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  • TURISMO ITALIA: FEDERTURISMO E COMPETERE LANCIANO LA SFIDA ALLA POLITICA

    Roma, 8 Febbraio 2018 – Competere, in partnership con Federturismo, ha presentato oggi, presso il Senato della Repubblica, il documento “Turismo Italia – Strategie e proposte per la crescita” che contiene 17 proposte articolate in punti programmatici per la crescita e la competitività dell’industria turistica. Alla presentazione, oltre al presidente di Federturismo Gianfranco Battisti e al presidente di Competere Pietro Paganini, si sono confrontati anche esponenti del governo e dei partiti candidati alle prossime elezioni, fra i quali Francesco Palumbo – Direttore Generale Turismo del MiBACT, Loredana Capone – Partito Democratico, Gian Marco Centinaio – Lega Nord, Edoardo Colombo – 10 Volte Meglio, Mattia Fantinati – Movimento 5 Stelle, Carlo Fidanza – Fratelli d’Italia e Licia Ronzulli – Forza Italia.
    Il documento programmatico “Turismo Italia” è indirizzato ai movimenti politici e ai candidati, ma, contemporaneamente, anche a stakeholder e cittadini: uno strumento utile a comprendere le problematiche del settore turistico italiano e le possibili soluzioni, ma anche per misurare l’azione della politica e i suoi risultati. Le proposte contenute al suo interno affrontano diversi nodi ancora irrisolti della filiera e sono divise per aree tematiche. In particolare viene analizzato il contributo del turismo all’economia italiana, più del 10% – oltre 180 miliardi di euro – del PIL nazionale e oltre 2 milioni e mezzo di occupati, e sottolineata la necessità di considerare il turismo un settore industriale a tutti gli effetti per il quale è necessaria una nuova governance che sia in grado di guidare il sistema turistico attraverso nuove sfide, con particolare attenzione ai temi dell’occupazione, della fiscalità, della burocrazia e della trasformazione digitale.
    “L’Impresa 4.0 del futuro deve passare necessariamente da qui” afferma Pietro Paganini, presidente di Competere che continua “Il turismo è un settore vitale per l’Italia come dimostrano i numeri in crescita degli ultimi anni. È necessario che stia al passo con i tempi della trasformazione digitale e dell’automazione per essere competitivo a livello internazionale ed essere sempre più un volano della crescita economica”.
    “I Governi e la politica possono giocare un ruolo importante nel creare le condizioni necessarie allo sviluppo del settore” conclude Pietro Paganini “Il documento ‘Turismo Italia’ è quindi un punto di partenza fondamentale per tutti i candidati e i partiti che vogliono portare avanti proposte concrete e attuabili sia nel breve sia nel medio-lungo periodo. Allo stesso tempo ha lo scopo di fornire uno strumento ai cittadini e agli operatori per misurare l’azione della politica. Riteniamo che la misurabilità dei risultati sia fondamentale e debba essere valorizzata”.

  • WORLD PASTA DAY; PAGANINI (COMPETERE): NO A PROTEZIONISMO PER PROMUOVERE ECCELLENZA ITALIANA

    Roma, 25 ottobre 2017 – Si è tenuto questo pomeriggio, presso la sede di Competere.eu, un nuovo appuntamento del ciclo Tomorrowland, “Protezionismo, la nuova battaglia del grano”. Hanno preso parte all’incontro gli stakeholder del settore agroalimentare per confrontarsi e riflettere sul futuro del settore con particolare attenzione al tema della produzione e del commercio del grano, e delle recenti politiche protezionistiche che il Governo italiano ha intrapreso con il decreto a firma del Ministro Calenda e del Ministro Martina, che obbliga i pastifici ad indicare l’origine del grano sulle confezioni di pasta.

    La scelta di introdurre l’indicazione di origine del grano, oltre ad essere contro i principi fondamentali del libero scambio, è una strumentalizzazione del concetto di trasparenza che danneggia i consumatori e le industrie delleccellenza italiana” – afferma Pietro Paganini, Presidente di Competere. “Invece di  informare meglio i consumatori, come vogliono farci credere, il Decreto li inganna. Con lindicazione di origine si suggerisce loro che il grano italiano sia migliore di quello estero, quando non è così.  Inoltre – continua Paganini – viene arrecato un grave danno ai produttori di pasta che, per mantenere alto lo standard qualitativo e quantitativo, devono obbligatoriamente importare grano da altre nazioni”.

