonda e dolorosa parentesi riflessiva, che ci fa comprendere quanto in Italia si sia imboccata una deriva orientata sempre più verso un appiattimento della politica e delle istituzioni nei confronti delle espressioni intellettuali. A spalancare le porte alla memoria storica rappresentata dalla figura di Vallone è stata la famiglia. Il mondo politico e istituzionale, fatta eccezione per quello di Tropea, sua città natale, è rimasto silente e questo mi preoccupa alquanto. La nostra classe politica presta sempre meno attenzione ai fermenti culturali e favorisce l’assopimento delle coscienze verso essi. E’ semplicemente vergognoso che non ci siano state celebrazioni istituzionali per ricordare un illustre connazionale come Raf Vallone. A muovere ciò avrebbe dovuto essere un sentimento piacevole e spontaneo, ma visto che ormai l’arido deserto di valori formatosi sul proscenio politico, che trasforma quotidianamente le nostre certezze in disillusioni, ci fa desistere dal pretendere tanto, mi appello al fatto che ciò avrebbe dovuto rappresentare un dovere, atteso che è la Costituzione che ce lo chiede a mezzo dell’articolo 9, che elegge la cultura a valore fondamentale e impone alla Repubblica di promuoverne lo sviluppo e soprattutto di tutelarne il patrimonio, in virtù di una ratio di tipo conservativo. Le tradizioni culturali sono quelle che distinguono un popolo dall’altro. L’Italia non è mai stata avara nel generare eccellenze intellettuali, ma purtroppo nemmeno campioni di ignoranza e incapacità, che spesso vanno inutilmente a popolare le folte schiere della politica e soprattutto del sottobosco che vi ruota intorno, e tutto, purtroppo, a spese dei corpi collettivi. Ringrazio in particolar modo Eleonora, a cui mi lega da sempre un sincero vincolo affettivo, per avermi invitato e avermi dato l’opportunità di corroborare l’apprezzamento, già molto vivo in me, nei confronti del suo immenso padre”.