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  • ANTITRUST AGCM Tutela consumeristica: non sempre invocabile

    ANTITRUST Tutela consumeristica: non sempre invocabile

    Le attività poste in essere per la riscossione di una sanzione amministrativa, non sono inquadrabili nel concetto di “vendita” previsto dal Codice del Consumo.

    Lo stabilisce il Consiglio di Stato con Ordinanza su ricorso proposto dall’Avvocato Gelsomina Cimino del Foro di Roma.

     

    http://studiolegalecimino.eu/wp-content/downloads/sentenza_1_diritto_amministrativo.pdf

     

    REPUBBLICA  ITALIANA

    Il Consiglio di Stato

    in sede giurisdizionale (Sezione Sesta)

    ha pronunciato la presente

    ORDINANZA

     

    sul ricorso numero di registro generale XXXX, proposto da   XXXXXXXX, in persona  del legale rappresentan te “pro tempore”,  rappresentato  e  difeso  dall’Avvocato Gelsomina  Cimino con  domicilio  eletto  presso  lo  studio  in Roma, via Vittorio Venero n. 116;

    contro

    Autorita’ Garante della Concorrenza e del Mercato AGCM) Antitrust, in persona del legale rappresentante “pro tempore”, rappresentata e difesa per legge dall’avvocatura generale dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;

    per la riforma

    dell’ ordinanza  cautelare  del  T .A.R.  LAZIO  – ROMA  SEZIONE  I,  n.XXXXX

    resa tra le  parti, concernente irrogazione di sanzione amministrativa  pecuniaria  per  pratica  commerciale   scorretta,   con contestuale ordine di pubblicazione della delibera, a cura e spese  della società, sul Resto dcl Carlino;

     

    Visto l’art. 62 cod. proc. amm;

    Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

    Visti tutti gli atti della causa;

    Visto l’atto di costituzione in giudizio di mera  forma dell’AGCM

    Vista la impugnata ordinanza cautelare del Tar di reiezione della domanda cautelare presentata dalla parte ricorrente in primo grado;

    Relatore nella carnera di consiglio del xxx il  cons. Buricelli e udito per la parte appellante l’Avvocato Gelsomina Cimino;

    considerato che a un primo e sommario esame l’appello cautelare  non appare privo di “fumus boni juris” atteso che sembrano esistere ragionevoli dubbi sulla effettiva sussistenza, nella fattispecie, del contesto di tutela consumeristica richiesto dal d. lgs. n. 206/05;

    che, inoltre, il danno dedotto dall’appellante sussiste e appare grave e irreparabile;

    P.Q.M

    Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale  (Sezione Sesta)

    accoglie l’appello cautelare (Ricorso numero xxxx) e, per l’effetto, in riforma dell’ordinanza impugnata, accoglie l’istanza cautelare in primo grado sospendendo l’esecuzione della delibera impugnata.

    Ordina che a cura della segreteria la presente ordinanza sia trasmessa al Tar per la sollecita fissazione dell’udienza di merito ai sensi dell’art. 55, comma 1O, cod. proc. amm. .

    Provvede sulle spese della presente fase cautelare come segue: condanna l’appellata a rimborsare all’appellante le spese di entrambi i gradi della fase giudiziale, che si liquidano in € 3.000,00, oltre agli accessori di legge.

    La presente ordinanza sarà eseguita dall’ Amministrazione ed è depositata presso la segreteria della Sezione che  provvederà  a  darne  comunicazione alle parti.

     

    Così deciso in Roma  nella  camera  di consiglio  del xxxxxxxx con l’intervento dei magistrati:

    Presidente

    Consigliere

    Consigliere

    Consigliere

    Estensore

    L’ESTENSORE     IL PRESIDENTE

    DEPOSITATA  IN SEGRETERIA

    IL SEGRETARIO

    (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

     

  • BIRRA VALORE CONDIVISO

    Il settore della birra crea ricchezza per l’Italia. Questo, in sintesi, quanto emerso dal primo rapporto promosso dall’Osservatorio Birra della Fondazione Birra Moretti.  Ammonta a 7,8 miliardi di euro il valore condiviso creato dall’industria della birra pari a 0,48% del PIL italiano 2015

    Milano, 23 maggio 2017 – In occasione dell’appuntamento con HEINEKEN Incontra, l’Osservatorio Birra presenta il primo rapporto: “Birra valore condiviso” a cura di Althesys per conto della Fondazione Birra Moretti, Fondazione di partecipazione costituita nel 2015 da HEINEKEN Italia e Partesa al fine di contribuire alla crescita della cultura della birra in Italia. L’analisi stima la creazione di valore condiviso che il settore ha generato nel nostro Paese nel 2015, esaminandone gli impatti sul sistema economico nazionale e sui consumatori. La ricerca evidenzia, inoltre, il contributo del comparto Ho.Re.Ca. e il ruolo del consumatore.