    “E protezionismo grossolano. Il protezionismo ha sempre delle conseguenze negative e non sarà l’etichettatura obbligatoria a migliorare o ad aumentare la produzione italiana. Infatti questo decreto presumibilmente sarà impugnato dall’UE. Per questa ragione abbiamo ritenuto opportuno organizzare questo confronto nel quale si è discusso di come portare avanti una vera e propria politica agraria e industriale che promuova levoluzione dellagricoltura e le eccellenze industriali del nostro paese” – puntualizza Paganini.“I punti da cui partire sono: studiare una vera riforma agraria per limitare l’eccessiva frammentazione della filiera, adottare delle politiche flessibili per l’approvvigionamento di grano e – conclude – fare rete, cioè condividere conoscenze, tecnologie e modelli di coltivazione”.

    Nei prossimi giorni Competere produrrà un documento programmatico che conterrà tutti i punti sollevati durante l’incontro. Il documento sarà presentato ai Ministri dell’Agricoltura e dello Sviluppo Economico e alle Commissioni parlamentari competenti

  • UNIVERSITA’: PAGANINI: PER ALLINEARCI BASTA COPIARE NORD EUROPA

    Roma, 6 ottobre 2017 – “Le riforme della scuola proposte negli ultimi anni non hanno avuto il coraggio di dare seguito a quella rivoluzione scolastica che avrebbe dovuto, già da tempo, trasformare radicalmente il metodo di apprendimento degli studenti”. Così in una nota Pietro Paganini, presidente di Competere e fondatore, insieme a Mario Lupo e Giammarco Brenelli, di Campagne Liberali, commentando i dati Eurostat e Ocse che danno conto del preoccupante quadro attorno all’istruzione italiana e dell’invecchiamento del corpo docente italiano.

    Nella scuola primaria italiana il 52,7% delle maestre ha più di 50 anni. Se si guarda alle secondarie di primo grado la percentuale sale al 54,3%. Mentre in quelle di secondo grado si sale addirittura al 59,6%. Il confronto con le altre nazioni europee è impietoso. Non migliora la situazione sul versante opposto, quello degli studenti. Secondo l’Ocse appena il 20% dei giovani tra i 24 e i 35 anni è laureato, contro una media del 30% dei Paesi membri.

    “Una vera riforma della scuola deve mettere in chiaro le sue priorità: mi riferisco all’abolizione del valore del titolo di studio, dei concorsi, dei compiti a casa e alla riorganizzazione degli orari didattici” – continua Pietro Paganini.

    “Sono ricette semplici e di buon senso, ma soprattutto indispensabili per allinearsi alle medie europee e tornare a competere su scala globale. Non richiedono un grande sforzo, basterebbe copiare dai paesi del Nord Europa”- conclude Paganini.

  • International Property Rights Index 2017: da Competere i risultati dell’indagine

    Roma, 11 luglio 2017I paesi che più tutelano la proprietà sono anche quelli che crescono più stabilmente, sono più competitivi e producono maggiore innovazione. Questo il risultato dell’edizione 2017 dell’International Property Rights Index (IPRI), presentata oggi da Competere.

     

    Promossa dalla Property Rights Alliance, che raccoglie attorno a sé organizzazioni e think tanks operanti in tutto il mondo a favore della libera iniziativa e di politiche indirizzate a favore dell’innovazione, l’indagine misura il grado di tutela della proprietà fisica e intellettuale in 127 paesi, per un totale complessivo del 98% del PIL mondiale e del 94% della popolazione della terra. Come tale è, dunque, uno strumento fondamentale per rapportare il grado di tutela della proprietà con la capacità di ciascuna regione di produrre innovazione ed essere competitiva sul mercato globale.

     

    In questa edizione della ricerca le performance dei paesi sono state valutate in correlazione con il livello di imprenditoria globale, l’accesso alla rete internet, lo sviluppo umano, il numero di ricercatori universitari e le prestazioni ambientali.

     

    Nel 2017 l’Italia si colloca al 49° posto, guadagnando una posizione rispetto al 2016 ma perdendone 9 rispetto al 2014. Siamo ancora lontani, dunque, dai paesi che innovano e competono al meglio come Svizzera, Svezia, Finlandia, Norvegia e Lussemburgo”, afferma Pietro Paganini, Presidente di Competere. “Il Patent Box, il sistema fiscale opzionale per i redditi derivanti dall’utilizzo dei diritti di proprietà intellettuale, non ha dunque portato grandi miglioramenti nel quadro normativo italiano. In sintesi possiamo dire che è stato adottato un approccio incoerente che ha finito solamente per moltiplicare gli oneri di coloro che avrebbero voluto beneficiare del sistema”.

     

    Nell’International Property Rights Index sono presenti anche alcuni casi studio elaborati da esperti del settore che illustrano le differenze presenti fra le tematiche relative alla proprietà intellettuale e le modalità con le quali è possibile raggiungere un buon livello di progresso e innovazione.

     

     

     

    È possibile leggere e scaricare IPRI 2017 sul sito InternationalPropertyRightsIndex.org