    LA CREAZIONE DI VALORE: UNO SGUARDO D’INSIEME

    L’assunto di partenza è che un’impresa rappresenti un moltiplicatore di sviluppo capace di creare valore non solo per sé stessa (azionisti e dipendenti), ma anche di produrre un effetto leva positivo sul sistema economico. Nello specifico, il valore condiviso creato dall’industria della birra è stato di circa 7,8 miliardi di euro in Italia nel 2015, pari allo 0,48% del PIL italiano, 4,16 volte il fatturato delle aziende produttrici di birra e 4,25 euro di valore condiviso creato per litro di birra venduta. Un settore che produce quasi 2 miliardi di euro di salari lordi, pari allo 0,19% dei consumi delle famiglie. Questi numeri, sommati alla crescita dei consumi degli ultimi due anni (sono saliti a 31,5 i litri/anno bevuti mediamente dagli italiani nel 2016, rispetto ai 30,8 del 2015) e alla crescente immagine della birra (l’Italia è il Paese europeo dove il livello di reputazione della birra è più alto, con un punteggio reputazionale di 78,2 contro una media europea di circa 65,5) confermano che il settore sta oggi vivendo nel nostro Paese quella che può essere definita “La Primavera della Birra”.

    LE PERSONE AL CENTRO DEL VALORE CONDIVISO

    Sul fronte occupazione, emerge un dato estremamente significativo: sono 87.668 i dipendenti della filiera italiana, che si traducono in 22,6 posti di lavoro per ogni dipendente delle aziende produttrici di birra.

    LA VALUE CHAIN DEL SETTORE DELLA  BIRRA

    L’analisi prende in esame tutte le fasi della filiera, dall’approvvigionamento delle materie prime, alla produzione della birra, fino alla distribuzione e vendita al consumatore finale, in Italia nel 2015. La stima considera non solo gli effetti diretti della produzione di birra (valore aggiunto, contribuzione fiscale, ecc.), ma anche quelli indiretti (fornitori e clienti), i consumi indotti e le ricadute degli investimenti pubblici. È quindi evidente che il concetto di valore condiviso si traduce in strategie che migliorano la competitività dell’impresa, producendo al contempo ricadute positive sul sistema economico e sociale nel quale opera. La generazione di benessere diffuso sviluppa e rafforza i legami tra l’industria e la società.

     A MONTE DELLA CATENA: I FORNITORI

    Il calcolo del valore condiviso creato dai fornitori delle aziende produttrici di birra (ricadute indirette), pari a 273,3 milioni di euro, è stato suddiviso in tre macro categorie: agricoltura (non sono stati considerati i prodotti importati), industria (maltatura dell’orzo, packaging, fornitura di energia elettrica e gas, macchinari e attrezzature industriali) e servizi (marketing, comunicazione, manutenzione attrezzature e servizi di consulenza).

    PRODUZIONE: L’INDUSTRIA DELLA BIRRA

    Il calcolo delle ricadute dirette considera le aziende con stabilimenti in Italia, che generano un valore condiviso di 1.451 milioni di euro. Questo dato comprende il valore aggiunto (425,5 milioni di euro), le accise, comprese quelle sui prodotti importati (619 milioni di euro) e le ricadute indotte (406,6 milioni di euro).

    LOGISTICA: A VALLE E A MONTE DELLA PRODUZIONE

    Le aziende di logistica hanno creato un valore condiviso per 68,6 milioni di euro e comprendono le attività a valle della produzione (dagli stabilimenti produttivi ai distributori) e quelle della distribuzione (dai distributori ai venditori finali).

    DISTRIBUZIONE E VENDITA: IL RUOLO NELLA CREAZIONE DI VALORE CONDIVISO

    Distribuzione e vendita rappresentano le fasi di maggiore impatto nella creazione di valore condiviso con un valore pari a 6.041,2 milioni di euro. Vengono considerate la vendita da parte dei distributori ai rivenditori finali e la vendita al consumatore finale, suddivisi tra On-trade (Ho.Re.Ca., per un valore di 4.850,5 milioni di euro) e Off-trade (GDO e retail, per un valore di 1.190,7 milioni di euro). I quantitativi considerati in questa fase comprendono la birra prodotta in Italia, al netto di quella esportata, e le birre straniere importate e commercializzate nel nostro Paese.

    HO.RE.CA.: UN CONTRIBUTO DETERMINANTE

    Nella distribuzione, il settore dell’Ho.Re.Ca. copre il 58,5% circa del totale del valore condiviso coerentemente con l’andamento positivo della ristorazione registrato negli ultimi anni in Italia, rispetto alla media europea. La spesa alimentare delle famiglie fuori casa rappresenta il 35,51% del totale (Fonte Fipe).

    Il ruolo di questo canale per l’industria birraria ha una duplice valenza: produttore di valore per la filiera  birraria, in particolare per i punti di consumo, e divulgatore della cultura della birra. Larga parte dei consumatori (79,3%) ritiene importante il modo in cui viene servita. L’importanza dell’Ho.Re.Ca. nei consumi di birra è anche collegata con il ruolo dei pubblici esercizi come contesti di socializzazione. L’Ho.Re.Ca. ha quindi un ruolo chiave per innalzare l’immagine e la reputation del prodotto, oltre che per promuoverne il consumo. In quest’ottica l’innovazione gioca un ruolo determinante sotto diversi profili: tecnologico, come per esempio il caso “Blade” di Heineken per la birra alla spina; di prodotto, con l’introduzione di specialites, ad esempio le birre regionali di Birra Moretti; di reputazione, grazie alla collaborazione con chef stellati per abbinamenti birra/cibo.

    IL CONSUMATORE: DOPPIO VALORE

    Il consumatore ha un ruolo chiave nell’industria, le sue scelte, sono alla base dell’andamento dei consumi e determinano il mix di prodotti e la marginalità complessiva. Ottiene valore dal prodotto birra sotto un duplice profilo sia in termini di prodotto di qualità a un prezzo accessibile (benefit tangibile) sia di prodotto che dà soddisfazione e piacere (benefit intangibile). È un dato di fatto che, nonostante la stagnazione dei consumi, la birra stia mostrando segnali positivi, sia in termini di consumi (+1,6% nel 2016 in Italia) sia di apprezzamento da parte dei consumatori. È evidente come, anche in questo caso, giochi un ruolo di primo piano il tema dell’innovazione: le indagini sui consumatori indicano, infatti, un’apertura verso le novità di prodotto, la curiosità e la disponibilità a sperimentare a fronte della percezione della birra come uno dei settori più innovativi tra quelli delle bevande. Grazie ai progressi sopra citati (in ambito tecnologico, di prodotto e di reputazione) il consumatore può godere di un’ampia offerta di beni e servizi a un prezzo accessibile.

    Ufficio Stampa Fondazione Birra Moretti – [email protected]

  • Continua fino al 15 dicembre il Concorso “GRANDFORM Passion”

    A quattro settimane dalla sua partenza i dati confermano un successo di partecipazione da parte della Community Web

    Andamento del Concorso “GRANDFORM Passion”: ad oggi oltre 1000 i nomi pubblicati sul sito concorso.grandform.it e votati da oltre 6000 persone esclusivamente sul blog e sui social Grandform!

    A quattro settimane dalla partenza del Concorso “GRANDFORM Passion” un successo quasi inaspettato di partecipazione da parte della Community Web. Un esito positivo che conferma, dati alla mano, che il Consumatore Finale, se coinvolto, ha piacere a dialogare con l’azienda!

    Un contest innovativo e strategico che permette di coinvolgere sia il Consumatore Finale che i Venditori di Showroom Grandform nella scelta del nome della nuova linea di Cabine Doccia Multifunzione Grandform 2016 e di farli diventare protagonisti di un’occasione unica.

    Fino al 16 novembre visitando il sito http://concorso.grandform.it, sarà possibile scoprire le tre caratteristiche che avrà nuova linea di Cabine Doccia Multifunzione Grandform e proporre un nome. Il nome più votato vincerà come premio finale la nuova Cabina Doccia Grandform.

    La Community Web potrà invece votare fino al 30 novembre i nomi proposti. Per votare basta entrare nella pagina Facebook https://www.facebook.com/GrandformIT. In palio per tutti i votanti 40 cofanetti smart box, uno al giorno con modalità Instant Win.

    Dal 1 dicembre entreranno in gioco i Venditori di Showroom Grandform ai quali saranno sottoposti i 50 nomi più votati dalla Community Web. A loro sarà richiesto “un giudizio di qualità” nella scelta del nome della nuova Cabina Multifunzione Grandform. Per i Venditori di Showroom Grandform che partecipano sono previsti fantastici premi ad estrazione.

    Il Concorso, partito il 15 ottobre u.s., è una ulteriore dimostrazione di come l’Azienda voglia essere sempre di più vicina al Trade e al consumatore finale. Attraverso questa importante strategia di Digital Marketing, Grandform desidera instaurare una comunicazione diretta che possa rendere partecipi tutti attraverso un’iniziativa al tempo stesso divertente e creativa.

    Per saperne di più visita il sito dedicato al concorso: http://concorso.grandform.it

    SFA ITALIA SpA è presente nel mercato italiano da oltre 30 anni. Leader nel mercato delle soluzioni per il bagno è presente con due divisioni: la divisione tecnica con le pompe e i trituratori della linea Sanitrit e quella estetica con il marchio Grandform che nel 2014 è entrato anche nel mercato della sostituzione vasca in doccia con G-magic. Dal 2010 SFA ITALIA SpA gestisce anche il marchio Stile, che comprende una vasta gamma di ceramiche sanitarie, piatti doccia e lavabi d’arredo.

    Per informazioni:
    SFA ITALIA SpA
    www.sfa.it
    Digital PR a cura di
    Blu Wom Milano
    www.bluwom-milano.com
    [email protected]